Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

30giu/160

Accadde oggi: muore Luciano Manara

30 giugno

Luciano Manara partecipò valorosamente alle Cinque Giornate di Milano capeggiando l’operazione che portò alla conquista di Porta Tosa e alla Prima guerra d’indipendenza italiana con un gruppo di volontari da lui stesso organizzato.
Al ritorno degli Austriaci si rifugiò in Piemonte dove fu messo a capo di un corpo di bersaglieri con cui combatté sul Po e a La Cava in provincia di Pavia.
Partecipò alla difesa della Repubblica Romana e fu nominato capo di Stato Maggiore da Garibaldi. Morì nello scontro di Villa Spada il 30 giugno, quando aveva soltanto 24 anni.
(In fondo si potranno vedere immagini d’epoca della Repubblica Romana accompagnate dal canto antipapista “Se il Papa è andato via” di Goffredo Mameli)

30giu/160

Buttare l’Italicum e gli opportunismi

Articolo di Gianfranco Pasquino (Fatto 30.6.16) «L’Italicum è una legge di parte che non può essere modificata per convenienze di parte, ma che deve essere cestinata. Punto e a capo.”

“”Domenica 19 giugno le candidate e i candidati del Movimento 5 Stelle sono arrivati al ballottaggio in 20 Comuni e ne hanno vinti 19. Subito dopo sono ricominciate le richieste da più parti di ritoccare la legge elettorale nazionale detta Italicum per impedire l’eventualità che il ballottaggio per la conquista del governo nazionale avvenga fra il M5S e Pd. Renzi si è affrettato a rispondere che non sono previste modifiche. Si vedrà. Comunque, il principale problema dell’Italicum è che è una legge elettorale fatta su misura del Pd di maggio (2014, quando nelle elezioni europee il partito superò il 40% dei voti) con il consenso di Berlusconi, allora convinto che sarebbe stato il suo centrodestra ad arrivare al ballottaggio, e di Alfano, che chiese e ottenne una clausola di accesso al Parlamento non più alta del 3% (come in Spagna, circa 15 milioni di elettori meno dell’Italia, e non 4 come in Svezia: meno di 10 milioni di elettori).

29giu/160

Un nuovo Rinascimento nel nome della bellezza

Articolo di Gao Xingjian (Stampa 29.6.16) Traduzione di Simona Gallo
“Gli ultimi cento anni non hanno prodotto alcuna civiltà: è tempo che la cultura non sia più una merce, bisogna tornare all’esperienza umana, ai sentimenti, alla vita”

“”In quest’epoca di globalizzazione, un’epoca in cui la politica e la propaganda commerciale occupano tutti gli spazi, persino la cultura è piegata alle leggi dell’economia di mercato. Arte e letteratura possono non degenerare nel consumismo culturale, e difendere la loro intrinseca autonomia spirituale e totale libertà creativa? [...] Un nuovo Rinascimento è realizzabile? Se ci slegassimo dalla visione storica del mondo artistico-letterario fondata sulla modernità, instaurata dal XX secolo, se poi gettassimo nella spazzatura la teoria della perenne negazione e con essa tutte le provocazioni e gli esibizionismi, e se poi riesaminassimo la storia dell’arte e della letteratura, non tarderemmo a scoprire che questi ultimi cent’anni e più non hanno prodotto una nuova civiltà, anzi, non hanno fatto altro che involgere l’umanità in un circolo vizioso. L’Oriente ha intrapreso la strada già battuta dall’Occidente, e l’Occidente quella già battuta dall’Oriente, e quindi ora si sono scambiati le direzioni. Questo mondo è talmente assurdo…

29giu/160

Accadde oggi: nasce Giacomo Leopardi

29 giugno copia

Di G. Leopardi proponiamo uno splendido brano tratto da “Zibaldone” riportato nel volume “Biblioteca laica. Il pensiero libero dell’Italia moderna” a cura di Michele Ciliberto, Laterza, pagg. 595, euro 28,00.

