Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

26mag/170

In morte di Giovanni Bignami

Articolo di Marco Cattaneoi (Repubblica 26.5.17)

«Vieni, ti faccio vedere una cosa». Salite di corsa le scale di Villa Farnesina, durante una pausa di un convegno all’Accademia dei Lincei, si fermò davanti a un affresco della Sala delle Prospettive con sfregi vandalici. «Guarda qui, 1527. Sono stati i Lanzichenecchi i primi writer della storia». Era così, Nanni Bignami, un onnivoro della cultura, animato da una passione travolgente. Capace di farti fare il giro di mezza Roma per fermarsi davanti a un palazzo di via Tevere. «Adesso tu non mi crederai, ma ti rendi conto che qui è nato Michael Collins, uno degli astronauti dell’Apollo 11?». E giù a ridere e fantasticare su quel che avrebbero fatto gli americani con la casa natale di uno dei primi uomini che sono andati sulla Luna. Astrofisico, grande dirigente scientifico, comunicatore di raro talento, Giovanni Fabrizio Bignami nasce a Desio il 10 aprile 1944, e dopo la laurea in fisica a Milano nel gruppo di Giuseppe Occhialini si guadagna uno spazio nella comunità degli astronomi lavorando a una scoperta singolare, una stella di neutroni che non emette onde radio.

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22mag/170

Verso il Gay Pride: una settimana di eventi e incontri

Da Reggiosera.it 22.5.17 “Si discuterà dei temi Lgbti in relazione al mondo del lavoro, a disabilità e alle migrazioni. Previsti anche concerti, reading e aperitivi”

“”REGGIO EMILIA – Una nuova settimana di eventi in attesa del REmilia Pride, il primo gay pride mediopadano in programma a Reggio sabato 3 giugno, prende il via domani, lunedì 22 maggio. Dopo il partecipato pranzo in compagnia della senatrice Monica Cirinnà e del regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo, domani nella Sala Rossa del Municipio di Reggio (piazza Prampolini 1), alle 18, si svolge l’incontro “L’accoglienza dell’immigrazione Lgbti”. L’iniziativa sarà l’occasione per fare il punto sulla difficilissima situazione dei richiedenti asilo omosessuali, transessuali o bisessuali in fuga da paesi in cui l’essere tali li pone a rischio di persecuzioni sociali, carcere (in 55 paesi) e pena di morte (in 7 paesi): nella sola Reggio si parla di circa un centinaio di persone. A fare il punto ci saranno tra gli altri il responsabile nazionale immigrazione di Arcigay Giorgio Dell’Amico e il presidente di Arcigay Gioconda Alberto Nicolini.

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22mag/170

Gli italiani bocciano con il portafoglio la classe dirigente

Articolo di Federico Fubini (Corriere 22.5.17)

Prima o dopo ogni elezione, ci sono sempre vari modi di leggere i giudizi degli italiani sulla loro classe politica. Il più immediato è attraverso i sondaggi, ma ce ne sono altri. Per esempio: quanto è facile per chi organizza le dirette tv trovare persone disposte a far parte del pubblico in studio gratis, se gli ospiti sono leader di partito. In certi momenti è molto, in altri no (e questo è un momento no). C’è poi un ulteriore modo di interpretare gli umori degli italiani verso i politici attraverso un canale meno visibile: la bilancia dei pagamenti che la Banca d’Italia pubblica tutti i mesi. L’ultimo bollettino è di venerdì e i numeri dicono che gli italiani non si fidano più dei politici. Credono loro sempre meno. Come si capisce? Investono sempre più in attività finanziarie e titoli esteri (conti correnti, fondi, obbligazioni, azioni) e sempre meno negli equivalenti italiani. In altri termini portano soldi all’estero, in un modo o in un altro. Gli italiani stanno votando con il portafoglio contro le prospettive che l’insieme della classe politica offre loro.

