Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

14set/180

Le sfide dei sovranisti

Articolo di Andrea Tarquini (Repubblica 14.9.18) “
Visegrad si schiera con Orbán l’Ungheria sbeffeggia la Ue. I Paesi dell’Est annunciano il veto alle sanzioni contro Budapest: bloccherà gli effetti della mozione”

“”Il leader polacco Jaroslaw Kaczynski è stato il primo a mandare al diavolo l’Europarlamento, il premier cèco Andrej Babis l’ha seguito a ruota. E a casa, l’opinione pubblica celebra i ” no” che arrivano da Bruxelles. Per il capo dell’esecutivo sovranista ungherese Viktor Orbán non poteva andar meglio. La sua sembra una vittoria al calcio prevista per l’abilità del suo team e la forza della tifoseria, e causata infine dall’autogoal degli avversari. Mai come ora dalla fine dell’Unione Sovietica e dalla caduta del Muro di Berlino, le due Europe sono state cosí lontane come oggi. Mai come ora, il gruppo di Visegrad (Polonia, Cechia, Slovacchia e Ungheria), spesso affiancato da Austria e Italia, oltre che da altri leader sovranisti, si è sentito cosí forte. Il fronte Kaczynski- Orbán non è mai apparso cosí facile da difendere.

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14set/180

Il duello con i populisti sulle diseguaglianze

Articolo di Giovanni Orsina (Stampa 14.9.18)

“”La campagna elettorale per il voto europeo del maggio 2019 sta entrando nel vivo con larghissimo anticipo. E la settimana che si sta chiudendo è stata segnata da due iniziative importanti.
Due iniziative di quello che, per capirci, chiameremo l’establishment europeista contro quello che – sempre per capirci – chiameremo lo sfidante sovranista: il voto del parlamento europeo sul governo ungherese guidato da Viktor Orban, e la decisione del presidente francese Macron di investire otto miliardi di euro nel «reddito universale di attività». Sono, com’è ovvio, questioni assai diverse. Ma non è impossibile collegarle in una strategia di bastone e carota della quale, per il momento, cominciamo soltanto a intravedere i contorni.
La censura a Orban (il bastone) persegue l’evidente scopo politico di isolare i sovranisti e spegnere sul nascere qualsiasi tentazione di dialogare con loro possa aver preso forma fra i Popolari. E che stesse prendendo forma, lo testimonia l’intervista a Manfred Weber – probabile Spitzenkandidat, ossia candidato alla guida della Commissione, per il Partito popolare europeo – pubblicata la settimana scorsa su questo giornale. L’iniziativa di Macron (la carota) vuol mostrare invece che l’establishment europeista può tornare a soddisfare le esigenze di un elettorato che lo ha abbandonato, per seguire le sirene sovraniste, anche perché lo accusa di tutelare unicamente i «vincenti della globalizzazione».

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1set/180

Addormentarsi in 120 secondi

Articolo di Vittorio Sabadin (Stampa 4.9.18) “La grande caccia al farmaco miracoloso che sappia come spegnere l’insonnia. Sei segreti svelati nel manuale dei marines

“”Tutti sanno che è difficile addormentarsi dopo u na giornata agitata, ma le nostre preoccupazioni quotidiane sono niente a confronto di quelle dei soldati impegnati in una guerra. Da anni i marines americani dormono invece benissimo, grazie a un metodo messo a punto dal Pentagono e rivelato nel libro «Relax and Win: Championship Performance», scritto da Lloyd Bud Winter. Winter è stato un leggendario preparatore atletico, il padre dei successi di 27 campioni olimpici, e l’anima del campus della San José State University, soprannominata ai suoi tempi «Speed City», la città della velocità.  Le tecniche di relax insegnate da Winter sono così efficaci che il suo libro è ancora richiestissimo e le copie vanno letteralmente a ruba: su Amazon si vendono a 280 dollari l’una, una cifra molto alta per un manuale di tecnica che spiega come la capacità di rilassare il corpo e la mente sia alla base di ogni successo. Online le teorie di Winter sono tornate al centro dell’attenzione e il metodo segreto dei marines per addormentarsi nell’arco di due minuti è giudicato molto efficace.”

