Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

11giu/19Off

“Caro compagno”, l’anima di Berlinguer in una lettera

Articolo di Tommaso (Fatto 11.6.19) “35 anni fa moriva l’uomo della “questione morale”. Il militante e il carteggio con il segretario: “Una persona di un’umiltà straordinaria”

“”Sostiene il compagno Sergio Fazi che Enrico Berlinguer “l’hanno fatto morì accorato”, col cuore gonfio di amarezza, “per colpa della questione morale”. Sostiene Sergio che il segretario del Pci era amato dalla gente, ma nel partito c’erano troppi dirigenti con un’idea della politica meschina, lontana dalla sua (Sergio fa i nomi, ma questa è un’altra storia). Berlinguer è morto esattamente 35 anni fa, l’11 giugno 1984: si è spento a Padova quattro giorni dopo l’ultimo comizio, quando un malore lo colse sul palco e lo costrinse a uno sforzo disperato e struggente per arrivare alla fine del discorso. Bisogna rivedere quel filmato: la figura austera, il linguaggio rigoroso e complesso. Sembrano passati due secoli, più che 35 anni.

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1giu/19Off

Usa vs Cina. La tech-war e la videosorveglianza

Articolo Simone Pieranni (manifesto 1.6.19) “Tech War. Dopo la Huawei Trump sembra intenzionato a colpire tutto il comparto cinese della videosorveglianza. Mentre Pechino si prepara a controbattere con una black list di aziende americane”

“”Nei scorsi, indiscrezioni pubblicate da Bloomberg e New York Times, avrebbero rivelato l’intenzione di Donald Trump di colpire – come è già accaduto con la Huawei – anche le aziende cinesi impegnate nel mercato della vidiosorveglianza. In pratica, Washington potrebbe negare ad altre aziende la fornitura di “componenti” in arrivo dagli Usa. In questo caso, così come per la Huawei, le ragioni sarebbero varie. Non da ultima, ci sarebbe anche l’improvviso afflato umanitario di Trump che dopo aver ignorato le denunce sull’utilizzo di videocamere nello Xinjiang, potrebbe colpire società cinesi proprio perché impegnate a fornire al governo cinese gli strumenti per la violazione dei diritti umani in corso in Cina nella regione nord occidentale a maggioranza uigura, un’etnia turcofona e musulmana.

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31mag/19Off

Certosa di Trisulti, il ministero la toglie all’associazione vicina a Steve Bannon: voleva usarla per la scuola di sovranismo

Articolo del Fatto 31.5.19 “La mossa di Bonisoli contro la fondazione Dignitatis Humanae Institute vicina all’ex braccia destro di Donald Trump, spiega il Mibac in una nota, è stata decisa “a seguito degli esiti dell’attività ispettiva condotta e del conseguente parere dell’Avvocatura dello Stato richiesto qualche settimana fa dal ministero”.

“”Il ministero dei Beni Culturali ha avviato l’iter per la revoca della concessione dell’Abbazia di Trisulti alla fondazione Dignitatis Humanae Institute, vicina a Steve Bannon, ex braccio destro di Donald Trump, che vorrebbe creare nella certosa di Collepardo, in provincia di Frosinone, la scuola internazionale del sovranismo. Il passo indietro ha avuto inizio con la richiesta da parte del ministro Alberto Bonisoli di avviare “le opportune azioni a tutela dell’amministrazione rispetto alle rilevate criticità in ordine alla legittimità dell’assegnazione in concessione” per violazione di diversi obblighi contrattuali. La notizia viene accolta positivamente anche dal Pd e da Sinistra Italiana.

