Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

21gen/170

Podemos. Le donne contro il machismo del partito

Articolo di Marina Turi (manifesto 21.1.17)

“”No es país para coños, Non è un paese per fiche. Il titolo del libro di Diana López Varela, pubblicato alla fine del 2016 (Península) è esplicito. Il sottotitolo, poi, elimina ogni dubbio: sulla necessità di una società femminista. L’uguaglianza tra donne e uomini continua ad essere una chimera, in Spagna come altrove. Anche nella società spagnola, l’idea è che la massima aspirazione per una donna debba essere quella di fare la moglie e la madre invece che l’avvocata, la scienziata o la pilota d’aereo. Per fermare la cultura machista, serve il femminismo e la necessità di rivendicarlo. Le donne di Podemos è da tempo che lo affermano, vogliono un Podemos femminista, decentralizzato e democratico. Un documento proprio con questo titolo si aggira per il partito per contaminare di femminismo gli aspetti etici, organizzativi e politici di tutte le iniziative e proposte di Podemos, dalla struttura interna alla linea politica e istituzionale da seguire. Lo ha redatto il Circulo Estatal de Podemos Feminismos, un circolo ideato dalle donne già agli esordi di Podemos. E proprio in questa campagna precongressuale il femminismo è già un possibile anello di congiunzione tra le diverse sensibilità che si sono definite.

21gen/170

Accadde oggi: muore George Orwell

21 gennaio

1950 – Muore a Londra George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair), opinionista politico e culturale, noto soprattutto come romanziere satirico e antiutopistico, per le allegorie politiche create con “La fattoria degli animali” e “1984“. Orwell è uno degli scrittori di lingua inglese più noti e apprezzati del XX secolo. L’efficacia dei romanzi in cui si descrive l’Utopia rovesciata (distopia) dei totalitarismi ha fatto nascere l’aggettivo “orwelliano“, oggi ampiamente usato per descrivere meccanismi totalitari di controllo del pensiero individuale e sociale.
Nel 1946 Orwell scriveva di sé: “Ogni riga di ogni lavoro serio che ho scritto dal 1936 a questa parte è stata scritta, direttamente o indirettamente, contro il totalitarismo e a favore del socialismo democratico, per come lo vedo io“. (In fondo potrai vedere la sequenza iniziale e quella finale del film di animazione inglese tratto da “La fattoria degli animali)

20gen/170

Analfabeti di stagioni e di luoghi

Articolo di Laura Marchetti (manifesto 20.1.17

“”Si intitolava Una coscienza di stagione e di luogo una preziosa conferenza che Fritjof Capra, nel 1997 tenne all’aperto nell’Edible Schoolyard, il “cortile commestibile” dell’Università di Berkeley. Si individuava come indispensabile per la sopravvivenza di tutti una ecoalfabetizzazione di massa, «la coltivazione di una coscienza di stagione e di luogo». Della stagione noi non ci rendiamo conto, se non in occasione di catastrofi, quando ci ammaliamo, quando invecchiamo, quando la pioggia travolge gli argini dei torrenti, quando la neve abbatte effimere anche se sontuose costruzioni. Ciò comporta, oltre tutto, un enorme problema pedagogico: negli spazi artificiali in cui li parcheggiamo, in quelli metropolitani, i bambini non sanno più riconoscere, ma soprattutto vivere, il ciclo vitale e temporale di un organismo, il ciclo di nascita, crescita, maturazione, declino, morte, e poi la nuova crescita della generazione successiva legato all’alternarsi del caldo e del freddo, dell’estate e dell’inverno. Non hanno insomma più la struttura mentale della stagione, una struttura del ciclo e anche del limite. I sistemi metropolitani, modulati su quelli industriali, innaturali e contro Natura, hanno invece fatto acquisire, in base al pregiudizio che tutte le cose debbano crescere ed espandersi all’infinito, una struttura senza scansioni temporali, senza adattamenti temporali, senza incertezze e dissipazioni e perciò senza vere precauzioni . È una struttura che ha influito sul senso del tempo ma anche dello spazio che non è più un luogo, ovvero uno spazio che è funzionale ma anche simbolico, e in cui l’uomo per abitare deve conseguire anche un senso di identità e di appartenenza, accumulare memoria e bellezza e armonia e relazioni di comunità e perfino un senso del sacro.

