Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

24apr/170

Le unioni civili compiono un anno. Una rivoluzione rimasta a meta’

Articolo di Flavia Amabile (Stampa 24.4.17)

In quasi un anno di unioni civili sono state oltre mille le coppie omosessuali che hanno deciso di sposarsi. Matrimoni un po’ ovunque in Italia, al Nord come al Sud, con picchi a Roma e Milano, e cifre abbastanza omogenee nel resto d’Italia. A unirsi sono soprattutto persone non giovanissime e tante ancora ne arriveranno, c’è una lista d’attesa di oltre 100 coppie. Questi sono i dati disponibili, le cifre dettagliate verranno rese note l’11 maggio – data di approvazione della legge – durante una conferenza stampa da Monica Cirinnà. La senatrice è prima firmataria del ddl che ha rappresentato la base del testo poi approvato con alcune modifiche e, soprattutto, alcune cancellazioni.
La «stepchild adoption», ad esempio, vale a dire l’adozione del figlio, naturale o adottivo, del partner. Ancora di più, dopo un anno di unioni, è la grande assente e il profondo rimpianto. Da un punto di vista legale i figli del partner restano dei perfetti estranei, privi di tutele e riconoscimenti. Ivan Scalfarotto, deputato del Pd e uno dei protagonisti della battaglia per far approvare la legge anche nella sua versione monca procurandosi feroci critiche da parte di una porzione consistente della comunità Lgbt: «Forse a chi è fuori dal Parlamento sfugge che per approvare le leggi sono necessari i voti. Non li avevamo. Il movimento 5Stelle ci ha abbandonati all’improvviso. Di fronte a noi avevamo solo due possibilità: fare l’unica legge possibile oppure nulla. Abbiamo preferito approvare l’unica legge possibile sapendo che anche in altri Paesi ci sono state diverse fasi prima di arrivare a un’eguaglianza dei diritti».

24apr/170

Chi e’ ipocrita sui migranti

Articolo di Chiara Saraceno (Repubblica 24.4.17)

Chi è ipocrita sulla questione dei salvataggi in mare dei migranti? Le Ong e chi le sostiene finanziariamente (ma anche la marina italiana e Frontex) perché effettuano i salvataggi pur sapendo che c’è chi lucra sui migranti sia nei luoghi di partenza che nei luoghi di arrivo, o chi fa finta di non vedere e non sapere che premono alle porte dell’Europa persone così disperate da correre rischi inenarrabili, compresa la morte, pur di sfuggire alle condizioni di vita che sono loro toccate in sorte?
Basta vedere i minori non accompagnati, le donne incinte, gli anziani che sbarcano dalle navi dopo mesi di cammino e spesso sofferenze indicibili per capire che nulla li può fermare, salvo un cambiamento radicale nelle loro condizioni di partenza. Non è che non conoscano i rischi che corrono, non solo in mare, ma lungo tutto il percorso che li ha portati su quei barconi. Li mettono in conto e considerano che il trade-off tra questi rischi e la vita che toccherebbe loro e ai loro figli se rimangono è comunque positivo, che è meglio rischiare che rimanere.

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24apr/170

Accadde oggi: il genocidio degli Armeni

24 aprile

1915 – Vengono eseguiti i primi arresti tra l’Elite armena di Costantinopoli. L’operazione prosegue l’indomani e nei giorni seguenti. In un mese più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e perfino delegati al Parlamento saranno deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati per strada.
Così ha inizio il Genocidio Armeno, una delle pagine più oscure, ed al tempo stesso meno divulgate, della storia del secolo scorso. (In fondo potrai vedere, diviso in due parti,  un filmato con drammatiche immagini del genocidio e ascoltare la canzone “Holy Mountains” del gruppo metal armeno-statunitense System of a Down, chiamato anche SOAD)

23apr/170

Lo scippo che affossa il sogno di Cederna

Articolo di Tomaso Montanari (Repubblica 23.4.17)

