Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

11nov/170

Climate change. Indonesia, a rischio scomparsa 2mila isole e 42 milioni di case

Articolo di Emanuele Giordana (manifesto 11.11.17) “Cambiamenti climatici. Allarme a causa dell’innalzamento degli oceani. «La terra d’acque», come gli indonesiani chiamano il loro paese, non ha le risorse sufficienti ad affrontare l’emergenza”

“”Oceani a rischio per la plastica e vite umane minacciate dall’innalzamento degli oceani. In Indonesia entro il 2050 potrebbero sparire 2mila isole e 42 milioni di case. Proprio mentre a Delhi scoppiava l’emergenza per l’inquinamento dell’aria, Greenpeace pubblicava 16 immagini di un disastro del mare cui sta dedicando attenzione da mesi: l’invasione della plastica causata dallo sversamento negli oceani – sotto diverse forme – di 12,7 milioni di tonnellate ogni anno. Dalla marea di rifiuti che invade le coste delle Filippine agli uccelli nel cui intestino vengono trovati sacchetti e tappi che li hanno soffocati sino a tartarughe deformate da involucri di plastica che ne hanno accerchiato l’addome appena nate, i fotogrammi di Greenpeace documentano l’impatto micidiale dell’attività umana. Ma c’è di peggio e sempre in mare.

8nov/170

Cop23. Climate change, 2017 uno dei tre anni piu’ caldi della storia

Articolo Luca Fazio (manifesto 8.11.17)

“”Ambiente. Secondo un rapporto della World meteorological organization (Wmo) presentato alla Cop23 in corso a Bonn, nei mesi appena trascorsi milioni di persone hanno già subìto gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici. In Italia, secondo il Wwf, la politica non fa abbastanza: “Speriamo che la Strategia Energetica Nazionale che verrà presentata a giorni contenga almeno lo stop al carbone entro il 2025”. Per l’associazione A Sud si tratta di un impegno largamente insufficiente, “riserva ancora troppo spazio alle energie fossili”. L’anno in corso, il 2017, verrà registrato dai climatologi come uno dei tre anni più caldi di sempre. Questa è la premessa malaugurante che l’altro ieri a Bonn (Germania) ha aperto la 23esima conferenza mondiale dell’Onu sul clima, un appuntamento che dovrebbe servire a rilanciare l’accordo di Parigi e gli impegni presi da tutti i paesi, piaccia o non piaccia a Donald Trump.

22set/170

Vandana Shiva: solo il carbonio vivo salvera’ la terra

Vandana Shiva (manifesto 22.9.17) “Ambiente. Per riparare il ciclo del carbonio che abbiamo spezzato dobbiamo smettere di estrarre carbonfossile, che va lasciato sotto terra, e rigenerare piante e suoli”

“”Disastri climatici, resilienza climatica. Fra l’estinzione e la fuga su altri pianeti abbiamo una terza via: sopravvivere prendendoci cura di Madre Terra.
Negli Stati indiani di Assam, Bihar e Uttar Pradesh le inondazioni hanno provocato 41 milioni di sfollati e ucciso circa 500 persone; a Houston e Mumbai hanno paralizzato ogni attività. È sempre più evidente che non stiamo vivendo all’interno dei limiti ecologici del nostro pianeta, e che per le nostre continue violazioni delle leggi della Terra, essere vivente, subiamo pesanti conseguenze. Quest’anno si susseguono immagini di inondazioni estreme; l’anno scorso è stata la siccità a essere estrema ed estesa. Quando distruggiamo i sistemi climatici della Terra, che si autoregolano, arriviamo al caos, all’incertezza climatica, a cambiamenti imprevedibili ai quali pensiamo di sfuggire con la geo-ingegneria e l’ingegneria genetica. I sistemi viventi evolvono, si adattano, si rigenerano. Non sono ingegnerizzati. Il dominio del paradigma ingegneristico inizia con l’era dei combustibili fossili, l’era dell’industrialismo e del meccanicismo. E la dottrina secondo la quale ogni fenomeno naturale, compresi la vita e il pensiero, possono essere spiegati sulla base di processi meccanici e chimici. Negli ultimi 200 anni una piccola parte dell’umanità ha inquinato il pianeta, a causa di un’economia alimentata da carbone, petrolio e gas, e di un sistema di conoscenza fondato su un paradigma meccanicistico, riduzionista e materialistico. L’inquinamento dell’atmosfera ha sconvolto i sistemi e l’equilibrio climatico. La distruzione degli habitat e la diffusione delle monocolture hanno contribuito a quello che gli scienziati chiamano la Sesta estinzione, la sparizione della biodiversità a un ritmo che è mille volte quello naturale.

