Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

28set/180

Curare le ferite della sinistra e ripartire senza bandierine

Articolo di Marco Revelli (manifesto 28.9.18) “Fare paura per rispondere alle paure. Il ministro di polizia alimenta l’onda nera. Va respinta trovando nuove idee e parole lontane dal gergo di una sinistra esplosa”

“”Giorno dopo giorno vediamo gonfiarsi la nube nera che in parte ha già occupato, la nostra esangue democrazia. Ha il volto rozzo di un ministro di polizia e una voce potente che dice di essere vox populi. Divora e dissolve ogni giorno un pezzo del nostro patrimonio civile: l’universalismo dei diritti, il principio di reciprocità e il rispetto per l’altro, il primato della legge e la certezza del diritto, la memoria storica dei nostri orrori e dei nostri peccati travolta dall’urlo roco “prima gli italiani”… Ha divorato anche, in 100 giorni, il proprio partner di governo, riducendone ai minimi termini l’audience, colonizzandone il linguaggio, ridimensionandone l’agenda. Oggi il governo gialloverde, il governo Conte, è per i più il governo Salvini, che vede crescere nei sondaggi il proprio capitale elettorale perché dimostra di saper occupare tutta la scena e soprattutto di essere “forte” (dunque credibile). La Forza è tornata a essere risorsa politica principale. Non la Ragione. Non la Giustizia. Nemmeno l’Onestà. Nessuna delle classiche virtù repubblicane. Ma la semplice, nuda, ostentata Forza (la risorsa primordiale di ogni comando), messa al servizio della Paura.

5set/18Off

«El Pepe», una vita di militanza continua

Articolo di Silvana Silvestri (manifesto 5.9.18) “Venezia 75. L’ex presidente dell’Uruguay raccontato nel documentario di Emir Kusturica «El Pepe, una vida suprema» (fuori concorso) e nel film di Alvaro Brechner «La noche de 12 años» (Orizzonti)”

“”VENEZIA «Non sapevo nulla dell’Uruguay – dice Kusturica, qualcuno mi ha detto c’è il presidente che sta guidando il trattore. Mi sono detto: devo conoscerlo». La presenza di Pepe Mujica sul Lido è stato uno degli eventi più emozionanti della manifestazione: due sono stati i film in programma accolti dal pubblico con grande commozione, che raccontano il suo presente e il suo tragico passato di detenuto politico e delineano la sua imponente figura di politico coerente nelle parole e nello stile di vita. Emir Kusturica firma il documentario El Pepe, una vida suprema (fuori concorso), dove ha potuto cogliere precisamente il giorno in cui Mujica il 1 marzo del 2015 ha rimesso il mandato di presidente dell’Uruguay che aveva ricoperto dal 2010, dopo aver ridotto la soglia di povertà del paese dal 25% al 9%, una vittoria che si deve anche alle sue iniziative personali, dedicando il 70% del suo stipendio ai poveri.

3set/18Off

Due film dedicati all’ex presidente dell’Uruguay

Intervista a P. Mujica di Stefania Ulivi (Corriere 3.9.18) “Pepe Mujica star al Lido: sono qui per Kusturica”

“”Venezia Non se l’aspettava neanche lui di trovarsi a 83 anni al Lido protagonista di due film, uno di finzione, La noche de 12 años, di Álvaro Brechner in Orizzonti e un documentario, El Pepe, una vida suprema, dell’amico Emir Kusturica, fuori concorso. Ma nulla nella vita di José Alberto Mujica Cordano, El Pepe, ha seguito percorsi ordinari. Infanzia povera dopo la morte del padre, il ciclismo, quindi la politica, sulle orme della madre, di origini liguri. Prima con i nazionalisti, poi sempre più a sinistra, fino a diventare uno dei leader del Movimiento de Libéracion Nacional, i Tupamaros. E, dopo il colpo di Stato del 1973, dodici anni di carcere duro, in isolamento. Quindi senatore, nel 1999, e infine presidente del suo Uruguay, dal 2010 al 2015. È arrivato a Venezia dopo un tour per l’Italia — Ravenna, Mantova, Milano — per presentare il suo libro Una pecora nera al potere, ha incontrato quasi tutti, da Grillo a Martina, ognuno ha cercato di affiliarselo anche se ormai con la politica praticata ha chiuso.

