Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

19giu/180

Leggi inapplicate. La rivoluzione biotestamento azzoppata dalla burocrazia

Articolo di Alessandro Cassinis (Repubblica 19.6.18) “Impiegati ignari, medici diffidenti, regole incerte: dopo 6 mesi la riforma non decolla E a Roma “ il servizio è sospeso”. Ma un assist potrebbe arrivare dai testimoni di Geova”

“”Al telefono l’impiegata dell’VIII municipio di Roma ha un tono imbarazzato. «Vuole presentare il testamento biologico?
Spiacente, non possiamo registrarlo, il servizio è sospeso». Solo lì? «No, in tutta Roma». E fino a quando? «Non lo sappiamo».
Sei mesi dopo la storica approvazione in Parlamento, trappole, disservizi e sentimenti ostili frenano la legge che ci consente di esprimere le nostre volontà sulle cure e ci dà la libertà di rifiutare anche i trattamenti salvavita. Dopo il clamore di un dibattito parlamentare che su questo tema ha coinvolto tre legislature, una penombra inquietante è calata sulla legge 219 del 22 dicembre 2017, “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, entrata in vigore il 31 gennaio.

19giu/180

Destra e sinistra senza cultura

Articolo di Roberto Esposito (Repubblica 19.6.18)

Ciò che fa del nuovo scenario italiano una preoccupante eccezione tra i Paesi dell’Europa occidentale è la simultanea mancanza di una vera cultura di destra e di un’autentica cultura di sinistra. È vero che il contratto da cui nasce il governo conteneva singoli pezzi in qualche modo riconducibili a orientamenti di destra e anche di sinistra. Ma l’amalgama che ne è risultato, come i suoi primi atti, appaiono estranei sia a una tradizione liberal- conservatrice sia alla cultura politica del socialismo europeo. I motivi di tale estraneità sono insieme antichi e recentissimi. Quanto a una destra repubblicana, si può dire che non si sia mai formata nell’Italia del dopoguerra. Impedita inizialmente dalla catastrofe fascista, è stata prima imbrigliata dalla lunga egemonia democristiana e poi geneticamente modificata dal berlusconismo.

19giu/180

Accadde oggi: le reliquie di Gervasio e Protasio

19 giugno

386 – Le spoglie dei santi Gervasio e Protasio sono solennemente traslate con un grandissimo ed entusiastico concorso di popolo, nella basilica, detta attualmente di S. Ambrogio, che si era appena finito di costruire, per consacrarla con questa deposizione di reliquie.
I corpi dei due martiri, il cui ricordo era andato praticamente perduto nella Chiesa di Milano, erano stati scoperti due giorni prima dopo uno scavo ordinato dal vescovo Ambrogio sulla base di una rivelazione ottenuta in sogno. Nessuno aveva mai sentito nominare i santi Gervasio e Protasio prima del sogno di Ambrogio, né si sapeva di quale imperatore ed anno fossero vittime e a tutt’oggi si hanno solo interpretazioni fantasiose sul loro martirio. Però ben 6 basiliche e numerose chiese furono loro dedicate e oltre a Milano ben altre cinque città diverse rivendicarono l’originalità delle loro reliquie.

19giu/180

Se l’altro diventa una malattia da estirpare

Due articoli sui provvedimenti annunciati relativi ai ROM (Repubblica 19.6.18) LEGGI DI SEGUITO

“Se l’altro diventa malattia da estirpare” Articolo di Chiara Saraceno

“”I rom sono odiati e temuti più dei migranti. Li si disprezza quando vivono nei campi, ignorando che spesso non è una scelta ma una necessità per mancanza di alternative, rafforzata da politiche pubbliche che, nel migliore dei casi, sembrano ritenere che i “campi attrezzati” siano la soluzione abitativa più adatta a loro. Si ignora che i camminanti sono una piccola minoranza e che la maggioranza dei rom e sinti sarebbe ben contenta di avere un tetto stabile sulla testa, acqua corrente per lavarsi, servizi igienici adeguati, un lavoro regolare. Ma si disprezzano e temono i rom anche quando “pretendono” una abitazione come tutti gli altri. Una indagine Istat di qualche anno fa rilevò che quasi il 70% degli intervistati non avrebbe voluto avere come vicino di casa un rom. Così che i rom e sinti che abitano in appartamenti e hanno un lavoro regolare evitano di dichiarare la propria appartenenza etnica, come se fosse un marchio vergognoso, da nascondere o negare.