12set/170

Con il cambiamento del clima, devono cambiare anche le politiche

Articolo di Rossella Muroni, Presidente nazionale Legambiente (manifesto 12.9.17)

“”Aumentano i fenomeni metereologici estremi e a soffrirne di più sono soprattutto le città, come dimostra, purtroppo, il bilancio drammatico dei morti del temporale che ha colpito Livorno due notti fa. Anche questa volta sull’annosa questione della gestione urbanistica del territorio, i problemi sono venuti da fossi e rii a regime torrentizio (Riomaggiore, Ardenza, Chioma) per lo più costretti in alvei artificiali se non addirittura parzialmente tombati: non è una situazione insolita per il nostro Paese, ma è chiaro che questo significa convivere col rischio idrogeologico. L’adattamento al mutamento climatico è la vera grande sfida del tempo in cui viviamo. Non è più rinviabile l’approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima: un punto di riferimento essenziale per gli interventi di messa in sicurezza del territorio e per lo stanziamento dei finanziamenti nei prossimi anni, in modo da riuscire in ogni città a intensificare le attività di prevenzione, individuando le zone a maggior rischio, e a realizzare gli interventi di adattamento al clima e di protezione civile. L’esatta conoscenza delle zone urbane a maggior rischio rispetto alle piogge è fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni.

11set/170

Chi protegge il paesaggio

Articolo di Tomaso Montanari (Repubblica 11.9.17) “Le gravi distorsioni nell’applicazione del dettato costituzionale sulla tutela del paesaggio che hanno impedito la sua corretta e generale applicazione. Encomiabili gli sforzi di funzionari ligi al loro dovere e di gruppi di cittadini consapevoli che riescono a imporne il rispetto”

“”«La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione». Dalla Costituente fino all’eterna battaglia esegetica intorno al dettato dell’articolo 9 della nostra Costituzione, il dibattito si è soprattutto concentrato sulla parola «Repubblica »: è lo Stato-persona (cioè lo Stato apparato centrale, in opposizione alle autonomie territoriali), o è invece lo Stato-ordinamento (cioè tutto il sistema istituzionale, ivi comprese le autonomie locali di ogni grado)?
In questi settant’anni (tra sentenze della Corte costituzionale, riforme del titolo V, statuti delle regioni) le risposte sono state diverse, e spesso contraddittorie. Si sarebbe potuto, dovuto, determinare un assetto giuridico che spingesse lo Stato e gli enti locali ad esercitare armonicamente il comune compito della tutela: costruendo insieme una maggiore, e non già una minore, tutela. Nei fatti è accaduto esattamente l’opposto, perché l’assedio giuridico e politico alla «Repubblica» dell’articolo 9 non è stato condotto in nome del diritto dei cittadini a una maggiore partecipazione nella difesa di questi loro beni comuni, ma, al contrario, in nome del consumo di quei beni da parte di amministratori infedeli: insomma, si è colpita la parola «Repubblica» per affondare la parola «tutela».

10set/170

L’apartheid climatico e i media

Articolo di Naomi Klein (Comune-info.net 10.9.17)

“”È giunto il momento di parlare del cambiamento climatico che rende disastri come Harvey catastrofi umane. In tv dicono che questo tipo di precipitazioni non ha precedenti. Che nessuno l’avesse previsto, e come quindi nessuno potesse prepararsi adeguatamente. Quel che non sentirete è il motivo per cui eventi climatici del genere stiano avvenendo con tale regolarità. Ci è stato detto che non si vuole “politicizzare” una tragedia umana, il che è comprensibile. Ma ogni volta che fingono che un disastro meteo sia una punizione divina, i giornalisti prendono una decisione altamente politica. Si vuole evitare controversie e non dire una scomoda verità. Perché la verità è che questi eventi sono stati previsti da tempo dagli scienziati del clima. Oceani più caldi provocano tempeste più forti. Livelli del mare più alti significa che le tempeste si riversano in luoghi mai raggiunti prima. Temperature più alte portano a precipitazioni estreme: lunghi periodi secchi interrotti da precipitazioni di neve o pioggia. Il tempo non si comporta più come una volta.

25ago/170

Catastrofi ambientali annunciate

Articolo di Lidia Catalano e intervista di Niccolò Zancan a Carlo Petrini sulla cessione dell’Amazzonia ai mercanti globali dell’oro (Stampa 25.8.17) LEGGI DI SEGUITO

Il Brasile cede l’Amazzonia ai mercanti globali dell’oro di Lidia Catalano (Stampa 25.8.17) “Via libera del governo Temer alle trivelle nell’area protetta di Renca: “Faremo ripartire il Paese”. Gli ambientalisti: “Sarà una catastrofe” “

