Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

20apr/180

Eutanasia e biotestamento, appello ai cittadini

Articolo di Carlo Troilo (micromega online 20.4.18)

Sabato mattina in 120 piazze italiane saranno allestiti i “tavoli” organizzati dalla Associazione Luca Coscioni per una doppia raccolta di firme.
La prima servirà a rendere maggiormente nota la legge sul biotestamento, anche con la distribuzione di modelli da seguire per la corretta formulazione delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento). La nostra iniziativa – molto impegnativa per una associazione con scarse risorse finanziare – vuole richiamare l’attenzione sulla necessità che tanti cittadini compilino e depositino il loro biotestamento, per due ragioni: per cogliere questa straordinaria possibilità offerta dalla legge approvata definitivamente dal Parlamento il 14 dicembre scorso; per impedire che gli avversari del diritto alla autodeterminazione nelle scelte di fine vita possano affermare che in realtà questa possibilità non interessa agli italiani. Sarebbe davvero grave visto che la legge rappresenta, in materia di diritti civili, una conquista non meno importante del divorzio, dell’aborto o – per restare alla ultima Legislatura – delle unioni civili.

20apr/180

Accadde oggi: Billie Holiday registra “Strange Fruit”

20 aprile

1939 – La piccola casa discografica indipendente Commodore Records, specializzata in musica jazz, registra la canzone Strange Fruit di Billie Holiday.
Il brano, la cui musica e il testo sono di Abel Meeropol, è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili: l’espressione Strange Fruit è diventata un simbolo per “linciaggio”. Infatti, lo “strano frutto” di cui si parla nella canzone è il corpo di un nero che penzola da un albero. La potenza simbolica ed emotiva del testo deriva dal contrasto fra l’immagine evocata di un Sud rurale e tradizionale e la realtà brutale dei linciaggi e del razzismo.
(Se continui a leggere potrai vedere il testo e sentire la canzone nella versione originale di Billie Holiday e in quella successiva di Nina Simone)

19apr/180

Non c’e’ democrazia senza eguaglianza

Articolol di Salvatore Settis (Fatto 19.4.18) “Idee assenti – La Costituzione non indica vaghi principi, ma obiettivi precisi e spiega come raggiungerli. Il dibattito politico però ha rimosso il tema nelle sue declinazioni cruciali, l’accesso alle cure e alla cultura

“”Vita dura per chi, negli estenuanti negoziati all’inseguimento di ipotetiche alleanze di governo, cerca col lanternino non solo qualche rada dichiarazione programmatica, ma un’idea di Italia, una visione del futuro, un orizzonte verso cui camminare, un traguardo.
Al cittadino comune non resta che gettare un messaggio in bottiglia, pur temendo che naufraghi in un oceano di chiacchiere. La persistente assenza di un governo è un problema, certo. Ma molto più allarmanti sono altre assenze, sintomo che alcuni problemi capitali sono stati tacitamente relegati a impolverarsi in soffitta. Per esempio, l’eguaglianza. Di eguaglianza parla l’articolo 3 della Costituzione, e lo fa in termini tutt’altro che generici. Non è uno slogan, un’etichetta, una predica a vuoto destinata a restare lettera morta. È l’articolo più rivoluzionario e radicale della nostra Costituzione, anzi vi rappresenta il cardine dei diritti sociali e della stessa democrazia. E non perché annunci l’avvento di un’eguaglianza già attuata, ma perché la addita come imprescindibile obiettivo dell’azione di governo. L’articolo 3 dichiara che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, ma non si ferma qui, anzi quel che aggiunge è ancor più importante, e non ha precedenti in altre Costituzioni. “La Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

19apr/180

Accadde oggi: l’Italia fascista e la difesa della razza

19 aprile

1937 – Il regime fascista emana il Regio Decreto n° 880 con cui si vieta il matrimonio e la convivenza (madamismo) degli italiani coi “sudditi delle colonie africane”.
E’ il primo di una serie di provvedimenti (Leggi razziali) che vengono varati fino alla fine degli anni trenta a tutela della razza. Queste leggi saranno tese a colpire soprattutto, ma non solo, le persone di religione ebraica e si fonderanno in primo luogo sui principi esplicitati nel “Manifesto della Razza” pubblicato nel primo numero della rivista “La Difesa della Razza“.
(In fondo un filmato con un discorso di Mussolini sulla difesa della razza e una sequenza de “La vita è bella” di Benigni sulla difesa della razza)

18apr/180

Noi, maschi sgomenti, alla fine siamo rimasti nudi

Articolo di Roberto Finzi (Fatto 18.4.18)

