Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

28set/180

Politici che odiano le donne, i bambini e i migranti

Articolo di Simona Maggiorelli (Left 28.9.18)

“”Fa carta straccia del permesso di soggiorno per la protezione umanitaria, nega il diritto d’asilo (previsto dalla Costituzione), raddoppia da tre a sei mesi la permanenza (una vera e propria reclusione) nei centri per il rimpatrio. Scendendo più in dettaglio: cancella il diritto al pubblico patrocinio per i richiedenti asilo, impone più daspo urbano e restrizioni della libertà in base a soli sospetti, revoca lo status di rifugiato ai profughi condannati in primo grado. Il decreto sicurezza-migranti che ha passato il vaglio del Consiglio dei ministri è lesivo dei trattati internazionali, incostituzionale (l’ordinamento prevede la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio), disumano. Ancora una volta Salvini alza il tiro nella lotta contro i migranti sebbene l’immigrazione sia ai minimi storici degli ultimi anni.

5set/18Off

La parita’ e’ arte

Articolo di Melania Mazzucco (Repubblica 5.9.18) “La mostra a Londra. Se l’arte si obbliga alla parità dei sessi”

“”La Royal Academy of Arts di Londra, per la mostra Renaissance Nude che aprirà nel marzo del 2019, ha introdotto la “parità di genere” (o gender equality): esporrà tanti nudi femminili quanti nudi maschili. La scelta di Tim Marlow può prestarsi a polemiche e facili derisioni. Si può discutere sull’opportunità dell’inserimento del criterio quantitativo nella valutazione della rappresentatività di un’opera d’arte, e del rischio del naufragio nella deriva della correttezza. O chiedersi se si possono applicare le quote a opere dipinte in epoche in cui la pittura era praticata da uomini e a uomini per lo più destinata, e rarissime erano le committenti che potessero imporre un soggetto a loro gradito (Cristina di Svezia si accaparrò un nudo maschile per suo diletto, ma le altre, regine davvero, mogli e madri, non avrebbero potuto farlo).

3set/18Off

Ogni giorno 11 denunce. Stupri di gruppo, siti e social media Il dossier sulla violenza

Articolo di Fiorenza Sarzanini (Corriere 3.9.18)

““Il numero dei violentatori arrestati supera il numero delle vittime. Il dato certifica che sono in aumento gli stupri di gruppo. Le vittime, sempre più giovani, vengono sedotte con modi gentili, adescate via Internet grazie a siti di appuntamento, e per questo il Dac, la Direzione anticrimine della polizia, lancia l’allarme. Ogni giorno sono undici gli episodi che vedono le donne vittime di violenza. Da gennaio a luglio 2.311 le denunce presentate. È il dato che maggiormente impressiona. Perché il numero dei violentatori identificati continua ad essere più alto dei fatti denunciati e questo dimostra come gli stupri siano spesso commessi in gruppo. È l’aggressione brutale compiuta dal branco, l’assalto che ha segnato numerosi episodi delle ultime settimane. Ragazze sedotte con modi gentili e poi diventate vittime di una violenza selvaggia, oppure adescate via Internet grazie ai siti di appuntamento che troppo spesso si trasformano in una trappola infernale.

31ago/18Off

La violenza contro le donne. L’estate cattiva del maschio

Articolo di Michela Marzano (Repubblica 31.8.18)

Frustrazione? Impotenza? Impunità? Difficile capire cosa ci sia esattamente dietro i molteplici casi di stupri e violenze contro le donne segnalati in queste ultime settimane, prima a Jesolo, poi a Pescara, poi a Botricello, poi a Rimini e via di seguito fino al caso agghiacciante di una ventunenne violentata per più di cinque ore a Parma e a quello, forse ancora più raccapricciante, di una donna di 44 anni rinchiusa dal compagno per due settimane in una cassa di mele e abbandonata sull’autostrada Venezia-Milano. Stranieri o italiani, senza lavoro o imprenditori, i carnefici hanno storie e profili molto diversi. Serve a poco, allora, invocare l’ignoranza o la nazionalità, l’assenza di cultura o la miseria di questi uomini che odiano le donne e che le trattano come spazzatura. Le uniche costanti sono l’assenza totale di rispetto per le vittime e il sentimento di impunità. È come se la violenza perpetrata nei confronti delle donne finisse sempre con l’autogiustificarsi, vuoi perché ci si immagina al di sopra di ogni legge, vuoi perché, quando ci si trova di fronte a una femmina tutto sembra lecito, vuoi perché la rabbia, l’impotenza, la frustrazione e la collera devono pur trovare un “oggetto” su cui riversarsi affinché il corso della propria esistenza possa riprendere.

