Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

17dic/170

Donald Sassoon. L’amore per Gramsci (e l’Inter). Il ’68 perduto.

Intervista à Donald Sassoon di Antonio Gnoli (Repubblica 17.12.17) “Lo storico si racconta: Dickens o Dan Brown? “La cultura deve vendere: pure Oscar Wilde faceva pubblicità alle creme per signora””

“”Nel suo ottimo italiano dice che il tempo cancella un po’ per volta la vita ma lo storico tra i vari compiti ha anche quello di ridisegnarla. In fondo il lavoro di Donald Sassoon — che martedì sera riceverà il Premio Napoli Internazionale — lo si può collocare dentro questa esperienza che è insieme mentale e oggettiva. Come storico dice di essersi occupato di parecchie cose relative al secolo scorso: «Non è facile trovare una definizione che soddisfi interamente la domanda su cosa sia stato il Novecento. Un quadro plausibile fu credo quello che disegnò Eric Hobsbawm con l’espressione “secolo breve”».
Lei è stato allievo di Hobsbawm. Che ricordo ne conserva?

17dic/170

Accadde oggi: in TV nascono i Simpson

17 dicembre

1989 – Debuttano I Simpson (titolo originale The Simpsons), sotto forma di episodi di mezz’ora in prima serata come uno show. E’ la più popolare sitcom animata, creata dal fumettista statunitense Matt Groening a fine degli anni Ottanta per la Fox Broadcasting Company. Parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, tratta in chiave umoristica molti aspetti della condizione umana, così come la cultura, la società in generale e la televisione.
(In fondo si potrà vedere Homer Simpson che esprime il suo credo religioso e in un secondo filmato scorrere le immagini di diversi personaggi famosi comparsi nei loro episodi)

16dic/170

“Youthquake” parola dell’anno e’ solo l’inizio: i giovani stanno tornando (e aiuteranno anche gli anziani)

Da Linkiesta online 16.12.17 “La scelta di far rientrare “youthquake” tra le parole dell’anno dell’Oxford Dictionaries è più che altro un (buon) auspicio per il futuro. Ma i giovani forse sono già pronti per dare una scossa alla società, combattendo anche in nome dei vecchi”

“”Lo scorso 20 novembre sul New Yorker è apparso un lungo articolo di Tad Friend sul pregiudizio nei confronti dei più anziani. Dalla tecnologia al cinema sembra esserci infatti un tendenziale abbassamento dell’età media delle persone coinvolte. Friend ci ricorda ad esempio che Larry Page e Sergey Brin avevano solo venticinque anni quando lanciarono Google nel 1998 e che Mark Zuckerberg nel 2004 aveva diciannove anni quando ha creato Facebook. Come si pone la società nei confronti di chi non è più giovane? L’atteggiamento sembra essere quello volto a isolare e quasi a stigmatizzare. Eppure nota ancora Friend, sulla Terra nel 2020 per la prima volta il numero di chi ha più di sessantacinque anni sarà maggiore rispetto al numero di chi ne ha meno di cinque. Nel 2000 solo il 12,8% degli over 65 lavorava, nel 2016 la percentuale è salita al 18,8 ed è superfluo aggiungere che questa categoria detiene anche più risorse. Se da una parte c’è chi ha i capelli grigi e un bel po’ di esperienza sulle spalle, dall’altra ci sono i giovani. Per definire questa categoria spesso ci si basa più su caratteristiche prese a prestito dalla sociologia o dalla psicologia che su indici anagrafici in senso stretto. Diverso è anche il ruolo che viene ciclicamente assegnato.

16dic/170

Australia, migliaia di bambini abusati da sacerdoti e insegnanti cattolici.

Articolo da manifesto 16.12.17 “Minori. Conclusa l’inchiesta della Royal commission. Il premier Turnbull: «Tragedia nazionale»

“”«Decine di migliaia di bambini sono stati abusati sessualmente in molte istituzioni australiane, non sapremo mai il vero numero. Non si tratta di poche mele marce, le principali istituzioni della società hanno seriamente fallito». È la terribile conclusione a cui è giunta la Royal commission, istituita nel 2013 dal governo laburista di Julia Gillard per fare luce sugli abusi sessuali in Australia, dopo un’inchiesta quinquennale, articolata in 8.013 sessioni private e 57 udienze pubbliche, durante la quale sono state raccolte le testimonianze di oltre 8000 vittime, con più di 1200 testimoni ascoltati in 440 giorni. «La più alta forma di inchiesta pubblica australiana», la definisce la Bbc.

