Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

20feb/170

Barcellona controcorrente «Stop ai turisti, si’ ai rifugiati»

Articolo di Sara Gandolfi (Correiere 20.2.17)

“”«No al turismo di massa, Barcellona non è in vendita», «Basta scuse, accogliamo ora i rifugiati». Due slogan, due manifestazioni , una città che da sempre va fieramente controcorrente. Centinaia di migliaia di persone — 160 mila per la polizia, 500 mila secondo gli organizzatori — hanno partecipato sabato alla marcia di solidarietà che ha attraversato il centro della capitale catalana, reclamando il rispetto degli impegni presi dal governo di Madrid. In base all’accordo europeo raggiunto nel settembre 2015, la Spagna avrebbe dovuto aprire le frontiere a 17.337 persone; ne ha accolte finora appena 1.034. Pure la Catalogna, che ne ospita 471, aveva però promesso di accettarne 4.500. E sono in buona (anzi, cattiva) compagnia: secondo i dati diffusi dalla Commissione a inizio mese i Paesi Ue si sono suddivisi solo il 7% dei 160 mila richiedenti asilo arrivati in Grecia, Italia e Turchia. La voglia di marcare la propria differenza da Madrid è un «vizio» storico di Barcellona, dai tempi della guerra civile degli anni Trenta al recente referendum separatista. Ma se da un lato la piazza catalana spalanca le braccia ai derelitti del mondo, perché «nessuno è illegale», dall’altro si chiude verso chi arriva dalla «ricca» Europa, magari su volo low-cost, in cerca della movida della Rambla.

20feb/170

Accadde oggi: approvazione della legge Merlin

20 febbraio copia Indro Montanelli diede alle stampe un polemico pamphlet intitolato “Addio, Wanda!”, . « … in Italia un colpo di piccone alle case chiuse fa crollare l’intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli, la Fede cattolica, la Patria e la Famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre istituzioni trovavano la più sicura garanzia…”"

Questo provvedimento legislativo Merlin fu il principale dell’attività politica della parlamentare socialista, che intese seguire l’esempio dell’attivista francese (ed ex-prostituta) Marthe Richard sotto la cui spinta già nel 1946 erano stati chiusi i postriboli di Francia.) Una prima versione del suo disegno di legge in materia di abolizione delle case chiuse in Italia, era stato presentato nel 48 dalla senatrice socialista. La legge passò 10 anni dopo ,con il parere contrario dei monarchici e missini, il progetto divenne legge dopo un lunghissimo iter parlamentare: veniva abolita la regolamentazione statale della prostituzione e si disponevano sanzioni nei confronti dello sfruttamento della prostituzione.
(Alla fine un filmato su Angelina Merlin)

20feb/170

Il Re della politica italiana

Articolo di Lucia Annunziata (Huffington Post /29.2.17)

“”Nella scissione del Pd vince il Re della politica italiana. E non parliamo di Renzi, ma del proporzionale, iI Re della politica italiana è la sua più vecchia guida nonché il suo più vecchio seduttore. Non a caso sempre accompagnato dal suo miglior amico il Debito Pubblico, e solo malamente arginato dall’arcinemico Vincolo Esterno (l’Europa). La sua tentazione si è sempre periodicamente ripresentata, nonostante i continui sforzi per metterlo al bando. Tale è infatti la (apparente) semplicità della sua quasi evangelica promessa: “A ognuno il suo”. Sarete tutti rappresentati fino all’ultimo “0 virgola 1″ del voto e dunque sarete tutti felici.
Così opera il Faust del sistema italiano: il proporzionale. Ed è proprio il proporzionale il motore vero che ha spaccato il Pd. Con una curiosa convergenza, che nel futuro forse ci sarà più chiara, con quella messa in discussione della appartenenza all’Europa che avvelena il nostro paese.

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19feb/170

La mossa dei “burocrati” che salvano il paesaggio

Articolo di Tomaso Montanari (Repubblica ed Roma 18.2.17) «L’intervento della tanto denigrata “burocrazia” della soprintendenza sta rendendo al futuro della città e al bene comune uno straordinario servizio».

