Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

30ago/161

Accadde oggi: da Padre Gemelli un feroce necrologio antiebraico

30 agosto copia

La dichiarazione di Gemelli su Momigliano: «Un ebreo, professore di scuole medie, gran filosofo, grande socialista, Felice Momigliano, è morto suicida. I giornalisti senza spina dorsale hanno scritto necrologi piagnucolosi. Qualcuno ha accennato che era il Rettore dell’Università Mazziniana. Qualche altro ha ricordato che era un positivista in ritardo. Ma se insieme con il Positivismo, il Socialismo, il Libero Pensiero, e con il Momigliano morissero tutti i Giudei che continuano l’opera dei Giudei che hanno crocifisso Nostro Signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio? Sarebbe una liberazione, ancora più completa se, prima di morire, pentiti, chiedessero l’acqua del Battesimo. »

Alcune notizie su Padre Agostino Gemelli, religioso, medico, e psicologo italiano, appartenente all’ordine francescano e fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Nel 1938, appoggia le leggi razziali e, secondo F. Cuomo, Gemelli sarebbe tra i 360 aderenti al manifesto degli scienziati razzisti, anche se questa adesione è messa in serio dubbio da Maurilio Lovatti. Secondo lo storico Roberto Finzi, le  prese di posizione di G. dimostrano la continuità tra antigiudaismo cristiano e antisemitismo.

29ago/160

Accadde oggi: nasce John Locke

 

29 agosto copia“”Le nuove opinioni sono sempre sospette e vengono di solito contrastate per l’unica ragione che non sono ancora diventate comuni.”” (citazione di John Locke)

Dopo studi, anche in medicina, e una collaborazione con il governo della monarchia inglese, nel 1675  si ritirò per motivi di salute in Francia per quattro anni, durante i quali studiò la filosofia di Cartesio, di Gassendi e dei libertini. Nella prefazione al Saggio sull’intelletto umano, sua opera principale, intitolata Epistola al lettore, Locke, rivolgendosi ai suoi lettori, racconta come ebbe origine il problema oggetto dell’opera:

28ago/160

Accadde oggi: nasce Lev Tolstoj

28 agosto copiaLa vita di Tolstoj, che nacque a Jasnaja Poljana, in provincia di Ščëkino, da genitori di antica nobiltà, fu lunga e tragica nell’accezione più vera del termine, ossia nel senso che essa fu dominata da una profonda, segreta tensione. Tolstoj ebbe un’incessante, tormentosa evoluzione interiore, lottò con se stesso e con il mondo, e questa lotta, talora impetuosa, alimentò senza sosta l’impulso creativo. Le sue prese di posizione sul cristianesimo, e a favore dei più poveri, lo portarono alla scomunica della Chiesa Ortodossa russa.Sono stato battezzato e educato nella fedecristiana ortodossa. Me la insegnarono fino dall’infanzia e durante tutto il periodo della adolescenza e della prima giovinezza. Ma quando, a diciotto anni, abbandonai l’università al secondo corso, io non credevo ormai più a nulla di quello che mi avevano insegnato”.
(Continuando un raro filmato russo d’epoca su Lev Tolstoj e la sua morte)

27ago/160

Burkini 3

Intervista a Azar Nafisi di Viviana Mazza (Corriere 27.8.16)  «Vero, la legge non può limitare Ma oggi il velo è un gesto politico». La scrittrice iraniana: ogni ortodossia religiosa vuole le donne invisibili. E articolo “Ancora oggi i segni religiosi disturbano la nostra laicità” di Leo. Mar. (Stampa 27.8.16) LEGGI DI SEGUITO

“”Washington Il dibattito sul burkini è «una questione complessa, che non può essere limitata al modo in cui viene discussa in questo momento» e andrebbe capita nel contesto della discussione sul velo non solo in Occidente ma anche in Medio Oriente, spiega Azar Nafisi, l’autrice iraniana-americana di «Leggere Lolita a Teheran». Seduta in un caffè di Washington, Nafisi si dice d’accordo con la decisione del Consiglio di Stato francese contro il divieto del burkini, perché crede nella libertà di espressione. Ma non vuole che passi l’idea che il diritto al velo sia il diritto cui ambiscono tutti i musulmani, «né che sia una libertà occidentale, perché l’Islam ha molte interpretazioni». «Da una parte, non penso che la legge dovrebbe limitare la libertà di scelta e di espressione. Non critico mai le credenze altrui, dicendo agli altri cosa dovrebbero fare, perché la fede è slancio, è come innamorarsi. D’altra parte, ciò non toglie che il velo sia oggi una dichiarazione politica più che religiosa. La storia del burqa e del velo risale a tempi in cui le donne non avevano un ruolo pubblico e, fuori di casa, dovevano coprirsi dalla testa ai piedi. L’ortodossia religiosa, come dappertutto nel mondo, vuole che le donne siano invisibili. In Iran come in Egitto, in Libano, in Turchia, le donne illuminate – come in Italia, Francia e America – hanno conquistato la libertà di apparire in pubblico. La lotta contro il velo iniziò con l’istruzione femminile. Dobbiamo capire che le donne in quei Paesi come in Occidente hanno il diritto di dire che il velo porta via le loro libertà».