27ago/18Off

“Trattarli cosi’ e’ disumano. Ecco perche’ mi dimetto”

Intervista al prof. Stefano Valla di Nicola Lillo (Stampa 27.8.18)

1 Il professore Stefano Vella si è dimesso dalla presidenza dell’agenzia italiana del farmaco Aifa per denunciare il trattamento riservato ai migranti della nave Diciotti. Cosa ha fatto scattare questa scelta?
«In questo Paese non basta solo indignarsi. L’Italia – spiega – ha bisogno di gesti forti, perché se andiamo avanti solo a colpi di tweet non arriviamo da nessuna parte. Per tutta la vita mi sono occupato di salute nel mondo, di disuguaglianze, di migrazioni. E la politica di questo governo sui migranti mi ha fatto davvero arrabbiare. Siamo davanti a un problema epocale, che non si risolve certo chiudendo i porti».
2 La sua è una protesta politica?

27ago/18Off

Gli «eretici valdesi» “Noi che siamo stati perseguitati vi diciamo: accogliere e’ un dovere”

Articolo di Lodovico Poletto (Stampa 27.8.18)

“”Il «Padre nostro» cantato in francese alla fine rito. Le offerte raccolte sulla porta del tempio: «Grazie, andrà tutto per gli sfollati di Genova». Il the col latte sul prato all’inglese accanto alla casa valdese, sotto un sole che sa già di settembre. Eccoli qui gli «eretici valdesi». Con i loro riti e le loro tradizioni. Ma sempre graffianti quando parlano di sociale, come quando in tema di gay dicevano «sì» alle unioni civili. Anche oggi si fanno sentire Hanno scelto di parlare dell’ accoglienza. E lo fanno forti di un manifesto firmato dalla Federazione delle Chiese Evangeliche (di cui fanno parte). Certo, nella Federazione non ci sono tutte quelle esistenti, ma sono un bel po’ e fanno riferimento a 350 – 400 mila persone. Lì, c’è scritto già molto di ciò che si diranno in questa settimana: dalle critiche alla campagna politica contro gli immigrati, all’opposizione alle politiche italiane ed europee di chiusura delle frontiere. Questo è il fil rouge delle riflessioni. Anche perché il tema è caldo, e questa non è – ancora – una valle dove la Lega ha fatto il pieno.

25ago/18Off

ll filosofo vuole cambiare partito

Articolo di Gianfranco Pasquino (Fatto 25.8.18)

Cambiare il Partito Democratico? Si può, sostiene Roberto Esposito su Repubblica (24 agosto). È facile. Però, bisogna che gli intellettuali che criticano il Pd si iscrivano al partito. Lo cambieranno da dentro. Come mai non ci (mi metto, non abusivamente, fra gli intellettuali critici) abbiamo pensato prima?
Per fortuna che, adesso, grazie a Esposito, i filosofi non si limitano più a studiare il mondo, ma cercano di cambiarlo. Non so quanto mondo conosca il filosofo Esposito. Sono, invece, sicuro che non conosce i partiti politici e, meno che mai, il Pd (come partito, non come dirigenti). Lascio da parte che, anche se, nel peggiore dei casi, il Pd avesse circa 300 mila iscritti, sarebbe difficile per gli intellettuali di sinistra vincere numericamente qualsiasi battaglia interna a qualsivoglia organismo di partito. Riuscirebbero mai a ottenere la maggioranza in un circolo del Pd? A Bologna certamente no.

