Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

9nov/180

Ahmed Sa’adat: «La Palestina sara’ liberata dal popolo escluso dalle elite»

Intervista a Ahmed Sa’adat di Stefano Mauro (Internazionale e manifesto 9.11.18) “Per la prima volta dopo oltre un decennio, il segretario generale del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina parla con un giornale straniero dal carcere: «La via per la libertà: il ritorno dei rifugiati e la creazione di un unico Stato libero, democratico e laico. Per farlo dobbiamo ricostruire il nostro movimento nazionale, l’Olp»”"

“”Ahmed Sa’adat è diventato segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), il più importante partito della sinistra radicale palestinese, nel 2001 dopo l’assassinio di Abu Ali Mustafa, ucciso da due razzi lanciati da un elicottero israeliano contro il suo ufficio a Ramallah. Come risposta un commando del Fplp uccise l’anno seguente Rahavam Zeevi, ministro israeliano e ideologo della deportazione dei palestinesi. L’Autorità nazionale palestinese fece arrestare Sa’adat che, nonostante il parere contrario dell’Alta Corte di giustizia palestinese, rimase nel carcere di Gerico fino al 2006. Quell’anno, in violazione di qualsiasi convenzione internazionalmente riconosciuta sulla detenzione, i militari israeliani prelevarono Sa’adat, lo deportarono nelle carceri israeliane e lo condannarono a 30 anni di carcere come «referente politico» di un’organizzazione considerata da Tel Aviv come «terrorista». Da allora vive nelle carceri israeliane e periodicamente viene tenuto in regime di isolamento per lunghi periodi, il che ha provocato una campagna di solidarietà (#FreeAhmedSa’adat) da parte della sinistra internazionale che ne chiede il suo rilascio.
Il manifesto, grazie alla rete dei detenuti del Fplp, è riuscito a intervistarlo dal regime carcerario in cui è segregato, dopo oltre dieci anni dalle ultime dichiarazioni rilasciate a quotidiani stranieri.
Come valuta la situazione attuale in Palestina e l’atteggiamento dell’amministrazione Usa di Donald Trump?

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3nov/180

La Lega vola oltre il 34%

Articolo di Nando Pagnoncelli (Corriere 3.11.18) “Sondaggio. Salgono ancora i consensi per la Lega: adesso arrivano al 34,7%. Cala il M5S, soprattutto al Nord, e il 16% dei consensi perduti finisce proprio al partito di Salvini. Cala il pd, risale Forza Italia”

“”Salgono ancora i consensi per la Lega: adesso arrivano al 34,7%. Cala il M5S, soprattutto al Nord, e il 16% dei consensi perduti finisce proprio al partito di Salvini. Sono questi le indicazioni del nuovo sondaggio Ipsos. Resta stabile il consenso per il governo giallo-verde, il più alto degli ultimi sei esecutivi, a parità di periodo di tempo. Anche se diminuisce, da 60 a 58, quello per il premier Giuseppe Conte. Il Pd si attesta sul 16,5%, in leggero calo, e Forza Italia all’8,7%, in salita. Il centrodestra va al 46,5%, il centrosinistra si colloca al di sotto del 20%. Il consueto aggiornamento mensile dello scenario politico fa registrare la sostanziale tenuta del governo: infatti, come un mese fa, il 57% degli italiani esprime un giudizio positivo sull’esecutivo, mentre le valutazioni negative aumentano di poco (da 32% a 33%) e l’indice di gradimento flette di un punto, passando da 64 a 63.