27ago/160

Un’etica che e’ gia’ estetica

Articolo di Raul Pantaleo (manifesto 27.8.16) “«Emergency è un luogo in cui cura e attenzione alle persone si legano alla «bellitudine», anche in zone di guerra».”

“”Progettare in zone di crisi secondo l’esperienza che ho maturato con l’organizzazione umanitaria Emergency significa saper coniugare, anche in contesti difficili, etica ed estetica; dare risposte pratiche all’emergenza ma anche porre la questione di cosa l’edificio rappresenti in quei luoghi, quindi si deve parlare di bellezza o meglio di quello che preferiamo definire: «bellitudine» (una parola nata per caso da un errore diventato poi per noi un programma). La «bellitudine» è qualcosa di diverso dalla bellezza, è una parola «sporca», imperfetta, che accoglie le asperità della vita, non ha l’eterea distanza della bellezza. La «bellitudine» sintetizza quello che per noi significa coniugare etica ed estetica. Ci si stupisce sempre quando si parla di bellezza in progetti d’emergenza come quelli realizzati da Emergency, in realtà ci si dovrebbe stupire del contrario, del perché un ospedale in Africa, in un luogo di guerra, o in una tendopoli post terremoto non dovrebbe essere bello? Non vi è alcun motivo razionale alcuna giustificazione pratica. È semplicemente una questione di cultura e attenzione. Per questo ci piace parlare di «bellitudine» perché la parola bellezza è troppo «scivolosa», chi decide cos’è bello o meno, in base a quale criterio?

27ago/160

Accadde oggi: il Glorioso Rimpatrio dei Valdesi

27 agosto copia

Fu Arnaud Henri, pastore e comandante, che guidò i Valdesi nel “Glorioso rimpatrio”. Seguendo le istruzioni di Janavel (Giavanello), già comandante dei Valdesi in esilio, troppo vecchio per partecipare direttamente, condusse un piccolo esercito di 972 uomini, compresi alcuni ugonotti francesi, da Prangins, sul lago di Ginevra, verso le valli piemontesi, attraversando la Savoia per 200 chilometri e scavalcando passi oltre 2.500 metri d’altezza. (In fondo potrai vedere il filmato “Storie Valdesi” estratto dal film-documentario “Il cibo dell’anima” di Piero Cannizzaro)

27ago/160

L’Europa e la liberta’ delle donne

Articolo di Annie Ernaux (Repubblica 26.8.16) “(Traduzione di Lorenzo Flabbi) Annie Ernaux è una scrittrice francese autrice di “ Gli anni” (edizione L’Orma) Questo testo sarà letto domani al festival Gita al Faro a Ventotene”"

“”Oggi a metà agosto 2016, leggo che sono già 2500 i migranti annegati nel Mediterraneo tra gennaio e maggio, un terzo in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E leggo anche che da gennaio in Francia sono morte 68 donne, uccise dai loro compagni o dai loro ex senza che la notizia finisse mai in prima pagina, giusto un caso di cronaca come tanti. Queste statistiche, che sembrano avere in comune soltanto la morte di esseri umani e l’indifferenza, l’accettazione fatalista che essa provoca, mi sono tuttavia parse, in maniera intuitiva, meritevoli di una riflessione. In quanto donna che sa quanto sia stato lungo il cammino fatto per ottenere l’uguaglianza dei diritti con gli uomini, che si è rallegrata di vederla figurare tra i “principi fondamentali” dell’Unione Europea, mi sento spesso preda di turbamenti, e scoraggiata. Ci si dice, dati alla mano, che le ragazze hanno un tasso di successo scolastico superiore a quello dei ragazzi, che svolgono ogni professione, che sono “presenti” dappertutto, come se ancora non si trattasse di qualcosa di scontato.

