Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

20lug/170

Clima, poco tempo per evitare la catastrofe. E i governi scaricano i costi sulle spalle dei giovani

Da greenreport.it 20.7.17

“”Se non si riducono subito i gas serra, ci vorranno 500 trilioni di euro per catturare la CO2.
«La riduzione delle emissioni di gas serra non è sufficiente a limitare il riscaldamento globale a un livello che non metta a rischio il futuro dei giovani». E’ quanto emerge dal nuovo studio “Young people’s burden: requirement of negative CO2 emissions”, pubblicato su Earth System Dynamics , il giornale dell’European Geosciences Union (Egu), da un folto team internazionale di scienziati.
Secondo i ricercatori, dobbiamo arrivare ad emissioni negative e «Misure come la riforestazione potrebbero compiere gran parte della necessaria rimozione di CO2 dall’atmosfera, ma le continue ed elevate emissioni di combustibili fossili richiederebbero costose soluzioni tecnologiche per estrarre CO2 e prevenire un riscaldamento pericoloso».

19lug/170

La mafia del fuoco

Articolo di Roberto Saviano (Repubblica 19.7.17)

Pressioni alla politica e affari dei clan ecco perché l’Italia sta bruciando. Quindi nonostante la notizia attiri molti click, e tutti i media possibili l’abbiano riportata, non esistono gattini infiammati che correndo devastano intere aree boschive, niente autocombustione o sigarette accese, ma inneschi chimici preparati ad arte e posizionati laddove è più difficile arrivare. E posizionati a favore di vento (come fatto sul Vesuvio). I luoghi comuni sugli incendi sono moltissimi. Il credere anche che sia facile poterli spegnere. Ma come? Il Vesuvio brucia e non si può spegnere il fuoco con l’acqua del mare? Be’, l’acqua spegne le fiamme, ma nulla può contro il combustibile, quello solo la schiuma può neutralizzarlo. Ma con il mare così vicino perché non usare quell’acqua a disposizione? L’acqua marina, poiché salata, può causare desertificazione, quindi non è possibile utilizzarla in aree su cui si prevede un lavoro di riqualificazione boschiva. Per paradosso la cenere concima e l’acqua marina che spegne le fiamme rende sterile il terreno.
Ho provato a sfatare solo alcune delle bufale più diffuse sull’origine dei roghi perché da cittadino non accetto che mi si raccontino fandonie, ma la realtà è che il fuoco è strumento economico di “bonifica criminale”. Ogni zona ha i suoi gruppi criminali che bruciano.

13lug/170

Climate change. Il polo sud si crepa in un iceberg gigante

Articolo di Andrea Capocci (manifesto 13.7.17) “Cambiamento climatico. Più grande della Liguria, è il secondo più esteso della storia. Le acque dell’Antartide si sono riscaldate di tre gradi in settant’anni”

“”Difficile negare il ruolo dell’uomo nel riscaldamento del pianeta. La rivista scientifica Pnas: la «sesta estinzione di massa» è iniziata. Un iceberg grande poco più della Liguria si è staccato dalla piattaforma di ghiaccio Larsen C, nella penisola antartica. Con i suoi 5800 km², si tratta del secondo iceberg più esteso registrato nella storia – il record appartiene a un altro gigante staccatosi nel 2000 nel mare di Ross. Il suo distacco – iniziato nel 2010 – era atteso in questi giorni: la crepa da cui si è originato il nuovo iceberg era già stata individuata una decina di anni fa e la zona era attentamente monitorata. In questo periodo, attraverso i satelliti, il suo progresso è stato seguito metro per metro dal progetto britannico Midas, dedicato all’effetto del cambiamento climatico sul ghiaccio antartico. Sono stati proprio i ricercatori ad annunciare il distacco dell’iceberg.

7lug/170

La folle corsa dello sviluppo

Articolo di Giso Amendola (manifesto 7.7.18) “«Un dialogo tra il fisico Fritjof Capra e il giurista Ugo Mattei su ecologia, scienza, politica e tutela dei beni comuni»”"

“”Fritjof Capra è un fisico austriaco, oggi responsabile del Centro per l’Ecoalfabetizzazione di Berkeley, notissimo anche al pubblico più largo per il suo Il Tao della fisica (Adelphi), in cui condannava radicalmente l’approccio meccanicistico del metodo scientifico moderno, sviluppando un pensiero antiriduzionista, ispirato al pensiero sistemico e alle teorie della complessità. Questo Ecologia del diritto. Scienza, politica, beni comuni (Aboca, euro 18, traduzione dall’inglese di Ilaria Mattei) è il frutto del suo incontro con Ugo Mattei, giurista impegnatissimo sul fronte dei beni comuni, ben noto sia per il suo lavoro teorico che per la partecipazione a un gran numero di esperienze militanti.
I due studiosi hanno obiettivi più ambiziosi che registrare lo stato dell’arte dei rapporti tra ecologia e diritto: la posta in gioco è, infatti, la critica radicale dei paradigmi fondativi che accomunano la scienza naturale e la scienza giuridica moderna. Bacone, Galileo e la fisica newtoniana distruggono l’interpretazione olistica del mondo. Alle differenze qualitative che orientavano il kosmos medioevale, sostituiscono l’omogeneità quantitativa di corpi che agiscono reciprocamente attraverso semplici rapporti di causa-effetto: un universo che diviene muto dal punto di vista etico, e sul quale, proprio per questo, il soggetto potrà infine, con Cartesio, imprimere il sigillo del suo ordine.

