Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

12dic/180

Accadde oggi: la strage di Piazza Fontana

12 dicembre

1969 – Un ordigno contenente sette chili di tritolo esplode alle 16.37, nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in Piazza Fontana a Milano. Il bilancio delle vittime è di 16 morti e 87 feriti. Nei giorni successivi alla strage, solo a Milano, sono 84 le persone fermate tra anarchici, militanti di estrema sinistra, e due appartenenti a formazioni di destra. E’ il primo di una feroce serie di attentati rimasti, in parte, misteriosi e impuniti.
(In fondo si potrà vedere un filmato sulla strage accompagnato dalla canzone
Piazza Fontana” di C. Bernieri interpretata dal gruppo milanese Yu Kung
)

11dic/180

Dichiarazione universale dei diritti umani

Alcuni articoli sulla ricorrenza della Dichiarazione universale dei diritti umani (Manifesto 11.12.18) LEGGI DI SEGUITO i vari articoli


“70 anni dopo. Amnesty contro il governo italiano: «Politiche razziste e repressive” Articolo di Marina Della Croce “Siamo umani. L’organizzazione denuncia la violazione dei diritti umani di rom e migranti mentre prosegue la vendita di armi a Paesi in guerra”

“”Da giorno del suo insediamento il governo Conte «si è subito distinto per una gestione repressiva del fenomeno migratorio. Le autorità hanno ostacolato e continuano a ostacolare lo sbarco in Italia di centinaia di persone salvate in mare infliggendo ulteriori sofferenze e minando il funzionamento complessivo del sistema di ricerca e salvataggio». Nel giorno in cui si celebrano i 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani, il giudizio che Amnesty international esprime su governo giallo verde non potrebbe essere più netto. L’organizzazione non esita infatti a bollare come «repressive» le politiche esse in atto contro i migranti sottolineando come i diritti dei richiedenti asilo siano messi in forse dal decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini. Che risponde subito alle accuse che gli rivolge Amnesty: «Ho la coscienza a posto. Il decreto sicurezza erode i diritti dei delinquenti e non dei richiedenti asilo», replica il ministro degli Interni. E con lui si schiera anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio: «In Francia ho visto minorenni fatti inginocchiare dalla polizia. Se queste cose le avesse fatte il governo italiano sarebbe arrivata l’Onu con i caschi blu».

11dic/180

Accadde oggi: sottoscritto il Protocollo di Kyoto

11 dicembre

1997 – Nel corso della Terza Sessione della Conferenza delle Parti (COP3) sul clima, istituita nell’ambito della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (UNFCCC), viene sottoscritto il cosiddetto Protocollo di Kyoto da più di 160 Paesi; cioè un trattato internazionale in materia ambientale, che si pone l’obiettivo di rallentare il riscaldamento globale del pianeta. Prende il nome dalla località giapponese, Kyoto, dove si è tenuto questo storico incontro.
E’ entrato in vigore solo nel febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia.
(In fondo potrai ascoltare la canzone “Kyoto Now“, del gruppo punk rock statunitense Bad Religion, di contestazione alla politica americana di non sottoscrivere il Protocollo di Kyoto)

11dic/180

Neofascisti «ripuliti» nella formidabile lavanderia di Netanyahu

Articolo di Zvi Schuldiner (manifesto 11.12.18) “Israele-Italia. Polacchi, austriaci, ungheresi, italiani, neonazisti, fascisti, antisemiti che vogliano pulire la propria immagine, possono farlo grazie alla formidabile lavanderia del premier israeliano: non faremo storie sul vostro antisemitismo e sul passato tenebroso, basteranno alcune prese di posizione pro-israeliane e diventerete parte del club degli smemorati. Basta accettare la logica della guerra, dell’occupazione, della politica aggressiva del governo israeliano”