“”Dialogando amabilmente con Matteo Salvini, Maria Elena Boschi si era impegnata in diretta televisiva (a Porta a Porta, il 16 novembre scorso) a chiudere le soprintendenze («io sono d’accordo diminuiamo le soprintendenze, lo sta facendo il ministro Franceschini. Aboliamole, d’accordo») dopo la vittoria del Sì al referendum costituzionale. Sappiamo com’è finita: e, per ora, le soprintendenze ci sono ancora. E dunque le amministrazioni comunali non possono fare proprio quello che vogliono del territorio e del patrimonio culturale delle loro città. È così che un paletto molto ingombrante, o addirittura esiziale, per la mega speculazione Parnasi è stato piantato proprio dagli uffici periferici del Ministero per i Beni Culturali. Il vincolo che ieri sera è stato firmato dalla soprintendente di Roma Margherita Eichberg non solo impedisce la distruzione dell’Ippodromo di Tor di Valle, tutelando un edificio importante (e, ironia della sorte, anche la memoria storica delle Olimpiadi romane del 1960), ma, bloccando praticamente i lavori in tutta la famosa particella 19, costringe la Conferenza dei servizi sullo Stadio a fermarsi.E ora si aprono due possibilità. La prima è che tutto il progetto si fermi, e che gli attori internazionali di questa speculazione migrino altrove, secondo le logiche rapaci della creazione del denaro dal cemento. La seconda è che invece si sia disposti a rivedere, correggere, riscrivere il progetto, sostituendo un vero parco all’attuale colata di cemento. Mille ragioni — dall’assetto idrogeologico di Tor di Valle al sistema dei trasporti — renderebbero preferibile la prima, più radicale soluzione: ma in ogni caso l’intervento della tanto denigrata “burocrazia” della soprintendenza sta rendendo al futuro della città e al bene comune uno straordinario servizio.

19feb/170

Accadde oggi: nasce Niccolo’ Copernico

19 febbraio copia «In medio vero omnium residet Sol» «E in mezzo a tutto sta il Sole»


Il De revolutionibus orbium coelestium (in italiano Le Rivoluzioni dei corpi celesti) è il famoso trattato astronomico di Niccolò Copernico (Mikołaj Kopernik, lat. Nicolaus Copernicus), pubblicato per la prima volta a Norimberga nel 1543, per la precisione il 24 maggio, giorno in cui curiosamente morì l’autore. In questo testo Copernico descrive il frutto dei suoi studi parlando del movimento degli oggetti del cielo e l’opera si configura quindi come l’esposizione del sistema eliocentrico copernicano. Le innovazioni rispetto al sistema geocentrico tolemaico sono oggettivamente poche, ma erano comunque importanti punti di arrivo. Nel 1543, nonostante l’opposizione dell’autore ormai in fin di vita, il testo venne pubblicato facendogli precedere una premessa anonima (Ad lectorem de hypothesibus husius operis ,”Al lettore sulle ipotesi di quest’opera”) che per lungo tempo fu attribuita allo stesso Copernico ma che, successivamente (precisamente da Keplero nel 1609), venne fatta correttamente risalire al teologo luterano Andrea Osiander.
(Alla fine un breve filmato sulla teoria copernicana, Galileo e la Chiesa)

19feb/170

Lo scongiuro della scissione

Blog di Ida Dominijanni (HuffPost 19.2.17)