5lug/170

Stephen Hawking: «Piogge acide, temperature di 250°. La Terra diventera’ come Venere»

Articolo di Giovanni Caprara (Corriere 5.7.17)

“”«Siamo vicini a un punto di non ritorno oltre il quale il riscaldamento globale diventerà irreversibile. La scelta di Trump potrebbe spingere la Terra oltre questa soglia e farla diventare come Venere, con temperature oltre 250 gradi e piogge di acido solforico». È Stephen Hawking a tratteggiare la terribile prospettiva. Il grande astrofisico, che ha spiegato gli enigmi dei buchi neri, punta il dito contro il presidente americano e la sua decisione di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima: «Il cambiamento climatico è uno dei grandi pericoli da affrontare – ha detto in un’intervista alla Bbc per i suoi 75 anni —, se vogliamo fermarlo dobbiamo farlo ora». Venere è il più caldo dei pianeti del sistema solare e a renderlo tale è un effetto serra con nuvole opache e perenni di acido solforico che impediscono la sua visione diretta. L’ambiente è infernale: il termometro lì può salire anche a 450 gradi, mentre la pressione è quasi cento volte più alta della nostra. Eppure è considerato per molti aspetti un pianeta gemello della Terra, simile in origine per poi degradarsi a causa delle emissioni di anidride carbonica.

29giu/170

Per una nuova contestazione ecologica

Articolo di Giorgio Nebbia (manifesto 29.6.17)

“”Col suo brutale discorso del 1° giugno di quest’anno il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati uniti non intendono più aderire agli impegni presi dal suo predecessore a Parigi nel dicembre 2015 sulle azioni per attenuare le cause dei cambiamenti climatici. Tali azioni, secondo Trump, limiterebbero certe attività importanti per l’economia e i lavoratori del suo paese (l’uso del carbone come combustibile), faciliterebbero le importazioni di autoveicoli meno inquinanti con danno per l’industria automobilistica americana e imporrebbero ai consumatori americani maggiori costi per merci alternative e maggiori tasse per risarcimenti finanziari ai paesi danneggiati. Come è ben noto, i cambiamenti climatici sono dovuti a varie cause, tutte di carattere economico e merceologico, distribuite diversamente fra i vari paesi, come sono distribuiti diversamente i danni e i relativi costi.

21giu/170

I parchi cambiano pelle e senza il benestare degli ambientalisti

Articolo di Rachele Gonnelli (Ambiente, Territorio e Beni comuni 21.6.17) “La controriforma. Approvata alla Camera senza i voti dei bersaniani di Mdp – che votano con le opposizioni – la nuova legge quadro sulle aree protette”

“”I parchi, ovvero le 27 aree protette nazionali e le 120 aree protette regionali – il polmone d’Italia – cambiano registro con una nuova legge quadro approvata ieri dalla Camera e quindi tornata in seconda lettura al Senato. Ma su questo cambiamento di pelle non c’è per niente accordo. Le associazioni ambientaliste – non proprio tutte ma 12 sigle, le più grandi incluso Wwf, Lipu e Greenpeace – sono sul piede di guerra e hanno chiesto ai parlamentari di non votare la nuova legge per come è sortita dalla commissione. In più ieri a Palazzo Madama il testo emendato è stato approvato da una maggioranza azzoppata: 249 voti a favore, ma ben 115 contrari e 32 astenuti. A esprimere pollice verso non ci sono state solo le opposizioni (M5s, Sinistra Italiana e Lega) ma anche i bersaniani di Mdp, mentre Forza Italia si è astenuta. La legge, a giudizio anche dei suoi critici, non è interamente da buttare, anche perché l’esigenza di ammodernare la precedente normativa risalente al 1991 è largamente condivisa. Ad esempio la nomina dei direttori dei parchi esclusivamente tra gli iscritti all’apposito albo professionale è considerata quasi universalmente corporativa e burocratica, da superare. I modelli gestionali vanno effettivamente resi in grado di implementare e ottimizzare le risorse trasferite dallo Stato, che sono considerevoli: circa 80 milioni di euro a ogni finanziaria, ma spesso non interamente utilizzate o non al meglio.