18giu/180

La forza della Lega

Articolo di Nadia Urbinati (Repubblica 18.6.18) “Così la Lega ha oscurato il non-partito”

“”Il M5S sta pagando in termini sempre più onerosi l’ambizione utopistica con la quale è nato: praticare la democrazia parlamentare senza diventare un partito organizzato; di più, fondare il Parlamento sulla democrazia digitale, identificata con quella diretta. L’organizzazione, secondo la celebre definizione che ne diede Robert Michels nel 1911, è l’arma dei deboli contro i forti e nella democrazia elettorale i deboli sono i molti perché disaggregati. Il partito organizzato è il loro salvagente, anche se li deruba dell’eguaglianza di potere esponendoli al dominio dell’oligarchia. Il M5S ha portato all’estrema conseguenza lo spasimo contro l’organizzazione che dopo Tangentopoli ha posseduto un po’ tutti i movimenti politici, spinti a cercare soluzioni liquide, leggere e “democratiche”. Il partito non-partito mostra tutta la sua debolezza proprio nel momento in cui acquista potere di governo. Forte quando era all’opposizione e l’argomento “contro” bastava a dare la linea, è debole nel relazionarsi con l’alleato leghista, che pure porta meno voti.

18giu/180

Accadde oggi: Amelia Earhart attraversa l’Atlantico in volo

18 giugno

1928 – Atterra a Burry Port nel Galles, a bordo di un Fokker F7 chiamato “Friendship” (amicizia), Amelia Earhart. Era partita 21 ore prima insieme al pilota Stultz e al meccanico Gordon da Trepassey in Canada ed è la prima donna che attraversa l’Oceano Atlantico in volo.
Quando ritorna negli Stati Uniti è accolta con una grande parata a New York ed è ricevuta dal Presidente Coolidge alla Casa Bianca.
Questa fu solo la prima delle sue numerose imprese aeronautiche tanto da essere ricordata a tutt’oggi come uno dei più capaci e celebrati aviatori del mondo. (In fondo potrai vedere un filmato del 1937 dell’Istituto Luce sulla preparazione di un volo di Amelia Earhart)

18giu/180

Furio Colombo sfata gli stereotipi Un’enciclopedia contro le falsita’

Articolo di Corrado Stajano (Corriere 18.6.18) “Polemica Una raccolta di scritti edita da La nave di Teseo mette in scacco le mistificazioni del razzismo”

“”Sembra venuto dall’aldilà il libro di Furio Colombo uscito proprio in questi giorni contemporaneamente all’odissea dell’Aquarius. Si intitola Clandestino. La caccia è aperta. Protagonisti sono i migranti, la loro tragedia, la nostra angoscia di spettatori impotenti. Nel momento di confusione crudele in cui stiamo vivendo, il libro (La nave di Teseo) sembra un ex voto che serve a ragionare, un rimedio utile a smentire le bugie che ci vengono quotidianamente ammannite, un aiuto per capire quali potrebbero essere le soluzioni per risolvere un problema reale che una classe dirigente imberbe, intrisa di razzismo più o meno mascherato, non si preoccupa di trovare, attenta solo ai problemi del potere, ignara delle conseguenze dell’alzare la voce nel consesso internazionale. Questo in un Paese di emigranti come il nostro dove milioni di uomini e donne, dall’Unità a oggi, hanno pagato con le lacrime e il sangue la perdita della patria per trovare lavoro.

18giu/180

Ai tempi della fisica quantistica che bisogno c’e’ di un Assoluto?