19ago/18Off

Dal Tav alla Gronda, le inutili Grandi opere

Articolo di Guido Viale (manifesto 19.8.18) “Territorio. L’unica vera modernità possibile è la cura e la manutenzione, che è anche difesa di tutto il paese e dell’intero pianeta”

“”Ai sostenitori senza se e senza ma delle Grandi opere, che nel crollo del ponte Morandi vedono solo l’occasione per recriminare la mancata realizzazione della Gronda, passaggio complementare e non alternativo al ponte crollato, va ricordato che anche quel ponte è (era) una «Grande opera»: dannosa per l’ambiente e per le comunità tra cui sorge e pericolosa per la vita e la salute di tutti. L’idea di piantare dei pilastri di 90 metri in mezzo a edifici abitati da centinaia di persone e di farvi passare sopra milioni di veicoli era e resta demenziale; come lo era e resta la sopraelevata che ha cancellato e devastato uno dei fronte-mare più belli e pregiati (forse il più bello e pregiato) del mondo: non a vantaggio di Genova, ma per fluidificare il traffico del turismo automobilistico delle Riviera di Levante, così come il ponte Morandi serviva a quello della Riviera di Ponente, negli anni “gloriosi” (?) della moltiplicazione delle automobili. Con la conseguenza che quei nastri di asfalto sono stati presi in ostaggio dal trasporto merci su gomma, per il quale non erano stati pensati, lasciando languire la ferrovia, tanto che la linea Genova-Ventimiglia (principale collegamento tra Italia e Francia e, se vogliamo, con Spagna e Portogallo; altro che Torino-Lione!) è ancor oggi a binario unico. Un’invasione di campo, quella dei Tir, moltiplicata dalla successiva produzione just-in-time che li ha trasformati in magazzini semoventi, cosa impossibile se le autostrade non fossero state messe a loro completa disposizione e la ferrovia avesse mantenuto il primato che le spetta.

14ago/180

Addio a Samir Amin, uno degli ultimi grandi intellettuali

Articolo Luciana Castellina (manifesto 14.8.18) “Uno degli ultimi grandi intellettuali impegnati a 180 gradi nelle battaglie dei movimenti di questo scorcio di secolo”

“”La mia mail si è riempita in poche ore: messaggi da ogni parte del mondo per la morte di Samir Amin. Uno schiaffo, perché la scomparsa non è stata annunciata da una lunga malattia ma da un recente trasferimento da Dakar in un ospedale di Parigi. Isabelle, la sua compagna da più di mezzo secolo, presente al decesso inatteso, tornata a casa si è sentita mancare, si è rotta il femore ed ora è a sua volta in ospedale; e così allo scoramento si aggiunge la tristezza di non poterla nemmeno abbracciare per telefono. La provenienza dei messaggi – Africa soprattutto ma anche Asia America Latina Europa – testimoniano di per sé la personalità e il ruolo che ha avuto nella sinistra mondiale:

14ago/180

“Fate bene a protestare, siete i nuovi resistenti”

Intervista ad Alberto Asor Rosa:     “”   ieri in piazza del  Popolo si è tenuta la prima di una serie di lezioni all’aperto, organizzate dagli studenti del liceo Tasso di Roma. Primo ospite d’eccezione, che ha accettato il loro invito, Alberto Asor Rosa c,he ha dipinto con le parole “il “filo della Resistenza” che tiene unita l’Italia fin dal dopoguerra e il ruolo che ebbe la letteratura durante il grande cambiamento   …     “Combattete per un destino  diverso nel vostro paese     …     Ma le frange mascherate sono riprovevoli”     …  “”

Leggi l’intervista:

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4ago/180

Lavoro, come approdare all’ozio evitando sensi di colpa

Articolo di Roberto Ciccarelli, recensione del nuovo libro di Domenico De Masi “Il lavoro nel XXI secolo” (manifesto 4.8.18)

“”Definire il lavoro oggi è il problema più importante. Esiste un uso lavorista del concetto che si presta al ricatto: ricevere una retribuzione, o un «reddito», a condizione di svolgere un lavoro qualsiasi, anche se questo è inutile o nocivo. Lavorare, ad ogni costo, attesta l’impegno morale dell’individuo a non farsi trattare un lazzarone, schizzinoso, free-rider o «neet».
ESISTE UN ALTRO USO del concetto di lavoro: quello neoliberale. In questo caso, l’emancipazione passa dalla valorizzazione del «merito» individuale sul mercato. I due approcci si intrecciano in combinazioni inattese sullo sfondo di una condizione comune: la crescita impetuosa del lavoro gratuito, sottopagato, iper-precario che con Marx si può definire «pluslavoro assoluto».