Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

12set/19Off

C’erano una volta i diritti del futuro

Articolo di Michele Battini (Rep. 10.9.19) “Nell’era del lavoro atipico, la sfida di garantire piena cittadinanza a tutti si può vincere. Ispirandosi alla rivoluzione inglese del 1600”. “L’ultimo libro dell’autore è: “Necessario Illuminismo. Problemi di verità, problemi di potere “ (edizioni di Storia e Letteratura)

“”Dilemma della nostra epoca: garantire alle persone i diritti fondamentali di protezione sociale, prescindendo dal loro lavoro. Molteplici attività che non siamo abituati a ritenere lavoro hanno avuto un riconoscimento sociale, perché di interesse collettivo, e a chi le svolge si devono garantire dignità e sussistenza, evitando però derive assistenziali. Ciò significa che cittadinanza e sicurezza sociale (un tempo si chiamavano welfare) non possono più essere legati al lavoro, devono riferirsi alla persona in quanto tale per accompagnarla lungo tutta la vita, ed essere continuamente ripensati, riformulati. Progettare retrocedendo: pensare i nuovi diritti sociali tornando alla nascita stessa delle idee di suffragio universale, tolleranza, autonomia della persona. Alla prima rivoluzione moderna, addirittura, a quella inglese del 1642-48 e ai suoi esplosivi profeti, i Livellatori, i levellers.

10set/19Off

La nostra partita a Bruxelles

Articolo di Massimo Riva (Repubblica 10.9.19)

“”Il favore con il quale cancellerie e mercati hanno salutato il ritorno dell’Italia in Europa sta alimentando una sindrome euforica. In particolare, all’interno della componente 5stelle del nuovo governo è diffusa la convinzione che ora da Bruxelles si potrà ottenere chissà quale “sconto” sulla prossima manovra di bilancio. Qualcosa in materia accadrà di sicuro: la neo-presidente von der Leyen lo ha già anticipato. Ma sarebbe davvero un imperdonabile spreco usare la credibilità ritrovata soltanto per dilatare il più possibile i margini di flessibilità che ci saranno offerti. L’autorevolezza e la serietà riconosciute a personaggi come Paolo Gentiloni e Roberto Gualtieri meritano di essere messe alla prova su un mandato ben più ambizioso che quello di ottenere qualche miliardo in più di occasionale indulgenza. Che poi aggraverebbe il peso del debito.

9set/19Off

Un sollievo non da poco

Articolo di Michele Serra (Repubblica 6.9.19) ”La nuova ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, non è registrata all’anagrafe social”

“”In quel mondo non ha mai messo piede. No Facebook, no Twitter, no Instagram. Sarà che ci stiamo abituando ad accontentarci di poco, ma sono entusiasta a prescindere di un ministro che per parlare non mulina i polpastrelli ma apre la bocca, e la apre quanto basta per farsi sentire, al massimo, nella stanza accanto; e in occasioni scelte, quando sia opportuno o necessario ampliare il raggio di udibilità, parlerà in Parlamento (lo dice il nome stesso: è fatto apposta per parlare); oppure di fronte a giornalisti e telecamere.

6set/19Off

Un sollievo non da poco

I Articolo di Michele Serra (Repubblica 6.9.19) ”La nuova ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, non è registrata all’anagrafe social.”

“”In quel mondo non ha mai messo piede. No Facebook, no Twitter, no Instagram. Sarà che ci stiamo abituando ad accontentarci di poco, ma sono entusiasta a prescindere di un ministro che per parlare non mulina i polpastrelli ma apre la bocca, e la apre quanto basta per farsi sentire, al massimo, nella stanza accanto; e in occasioni scelte, quando sia opportuno o necessario ampliare il raggio di udibilità, parlerà in Parlamento (lo dice il nome stesso: è fatto apposta per parlare); oppure di fronte a giornalisti e telecamere. È una virtù, la sobrietà mediatica di Lamorgese, tanto più apprezzabile alla luce della delicatezza del suo incarico, che richiede fermezza ma anche tatto, discrezione e, quando occorre, silenzio.