16ott/180

Cambia il clima in Baviera, successo dei Verdi in 10 punti

Articolo di Sebastiano Canetta (manifesto 16.10.18) “I Grünen conquistano il 17,5% con un programma di finanziamenti al sociale, energia pulita, mobilità sostenibile, api e nuovi alloggi popolari. La leader Katharina Schulze, 33 anni: «Nelle urne si vince non seguendo la destra»”

“”BERLINO Il giorno dopo lo tsunami elettorale che ha travolto l’argine del monopolio Csu, a Monaco arriva l’esito del conteggio definitivo del voto di domenica. Il dato finale conferma lo strepitoso boom dei Verdi che ha fatto sprofondare i cristiano-sociali al 37,2% e colato a picco i socialdemocratici fino a quota 9,7%.
Le urne della Baviera restituiscono, ora ufficialmente, il 17,5% conquistato dai Grünen che coincide con il clamoroso record raggiunto nelle città con oltre 100 mila abitanti, dove gli ecologisti hanno convinto un elettore su tre con un programma europeista, pro-migranti e in difesa dell’ambiente. Un risultato sintomatico: dal punto di vista politico dimostra – al di qua e al di là delle Alpi – che nelle urne «si vince non seguendo la destra» come riassume la candidata-governatrice, Katharina Schulze, 33 anni, volto della nuova “rivoluzione” verde. Insieme al co-leader Ludwig Hartmann (classe 1978) ha costruito i «Dieci punti per la Baviera» che li hanno condotti al successo. Un decalogo incardinato su finanziamenti al settore sociale, estensione delle aree protette, energia pulita e mobilità sostenibile. Oltre alla promessa di 50 mila nuovi alloggi popolari piaciuta non poco alle migliaia di ex elettori di sinistra: il 42% di loro, fino a sabato scorso, aveva votato per la Spd che domenica è precipitata al 9,7% (dal 20,6 del 2013) facendo registrare un’emorragia di voti perfino più copiosa della Csu. Ma il vero segreto del successo dei Verdi è legato all’intransigenza sul tema in grado di condizionare le elezioni in Baviera anche più del voto federale che un anno fa fece vacillare Angela Merkel.

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10ott/180

Il web e il controllo dei dati di milioni di persone

Due articoli sul web (Stampa 10.10.18)     LEGGI DI SEGUITO

“L’app alternativa. Così il padre del Web Berners-Lee sfida i colossi digitali” di Vittorio Sabadin

“”Sir Timothy Berners-Lee è da molto tempo scontento di come cresce la sua creatura. Negli anni in cui ha inventato il World Wide Web (1989) e creato il primo sito Internet (1991) credeva che il mondo fosse più buono: la rete che immaginava avrebbe dovuto essere aperta, gratuita e neutrale, e mirare solo al progresso dell’umanità.
Trent’anni dopo, l’innovazione che ha avuto maggiore influenza nella storia umana non è più ciò che Berners-Lee sperava. Giganti come Google e Facebook ne hanno assunto il monopolio, controllano i dati di milioni di persone e lucrano in modo scandaloso sulle informazioni delle quali vengono in possesso. Gli utenti li lasciano fare, un po’ grazie alla sensazione di ottenerne comunque un vantaggio, un po’ a causa della mancanza di reali alternative.
Sistema fragile Da mesi Berners-Lee va dicendo che è arrivato il momento di fare qualcosa, perché , «se da una parte la rete ha creato un mondo migliore e più connesso, dall’altra si è trasformata in un motore di iniquità, influenzato da potenti forze che lo usano per i loro programmi».

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1ott/180

I numeri e i dubbi. Crescita, una scommessa con quattro punti critici

Articolo di Federico Fubini (Corriere 1.10.18)

“”L’Italia alla resa dei conti. E la quasi totalità della partita si gioca su pensioni e sostegno alla povertà. Dopo la Grecia, abbiamo la percentuale di occupati più bassa del mondo sviluppato, e il 10% più indigente della popolazione controlla appena l’1,8% del totale dei redditi, metà rispetto al resto d’Europa. Numeri pesanti. Resta ora da capire se la strategia messa in atto da Salvini e Di Maio sia credibile o meno, quale sia la vera equazione della crescita, quali gli effetti collaterali e quali i canali finanziari. L’Italia è a una resa dei conti e quasi tutto si gioca sulle pensioni e il sostegno alla povertà. Forse era inevitabile. Dopo la Grecia, abbiamo la percentuale di occupati più bassa nel mondo sviluppato e il 10% più indigente della popolazione controlla una fetta di appena l’1,8% del totale dei redditi, metà rispetto al resto d’Europa. Nel frattempo la riforma delle pensioni del 2012, resa necessaria dagli enormi squilibri del sistema e dalla crisi finanziaria, ha generato effetti unici in Occidente: un salto in avanti di sette anni dell’età del ritiro.

