Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

17apr/180

Siria, la guerra che cambia il M5s

Articolo di Tomaso Montanari (Fatto 17.4.18)

Caro direttore, continuo a pensare che un governo sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dal Pd (un governo il cui presidente, la cui composizione e il cui programma dovrebbero essere l’oggetto di un confronto libero da qualsiasi pregiudiziale) sarebbe il modo migliore di uscire da questa situazione: che è del tutto fisiologica, in un sistema parlamentare, e che solo l’inadeguatezza del nostro ceto politico trasforma in uno ‘stallo’. Lo penso perché guardo all’aspetto più clamoroso del voto del 4 marzo: quello sociale. In quel voto è tornata la lotta di classe. Senza programmarlo, senza tematizzarlo, senza nemmeno dirlo. Anche se non lo sanno, o non sono interessati a vedersi così, i 5 Stelle e la Lega sono di fatto partiti delle classi subalterne. Votati in massa soprattutto (anche se non solo) dagli ultimi, dai sommersi, da coloro che sono sul filo del galleggiamento (iniziando dai giovani precari, i nuovi schiavi), in un Paese con 18 milioni di cittadini a rischio di povertà (al Sud quasi uno su due). Mentre il Pd (e anche Liberi e Uguali) e Forza Italia sono stati votati dai salvati, dai relativamente sicuri, dai benestanti.

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14apr/180

La creativita’ negletta nel paese che fu il piu’ creativo del mondo

Articolo di Annamaria Testa (da suo sito nuovoeutile 14.1.13)

“”Creatività e creativo erano fino a pochi anni fa, qui in Italia, parole impronunciabili. Tali da evocare, nella migliore delle ipotesi, persone e attività vanitose e modaiole, e nella peggiore un’ampia gamma di comportamenti non solo irritanti ma disdicevoli (la finanza creativa, per dire truffaldina. Le soluzioni creative, per dire abborracciate, improbabili e inefficaci). Storicamente del tutto differenti l’attenzione e l’atteggiamento di altri paesi, e specie del mondo anglosassone, in primis gli Stati Uniti ma non solo, verso l’idea stessa di creatività intesa come motore del progresso umano: la preziosa e peculiare attitudine degli individui a scovare soluzioni nuove, a scoprire elementi e connessioni sconosciute, a sperimentare e a inventare.
Le idee sul produrre idee È un parroco scozzese, William Duff, a pubblicare nel 1767 An Essay on Original Genius, il primo trattato che prova a indagare le dinamiche della creatività. È l’inglese Francis Galton, scienziato eclettico, antropologo, cugino di Darwin e pioniere della biometria a formalizzare per primo la distinzione tra nature e nurture, cioè tra eredità e ambiente, e a segnalare, in Hereditary Genius, quanto l’educazione può nel bene e nel male influenzare l’esprimersi del talento.
Risale agli inizi del secolo scorso una delle prime, e forse ancor oggi la più convincente fra le moltissime definizioni di “creatività”: fa capo al grande matematico francese Henri Poincaré, che nel 1906, in Scienza e metodo, parla di trovare connessioni nuove, e utili, tra elementi distanti tra loro.
Pochi anni dopo è il tedesco Wolfgang Köhler, uno dei fondatori della Psicologia della Gestalt, a coniare il termine insight per definire l’illuminazione creativa e a intuirne la natura istantanea e inattesa. Val la pena di ricordare che lo fa descrivendo la performace creativa di Sultano, il più sveglio fra gli scimpanzé ospitati nella stazione zoologica di Tenerife, e mentre in buona parte d’Europa infuria – siamo nel 1917 – la prima guerra mondiale. Così, grazie a Sultano e all’ingegnosità degli esperimenti di Köhler, l’idea di creatività si estende, anche se con tutte le necessarie distinzioni, ad alcune specie animali superiori. Quali? Ce lo dice Alberto Oliverio: sviluppano comportamenti creativi le specie che sono predatrici e non predate, i cui piccoli giocano e, quando dormono, sognano.

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10apr/180

La nuova campagna antiaborto

Articolo di Vladimiro Zagrebelsky (Stampa 10.4.18)

“”A Roma l’associazione ProVita ha affisso un gran manifesto che riproduce l’immagine di un feto mostrandone l’avanzato stadio di formazione alla undicesima settimana. Con poche parole aggiunte il messaggio è chiaro e invita a non interrompere lo sviluppo di una vita umana. Apriti cielo! Associazioni pro libertà di aborto, gruppi di donne e militanti politiche ne hanno reclamato la rimozione, poiché ritenuto offensivo di una legge dello Stato e della libertà di scelta delle donne. Le proteste hanno avuto effetto e l’amministrazione comunale di Roma l’ha fatto rimuovere credendo di potersi richiamare a un articolo del regolamento sulle affissioni che tra l’altro vieta esposizioni lesive delle libertà individuali e dei diritti civili e politici.