“”Il vicepresidente del consiglio dei ministri italiano Matteo Salvini arriva oggi in Israele. Il premier israeliano lo accoglierà a braccia aperte, l’estrema destra lo abbraccerà entusiasta. Certo il Salvini che festeggiava il compleanno del padre delle leggi razziali in Italia con il motto «molti nemici molto onore» saprà come comportarsi al museo dell’Olocausto. Un altro ammiratore del duce visiterà Yad Vashem. Per fortuna, in questi giorni il presidente Rivlin è molto occupato e non ha tempo per Salvini. Rivlin, un uomo dichiaratamente di destra che in questo periodo è fra i pochi che ancora difendono alcune regole della democrazia liberale, ha recentemente dichiarato che comprende le necessità politiche dello Stato ma che occorre mettere un limite all’accettazione di forze neofasciste. Il capo dello Stato non si riferiva ai vari Salvini. Senza dirlo esplicitamente prendeva le distanze dalla linea che caratterizza l’attuale governo israeliano. Yad Vashem, il noto museo dell’Olocausto a Gerusalemme, ha già ricevuto visitatori particolari, alcuni francamente neofascisti, altri che cercavano di nascondere le proprie radici neonaziste. C’è chi è stato ricevuto con tutti gli onori, c’è chi si è dovuto accontentare di alcuni israeliani «realistici» e «patriottici» dell’estrema destra.

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10dic/180

L’educazione civica all’odio

Articolo di Chiara Saraceno (Repubblica 10.12.18)

“”Giusto preoccuparsi che si imparino fin da bambini le regole della convivenza civile, quindi innanzitutto del rispetto per gli altri, dell’impegno per il bene comune, e che si arrivi all’età adulta avendo una conoscenza degli istituti che regolano la nostra democrazia e dei princìpi fondamentali della Costituzione. È un tema che viene periodicamente sollevato, specie da quando è stata accantonata per manifesta inutilità l’ora di educazione civica a scuola. È anche stato ed è oggetto di molte iniziative, norme, proposte di legge. Sarebbe, anzi, opportuno effettuare una ricognizione sistematica per verificare sia i contenuti di queste iniziative sia la loro efficacia. Come spesso succede, invece, è più facile, dà più visibilità, formulare un nuovo progetto, una nuova proposta di legge. Tocca ora, dopo l’Anci, alla Lega di governo, con la proposta di legge intesa a introdurre un’ora obbligatoria di educazione civica dal primo anno di scuola dell’infanzia fino al termine della scuola media superiore. Sarebbe normale routine parlamentare, se non fosse che tra i firmatari, accanto al ministro dell’Istruzione, ci sono il ministro dell’Interno e quello della Famiglia. Il ministro che più abusa del linguaggio dell’odio e sottopone i propri oppositori alla gogna pubblica, che dileggia i migranti sui barconi, incoraggia la discriminazione nei confronti degli stranieri non comunitari, anche se legalmente residenti, in nome della famiglia naturale nega ai figli di coppie dello stesso sesso il diritto ad avere due genitori.

10dic/180

L’anniversario. Il naufragio dei diritti umani (anche) nelle democrazie liberali

Articolo di Donatella Di Cesare (Corriere 10.12.18) ”A 70 anni dalla dichiarazione universale Onu viene criminalizzato chi li difende”

Sono trascorsi settant’anni da quando l’Assemblea generale della Nazioni Unite votò la Dichiarazione universale dei diritti umani. Era il 10 dicembre 1948 e il mondo non voleva né poteva dimenticare quegli orrori della Seconda guerra mondiale, che non avrebbero più dovuto ripetersi. Da quel proposito nacque un testo costituito da trenta articoli in grado di garantire giustizia, dignità, opportunità, e impedire qualsiasi discriminazione. Libertà per la persona, rispetto per la vita di ciascuno. Nel celebrare oggi quella scelta, non si può fare a meno di constatare il naufragio dei diritti umani, soprattutto negli ultimi anni. Anziché essere protetti, rafforzati, estesi, quei diritti sono stati apertamente attaccati oppure nascostamente minati. Non solo nei regimi totalitari, ma anche nelle democrazie liberali.

10dic/180

Accadde oggi: l’ONU vota la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

10 dicembre 2012

1948 – L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite promuove la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, perché abbia applicazione in tutti gli stati membri.
Il primo articolo della Dichiarazione dice: « Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. »
Nella ricorrenza di questo evento, si celebra tutti gli anni in questo giorno la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
(In fondo potrai vedere un video sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e uno sulla Giornata Mondiale dei Diritti Umani)

10dic/180

«La mia Europa senza piu’ padri»

Intervista alla filosofa Julia Kristeva di Stefano Montefiori (Corriere 10.12.18) ”«la grande sconfitta, nella cacofonia mondiale delle nazioni oggi, è l’Europa»: la filosofa Julia Kristeva, in un’intervista al Corriere, riflette sulla crisi politico-ideale del continente.”