16dic/170

Accadde oggi: nasce Philip K. Dick

16 dicembre

1928 – Nasce a Chicago il grande scrittore di fantascienza Philip Kindred Dick. La sua è stata un’esistenza inquieta e disordinata, ma sempre lucida dal punto di vista letterario, fin dagli esordi, avvenuti nel 1952. Philip Dick è stato al centro, dopo la morte avvenuta nel 1982, di un clamoroso caso di rivalutazione letteraria. Dai suoi romanzi sono stati tratti numerosi film, primo dei quali il celebre “Blade Runner” di Ridley Scott. (In fondo potrai vedere alcune sequenze da Blade Runner, accompagnate dal tema musicale di Vangelis)

16dic/170

Biotestamento, chi non e’ d’accordo puo’ continuare a non farlo. Ecco il bello di avere la legge

Dal blog di Marco Cappato (Fatto online 15.12.17)

“”La “notizia sensazionale” è che da oggi chi non vuole fare testamento biologico o interrompere terapie vitali… può continuare a non farlo. Come per chi non ha voluto e non vuole abortire, divorziare, unirsi civilmente, il riconoscimento di una nuova libertà civile non ha tolto nulla a nessuno. Sottolineare tale scontatezza serve in realtà a collocare l’approvazione della legge sul biotestamento come tappa di un percorso che nasce con la grande stagione referendaria radicale degli anni 70, si interrompe con la barriera della Corte anti-Costituzionale contro il referendum per l’abolizione del Concordato, arretra nell’era della “reazione” ruiniana, della legge 40 e del boicottaggio al referendum di Luca Coscioni, e riprende finalmente nell’ultima legislatura con le unioni civili e – appunto – il biotestamento. E’ un percorso che ora deve proseguire: matrimonio egualitario, legalizzazione dell’eutanasia e del testamento biologico, delle droghe oggi proibite e della ricerca sulle staminali embrionali e la modificazione del genoma, per citare soltanto alcuni dei fronti aperti come Associazione Luca Coscioni.

16dic/170

Noi Siamo Chiesa sulla linea di Avvenire riguardo al biotestamento

Articolo di Vittorio Bellavite, coordinatore di Noi Siamo Chiesa (13.12.17)

“”La linea di “Avvenire” sul testamento biologico è in contraddizione con gli inviti di papa Francesco a un esplicito dialogo positivo con le “diverse visioni del mondo, le diverse convinzioni etiche e le diverse appartenze religiose”. L’Avvenire di ieri, di oggi e ancora nel recente passato, ha come titolo di apertura di prima pagina la questione della legge sul fine vita. Da tempo editoriali e continui interventi contrastano in modo enfatico il progetto di legge in discussione con argomentazioni ripetitive che cercano di dare autorità soprattutto alle posizioni barricadiere di un piccolo gruppo di parlamentari di destra e di alcune associazioni ancora pronte a richiamarsi ai ruiniani “valori non negoziabili”. Quasi nascoste sono le posizioni, ampiamente presenti nel mondo cattolico, che sono di segno diverso. Ricorderò quella della rivista dei gesuiti “Aggiornamenti sociali”, quella di Mario Marazziti, portavoce di S.Egidio, che in quanto Presidente della competente Commissione della Camera ha contribuito alla redazione del testo in discussione, quella del prof. Francesco D’Agostino, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici e la ben nota appassionata lettera dell’allievo di don Milani Michele Gesualdi, ammalato di SLA, inviata ai parlamentari. Ci sembra che la vera e propria campagna del quotidiano cattolico voglia prendere la rivincita sui casi Welby ed Englaro, rispetto ai quali una riflessione autocritica di chi si comportò male nella Chiesa arriverà sempre troppo tardi.

15dic/170

Approvato il biotestamento

Tre articoli sull’approvazione del biotestamento    LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Caterina Pasolini (Repubblica 15.12.17) “Domande e risposte. Cosa c’è da sapere sul Biotestamento” Come decidere sul fine vita. Dalle disposizioni anticipate di trattamento alla libertà di scelta delle cure. I doveri dei sanitari e il ruolo del fiduciario.