3giu/170

Clima, Trump isolato dal mondo rafforza il patto Cina-Ue

Articolo di Anna Maria Merlo (manifesto 3.6.17) “«Accordo di Parigi. Levata di scudi mondiale contro la decisione del presidente Usa. Solo Putin tende la mano. La Ue respinge l’ipotesi di rinegoziare l’accordo»”

“”Attraverso il simbolo di decine di monumenti nel mondo illuminati di verde come segno di protesta, il risultato della decisione di Trump di far uscire gli Usa dall’accordo di Parigi è l’isolamento internazionale di Washington. Al punto che ieri il segretario di stato, Rex Tillerson, si è sentito in dovere di precisare che gli Usa continueranno a ridurre le emissioni di Co2 (Tillerson era fino a qualche mese fa alla testa della Exxon-Mobil, che come altre grandi società è contraria all’abbandono della Cop21). Intanto, il giorno dopo non è chiaro quali saranno le mosse di Trump: stando alla dichiarazione di giovedì, dovrebbe attivare l’articolo 28 dell’accordo di Parigi per uscirne, ma questo prevede tempi lunghi, complessivamente 4 anni dalla ratifica, che per gli Usa è stata il 4 novembre 2016. In altri termini, se gli Usa usciranno, lo faranno solo nel novembre 2020, cioè al momento delle nuove elezioni presidenziali. La decisione ha grandi possibilità di restare lettera morta (a differenza dell’accordo di Kyoto, distrutto dal rifiuto di Bush di rispettare gli impegni di Clinton).

25mag/170

Si scrive bellezza e si legge responsabilita’

Articolo di Andrea Ranieri (manifesto 25.5.17) “«Architettura e democrazia», di Salvatore Settis per Einaudi. Volgere lo sguardo su saperi diversi, è essenziale in una visione interdisciplinare

“”Salvatore Settis, nell’iniziare le sue lezioni all’Accademia di Architettura dell’ Università della Svizzera Italiana di Mendrisio, ora raccolte nel volume einaudiano Architettura e democrazia (pp. 166, euro 12), sente il dovere di giustificare di fronte ai giovani architetti il fatto che uno specialista, un grande specialista di archeologia e di storia dell’arte, tenga un corso che si propone di affrontare temi che vanno molto oltre la propria competenza disciplinare, e che riguardano la storia, la filosofia, l’architettura l’urbanistica, il diritto. Di solito nell’Università l’interdisciplinarietà si fa mettendo uno accanto all’altro in seminari improbabili i diversi specialismi, dando luogo il più delle volta a un defatigante «dialogo fra sordi». Settis decide di lanciare il cuore oltre l’ostacolo accostando lo sguardo su saperi diversi, cercando di fornire ai giovani architetti, e a chi legge, una visione complessiva dei dilemmi e dei problemi che si presentano quando si tratta di progettare un edificio, di pensare uno spazio, di dare forma alla città. Ciò che rende possibile l’attraversamento di saperi diversi è per Settis la politica, nel suo senso più alto, come discussione libera e aperta sulla forma e il senso della polis, e dentro la politica la scelta valoriale di mettere al primo posto il punto di vista di chi soffre della divisioni, dei ghetti, delle separatezze, che segnano la città contemporanea. L’architetto per far questo deve pensarsi prima di tutto come cittadino, e dare il suo contributo per costruire, assieme a tutti quelli la cui vita è impoverita dalla crescita deregolata e dalla crisi delle città, lo spazio pubblico da cui opporsi alle derive del presente, e innestare le «azioni popolari» che oggi sembrano le uniche in grado di prospettare uno sviluppo diverso.

22mag/170

In Svizzera passa il referendum, mai piu’ nuove centrali nucleari

Articolo di Claudio Del Frate (Corriere 22.5.17)

“”Non è semplicemente l’abbandono dell’energia nucleare ciò che gli elettori svizzeri hanno deciso con il referendum approvato ieri. Con il 58,2% dei consensi i cittadini hanno detto sì a un articolato piano del governo che li impegna entro il 2050 ad aumentare l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili ma anche — e qui sta la novità principale — a ridurre sensibilmente i consumi individuali con l’obiettivo di proteggere l’ambiente. Tutti i maggiori partiti elvetici si erano espressi per il sì, ad eccezione dell’Udc, il partito di destra, che nel Paese ha la maggioranza relativa e che era stato il promotore della consultazione. Giunge così a una svolta storica il cammino avviato da Berna l’indomani dell’incidente di Fukushima e che aveva convinto le istituzioni a dire addio all’atomo. Il piano validato dal voto popolare di ieri si articola in tre punti principali: lo spegnimento progressivo (per ciascuno si attenderà il termine del suo ciclo di vita)dei 5 reattori oggi attivi e che coprono un terzo del fabbisogno nazionale di elettricità; l’incentivo ad aumentare il ricorso a fonti «pulite» (si vuole evitare che il gap venga colmato facendo ricorso a un aumento dei consumi di petrolio e gas); l’impegno a tagliare i consumi individuali del 35% sulla base di quelli registrati nel 2000 anche attraverso forme di efficientamento degli impianti.