“”Parigi «La cultura europea esiste, la sua lingua è il multilinguismo, e il comune denominatore è la cultura dell’individuo, della nazione, della politica. Sono creazioni giudaico-cristiane, che si sono sviluppate nel tempo e che non sono culti ma aperture fragili. Il grande problema oggi è come armonizzare queste culture nazionali. Tutto il mio lavoro di intellettuale, ovvero psicoanalista, romanziera, filosofa, semiologa, affronta questo argomento». Incontriamo Julia Kristeva nella sua casa di Parigi, due giorni prima della visita a Milano e della laurea honoris causa alla Iulm, per anticipare i temi del suo intervento. Inevitabile che la cultura e l’Europa si intreccino con gli avvenimenti appena vissuti da Parigi e della Francia: la rivolta dei gilet gialli e la crisi della politica.
Come giudica lo stato attuale della cultura europea?
«Intanto, è già un punto di partenza affermare, come io mi sento di fare, che una cultura europea esiste. Quando ho accettato la proposta di venirne a parlare a Milano, tutti sapevamo che la grande sconfitta, nella cacofonia mondiale delle nazioni oggi, è l’Europa. Ma non eravamo ancora in questa situazione di crisi violenta. Quel che è appena accaduto a Parigi a mio avviso è un avviso di tempesta per tutta l’Europa, non solo per la Francia».

10dic/180

L’appello promosso da Thomas Piketty. Una Ue sovrana e piu’ giusta

Appello di Thomas Piketty, economista francese (Repubblica 10.12.18). L’elenco completo è su www.tdem.eu

“”Noi, cittadini europei, provenienti da contesti e Paesi diversi, lanciamo oggi questo appello per una profonda trasformazione delle istituzioni e delle politiche europee. Questo Manifesto contiene proposte concrete, in particolare un progetto per un ” trattato di democratizzazione” e un “progetto di budget” che può essere adottato e applicato nella sua forma attuale dai Paesi che lo desiderino, senza che nessun altro Paese possa bloccare quanti aspirino al progresso. Può essere firmato online ( www. tdem. eu) da tutti i cittadini europei che in esso si riconoscono. Può essere modificato e migliorato da qualunque movimento politico. Dopo la Brexit e l’elezione di governi antieuropeisti a capo di diversi Paesi membri, non è più pensabile continuare come prima. Non possiamo limitarci ad aspettare le prossime uscite o un ulteriore smantellamento senza apportare cambiamenti radicali all’Europa di oggi. Oggi, da un lato il nostro continente è intrappolato tra movimenti politici il cui programma si limita alla caccia a stranieri e rifugiati, programma che ora hanno iniziato ad attuare; dall’altro, vi sono partiti che si dichiarano europei, ma che in realtà sono ancora convinti che il liberalismo di base e la diffusione della concorrenza a tutti (Stati, imprese, territori e individui) siano sufficienti a definire un progetto politico.

10dic/180

Questa Italia senza gilet

Articolo di Piero Ignazi (Repubblica 10.12.18)

“”Dieci anni di pace sociale nonostante più grave crisi economica del secolo e poi, d’un tratto , l’aumento di qualche centesimo del carburante fa esplodere una rivolta. Da un mese la Francia è attraversata da proteste prima tradizionali – blocchi stradali e picchetti – e ora violente e devastatrici. Unico paragone possibile, le periferie in fiamme del novembre 2005 : allora i giovani ” ghettizzati” delle banlieue, popolate soprattutto da immigrati di seconda e terza generazione, avevano dato vita a una guerriglia urbana con migliaia di auto incediate (più di 4000 in soli tre giorni) e scontri durissimi con la polizia. Ma tutto si esaurì in tre settimane senza apparenti conseguenze politiche. Era la rivolta di una gioventù emarginata, che scatenava la propria rabbia per una condizione umiliante, senza prospettare obiettivi diversi dal gesto distruttivo. L’esplosione dei gilet gialli è tutt’altra cosa: è stata innescata da persone con una età centrale, che lavorano con impieghi precari o di reddito medio e medio- basso, e residenti in centri minori.