30ago/18Off

Nei paraggi di avventure letterarie e politiche sessuate

Articolo di Lea Melandri (manifesto 30.8.18) “ “Scrivere con l’inchiostro bianco”, l’ultimo libro di Maria Rosa Cutrufelli”

“”Tra le domande ricorrenti alle donne che scrivono (come scrivi?, perché scrivi?) ce n’é una particolarmente fastidiosa: esiste una scrittura «femminile» diversa da quella «maschile»? Il fastidio – scrive Maria Rosa Cutrufelli nelle prime pagine del suo ultimo libro Scrivere con l’inchiostro bianco (Iacobelli editore, pp. 161, euro 13) – è dovuto anzitutto al fatto che viene rivolta esclusivamente alle scrittrici: «come se la differenza sessuale fosse una faccenda di donne, dato che quella maschile non è una differenza: è la norma». Come già osservava Patrizia Violi (L’infinito singolare; Essedue, 1986), il linguaggio, come la cultura in genere, dà voce a un solo soggetto, apparentemente neutro e universale, in realtà maschile. Se la parola delle donne è spesso così difficile – era la conclusione – non è dunque «perché le donne sono inadeguate al linguaggio, ma perché è il linguaggio inadeguato alle donne». Del resto, già all’inizio del ‘900, Sibilla Aleramo con la lucida intuizione di una coscienza femminile anticipatrice aveva scritto: «Io non mi esprimo, non mi traduco neppure: rifletto la vostra rappresentazione del mondo, aprioristicamente ammessa, poi compresa per virtù di analisi».

26ago/18Off

Argentina. Record di apostasie tra gli attivisti pro aborto

Articolo di Emiliano Guanella (Stampa 26.8.18)

“”Più di 4mila argentini hanno chiesto nelle ultime due settimane di essere sbattezzati in protesta contro l’impegno attivo della chiesa cattolica locale nel dibattito sulla legge dell’aborto che il Senato ha respinto lo scorso 8 agosto. Dopo 16 ore di dibattito, ha vinto la linea pro-life con 38 voti contrari e 31 favorevoli. La raccolta di firme per l’apostasia, questo il termine tecnico di abiura alla religione cattolica, chiedendo di essere tolto dal registro dei battezzati, è stata organizzata dal “Consiglio per uno Stato Laico” (CAEL) nell’ambito di una campagna per la separazione tra Stato e Chiesa, che è cresciuta in parallelo a quella per l’interruzione legale della gravidanza. Negli scorsi mesi ai fazzoletti verdi degli attivisti pro aborto legale si sono aggiunti quelli arancioni con lo slogan “Chiesa e Stato, due questioni separate”.
Basta stipendiare vescovi e prelati
Oltre alle richieste di apostasia, la campagna porta avanti una serie di rivendicazioni come la fine dei sussidi statali alle istituzioni cattoliche e delle esenzioni fiscali concesse ai luoghi di culto. Sulla questione è intervenuto anche Marcos Pena, capo di gabinetto del governo di Mauricio Macri, che ha spiegato che lo Stato argentino destina annualmente circa 3,6 milioni di euro per il pagamento del salario di vescovi e alti prelati. «Noi crediamo – ha spiegato a La Nacion l’avvocato del Cael Cesar Rosenstein – che la posta in gioco sia molto più alta, perché lo Stato finanzia diverse scuole e istituzioni private cattoliche e non fa pagare le tasse alla Chiesa».
Le firme raccolte sono state consegnate questa settimana alla Conferenza episcopale, che ora deve vagliarle e iniziare l’iter corrispondente. Non è la prima volta che il movimento anticlericale argentino insorge la Chiesa locale. Nel 2009, quando a Buenos Aires era cardinale Jorge Mario Bergoglio, la Chiesa lanciò una «campagna contro il demonio», per bloccare la legge sul matrimonio delle coppie dello stesso sesso, che fu poi approvata in Parlamento.
“Salviamo le due vite”
Dopo l’approvazione da parte della Camera del progetto di legge sull’aborto legale il mondo cattolico argentino è sceso fortemente in campo organizzando diverse manifestazioni in tutta l’Argentina con lo slogan “Salviamo le due vite”. I “fazzoletti blu”, alla fine, hanno vinto, ma il dibattito ha mostrato un’Argentina fortemente divisa, con la capitale Buenos Aires e i grandi centri urbani schierati maggiormente a favore dell’aborto legale, mentre il mondo rurale e le provincie più conservatrici tendenzialmente contrari.””

15ago/18Off

Tunisia, l’eredita’ delle donne e il Corano

Articolo di Giuliana Sgrena (manifesto 14.8.18) “Tunisia. Il presidente della Repubblica Béji Caid Essebsi accoglie sull’eredità delle donne le raccomandazioni della Commissione delle libertà individuali e dell’eguaglianza (Colibe) lasciando però libertà di scelta alle famiglie, la proposta spiazza gli islamisti di Ennadha, le femministe tunisine festeggiano ma sarà battaglia in Parlamento”

“”La legge sulla parità nell’eredità sarà discussa dal parlamento tunisino. L’annuncio è stato dato ieri, 13 agosto, dal presidente della repubblica Béji Caid Essebsi in occasione del 62.mo anniversario della promulgazione del Codice dello statuto personale di Bourghiba. «Annuncio la revisione del Codice di statuto personale poiché il nostro riferimento resta la Costituzione e non il testo coranico…. Questo nuovo progetto di legge lascia la libertà a coloro che vogliono applicare la parità nell’eredità ma anche a quelli che vi si oppongono e vogliono applicare il testo religioso», ha spiegato il presidente. A un anno dalla nomina della Commissione delle libertà individuali e dell’eguaglianza (Colibe), il presidente accoglie, per ora, i suggerimenti in merito al tema dell’eredità, questione centrale, del rapporto della Colibe presentato il 12 giugno.

