Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

17feb/190

Giordano Bruno, maestro di laicita’ dignita’ democrazia

Articolo di Maria Mantello (MicroMega online 16.2.19) “L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” come ogni 17 febbraio dalle ore 17.00, organizza in Campo de’ Fiori a Roma la cerimonia e il convegno in onore di Giordano Bruno per tenere vivo il pensiero e l’attualità di questo maestro di libertà, dignità, equità, che con la sua filosofia rivoluzionaria ha portato uno degli attacchi più formidabili al sistema di controllo politico, economico, sociale che ha nel confessionalismo religioso il suo alleato maggiore per creare e mantenere soggezione e rassegnazione.”

“”«È stoltissimo credere per abitudine, è assurdo prendere per buona una tesi perché un gran numero di persone la giudica vera», era solito affermare Giordano Bruno. Ed era la premessa per denunciare con forza l’abitudine al conformismo, che imprigiona la mente, che comprime l’intelligenza, che produce rassegnazione, soggezione, obbedienza passiva, riducendo a uno stato di servilismo che schiaccia dignità, autonomia, autodeterminazione. Un servilismo funzionale a determinare acquiescenza verso chi detiene il potere di controllo politico, economico, sociale. Contro tutto questo la filosofia di Bruno è un inno alla Libertà che richiede il rigore della conquista individuale e sociale. Ma la libertà fruttifica solo nella laicità: nemica del dogmatismo, dell’arroganza e del privilegio. Laicità che chiama all’impegno individuale e sociale per l’affermazione della dignità di ciascuno. Laicità che è baluardo contro i rapporti gerarchici di potere. Laicità che vincola lo Stato alla promozione dell’emancipazione dalla sudditanza mentale ed economica (di ciascuno e di tutti) affinché ognuno sia libero e proprietario della sua vita.

15feb/190

La lezione di Piero Gobetti su amore e antifascismo

Articolo di Sara Strippoli (Repubblica online 14.2.19) “Giornalista, filosofo, editore e antifascista, moriva il 15 febbraio 1926 lasciando Ada, l’amore della sua vita, e una eredità splendida di pensieri e scritti”

“”Al numero 60 di via XX Settembre, a Torino, a pochi passi da piazza San Carlo, non ci sono targhe. Nelle vetrine sotto il palazzo dove i genitori di Piero Gobetti avevano una drogheria, sono esposti i gioielli di un noto marchio che in questi giorni addobba le vetrine con grandi cuori rossi per San Valentino. Qui viveva anche Ada Prospero. Piero e Ada, 17 e 16 anni quando cominciano a frequentarsi. Lui “alto, magro, con una gran testa di capelli scaruffati biondo castani, un paio di occhiali di metallo sul naso aguzzo e occhi vivacissimi e penetranti dietro le lenti”, come lo descrive Carlo Levi. Il ritratto di lei è dell’antifascista Barbara Allason: “Una bimba deliziosa con le trecce sulle spalle, i grandi occhi pieni di fuoco, e tutto fuoco la parola, tutto ardore per i libri che le piacevano”. Nell’alloggio dove viveva con i genitori il 14 settembre lui scrive a lei, le chiede aiuto per trovare abbonati per il lancio del suo periodico studentesco Energie nuove, il primo. Un appello timido, autoironico ma già foriero del corteggiamento. Scopo del quindicennale, le scrive “destare movimenti d’idee in questa stanca Torino, promuovere la cultura, incoraggiare studi fra i giovani…

10feb/190

Foibe, la memoria corta degli italiani

Due articoli sulle foibe. LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Enzo Collotti (manifesto 10.2.19) “Se nello sterminio degli ebrei furono complici dei nazisti, nel caso delle foibe furono coinvolti da un insieme di circostanze più complesse, che solo la memoria corta degli italiani e l’ipocrisia di buona parte della classe dirigente hanno espulso dalla memoria collettiva”