20gen/170

Accadde oggi: nasce Federico Fellini

20 gennaio

1920 – Nasce a Rimini Federico Fellini, considerato universalmente come uno dei maggiori protagonisti della storia del cinema mondiale. Già vincitore di quattro Premi Oscar per il miglior film straniero, per la sua attività da cineasta gli è stato conferito nel 1993 l’Oscar alla carriera diventando così il regista con il maggior numero di Oscar vinti in assoluto.
Definiva se stesso “un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo“. (In fondo si potranno vedere due sequenze da film di Fellini con le musiche di Nino Rota. La prima da “Otto e mezzo; la seconda la sfilata di moda ecclesiale da “Roma)

20gen/170

«Come le suffragette nel 1913». La contro-marcia delle donne

Articolo di Giuseppe Sarcina (Corriere 29.1.17)

“”Washington «Pensavo che fossimo arrivate, che noi donne ce l’avessimo fatta. Invece mi tocca tornare in piazza come negli anni Settanta». Patty Smail ha 67 anni. Quando ne aveva 22 fu assunta dal servizio postale Ups: «Guidavo quei camion marroni che trasportano la corrispondenza. Sono stata una delle prime autiste dell’Ups nell’intero Paese». Domani parteciperà anche a lei alla «Women’s march» organizzata a Washington per protestare contro Donald Trump, che si sarà insediato da un giorno alla Casa Bianca. Sulla pagina Facebook del comitato organizzatore sono arrivate finora circa 190 mila adesioni. Nella capitale sono attesi in 250 mila: si vedrà. Partiranno soprattutto da New York, con i treni per domani mattina esauriti da giorni. Oppure da Boston, Baltimora, Philadelphia. Nello stesso giorno saranno organizzate «manifestazioni sorelle» in molte altre città americane. L’iniziativa nasce sulla rete il 10 novembre, subito dopo la vittoria elettorale di Trump. Bob Bland, una «fashion designer» di New York, lancia l’idea sulla sua pagina di Facebook, raccogliendo, nel giro di poche ore, 3 mila adesioni. In parallelo si muovono altre donne, altri gruppi: si moltiplicano gli appelli e alla fine si costituisce una regia formata da quattro persone: la bianca Bob Bland; Tamika Mallory, avvocata afroamericana specializzata sul tema dei controlli sulle armi; Linda Sansour, direttrice dell’Associazione arabo-americana di New York; Carmen Perez, latinoamericana, direttrice di «The gathering for Justice», Mettersi insieme per la giustizia, associazione fondata da Harry Belafonte, ex cantante e da tempo militante per i diritti umani.
Con il passare delle settimane, però, allo spontaneismo del web si è aggiunto il robusto contributo di realtà strutturate come Planned Parenthood, l’organizzazione che difende la legislazione sull’aborto; Emily’s List, a sostegno delle candidate del partito democratico; National Resources Defense Council, associazione ambientalista.

19gen/170

Fundraising

Articolo di Emiliano Fittipaldi “Il vescovo e il dottor B, storia d’amore e di denari (Espresso online 18.1.17 “Tra le vicende che il Vaticano ha cercato di oscurare c’è anche quella che riguarda monsignor Calogero La Piana e un’eredità di un facoltoso medico che prima di morire ha rivelato: «Era il mio amante: ci vedevamo dopo le 22»”

“”A Messina c’è un’altra storia che il Vaticano ha preferito coprire con una coltre di silenzio. Riguarda un pezzo da novanta della curia siciliana, il vescovo emerito di Messina Calogero La Piana. Un potente salesiano nominato nel 2006 da Benedetto XVI metropolita della città. Per nove anni La Piana indossa la mozzetta con rigore inflessibile, respingendo con fermezza le accuse di chi lo considerava troppo vicino al sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea (l’ex seminarista Salvatore Bucolo), e soprattutto rimuovendo e trasferendo arcipreti (come don Salvatore Sinitò e don Maurizio Colbacchini) accusati da voci maligne di aver infranto il sesto comandamento con ragazze e parrocchiane tramutatesi in amanti. Alti prelati del Vaticano, italiani e stranieri. Molto vicini a papa Francesco. Che per anni hanno insabbiato le violenze sessuali sui minori da parte degli orchi con la tonaca. Lo rivela “Lussuria”, il nuovo libro del giornalista processato dalla Santa Sede per Vatileaks. Che fa luce su responsabilità, silenzi e omertà
Nel pieno delle funzioni di governo, improvvisamente, il 24 settembre del 2015 Calogero detto “Lillo” annuncia ai fedeli sgomenti di aver dato nelle mani di Francesco rinuncia irrevocabile al mandato pastorale della diocesi. Motivo ufficiale delle dimissioni, spiega la sala stampa vaticana, le difficili condizioni di salute del monsignore. Nient’altro. «Questa Chiesa è stata distrutta, così come la mia famiglia e chi mi sta vicino. Ho servito la città come ho potuto ma non la lascio bene», attaccò durante una conferenza stampa due giorni dopo aver dato la ferale notizia.

