Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

8gen/19Off

Regioni in campo contro il ‘decreto sicurezza’

Articolo di Riccardo Chiari (manifesto 8.1.19) “Diritti negati. La Toscana ufficializza il ricorso alla Consulta. Piemonte, Umbria ed Emilia Romagna faranno altrettanto, anche Basilicata, Lazio e Sardegna sul punto di muoversi. Impugnati davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 1 e l’articolo 13 del “decreto Salvini”, quelli che cancellano la protezione umanitaria e l’iscrizione anagrafica. Porte aperte ai sindaci “disobbedienti”, per la decisione della Corte Costituzionale necessario circa un anno di tempo.”

“”Un fiume in piena. Al ricorso alla Consulta contro il ‘decreto sicurezza’ da parte della Toscana, ufficializzato con una delibera ad hoc, si sono aggiunte prese di posizione analoghe da parte di Umbria, Piemonte ed Emilia Romagna. Mentre Calabria, Lazio, Basilicata e Sardegna sono sul punto di muoversi. “Ci coordineremo con le Regioni e i Comuni che ci hanno chiesto di capire cosa stiamo facendo – tira le somme il presidente toscano Enrico Rossi – siamo già in contatto. Si sta creando un movimento davvero ampio. E nella delibera abbiamo puntualizzato che vogliamo rivolgerci ai Comuni: siamo a disposizione per consentire anche a loro il ricorso alla Consulta, perché possono farlo attraverso le Regioni, è stabilito per legge. Il ricorso sarà redatto dalla nostra avvocatura, quindi non spenderemo fuori niente, e inviato entro un mese. Poi sarà la Corte Costituzionale che si pronuncerà”. Fra circa un anno, osservano in proposito gli addetti ai lavori.

8gen/19Off

Nella terra di nessuno dei valori, l’ostentazione del disumano in assenza di opposizione

Articolo di Marco Revelli (manifesto 8.1.19) “Ricostruire un’articolazione tra l’opposizione morale – che resiste ma stenta a esistere – e un’opposizione politica che non c’è più e richiede una ricostruzione ab imis, diventa impellente e vitale”

“”Al punto più basso dei diritti umani nell’intera storia dell’Italia repubblicana, di fronte a un governo che alza come bandiera la propria ostentazione del disumano, dobbiamo constatare l’inedita assenza di un’opposizione politica. Opposizione morale sì, da parte di qualche sindaco coraggioso, di qualche vescovo fedele al vangelo, di qualche persona di buona volontà che non si arrende al deserto che cresce.
Ma sul piano politico il vuoto. Anzi un pessimo pieno, con una destra (FdI e FI) che sul terreno delle politiche securitarie e migratorie tende a scavalcare a destra la peggior destra di governo proponendo blocchi navali e politiche segregazioniste (leggetevi Libero e Il Giornale se siete di stomaco forte).

8gen/19Off

Morto l’italiano che combatteva lo Stato Islamico insieme ai curdi

Articolo di Giordano Stabile (Stampa 8.1.19)

“”La lotta all’Isis ha un suo caduto italiano. Non un militare ma un volontario della Brigata internazionale che combatte a fianco dei curdi sull’ultimo fronte del califfato, al confine fra Siria e Iraq. La sua morte, dovuta «a uno sfortunato incidente», è stata annunciata ieri sul sito dello Ypg, le “Unità a protezione del popolo” protagoniste della battaglia contro lo Stato islamico a Raqqa e in tutto il Nord-Est della Siria. Il combattente si chiamava Giovanni Francesco Asperti ed era originario di Bergamo. Il suo nome di battaglia, ha specificato lo Ypg, era Hiwa Bosco. Asperti è morto il 7 dicembre, a quanto pare in un incidente d’auto, «mentre era in servizio a Derik», vicino alla frontiera con l’Iraq. La località è conosciuta anche con il nome arabo di Al-Malikiyah e si trova subito dopo il posto di confine di Semalka, l’unico valico fra il Kurdistan iracheno e il Rojava, il Kurdistan siriano.

