Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

9ago/19Off

Una giornata meravigliosa con il profumo delle petunie

Articolo di Rossana Rossanda per il compleanno di Luciana Castellana (manifesto 9.8.19) “Buon compleanno. La nostra amicizia, la nostra giovinezza e gli anni maturi. E un carattere – il suo – sempre propenso a sottolineare le cose belle”

“”Due giorni fa Luciana ed io eravamo sul mio balcone a respirare qualche folata di vento che questa avara estate ci ha regalato; tanto più piacevole in quanto le mani esperte e la gentilezza di un amico avevano fatto sì che la brezza selezionasse il profumo delle petunie dal cattivo odore di un blocco di cassonetti che adornano l’entrata della mia casa.
LUCIANA E IO eravamo le due classiche vecchie signore che affettuosamente parlano di se stesse, perché l’età ha portato lei ad avere cinque anni meno di me: compie i 90 anni oggi. E mentre io sono sfuggita a tutti miei anniversari, lei è andata incontro anche a questo suo con allegria e ottimismo: m’è capitato di osservare, mentre parlava, che tornava sempre su un aggettivo che a me non sarebbe mai venuto in mente: meraviglioso.

Meravigliosa in particolare la sua ultima scappata per l’Italia a un convegno di studenti all’Isola Capo Rizzuto, meravigliosi erano stati i ragazzi, meraviglioso il castello e meraviglioso il mare che li aveva accolti. Mi è venuto in mente quando sono arrivata a Roma nel 1963; allora Luciana, che non era solo molto carina ma proprio quello che noi ragazze definivamo uno schianto, era infelicissima perché a trent’anni considerava finita la giovinezza. Da allora, è passato un bel pezzo ma lei non considererà mai finita l’avventura di una vita che continua a dire «meravigliosa».

5ago/19Off

La storia insegna. Se scompare la Liberazione

Articoli del passato che è utile rileggere: di Adriano Prosperi (Repubblica 27.4.2009)

“” E così scomparirà forse dal vocabolario delle feste nazionali la parola “Liberazione”. A partire dal 25 aprile 2009, da quella che sarà stata (forse) l’ ultima Festa della Liberazione, la sostituirà un’ altra parola, solo in apparenza simile: “Libertà”. Un mutamento che sembra del tutto naturale, di fatto già avvenuto, come bere un bicchier d’ acqua, come trovare la definizione adatta per riempire le caselle di un gioco di parole incrociate. Una piccolissima modifica, una roba da niente. Tanto piccola e innocua che questo mutamento di fatto è come se fosse già avvenuto. Del resto, l’ accoglienza è stata benevola, perfino un po’ distratta. Una parola, nient’ altro. I pochi, prevedibili dissensi sanno più di blando rimpianto per la dipartita di un vecchio amico di famiglia che di lotta per difendere valori non negoziabili. Nel consenso si avverte un respiro di sollievo, come quelloa cui dà voce un editoriale sul Corriere della Sera di ieri. È – vi si legge – «una ferita che si chiude». C’era dunque una ferita: la parola “Liberazione” la teneva aperta, la parola “Libertà” la chiude. Caso singolare, degno di attenzione. Una parola divideva, di più: feriva e faceva sanguinare, l’ altra – pur della stessa famiglia – magicamente risana la ferita, ricompone la società, fa scomparire l’ultimo riflesso delle passioni da cui era nata.

3ago/19Off

Lo storico Luciano Canfora: «Serve una vera socialdemocrazia»

 Intervista a Luciano Canfora di Daniela Preziosi (manifesto 2.8.19) “Lo storico comunista. «Pd paralizzato, chi non vuole fare l’eremita riprenda l’insegnamento di Brandt, sarà una scelta radicale»

«Saragat e Tanassi? No, era il nome del partito di Lenin. La giustizia sociale resta una parola d’ordine fortissima. Per De Rita non c’è più la spinta vitale? Ora la lotta è impari», «La politica di Di Maio è stato un bluff, il duro ha fallito tutte le promesse. Su fisco e giustizia solo sceneggiate da campagna elettorale. L’autonomia? Disgusta il sì dei dem”
«Non stanno governando per nulla. Un fallimento». Se al professore Luciano Canfora – filologo, storico, comunista «senza partito» – si chiede del governo, si riceve una risposta senza attenuanti. «La politica sociale di Di Maio è stato un bluff, conati rovinosi. I navigator, non ne parliamo. L’altro, il duro, ha promesso di rimpatriare 600mila persone, clandestini, e naturalmente non l’ha fatto; ha deciso di chiudere i porti come del resto voleva già Minniti; ha fatto un po’ di braccio di ferro per lo più perdendo, sia con l’ottima Rackete, sia nel caso della nave Diciotti, da ultimo con la Gregoretti. Nel frattempo, com’è giusto, tantissimi sbarcano su barchette di fortuna. Sul versante fiscale, che è un topos, per ora solo parole vane. Ne parlano, litigano e accantonano l’argomento. Così sulla giustizia, una sceneggiata».
Professore, non hanno combinato proprio niente?
Non è accaduto nulla. La conflittualità perenne, ostentata, è uno scenario elettorale per entrambi. Sanno che la legislatura non finirà finché non si matura la pensione per i parlamentari. Non è una malignità, è senso comune.

