Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

5mag/19Off

Mostri, e maestri di sventura

Articolo di Domenico Gallo (micromega online 6.5.19)

“Le manifestazioni gioiose del primo maggio ci hanno dato un momento di sollievo, ma non hanno spento l’eco delle ultime vicende della settimana appena trascorsa, caratterizzata da un pullulare di mostri e mostriciattoli che incarnano incubi ricorrenti nella nostra coscienza civile. Come quei ragazzi giovanissimi ancora minorenni di Manduria che, nell’indifferenza generale, hanno sottoposto a violenze, torture e tormenti di ogni genere un anziano disabile, riprendendosi con i telefonini per esaltare le loro gesta e condividerle con altri; come quei due militanti di Casa Pound che a Viterbo si sono immortalati mentre compivano uno stupro di gruppo, azione coerente con la loro ideologia come ha osservato Ida Dominijanni su Internazionale; come quei giovani e meno giovani con le teste rasate che, il 29 aprile a Milano, inquadrati militarmente, hanno inscenato la cerimonia del “presente” con un migliaio di braccia alzate e di mano tese nel saluto romano, rivendicazione orgogliosa di un passato di barbarie che si vuole ripristinare.

3mag/19Off

De Masi: «Ridurre l’orario e’ inevitabile e di sinistra. I rider si ribellino»

Intervista al sociologo De Masi di Massimo Franchi (manifesto 1.5.19) “Il sociologo critica il «reddito» del M5s con cui collaborò: per 3 anni andava dato senza condizioni, non siamo in Germania. Ottimista sul futuro: la tecnologia ci costringerà a cambiare, il problema è distribuire la ricchezza”

“”«In Brasile ho incontrato Lula, mio amico da anni, l’ho trovato molto bene e in fase d’attacco». Il sociologo molisano Domenico De Masi passerà il primo maggio lontanto dall’Italia ma commenta volentieri la situazione nostrana del mondo del lavoro e la sua evoluzione, principale argomento di studio da decenni.
De Masi, i lavoratori non sembrano avere molto da festeggiare…Dal mio punto di vista la vedo buona per il futuro. Il lavoro è sottoposto a due sollecitazioni: da una parte la globalizzazione che permette di comprare pezzi al miglior prezzo ovunque, dall’altra quella più forte della tecnologia – dall’informatica alla biotecnologie, dai nuovi materiali alle stampanti 3D, dalle nano tecnologie all’Intelligenza artificiale – che riduce il fabbisogno di lavoro perfino dei professionisti e in parte dei creativi.

16apr/19Off

Il sociologo De Masi “Lavorare meno è possibile“

Intervista al sociologo Domenico De Mas di Armando D. (Libero 14.419 “Lavorare meno è possibile, ma la sinistra non capisce. Il renzismo? Ha portato caos e analfabetismo” Il sociologo a Libero: “Non si producono più bulloni ma idee”, e manda un messaggio al Pd: “O si allea con i 5 stelle o Salvini governerà altri cento anni”

“”Ridurre l’orario di lavoro è possibile”, anzi, indispensabile. Ne è convinto il sociologo Domenico De Masi che, in un’intervista a Libero, spiega che la misura, per quanto difficile da applicare, sia necessaria e non debba essere accompagnata da una riduzione del salario. Uomo storicamente di sinistra, si rammarica del fatto che proprio a sinistra questo concetto non sia compreso. Il riferimento che fa il sociologo è alle critiche che la Cgil ha indirizzato al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che aveva avanzato questa proposta. Il mondo dell’occupazione è stato modificato radicalmente negli ultimi anni e proprio per questo ha senso la proposta della riduzione dell’orario di lavoro.

12apr/19Off

Tanto peggio tanto meglio. Oppure, proprio no

Articolo di Annamaria Testa (dal suo sito nuovoeutile.it 12.4.19)

“”La logica del “tanto peggio tanto meglio” ha un suo perché. Per dirla in modo semplice: la maggioranza delle persone tende a conservare lo status quo, ripetendo gli stessi comportamenti e confermando le proprie scelte nel tempo.
CAMBIAMENTI RISCHIOSI. I cambiamenti, infatti, appaiono (e sono!) sempre rischiosi e pieni di incognite. L’esito del cambiamento può apparire complicato da valutare, e spesso difficile perfino da immaginare. Dunque, per decidere di cambiare, e poi per farlo veramente, le persone hanno bisogno di avere una motivazione rilevante.
MOTIVATI A CAMBIARE. Chiamiamo motivazione l’energia che, quando percepiamo un bisogno, ci fa muovere per soddisfarlo. Più urgente e vitale è il bisogno, più possente è la motivazione, più noi ci diamo da fare. Con queste premesse, risulta abbastanza evidente che la motivazione a cambiare una situazione terribile è molto più forte della motivazione a cambiare una situazione magari non proprio soddisfacente, ma tutto sommato accettabile.