27ago/160

Il mio Dante primo umanista che voleva salvarci tutti

Articolo di Alberto Asor Rosa (Repubblica 27.8.16) “Una lettura della Divina Commedia al di fuori dall’accademia alla ricerca del significato più poetico”

“”È apparso qualche tempo fa un libro molto interessante e molto utile, “Il viaggio di Dante” (Carocci), di Emilio Pasquini, uno dei maggiori dantisti attualmente operanti (è autore, con A. Quaglio, di un ottimo commento alla Commedia, Garzanti, 1987). È, in sostanza, la traduzione in prosa, molto circostanziata e precisa, e al tempo stesso sintetica ed essenziale, dell’intera materia della Commedia dantesca, canto per canto. È molto utile, perché consente facilmente di ricostruire l’intero tragitto dell’esperienza oltremondana di Dante — non è un mistero per nessuno che la Commedia sia oggi assoggettata (anche per motivi oggettivi inconfutabili) a una lettura sempre più frammentaria — episodio per episodio, personaggio per personaggio, seguendo spesso la generalità di giudizi critici talvolta secolari (questo è bello, questo è brutto; questo è riuscito, questo non è riuscito…).

27ago/160

Birra. Così’ il nettare delle dee egizie divento’ un’icona proletaria

Articolo di Marco Belpoliti (Repubblica 27.8.16) “È la prima bibita creata dall’uomo, diffusa in tutte le antiche civiltà Ma è la rivoluzione industriale a trasformarla in consumo di massa”

“”La birra è stata la prima bevanda alcolica che ha bagnato le labbra umane. La prima bibita in assoluto, e anche la più facile da produrre. Nel 4000 a.C. c’era già. Segue la cosiddetta domesticazione dei cereali. C’è un pittogramma, proveniente dalla Mesopotamia, dove si vedono due figure umane intente a sorbire birra da un vaso di coccio munite di una cannuccia. La birra viene dalla zuppa che i nostri antenati sorbivano: orzo e frumento. Dalla fermentazione di questa pappa, dagli zuccheri che si trasformano in alcol grazie all’azione dei lieviti. Nel recipiente galleggiano chicchi, loppa e altri resti, da cui l’uso della cannuccia. Ha ragione Tom Standage quando scrive che questa bevanda alcolica non è
stata inventata, ma scoperta. Più a lungo si lascia fermentare il grano trasformato in malto, più è alcolica la bevanda. Non c’è popolo della Mezzaluna Fertile che non la conoscesse. Gli egiziani producevano ben 17 tipi diversi di birra, per non parlare dei sumeri. Dalle Americhe all’Africa e all’Eurasia era conosciuta da molti popoli e civiltà. Le tecniche per filtrarla si diffondono ben presto, così come l’avvento della ceramica produce i bicchieri per berla singolarmente. Nel poema di Gilgamesh, poema sumerico (2600-2500 a. C.), viene narrata la storia di Enkidu, uomo selvatico, introdotto alla civiltà da una giovane donna. Lei lo conduce in un villaggio di pastori e gli fa assaggiare la birra: sette brocche beve Enkidu. Diventa allegro e canta con gioia; è alticcio, ubriaco, ma proprio così diventa umano: «Si spruzzò d’acqua il corpo irsuto/ si cosparse d’olio e diventò umano».

26ago/160

Salvatore Settis “La prima grande opera e’ la messa in sicurezza, non il falso sviluppo fatto di Tav, Ponti sullo Stretto e autostrade inutili”

Intervista a Salvatore Settis di Silvia Truzzi (Fatto 26.8.16) “L’ultimo libro di Salvatore Settis è “Costituzione! Perché attuarla è meglio che cambiarla” (Einaudi).”

“”Non è il momento delle polemiche”, si sente ripetere in queste ore di macerie e numeri neri come la morte. Ma è proprio il rispetto per chi ha perso tutto – vita, amici, case e futuro – che impone riflessioni. Salvatore Settis – archeologo, ex direttore della Normale di Pisa, ex presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, un curriculum sterminato che va dal Getty Center di Los Angeles allo European Research Council – da tempo si occupa della tutela del paesaggio e sabato sarà ospite per un dibattito sul referendum costituzionale alla festa del Fatto di Roma. Perché è la Carta che all’articolo 9 spiega che la Repubblica italiana “tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione”. O almeno dovrebbe.
Professore, da tempo lei ha lanciato un allarme sulla tutela del paesaggio. Forse non sufficientemente ascoltato.
Non sono certo il primo ad averlo fatto. Nel 1980, dopo il terremoto dell’Irpinia, Giovanni Urbani scriveva: “Non è necessaria nessuna competenza in economia per sapere quale sarà il saldo di una politica economica che non si è mai degnata di far entrare nei propri conti i costi del dissesto geologico, del disordine urbanistico e della incuria verso il patrimonio edilizio storico.