Il brano di Leopardi è inserito dall’autore, assieme ad altri, sotto il titolo “Negazione della vita, stravolgimento dei valori e infelicità dei cristiani”, a sua volta parte di una delle varie tematiche in cui è suddiviso il volume “Critica alla Chiesa di Roma e del cristianesimo”.

Leggi il brano di Giacomo Leopardi:

29giu/160

Presente e futuro delle aree costiere in Italia.

Da legambiente.it 29.6.16 “Legambiente presenta il Rapporto Ambiente Italia 2016″

“”Cemento, erosione costiera, mala depurazione e beach litter. Le minacce per le coste che i cambiamenti climatici renderanno più fragili. “Uscire da politiche separate e puntare su tutela, turismo sostenibile, valorizzazione dei sistemi dunali: nuove politiche di sviluppo per le sponde del Mare nostrum”. Oltre settemila chilometri di coste con bellezze storiche, ambientali, geomorfologiche che determinano in modo significativo l’identità del Belpaese. Coste al centro di uno dei mari più delicati del pianeta per ragioni ambientali ma anche culturali e commerciali, banco di prova imprescindibile rispetto ai cambiamenti climatici, sui quali pesano le conseguenze di politiche miopi e inefficienze storiche.
Oggi il 51% dei litorali italiani è stato trasformato da case e palazzi e la cifra, senza un cambio delle politiche, è destinato a crescere: negli ultimi decenni al ritmo di 8 chilometri all’anno, più della metà dei paesaggi costieri sono stati trasformati da palazzi, alberghi e ville.

29giu/160

Una carta costituzionale europea per superare tutti i nuovi confini

Articolo di Raffaele K. Salinari (manifesto 28.6.16) «Bisogna cominciare da subito a mettersi insieme per attivare un progetto di inclusione culturale a sinistra, per superare confini che prima di noi sono stati abbattuti dal nostro avversario.»

“”Con il risultato del referendum inglese il capitalismo finanziario che governa gran parte delle dinamiche mondiali ha ottenuto un’altra importante vittoria. Solo ad una lettura superficiale e di corto periodo dell’avvenimento si potrebbe credere il contrario, cioè che le forze antisistema, perlopiù di destra, ma anche qualche sprovveduto altermondialista, siano i veri trionfatori della Brexit. Se l’economia finanziarizzata è senza territorio, senza nazione, senza spazio, se ha progressivamente superato tutte le differenze di cultura e di clima tra le varie parti del globo rendendolo realmente ciò che è, un luogo senza inizio e senza fine in cui i confini sono retaggi del passato, ebbene l’ulteriore scomposizione europea risulta un tassello fondamentale nella sua strategia di globo-colonizzazione. Che senso ha oggi, infatti, pensare le Nazioni come spazio di governo reale delle dinamiche economiche? Quale modello è realmente e stabilmente sovrano nel mainstream dei flussi di capitale? Noi sappiamo, ma non riusciamo a pensare questo dato in termini politici, che ogni microsecondo miliardi vengono spostati da una parte all’altra del globo senza nessuna regolazione, mossi da algoritmi atti solo a guadagnare plusvalenze da qualunque cosa, dalle vite migranti alle armi, passando per consumi di lusso o cultura di massa.

29giu/160

La chiave inglese

Articolo di Massimo Gramellini (lastampa.it 29.6.16)

“”Dal giorno successivo al patatrac, gli inglesi cercano forsennatamente di capire cosa diavolo sia quell’Unione Europea da cui hanno deciso di autoespellersi. Non è una freddura british, ma il freddo responso di Google. La seconda domanda più digitata sul motore di ricerca dai prodi secessionisti britannici risulta essere: «What is the Eu?» («Che cos’è la Ue?»). Seguita da un quesito non meno amletico: «What happens if we leave the Eu?» («Che succede se lasciamo la Ue?»). Ma non potevano chiederselo venerdì mattina? Magari avrebbero votato allo stesso modo, ma almeno dopo averci pensato su. Altro che «conoscere per deliberare». Questi prima hanno deliberato e poi, con molta calma, hanno incominciato a informarsi sull’oggetto e sulle conseguenze del loro voto.