23lug/19Off

Citazioni: libero pensiero

””Il libero pensiero di cui oggi usufruiamo in Occidente, non è una concessione generosamente elargitici, bensì una conquista ottenuta col sangue dei martiri laici””

Citazione di Valerio Magrelli

22lug/19Off

Diciotto anni dopo, un altro mondo e’ sempre possibile

Articolo di Sergio Segio (Diritti Globali 21.7.19) “Alla fine degli anni Novanta, a cavallo del cambio di secolo, prese corpo, forma e forza il grande movimento altermondialista”

“”Alla fine degli anni Novanta, a cavallo del cambio di secolo, prese corpo, forma e forza il grande movimento altermondialista, comunemente mistificato dai media mainstream sotto l’etichetta “no global”. Etichetta, a dire il vero, pure acriticamente accettata da qualche periferia del movimento meno consapevole, in una specie di sovranismo ante litteram. Era il movimento nato nel 1998 e decollato l’anno successivo con le mobilitazioni contro l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) a Seattle. Si trattò di una prima battaglia vincente. Un piccolo, micidiale, cuneo era stato ficcato negli ingranaggi della globalizzazione economico-finanziaria e della liberalizzazione commerciale, dunque nel potere e nei profitti delle grandi corporation. Un intollerabile inceppamento di una strategia da tempo lucidamente tesa a un nuovo ordine globale, dopo che quello bipolare precedente, stabilizzato dalla Guerra fredda e dalla divisione del mondo in blocchi, era venuto meno, franando su sé stesso. Un ordine spesso tragico, ma anche in alcuni tratti caratterizzato da rivoluzioni emancipative di popoli schiacciati dal colonialismo e da sistemi economici disumani, nonché, nella seconda metà del secolo, pure in Occidente, da grandi conquiste sociali, da un forte progresso delle forze del lavoro e da un significativo avanzamento di istanze democratiche e di libertà civili.
La seconda potenza mondiale

17lug/19Off

E’ morto Andrea Camilleri, papa’ di Montalbano, scrittore e maestro nato per raccontare storie

Articolo di Stefania Parmeggiani (Repubblica 17.7.19) “Il grande scrittore siciliano, autore della fortunata serie di romanzi sul commissario di Vigata, è morto oggi a 93 anni. Dai romanzi al teatro fino alle prese di posizione sulla politica, l’Italia piange uno dei suoi più grandi autori contemporanei. Nessun funerale, ma giovedì 18 luglio si terrà alle 15 una cerimonia al cimitero Acattolico a Testaccio a Roma”

“”E’ morto Andrea Camilleri. Lo scrittore aveva 93 anni e si è spento stmattina alle 8,20 all’ospedale Santo Spirito di Roma dove era ricoverato dal 17 giugno in seguito a un arresto cardiaco. Per volontà dello scrittore e della sua famiglia non ci sarà camera ardente. Una cerimonia per l’ultimo saluto si svolgerà giovedì 18 maggio alle 15 al cimitero Acattolico di Roma. “Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano”. Così rispondeva Andrea Camilleri a chi gli chiedeva come mai a 93 anni non si fosse ancora deciso ad andare in pensione, come mai nonostante gli occhi che da tempo si erano spenti, continuasse a impastare realtà e fantasia in quella sua lingua eccezionale, il vigatese, che non aveva alcun corrispettivo nella realtà ma che finiva per essere più concreta che mai. Non si può smettere di fare ciò per cui si è nati. E il Maestro siciliano, morto stamattina a Roma, era nato per raccontare storie.

30giu/19Off

Gli attacchi al Mibac e l’interesse Lega-Pd

Articolo di Tomaso Montanari e Salvatore (Fatto 29.6.19)

“”In un articolo dal titolo particolarmente spiacevole (Beni culturali, è guerra per bande) apparso ieri su Repubblica, Sergio Rizzo ha ritenuto di dare amplissimo spazio alle feroci censure del soprintendente di Roma, Francesco Prosperetti, contro il suo superiore gerarchico diretto, il direttore generale per le Belle Arti, Archeologia e Paesaggio, Gino Famiglietti, e contro il Segretario generale Panebianco e il ministro Bonisoli. L’oggetto del contendere è la riforma del Mibac, appena approvata dal Consiglio dei ministri e che entra ora in fase di attuazione. Prosperetti attacca la norma che riporta nelle competenze del direttore generale l’apposizione dei vincoli: “Neanche il ministro fascista Bottai aveva osato tanto… la posta in gioco della nuova riforma è lo Stato di diritto, niente di più, niente di meno”. E, aggiunge Rizzo in una frase particolarmente misteriosa, “c’è perfino chi si spinge ad argomentare come questo passaggio possa generare un conflitto costituzionale, aprendo una contraddizione tra l’articolo 9, che tutela il paesaggio, e l’articolo 42 che garantisce la proprietà privata”. I cosacchi, insomma, starebbero per far abbeverare i loro cavalli nei ruscelli della Val di Susa o nei, salmastri, canali di Venezia.