5ago/180

Il «testo sacro». De Beauvoir spezzo’ le catene delle donne

Articolo di Cristina Taglietti (Corriere 5.8.18)

“”Nel 2019 saranno passati 70 anni dalla pubblicazione de Il secondo sesso di Simone De Beauvoir (in basso). Il testo della scrittrice di cui quest’anno ricorrono i 110 anni dalla nascita è una poderosa riflessione spesso ridotta allo slogan «Donna non si nasce, lo si diventa» perché — scrive Simone de Beauvoir — «nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna». Testo sacro del femminismo che un editto Vaticano nel 1956 mise nell’indice dei libri proibiti (in Italia lo pubblicò il Saggiatore nel 1961), Il secondo sesso è una riflessione filosofica che, a partire dalla dialettica hegeliana, applica l’esistenzialismo di Sartre ai temi dell’emancipazione femminile, sottraendo la donna a un destino biologico che la esclude dalla storia, ma anche all’interpretazione fallocentrica di Freud e a quella del materialismo storico che pone la categoria economica al di sopra di tutte le altre.
Il secondo sesso, libro dal forte impianto filosofico, letto da migliaia di donne, passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna mettendoli in relazione con i miti ancestrali, i costumi, i tabù, la sessualità studiata in ogni fase della vita femminile, dall’infanzia all’iniziazione sessuale, dalla maturità alla vecchiaia.
Il settantesimo anniversario sarà ancora un’occasione di dibattito tra chi vorrebbe rinchiudere quel testo, insieme alla sua autrice, nel recinto dell’inattualità e chi ritiene che sia stato ingiustamente messo da parte. Di certo Il secondo sesso fu un libro rivoluzionario: oggi si può metterlo in discussione, non ignorarlo.”"

5ago/180

La fine del sesso

Articolo di Carlo Alberto Redi Corriere 5.8.18) “L’elmento maschile, in una panoramica generale, si presenta in modo sporadico e occasionale, e dunque accessorio. I successi delle biotecnologie interrogano su una questione: declino e limiti di «rapporti naturali» e riproduzione sessuata. L’errore di Freud. Si prova smarrimento dinnanzi alla meravigliosa capacità delle donne di trasmettere la vita. La teoria dell’invidia del pene non regge, semmai esiste un’invidia del parto. La partenogenesi è una forma di procreazione portata a termine dalle sole femmine: è possibile anche provocarla artificialmente, con stimolazioni chimiche dell’oocita così da indurlo a riassorbire un globulo polare (un falso spermatozoo) er ricostruire l’integrità del genoma”
di Carlo Alberto Redi

“”Una delle domande trabocchetto negli esami del corso di laurea in Scienze biologiche è quella relativa alla definizione di sesso. Lo studente impreparato cade nell’errata semplificazione antropocentrica di definire il sesso come potrebbe fare la mitica casalinga di Voghera (Arbasino docet): l’insieme delle contrastanti e complementari caratteristiche (anatomiche, fisiologiche, psicologiche) che mostrano gli individui delle specie a riproduzione sessuata, dissertando poi di sesso genetico, cromosomico, gonadico e precisando tutti i caratteri apprezzabili, primari (ovaio e testicolo), secondari (peli, barba e mestruazioni), terziari (aspetti psicologici e di genere).

5ago/180

Violenza sulle donne, boom di denunce

Articolo di Flavia Amabile (Stampa 5.8.18) LEGGI DI SEGUITO UN SECONDO ARTICOLO SUL TEMA DI LINDA LAUR A SABBADINI  “Aumentate del 50 per cento le telefonate al 1522, il numero promosso dal dipartimento Pari Opportunità La presidente del Telefono Rosa: “Segnale positivo, significa che c’è maggiore consapevolezza del problema”

“”Sempre più donne in Italia decidono di dire basta e mettere fine alle violenze subite. Da gennaio a giugno di quest’anno il numero gratuito di pubblica utilità 1522, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità e gestito da Telefono Rosa, ha ricevuto solo a Roma 444 chiamate da parte di donne vittime di violenza, riuscendo in sei mesi quasi a raggiungere il numero totale di telefonate del 2017, quando erano arrivate 587 denunce.
L’aumento è evidente anche nel resto d’Italia dove fino a giugno sono arrivate 4 mila 664 telefonate, non troppe di meno rispetto alle 6 mila 533 giunte in tutto il 2017. In totale, fa sapere il sito del 1522, sono arrivate il 53% in più di telefonate.