Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

12set/170

Con il cambiamento del clima, devono cambiare anche le politiche

Articolo di Rossella Muroni, Presidente nazionale Legambiente (manifesto 12.9.17)

“”Aumentano i fenomeni metereologici estremi e a soffrirne di più sono soprattutto le città, come dimostra, purtroppo, il bilancio drammatico dei morti del temporale che ha colpito Livorno due notti fa. Anche questa volta sull’annosa questione della gestione urbanistica del territorio, i problemi sono venuti da fossi e rii a regime torrentizio (Riomaggiore, Ardenza, Chioma) per lo più costretti in alvei artificiali se non addirittura parzialmente tombati: non è una situazione insolita per il nostro Paese, ma è chiaro che questo significa convivere col rischio idrogeologico. L’adattamento al mutamento climatico è la vera grande sfida del tempo in cui viviamo. Non è più rinviabile l’approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima: un punto di riferimento essenziale per gli interventi di messa in sicurezza del territorio e per lo stanziamento dei finanziamenti nei prossimi anni, in modo da riuscire in ogni città a intensificare le attività di prevenzione, individuando le zone a maggior rischio, e a realizzare gli interventi di adattamento al clima e di protezione civile. L’esatta conoscenza delle zone urbane a maggior rischio rispetto alle piogge è fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni.

11set/170

Chi protegge il paesaggio

Articolo di Tomaso Montanari (Repubblica 11.9.17) “Le gravi distorsioni nell’applicazione del dettato costituzionale sulla tutela del paesaggio che hanno impedito la sua corretta e generale applicazione. Encomiabili gli sforzi di funzionari ligi al loro dovere e di gruppi di cittadini consapevoli che riescono a imporne il rispetto”

“”«La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione». Dalla Costituente fino all’eterna battaglia esegetica intorno al dettato dell’articolo 9 della nostra Costituzione, il dibattito si è soprattutto concentrato sulla parola «Repubblica »: è lo Stato-persona (cioè lo Stato apparato centrale, in opposizione alle autonomie territoriali), o è invece lo Stato-ordinamento (cioè tutto il sistema istituzionale, ivi comprese le autonomie locali di ogni grado)?
In questi settant’anni (tra sentenze della Corte costituzionale, riforme del titolo V, statuti delle regioni) le risposte sono state diverse, e spesso contraddittorie. Si sarebbe potuto, dovuto, determinare un assetto giuridico che spingesse lo Stato e gli enti locali ad esercitare armonicamente il comune compito della tutela: costruendo insieme una maggiore, e non già una minore, tutela. Nei fatti è accaduto esattamente l’opposto, perché l’assedio giuridico e politico alla «Repubblica» dell’articolo 9 non è stato condotto in nome del diritto dei cittadini a una maggiore partecipazione nella difesa di questi loro beni comuni, ma, al contrario, in nome del consumo di quei beni da parte di amministratori infedeli: insomma, si è colpita la parola «Repubblica» per affondare la parola «tutela».

10set/170

L’apartheid climatico e i media

Articolo di Naomi Klein (Comune-info.net 10.9.17)

“”È giunto il momento di parlare del cambiamento climatico che rende disastri come Harvey catastrofi umane. In tv dicono che questo tipo di precipitazioni non ha precedenti. Che nessuno l’avesse previsto, e come quindi nessuno potesse prepararsi adeguatamente. Quel che non sentirete è il motivo per cui eventi climatici del genere stiano avvenendo con tale regolarità. Ci è stato detto che non si vuole “politicizzare” una tragedia umana, il che è comprensibile. Ma ogni volta che fingono che un disastro meteo sia una punizione divina, i giornalisti prendono una decisione altamente politica. Si vuole evitare controversie e non dire una scomoda verità. Perché la verità è che questi eventi sono stati previsti da tempo dagli scienziati del clima. Oceani più caldi provocano tempeste più forti. Livelli del mare più alti significa che le tempeste si riversano in luoghi mai raggiunti prima. Temperature più alte portano a precipitazioni estreme: lunghi periodi secchi interrotti da precipitazioni di neve o pioggia. Il tempo non si comporta più come una volta.