“”A poco più di due settimane dal giorno della Memoria in ricordo della Shoah, gli italiani sono chiamati a celebrare con il giorno del Ricordo l’orrore e la tragedia delle Foibe. In entrambi i casi come vittime, ma in entrambi i casi come vittime non innocenti. Se nello sterminio degli ebrei furono complici dei nazisti, nel caso delle foibe furono coinvolti da un insieme di circostanze più complesse, che solo la memoria corta degli italiani e l’ipocrisia di buona parte della classe dirigente hanno espulso dalla memoria collettiva. Già altre volte abbiamo sottolineato le responsabilità del regime fascista nella snazionalizzazione degli sloveni e dei croati che dopo il 1918 vennero a trovarsi entro i confini dello stato italiano. Nel 1941 l’aggressione dell’Italia alla Jugoslavia e l’annessione violenta della provincia di Lubiana a Regno d’Italia contribuirono in modo decisivo alla dissoluzione dello stato Jugoslavo e alla apertura della fase storica che sfociò nella Jugoslavia di Tito. In ciascuna di queste fasi le autorità politiche e militari italiane, al di là di ogni problema geopolitico, si mossero nel presupposto che le popolazioni slave rappresentassero, come ebbe a dire nessun altri che Mussolini, una razza inferiore e barbara nei cui confronti fosse possibile e lecito imporre il pugno duro e purificatore dei dominatori. Le foibe si inseriscono in questo contesto e nella spirale di violenze che fecero seguito.

2feb/19Off

Sostegno internazionale delle donne per Leyla Guven, da 87 giorni in sciopero della fame

Articolo di Chiara Cruciati (manifesto 2.2.19) “Turchia. La parlamentare dell’Hdp Guven continua lo sciopero della fame dopo il rilascio e continua a chiedere la fine dell’isolamento del leader del Pkk Ocalan. Alzano la voce attiviste, giornaliste, scrittrici, da Marichuy a Shirin Ebadi

Leyla Guven non mangia da 87 giorni, si nutre solo di sale e vitamine. Il rilascio, ordinato dal tribunale meno di una settimana fa, non ha messo fine alla protesta della parlamentare curda dell’Hdp e co-leader del Democratic Society Congress (Dtp). Dalla sua casa di Baglar, a Diyarbakir, Guven chiede la stessa cosa: la fine dell’isolamento a cui è sottoposto il leader del Pkk, Abdullah Ocalan, rinchiuso dal 1999 nell’isola-prigione di Imrali. Arrestata nel gennaio 2018 per aver criticato l’operazione militare turca contro il cantone curdo-siriano di Afrin, è stata rilasciata in attesa del processo il 25 gennaio scorso. I medici avvertono del pericolo che corre: ha perso peso e massa muscolare, soffre quotidianamente di nausee e febbre, i suoi organi interni rischiano il collasso. Accanto ha la figlia Sabiha Temizkan e un team medico volontario che la tiene sotto osservazione.

30gen/19Off

De Masi: «Sinistra lenta, Salvini corre L’Italia finira’ come il Brasile»

Intervista aL sociologo Domenico De Masi  di Daniela Preziosi (manifesto 30.1.19) “Il professore: il leghista si è mangiato M5S, cita il fascismo e presto pretenderà Palazzo Chigi. Il ministro dell’interno è il leone che ha preso la gazzella e la sbrana un pezzo alla volta. Ma oggi non c’è alternativa: Renzi ha cambiato il Pd, finirà in milioni di schede bianche”