La post-verità di Dario Franceschini è che l’autonomia del Colosseo non avrebbe ricadute sul governo del patrimonio culturale della Capitale. Ma basta ricordare che giustificò proprio con la sottrazione di quegli introiti l’introduzione del biglietto al Pantheon per capire che non è vero. Come dimostra anche l’aggressiva operazione con la quale il ministro ha sfilato al Comune le Scuderie del Quirinale, siamo di fronte ad una precisa strategia: fare del Collegio Romano il vero centro decisionale della politica culturale romana. Se si aggiunge il fatto che la moglie di Franceschini guida l’opposizione pd in Campidoglio ce n’è abbastanza per innescare uno scontro frontale.
La disarticolazione del patrimonio culturale romano in più centri decisionali e la sostanziale demolizione della soprintendenza sono destinati a incidere in negativo su ogni progetto di fruizione integrata. Lo “scippo” del Colosseo è la pietra tombale sul progetto di Antonio Cederna: un unico parco civico e archeologico che unisse l’Appia ai Fori senza soluzione di continuità.

23apr/170

Accadde oggi: l’Unesco celebra la Giornata Mondiale del Libro

23 aprile

1616 – La Conferenza Generale dell’UNESCO ha proclamato il 23 aprile “Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore”, al fine di rendere un omaggio mondiale al libro e agli autori e di incoraggiare ciascuno e, in particolare i più giovani, a scoprire il piacere della lettura e a rispettare l’insostituibile contributo dei creatori al progresso sociale e culturale, sottolineando come il libro sia uno strumento forte al servizio della tolleranza, della conoscenza reciproca, del multiculturalismo, della cultura della pace.
La scelta di questa data è stata determinata dal fatto che in questo giorno morivano, nello stesso anno, due dei massimi scrittori di tutti i tempi: William Shakespeare e Miguel de Cervantes. (In fondo potrai vedere uno spot sulla Giornata Mondiale del Libro)

22apr/170

Carlo Petrini, un Piano Marshall per la terra

Intervista a Carlo Petrini di Angelo Mastrandrea (manifesto 22.4.17)

Guardiamo alla salute del pianeta, ma pure a quella di chi lo abita, sembra dire Carlo Petrini, un una singolare sintonia con papa Francesco. Solo se si guarda al problema da questa prospettiva si potrà avere uno sguardo più ampio che consenta di connettere questioni che nell’agenda politica sono rigorosamente separate: i cambiamenti climatici, la produzione alimentare e le migrazioni, ad esempio. L’ideatore di Slow Food è convinto che non si può affrontare la febbre che rischia di portare la Terra al capolinea pensando solo di alleviarne i sintomi. A suo parere è necessario affrontare il malessere alla radice, combattendo «il folle sistema economico» che lo produce e proponendo un «cambio di paradigma» radicale. Socialista e umanitario, verrebbe da dire.

22apr/170

Accadde oggi: compaiono le armi chimiche nella Prima Guerra Mondiale

22 aprile

1915 – Nelle vicinanze di Ypres, una cittadina delle Fiandre, durante la Prima Guerra Mondiale si ebbe il primo utilizzo su larga scala di armi chimiche. Furono i tedeschi a rilasciare, da 5.730 bombole, 168 tonnellate di gas di cloro su un fronte di circa sei chilometri, causando nel giro di soli dieci minuti circa 5.000 morti nello schieramento alleato (costituito da francesi, inglesi, canadesi e truppe coloniali algerine).
(In fondo un breve filmato con immagini dell’uso di armi chimiche nella Grande Guerra)

21apr/170

Chi e’ stato davvero don Lorenzo Milani

Articoli di Silvia Ronchey e Federico Ruozzi (Repubblica 21.4.17) LEGGI DI SEGUITO

“Le vere parole di Don Milani” di Silvia Ronchey «Perché il potere ha ancora paura del prete senza chiese»