25ago/170

Catastrofi ambientali annunciate

Articolo di Lidia Catalano e intervista di Niccolò Zancan a Carlo Petrini sulla cessione dell’Amazzonia ai mercanti globali dell’oro (Stampa 25.8.17) LEGGI DI SEGUITO

Il Brasile cede l’Amazzonia ai mercanti globali dell’oro di Lidia Catalano (Stampa 25.8.17) “Via libera del governo Temer alle trivelle nell’area protetta di Renca: “Faremo ripartire il Paese”. Gli ambientalisti: “Sarà una catastrofe” “

Un’immensa riserva naturale dell’Amazzonia si prepara a diventare nuova terra di conquista dei cercatori d’oro. Il via libera porta la firma del presidente brasiliano Michel Temer, che mercoledì ha abolito la National Reserve of Copper and Associates (Renca), aprendo la strada alle trivellazioni in un’area ricca di minerali e metalli preziosi che si estende per oltre 46mila chilometri quadrati, a cavallo degli Stati settentrionali di Amapa e Para.
«La misura punta ad attrarre investimenti nel Paese e a creare nuovi posti di lavoro, nel rispetto della sostenibilità ambientale», ha dichiarato in un comunicato il ministero per l’Estrazione e l’Energia, precisando che nove aree della riserva, incluse quelle abitate dalle popolazioni indigene, «continueranno ad essere tutelate».
L’ira degli ambientalisti
Ma le rassicurazioni non sono bastate ad alleviare i timori degli ambientalisti, secondo cui l’attività di estrazione mineraria nella zona porterebbe a «esplosioni demografiche, deforestazioni, distruzione delle risorse idriche, perdita di biodiversità e creazione di conflitti territoriali».

14ago/170

Abusivismo

Articolo di Tomaso Montanari ((Repubblica 14.8.17) “I 4 stelle al tavolo dell’abusivismo”

“”«Se un giudice dice che un immobile va abbattuto, si fa. Ma non possiamo voltare le spalle a chi ha una casa abusiva perché la politica non ha fatto il suo dovere». Le parole affidate da Luigi Di Maio ad Annalisa Cuzzocrea per Repubblica spengono una delle 5 stelle del Movimento: quella che rappresenta l’ambiente (le altre simboleggiano acqua, energia, sviluppo e trasporti). A me — come a molti altri che hanno provato ad impegnarsi in tante battaglie locali per la tutela di quello che l’articolo 9 della Costituzione chiama il paesaggio (e che è appunto l’ambiente, e dunque anche il diritto alla salute e all’incolumità fisica) — è spesso capitato, negli ultimi anni, di trovare come avversario un sindaco o un assessore del Pd o di Forza Italia (spesso purtroppo indistinguibili), e invece di trovarmi a fianco i militanti 5 stelle: magari ingenui, o forse sopra le righe, ma sempre in perfetta buona fede. E, soprattutto, dalla parte giusta. E al Movimento appartengono alcuni dei deputati più determinati in una lotta senza quartiere contro l’abusivismo, come la siciliana Claudia Mannino (da poco, tuttavia, uscita dai 5 stelle).

6ago/170

Ecologia

Articolo di Giorgio Nebbia “Il passato è prologo (Eddyburg.it 5.8.17) “Uno strumento «che permette di percorrere la storia delle conoscenze della natura e dell’ambiente, della consapevolezza che molte azioni umane sono dannose agli ecosistemi da cui dipende la vita e la salute, e delle lotte per frenare o eliminare le violenze all’ambiente.

“”Quando è nata l’“ecologia”? negli anni ottanta? col “nucleare”? nel 1970? I più informati citano il biologo tedesco Ernst Haeckel che ha usato questa parola per la prima volta nel 1866. Per capire qualcosa delle lotte attuali per la difesa della natura, della biodiversità, per rallentare il riscaldamento planetario, contro gli inquinamenti, contro le frane e alluvioni, è necessario fare un salto indietro e scoprire che, dalla metà dell’Ottocento, scienziati, intellettuali, scrittori, hanno denunciato le alterazioni dell’ambiente dovute alle attività umane: alle industrie, all’agricoltura intensiva, alla rapina del suolo e dei minerali e dell’acqua, alla speculazione edilizia. Chi erano questi precursori, che cosa hanno scritto, come sono stati ascoltati?

3ago/170

Overshoot day, impronta ecologica insostenibile, l’Italia tra i peggiori

Articolo di Luca Fazio (manifesto 3.8.17) “Il 2 agosto, come calcolato dal Global Footprint Network, gli esseri umani hanno già consumato tutte le risorse che il pianeta Terra è in grado di generare ogni anno. L’Italia, che ha già esaurito il 19 maggio scorso tutte le risorse prodotte dai suoi territori, risulta essere uno dei paesi con l’impronta ecologica più insostenibile”

“”Gli umani hanno contratto un debito ecologico enorme con il pianeta terra, non onorarlo è impossibile, pena l’estinzione. Ieri, 2 agosto, l’umanità ha consumato tutte le quantità di risorse naturali che la Terra è in grado di generare ogni anno: in otto mesi ci siamo “mangiati” quello che avremmo dovuto utilizzare nell’arco di dodici mesi. L’infelice ricorrenza si chiama “Overshoot day” – il giorno del sovrasfruttamento – ed è qualcosa di più di un campanello di allarme: secondo il Global Footprint Network per soddisfare l’insano appetito del nostro modello di sviluppo ci vorrebbero quasi due pianeti (1,7). E’ a partire dagli anni ’70 che la ricorrenza ha cominciato a cadere prima della scadenza naturale del 31 dicembre. Quasi inutile aggiungere che il 2 agosto rappresenta un record negativo, e che l’obiettivo è invertire la tendenza (l’anno scorso era l’8 agosto).

