Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

31gen/19Off

Il travaglio dei grillini per salvare l’amico

Articolo di Marcello Sorgi (Stampa 31.1.19)

“”Merita certo attenzione il travaglio che il Movimento 5 Stelle sta affrontando per passare dal «sì» al «no» all’autorizzazione a procedere contro Salvini. La procedura è cominciata ieri con la prima seduta della Giunta del Senato, presieduta da Gasparri, e vedrà tra sette giorni un intervento del ministro dell’Interno a sua discolpa e una memoria firmata da Conte, Di Maio e Toninelli – la cui ammissibilità, ha obiettato lo stesso presidente della Giunta, è dubbia – per assumersi in solido con Salvini la responsabilità delle decisioni prese nella vicenda della «Diciotti». Che tra i 5 Stelle il salvataggio dell’alleato leghista sia difficile da digerire, è evidente. E non solo per l’aperto dissenso che comincia ad emergere, anche da parte di esponenti storici come Roberta Lombardi, o per il numero di parlamentari che a mezza voce e sotto promessa del l’anonimato ripetono che alla fine, tra la fedeltà a Salvini e quella alla storia del Movimento, che ha sempre votato «sì» alle autorizzazioni, sarà la seconda a prevalere.

28dic/18Off

Hanno messo la tassa sui buoni

Articolo di Chiara Saraceno (Repubblica 27.12.18)

“”Scrooge, l’avaro di dickensiana memoria, è tornato proprio a Natale, colpendo sistematicamente ogni azione di solidarietà. È tornato e, più che manifestarsi nel cinismo egoista che, secondo la troppo affrettata e un po’ corriva analisi dell’ultimo Rapporto Censis, caratterizzerebbe oggi gli italiani, indossa i panni del governo “del cambiamento”. Chiusi i porti ai migranti e a chi li soccorre, senza neppure la carità di un pacco viveri per affrontare la lunga attesa di un porto che li accolga, la legge di Stabilità fatta approvare con voto di fiducia ad un Senato, e presto anche ad una Camera, totalmente esautorate contiene vere e proprie cattiverie nei confronti dell’agire solidale. Un balzello imposto sui sudati risparmi che i migranti (regolari) mandano nei Paesi di origine per aiutare chi è rimasto là, esattamente come hanno fatto per decenni i migranti italiani all’estero, sostenendo con le loro rimesse intere economie locali. Tasse raddoppiate alle associazioni non profit e di volontariato. Si tassa, cioè, la solidarietà familiare e di prossimità, proprio mentre contestualmente si promulga un ennesimo condono agli evasori fiscali.

25ott/18Off

Il conformismo degli intellettuali durante la Grande Guerra

Articolo di Paolo Isotta (Fatto 25.10.18) “A parte rare eccezioni, come Zweig, poeti e filosofi gareggiarono nell’incitamento all’odio”

“”Fra poco cadrà il centenario della fine dell’immane massacro militare della Prima guerra mondiale: il 4 novembre capitolò l’Impero austro-ungarico, l’11 quello germanico. L’incredibile rimonta di Vittorio Veneto si dovette a un genio militare napoletano, Armando Diaz, visto che fino a quel momento lo stratega di fiducia dei Savoia, il piemontese Cadorna, aveva concepito la guerra solo come una macelleria fine a se stessa; in questo la classe militare inglese e francese non fu da meno. E sarebbe bene, per non dimenticare – sempre che a qualcuno l’insegnamento della storia oggi interessi – che si rivedessero tre meravigliosi films che denunciano in modo tragico e spietato la macelleria: Per il re e per la patria di Losey, Orizzonti di gloria di Kubrick e Uomini contro di Rosi: il suo più bello, insieme con Le mani sulla città. Dal momento che nel mio scorso articolo ho raccontato per brevi tratti dell’estate da me trascorsa con Stefan Zweig, debbo tornare al Mondo di ieri.

17ago/18Off

Citazioni e aforismi sulla creativita’: “rompere le regole”

Dal sito nuovoeutile di Annamaria Testa:

“”Non tutte le prigioni hanno le sbarre: molte sono meno evidenti ed è difficile evadere perchè non sappiamo di essere prigionieri. Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano l’immaginazione, fonte di creatività”

(Henry Laborit, biologo e filosofo)

“La regola d’oro è che non ci sono regole d’oro”
(George Bernard Shaw, scrittore)

4mag/17Off

L’Unesco comprende le ragioni dei palestinesi e della storia. Gli italiani no

Due articoli sulla risoluzione Unesco (Fatto 2.5.17 e Repubblica 3.5.17) LEGGI DI SEGUITO

Da Fatto Quitidiano 2.5.17) “Unesco, Alfano: “Italia contro risoluzione su Gerusalemme” “Gli italiani, e gli altri amici dell’oppressore dei palestinesi (e della verità storica) non hanno prevalso. Ma i giornali italiani tifano per Renzi, oppure non leggono i documenti.