Un’immensa riserva naturale dell’Amazzonia si prepara a diventare nuova terra di conquista dei cercatori d’oro. Il via libera porta la firma del presidente brasiliano Michel Temer, che mercoledì ha abolito la National Reserve of Copper and Associates (Renca), aprendo la strada alle trivellazioni in un’area ricca di minerali e metalli preziosi che si estende per oltre 46mila chilometri quadrati, a cavallo degli Stati settentrionali di Amapa e Para.
«La misura punta ad attrarre investimenti nel Paese e a creare nuovi posti di lavoro, nel rispetto della sostenibilità ambientale», ha dichiarato in un comunicato il ministero per l’Estrazione e l’Energia, precisando che nove aree della riserva, incluse quelle abitate dalle popolazioni indigene, «continueranno ad essere tutelate».
L’ira degli ambientalisti
Ma le rassicurazioni non sono bastate ad alleviare i timori degli ambientalisti, secondo cui l’attività di estrazione mineraria nella zona porterebbe a «esplosioni demografiche, deforestazioni, distruzione delle risorse idriche, perdita di biodiversità e creazione di conflitti territoriali».

14ago/170

Abusivismo

Articolo di Tomaso Montanari ((Repubblica 14.8.17) “I 4 stelle al tavolo dell’abusivismo”

“”«Se un giudice dice che un immobile va abbattuto, si fa. Ma non possiamo voltare le spalle a chi ha una casa abusiva perché la politica non ha fatto il suo dovere». Le parole affidate da Luigi Di Maio ad Annalisa Cuzzocrea per Repubblica spengono una delle 5 stelle del Movimento: quella che rappresenta l’ambiente (le altre simboleggiano acqua, energia, sviluppo e trasporti). A me — come a molti altri che hanno provato ad impegnarsi in tante battaglie locali per la tutela di quello che l’articolo 9 della Costituzione chiama il paesaggio (e che è appunto l’ambiente, e dunque anche il diritto alla salute e all’incolumità fisica) — è spesso capitato, negli ultimi anni, di trovare come avversario un sindaco o un assessore del Pd o di Forza Italia (spesso purtroppo indistinguibili), e invece di trovarmi a fianco i militanti 5 stelle: magari ingenui, o forse sopra le righe, ma sempre in perfetta buona fede. E, soprattutto, dalla parte giusta. E al Movimento appartengono alcuni dei deputati più determinati in una lotta senza quartiere contro l’abusivismo, come la siciliana Claudia Mannino (da poco, tuttavia, uscita dai 5 stelle).

6ago/170

Ecologia

Articolo di Giorgio Nebbia “Il passato è prologo (Eddyburg.it 5.8.17) “Uno strumento «che permette di percorrere la storia delle conoscenze della natura e dell’ambiente, della consapevolezza che molte azioni umane sono dannose agli ecosistemi da cui dipende la vita e la salute, e delle lotte per frenare o eliminare le violenze all’ambiente.

“”Quando è nata l’“ecologia”? negli anni ottanta? col “nucleare”? nel 1970? I più informati citano il biologo tedesco Ernst Haeckel che ha usato questa parola per la prima volta nel 1866. Per capire qualcosa delle lotte attuali per la difesa della natura, della biodiversità, per rallentare il riscaldamento planetario, contro gli inquinamenti, contro le frane e alluvioni, è necessario fare un salto indietro e scoprire che, dalla metà dell’Ottocento, scienziati, intellettuali, scrittori, hanno denunciato le alterazioni dell’ambiente dovute alle attività umane: alle industrie, all’agricoltura intensiva, alla rapina del suolo e dei minerali e dell’acqua, alla speculazione edilizia. Chi erano questi precursori, che cosa hanno scritto, come sono stati ascoltati?

3ago/170

Overshoot day, impronta ecologica insostenibile, l’Italia tra i peggiori

Articolo di Luca Fazio (manifesto 3.8.17) “Il 2 agosto, come calcolato dal Global Footprint Network, gli esseri umani hanno già consumato tutte le risorse che il pianeta Terra è in grado di generare ogni anno. L’Italia, che ha già esaurito il 19 maggio scorso tutte le risorse prodotte dai suoi territori, risulta essere uno dei paesi con l’impronta ecologica più insostenibile”

“”Gli umani hanno contratto un debito ecologico enorme con il pianeta terra, non onorarlo è impossibile, pena l’estinzione. Ieri, 2 agosto, l’umanità ha consumato tutte le quantità di risorse naturali che la Terra è in grado di generare ogni anno: in otto mesi ci siamo “mangiati” quello che avremmo dovuto utilizzare nell’arco di dodici mesi. L’infelice ricorrenza si chiama “Overshoot day” – il giorno del sovrasfruttamento – ed è qualcosa di più di un campanello di allarme: secondo il Global Footprint Network per soddisfare l’insano appetito del nostro modello di sviluppo ci vorrebbero quasi due pianeti (1,7). E’ a partire dagli anni ’70 che la ricorrenza ha cominciato a cadere prima della scadenza naturale del 31 dicembre. Quasi inutile aggiungere che il 2 agosto rappresenta un record negativo, e che l’obiettivo è invertire la tendenza (l’anno scorso era l’8 agosto).