2ago/170

Mafia, affari e cemento: l’Odissea delle spiagge italiane

Tre articoli su ambiente e corruzione (Repubblica 2.8.17) LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Elena Kaniadakis (Repubblica 2.8.17) «Lo studio presentato dai Verdi:sotto attacco seimila chilometri di costa sequestrati 110 stabilimenti alle organizzazioni criminali»”

Su ottomila chilometri di spiagge, ben seimila sono cementificati: di questo passo nel 2060 tutta la costa italiana sarà un’unica barriera di cemento e mattoni.
La denuncia arriva da un dossier dei Verdi,2017 Odissea nella spiaggia, sui litorali italiani. Una morsa di cemento spesso nata nell’illegalità: dalla Romagna alla Sicilia, passando per la Capitale, sono oltre 110, secondo il rapporto, gli stabilimenti balneari sequestrati alla mafia negli ultimi cinque anni, ottenuti con attività intimidatorie e infiltrazioni mafiose nei Comuni e nelle Regioni. Troppi, infatti, gli interessi che fanno gola alla criminalità organizzata: dal costo irrisorio della concessione demaniale — incide meno dell’1% sul fatturato dello stabilimento — alla facilità con cui è possibile riciclarne i proventi. Secondo il dossier, il fatturato degli stabilimenti balneari si aggira intorno ai 10 miliardi di euro l’anno — dato peraltro sottostimato rispetto ad altre rilevazioni — un business redditizio reso possibile dall’affitto irrisorio dello Stato.”"

“Ville abusive da demolire ecco la battaglia di Licata” di Alessandra Ziniti (Repubblica 2.8.17) “Venti chilometri di costruzione abusive tra le dune sul mare. Un sindaco onesto vuol fifendere la bellezza della sua terra, ma il popolo bue e la politica lo cacciano via”

“”In contrada Cavaddruzzu, la 67esima villetta nella lista delle costruzioni abusive da abbattere è venuta giù qualche settimana fa sotto l’aggressione delle ruspe in assoluto silenzio. I proprietari, da tempo residenti in Inghilterra, non si sono neanche presentati.

26lug/170

Migranti al lavoro per la riconversione ecologica

Articolo di Guido Viale (manifesto 26.7.17)

“”Il terrore e il furore con cui l’Unione Europea e il governo italiano affrontano l’arrivo dei profughi nascono dall’oblio del passato e dall’incapacità di guardare al futuro. I profughi che hanno raggiunto l’Europa nel 2015 (l’anno di maggior afflusso) sono meno dei migranti economici arrivati o legalizzati ogni anno prima del 2008. Con quei migranti l’Europa aveva realizzato la sua ricostruzione postbellica, il miracolo economico e conquistato la posizione di rilievo mondiale che oggi sta perdendo. Ma quel milione e mezzo è solo la metà degli abitanti che un’Europa sempre più vecchia perde ogni anno. Così tra non molto i governi europei dovranno richiamare nei loro paesi i fratelli e i figli di quegli esseri umani che oggi cercano di far annegare nel Mediterraneo, far morire di sete nel Sahara, far schiavizzare dalle bande che controllano la Libia, far azzannare dai cani e bastonare dalle guardie alle barriere di filo spinato dei Balcani. Perché in un’Europa sempre più vecchia non sarà solo impossibile pagarsi le pensioni; un paese con pochi giovani, pochi bambini, senza gioia, senza creatività, senza iniziativa, senza capacità di confrontarsi con l’altro da sé è condannato a chiudersi e morire.

20lug/170

Clima, poco tempo per evitare la catastrofe. E i governi scaricano i costi sulle spalle dei giovani

Da greenreport.it 20.7.17

“”Se non si riducono subito i gas serra, ci vorranno 500 trilioni di euro per catturare la CO2.
«La riduzione delle emissioni di gas serra non è sufficiente a limitare il riscaldamento globale a un livello che non metta a rischio il futuro dei giovani». E’ quanto emerge dal nuovo studio “Young people’s burden: requirement of negative CO2 emissions”, pubblicato su Earth System Dynamics , il giornale dell’European Geosciences Union (Egu), da un folto team internazionale di scienziati.
Secondo i ricercatori, dobbiamo arrivare ad emissioni negative e «Misure come la riforestazione potrebbero compiere gran parte della necessaria rimozione di CO2 dall’atmosfera, ma le continue ed elevate emissioni di combustibili fossili richiederebbero costose soluzioni tecnologiche per estrarre CO2 e prevenire un riscaldamento pericoloso».