Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

17dic/180

“Bloccata la mobilita’ fra le generazioni. Così non c’e’ eguaglianza”

Articolo di Nicola Lillo (Stampa 17.12.18) “Uno studio della Banca d’Italia: “Istruzione e reddito si ereditano Nel Paese viene meno un principio su cui si fonda la democrazia””

In Italia l’istruzione, il reddito da lavoro e la ricchezza continuano a ereditarsi da genitori a figli. L’ascensore sociale nel nostro Paese è fuori uso da tempo e le condizioni di partenza dei più giovani sono decisive per il loro futuro e il successo professionale. È quanto emerge da uno studio dei ricercatori della Banca d’Italia, secondo cui il nostro è tra i Paesi con «una persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche relativamente alta». Un fenomeno che negli ultimi anni è addirittura in aumento e che è la causa principale delle disuguaglianze. L’economista americano Alan Krueger, tra i consiglieri economici di Barack Obama, nel 2012 ha parlato in un importante discorso di «curva del Grande Gatsby». In pratica la sua teoria è che più diminuisce la mobilità sociale tra una generazione e quelle successive, più aumentano le disuguaglianze.

17dic/180

Accadde oggi: in TV nascono i Simpson

17 dicembre

1989 – Debuttano I Simpson (titolo originale The Simpsons), sotto forma di episodi di mezz’ora in prima serata come uno show. E’ la più popolare sitcom animata, creata dal fumettista statunitense Matt Groening a fine degli anni Ottanta per la Fox Broadcasting Company. Parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, tratta in chiave umoristica molti aspetti della condizione umana, così come la cultura, la società in generale e la televisione.
(In fondo si potrà vedere Homer Simpson che esprime il suo credo religioso e in un secondo filmato scorrere le immagini di diversi personaggi famosi comparsi nei loro episodi)

17dic/180

“SESSO” – Le parole della laicita’

Dalla rubrica di MicroMega “Le parole della laicità” a cura di Edoardo Lombardi Vallauri (18.7.17)

“”Le parole della lingua sono gravate da componenti che ci impongono una visione del mondo molto di parte. Spesso questa visione ci danneggia, e arriva a impedirci (anche per tutta la vita) di vivere le cose per quello che sono. Se diciamo Pia va con tutti, o è stata con Mario, quello che gli altri capiscono da predicati così generici (andare, stare) è quasi sempre l’accoppiamento sessuale. Questo avviene perché sanno che se si trattasse di qualsiasi altra attività nessuno sceglierebbe di usare verbi così vaghi da non dire niente, e la chiamerebbe direttamente con il suo nome: Pia parla con tutti, ha cenato con Mario. Se qualcosa non viene chiamato con il suo nome, è probabile che si tratti di sesso, perché di sesso non si può parlare nello stesso modo in cui si parla delle altre cose. Non c’è una vera e propria proibizione che impedisce di parlare di sesso; peggio: c’è un dispositivo linguistico per cui, anche non riconoscendo nessuna proibizione, se proviamo a parlare di sesso non possiamo farlo come con tutto il resto. La ragione è che le parole che riguardano il sesso sono inquinate. Non si può usarle impunemente. Herbert Marcuse, in Eros e Civiltà, lamentava che “le parole che si riferiscono a questa sfera hanno un tono di sermone, o un tono osceno”. Il risultato è che, se vogliamo parlarne, non possiamo evitare di avallare anche noi la condanna del sesso: basta menzionarlo per partecipare al suo screditamento, che è contenuto in quasi tutti i termini che la lingua ci mette a disposizione per riferirsi ad esso.

17dic/180

La pedofilia cattolica dilaga

Articolo di Paolo Mastrolilli (Stampa 17.12.18) “Troppe cause, i boy scout Usa in bancarotta. Ma almeno all’estero se ne parla, e parecchio”