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30ago/18Off

Autostrade e stampa. Come sono «belle» le privatizzazioni

Articolo di Vincenzo Comito (Manifesto 29.8.18) “Autostrade e stampa. Il caso Benetton ci rimanda ad una riflessione più generale sull’accumulazione privata nel nostro paese”

“”Si può discutere anche con durezza nel merito della ipotesi di nazionalizzazione del gruppo Autostrade. Quello che non appare accettabile è la feroce campagna di stampa che si è scatenata in questi giorni. Parliamo della campagna stampa scatenata contro la sola eventualità di una nazionalizzazione, non certo perché non si possa parlare male del Re, ma per i modi con cui lo si è fatto.Si è detto che la nazionalizzazione comporterebbe inefficienze di gestione, rapporti incestuosi con la politica, costi esorbitanti; si tratterebbe insomma di un fallimento annunciato. Ma quasi nessuno ricorda invece i bei risultati delle privatizzazioni. Ci ritroviamo oggi con una Telecom Italia, che dopo essere passata per le mani del fior fiore dell’imprenditoria e del management italiani, da Agnelli, a Colaninno, a Tronchetti Provera, con la partecipazione anche dei Benetton, si ritrova oggi ad essere ridotta a ben poca cosa e comunque collocata nelle grinfie di un fondo avvoltoio Usa; con un’Ilva in attesa di essere risuscitata dopo essere stata ceduta ad una famiglia che la sfruttava ignobilmente, portava i soldi all’estero e avvelenava i cittadini; con le stesse Autostrade, con contorno di Autogrill, che attraverso delle convenzioni con lo Stato spremeva gli automobilisti. Per non ricordare ancora le vicende di Alitalia (che ha visto tra i suoi protagonisti sempre la famiglia) e di Finmeccanica.

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7ago/180

Il dibattito sul Pd. Il dialogo sta a sinistra

Articolo di Roberto Esposito (filosofo, insegna Filosofia teoretica alla Scuola Normale Superiore di Pisa Il suo ultimo libro è “Politica e negazione”, Einaudi, 2018) (Repubblica 7.8.18)

“”Condivido in pieno la premessa dell’intervento di Piero Ignazi domenica su queste pagine. Il Pd, dopo il pessimo risultato elettorale, non avrebbe potuto mettersi al rimorchio dei 5 Stelle, pena il rischio di rapida estinzione. Ma ha sbagliato strategia, apparsa subito troppo schematica e venata di risentimento. Avrebbe dovuto accettare il dialogo proposto dai pentastellati, portandovi le proprie proposte. L’esito sarebbe stato con tutta probabilità comunque negativo. Ma il Pd avrebbe ottenuto il doppio risultato di mostrarsi aperto e di rendere, se non impossibile, almeno più difficile l’alleanza tra 5 Stelle e Lega. Il vecchio Pci, con tutti i suoi limiti, difficilmente avrebbe commesso un simile errore tattico, spianando la strada agli avversari. Comunque, cosa fatta, capo ha.

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6ago/180

Supertraduzione. Nel nome di Ludwig

Articolo di Laura Anello (Stampa 6.8.18) “Da un gruppo di giovani accademici umanisti l’impresa che realizza la supertraduzione”

“”«Ragazzi, ma voi quando dovete tradurre una frase in inglese e avete un dubbio che fate?». Un pomeriggio di quattro anni fa Antonio Rotolo, archeologo e ricercatore universitario di ritorno da un’esperienza da borsista al Mit di Boston, chiacchierava a Palermo con i suoi amici di sempre, accademici in erba e anglofoni anche loro: Roberta Pellegrino, una laurea in Filosofia e un dottorato in Economia, e Federico Papa, avvocato con la passione per la storia. Tre siciliani under 30, tutti umanisti, tutti con esperienze internazionali, tutti avvezzi a scrivere pubblicazioni in inglese. Per loro la questione non era trovare una traduzione letterale in modo più o meno approssimato – quello lo sapevano fare eccome – ma scegliere l’espressione più adatta, con la sfumatura giusta, nel contesto corretto, attestata già in un certo ambito di ricerca. Una «supertraduzione», per banalizzare.
«Splendida comunità»

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30lug/180

La piaga dei giovani isolati

Articolo di Lodovico Poletto (Stampa 30.7.18) “In 100 mila fuori dal mondo”

“”La porta della camera resta perennemente chiusa. E la luce accesa. Chi ha attraversato quel mondo, e ne è uscito, parla spesso di quell’uscio sbarrato come prima forma di rifiuto di un universo nel qual non ci si riconosce più. Li chiamano Hikikomori, e fino a che non ne incontri uno non sai bene cosa siano. Lo intuisci a malapena dai loro racconti sul web: «Non sopportavo più nessuno, il resto del mondo mi era estraneo». Ma per entrarci davvero dentro quel mondo devi ascoltare la disperazione dei genitori: «Sapesse quanti tentativi abbiamo fatto per trascinare nostro figlio fuori da lì. Non c’era modo. Era chiuso verso tutto, e verso tutti».Eccolo qui il mondo degli Hikikomori.