“”Molto si discusse, quando si pensava a una “costituzione” europea, delle radici dei nostri attuali valori identificandoli nelle culture classica e giudaico-cristiana, imbevute e portatrici di umanesimo. Ma pure, a chi si interroghi sulla plurimillenaria subjection of women, per usare il titolo di un saggio di John Stuart Mill del 1869, dell’idea che ogni male dell’umanità sia stato originato dalla donna (e proprio per questo ogni costituzione o dichiarazione dei diritti deve ancor oggi ossessivamente riaffermare il rispetto dell’eguaglianza tra i sessi). Quando Zeus volle vendicarsi di Prometeo e dei suoi protetti, gli umani, pensò di inviare loro una grave sventura. Ordinò agli dei di plasmare un essere “simile a una vereconda fanciulla”, Pandora, da cui iniziò “la stirpe funesta e la razza delle donne”. Funesta perché la donna cui era stato affidato un vaso con l’ordine di non aprirlo disubbidì e per il mondo si sparse ogni male. Finì così l’originaria “età dell’oro” in cui gli uomini vivevano senza il bisogno di lavorare e privi di malattie “che recano agli uomini la morte”. Solo la speranza rimase nell’orcio. Parola del più antico poeta greco la cui identità sia certa, Esiodo. La Bibbia poi, si sa, attribuisce a Eva la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre. Se si guardano le cose attentamente si scorge un fatto curioso: in entrambi i casi la donna disobbedisce per due caratteri distintivi, “alti” dell’essere umano.

18apr/180

La Quinzaine Bellocchio, Zanasi, Savona l’Italia a Cannes tra nazisti commedie folli e cartoon

Articolo di Arianna Finos (Repubblica 18.4.18)

Alla Quinzaine des Réalisateurs c’è la guerra ai nazisti del corto La lotta, firmato da Marco Bellocchio, e quella di Gaza sospesa tra realtà e animazione nel film di La strada dei Samouni di Stefano Savona (con le animazioni di Simone Massi). È invece una battaglia per la bellezza paesaggistica quella di Alba Rohrwacher in Troppa grazia di Gianni Zanasi che chiude la sezione del Festival di Cannes (9-19 maggio). I tre titoli si affiancano a quelli della selezione ufficiale: Dogman di Matteo Garrone, Lazzaro felice di Alice Rohrwacher ed Euforia di Valeria Golino ( Un certain regard). Stefano Savona, documentarista premiato ( Piombo fuso e Tahrir Liberation Square), al telefono da Parigi spiega che l’invito alla Quinzaine è già il riconoscimento « a un lavoro durato sette anni. Volevamo un film per tutti, Cannes è il luogo perfetto».
Una storia, la sua, scelta «non sulla carta: sono andato a Gaza nel 2009 quando ho girato Piombo fuso, diario dei giorni di guerra.
Il giorno dopo la fine del conflitto ho conosciuto queste persone e la loro storia tragica, unica, speciale». Lo sterminio della famiglia Samouni, a cui sono sopravvissuti la giovane Amal e i suoi fratelli. Nel film dialogano le immagini dal vivo e quelle animate: «Le animazioni sono il racconto di Amal, disegnato nella lavagna della sua memoria. Sogni e ricordi di persone che non ci sono più. Abbiamo digitalizzato i volti in 3D e ricostruito il quartiere: un lavoro utilizzato come base per i disegni di Massi».

18apr/180

Accadde oggi: le elezioni politiche del 1948

18 aprile

1948 – Si tengono le prime elezioni italiane, dopo quelle svoltesi due anni prima per la costituzione dell’Assemblea Costituente. Il 1º gennaio era entrata in vigore la Costituzione Italiana.
L’esito delle elezioni premiò la Democrazia Cristiana, che raggiunse quasi la maggioranza assoluta dei voti, fermandosi al 48,5%. Subito dopo c’era il Fronte Democratico Popolare, che prese appena il 31%, seguito dall’Unità Socialista, contenente principalmente il PSDI di Saragat e altre forze di centrosinistra. Il governo, quindi, rimaneva, grazie all’alleanza con altre forze minori, saldamente nelle mani di De Gasperi, che poté formare il suo quinto governo, entrato in carica il 23 maggio 1948.
(In fondo un filmato sulle elezioni del 1948 curato da Indro Montanelli)

18apr/180

Henry Naylor. Il potere si esercita sul corpo delle donne

Articolo di Anna Bandettini (Repubblica 18.4.18) “Il conflitto tra società occidentale e mondo musulmano il suo pallino.