“”I boy scout, una delle icone della società americana, rischiano la bancarotta, colpiti dalle cause per molestie sessuali e dal declino delle iscrizioni. Il Wall Street Journal ha rivelato che hanno assunto uno studio legale per valutare il possibile ricorso alla procedura del «Chapter 11», allo scopo di proteggersi dai creditori, negoziare le compensazioni alle vittime, e cercare così di sopravvivere. Gli scout erano nati in Inghilterra, e nel 1910 l’editore di Chicago W.D. Boyce li aveva portati negli Stati Uniti, fondando i “boy scouts of America”. Il successo era stato immediato, favorito anche dall’aiuto dell’ex presidente Theodore Roosevelt, che voleva usarli per contrastare il declino dei valori fondanti del Paese. L’obiettivo iniziale era insegnare ai ragazzi il patriottismo, il coraggio e altre virtù, ma poi era stato aggiornato con l’intenzione di «preparare i giovani a fare scelte etiche e morali nel corso della loro vita, instillando in essi i valori del Giuramento dello Scout e della legge».

16dic/180

L’altruismo conviene, rafforza solidarieta’ e conoscenze

Articolo di Telmo Pievani (Corriere 16.12.18)

“”Sacrificarsi per i propri figli è facilmente spiegabile sul piano evolutivo: sono i continuatori della nostra linea genetica. Meno intuitiva è la strategia di partorire cuccioli immaturi come i nostri, il cui cervello si sviluppa per due terzi dopo la nascita. Accudirli per anni durante l’infanzia e l’adolescenza prolungate è un adattamento assai costoso per i genitori e per il gruppo. Gli erbivori nella savana fanno il contrario, accelerano la crescita per non finire predati: i cuccioli appena nati devono alzarsi in piedi in tutta fretta e correr dietro alla madre e al gruppo. Nella fragilità degli infanti umani si nasconde però un vantaggio per il quale val la pena rischiare: i piccoli, ancorché vulnerabili, avranno più tempo per giocare, per imitare gli adulti, per imparare, per sperimentare.

16dic/180

Accadde oggi: nasce Philip K. Dick

16 dicembre

1928 – Nasce a Chicago il grande scrittore di fantascienza Philip Kindred Dick. La sua è stata un’esistenza inquieta e disordinata, ma sempre lucida dal punto di vista letterario, fin dagli esordi, avvenuti nel 1952. Philip Dick è stato al centro, dopo la morte avvenuta nel 1982, di un clamoroso caso di rivalutazione letteraria. Dai suoi romanzi sono stati tratti numerosi film, primo dei quali il celebre “Blade Runner” di Ridley Scott. (In fondo potrai vedere alcune sequenze da Blade Runner, accompagnate dal tema musicale di Vangelis)

16dic/180

CREDERE. Le parole della laicita’

Da MicroMega online 11.7.17 rubrica a cura di EDOARDO LOMBARDI VALLAURI

“”Usiamo le parole in modo truffaldino. Talvolta ingannando gli altri, talvolta noi stessi. Le parole ci ingannano perché senza saperlo ne accettiamo usi fuorvianti, che costruiscono il mondo come non è. Un uso veramente laico delle parole sarebbe quello in cui non operasse nessuna assunzione nascosta e non verificata. Il verbo credere è solo apparentemente innocuo. Nel suo primo significato, significa “ritenere qualcosa probabile, verosimile, ma non certo, di solito perché non se ne hanno informazioni sufficienti”. Per esempio: credo che Giorgio sarà eletto, oppure credo che Carlotta sia innamorata di te, non per caso con il congiuntivo dell’incertezza. In questo significato, il verbo introduce frasi dichiarative (appunto, credo che…), oppure la fonte a cui si dà credito, con la preposizione a: credo a quello che dice il premier, credo più a te che a tuo fratello. Ma esiste un altro uso del verbo, sottilmente diverso sia nella semantica che nella sintassi, in cui la cosa creduta è introdotta dalla preposizione in, e che serve quando si tratta di una credenza epistemologicamente meno sobria.