“”«La Risoluzione si intitola “Palestina Occupata” ed è stata presentata da Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan. Critica severamente il governo israeliano per i suoi progetti di insediamento nella Città Vecchia di Gerusalemme e nei pressi dei luoghi sacri di Hebron. Tra i Paesi che si sono pronunciati a favore del testo, ci sono anche Russia e Cina»
L’Italia si è espressa contro contro la risoluzione sul riconoscimento dei luoghi santi in Israele presentata all’Unesco. Il documento, però, è stato comunque approvato grazie al voto di 22 Paesi. “Ho dato precise istruzioni di voto al rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unesco: votare No contro l’ennesima risoluzione politicizzata su Gerusalemme, tra l’altro nel giorno di una importante festa nazionale israeliana”, aveva annunciato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. “La nostra opinione – dice il numero uno della Farnesina – è molto chiara: l’Unesco non può diventare la sede di uno scontro ideologico permanente in cui affrontare questioni per le cui soluzioni sono deputate altre sedi. Coerentemente con quanto dichiarato a ottobre noi, dunque, voteremo contro la risoluzione, sperando che questo segnale molto chiaro venga ben compreso dall’Unesco”.

12nov/16Off

Perche’ i radar dei media si sono spenti

Articolo di Nadia Urbinati (Repubblica 12.11.16)

“”I radar dei media che fanno opinione — il New York Times in testa — sono stati spenti o mal posizionati, almeno nell’ultima parte della campagna elettorale che si è conclusa con la vittoria di Donald Trump. E il Times fa pubblica ammenda e parla di errore di “bersaglio” che “significa molto di più dell’aver sbagliato i sondaggi, perché si è trattato dell’incapacità di percepire la rabbia ribollente di una parte così vasta dell’elettorato americano, che si sente abbandonato con una ripresa economica che non coinvolge tutti e tradito da una serie di accordi commerciali che considera una minaccia al proprio posto di lavoro voluta dall’establishment di Washington, da Wall Street e dagli organi di informazione”.
I radar dei media liberal erano mal posizionati perché tirati dentro il gorgo della battaglia partigiana fino al punto di diventare essi stessi organi di propaganda — della parte buona, certo, moralmente buona. Ma la bontà dell’obiettivo non li assolve. Gli organi di informazione — quelli di larga diffusione nazionale in primo luogo — dovrebbero avere la funzione di comprendere (e far comprendere) quel che avviene nella società, studiarlo nei suoi fattori e nelle possibili manifestazioni e conseguenze, infine anche esprimere giudizi, certo, e, in questo senso, orientare. Il giudizio non può essere taciuto né soppresso perché il “fatto” non è un dato oggettivo che si trova per strada (diceva Antonio Labriola che i fatti non sono «come caciocavalli appesi» che si trovano già fatti). Ed è proprio perché fatti e giudizio politico sono così strettamente legati che il lavoro dei media è di grande responsabilità e di delicata combinazione di analisi e comprensione critica.

19mar/16Off

Elena Cattaneo ancora contro il polo della scienza all’Expo

Articolo di Ettore Livini (Repubblica 19.3.16)

«Human Technopole è un obiettivo importante, i mezzi approntati per raggiungerlo impropri e fuorvianti. Così come è concepito oggi, sarà solo una Signoria creata per legge e dotata di tesoretto. Fatta di una corte, completa di vassalli e valvassori, così nessuno avrà voglia di dissentire». Elena Cattaneo, senatrice a vita e docente alla Statale di Milano, a quasi un mese dalla polemica lanciata dalle colonne di “Repubblica”, insiste sulla sua tesi. E non usa giri di parole per descrivere l’assegnazione fatta a tavolino all’Istituto italiano di tecnologia (Iit, «una fondazione di diritto privato largamente finanziata con risorse pubbliche») della regia del polo di ricerca che nascerà sull’area dell’Expo grazie a 1,5 miliardi di finanziamenti pubblici. «Il Governo – ricorda – ha invertito le priorità. Domandandosi prima “che facciamo di questi terreni” invece che “di cosa ha bisogno la ricerca in Italia”.