28giu/160

Festival di Bologna Bellocchio vs Bertolucci gli eterni nemici amici

Articolo di Emiliano Morreale (Repubblica 28.6.16) “I due colossi del cinema italiano simboli della nostra “nouvelle vague” negli anni 60 si incroceranno più volte a Bologna”

“”UN tempo Marco Bellocchio e Bernardo Bertolucci erano considerati due registi rivali. Forse anche per motivi geografici, campanilistici: di Parma uno, di Piacenza l’altro. E c’era addirittura chi li paragonava calcisticamente a Mazzola e Rivera, più o meno loro coetanei. Al festival “Il Cinema Ritrovato” di Bologna (dove mi trovo a coordinare incontri e film) mi accorgo che, per una curiosa coincidenza, nei prossimi giorni i due s’incroceranno più volte. Non sarà un incontro ufficiale: ma Bertolucci presenterà Ultimo tango a Parigi all’interno di un omaggio a Marlon Brando e parteciperà a un incontro su Chema Prado, storico cinetecario spagnolo, mentre Bellocchio (presidente della Cineteca di Bologna che organizza il festival) presenterà I pugni in tasca e dialogherà col critico francese Michel Ciment.
A metà anni 60, i due registi erano stati i nomi di punta del nostro cinema giovane, gli unici forse che potessero rappresentare una nouvelle vague italiana. Nel ‘62 Bertolucci esordiva con La commare secca, nel ‘64 arrivava Prima della rivoluzione.

28giu/160

Accadde oggi: si pubblica l’Encyclopedie

28 giugno

1751 – Viene pubblicata a Parigi dall’editore André Le Breton l’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers. L’opera, pubblicata da un consistente gruppo di intellettuali sotto la direzione di Diderot e D’Alembert, rappresenta un importante punto di arrivo di un lungo percorso teso a creare un compendio universale del sapere, nonché il primo prototipo di larga diffusione e successo delle moderne enciclopedie, al quale guarderanno e si ispireranno nella struttura quelle successive.
La sua introduzione, il Discorso Preliminare, è considerata un’importante esposizione degli ideali dell’Illuminismo, nel quale viene altresì esplicitato l’intento dell’opera di incidere profondamente sul modo di pensare e sulla cultura del tempo. (In fondo un filmato con riproduzioni dall’opera originale)

28giu/160

La donazione degli organi, un dilemma filosofico

Articolo di Maurizio Assalto (Stampa 28.6.16)

“”Mors tua vita mea, si usa dire. Un po’ cinico, ma in qualche caso tragicamente vero. A volte addirittura circonfuso di ammirata approvazione. Senza riandare al mito della dolente Alcesti che si offre a Thanatos al posto dell’amato Admeto, basta pensare alla questione molto attuale della donazione di organi. Un tema delicato quanto pochi altri, che investe argomenti tabù come l’attaccamento alla propria integrità corporale e disposizioni d’animo apprezzabili come la sollecitudine verso l’altrui bene – quando peraltro il male estremo per il donante è compiuto. Ma siamo sicuri che le cose stiano proprio così? Che la mors tua, attraverso la quale potrebbe passare la vita mea, sia davvero morte? A sollevare diversi dubbi è un libro pubblicato da un piccolo editore romano, Efesto. Si intitola Vivi o morti? e non l’ha scritto un gretto oscurantista ma un docente di filosofia, nonché attivista di Amnesty International, Roberto Fantini, che è andato a sentire riconosciute autorità nei rispettivi campi.