11apr/19Off

La stagione dei disastri. Il rapporto del Fondo ONU per la popolazione

Articolo di Claudia Bruno (manifesto 11.4.19) “Povertà e divari, crisi idriche e insicurezza alimentare, degrado ambientale e scarsa pianificazione urbana: presentati ieri i dati sullo stato della popolazione negli ultimi 50 anni. 136 milioni nel 2018 hanno ricevuto aiuti umanitari per guerre, alluvioni e siccità”

“”Era il 1969 quando i televisori trasmisero in diretta le immagini di Neil Armstrong camminare sulla luna, il biologo Robert Geoffrey Edwards annunciò che la fecondazione umana poteva avvenire in vitro, un messaggio venne inviato per la prima volta attraverso la rete che avrebbe anticipato Internet. E anche se l’aborto nella maggior parte dei paesi non era ancora legale, l’accesso alla contraccezione non era un problema politico, e le donne partorivano in media quasi cinque figli a testa, di lì a poco il controllo delle nascite sarebbe entrato a far parte dell’agenda dei governi, il femminismo avrebbe portato a importanti conquiste in termini di diritti civili, e il progresso scientifico avrebbe contribuito ad aumentare la velocità percepita del tempo.

7apr/19Off

‘Siamo entrati nell’era post-digitale, vi spiego come la tecnologia cambiera’ il mondo nei prossimi 5 anni’

Da Business Insider Italia – (Repubblica 6.4.19) “Intervista a Fabio Benasso, presidente e amministratore delegato di Accenture Italia” “”Dottor Benasso, nel presentare l’Accenture Technology Vision 2019 lei ha affermato che ormai si sta entrando nell’era post-digitale nella quale le aziende avranno nuove opportunità di sviluppo. Può spiegare meglio questo concetto? “Accenture ha un osservatorio privilegiato perché lavora da molti anni a fianco dei più grandi player nazionali e mondiali per portare sul mercato innovazione in grado di creare valore. Su queste basi la Tech Vision guarda a quello che accadrà nei prossimi 3-5 anni. L’edizione 2019 evidenzia l’avvicinarsi di un’era “post-digitale” in cui il “digitale” in sé non è più un vantaggio competitivo, bensì il requisito minimo per rimanere sul mercato.

4apr/19Off

Barca: “Il capitalismo? Va ridiscusso, ora serve radicalita’ ”

Intervista a Fabrizio Barca di Giacomo Russo Spena (MicroMega online 1.4.19)

“”A partire da 15 proposte elaborate per contrastare le crescenti disuguaglianze nella società, l’ex ministro spiega come non sia sufficiente battersi per la sola redistribuzione delle ricchezze: “Su questo il pensiero keynesiano ha mostrato i suoi limiti, si deve ricominciare ad incidere sui meccanismi di formazione della ricchezza”. Sa che la battaglia sarà lunga, anche per costruire un’alternativa credibile al salvinismo: “Bisogna mettere insieme i mondi della ricerca e della cittadinanza attiva e pensare nuovi luoghi che possano acquistare egemonia culturale e politica nel Paese”.”

Qualcuno se lo sarà chiesto: che fine ha fatto Fabrizio Barca, l’ex ministro ‘illuminato’ che doveva rigenerare i circoli Pd e rilanciare la sinistra? La risposta è arrivata quando, lo scorso 25 marzo, ha illustrato a Roma un rapporto con 15 proposte programmatiche che mirano a modificare i principali meccanismi che determinano la formazione e la distribuzione della ricchezza: dal cambiamento tecnologico al salario minimo, dal concetto di sovranità collettiva al campo della ricerca.