4set/19Off

Sull’emergenza democratica

Articolo Moni Ovadia (Manifesto 3.9.19) “L’alternativa al governo giallo – rosa è appunto quello fascio – leghista”

“”Norma Rangeri, giorni addietro, nel suo fondo dal titolo «Baciare il rospo?», concludeva l’articolo con queste precise parole: «… Però una cosa deve prevalere, la decisione di non consegnare il paese ai fascio-leghisti». Comincio da questo pensiero conciso che rivela una sacrosanta angoscia per l’emergenza democratica che stiamo vivendo, perché lo condivido e perché, allo stato delle cose, non ha alcuna alternativa realistica. L’alternativa al governo giallo – rosa è appunto quello fascio – leghista. So che molti compagni hanno una violenta ripulsa per questa posizione e ne capisco le ragioni ma personalmente ritengo questa democrazia parlamentare una truffa che maschera un regime oligarchico e credo che sarebbe necessaria una profonda e radicale rivoluzione culturale e sociale per superarlo.
In questo momento, dove si presenta all’orizzonte una leadership tanto autorevole per metterla in moto? E quale movimento di massa è in grado di sostenerla? Sono entrambi ancora da edificare e per farlo, come diceva Lenin bisogna studiare: «Compagni studiate, studiate, studiate ancora!».

1set/19Off

La discontinuita’ in due voci

Articolo di Tito Boeri (Repubblica 31.8.19)

“”Sono in molti a chiedersi in queste ore in cosa consista la “discontinuità” invocata dal Partito democratico nel passaggio dal primo al secondo governo Conte, ribadita come “segno della novità” dal presidente incaricato. Sin qui nulla è dato sapere sui contenuti dell’azione del nuovo esecutivo. Due spunti utili per differenziarsi dal precedente governo Conte li ha invece forniti, forse suo malgrado, l’ormai ex ministro Matteo Salvini. Il primo spunto ce lo ha dato nel suo discorso dai banchi dell’opposizione il 20 agosto scorso. La prima parte del suo intervento (quella per intenderci in cui non ha professato la sua fede religiosa) è stata un’inconsapevole requisitoria contro le restrizioni all’immigrazione che aveva sventolato come una bandiera nei suoi 14 mesi di comizi, pardon di governo, e una vera e propria sconfessione di quota 100. Salvini ha, infatti, richiamato gli scenari demografici dell’Istat secondo cui la popolazione italiana in età lavorativa è destinata a perdere 6 milioni di individui nei prossimi 25 anni, al termine dei quali un terzo dei nostri concittadini avrà più di 65 anni.

11ago/19Off

Cacciari. L’appello agli intellettuali per salvare l’Europa: “Siamo diversi da Saviano, vogliamo essere pragmatici”

Intervista a Cacciari di Fabrizio d’Esposito (Fatto 8.8.19) “L’ex sindaco di Venezia, su Repubblica del 3 agosto, ha promosso l’iniziativa assieme a Enrico Berti, Michele Ciliberto, Biagio de Giovanni, Vittorio Gregotti, Paolo Macrì, Giacomo Manzoni, Giacomo Marramao, Mimmo Paladino. E precisa: non “generiche adesioni”, ma contributi per un nuovo Pd

“”Professore lei fa l’appello. Contro il pericolo sovranista in tutta Europa.
Anzitutto tengo a precisare che è stato scritto con altri colleghi amici. Su Repubblica è uscito male, sembrava quasi un articolo mio, e sono saltati inspiegabilmente i nomi di altri due autorevoli sottoscrittori, quelli di Maurizio Pollini e Salvatore Sciarrino.
Oltre a riparare alle omissioni, nella sua seconda “puntata” dell’altro giorno, lei precisa di non volere “generiche adesioni”, ma individua prassi e metodo, quasi a temere una deriva firmaiola fine a se stessa.
Infatti la nostra è una chiamata concreta, contro il pericolo di una vittoria di questa destra regressiva alle prossime elezioni europee. Non basta una firma.
Un manifesto pragmatico di intellettuali.
Ognuno promuova iniziative all’interno del proprio settore di appartenenza. Bisogna declinare tutti i problemi a livello continentale, non solo quelli economico-finanziari. Pensi alla scuola.
Fondamentale.