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26set/180

«Cittadini con il vizio di origine, il decreto Salvini è incostituzionale»

Articolo di Andrea Fabozzi (manifesto 26.9.18) “Lorenza Carlassare. Nel testo del decreto sicurezza vedo norme eterogenee, discriminazione sulla base della provenienza, violazione del principio di uguaglianza e del diritto alla difesa”

“”Professoressa Lorenza Carlassare, come giudica il decreto «sicurezza»?
La prima considerazione critica riguarda la mancanza di omogeneità nel testo. La Corte costituzionale ha sempre detto che ci vuole omogeneità nei contenuti di un decreto legge, mentre questo di Salvini mette assieme cose diverse. Nella seconda parte, quella più propriamente sulla sicurezza, accanto a misure da rifiutare, come l’allargamento nell’impiego della pistola elettrica, ci sono anche cose che possono essere interessanti, per esempio tra le misure antimafia. Aggiungo che, come ha già osservato il professor Flick, l’accostamento tra migranti, terroristi e mafiosi è parecchio malizioso. Il decreto non è solo eterogeneo, vuole anche suggerire che i migranti sono pericolosi e questo è inaccettabile. Ecco, la prima cosa da dire è che avrebbero dovuto essere almeno due decreti, come del resto era previsto in origine.
Secondo lei il decreto è incostituzionale?

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14set/180

Le sfide dei sovranisti

Articolo di Andrea Tarquini (Repubblica 14.9.18) “
Visegrad si schiera con Orbán l’Ungheria sbeffeggia la Ue. I Paesi dell’Est annunciano il veto alle sanzioni contro Budapest: bloccherà gli effetti della mozione”

“”Il leader polacco Jaroslaw Kaczynski è stato il primo a mandare al diavolo l’Europarlamento, il premier cèco Andrej Babis l’ha seguito a ruota. E a casa, l’opinione pubblica celebra i ” no” che arrivano da Bruxelles. Per il capo dell’esecutivo sovranista ungherese Viktor Orbán non poteva andar meglio. La sua sembra una vittoria al calcio prevista per l’abilità del suo team e la forza della tifoseria, e causata infine dall’autogoal degli avversari. Mai come ora dalla fine dell’Unione Sovietica e dalla caduta del Muro di Berlino, le due Europe sono state cosí lontane come oggi. Mai come ora, il gruppo di Visegrad (Polonia, Cechia, Slovacchia e Ungheria), spesso affiancato da Austria e Italia, oltre che da altri leader sovranisti, si è sentito cosí forte. Il fronte Kaczynski- Orbán non è mai apparso cosí facile da difendere.

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14set/180

Il duello con i populisti sulle diseguaglianze

Articolo di Giovanni Orsina (Stampa 14.9.18)