6gen/19Off

“Con le donne curde per combattere l’Isis Sono pericolosa? Una farsa all’italiana”

Intervista alla guerrigliera Eddi di Fabio Tonacci (Repubblica 6.1.19 “Con le donne curde per combattere l’Isis. Sono pericolosa? Una farsa all’italiana”

Sul profilo WhatsApp ha la foto di Anna Campbell, un’inglese femminista e combattente, morta ad Afrin nel marzo scorso. E questa frase di Anna, secondo Eddi, è la risposta buona a tante domande: «Se ami abbastanza il tuo popolo da lottare e morire per esso, allora sarai in grado di lottare o morire per tutti i popoli del mondo». Eddi, al secolo Maria Edgarda Marcucci, 27 anni, nata a Roma ma residente a Torino, è una e tante persone insieme: idealista, attivista No Tav (è stata denunciata più volte per le proteste a Chiomonte e Chianocchio) e del centro sociale Askatasuna, aderisce a #nonunadimeno, studia filosofia e lavora. A stento racconta la sua vita privata, ma della rivoluzione in Siria del Nord, del ruolo che hanno conquistato le donne laggiù, del Sogno, come lo chiama lei, non smetterebbe mai di parlare. È fatta così, prendere o lasciare. Eddi è stata la prima donna italiana ad arruolarsi con lo Ypj, la brigata femminile dell’esercito popolare curdo. Ha partecipato alla difesa di Afrin contro le milizie jihadiste «sostenute dalla Turchia», dice lei. Tornata in Italia, rischia di essere sottoposta a sorveglianza speciale perché la procura di Torino la ritiene «socialmente pericolosa». E questa è la prima intervista che concede a un giornale.
Secondo il magistrato, lei potrebbe utilizzare in Italia le competenze militari acquisite in Siria. Cosa risponde?

3gen/19Off

Orlando apre lo scontro: “Stop al decreto Salvini”

Articolo di Sandra Amurri e Giuseppe Lo Bianco (Fatto 3.1.19) “A Palermo “residenza anche agli irregolari”. Sindaci in trincea da Napoli a Milano
Orlando apre lo scontro: “Stop al decreto Salvini”

“”Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando lo definisce “disumano e criminogeno’’ e con una nota al dirigente dell’ufficio anagrafe sospende l’applicazione del “decreto sicurezza” nella parte in cui, “ma non solo’’, impedisce l’iscrizione all’anagrafe dei migranti non più in regola con il permesso di soggiorno. Gli replica Salvini a stretto giro: “Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare ‘disobbedienza’ sugli immigrati”. E annuncia una visita in Sicilia. Ma per Orlando il decreto “puzza di razziale’’, e la sua, dice, non è “disobbedienza civile’’, ma l’applicazione dei diritti costituzionali “perché non posso essere complice di una violazione palese dei diritti umani’’.

31dic/18Off

Citazioni e aforismi: Rivolta

””Chi è un uomo in rivolta? Innanzitutto  un uomo che dice NO.   Ma se rifiuta, non rinuncia: è anche un uomo che dice SÌ””

(Citazioni e aforismi di Albert Camus)

30nov/18Off

Una svolta per la verita’

Articolo di Tommaso Di Francesco (manifesto 30.11.18)

“”Il presidente della camera Roberto Fico ha annunciato ieri l’interruzione delle relazioni diplomatiche tra i parlamenti italiano ed egiziano fino a una svolta vera nell’inchiesta sull’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni; definendo poi «atto coraggioso» l’iscrizione nel registro degli indagati di 7 agenti dei servizi segreti egiziani da parte della Procura di Roma. Sarà pure un atto simbolico, ma a fronte di troppe menzogne e silenzi di tre governi, quelli a guida Pd di Matteo Renzi e poi di Gentiloni, e quello attuale gialloverde di Giuseppe Conte – non a caso contrariato dalla decisione coraggiosa di Fico – ha davvero il sapore di rottura per una svolta di verità. Con la quale Fico ha mantenuto la promessa d’impegno fatta alla famiglia Regeni. Perché finora dalle sedi del potere nulla era ed è venuto.