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26lug/180

Il Comune di Roma da’ il benservito alla Casa delle donne

Articolo di Alessandra Pigliaru (manifesto 26.7.18) “Il Comune di Roma dà il benservito alla Casa delle donne. Il tetto che scotta. Ieri l’annuncio della revoca della convenzione con scadenza nel 2021. 60 giorni di tempo per impugnare la decisione. «Ci opporremo con tutte le forze»

“”La notizia è giunta ieri nel pomeriggio: il Comune di Roma revoca la convenzione alla Casa internazionale delle Donne. Il direttivo di via della Lungara è stato convocato appunto ieri nella sede dell’assessorato al patrimonio alla presenza delle assessore Laura Baldassarre, Rosalba Castiglione e Flavia Marzano, che hanno annunciato quanto stabilito alla presidente Francesca Koch, Lia Migale, Giulia Rodano, Maria Brighi e Loretta Bondì. Attendevano da mesi, insieme alle migliaia che si sono mobilitate in sostegno della Casa, la risposta relativa alla memoria presentata a gennaio sulla riduzione del debito (833mila euro) richiesto con insistenza dal Comune che tuttavia non teneva conto dei servizi offerti, delle spese ordinarie e straordinarie sostenute dalla Casa. A niente sono valse le trattative intercorse in questi mesi, poi bruscamente interrotte grazie anche alla mozione firmata da Gemma Guerrini, consigliera e presidente della Commissione delle elette, presente anche lei ieri per notiziare a proposito della revoca della convenzione. Non sono valse a niente neppure la pazienza, il tentativo di mediazione, la presa in carico di una responsabilità economica di saldare la morosità trovando un punto di incontro sensato.

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24lug/180

Giuseppe Berta: «Futuro grigio per gli Agnelli: l’eredita’ di Marchionne e’ un macigno»

Intervista a Giuseppe Berta di Massimo Franchi (manifesto 24.7.18) “Lo storico dell’industria e amico e del manager Giuseppe Berta: «Unica via sarebbe cedere i marchi Fiat ai cinesi»”

«Voglio subito dirvi che ho trovato l’editoriale di Marco Revelli molto intelligente e non condivido le critiche che vi stanno facendo». Giuseppe Berta è il massimo storico dell’industria in Italia, insegna alla Bocconi e ha conosciuto direttamente Sergio Marchionne: «Mi prendeva in giro dicendo che prima di prendere decisioni leggeva i miei commenti, non come Elkann che invece mi dice sempre che li tratto male».
Professor Berta, conoscendolo da vicino, che uomo è Sergio Marchionne?
A parte le sue capacità finanziarie indiscusse, era un grandissimo negoziatore. Così riuscì ad uscire dall’accordo con General Motors appena diventto amministratore delegato, così è riuscito a comprare Chrysler con i soldi di Obama. Era un uomo solo al comando, non ha mai creato una squadra. E questo peserà per forza nel futuro di Fca.
Che Mike Manley fosse il suo prediletto però era abbastanza scontato. Come ha gestito la famiglia Agnelli questa improvvisa accelerazione per la successione?

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22lug/180

Dopo lo scandalo Nobel. Consenso sessuale. La nuova severissima legge della Svezia

Articolo di Andrea Tarquini (Repubblica 2.7.18)

“”Se fate l’amore in Svezia, date da oggi garanzie precise e inconfutabili di reciproco consenso. Ogni atto sessuale compiuto senza prova netta di consenso di entrambi i partner della coppia, anche senza minaccia di stupro o molestie, diventa reato penale. E se cadete in mano alla giustizia o alla polizia svedesi in un caso del genere, non sperate di cavarvela. La legge in merito, approvata a larga maggioranza settimane fa dal Riksdag (il Parlamento reale), adesso è in vigore. È arrivata, come legge forse tra le più radicali del mondo in materia, sul’onda lunga dello scandalo globale #metoo e sulle sue propaggini svedesi. Propaggini le quali hanno scosso il mondo del cinema e del teatro chiamando in causa persino a posteriori il grande maestro Ingmar Bergman con denunce e racconti che continuano. Sia soprattutto l’Accademia del Nobel. La quale a causa degli scandali di molestie e pressioni sessuali è stata recentemente investita da dimissioni a raffica.