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10apr/180

Dova va il Vecchio continente

Intervista a Nadia Urbinati di Simonetta Fiori (Repubblica 10.4.18) “E ora l’Europa rischia di smarrire la sua identità”

“”“Adesso è l’Est che minaccia la conquista a Ovest”
«È in gioco l’identità dell’Europa: un problema molto serio». Nadia Urbinati insegna scienze politiche alla Columbia University di New York.
C’è il rischio che l’onda nera possa travolgere l’Europa?
«Sì, oggi è l’Est che minaccia di conquistare l’Ovest. Ed è una conquista di segno opposto rispetto all’espansione dell’Unione europea nei Paesi orientali, un processo nel segno della democratizzazione.
Questo significa che i temi dell’immigrazione e della difesa dei confini rischiano di affermarsi nella traduzione politica della destra nazionalista. Perché Orbán e i Paesi a lui vicini non hanno una visione isolazionista ma aspirano a espandersi in nome dei “valori cristiani” e dei “valori bianchi”».
Questo significherebbe uno snaturamento dell’Europa.

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8apr/180

L’eredita’ scomoda dell’Azionismo nella crisi italiana

Articolo di Davide Conti (manifesto 8.4.18)

“”Il profilo politico-culturale dell’eredità storica del Partito d’Azione, incarnato da figure come Ferruccio Parri, Piero Calamandrei, Duccio Galimberti, Giorgio Agosti, ha sempre rappresentato in Italia un elemento di rara quanto manifesta incompatibilità con gli esiti conclusivi della transizione avviatasi con la fine della guerra, la sconfitta del nazifascismo e la nascita della Repubblica democratica. Per lungo tempo la riflessione pubblica sul lascito dell’esperienza del Partito d’Azione, ovvero della seconda forza politico-militare della Resistenza, è stata circoscritta al perimetro dell’immediato dopoguerra, coincidente invero con la parabola del PdA, e sintetizzata con l’immagine della «occasione mancata» di rinnovare nel profondo la struttura dello Stato e la società nonché per avviare un processo pedagogico di nazionalizzazione antifascista delle masse.

5apr/180

La spartizione della Siria nel vertice di Ankara tra Erdogan, Putin e Rohani

Articolo di Alberto Negri (manifesto 5.4.18) “Il summit di Ankara. Un Paese, membro della Nato dagli anni ’50, bastione dell’Alleanza contro Mosca, si è messo d’accordo con la Russia e con l’Iran, bestia nera di Usa e di Israele”

“”Nella sedicente pax syriana, quando è il Cremlino che taglia le fette di torta, bisogna sapersi accontentare e inghiottire qualche boccone amaro. I curdi dovranno archiviare i sogni di uno stato facendosi bastare, se regge, Assad non riavrà lo spicchio di Nord siriano in mano ai turchi e Israele potrà mettere in sicurezza il Golan occupato nel 1967 se smette di bombardare in territorio siriano. Ai jihadisti resterà la “discarica” di Idlib dove cominciare a riciclarsi. Con il vertice di Ankara tra Erdogan, Putin e Hassan Rohani si è definito il nuovo triangolo mediorientale: si tratta dell’evoluzione più paradossale della guerra di Siria. Un Paese, membro della Nato dagli anni Cinquanta, bastione dell’Alleanza contro Mosca, si è messo d’accordo con la Russia e con l’Iran, bestia nera degli Stati Uniti e di Israele. In sintesi un Paese dello schieramento atlantico è sceso a patti contro gli avversari, veri o presunti, dell’Occidente per spartire la Siria in zone di influenza.

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31mar/180

Palestina. Il «panico» del ritorno uccide la pace, strage a Gaza

Articolo di Zvi Schuldiner (manifesto 31.3.18) “Israele/Palestina. Di fronte a un atto simbolico evocante l’idea del ritorno, l’uso della forza da parte israeliana è un messaggio ben chiaro: chi vuole attraversare la frontiera può essere solo un uomo morto”

“”Non è un semplice scontro e non lo si può misurare solo con il numero delle vittime. Comunque, a poche ore dall’inizio degli incidenti alla frontiera che chiude la Striscia di Gaza, i morti mentre scriviamo sono già quindici e centinaia i feriti. Già nelle scorse settimane, la tensione era palpabile e sempre più crescente: le varie manifestazioni in programma recavano un titolo, «la marcia del ritorno», che scuoteva l’essenza stessa di Israele. Il ritorno dei rifugiati palestinesi. Il ritorno di quanti furono espulsi dalle loro case o decisero di fuggire nel 1948. La guerra del 1967 cambiò la realtà territoriale del conflitto israelo-palestinese e la questione territoriale offrì – forse lo fa tuttora – la possibilità di arrivare un accordo storico fra i due popoli, fra due movimenti cresciuti a partire dalla fine del XIX secolo.