Ha studiato i 5 stelle, ha fatto ricerche per loro, ne ha apprezzato il potenziale. Poi per primo li ha avvertiti che se avessero fatto il governo con la Lega sarebbero finiti «mangiati». Il sociologo Domenico De Masi ha appena dato alle stampe «Il mondo è ancora giovane» (Rizzoli), una lettura carica di speranza. Con un’avvertenza finale, una condizione: «Se non andiamo a sbattere in un fascismo».
Professore, la Lega si è mangiata i 5 stelle, anche nella vicenda Diciotti si sono consegnati a Salvini? “Gli scontri ci sono tutti i giorni, ma ormai l’esito si può quantificare. All’inizio Salvini aveva il 17% e Di Maio il 33. Ora le parti sono inverse. Mai in Italia, forse al mondo, un partito ha raddoppiato i consensi stando al governo e in soli 8 mesi. Continuerà così. Salvini è il leone che ha preso la gazzella, la tiene ferma e se la mangia un pezzo alla volta.”
E dopo il banchetto? “Salvini esibisce il suo piano. Va in giro vestito da militare. Cita apertamente il linguaggio fascista: ’molti nemici molto onore’.

28gen/19Off

Decreto Sicurezza: sono 8 le Regioni “ribelli” che ricorrono alla Consulta

Articolo di Loredana Di Cesare (Fatto 28.1.19) “Scontro con l’esecutivo – “Legge anticostituzionale: discrimina i richiedenti asilo””

“”Sono otto le regioni “ribelli” che stanno impugnando il decreto Sicurezza davanti alla Corte Costituzionale, per la parte che riguarda l’immigrazione.
Il tempo per presentare ricorso sta per finire: la scadenza è prevista per venerdì primo febbraio. Le ragioni della Toscana, Umbria, Basilicata ed Emilia Romagna, capofila nella battaglia, hanno convinto anche Calabria, Piemonte, Sardegna e Marche.
La giunta marchigiana è l’ultima arrivata: ha approvato la delibera per il ricorso alla Consulta appena una settimana fa, il 22 gennaio. La Sardegna si aggiungerà dopodomani. Prima che arrivi la decisione dei giudici costituzionali, però, bisognerà attendere almeno un anno. Le delibere regionali presentano molti passaggi comuni. Di seguito, ecco i principali.
Protezione umanitaria

26gen/19Off

Urge la memoria del presente

Articolo di Fabrizio Tonello (manifesto 26.1.19)

“”Quando si istituiscono i «giorni della memoria» vuol forse dire che la memoria è scomparsa e che non si sa più di cosa si stia parlando? Sarebbe quindi meglio forse abolire subito la legge 211 del 2000? Quella che istituisce il 27 gennaio come data in cui ricordare la Shoah e le leggi razziali, prendendo atto che gli incontri, i concerti, i monumenti alle vittime delle violenze nazifasciste sono stati un fallimento? Domenica risuoneranno in tutta Italia i giusti appelli a «non dimenticare» ciò che accadde nel 1933-45, mentre martedì scorso, vicino a Roma, è iniziato lo sgombero all’alba di una struttura abitativa, usando l’esercito. Separazione delle famiglie. Rifiuto di comunicare dove le vittime dell’operazione vengono deportate. Tutto normale, per gli organi di propaganda del regime nell’Italia del 2019, esattamente come il «mantenimento dell’ordine» nella Germania del 1936 sembrava un necessario accompagnamento delle scintillanti esibizioni degli atleti olimpici. Il problema non è che l’Italia di Salvini sia come la Germania di Hitler, ci mancherebbe: la questione è invece che la retorica del «male assoluto» ha nascosto le radici profonde, e la terribile normalità, della violenza contro i diversi.

22gen/19Off

Effetto Dunning-Kruger: incompetenti e inconsapevoli di esserlo

Dal sito nuovoeutile.it di Annamaria Testa (14.1.19)