Henry Naylor scrittore inglese, classe 1966, ha firmato nel 2014 The Collector, dramma sulla guerra in Iraq e sugli interessi poco umanitari che hanno reso sempre più tesi i rapporti tra l’Occidente e i Paesi Arabi, e l’esito è stato uno dei successi più clamorosi della stagione teatrale britannica. L’anno dopo Naylor vince con Echoes il premio del Fringe Festival di Edimburgo, e anche in questo testo affronta il tema Oriente-Occidente, e si concentra sul fondamentalismo religioso nella cultura musulmana e in quella occidentale, osservandolo dal punto di vista femminile, dal modo in cui le due religioni guardano la donna e il corpo della donna. Naylor affronta il tema della violenza culturale oltre che fisica sulla donna, il suo assoggettamento alle regole maschili e religiose. Echoes si è rivelato un successo nell’off londinese, in Usa e Australia, e ora arriva da noi (da domani al Teatro India con una produzione del Teatro di Roma con la regia di Massimo De Michele e in scena Francesca Ciocchetti e Federica Rosellini nei ruoli delle due protagoniste, Samira e Tillie, separate da quasi due secoli di distanza e dalla cultura di provenienza). Tillie, in quanto ragazza inglese d’epoca vittoriana, è data in moglie a un ufficiale dell’esercito britannico di stanza in Afghanistan. Proprio a Kabul Tillie prende coscienza della costrizione a cui il marito violento la obbliga e si ribella nel modo più drammatico. Una storia simile, parallela ha Samira, ragazza di oggi, musulmana in Inghilterra: le notizie della Siria, il richiamo alla fede religiosa, la spingono a entrare nel mondo delle “mogli della Jihad”, le donne che sposano i guerriglieri dello Stato islamico per sostenerli nella Guerra contro i popoli infedeli. Ma sarà proprio in quel ruolo che Samira scoprirà la vera faccia del fondamentalismo e la violenza perpetrata sulla donna.

18apr/180

Il diavolo rosso e l’acqua santa nel centro sociale di Bologna

Articolo di Alessandro Santagata (manifesto 18.4.18) “Luciana Castellina e l’arcivescovo di Bologna, monsignor Zuppi, a parlare di «conflitto» e di Bergoglio tra gli antagonisti del Tpo. Affinità e divergenze”

“”Un’assemblea come quella di lunedì al Tpo di Bologna non si era mai vista. Innanzitutto non era mai successo che un arcivescovo, monsignor Matteo Zuppi, si presentasse in un centro sociale per dialogare con un gruppo storico di antagonisti. Se poi consideriamo che stiamo parlando di una delle diocesi più importanti d’Italia, per decenni guidata da una curia di stampo conservatrice, e in una città dalla lunga tradizione di sinistra; e se aggiungiamo che lo spunto per il confronto è venuto dai discorsi ai movimenti popolari di papa Francesco (diffusi dal manifesto), allora ci sono tutti gli elementi per parlare di una serata importante. Era stata ideata come una presentazione del volume Terra, Casa, Lavoro da me curato (con l’introduzione di Gianni La Bella), ma era chiaro già da prima che il libro avrebbe dovuto funzionare da innesco per un confronto assembleare sulla trasformazione e sulla crisi del tempo presente, su Bologna e sulle sue emergenze sociali. Tra i relatori, oltre a chi scrive, Luciana Castellina e Domenico Mucignat, voce storica del Tpo.

17apr/180

Il caso Proactiva Open Arms

Articolo di Roberto Saviano (Repubblica 17.4.18) “Migranti, vince la nave della vita”

“”Dal 5 marzo 2018 — e a dire il vero anche da prima — molti si chiedono perché la “sinistra” sia morta e perché nessuno abbia il coraggio dell’autocritica sugli esiti del voto: ma cosa c’è da spiegare, quando per tornaconto elettorale non si è esitato a stringere accordi con i trafficanti. Altro che autocritica, qui siamo nel campo della damnatio memoriae. La storia che vi racconto ha a che fare con quella che è stata fino ad oggi la politica sull’immigrazione della sinistra, il cui testimone rischia di essere raccolto dalla destra xenofoba, che ha dinanzi a sé il terreno spianato da una costante violazione dei diritti umani. La notizia è questa: l’imbarcazione della Ong Proactiva Open Arms, sequestrata e in stato di fermo da quasi un mese, è finalmente stata dissequestrata. Il 17 marzo scorso, l’Open Arms salva dal mare (e soprattutto dai lager libici) 218 migranti, nonostante la guardia costiera libica, pur trovandosi in acque internazionali e compiendo di fatto un atto di pirateria, minacciasse di aprire il fuoco se non le fossero stati consegnati i migranti.