13lug/19Off

Lettera aperta degli scienziati sul clima

Articolo di Roberto Buizza (sbilanciamoci.it 12.7.19) “Oltre 270 climatologi, fisici, ricercatori hanno inviato una lettera alle più alte istituzioni italiane per chiedere che anche l’Italia segua l’esempio di molti paesi europei, e decida di agire sui processi produttivi e di trasporto, trasformando l’economia in modo da raggiungere il traguardo di zero emissioni nette di gas serra entro il 2050.”

Al Presidente della Repubblica Al Presidente del Senato Al Presidente della Camera dei Deputati Al Presidente del Consiglio dei Ministri (7 luglio 2019)

IL RISCALDAMENTO GLOBALE È DI ORIGINE ANTROPICA

“”È urgente e fondamentale affrontare e risolvere il problema dei cambiamenti climatici. Chiediamo che l’Italia segua l’esempio di molti paesi Europei, e decida di agire sui processi produttivi ed il trasporto, trasformando l’economia in modo da raggiungere il traguardo di‘zero emissioni nette di gas serra’ entro il 2050. Tale risultato deve essere raggiunto per i seguenti motivi:
a) Dati osservati provenienti da una pluralità di fonti dicono che il sistema Terra è oggi sottoposto a variazioni climatiche molto marcate che stanno avvenendo su scale di tempo estremamente brevi;
b) Le osservazioni indicano chiaramente che le concentrazioni di gas serra in atmosfera,quali l’anidride carbonica e il metano, sono in continua crescita, soprattutto a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, in seguito ad un utilizzo sempre più massiccio di combustibili fossili e al crescente diffondersi di alcune pratiche agricole, quali gli allevamenti intensivi;

10lug/19Off

Reputazione. Quanto e’ fragile, preziosa, complicata

Articolo di Annamaria Testa dal sul sito nuovoeutile.it 23.6.19

“”Ci vogliono vent’anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla. Se pensi a questo, farai le cose in modo diverso.
Questa citazione di Warren Buffett mi sembra un ottimo modo per cominciare a raccontarvi due-tre cose forse non così intuitive sul fenomeno fluido, dinamico, multidirezionale e oggi più che mai rilevante che è la reputazione.
ECCELLENTE, OPPURE NO. La citazione è interessante anche perché lo stesso Warren Buffett gode di una reputazione eccellente presso molti (uno straordinario uomo d’affari! Un grande filantropo!), e non così buona presso altri.
OCCHIO AL GRUPPO DI RIFERIMENTO. Questa – chiamiamola così – ambivalenza reputazionale ci porta immediatamente al cuore della questione. Non si può mai parlare di reputazione in termini assoluti, ma bisogna sempre farlo in relazione a uno specifico gruppo di riferimento. Il quale può adottare valori e criteri di giudizio (e quindi può esprimere giudizi) anche sostanzialmente differenti da quelli che altri gruppi potrebbero esprimere.

25giu/19Off

Tra eccesso e difetto: il senso perduto del q.b. (quanto basta)

Articolo di Annamaria Testa dal suo sito nuovoeutile 16.6.19

“”C’è un singolo, limpido brano scritto da Gregory Bateson che ha cambiato in maniera radicale e permanente il mio modo di vedere le cose. Dice che ogni eccesso è tossico.
Mi ci sono imbattuta tanti anni fa, leggendo Mente e natura. Ve lo ricopio qui sotto, e invito voi a leggerlo con tutta l’attenzione che, credo, si merita.
QUESTIONE DI QUANTITÀ. Sostanze, cose, strutture o successioni di esperienze desiderate che sono in un certo senso «buone» per l’organismo – regimi alimentari, condizioni di vita, temperatura, divertimenti, sesso e così via – non sono mai tali che una quantità maggiore di esse sia sempre meglio di una quantità minore.
VALORI OTTIMALI. Al contrario, per tutti gli oggetti e le esperienze esiste sempre una quantità con un valore ottimale; al di sopra di esso la variabile diventa tossica, scendere al di sotto di quel valore significa subire una privazione. Questa caratteristica dei valori biologici non si riscontra nel denaro. Il denaro ha sempre un valore transitivo: più denaro è presumibilmente sempre meglio che meno denaro; per esempio mille e un dollaro sono preferibili a mille dollari.