16dic/180

Liberta’ di stampa e pluralismo il governo torna all’attacco

Articolo di Roberto Ciccarelli (manifesto 16.12.18) “Editoria. Una rappresaglia senza precedenti che premia gli oligopoli editoriali. A rischio 10 mila posti di lavoro”

“”I Cinque Stelle hanno ripresentato l’emendamento assassino della libertà di stampa e del pluralismo nell’editoria. Quello che porta in calce la firma del capogruppo Stefano Patuanelli è stato segnalato in commissione Bilancio al Senato e contiene un testo rimodulato, come già annunciato dal sottosegretario all’editoria Vito Crimi (M5S), rispetto a quello prima presentato, e poi ritirato alla Camera che prevedeva l’abolizione dei contributi pubblici all’editoria dal primo gennaio 2020. Ora il testo prevede nel 2019 un taglio dei contributi diretti ai quotidiani e periodici pari al 20% del fondo calcolato sulla base della differenza tra l’importo spettante e 500 mila euro. Nel 2020 il taglio salirà al 50%, nel 2021 sarà del 75%. L’azzeramento è previsto dal 2022. A partire dal 2020, è prevista inoltre l’abrogazione della legge 230 del 1990 sui contributi alle imprese radiofoniche private che svolgono attività di informazione di interesse generale. Questa norma penalizzerà gravemente Radio Radicale. TRA I QUOTIDIANI nazionali coinvolti ci sono Libero, Avvenire, Italia Oggi, il manifesto, il Foglio.

15dic/180

Contro l’inganno del cambiamento il populismo che disgrega e la forza delle donne

Articolo collettivo (Corriere 15.12.18) di Sara Ventroni, Serena Sapegno, Cecilia Sabelli, Simonetta Robiony, Anna Maria Riviello, Silvia Pizzoli, Donatina Persichetti, Francesca Marinaro, Francesca Izzo, Fabrizia Giuliani, Antonella Crescenzi, Licia Conte, Cristina Comencini, Rita Cavallari, le Elezioni europee 2019 per Snoq-Libere

“”Le donne vincono periodicamente e vanno incontro ciclicamente a sconfitte, anche per loro responsabilità. Un periodo cominciato con una loro inedita presenza, sia nella politica che nella società, si è concluso riproiettando il vecchio film: solo uomini sulla scena pubblica che s’incontrano, discutono, si insultano, decidono e non si accorgono di stare in una fotografia che sembra scattata in Arabia Saudita.
La maggioranza delle donne andate al potere non ha usato la propria forza per battersi e imporre la nostra agenda riformatrice, è stata subalterna agli uomini e alla fine ha perduto tutta la forza conquistata. E nella società, come per altre grandi questioni politiche, ha prevalso anche sul fronte femminile una visione datata, vecchia di intendere la libertà, il potere e il loro reale effettivo esercizio.

15dic/180

Il vangelo sovranista. Una sicurezza immaginaria per conquistare il popolo impaurito

Articolo di Giovanni De Luna (Stampa 15.12.18)

“”Le discriminazioni che affiorano nel «decreto sicurezza e immigrazione» hanno rilanciato nella polemica politica il richiamo al fascismo mussoliniano e alle spinte razziste che culminarono nelle leggi antiebraiche del 1938. Il termine era stato già usato nel passato, spesso a sproposito, e proprio alla luce di questi precedenti oggi si è un po’ tutti ostaggi della favola di Esopo, quella del pastore che gridava «al lupo, al lupo!»: da un lato c’è il timore di non riconoscere per tempo una malattia che sarebbe mortale per la nostra democrazia, dall’altro quello di lanciare l’ennesimo allarme sbagliato e di ritrovarsi inermi quando e se il lupo arrivasse davvero. È un fatto, però, che certe pulsioni biopolitiche presenti nel decreto propongono uno scenario inedito nella storia recente della destra italiana. Nel patto di cittadinanza che sorregge le costituzioni democratiche e liberali, oggetto della sovranità dello Stato è l’uomo come attore politico, non l’uomo come semplice essere vivente, con la sua nuda vita e la sua fisicità corporea. Solo la smisurata statualità dei totalitarismi novecenteschi si era spinta, con i lager, a impadronirsi anche dei corpi dei deportati, riducendoli a esseri biologicamente animali. Ora, nel decreto, l’esclusione degli immigrati passa proprio attraverso la loro spoliazione di tutti i «segni» della cittadinanza (anagrafi, passaporti, permessi di soggiorno, licenze e diplomi scolastici) così che a definirli restano solo i marchi della loro fisicità (le impronte digitali, le fotografie delle schedature, i corpi «palestrati» della nave Diciotti, gli scheletri viventi ammassati nei campi libici). Di colpo decine di migliaia di persone hanno smesso di essere attori politici.