27feb/16Off

Unioni civili, un brutto primo passo

Articolo di Nadia Urbinati (manifesto 27.2.16) “Diritti. Aveva visto giusto Antonio Gramsci: il problema della debolezza liberale in Italia sta nella presenza non tanto del cattolicesimo ma del Vaticano e del suo grande potere di veto”

“”Sì, vi è da rimanere delusi per l’incapacità dei nostri rappresentanti di andare oltre gli ostacoli del pregiudizio; per l’incapacità di osare di sentirsi davvero liberi legislatori che rispondono alla richiesta di eguali diritti che viene dal paese. E vi è di che rammaricarsi che il Pd sia così miscellaneo sui valori fondamentali (una tara che si porta dietro fin dalla nascita) da essere incapace di approdare a una decisione unanime, dando l’impressione che si tratti di due partiti in uno più che di un partito con visioni plurali. Il bisogno di bussare alla porta di Verdini è da solo una dichiarazione di impotenza e pochezza. E c’è di che inquietarsi per la massiccia e nemmeno velata interferenza del clero romano con le istituzioni dello Stato. Aveva visto giusto Antonio Gramsci quando scriveva che il problema della debolezza liberale del nostro paese sta nella presenza non tanto del cattolicesimo ma del Vaticano. La cattolicissima Irlanda è molto più libera nelle sue leggi della meno religiosa Italia. Il Vaticano ha un potere di veto che non deve essere sottovalutato mai.

1feb/15Off

Obbedienza e conformismo

Conformismo è la costante che ci è sembrato cogliere nella maggioranza degli articoli sulla stampa che abbiamo letto sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Amando noi il ‘pensiero libero e critico’ preferiamo riportare due articoli fuori dal coro pubbliocati su Il Fatto 1.2.15. “Come si fa un Presidente” (di Furio Colombo) e “Matteo ordina, le Camere obbediscono “Signorsì” (Wanda Marra) e uno pubblicato su La< Stampa 1.2.15 ‘La sinistra porta a casa la pelle’quasi felice di morire (Jacopo Iacoboni) LEGGI DI SEGUITO

Furio Colombo

“”A cose fatte si può dire. Tutto è avvenuto in stanze chiuse. Schede bianche, centinaia, per due giorni. Sono state come grandi tendoni calati di fronte a una scena che non è pronta. Dicono con chiarezza una cosa: nessuno deve sapere. O meglio pochi. Ma chi? Nessun estraneo comunque deve metter bocca, o avere o proporre opinioni su un delicato lavoro in corso, che è la costruzione del nuovo presidente della Repubblica.
Se siete estranei ai lavori, guardatevi i vostri programmi tv, ricchi di ipotesi e di pareri di chi non sa, o state lontani dall’argomento. Il dovere civico non è più “partecipare”. Il dovere civico è di non ingombrare. A certe cose pensano alcuni. Mentre scrivo non posso fare a meno di pensare a un celebre libro americano (1962) a cui ho rubato il titolo di questo articolo. Era la storia di come era diventato presidente John Fitzgerald Kennedy, e la fama, prima giornalistica e poi accademica di quel libro era dovuta (lo è ancora, nell’insegnamento di Scienze politiche o di “scuole di governo”, nelle Università americane) alla quantità ed esattezza di dettagli e notizie precise, e alla valutazione critica di tutti i passaggi e sviluppi, da quando Kennedy è un giovanotto gradevole e ignoto, fino all’insediamento alla Casa Bianca.

31gen/15Off

Von Trotta e Hanna Arendt, la “banalita’ ” della buona tv

Articolo di Elisabetta Ambrosi (Fatto 31.1.15)

“”È andato in onda in prima assoluta giovedì sera – al termine di una settimana dedicata da Rai tre alla memoria – il film su Hannah Arendt di Margarethe Von Trotta. E subito è finito tra gli hashtag twitter #latvchevorrei, nonostante le ironie dei webnauti su possibili reazioni della ministra Lorenzin, visto che la brava protagonista Barbara Sukowa fuma ininterrottamente per tutto il film. Il film avrebbe senza dubbio meritato un battage pubblicitario più insistente oltre che, impensabile utopia da noi, una proiezione in prima serata su Rai uno, magari seguita da un dibattito degno di questo nome. Perché la pellicola è una ricostruzione magnifica e fedele della figura della filosofa politica Hannah Arendt e in particolare degli anni della pubblicazione di uno dei suoi più celebri saggi, La banalità del male (pubblicato da Feltrinelli): una ricostruzione capace di semplificare il complesso pensiero della scrittrice tedesca, senza perdere in profondità né in rigore.