“”Vissuto per metà sotto il fascismo, per metà nell’Italia divisa tra democristiani e comunisti, Milani è il rampollo di un’alta borghesia ebraica di antico lignaggio, radicate posizioni liberali, sofisticate tradizioni culturali – bisnonno senatore, Freud e Joyce, Svevo e Pasquali tra le conoscenze di famiglia, l’intelligencija russa nel Dna – che si fa traditore sia del proprio ceto, sia degli schieramenti autoritari della propria chiesa, nonché, in seguito, di quelli dei partiti, che i suoi gesti provocatoriamente radicali negli anni Cinquanta faranno più di una volta infuriare. È un ebreo non praticante che fa «indigestione di Cristo», come scrive al suo mentore e direttore spirituale Raffaele Bensi. Ma la sua conversione non è certo dall’ebraismo al cristianesimo, bensì da un battesimo di convenienza, ricevuto per sfuggire alle leggi razziali, a un abito scomodo, indossato per vocazione di riscatto: quello di cercatore di verità.
Cosa ha fatto Lorenzo Milani? Si è fatto maestro, non metaforicamente ma alla lettera, nel modo più umile e concreto, prima a San Donato, poi a Barbiana. Nel suo insegnamento si è liberato del catechismo, alla lettera ma anche metaforicamente, per attuare un progetto di “redenzione immanente” dell’ingiustizia sociale, ma anche per rovesciare l’impianto ideologico della scuola confessionale. Dove per confessione si intende quella cattolica, ma anche l’altrettanto autoritaria catechizzazione prodotta dalle ideologie secolari. Finendo così per «smascherare l’inganno costitutivo del potere e restituire la sovranità a una manciata di subalterni inafferrabili alla scolastica marxista allora imperante », come scrive Alberto Melloni nell’ardente introduzione all’edizione critica dell’opera omnia in uscita nei Meridiani Mondadori.

21apr/170

Accadde oggi: nasce Piero Calamandrei

21 aprile

1889 – Nasce a Firenze Piero Calamandrei, giornalista, giurista, politico e docente universitario italiano.
Fu uno dei redattori del codice di procedura civile del 1942, in parte ancora in vigore, Manifestò sempre la sua avversione alla dittatura fascista e, dopo la Liberazione, partecipò attivamente alla stesura della nuova Costituzione. (In fondo potrai ascoltare il discorso di Calamandrei sulla Costituzione agli studenti a Milano nel 1955)

20apr/170

Meta’ dei giornalisti arrestati nel mondo sono in Turchia

Articolo di Chiara Cruciati (manifesto 20.4.17) “Il caso del reporter turco-tedesco Deniz Yucel, in isolamento da febbraio. In totale sono 153 i giornalisti incarcerati, parte della narrativa dell’assedio interno ed esterno del presidente”

“”La Turchia batte un altro record: è il paese con il più alto numero di giornalisti dietro le sbarre. Cina e Egitto mangiano la polvere: con 153 reporter in carcere Ankara detiene la metà di tutti i giornalisti arrestati nel mondo. Sono kurdi, sono turchi, sono indipendenti, sono scrittori e analisti, commentatori e fotografi. E sono anche stranieri. Gabriele Del Grande è l’ultimo di una lunga serie, in un paese che – a seguito della campagna di epurazione giustificata con il tentato golpe del 15 luglio – ha posto sotto il controllo governativo (diretto e indiretto) il 90% dei media, a sentire le opposizioni. I timori di amici e familiari di Del Grande sono più che giustificati. Basta guardare al caso di Deniz Yucel: il reporter del quotidiano Die Welt, cittadino turco e tedesco, è in prigione da febbraio in isolamento. Rischia 10 anni e mezzo di prigione dietro l’accusa di propaganda a favore del Pkk e incitamento alla violenza. Una settimana fa Yucel ha sposato la fidanzata nella prigione di Silivri; poche ore dopo il presidente Erdogan ha fatto sapere a Berlino che non sarebbe stato estradato in Germania, come richiesto dal Ministero degli Esteri tedesco che ha potuto fare visita a Yucel solo sette settimane dopo l’arresto. «È un agente terrorista – ha detto Erdogan – Faremo il necessario, nell’ambito della legge, contro chi agisce come spia e minaccia il nostro paese da Qandil». Un chiaro riferimento alle montagne irachene dove gli uomini del Pkk si sono ritirati quattro anni fa quando partì il breve processo di pace.
Il suo caso è emblematico: ad Ankara non importa nulla dell’Unione Europea. Ha modellato lo Stato intorno al concetto di assedio: i nemici esterni (e interni, i kurdi) mettono a repentaglio la nazione turca, la vogliono indebolire per impedirgli di riprendersi il suo ruolo leader in Medio Oriente. È quello che Erdogan va ripetendo ad ogni piè sospinto.
La retorica dello Stato in pericolo che necessita dell’uomo forte pronto a schiacciare qualsiasi tentativo di indebolimento è alla base dei reati contestati ai 153 giornalisti in prigione da mesi, qualcuno da anni.