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29mag/19Off

L’alleanza a sinistra ora si deve fare

Articolo di Domenico De Masi (Fatto 29.5.19)

“”Nel momento stesso in cui fu varato l’attuale governo era lampante che Salvini avrebbe fagocitato buona parte del Movimento 5 Stelle per poi realizzare il governo più a destra dal dopoguerra. L’operazione è stata accelerata da tre circostanze. La prima: mentre Salvini, di fatto, si è dedicato quasi esclusivamente alla propaganda e alla simonia, Di Maio si è speso in quattro funzioni, due ministeri, vicepremier e capo politico del Movimento. Il secondo motivo sta nella diversa strategia in politica estera. Salvini ha fatto dei suoi rapporti privilegiati con i leader delle destre europee uno sfoggio di potenza, Di Maio è incorso nella gaffe dei Gilet gialli ed è senza gruppo di riferimento nel Parlamento Ue. Il terzo motivo attiene al programma di governo. Salvini ha saputo gonfiare le poche realizzazioni cui si è applicato: la riduzione degli sbarchi e la quota 100. Di Maio, invece, ha affrontato le due questioni oggi più gravi – la povertà e il lavoro – che hanno richiesto provvedimenti complessi come decreto Dignità e Reddito di cittadinanza. Riferendosi in gran parte al sottoproletariato, questi provvedimenti erano destinati a non riscuotere la giusta gratitudine da parte dei beneficiari.

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23mag/19Off

Il muro del M5S. No al salvataggio di Radio Radicale

Articolo di Dino Martirano (Corriere 22.5.19) “Lite sulla proroga voluta anche dalla Lega”

“”Il M5S ha spento Radio Radicale. Ieri sera, il veto dei deputati grillini — soli contro tutti gli altri partiti — ha precluso alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera la possibilità di votare gli emendamenti fotocopia presentati da Lega, Pd, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Misto che puntano a prorogare di sei mesi (seppure con un finanziamento ridotto a 3,5 milioni) la convenzione, scaduta proprio ieri, tra il Mise e la storica emittente radicale: un’emittente che da oltre 40 anni assicura un servizio pubblico con la trasmissione quotidiana delle sedute parlamentari, dei comizi di tutti i partiti, di molti processi.
Inutili gli sforzi del presidente della commissione Bilancio, il leghista Claudio Borghi: la richiesta di poter votare gli emendamenti per Radio Radicale, presentati al testo del ddl di conversione del decreto legge Crescita, si è scontrata contro il muro eretto dai grillini che alla richiesta di un chiarimento avanzato da Silvia Fregolent (Pd), hanno risposto: «Dopo tanti anni di mangiapane a tradimento, basta con il finanziamento pubblico».

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13mag/19Off

Sul destino dell’Africa lo spettro del ritorno alla schiavitu’ razziale

Articolo di Wole Soyinka (Stampa 12.5.19)

“”Il continente africano ne ha passate tante e a tanto è sopravvissuto – schiavitù, ripartizioni imperiali, occupazioni, un esodo umano senza precedenti di cittadini che a fiotti si incamminano nel deserto e attraversano il mare, fuggendo da alluvioni, siccità, carestie, guerre civili ed epidemie. Adesso arriva anche un orrore accecato dal credo, deciso a prolungare l’agonia del continente. Si tratta di una nuova variante di dominio, che sostiene di trarre ispirazione dalla volontà di una Divinità Suprema. Il presunto fervore trasformativo che in teoria la contraddistingue metterebbe i suoi seguaci in una posizione di autorità assolutistica sull’intera gamma umana. La maniera in cui si manifesta sbandiera un trascendentalismo che cerca di superare le traiettorie storiche del jihadismo islamico o del suo equivalente cristiano, la crociata. È dunque una collaborazione tra credi rivali che fornisce una presunta base spirituale onnicomprensiva a sistemi di pensiero considerati ormai antiquati. Si solleticano così visioni apocalittiche nelle menti delle nuove generazioni, che pure fanno i conti con un’epoca sempre più dominata dalla tecnologia.

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12mag/19Off

La spinellata di massa manda in fumo le minacce di Salvini

Articolo di Giuliano Santoro (manifesto 12.5.19) “In migliaia, soprattutto giovanissimi, sfilano a Roma per la Million Marijuana March. La piazza chiede forniture per i pazienti e lo stop alla persecuzione dei consumatori.”