19gen/170

Una infelice prosperita’

Articolo di Peolo Cacciari (manifesto 19.1.17)

“”Indubbiamente, non c’è idea più radicalmente antagonista di quella di una società della decrescita, perché mette in discussione la stessa nozione di sviluppo inteso come grido di guerra lanciato dal «primo mondo» contro i popoli sbrigativamente definiti «sottosviluppati», cioè primitivi e inferiori. La controprova è che i movimenti che sostengono l’allentamento della presa dell’economia sulla società vengono ferocemente disprezzati sia da destra che da sinistra. «I principi economicisti della crescita hanno invaso le teste e i cuori della gente», ha scritto Veronica Bennholdt-Thomsen nel libro Verso una civiltà della decrescita (a cura di Marco Deriu, Marotta&Cafiero, primo volume di un ambizioso progetto editoriale che coinvolge ricercatori e attivisti di tutto il mondo): tanto da far credere che non ci sia possibilità di benessere senza prosperità e prosperità senza una crescita permanente di beni e di servizi disponibili.

19gen/170

Accadde oggi: nasce Ferruccio Parri

19 gennaio

1890 – Nasce a Pinerolo Ferruccio Parri, antifascista italiano, uno dei padri della Liberazione e della Costituzione italiana. Con il nome di battaglia di Maurizio fu un capo partigiano decorato dagli USA con la Bronze Star Medal. Fu il primo presidente del Consiglio a capo di un governo di unità nazionale istituito alla fine della seconda guerra mondiale e tra i fondatori del Partito d’Azione.
« Se ci fu un presidente del Consiglio italiano che meritò la qualifica di galantuomo, di politico onesto e probo, quello fu Ferruccio Parri » (Indro Montanelli)
(In fondo potrai vedere uno storico cinegiornale dell’Istituto Luce sulla formazione del governo di unità nazionale dopo la Liberazione con Ferruccio Parri presidente del Consiglio)

19gen/170

Fabiano e l’appello per l’eutanasia. “Fatemi uscire da questa gabbia”

Articolo di Giampiero Rossi (Corriere 19.1.17)

“”«Signor Presidente della Repubblica, vorrei poter scegliere di morire, senza soffrire. Ma ho scoperto di aver bisogno di aiuto». Fabiano Antoniani si rivolge a Sergio Mattarella con un video. Due minuti in cui – attraverso la voce della sua fidanzata Valeria perché lui fa molta fatica a parlare – riassume la propria storia e chiede al capo dello Stato di «intervenire» perché si sblocchi la proposta di legge per legalizzare l’eutanasia. Perché da due anni «Dj Fabo» non anima più le notti danzanti di almeno due continenti, non si infanga sulle piste di motocross, né tratta affari da broker e assicuratore. A 39 anni è cieco e tetraplegico, «bloccato a letto immerso in una notte senza fine». Vorrebbe poter morire e per questo si è rivolto all’associazione Luca Coscioni, impegnata «per la libertà di ricerca scientifica» e «per i diritti civili dei cittadini in ogni fase della loro vita».

18gen/170

Ripartire dalla carta per combattere l’esclusione

Articolo di Nadia Urbinati (Repubblica 18.1.17

Quel che manca alla Sinistra è prima di tutto la credibilità. Non solo dell’elettorato da conquistare ma anche dei suoi simpatizzanti che spesso (come è successo negli Stati Uniti ma anche in alcune tornate elettorali regionali nel nostro paese) decidono di astenersi perché non si riconoscono nei candidati, nei progetti e nei discorsi rappresentati dal simbolo del partito. Il risultato del referendum del 4 dicembre scorso parla anche di questo: gli italiani hanno mostrato di dare credibilità più al patto fondativo che a coloro che lo applicano. E hanno anche fatto capire che in un tempo di grandi incertezze, la Costituzione è probabilmente la maggiore certezza che hanno. Nel dubbio, meglio non rischiare: questa la logica in filigrana della vittoria del No. Che non è per nulla una parentesi o una tappa che interrompe un corso, quello cominciato dalla leadership renziana con la vittoria alle primarie e poi l’ascesa al governo. Non è una parentesi perché dal 2014 ad oggi è mancata una visione politica al di là dei destini della battaglia referendaria. Cominciamo da mille giorni fa.