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16mag/170

Rapporto sullo stato sociale 2017. In Europa lo spettro della stagnazione secolare

Articolo di Roberto Ciccarelli (manifesto 16.5.17) “Austerità. Presentato alla Sapienza di Roma il «Rapporto sullo stato sociale 2017»: il ruolo del Welfare nell’epoca dei bassi salari e investimenti”

“”Uno spettro si aggira per l’Europa, e non solo: la stagnazione secolare. L’espressione, coniata nel 1938 dall’economista Alvin Hansen, è stata riattualizzata da Lawrence Summers, già segretario al Tesoro negli Stati Uniti. Felice Roberto Pizzuti l’ha usata nel «rapporto sullo Stato sociale 2017» – giunto alla XII edizione, edito da Sapienza Università Editrice e presentato ieri alla facoltà di economia a Roma – per descrivere le conseguenze della «seconda grande recessione» esplosa nel 2007-2008.
Il ritorno alla crescita, rivendicata dalle principali istituzionali economiche globali e dai governi, non sembra produrre significativi passi in avanti in termini di aumenti di salari e di produttività, mentre la ripresa dell’occupazione avviene attraverso la moltiplicazione del precariato, utile a nascondere agli occhi delle statistiche l’anomalia di una «crescita senza occupazione fissa».

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16mag/170

La nave di Teseo imbarca Igort. Alleanza nel segno delle graphic novel

Articolo di Cristina Taglietti ( Corriere 16.5.17)

“”La nave di Teseo prende il largo e esplora con cautela nuovi orizzonti. «Apertura» preferisce chiamarla Elisabetta Sgarbi annunciando il prossimo matrimonio con Oblomov, nuova realtà editoriale indipendente creata da Igort dopo l’addio, tre mesi fa, a Coconino press, il marchio da lui fondato nel 2000 e passato, nel 2009, sotto l’egida di Fandango. Un matrimonio che verrà reso noto pubblicamente al Lingotto, quando sullo stand de La nave di Teseo sventoleranno i due loghi. «Quando Igort mi ha chiamato per illustrarmi il progetto – spiega Sgarbi – la mia reazione è stata immediata e positiva. Igort è un autore che mi è sempre piaciuto, ha un’apertura mentale vicina alla mia. Ho guardato con curiosità al mondo della graphic novel e ho sempre seguito con ammirazione il suo lavoro come editore, come autore e come artista, complici anche amicizie comuni come Toni Servillo o Franco Battiato».

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14mag/170

Oggi a Pechino il filo che unisce Usa e Corea del Nord

Articolo di Simone Pieranni (manifesto 14.5.17) “Via della Seta. Pyongyang «pronta a incontrare Trump». Attesa per il vertice Xi-Putin-Erdogan. Previsti progetti per 900 miliardi di dollari, con 68 paesi coinvolti, per una popolazione di 4,4 miliardi di persone, pari al 40% del Pil mondiale

“”Il maestoso e globale progetto cinese della «nuova via della seta» (Yi Dai Yi Lu) che verrà presentato oggi e domani a Pechino, ha già ottenuto alcuni risultati importanti, ponendo più che mai la Cina al centro del mondo, quanto meno diplomatico. Appena giunta a Pechino, ieri, la funzionaria nord coreana responsabile dei rapporti con gli Stati uniti, Choe Son-hui, ha fatto sapere che Pyongyang potrebbe essere pronta, a certe condizioni, a incontrare gli Stati uniti. Secondo l’agenzia sudcoreana Yonhap, Choe prima di arrivare in Cina avrebbe incontrato a Oslo l’ex inviato americano alle Nazioni unite, Thomas Pickering e l’ex consigliere speciale del Dipartimento di stato per la non proliferazione e il controllo delle armi nucleari, Robert Einhorn. La diplomatica avrebbe anche risposto con un «Vedremo» alla domanda sulla possibilità di incontrare gli inviati della Corea del Sud, presenti a Pechino dopo un invito last minute di Xi Jinping dopo l’elezione alla Casa blu di Moon Jae-in. La risposta Usa a Pyongyang – ricordando che nelle scorse settimane lo stesso Donald Trump si era detto disponibile a incontrare Kim Jong-un – non si è fatta attendere. Gli Stati uniti hanno fatto sapere di restare aperti alla possibilità di colloqui con la Corea del Nord, purché Pyongyang «cessi tutte le sue attività illegali e il comportamento aggressivo nella regione. Negli ultimi 20 anni siamo stati chiari sul fatto che non cerchiamo altro se non una penisola di Corea stabile e prospera», ha specificato un portavoce del Dipartimento di stato.
La due giorni di Pechino sarà intensa, perché contrariamente a quanto si pensava fino a poco tempo fa, Washington ha mandato un proprio inviato nonostante la grande diffidenza con la quale Obama, fin dal suo annuncio, aveva guardato al progetto «globale» della Cina.

