Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

11apr/19Off

La stagione dei disastri. Il rapporto del Fondo ONU per la popolazione

Articolo di Claudia Bruno (manifesto 11.4.19) “Povertà e divari, crisi idriche e insicurezza alimentare, degrado ambientale e scarsa pianificazione urbana: presentati ieri i dati sullo stato della popolazione negli ultimi 50 anni. 136 milioni nel 2018 hanno ricevuto aiuti umanitari per guerre, alluvioni e siccità”

“”Era il 1969 quando i televisori trasmisero in diretta le immagini di Neil Armstrong camminare sulla luna, il biologo Robert Geoffrey Edwards annunciò che la fecondazione umana poteva avvenire in vitro, un messaggio venne inviato per la prima volta attraverso la rete che avrebbe anticipato Internet. E anche se l’aborto nella maggior parte dei paesi non era ancora legale, l’accesso alla contraccezione non era un problema politico, e le donne partorivano in media quasi cinque figli a testa, di lì a poco il controllo delle nascite sarebbe entrato a far parte dell’agenda dei governi, il femminismo avrebbe portato a importanti conquiste in termini di diritti civili, e il progresso scientifico avrebbe contribuito ad aumentare la velocità percepita del tempo.

13mar/19Off

Parita’ fra uomini e donne nel mondo, servono decisi gesti concreti

Articolo di Mara Carfagna, Deputata  Forza Italia, vicepresidente della Camera (HuffPost 13.3.19)

“”In questi giorni, con altre autorevoli colleghe, ho l’onore di rappresentare il Parlamento italiano alla 63 sessione dell’Onu dedicata alla parità fra uomini e donne nel mondo. Mi è stato affidato il compito di parlare della conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro, un tema che ritengo cruciale se vogliamo favorire l’empowerment femminile che significa giustizia, ma anche ricchezza. Attualmente, ed è proprio l’Onu a dircelo, appena il 50 per cento delle donne partecipa alla forza lavoro globale con un divario retributivo impressionante, che varia da paese a paese ma varia pur sempre fra il 23 e il 76 per cento. A favorire queste disparità sono stereotipi radicati nella cultura, vuoti normativi, leggi inique o applicate male. In Italia abbiamo buone leggi, eppure l’occupazione femminile è ferma al 49,3% con conseguenze negative sul benessere di tutti. Il lavoro femminile rappresenta infatti una miniera d’oro ancora da scoprire e da sfruttare. Se lavorasse il 60% delle donne, secondo le stime della Banca d’Italia, il Pil crescerebbe del 7%. Come ha detto Christine Lagarde, già Ministra dell’Economia francese, ora alla guida del Fondo monetario internazionale: “In un mondo in cerca di crescita le donne potrebbero aiutare a trovarla se solo fossero presenti condizioni di parità, invece di insidiosi complotti”.

8mar/19Off

Donne nei luoghi di comando: soltanto una per tre uomini

Da Repubblica.it 8.3.19 “I dati Eurostat fotografano il ritardo italiano: le manager sono il 36% nel Vecchio continente contro il 29% dell’Italia. Se nei consigli di amministrazione siamo secondi (36%) dietro la sola Francia, le executive precipitano al 9%”

“”La legge Golfo-Mosca che ha imposto un terzo di rappresentanza femminile nei board delle società quotate ha funzionato? Molto si è discusso dell’opportunità di imporre l’equilibrio di genere per via normativa. Numeri pubblicati da Eurostat gettano una luce su quanto è accaduto laddove è arrivato l’obbligo di legge e come si sia mosso il resto del mercato del lavoro. I dati sono netti. In Europa ci sono 36 donne su cento manager, mentre si scende a 27 su cento quando si parla di mebri dei consigli delle società quotate e al 17 per cento quando si parla di senior executives. In Italia il quadro è molto diverso da una categoria all’altra. Nell’universo dei manager, l’Eurostat ci relega nelle ultime posizioni per equilibrio di genere con il 29 per cento di incidenza femminile. Le nostre executive pesano ancor meno: soltanto il 9 per cento. Ben diversa la nostra posizione in graduatoria quando si parla di presenza nei cda, dove tra i grandi Paesi siamo secondi solo alla Francia riuscendo a vedere le donne nel 36 per cento delle poltrone.

