Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

9mar/19Off

Gli stati generali del liberalismo

Da Fondazione Critica Liberale

“”In occasione del 50° anniversario di “Critica liberale” 1969 – 2019
22 – 23 marzo 2019 – roma

Prima sessione 50 ANNI DOPO
venerdì 22 marzo  ore 16 – 19,30 Villa Spalletti – Trivelli Via Piacenza, 4
Presiede: Beatrice Rangoni Machiavelli
”Saluti e ringraziamenti: 50 anni dopo” Enzo Marzo
“Dissenso, pensiero critico e ricerca scientifica” Lectio magistralis di Giulio Giorello
Gli impegni di Critica liberale
“La laicità in un paese laicizzato con classi dirigenti non laiche” Daniele Garrone
“La lunga battaglia dei diritti civili nel nostro paese” Paolo Bagnoli
“Nel solco del filo rosso che va da Gobetti a Salvemini, da Rosselli agli azionisti, da Ernesto Rossi a Bobbio” Giovanni Vetritto

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7mar/19Off

L’Italia come il Far West, la Camera dice si’ all’omaggio di Salvini alla lobby delle armi

Articolo di Checchini Antonino (Left 6.3.19)

“”D’ora in poi la difesa sarà «sempre» legittima qualora ci si trovi «in uno stato di grave turbamento». Più pistole per tutti, oppure pistole di cittadinanza (ovviamente per cittadini bianchi), sicuri ma da morire. Il medioevo è servito all’ora del tè quando la Camera approva il disegno di legge sulla legittima difesa aprendo uno squarcio nel tessuto giuridico, civile e morale di questo Paese. E si avvicina il pagamento della cambiale che Salvini ha firmato alla lobby delle armi leggere, orgoglio italico, anzi padano. «È un sacrosanto diritto per le persone perbene, di cui si parla da anni e che sarà legge entro questo mese», dice Salvini. Dal 26 marzo il provvedimento passerà al vaglio del Senato per la terza lettura. Il provvedimento è passato con 373 voti favorevoli, 104 contrari e 2 astenuti. Al voto sono scoppiati gli applausi dei deputati di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. I deputati berlusconiani, anche se «avremmo voluto un testo più forte» (Gelmini disse), hanno le loro ragioni a esporre lo striscione: «Finalmente una cosa di destra». Mentre la sponda destra, Fratelli d’Italia, ha votato sì ma «con rammarico» perché la considera «un compromesso al ribasso».
Quei 54 pentastellati che non hanno votato

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6mar/19Off

A Vienna l’Onu discute di droghe il 14-15 marzo, il governo snobba la societa’ civile

Articolo di Grazia Zuffa (Manifesto 6.3.19) “Le associazioni hanno scritto al governo in vista dell’appuntamento internazionale del 14 e 15 marzo, a Vienna. Ma, a tutt’oggi non c’è stata alcuna risposta

“”In febbraio, un nutrito gruppo di associazioni attive nella politica delle droghe e negli interventi nel campo delle dipendenze ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti (Esteri, Salute, Giustizia, nonché alla responsabile del Dipartimento Antidroga): si chiedeva un dialogo in vista dell’appuntamento internazionale del 14 e 15 marzo, a Vienna, quando nell’ambito della riunione dell’organismo Onu che governa le politiche globali – la Commission on Narcotic Drugs, Cnd – ministri e capi di governo di tutti i paesi del mondo si riuniranno per valutare gli indirizzi stabiliti dieci anni fa, nel 2009, e per decidere quelli futuri. L’importanza del summit è fuori discussione anche perché nei dieci anni trascorsi ci sono stati cambiamenti sostanziali, sia nelle tipologie dei consumi e dei mercati, sia negli orientamenti politici. Basti pensare ai tanti Paesi dell’America Latina che hanno ufficialmente ripudiato la war on drugs, denunciando come tale guerra abbia portato danni insopportabili all’economia, allo sviluppo sociale e civile, alla democrazia dei loro paesi.