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10mag/170

Dall’apartheid di fatto a quello di diritto

Articolo di Zvi Schuldiner (manifesto 10.5.17) “Israele Stato-nazione. La legge è il corollario di una graduale distruzione del tessuto democratico della società israeliana. Legalizza la «caratteristica nazionale dello Stato di Israele come diritto speciale del popolo ebraico», il che significa disattendere o negare i diritti civili di tutti quelli che ebrei non sono». Alla proposta di legge del governo israeliano che sancirebbe una forma sottile di apartheid, l’opinione pubblica internazionale ha reagito in modo debole, senza allarmarsi troppo per il fatto che la vita in Israele è già diventata un’abitudine costante alla discriminazione e al razzismo.”

La legge proposta dal deputato Avi Dichter del Likud, fatta propria domenica scorsa dal Comitato ministeriale per la legislazione e che è in via di esame alla Knesset, è chiamata «Legge della nazione». Dichter, in passato comandante dello Shin Bet (i servizi segreti), aveva già proposto la legge in precedenza, come deputato di Kadima, quando la formazione era guidata da Tsipi Livni. La legge si riferisce a questioni ben note. Nel 1948 l’Onu sancì la creazione di uno Stato ebraico. L’olocausto era recente e ben presente negli animi, e molti dei caduti nella guerra di indipendenza erano persone sopravvissute ai campi di sterminio. La dichiarazione di indipendenza che assicurava un rifugio affidabile a tutti gli ebrei garantiva al tempo stesso eguaglianza e democrazia per tutti gli abitanti del paese, indipendentemente dall’origine e dalla religione di appartenenza. Ma nel 1967 l’occupazione di nuovi territori significò una realtà molto diversa per milioni di palestinesi; l’occupazione militare delle loro terre li spogliò dei diritti umani e politici. L’occupazione compie mezzo secolo in questi giorni. La legge recentemente proposta è il corollario di una graduale distruzione del tessuto democratico della società israeliana. Si tratta di affermare e legalizzare la «caratteristica nazionale dello Stato di Israele come diritto speciale del popolo ebraico», il che significa in maniera pura e semplice disattendere o negare i diritti civili di tutti quelli che ebrei non sono. Negli ultimi anni l’erosione della democrazia – ricordiamo la solfa continua dell’«unica democrazia del Medio Oriente» – ha avuto una netta accelerazione. Giorno dopo giorno, si è inasprita la guerra contro le organizzazioni israeliane impegnate sul fronte dei diritti umani e della democrazia, e contrarie all’occupazione. Le decisioni contro questi gruppi aumentano e in alcuni casi non hanno solo l’appoggio della coalizione di fondamentalisti religiosi e fascisti; anche gli opportunisti di «centro» come Lapid e parte dei laburisti si accodano all’isteria anti-araba e anti-islamica. Ormai sono tutti terroristi che ci minacciano.

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7mag/170

Minori, ogni giorno 5 vittime sfruttamento sessuale on line

da Agenzia ANSA 5.5.17 “ Telefono Azzurro, minorenni non solo vittime ma anche autori”

