Accadde oggi: il terremoto dell’Irpinia
1980 – Alle 19:34 di domenica una forte scossa di magnitudo 6,5 sulla scala Richter, della durata di circa 90 secondi, colpisce un’area che si estende dall’Irpinia al Vulture; è la tragedia che sarà definita come Terremoto dell’Irpinia.
Il terremoto, che devasta Campania centrale e Basilicata, causa circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Gli effetti, tuttavia, si estesero ad una zona molto ampia del Sud.
« Ad un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano. » (Alberto Moravia, Ho visto morire il Sud)
(In fondo potrai vedere l’inizio di un documentario RAI di Lina Wertmüller sul terremoto)
Ma abortire e’ sempre piu’ un’odissea
Articolo di Rachele Gonnelli (manifesto 22.11.16) “Una legge in pericolo. Servizi sempre più carenti. E i medici obiettori ne bloccano l’applicazione
“”Le donne italiane riescono a evitare sempre di più il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, anche grazie all’accesso alla pillola del giorno dopo o a quella di 5 giorni dopo, ma i servizi legati all’applicazione della legge 194 sono sempre più carenti. Capita alle donne che debbano vagare da un ospedale all’altro, addirittura da una regione all’altra alla ricerca di una struttura che pratichi Ivg, perché come dice il presidente dell’Aied romano Luigi Laratta «gli obiettori di coscienza tra i ginecologi sono in costante aumento e non credo che le aperture del Papa riguardo alla misericordia nel confessionale modificheranno questa situazione». Secondo Laratta vista l’applicazione «a macchia di leopardo» della legge, con gravi carenze soprattutto nelle regioni meridionali, «e dato questo costante e univoco aumento dei ginecologi obiettori c’è da temere seriamente per la tenuta dei servizi sul territorio nei prossimi anni».
Gli ultimi dati sull’applicazione della legge 194 risalgono al 2014 perché la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, come hanno evidenziato recentemente i radicali Magi e Soldo, si è «dimenticata» di presentare la relazione annuale, che la legge prevede obbligatoriamente entro il mese di febbraio dell’anno successivo al monitoraggio.
Accadde oggi: l’assassinio di John F. Kennedy
1963 – John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, viene ferito mortalmente da colpi di arma da fuoco mentre, in visita ufficiale a Dallas, viaggia a bordo dell’auto presidenziale nel centro della città assieme alla moglie Jacqueline e al governatore del Texas John Connally (ferito pure lui nell’attentato) e consorte.
La Commissione Warren, incaricata, dal successivo presidente Lyndon Johnson, delle indagini governative, stabilì che Kennedy era stato colpito da un unico cecchino Lee Harvey Oswald, ma rimase comunque presente nell’opinione pubblica l’ipotesi di un complotto.
Fu un evento straordinario e devastante per la vita di molti americani e per la storia degli anni ’60.
(In fondo potrai vedere in un filmato l’assassinio di Kennedy e quello successivo di Oswald)
Il sociologo Marc Lazar: “Gli elettori non vogliono hollande”
Intervista al sociologo Marc Lazar di Anais Ginori (Repubblica 22.11.16) “Ma i giochi non sono ancora fatti la gauche torni ai fondamentali” Ora per i socialisti cambia tutto: il loro candidato dovrà essere l’avversario del liberismo economico di Fillon”
“”PARIGI. Marc Lazar, professore di storia e sociologia a Sciences Po, la vittoria a sorpresa di François Fillon può condizionare la corsa per la candidatura a sinistra? «Se confermato al secondo turno, come sembra quasi certo, è un risultato che modifica profondamente lo scenario politico per la sinistra. Sia François Hollande, sia Manuel Valls, speravano che il candidato fosse Nicolas Sarkozy. In questo caso, infatti, avrebbero potuto far leva sull’antisarkozysmo. Ora non sarà più così facile. Il candidato della sinistra dovrà tentare di posizionarsi come l’avversario del liberismo economico e del conservatorismo culturale di Fillon».
Si annuncia una campagna elettorale con differenze più marcate tra destra e sinistra? «Come spesso succede in Francia durante le elezioni presidenziali riapparirà il vecchio antagonismo, almeno per il tempo della campagna elettorale. La sinistra dovrà tornare ai fondamentali, superando la divisione tra forza di governo e di contestazione ».
Referendum costituzionale: i fatti e i miti
Articolo di Nadia Urbinati (sbilanciamoci.it 22.11.16)
“”Perchè questa quasi-guerra fratricida? Qual’è la ragione così urgente che ha mosso la dirigenza del Partito democratico e del Governo ad imporre una campagna referendaria su questa riforma della Costituzione, così frettolosa, così imperfetta, e soprattutto così divisiva? Perchè decenni di manicheismo da guerra fredda tra comunisti e democristiani non hanno diviso così fortemente il paese come questo referendum che cade in un tempo post-ideologico? Propongo due ordini di risposte a queste domande, uno che cerca di capire la filosofia di questa proposta di revisione, e uno che cerca di valutare l’impatto di questa campagna referendaria sulla cittadinanza.