8mar/19Off

Lotto marzo. L’agitazione permanente irrompe nelle piazze italiane

Articolo di Alessandra Pigliaru (Manifesto 8.3.19) “8 marzo. Lo sciopero globale femminista in più di 40 città. Manifestazioni, presidi e assemblee”

“”Saranno più di quaranta le città che oggi in Italia aderiranno allo sciopero globale femminista organizzato da Non Una Di Meno, collegandosi per il terzo anno consecutivo al movimento di Ni Una Menos che vedrà per le strade e le piazze del mondo la marea infinitamente colorata a cui ci hanno abituato attiviste di ogni latitudine. Le ragioni per cui questo otto marzo sarà ancora una volta giornata internazionale di lotta, non solo oggi, non mancano. Sono persistenti i segnali che indicano, anche in Italia, una difficile convivenza tra l’ottima salute politica di cui gode il femminismo e i tentativi costanti di danneggiare libertà e diritti conquistati. Nel documento di invito alle k, alle assemblee e ai presidi che da Brescia a Cagliari, passando per Bologna, Catania, Vicenza e altre ancora, si spargeranno sull’intero territorio nazionale, Non Una Di Meno elenca tra i primi motivi per cui è importante oggi incrociare le braccia il Ddl Pillon, ennesima dimostrazione che il patriarcato – ormai zombi di se stesso – tenta ancora di costruire sistemi coercitivi per le donne e, in questo caso specifico, bambine e bambini.

8mar/19Off

Evento del giorno: Giornata Internazionale della Donna

08 marzo 2014

La proposta di istituire una giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne fu fatta dalla Conferenza internazionale delle donne socialiste tenutasi a Copenaghen il 26/27 agosto 1910 e sulla base di quella proposta le prime manifestazioni si tennerro l’anno successivo, per cui quest’anno ne ricorre il centenario. Ma già tre anni prima il VII Congresso della II Internazionale socialista si era impegnato a lottare per l’introduzione del suffragio universale delle donne.
Nel 1975 l’Otto Marzo fu designato dalle Nazioni Unite Festa Internazionale delle Donne. (In fondo un filmato di animazione che celebra i successi della donna nel mondo del lavoro)

5mar/19Off

Abusi sessuali del clero

Articolo di Giorgio Salsi (NON MOLLARE, quindicinale  Critica Liberale 5.3.19)

“”Può una associazione laica, dopo aver letto articoli stampa sul vertice appena concluso relativo agli abusi sessuali del clero, esprimere un suo modesto giudizio? Una associazione, tra l’altro, che ha al proprio interno vari estimatori di Papa Francesco di cui ha anche apprezzato il notevole discorso politico “Terra, Casa, Lavoro” raccolto in un libro distribuito (udite!) come supplemento del Manifesto.
Come hanno sottolineato in molti, il vertice è stato deludente. Non soltanto per quello che hanno dichiarato i rappresentanti delle vittime sulla mancanza di provvedimenti concreti “… Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Ci aspettavamo di più. Siamo delusi… ”. E neppure – anche se lo condividiamo pienamente – per quanto affermato recentemente in un fondo giornalistico dall’intellettuale cattolico Alberto Melloni “… la vicenda Pell conferma che per tutti, vittime, carnefici, Chiesa, la cosa migliore che si può fare è lasciare che sia la giustizia dello Stato di diritto a valutare accuse e comminare pene che non possono mai essere sostituite da un ricorso al tribunale ecclesiastico …”

6feb/19Off

“Ci sono abusi sulle suore” L’ammissione di Francesco e’ un atto di accusa alla Chiesa

Due articoli sugli abusi di preti e vescovi LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Paolo Rodari (Repubblica 6.2.19) “Il Papa parla apertamente di violenze di preti e vescovi: “Succede ancora” Uno scandalo figlio di una cultura che considera le donne ” di seconda classe”

“”ABU DHABI Suore violentate da preti e vescovi, abusi di potere, di coscienza e anche sessuali. È l’ammissione shock di papa Francesco nella conferenza stampa tenuta sul volo della Etihad che da Abu Dhabi lo riporta a Roma. Della cosa ne ha parlato qualche giorno fa l’inserto femminile dell’Osservatore Romano. E Bergoglio, a sole due settimane dal summit che avrà luogo in Vaticano dedicato agli abusi su minori da parte dei preti, conferma: «Il problema esiste nella Chiesa » , dice. E parla apertamente non solo di sacerdoti, ma anche vescovi che hanno abusato di donne consacrate a Dio: «Io credo che si faccia ancora, ma ci stiamo lavorando». La rivelazione del Papa tocca anche il suo predecessore Benedetto XVI. Quando era ancora cardinale, infatti, Joseph Ratzinger conosceva il problema in particolare esistente in una Congregazione francese — anche se Bergoglio non l’ha citata esplicitamente — chiamata Comunità di San Giovanni e fondata dal padre domenicano Marie- Dominique Philippe nel 1975. Dal 1996 la Congregazione è stata oggetto di critiche per metodi giudicati da alcune associazioni religiose del Paese settari, con pressioni psicologiche sulle consacrate.