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23feb/19Off

Pensiero magico, libri e lettura profonda

Articolo di Annamaria Testa (nuovoeutile.it 18.2.19)

“”Mi è venuta in mente all’improvviso una cosa riguardante il leggere libri, ma non saprei dire se si tratta si pensiero creativo (cioè di un’intuizione che ha qualche riscontro reale) o di pensiero magico (un ragionamento del tutto campato per aria). Per spiegarmi meglio, devo fare una premessa, che spero vi sembrerà comunque interessante. Ecco qui.
CONNESSIONI INEDITE. Da una connessione inedita può nascere un’idea. Succede così: elementi (notizie, fatti, azioni, oggetti…) del tutto indipendenti tra loro si uniscono a un certo punto nella nostra mente, in un disegno che ci suggerisce l’esistenza di un legame. Ed ecco che vien fuori un’idea nuova di zecca.
L’ESSENZA DELLA CREATIVITÀ. Questa capacità di stabilire connessioni tra elementi distanti è la vera essenza del pensiero creativo. Non mi stanco di ricordare che il matematico Henri Poincaré lo scrive già nel 1906: un risultato nuovo ha valore, se ne ha, nel caso in cui stabilendo un legame tra elementi noti da tempo, ma fino ad allora sparsi e in apparenza estranei gli uni agli altri, mette ordine, immediatamente, là dove sembrava regnare il disordine

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22feb/19Off

Il solito malvezzo di “limare le unghie” alle toghe

Articolo di Gian Carlo Caselli, Magistrato (HuffPost 22.2.19)

“”La bagarre anti magistratura scatenatasi dopo la farsa dell’autorizzazione a procedere su Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti e dopo le astiose polemiche sulle vicende processuali di Tiziano e Laura Renzi, è stata un’occasione d’oro per rimestare il problema della separazione delle carriere fra pm e giudice. Guai a dimenticare – innanzitutto – che in gioco c’è l’indipendenza della magistratura, cui si può applicare una frase di Piero Calamandrei: “La libertà è come l’aria; ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. Il magistrato italiano che abbia la schiena dritta, l’indipendenza (la libertà di decidere senza essere soggetto a palazzi o potentati politici, economici, culturali) la respira e la vive come elemento naturale. Per contro, la realtà di tanti altri paesi è diversa. Anni fa, incontrando a Vienna alcuni pm anticorruzione, li trovai in un momento di grande euforia per una novità giudicata “rivoluzionaria”. Dipendevano dal ministro della Giustizia e le direttive di questi sulle inchieste (se farle o non farle, fino a che punto arrivare, quali personaggi escludere…) dovevano diligentemente osservarle. Ma gli “ordini” che prima erano soltanto “verbali” adesso – ecco la grande novità – dovevano essere impartiti con atto scritto da inserire nel fascicolo processuale.

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21feb/19Off

Un reddito d’ingiustizia sul fallimentare modello tedesco, copiato male

Articolo di Shendi Veli (manifesto 21.2.19) “Fioccano i paragoni con il modello tedesco Hartz IV, ma in Germania, nonostante i grossi limiti della riforma, sono previsti metodi e tempi rapidi per opporsi alle decisioni dei job center. Come funzionerà in Italia”

“”Quando il «reddito di cittadinanza» era ancora un’ipotesi vaga, fioccavano i paragoni col modello tedesco di “workfare”, l’Hartz IV. Ora che la proposta ha assunto veste formale, emerge che nel copiare, i tecnici ed esperti cinque stelle, hanno preso importanti sviste. Nella versione italiana infatti, grande risonanza mediatica viene data alle misure repressive. Questo aspetto è talmente ipertrofico che si sfora il criterio di proporzionalità della pena. Prevedere da due a sei anni di reclusione per un falso o un’omissione amministrativa costituisce una anomalia nel diritto europeo.
MA SE SONO CRISTALLINE le conseguenze di eventuali infrazioni, è importante segnalare che sono ancora oscuri i modi e i tempi entro i quali i singoli potranno fare ricorso contro eventuali decisioni ingiuste, e questo è in vistoso contrasto con il presunto modello di riferimento, quello tedesco.

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9feb/19Off

Processo Cucchi, il carabiniere: scrissi la nota sotto dettatura

Articolo di Edoardo Izzo (Stampa 9.2.19)

“”Sono passati nove anni dalla morte di Stefano Cucchi, ma la vicenda non è affatto chiusa. Ieri pomeriggio è toccato al maresciallo dei carabinieri, Davide Antonio Speranza, salire sul banco dei testimoni. Un’audizione ricca di significato: il giovane militare è colui che aveva firmato due atti contenenti l’indicazione delle condizioni di salute di Cucchi a seguito dell’arresto, avvenuto il 16 ottobre 2009, per questioni di droga. La prima annotazione, nonostante risultasse datata nel giorno della morte di Stefano, come raccontato ieri in aula da Speranza, «fu redatta dopo la sua morte e retrodatata perché pensai che si trattasse di un atto che avrei dovuto redigere alla fine del servizio».
L’accusa di calunnia e falso