“”L’occhio più attento avrà notato qualche attimo di esitazione, quasi una forma di timidezza. Poi si sente l’odore acre e inconfondibile. Un ragazzo appena maggiorenne alza le braccia ed esclama un liberatorio: «Ho acceso il ‘miccione’». La sigaretta passa di mano in mano. È marijuana autoprodotta, giurano. Significa che non viene dal mercato che le mafie gestiscono e che il proibizionismo alimenta. A quel punto, e sono da poco dopo le 15 di un sabato pomeriggio al centro di Roma, questa diciannovesima edizione della Million Marijuana March può iniziare per davvero.

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11mag/19Off

Intelligenza artificiale. «Va proibito l’uso di killer robot, e’ impossibile controllarli»

Intervista a Noel Sharkey, esperto di robotica e presidente dell’International committee for Robot Arms control. Di Rachele Gonnelli (manifesto 11.5.19)

““«Va proibito l’uso di armi che non prevedono decisione umana. Si sta già sviluppando una «giustizia» algoritmica che crea discriminazioni razziali, di genere, di poveri e minoranze. Figuratevi cosa può succedere in guerra»”
«Ho passato 40 anni a studiare i robot, la mia passione, e all’inizio non ero un’attivista, solo uno scienziato. A un certo punto mi sono reso conto che lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale procedeva molto velocemente ma la riflessione sul suo utilizzo, soprattutto sul piano bellico, non procedeva di pari passo, fino a fare spazio a qualcosa di inconcepibile».
Professore emerito di Intelligenza artificiale e robotica all’università di Sheffield, co-direttore della Fondazione Responsible Robotics, presidente dell’ong International committee for Robot Arms control, Noel Sharkey è appena uscito da Montecitorio, dove, accompagnato da Francesco Vignarca della Rete Disarmo, è andato a spiegare le ragioni per cui l’Italia deve appoggiare la campagna di messa al bando dei Killer Robot al presidente della commissione Esteri del Senato Vito Petrocelli e al presidente della commissione Difesa della Camera Gianluca Rizzo – entrambi M5S – mentre oggi terrà una conferenza al museo Maxxi di Roma nell’ambito del festival itinerante dei Diritti umani, quest’anno dedicato al tema “Guerre e pace”.
In scenari come Libia, Gaza, Afghanistan sono già in uso droni o armi tipo killer robot?

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10mag/19Off

Raccontare le donne migranti

Venerdi’ 3 maggio l’Ordine dei Giornalisti
e la Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna,
in collaborazione con le Giornate della Laicita’,
ha tenuto a Reggio Emilia
un Seminario di Formazione dal titolo:

Raccontare le donne migranti.
Un approccio interculturale per affrontare
violenza e discriminazione di genere

Cliccando qui sotto potrai vedere un reportage dell’evento

RACCONTARE DONNE MIGRANTI… – reportage

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8mag/19Off

Azzariti “Farlo partecipare con il suo stand nega uno dei fondamenti della Carta”

Intervista a Gaetano Azzariti, docente diritto costituzionale a Sapienza, di Liana Milella (Repubblica 8.5.19)

“”Per lei, professor Azzariti, sono apologia di fascismo le frasi dell’editore di Altaforte, con cui Salvini pubblica l’autobiografia?
«È una notitia criminis. C’è una disposizione del nostro ordinamento costituzionale che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chiunque faccia apologia di fascismo. Parlo dell’articolo 4 della legge Scelba del lontano 1952. La magistratura dirà se c’è il reato».
Le frasi sono contro la Costituzione?
«Contro la Carta sono tutte le azioni promosse ai fini di riorganizzare “sotto qualunque forma”, com’è scritto nella XII disposizione transitoria e finale, il partito fascista. La legge Scelba specifica che le forme in cui si concretizza il divieto sono sia la ricostituzione del partito, sia l’apologia, e le manifestazioni fasciste».
Ci sono già condanne per episodi simili?

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