“”Cosa sono le “dat”? Sono le disposizioni anticipate di trattamento, ovvero le nostre volontà in materia di assistenza sanitaria in previsione di una futura incapacità a decidere o comunicare. La legge prevede che ogni maggiorenne indichi le preferenze sanitarie e possa nominare un fiduciario che parli e lo rappresenti col medico quando non potrà o non vorrà farlo. Le dat sono inserite nella legge che parla di consenso informato alle cure, di rifiuto all’accanimento terapeutico
Cosa tutela la legge? La legge tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e soprattutto alla autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato e proseguito senza il consenso libero e informato del malato. In caso di impossibilità a comunicare, la sua scelta medica verrà rappresentata dalle dat e difesa dal suo fiduciario.
Cosa si può accettare o rifiutare? Quando si è lucidi e coscienti si è liberi di scegliere o rifiutare cure o accertamenti. Così nelle dat la persona può accettare di sottoporsi in futuro a qualsiasi cura, chiedere di essere assistita a oltranza oppure rifiutare qualsiasi accertamento o terapia. Può entrare nel dettaglio: non voglio essere rianimato, intubato, voglio antidolorifici, oppiacei, rianimazione meccanica. Voglio o non voglio che siano iniziati trattamenti anche se il loro risultato fosse uno stato di demenza, uno stato di incoscienza senza possibilità di recupero. Oppure restare sul vago: non voglio essere rianimato.
Idratazione e nutrizione si possono rifiutare? Sì. Sono considerate somministrazioni su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivo medici, come il sondino nella pancia, e quindi terapie alle quali si può decidere di rinunciare.
Si può cambiare idea, revocare le scelte?

15dic/170

Accadde oggi: muore don Giuseppe Dossetti

15 dicembre

1996 – A Monteveglio muore Don Giuseppe Dossetti. Viene sepolto insieme ai martiri dell’eccidio di Marzabotto, nel piccolo cimitero di Casaglia di Monte Sole, dove aveva sede la sua Comunità monacale.
Molte sono le anime di questo protagonista dell’Italia del secondo dopoguerra. Il Costituente, che ha scritto le pagine magistrali della Costituzione italiana; il Parlamentare e politico attivo negli anni complessi e difficili del secondo dopoguerra; il Monaco, uomo della chiesa e soprattutto del Vangelo.
« Forse già in questi giorni si preparano nuovi presidi, nuove illusioni storiche, nuove aggregazioni che cerchino di ricompattare i cristiani. Ma i cristiani si ricompattano solo sulla parola di Dio e sull’Evangelo!… La Chiesa stessa, se non si fa più spirituale, non riuscirà ad adempiere la sua missione e a collegare veramente i figli del Vangelo! » (Giuseppe Dossetti, 1994) (In fondo si potrà vedere l’inizio di un filmato in cui vengono mostrati i luoghi in cui riposa Don Giuseppe e si ascolta una sua intervista sull’eccidio di Marzabotto)

15dic/170

La lotta di classe vinta dall’1%

Articolo di Anna Maria Merlo (manifesto 15.12.17) “Rapporto World Wealth and Income Database. Primo studio mondiale sull’aumento dell’ingiustizia negli ultimi 35-40 anni. La colpa non è della mondializzazione, ma del modo in cui (non) è stata regolata. L’Europa la zona meno crudele, il peggio è in Medioriente, dove l’1% più ricco ha captato il 61% della ricchezza (37% in Europa, 47% negli Usa, 41% in Cina)”

“”PARIGI Una lotta di classe planetaria ha avuto luogo negli ultimi 35-40 anni, con l’esplosione della mondializzazione. L’ha vinta l’1% della popolazione, come già hanno individuato i movimenti nati con l’ultima grande crisi, adottando lo slogan semplice e efficace “siamo il 99%”. Dall’inizio degli anni ’80 a oggi, l’1% ha messo le mani sul 27% della crescita, cioè più del doppio (12%) di quanto abbia fatto, complessivamente, il 50% più povero. La “colpa” non è della mondializzazione in sé, che anzi ha permesso a milioni di persone di uscire dalla povertà. Ma dal modo in cui è avvenuta la redistribuzione: in modo assolutamente ineguale e ingiusto, a causa dell’impotenza, voluta o subita, dei poteri pubblici (stati e unioni di più paesi). Per di più, questa ineguaglianza non è utile alla crescita, i paesi meno egualitari non sono quelli dove l’economia corre di più. E’ quanto risulta dal lavoro da Titani realizzato da un centinaio di economisti di tutto il mondo, coordinati nel World Wealth and Income Database (WID, world) da Facundo Alvaredo, Lucas Chancel, Thomas Piketty, Emmanuel Saez e Gabriel Zucman, che ieri hanno pubblicato il primo Rapporto mondiale sulle ineguaglianze mondiali dal 1980 al 2016 in una settantina di paesi di tutti i continenti. L’interesse di questo lavoro è che, oltre alla raccolta e all’analisi di dati dei paesi ricchi, sono stati studiati anche quelli (spesso difficilmente disponibili o parziali) dei paesi emergenti. Sono stati analizzati dati sul reddito, ma anche sul patrimonio accumulato.