“”La campagna elettorale per il voto europeo del maggio 2019 sta entrando nel vivo con larghissimo anticipo. E la settimana che si sta chiudendo è stata segnata da due iniziative importanti.
Due iniziative di quello che, per capirci, chiameremo l’establishment europeista contro quello che – sempre per capirci – chiameremo lo sfidante sovranista: il voto del parlamento europeo sul governo ungherese guidato da Viktor Orban, e la decisione del presidente francese Macron di investire otto miliardi di euro nel «reddito universale di attività». Sono, com’è ovvio, questioni assai diverse. Ma non è impossibile collegarle in una strategia di bastone e carota della quale, per il momento, cominciamo soltanto a intravedere i contorni.
La censura a Orban (il bastone) persegue l’evidente scopo politico di isolare i sovranisti e spegnere sul nascere qualsiasi tentazione di dialogare con loro possa aver preso forma fra i Popolari. E che stesse prendendo forma, lo testimonia l’intervista a Manfred Weber – probabile Spitzenkandidat, ossia candidato alla guida della Commissione, per il Partito popolare europeo – pubblicata la settimana scorsa su questo giornale. L’iniziativa di Macron (la carota) vuol mostrare invece che l’establishment europeista può tornare a soddisfare le esigenze di un elettorato che lo ha abbandonato, per seguire le sirene sovraniste, anche perché lo accusa di tutelare unicamente i «vincenti della globalizzazione».

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1set/180

Addormentarsi in 120 secondi

Articolo di Vittorio Sabadin (Stampa 4.9.18) “La grande caccia al farmaco miracoloso che sappia come spegnere l’insonnia. Sei segreti svelati nel manuale dei marines

“”Tutti sanno che è difficile addormentarsi dopo u na giornata agitata, ma le nostre preoccupazioni quotidiane sono niente a confronto di quelle dei soldati impegnati in una guerra. Da anni i marines americani dormono invece benissimo, grazie a un metodo messo a punto dal Pentagono e rivelato nel libro «Relax and Win: Championship Performance», scritto da Lloyd Bud Winter. Winter è stato un leggendario preparatore atletico, il padre dei successi di 27 campioni olimpici, e l’anima del campus della San José State University, soprannominata ai suoi tempi «Speed City», la città della velocità.  Le tecniche di relax insegnate da Winter sono così efficaci che il suo libro è ancora richiestissimo e le copie vanno letteralmente a ruba: su Amazon si vendono a 280 dollari l’una, una cifra molto alta per un manuale di tecnica che spiega come la capacità di rilassare il corpo e la mente sia alla base di ogni successo. Online le teorie di Winter sono tornate al centro dell’attenzione e il metodo segreto dei marines per addormentarsi nell’arco di due minuti è giudicato molto efficace.”

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30ago/18Off

Autostrade e stampa. Come sono «belle» le privatizzazioni

Articolo di Vincenzo Comito (Manifesto 29.8.18) “Autostrade e stampa. Il caso Benetton ci rimanda ad una riflessione più generale sull’accumulazione privata nel nostro paese”

“”Si può discutere anche con durezza nel merito della ipotesi di nazionalizzazione del gruppo Autostrade. Quello che non appare accettabile è la feroce campagna di stampa che si è scatenata in questi giorni. Parliamo della campagna stampa scatenata contro la sola eventualità di una nazionalizzazione, non certo perché non si possa parlare male del Re, ma per i modi con cui lo si è fatto.Si è detto che la nazionalizzazione comporterebbe inefficienze di gestione, rapporti incestuosi con la politica, costi esorbitanti; si tratterebbe insomma di un fallimento annunciato. Ma quasi nessuno ricorda invece i bei risultati delle privatizzazioni. Ci ritroviamo oggi con una Telecom Italia, che dopo essere passata per le mani del fior fiore dell’imprenditoria e del management italiani, da Agnelli, a Colaninno, a Tronchetti Provera, con la partecipazione anche dei Benetton, si ritrova oggi ad essere ridotta a ben poca cosa e comunque collocata nelle grinfie di un fondo avvoltoio Usa; con un’Ilva in attesa di essere risuscitata dopo essere stata ceduta ad una famiglia che la sfruttava ignobilmente, portava i soldi all’estero e avvelenava i cittadini; con le stesse Autostrade, con contorno di Autogrill, che attraverso delle convenzioni con lo Stato spremeva gli automobilisti. Per non ricordare ancora le vicende di Alitalia (che ha visto tra i suoi protagonisti sempre la famiglia) e di Finmeccanica.

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