Articolo di Marco Filoni (Stampa 16.6.18) “Per la prima volta in italiano il testo sul “determinismo” che Kojève scrisse negli Anni 30 un geniale tuffo ermeneutico nell’universo paradossale teorizzato dalla scienza moderna”

“”Il destino dei filosofi è spesso segnato: studio, libri, una pensosa solitudine. Vite di un’umile classicità conferita dal tempo. E poi ci sono le illustri eccezioni: esistenze svolazzanti e sinuose, sottratte dal dominio del normale. Come nel caso di Alexandre Kojève. La sua fu una vita in quattro atti. Il primo, a Mosca, dove era nato nel 1902 da una ricca famiglia di commercianti (era nipote del pittore Kandinskji), e da dove fuggì dopo la Rivoluzione bolscevica perché altrimenti sarebbe stato fucilato almeno tre volte – e ci andò vicino, a soli quindici anni, sorpreso a vendere bigiotteria al mercato nero: rischiava il plotone d’esecuzione, ma fu liberato dopo una notte in cella soltanto perché lo zio era il medico personale di Lenin. Secondo atto: la Germania, dove studiò a Berlino e a Heidelberg, addottorandosi con Karl Jaspers. Poi Parigi, il terzo atto: qui negli anni Trenta diede una lettura vertiginosamente faziosa – e altrettanto geniale – di Hegel, salendo sul trono di «maestro» per un’intera generazione di intellettuali (da Queneau a Bataille, da Lacan a Raymond Aron, e poi Merleau-Ponty, Roger Caillois, Henry Corbin, Hannah Arendt e molti altri ancora). Infine l’atto finale: dopo la guerra, quando tutti si aspettavano di vederlo tornare in cattedra, lui con nonchalance andò a fare l’alto funzionario del Ministero per gli Affari Esteri francese, dove passò felicemente gli ultimi vent’anni della sua vita fra l’élite della diplomazia mondiale e dell’alta finanza – che, secondo lui, avevano sostituito la vecchia aristocrazia.

17giu/180

Julia Kristeva. De Beauvoir.Quando la donna divento’ soggetto

Articolo di Francesca Rigotti (Sole 17.6.18) su libro “Simone de Beauvoir.
La rivoluzione del femminile di Julia Kristeva, Donzelli, pagg. 140, € 19″

“”Il prossimo anno ricorrerà il settantesimo dalla pubblicazione di Il secondo sesso, di Simone de Beauvoir (1949), ma non è una cattiva idea cominciare fin d’ora a celebrarlo. Perché quel libro ha rappresentato un evento culturale, una svolta antropologica, una rivoluzione copernicana: con esso, grazie ad esso il soggetto donna si afferma sulla scena dalla quale non sarà più possibile cacciarlo via. E questo per merito di una filosofa e scrittrice, aristocratica, esistenzialista e comunista nonché femminista dell’uguaglianza, il cui status di autrice originale, col suo approccio che è una sintesi di esistenzialismo, hegelianesimo, marxismo e antropologia, si è finalmente consolidato dopo decenni di alterna fortuna. Lo riconosce Julia Kristeva, migrante venuta da lontano non normalista francese, a sua volta femminista differenzialista e teorica della psicoanalisi, disciplina verso la quale Simone de Beauvoir non nascondeva la propria antipatia e diffidenza.

17giu/180

Fascismi vecchi e nuovi

Articolo di Luciano Canfora (Corriere 17.6.18) “Quel baratro aperto tra «sinistra» e «popolo»”

“”Narra Anneo Seneca, nel De clementia, che nell’anno 43 a.C. a cena i triumviri stilarono le liste di proscrizione. Con una divisione di compiti: Marco Antonio comandava, Lepido stava a guardare e il giovanissimo Ottaviano, futuro Augusto, scriveva sotto dettatura. Tra Salvini, Di Maio e Conte succede la stessa cosa: il primo comanda, il secondo sta a guardare con l’occhio chino e il terzo scrive. Se non fosse tragica, la situazione sarebbe farsesca, in omaggio alla regola generale secondo cui, nella replica, la tragedia diventa farsa. Ma parliamo del baratro in cui stiamo precipitando. Ben si sa che la nozione di «fascismo» è stata declinata, sin da molto presto, in due modi differenti: per un verso come definizione inerente al fascismo italiano, inteso come fenomeno irripetibile, per l’altro in una accezione più ampia, comprensiva dei movimenti coevi, e successivi, che al fascismo italiano dichiaravano di ispirarsi.