“”Negli ultimi anni si sono sempre più diffuse quelle che possono essere definite le “nuove forme di abuso”, veicolate attraverso l’universo di Internet. Lo sostiene Telefono Azzurro nel dossier “Abuso sessuale e pedofilia” presentato oggi. L’Interpol solo nel 2016 ha identificato ogni giorno 5 vittime di sfruttamento sessuale online. un fenomeno che coinvolge bambini e adolescenti in tutto il mondo: oggi, sempre più, si parla di pedopornografia, sexting, sextortion legando questi termini sempre di più ai ragazzi. Per l’Italia, basta dare uno sguardo al trend dei dati ISTAT degli ultimi anni, dove è possibile evidenziare come, se nell’ultimo decennio sono diminuite le denunce all’Autorità Giudiziaria per atti sessuali con minorenne (da 582 del 2010 a 505 del 2015) e per corruzione di minorenne (da 175 del 2010 a 148), sono aumentate le denunce per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico (da 380 del 2010 a 614 del 2016). I minorenni non sono solo vittime, ma sempre più spesso autori di reati sessuali: i dati più recenti, del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità evidenziano come tra i reati commessi da minori nell’anno 2016, 146 riguardino atti sessuali con minorenne (131 commessi da ragazzi e 2 da ragazze). Se da un lato sia in USA che in Europa diminuiscono gli arresti per abuso sessuale su minorenni, dall’altro lato negli ultimi anni si assiste ad un aumento esponenziale delle denunce per questa tematica: alcuni dati del governo inglese mostrano un aumento delle denunce da 5.557 nel 2011 alle 8.892 del 2014. Il dossier evidenzia poi che sono circa 34.212 le pagine web che mostrano abusi sessuali oggi localizzate in Europa. Le segnalazioni sono in aumento: se nel 2015 sono state più di 4 milioni e nel 2016 più di 8 milioni. I dati paiono confermare come l’Europa stia diventando il maggior hub per ospitare immagini e video di abusi sessuali su minori, come suggerisce uno dei più recenti report dell’Internet Watch Foundation, che mostra che il 60% del materiale online su abusi sessuali a danno di minori sia ospitato in server europei, con un incremento di quasi il 20% negli ultimi anni.”"

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4mag/170

Monicelli dimenticato. «Sparito il premio intitolato a Mario: un’offesa alla commedia italiana e a un’intera generazione di maestri»

Articolo di Valerio Cappelli (Corriere 4.5.17)

“”Non si sono rivelati davvero amici suoi, amici di Mario Monicelli. «Ci sono rimasta malissimo. Dopo quattro anni, è stato deciso di cancellare il premio intitolato a Mario». Chiara Rapaccini è stata la compagna del grande regista negli ultimi trent’anni della sua vita. Si erano conosciuti sul set di Amici miei. Chiara aveva 19 anni, era una delle comparse fisse al Comunale di Firenze, quando in città dalla lirica si passava a un set, bisognava prendere loro. La Fondazione Grosseto Cultura, che fa capo al Comune, ha azzerato il premio «Monicelli». Dicono che non ci sono soldi e c’è stato il cambio politico: ora comanda il centrodestra, Monicelli era di tutt’altre idee. Nato da un’idea di Mario Sesti, con 20 mila euro si premiava la commedia ignorata ai festival (Verdone, Brizzi, Veronesi), e si dava vita a iniziative che duravano tutto l’anno: proiezioni, corsi di critica. «Era il modo migliore per far rimanere vivo il nome di Mario», dice Chiara Rapaccini, pittrice e scrittrice.
Perché?

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4mag/170

Se la violenza si ammanta di religiosita’

Corrado Augias risponde alla lettera di Paolo Izzo sul rapporto violenza e religione
 (Repubblica 3.5.17)

Il lettore “”CARO Augias, avrebbe meritato maggiore spazio sui media un caso di bullismo, forse il primo a sfondo “religioso”, di cui è stato vittima un diciassettenne a Catania. Un suo post critico di inizio anno sulla processione di sant’Agata, patrona della città, ha scatenato prima insulti e minacce gravi, che lo hanno costretto in casa per settimane, poi addirittura un pestaggio in piena regola, non appena il giovane si è concesso una passeggiata in centro. L’Uaar del capoluogo etneo ha annunciato l’apertura di uno “Sportello laico per i giovani e la scuola”: un chiaro segnale che quell’atto violento di “bullismo religioso” ha radici profonde, addirittura nell’istruzione pubblica dove, per dirne una, l’offerta alternativa all’ora di religione si deve cercare con il lumicino. A me personalmente, l’intera vicenda ricorda gli inchini sotto le case dei boss durante le processioni: quell’odioso connubio tra mafia e religione, che le mostra così affini nella loro ingerenza nella vita quotidiana, purtroppo spesso sotto gli occhi ciechi e l’omertà delle istituzioni civili e laiche. Da baciare le pile a baciare le mani, il passo è pericolosamente breve.”" Paolo Izzo — Roma

Corrado Auguas “”Il rapporto con la religione e le figure connesse al culto cattolico nel Mezzogiorno d’Italia assume spesso una connotazione negativa che non è solo quella dei mafiosi che tengono i vangeli sul comodino accanto al mitra o delle processioni che si fermano per rendere omaggio alla casa di un malvivente. Ci sono anche altri casi meno evidenti ma non meno significativi.