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23mar/180

Per milioni di cittadini la sinistra ha tagliato il welfare

Articolo di Luigi Pandolfi (manifesto 23.3.18)

“”La povertà come volano per l’economia dell’export: un modello sociale che «valorizza» le disuguaglianze nei processi di elevazione della competitività, rovesciando il paradigma che stava alla base del vecchio «modello sociale europeo». La crisi economica che ha scosso il capitalismo mondiale tra il 2007 e il 2009 ha dato una nuova base «oggettiva» alle politiche di smantellamento del welfare state e dei diritti dei lavoratori, che, nel nostro Paese, erano iniziate già vent’anni prima. L’Italia è entrata nella crisi con un’economia in declino e ne è uscita con una società ancora più diseguale, riorganizzata in funzione del modello neo-mercantile che la Germania ha imposto, con successo, a tutta l’Europa. È stata una rivoluzione, che non ha visto come protagonisti gli operai, i «ceti subalterni», per dirla con Gramsci, ma il capitale, per mezzo dei governi che si sono succeduti negli ultimi trent’anni. Una storia che chiama direttamente in causa la «sinistra di governo», in larga parte erede del Pci, la più determinata, la più cinica, la più arrogante, nel portare avanti la rivoluzione neoliberista.

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23mar/180

Addio contanti e carta. Lo smartphone come portafoglio digitale

Articolo di Gianni Rusconi (Sole 23.3.18)

””«Non è un sistema di pagamento alternativo bensì la digitalizzazione di un modello, consolidato, che prevede l’uso di una carta di pagamento elettronica».
Per ufficializzare il lancio in Italia del digital wallet, Carlo Barlocco, Presidente di Samsung Electronics, è ricorso a una sintesi efficace, partendo dalla centralità dello smartphone nella vita degli utenti digitali, non a caso definito un “telecomando personale e multifunzione”, per arrivare all’esperienza d’uso di un servizio che vuole essere un “add on” facilmente accessibile, sicuro e a costo zero per l’utente. La peculiarità di Pay, fruibile solo da chi ha scelto i telefonini della casa coreana, è quella di trasformare il device mobile in un portafoglio digitale per pagare alla cassa senza estrarre contanti e carte elettroniche.

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19mar/180

L’ultima vittima della battaglia di Afrin in Siria: l’Occidente

Articolo di Filippomaria Pontani (Fatto 19.3.18) “Il silenzio dei governi sull’avanzata della Turchia rivela l’imbarazzo: nessuno vuole disturbare troppo Erdogan, temendo che un Paese membro della Nato finisca tra le braccia di Putin. E degli eroici curdi anti-Isis non importa più a nessuno”

“”Da Parigi a Venezia, da Brema a Creta, nel silenzio imbarazzato dei governi (tranne quello francese), si moltiplicano i presidî di solidarietà verso la città curda di Afrin, nel nordovest della Siria, che salvo colpi di coda della guerriglia, pare aver capitolato ieri mattina dopo settimane di attacchi e bombardamenti delle truppe turche, determinate ad assumere il controllo di tutta la fascia di confine. I morti (molti civili e bambini) sono centinaia, nel weekend è stato colpito l’ospedale, l’acqua e i medicinali non arrivavano da giorni, gli sfollati nell’ordine dei 150mila; si paventa il rischio di pulizia etnica, per alterare la maggioranza curda della regione. Nell’accordo russo-turco-iraniano di Astana (marzo 2017) era previsto che la Turchia installasse 12 posti di osservazione nella regione di Idlib, l’unica ancora saldamente nelle mani dei ribelli anti-Assad, l’ex fronte Al-Nusra, ora Hayat Tahrir al-Sham, insomma jihadisti sunniti. Ma è l’enclave di Afrin, a Nord di Idlib lungo la frontiera, a detenere per i Turchi il più alto valore strategico: rappresenta dal 2012 l’avamposto occidentale della regione sotto controllo curdo che si estende da Kobane a Raqqa fino ai confini dell’Iraq: tutte zone a suo tempo difese o riconquistate con grandi sforzi dai combattenti dell’esercito curdo (YPG) contro l’Isis.

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