Fatti e Miti - Hanno detto i suoi promotori che è la storia a chiedere questa riforma; lo chiedono trenta (per Renzi settanta) anni di tentativi di cambiare la nostra democrazia, troppo pluralista e assembleare, troppo orizzontale e poco attenta alla governabilità. Ma nessuno sa esattamente che cosa questo significhi, anche perchè la storia siamo noi, e quindi è il presente, questo presente, che vuole questa riforma. Figlia di questo presente, la filosofia sulla quale riposa questa riforma è poco amante dell’intermediazione, del pluralismo e di quella complessità che – ce lo siamo dimenticato? – è la società liberale e democratica stessa a generarla.
L’elogio della mediazione
Articolo di Ilvo Diamanti (Repubblica 21.11.16)
“”Non è da oggi che, non solo in Italia, si accentuano le spinte verso un presidenzialismo di fatto. Verso una democrazia immediata, più-che-diretta, che rimpiazza ogni mediazione rappresentativa con i media. Ne ho scritto altre volte in passato. E non solo io. Ma oggi, in Italia, questa tendenza si è accelerata.
Fra meno di due settimane si voterà a un referendum, per decidere – anzitutto ma non solo – di ridimensionare i poteri del Senato. E, dunque, il bicameralismo paritario. Per rendere i processi decisionali più rapidi. Più diretti. Più immediati. Il referendum stesso è un metodo di democrazia immediata. Che affida la scelta e la decisione al “popolo sovrano”. Ma la posta in palio di questo referendum va ben oltre la riforma costituzionale, peraltro, importante. Chiama in causa, in modo diretto, anzi, immediato, il premier, Matteo Renzi. Il quale, per primo, ha attribuito al referendum una finalità “politica” e “personale”. Annunciando che, nel caso non fosse stato approvato dal voto popolare, si sarebbe dimesso. Così, per citare Gianfranco Pasquino, il referendum si è trasformato in un plebiscito. In un’investitura o, al contrario, una dis-investitura. Diretta. Anzi im-mediata. Questa “piega” è divenuta esplicita nelle ultime settimane.Perché, al di là di tutto e di tutti, il confronto pone, ormai, di fronte il Capo e il Popolo sovrano. Al quale Renzi si è rivolto. Saltando ogni mediazione. Così sarà difficile, in caso di approvazione, mettere in discussione i suoi poteri. La sua legittimità. Riconosciuta dal Popolo sovrano. Direttamente. Così, nei prossimi giorni, il premier si rivolgerà direttamente ai cittadini. Inviando ad ogni famiglia un opuscolo che spiegherà le ragioni del Sì. Al tempo stesso, Renzi ha denunciato “l’accozzaglia di tutti contro una sola persona”. Lui. Solo. Di fronte ai nemici che operano contro di lui e contro la riforma.
Accadde oggi: nasce Francois Voltaire
1694 – Nasce a Parigi François-Marie Arouet, più noto con lo pseudonimo di Voltaire. Filosofo, storico, politico e romanziere, fu libero pensatore e il suo nome è indissolubilmente legato all’Illuminismo.
La sua vita e i suoi scritti sono improntati alla denuncia del fanatismo religioso di ogni matrice, della guerra, della violenza connessa all’uso del potere e sono un manifesto della tolleranza e della ragione umana.
“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo”.
“In nessuna epoca, in nessun Paese c’è mai stato un intellettuale più “moderno” di Voltaire. Seguita ad esserlo, vecchio di due secoli. Non si può pensare in modo più libero di lui. Non si può scrivere in modo più penetrante di lui. Fu e rimane il “maestro” per antonomasia. [...]Non si può scrivere meglio di Voltaire, non si possono dire cose più serie con più aerea leggerezza (« La solennità è una malattia » diceva)” – Indro Montanelli
(In fondo potrai vedere una sequenza dalla commedia musicale “Candide” di Leonard Bernstein che ha suscitato scalpore per la presa in giro dei Capi di Stato delle principali potenze)
La prevalenza dell’imbecille
Articolo di Mario Baudino (Stampa 21.11.16) “Un tipo umano che va sempre forte in libreria sul quale si interrogano in due saggi Ferraris e Odifreddi
Scoprendo che a volte può anche essere avvantaggiato”
“”Qualcuno ricorda le polemiche che si scatenarono nel ‘94, quando Dario Fo coniò il termine «imbecilgente» per gli italiani che avevano votato in massa Berlusconi? Ebbene, quel lontano putiferio non è stato un episodio isolato, né ha perso d’attualità. L’imbecille, o il cretino, o lo stupido, o l’idiota (l’area semantica è vasta ma abbastanza coerente) sfida da secoli l’orgoglio della ragione, e va da sé anche i nostri sentimenti più profondi. Smettere di discuterne pare impossibile, e a ondate si ricomincia ogni volta da zero. Perché, come dice il titolo di un pamphlet filosofico di Maurizio Ferraris (appena uscito per il Mulino) L’imbecillità è una cosa seria. Ovvero da prendere in seria considerazione, anche se a farlo si rischia di finire in un labirinto senza uscita.