27giu/19Off

Primo Levi scrittore ritrovato


Articolo di Marco Belpoliti e Wlodek Goldkorn (L’Espresso 23.6.)2019
) “Non è stato il solo testimone di Auschwitz ma ha indagato l’animo umano. A un secolo dalla nascita, è il momento di riconoscere in lui un autore universale che parla di vita e non di annientamento”

“”Nella scrittura il racconto della verità trasfigurata dallo sguardo del narratore è più reale del reale. Per capire cosa sia accaduto nei lager serve la letteratura
Primo Levi per decenni è stato celebrato come un grande testimone della Shoah, un’icona dell’antifscismo, custode della preziosa memoria, diventato scrittore per via delle esperienze ad Auschwitz e quindi uno scrittore sui generis. Il testimone tuttavia è una persona che rende conto, nei tribunali, degli eventi cui ha assistito, con tanto di date e circostanze. Il testimone aiuta il giudice, o lo storico, a ricostruire un evento nei dettagli, quasi sempre in ordine cronologico. Spetta a chi ascolta dare un senso: giuridico, storiografico, politico, alla testimonianza. Lo scrittore invece procede in un modo contrario rispetto al testimone, costruisce un mondo attraverso un sistema di simboli, segni, metafore, libero di usare frammenti di ricordi, di ricomporli in un ordine che corrisponda alle emozioni e non alle misure convenzionali del tempo. E lo fa per indagare sulla condizione umana e per dare un senso al mondo e alle cose prime e ultime. Oggi, a cent’anni dalla sua nascita, il compleanno cade il 31 luglio, possiamo sentirci liberi di affermare che Levi è uno dei più grandi scrittori del Novecento e non un testimone?

27giu/19Off

Disobbedienza civile.

Articolo di Angela Mauro “O capitana! Mia capitana!“ (ANSA – UffPost 25.6.19) “ROTTA VERSO LAMPEDUSA” – Carola Rackete, comandante della Sea Watch, sfida il ‘capitano’ leghista. Tedesca, donna. Sceglie col cuore e non con le regole scritte, disobbedisce e crea scandalo, e di fatto sostituendosi all’opposizione, che si è accodata al suo gesto”

“”Visto a distanza, nel comodo dell’aria condizionata che ripara dai 40 gradi all’ombra, sembra un film. Dalla trama avvincente, a tratti classica, dell’eroe che lotta contro l’ingiustizia, per i diritti, anche a costo di sfidare le leggi. Solo che qui è tutto vero. E non è secondario che l’eroe sia una eroina: Carola Rackete, ‘capitana’ della Sea Watch, 31 anni, donna, tedesca, studi nelle università del Regno Unito, nostromo sulle navi di ricerca oceanografica al Polo nord, poi volontaria di Greenpeace e ora dedicata ai migranti nel Mediterraneo. Carola prende la decisione forse più dura. Sfida il ‘capitano’, come lo chiamano i fans, Matteo Salvini, una fortuna elettorale incassata a furia di dichiarazioni contro gli immigrati.

16giu/19Off

Quei leader di sinistra che hanno dimenticato la fatica dei lavoratori

Articolo di Gad Lerner (Repubblica 15.6.19) “Milioni di voti perduti anche per la scarsa credibilità dei dirigenti. Cofferati: torno alla Pirelli. Poi cambia idea. E Chiamparino sceglie

“”«Siamo nati in un mondo senza diritti e tutele: molti di noi non sanno cosa sono». Lo raccontava ieri su Repubblica a Marco Patucchi un ventisettenne meccanico stampista della Omron di Frosinone, somministrato – cioè affittato – da Adecco alla multinazionale per cui lavora. Per la prima volta quel giovane ha partecipato a uno sciopero generale dei metalmeccanici, tutelato da un contratto a tempo indeterminato ottenuto dopo anni di precariato. Forse è un’avvisaglia. La sensazione che la misura è colma, e che il futuro dell’industria italiana non si trova affatto in buone mani, sta spingendo i sindacati a ritrovare l’unità perduta. E chi sciopera non prova certo imbarazzo a farlo contro un governo che pure aveva votato. Magari anche solo per marcare la sua distanza siderale da una sinistra ai suoi occhi sfregiata dal marchio d’infamia del privilegio.