“”Si chiama effetto Dunning-Kruger, dal nome dei due ricercatori della Cornell University che l’hanno descritto nel 1999, l’insidioso cortocircuito mentale che condanna chi è incompetente a non accorgersi della propria incompetenza.
EFFETTO PERVASIVO. L’effetto Dunning-Kruger è noto, ma qualche recente fatterello di cronaca mi suggerisce che non se ne è ancora parlato abbastanza. Inoltre, oggi che la rete dà voce e visibilità globale (sto citando Umberto Eco) a legioni di imbecilli, l’effetto Dunning-Kruger sembra essere diventato pervasivo.
IL FILOSOFO E IL FARAONE. Eppure il fenomeno non è così nuovo. Già Socrate – e siamo nel quinto secolo avanti Cristo –avverte che è sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza. E il faraone Akhenaton (qui siamo nel quattordicesimo secolo avanti Cristo) afferma: il folle è ostinato e non ha dubbi. Conosce tutto tranne la proprie ignoranza.
RAPINA AL LIMONE. Ciò che di nuovo fanno David Dunning e Justin Kruger alla fine del secolo scorso è studiare e misurare sperimentalmente la propensione degli incompetenti a sopravvalutarsi. La loro ricerca trae origine da un curioso fatto di cronaca: la storia di Mc Arthur Wheeler il quale, avendo appreso che l’invisibilità è un attributo del succo di limone, se ne spalma e va a rapinare una banca.

18gen/19Off

Il 2 marzo tutti a Milano contro il razzismo, «People. Prima le persone»

Articolo Adriana Pollice (manifesto 18.1.19) “«People. Prima le persone» è lo slogan della manifestazioni nazionale antirazzista che si terrà il 2 marzo a Milano. A organizzarla una rete di 25 associazioni”

“”«People. Prima le persone» è lo slogan della manifestazioni nazionale antirazzista che si terrà il 2 marzo a Milano. A organizzarla una rete di 25 associazioni, tra le quali Acli, Anpi, Amnesty International, Arci, Comunità di Sant’Egidio, Emergency, Libera, I sentinelli e Terres des hommes. L’obiettivo è superare le 100mila persone che scesero in piazza il 20 maggio del 2017 ancora a Milano dietro lo striscione «Insieme senza muri». L’appello indica gli obiettivi: «La politica della paura e la cultura della discriminazione vengono sistematicamente perseguite per alimentare l’odio e per creare cittadini e cittadine di serie A e di serie B. Per noi, invece, il nemico è la diseguaglianza, lo sfruttamento, la condizione di precarietà». E ancora: «Crediamo che la buona politica debba essere fondata sull’affermazione dei diritti umani, sociali e civili perché pensiamo che le differenze non debbano mai diventare occasione per creare nuove persone da segregare, nemici da perseguire, ghettizzare o emarginare».

8gen/19Off

Regioni in campo contro il ‘decreto sicurezza’

Articolo di Riccardo Chiari (manifesto 8.1.19) “Diritti negati. La Toscana ufficializza il ricorso alla Consulta. Piemonte, Umbria ed Emilia Romagna faranno altrettanto, anche Basilicata, Lazio e Sardegna sul punto di muoversi. Impugnati davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 1 e l’articolo 13 del “decreto Salvini”, quelli che cancellano la protezione umanitaria e l’iscrizione anagrafica. Porte aperte ai sindaci “disobbedienti”, per la decisione della Corte Costituzionale necessario circa un anno di tempo.”

“”Un fiume in piena. Al ricorso alla Consulta contro il ‘decreto sicurezza’ da parte della Toscana, ufficializzato con una delibera ad hoc, si sono aggiunte prese di posizione analoghe da parte di Umbria, Piemonte ed Emilia Romagna. Mentre Calabria, Lazio, Basilicata e Sardegna sono sul punto di muoversi. “Ci coordineremo con le Regioni e i Comuni che ci hanno chiesto di capire cosa stiamo facendo – tira le somme il presidente toscano Enrico Rossi – siamo già in contatto. Si sta creando un movimento davvero ampio. E nella delibera abbiamo puntualizzato che vogliamo rivolgerci ai Comuni: siamo a disposizione per consentire anche a loro il ricorso alla Consulta, perché possono farlo attraverso le Regioni, è stabilito per legge. Il ricorso sarà redatto dalla nostra avvocatura, quindi non spenderemo fuori niente, e inviato entro un mese. Poi sarà la Corte Costituzionale che si pronuncerà”. Fra circa un anno, osservano in proposito gli addetti ai lavori.