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8feb/19Off

Maurizio Landini. Il leader della Cgil “Finanziaria recessiva, il governo non ha cambiato nulla sui temi del lavoro

Articolo di Paolo Baroni (Stampa 8.2.19) “Siamo pronti al confronto, domani torniamo in piazza a Roma con la Cisl e la Uil per una grande manifestazione unitaria“Un piano straordinario di investimenti. Così si recuperano i ritardi del Paese”

“”«Manovra recessiva», denuncia da settimane la Cgil assieme a Cisl e Uil. Ed ora i dati le stanno dando ragione. «Purtroppo gli indicatori sono più negativi del previsto. E questo conferma la necessità di rilanciare con forza un piano straordinario di investimenti», attacca Maurizio Landini. All’esecutivo «perennemente in campagna elettorale», il nuovo segretario Cgil non fa sconti: «Si è presentato come il governo del cambiamento, e rispetto ai temi del lavoro non ha cambiato un bel niente», il decreto dignità «è stato fatto male», «i progetti sull’autonomia differenziata non risolvono i problemi del Paese ma anzi allargano le disuguaglianze» e anche sull’articolo 18 non si è andati oltre alle promesse. «L’M5S aveva detto di volerlo ripristinare e poi se ne sono dimenticati».
Domani Cgil, Cisl e Uil tornano in piazza a Roma per una manifestazione unitaria al grido di #FuturoalLavoro e si aspettano una grande partecipazione, tant’è che i comizi finali anziché in piazza del Popolo si terranno a San Giovanni. «Se davvero il governo vuole cambiare il Paese non deve aver paura del confronto» spiega Landini, mettendo in chiaro che i sindacati si aspettano risposte. «Ci aspettiamo un grande risultato e ovviamente poi non ci fermeremo lì».

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6feb/19Off

Le foibe per dimenticare i crimini del fascismo

Articolo di Davide Conti (manifesto 6.2.19) “Giorno del ricordo. I mancati conti col nostro passato fascista e l’assenza di una ridefinizione della complessità storica, fanno sì che le foibe vengano presentate come «pulizia etnica» o come violenza perpetrata contro gli italiani in quanto tali”

“”Sono collocati da tempo al centro del dibattito in Italia, e non solo, l’uso politico della storia, la formulazione di leggi memoriali ad hoc e il tema, già discusso in Parlamento, di una codificazione normativa. Codificazione che si proporrebbe di sanzionare giuridicamente veri o presunti «negazionisti», determinando una torsione del senso del passato schiacciata sulla misura minuta del quotidiano. Un processo di questa natura comporta una semplificazione dei termini della complessità storica che, in ultima istanza, pone una questione di grande rilievo sul piano della memoria e dell’identità stessa della nostra società. Da un quindicennio attorno al Giorno del ricordo si consuma un conflitto storico-memoriale che in alcuni casi ha finito per esorbitare nella dimensione politico-diplomatica (basti pensare all’aspra polemica tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’allora Presidente del consiglio croato Stipe Mesic e lo scrittore italo-sloveno Boris Pahor).

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2feb/19Off

Il governo gialloverde guadagna consensi ma e’ sempre piu’ fragile

Articolo di Ilvo Diamanti (Repubblica 2.2.19) “”Di Maio superato nel gradimento non solo da Salvini ma anche da Conte. E la credibilità del premier continua a crescere

“”È trascorso quasi un anno dal voto del 4 marzo. Che ha segnato un cambiamento profondo negli orientamenti politici degli italiani. E nella composizione del Parlamento. Le elezioni, infatti, hanno visto prevalere, su tutti, il M5s. Spinto, quasi costretto, a governare, insieme alla Lega di Salvini. L’altro protagonista inatteso della nuova scena politica. Oggi, a quasi un anno di distanza, il quadro appare profondamente mutato. Non tanto nell’insieme. Perché la maggioranza rimane la stessa. Formata e fondata sull’alleanza fra Lega e 5 Stelle. Con la stessa “guida”, Giuseppe Conte. Assistito e “guidato”, dai due Vice: Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Leader dei partiti dominanti. Tuttavia, come mostra il sondaggio dell’Atlante Politico di Demos, condotto nei giorni scorsi, è cambiato il peso elettorale delle principali forze politiche. A partire dai partiti di governo. Insieme, hanno rafforzato la base elettorale della maggioranza. Alle elezioni di un anno fa, insieme, superavano appena il 50%. Oggi si avvicinano al 59%.