21ott/18Off

“L’odio contro Riace la sta rendendo piu’ viva i fondi privati ci salveranno”

Intervista a Mimmo Lucano di Francesco Merlo (Repubblica 21.10.18) “Ci sono fondazioni che si sono fatte avanti offrendo aiuti e soldi Più colpiscono Riace più la rendono mitica, proprio come Troia Con i famosi 35 euro qui abbiamo creato laboratori artigiani, un asilo nido plurietnico, una scuola, presidi medici, un ristorante Certo che ho fatto errori ma è falso che sono metà cavaliere e metà bandito Il Lucano che raccontano non esiste: mi chiamo Mimì, non Mimmo”

“”«Mi hanno reso importante, proprio io che dico tante cazzate, io che sono una testa di minchia». Mimì si tocca la fronte e poi tocca la mia: «Ti dico una cosa che non devi fraintendere. Ricordi padre Puglisi, il prete santo? Quando a Palermo i mafiosi l’hanno ucciso in realtà gli hanno dato la vita».
Dici che ti vogliono uccidere? «Vedi che non mi capisci? Non vogliono uccidere me, ma Riace. Vorrebbero cancellarne la storia e farla scomparire dentro la sua geografia, in fondo alla montagna calabrese. Ma sta succedendo il contrario. Tutti capiscono che Riace non era mai stata così viva».

28set/18Off

Curare le ferite della sinistra e ripartire senza bandierine

Articolo di Marco Revelli (manifesto 28.9.18) “Fare paura per rispondere alle paure. Il ministro di polizia alimenta l’onda nera. Va respinta trovando nuove idee e parole lontane dal gergo di una sinistra esplosa”

“”Giorno dopo giorno vediamo gonfiarsi la nube nera che in parte ha già occupato, la nostra esangue democrazia. Ha il volto rozzo di un ministro di polizia e una voce potente che dice di essere vox populi. Divora e dissolve ogni giorno un pezzo del nostro patrimonio civile: l’universalismo dei diritti, il principio di reciprocità e il rispetto per l’altro, il primato della legge e la certezza del diritto, la memoria storica dei nostri orrori e dei nostri peccati travolta dall’urlo roco “prima gli italiani”… Ha divorato anche, in 100 giorni, il proprio partner di governo, riducendone ai minimi termini l’audience, colonizzandone il linguaggio, ridimensionandone l’agenda. Oggi il governo gialloverde, il governo Conte, è per i più il governo Salvini, che vede crescere nei sondaggi il proprio capitale elettorale perché dimostra di saper occupare tutta la scena e soprattutto di essere “forte” (dunque credibile). La Forza è tornata a essere risorsa politica principale. Non la Ragione. Non la Giustizia. Nemmeno l’Onestà. Nessuna delle classiche virtù repubblicane. Ma la semplice, nuda, ostentata Forza (la risorsa primordiale di ogni comando), messa al servizio della Paura.

5set/18Off

«El Pepe», una vita di militanza continua

Articolo di Silvana Silvestri (manifesto 5.9.18) “Venezia 75. L’ex presidente dell’Uruguay raccontato nel documentario di Emir Kusturica «El Pepe, una vida suprema» (fuori concorso) e nel film di Alvaro Brechner «La noche de 12 años» (Orizzonti)”

“”VENEZIA «Non sapevo nulla dell’Uruguay – dice Kusturica, qualcuno mi ha detto c’è il presidente che sta guidando il trattore. Mi sono detto: devo conoscerlo». La presenza di Pepe Mujica sul Lido è stato uno degli eventi più emozionanti della manifestazione: due sono stati i film in programma accolti dal pubblico con grande commozione, che raccontano il suo presente e il suo tragico passato di detenuto politico e delineano la sua imponente figura di politico coerente nelle parole e nello stile di vita. Emir Kusturica firma il documentario El Pepe, una vida suprema (fuori concorso), dove ha potuto cogliere precisamente il giorno in cui Mujica il 1 marzo del 2015 ha rimesso il mandato di presidente dell’Uruguay che aveva ricoperto dal 2010, dopo aver ridotto la soglia di povertà del paese dal 25% al 9%, una vittoria che si deve anche alle sue iniziative personali, dedicando il 70% del suo stipendio ai poveri.