Ci ha provato qualche settimana fa anche Piergiorgio Odifreddi con il suo Dizionario della stupidità (Rizzoli) che ordina una lunga serie di voci, da Matteo Renzi a Beppe Grillo, senza risparmiare le religioni, gli usi e costumi più diffusi, la politica e la cultura. Con l’ovvia premessa che se gli stupidi sono sempre gli altri (tutti gli altri, in certi casi) non possiamo certo giurare sulla nostra solitaria intelligenza. Probabilmente siamo stupidi anche noi.
Anche Rousseau… Il problema vero, aggiunge Ferraris nel suo libro, è però quello di come rendersene finalmente conto. E anche di definire l’imbecillità. Indifferenza ai valori cognitivi può essere una buona approssimazione, basti pensare alle testarde convinzioni di chi, poniamo, teme le scie di vapore acqueo degli aerei o peggio ha orrore dei vaccini, sordo a ogni dimostrazione scientifica, o magari continua a essere convinto in buona fede che gli americani non sono sbarcati sulla Luna, ma hanno girato un film in qualche deserto remoto. Però anche sui valori cognitivi si può discutere a lungo. Troveremo sempre un premio Nobel che al di fuori del suo campo di indagine ha idee piuttosto bislacche, come Madame Curie o il filosofo Henri Bergson, affascinati da una medium e dai fantasmi che ripetutamente evocava.
Disuguaglianza: la forbice si allarga
Da Rai Cultura – Economia una analisi di Giovanni Vecchi, professore d’economia Università Tor Vergata e autore del libro “In ricchezza e povertà” .
DI SEGUITO articolo di Thomas Piketty (Repubblica 21.11.16) “La forbice più larga della disuguaglianza” LEGGI DI SEGUITO
Analisi di Giovanni Vecchi“” L’attuale crisi economica, ha allargato ulteriormente la forbice tra le fasce più ricche e quelle più povere, come ha stimato il Censis::
- i 10 uomini più ricchi d’Italia dispongono di un patrimonio di circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500mila famiglie operaie messe insieme.
-Poco meno di 2mila italiani ricchissim, dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro.
- Il patrimonio di un dirigente è pari a 5,6 volte quello di un operaio
- Il patrimonio di un libero professionista è pari a 4,5 volte quello di un operaio
-Il patrimonio di un imprenditore è pari a oltre 3 volte quello di un operaio
I redditi familiari. I redditi familiari hanno avuto negli ultimi anni una dinamica molto differenziata tra le diverse categorie sociali. Rispetto a dodici anni fa, i redditi familiari annui degli operai sono diminuiti, in termini reali, del 17,9%, quelli degli impiegati del 12%, quelli degli imprenditori del 3,7%, mentre i redditi dei dirigenti sono aumentati dell’1,5%.
I consumi nella crisi Tra il 2006 e il 2012, i consumi familiari annui degli operai si sono ridotti, in termini reali, del 10,5%, quelli degli imprenditori del 5,9%, quelli degli impiegati del 4,5%, mentre i consumi dei dirigenti hanno registrato solo un -2,4%.
Cannabis legale, Pd e Lega votano no
Articolo di Roberto Petrini (Repubblica 21.11.16) “L’inedita alleanza blocca la proposta di Sinistra italiana, battaglia sui mille emendamenti alla legge di bilancio. Maggioranza divisa sulla tassa Airbnb: il governo conferma il no ma secondo Boccia il settore va regolamentato”
“”Si apre con uno scontro all’interno della maggioranza la maratona della manovra in Commissione Bilancio della Camera. Causa dell’incidente, affrontato anche in una riunione notturna con il governo, è ancora una volta la questione della tassazione di Airbnb, dei bed&breakfast e delle nuove forme “alberghiere” online che caratterizzano la sharing economy e che spesso si muovono nell’incertezza fiscale o nel sommerso. Nei giorni scorsi la pd Silvia Fregolent aveva presentato una norma che imponeva agli affitti brevi una cedolare secca del 21 per cento, in sostituzione dell’Irpef. L’iniziativa fu bloccata da Matteo Renzi in persona che si pronunciò contro: «Nessuna nuova tassa», disse. Ma ieri, gli emendamenti sulla cedolare secca sono tornati: fotocopie della proposta Fregolent come quelli di Sinistra italiane e Forza Italia. Scontro acceso: alla fine la questione è stata accantonata ma il governo, come ha spiegato il viceministro dell’Economia Enrico Morando è decisamente contrario Le ragioni a favore di una regolazione tuttavia non rientrano. Lo stesso presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, ha sottolineato che la cedolare secca «non è una nuova tassa », anzi consente di pagare meno rispetto alle aliquote Irpef ordinarie. Quanto alla necessità di regolamentare il settore l’esponente Pd ha aggiunto: «Chiavi di condomini e garage vengono distribuiti a chiunque e se gli esercenti sono abusivi non c’è nessun controllo». Nessun dubbio, invece, nei deputati Pd nel bloccare, insieme alla Lega, la proposta, avanzata da Sinistra italiana, di legalizzare la cannabis e destinare le entrate aggiuntive alla ricostruzione post-terremoto.