“”L’infinita soap-opera del Pd non ha dalla sua dei buoni sceneggiatori: né fra i protagonisti, né fra gli osservatori. A una classe politica che oscilla fra il non dare il meglio e il dare il peggio di sé fa riscontro un coro di cronisti e commentatori che oscillano a loro volta fra la foga di descriverla come un covo di vipere velenose e l’ansia di scongiurare una scissione che sarebbe al meglio incomprensibile, al peggio devastante. Il bilancio della parabola del Pd – dieci anni non ancora compiuti e vissuti molto pericolosamente – pencola infine fra quello di un partito mai nato, di una miscela mal riuscita e di un progetto mai decollato, a quello di un bene prezioso e irrinunciabile, dell’unico superstite del riformismo europeo, dell’ultima barriera della civiltà contro l’invasione dei barbari pentastellati o trumpisti. Tutto questo non aiuta a capire se c’è, e qual è, la posta della partita che si sta giocando – malamente – nel Pd, ma anche fuori dal Pd: sono aperti altri cantieri, in primis quello del congresso di fondazione di Sinistra Italiana, e intanto non smobilitano le reti dei comitati nati a sostegno del No al referendum costituzionale. Si può continuare a guardare tutto questo come una commedia recitata da attori di second’ordine, con le batterie cariche di personalismi, ambizioni, rivincite e rancori incrociati. Oppure si può fare uno sforzo di generosità – ce ne vuole parecchia, lo so – e alzare, quantomeno, l’asticella delle aspettative e delle richieste, sperando che serva ad alzare anche quella delle risposte.

18feb/170

Accadde oggi: muore Robert Oppenheimer

18 febbraio copia « Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirete vivi. »

Il suo nome e la sua fama sono legati soprattutto alla costruzione della prima bomba atomica e alla crisi di coscienza che lo indusse a rifiutare quella della bomba all’idrogeno. Fu sottoposto ad inchiesta per questo negli USA, e gli fu vietato l’accesso ai segreti atomici negli anni della guerra fredda.

E’ stato il primo fisico a capire l’effetto tunnel quantistico, con le sue ricerche si è avvicinato alla scoperta del positrone, portò avanti la teoria sulle piogge di raggi cosmici, e verificò il collassamento di grandi stelle causato dalla forza gravitazionale. I suoi studi si svolsero negli Usa e in Europa, nel 1939 pubblicò La contrazione gravitazionale dove gettò le basi teoriche sulle ultime fasi dei processi stellari, ipotizzando la presenza delle stelle di neutroni e dei buchi neri. Oppenheimer eccelleva per chiarezza di idee, capacità di sintesi, intuizione e doti organizzative. Perciò, nel 1942, il Governo degli Stati Uniti lo chiamò a dirigere il Progetto Manhattan. A tal fine, Oppenheimer si circondò dei migliori fisici nucleari del mondo, costituendo il gruppo di ricerca più importante che sia mai esistito in tutta la storia della scienza. Ma, a differenza di molti suoi colleghi, fu sempre consapevole della propria parte di responsabilità per il lancio dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki. I fisici hanno conosciuto il peccato fu il suo sconsolato commento dopo l’esplosione della bomba di Hiroshima.
(Alla fine un breve filmato con  intervista, in inglese, a Oppenheimer).

17feb/170

Giordano Bruno. Il rogo in cui inizio’ il tramonto dell’Europa

Articolo di Massimo Cacciari (Repubblica 17.2.17)

“”Quando Giordano Bruno è condotto al rogo e getta in faccia ai suoi carnefici le parole: «forse avete più paura voi nell’infliggermi questa condanna, che io nel subirla», e Tommaso Campanella, torturato crudelmente a Castel Nuovo, simula la pazzia per salvarsi la vita, l’Europa è nel vortice di quelle guerre civili e tra Stati, guerre “totali”, politiche e religiose, economiche e ideali, che solo dopo mezzo secolo troveranno una “pace”, gravida di tutti i futuri e ancor più tremendi conflitti. Queste lotte segnavano per Bruno la decadenza d’Europa, il suo declino politico e morale. In lui e in Campanella soffia lo spirito dei grandi riformatori. Per entrambi è vuota qualsiasi filosofia che non liberi l’uomo alla ricerca della propria felicità. Qualsiasi atto è lecito per perseguirla, poiché la nostra natura la esige come proprio fine. Ma per conquistarla è necessario sconfiggere, e in noi stessi anzitutto, i dèmoni della superstizione, della paura, dell’invidia, dell’egoismo, dell’ingiustizia. Occorre dar loro lo spaccio, preparando l’attesa di nuovi eroi fondatori, novelli Perseo, liberatori di Andromeda- Europa prigioniera dei mostri. Vengono Bruno e Campanella dall’esperienza diretta delle sciagurate condizioni dei popoli del Mezzogiorno, scorre nelle loro vene l’antico sangue dei nomoteti pitagorici di Magna Grecia, e anche quello della profezia medievale dell’abate di San Giovanni in Fiore.
Tale era anche il significato autentico della tradizione civile, repubblicana del nostro Umanesimo. Non resuscitare l’Antico, ma suscitare i moderni ad esserne all’altezza, a emularne la virtù, cioè la potenza della mente e delle arti, la loro potenza costruttiva. E come attingere a questa altezza senza furore? Nulla di vagamente “estatico” nel termine, nulla di immaginosamente “romantico” o irrazionale.