29gen/19Off

“Il sesso e’ un dono. Bisogna parlarne anche nelle scuole”

Articolo di Domenico Agasso Jr (Stampa 29.1.19) “Svolta del Papa di ritorno dal viaggio a Panama “Serve un’educazione oggettiva, senza ideologie””

“”Il sesso non è un «mostro» da cui fuggire. Non deve essere un tabù. Anzi, è «un dono di Dio». E servirebbe «un’educazione sessuale» nelle scuole. Di più: possibilmente non troppo rigida e chiusa. Così se ne capirebbe il vero valore. Queste non sarebbero parole inconsuete, se a pronunciarle non fosse un Papa. Francesco lo afferma sull’aereo che lo ha riportato a Roma da Panama, dove è stato nei giorni scorsi per la Giornata mondiale della Gioventù. E di giovani e sesso il Pontefice ragiona durante la tradizionale conferenza stampa sul volo papale, rispondendo a una giornalista americana che lo informa di un «problema comune in tutto il Centroamerica, incluso Panama e buona parte dell’America Latina: le gravidanze precoci». Solo a Panama sono state «diecimila lo scorso anno». La domanda è: «I detrattori della Chiesa cattolica incolpano la stessa Chiesa perché si oppone all’educazione sessuale nelle scuole. Qual è l’opinione del Papa?».

27gen/19Off

Tokyo e la rivolta delle studentesse. “Basta sessismo, non siamo prede”

Articolo di Cristian Martini Grimaldi (Stampa 27.1.19)

“”Capelli a sfiorare le spalle, frangetta, gonna poco sopra il ginocchio, t-shirt con maniche lunghe in pizzo «see-through», vedo non vedo. È un preciso identikit la lista dei requisiti che il settimanale Spa! ha pubblicato col fine di decriptare l’estetica di quelle giovani studentesse che apparterrebbero alla categoria delle facili prede. Fuor di metafora, «yariyasui» (quelle che ci stanno). Linguaggio che nel sensibilissimo Giappone del «metoo» fresco d’adozione – importato alla velocità di un tweet (qui il mezzo di condivisione di gran lunga più diffuso) e ancora meglio metabolizzato (vedi il fragoroso caso della giornalista Shiori Ito, che ha evidenziato l’emarginazione delle donne che denunciano uno stupro) – non è passato inosservato. Quattro studentesse giapponesi se ne sono accorte, ovviamente non leggendo direttamente la rivista, ma scorrendo come tutti i comuni millennials il pollice sul solito Social. «Quando l’ho letto ho perso la testa!», racconta Kazuna, 21 anni, in tenuta sportiva nella caffetteria dell’Università Icu.

20gen/19Off

Ieri a a Roma la Women’s march contro la violenza

Articolo di Alessandra Pigliaru (manifesto 20.1.19) 20/1/2019 ““Neoliberismo, sfruttamento, violenza: sono tutti sinonimi del patriarcato”. In tante si sono trovate ieri in piazza Santi Apostoli a Roma per il terzo anno della Women’s march”

“”“Neoliberismo, sfruttamento, violenza: sono tutti sinonimi del patriarcato”. In tante si sono trovate ieri in piazza Santi Apostoli a Roma per il terzo anno della Women’s march che nella capitale, come nel mondo, catalizza associazioni, comunità e gruppi di donne (e uomini) che intendono dire no al sopruso vorace di una politica machista e coercitiva. A Roma presente anche la Casa internazionale delle Donne, insieme alla rete dei centri antiviolenza Di.Re. che, sostengono questa marcia della libertà femminile contro ogni forma di razzismo, sessismo e neofascismo. Elizabeth Farren, organizzatrice e parte della women’s march global, presente in piazza insieme a Loretta Bondi della Casa internazionale di Roma e molte altre che, quotidianamente e capillarmente, lavorano sui territori.