17feb/170

Accadde oggi: il rogo di Giordano Bruno

17 febbraio copia “La qual natura (come devi sapere) non è altro che dio nelle cose”

«Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla»

Gran parte delle notizie biografiche del filosofo ci sono state fornite da lui stesso durante il lungo processo a cui fu sottoposto dall’Inquisizione, fino alla condanna definitiva, a causa delle sue idee religiose e teorie dell’Universo e concezioni religiose e di fede. Entrato giovanissimo in convento, che egli non fosse entrato fra i domenicani per tutelare l’ortodossia della fede cattolica lo rivelò subito l’episodio – narrato dallo stesso Bruno al processo – nel quale fra’ Giordano, nel convento di San Domenico, buttò via le immagini dei santi in suo possesso, conservando solo il crocefisso. La sua indipendenza di pensiero e la sua insofferenza verso l’osservanza dei dogmi si manifestò inequivocabilmente: giudizi sull’arianesimo, dubbi sulla Trinità. Viene denunciato e temendo un arresto fugge a Roma, da cui si allontana forse per un sospetto di omicidio. Comincia la peregrinazione per l’Europa e la stesura delle sue opere più famose. Abbandona l’abito monacale, aderisce al calvinismo e fa lavori disparati. Anche la sua adesione al calvinismo era mirata a questo scopo.
(Alla fine il filmato “Alzate la testa”, tratto da “Giordano Bruno” di Giuliano Montaldo interpretato da Gian Maria Volonté)

16feb/170

Un prestito alle nuove generazioni

Articolo di Piero Bevilacqua (Eddyburg 16.2.17)

“”Il paradosso, clamoroso fino allo scandalo, è diventato inoccultabile, eppure il ceto politico non vuole vederlo. Il risparmio delle famiglie italiane continua a gonfiarsi – come ha ricordato di recente il governatore della Banca d’Italia – e non va agli investimenti, accresce la tesaurizzazione. Sono anni che questo accade, nonostante gli effetti della crisi mondiale e nonostante l’immobilità o quasi, quando non la regressione, dell’economia italiana. Naturalmente non tutte le famiglie risparmiano, solo una percentuale, mentre le altre non solo hanno difficoltà a risparmiare, ma vanno impoverendosi. Quindi una parte del Paese continua ad accumulare, non investe, mentre un’altra parte, crescente, perde terreno, con danno generale e lacerazione del tessuto sociale. Ebbene, questa divaricazione distruttiva avviene in un Paese come l’Italia dove la ricchezza netta delle famiglie è fra le più alte d’Europa: quasi 8 volte il reddito disponibile, mentre quello della Francia è 7,5 volte, quello della Germania 5,5. La nostra ricchezza immobiliare, soprattuttutto la casa, rimane sovrastante fra tutti i grandi stati continentali (G. De Felice, Gli italiani sono un popolo di cicale che affonda nei debiti, in AA.VV. Il pregiudizio universale, Laterza 2016). A questa maggior ricchezza patrimoniale del resto corrisponde anche un minor indebitamento delle famiglie. A fine 2015 esso era intorno al 43% del PIL, contro il 54% della Germania, il 56% della Francia, l’87% del Regno Unito. Anche le nostre imprese, per quanto strano possa sembrare, sono meno indebitate della media dell’Eurozona (77% contro 105%).