18mar/19Off

Andreoli: “Siamo la societa’ dell’homo stupidus stupidus stupidus. Oggi solo gli imbecilli possono essere felici”

Blog di Flavia Piccinni (HuffPost 16.3.19) “Lo psichiatra ad Huffpost: “Distruttività, frustrazione e l’insicurezza sono le caratteristiche del nostro tempo. Siamo la società della paura e domina la cultura del nemico”

“” “Viviamo in una società dominata dalle frustrazioni. La sensazione prevalente è quella di trovarsi in un ambiente in cui ci si sente esclusi, ci si sente insicuri, si ha paura. Si accumula così la frustrazione, che poi diventa rabbia. E la rabbia sa a cosa porta? Porta alla voglia di spaccare tutto. Il nostro tempo non è violento, è distruttivo”.
Vittorino Andreoli, noto psichiatra e prolifico scrittore, riflette così sulla contemporaneità e sull’uomo. Lo fa nel suo ultimo romanzo, presentato al Salone del Libro di Torino, Il silenzio delle pietre (Rizzoli, pp.328). “Non credo alla divisione categorica fra romanzi e saggi” specifica lui. Non a caso, il volume è una lunga narrazione ambientata nel 2028: i tempi non sono più gli stessi, l’uomo non è più libero di scegliere, ma ha solo l’opzione benedetta dell’esilio. Che diventa mitico, e narrativo, quando si rivela volontario e scozzese. “Il mio protagonista – continua Andreoli – scappa da tutto. Scappa dai rumori, da internet, dal mondo virtuale che spaventa e occupa il tempo, impedendo di pensare. Scappa in un luogo in cui l’uomo ancora non c’è. Sceglie una baia meravigliosa, nella natura, per scampare a questa nostra società di frustrati”.

7mar/19Off

Dopo il PdR non c’è il PdZ ma il Pd

Articolo di Ilvo Diamanti (Repubblica 7.3.19) “La strada obbligata per Zingaretti dopo l’era Renzi: rifondare il partito democratico”

“”È presto per valutare cosa cambierà nel Pd dopo le primarie. Ci vorrà tempo perché Nicola Zingaretti possa imprimere un segno riconoscibile al partito. Tuttavia, non è certo che lo voglia fare. Peraltro, anche questo sarebbe un modo per marcare la distanza rispetto al passato recente. Perché Zingaretti eredita un partito fortemente personalizzato, per non dire “personale”. È il primo vero leader del Pd dopo Renzi. Maurizio Martina, in fondo, aveva utilizzato la propria “identità mite” per guidare il partito senza fratture, rispetto al Partito di Renzi. Il PdR. Però, è difficile che Zingaretti possa – e voglia – fare lo stesso. Non gli conviene. È lo stesso risultato elettorale di un anno fa a imporgli di cambiare. Di svoltare. L’insuccesso del 2018, il crollo elettorale del Pd, sceso al 18%, è, infatti, conseguenza della personalizzazione del partito.

1mar/19Off

Antirazzismo. «Prima le persone», domani a Milano si manifesta

Articolo di Roberto Maggioni (Manifesto 1.3.19) “Corteo antirazzista nel capoluogo lombardo per testimoniare un’Italia che non sta con Salvini. Migliaia di adesioni per la manifestazione nazionale indetta da Amnesty, Arci, Anpi, Acli, Libera, Emergency, Sant’Egidio e tante altre”

“”Si chiama «People – Prima le persone» e nel titolo racchiude il senso di quello che sarà la manifestazione di sabato 2 marzo a Milano: una mobilitazione contro ogni forma di discriminazione e il governo del «prima gli italiani». Per dire che i nemici da sconfiggere sono povertà e diseguaglianze, non le persone. Ancora una volta Milano si ritroverà in piazza per chiedere politiche diverse, l’ultima volta lo aveva fatto dieci giorni fa contro la riapertura del Cpr – il centro per il rimpatrio dei migranti – in via Corelli. È una città abituata a mobilitarsi per i diritti civili e contro il razzismo e sabato gli organizzatori si aspettano una grande partecipazione, tanto che il percorso è cambiato e non si concluderà alla stazione Centrale come previsto inizialmente ma in piazza Duomo, quella del 25 Aprile.
Anche il percorso ricalcherà quello della festa della Liberazione con partenza alle 14 da Palestro. A lanciare la manifestazione l’insieme di associazioni che animarono già la marcia dei centomila del 20 maggio 2017 dietro alla sigla «Insieme Senza Muri». Ora «People» ne raccoglie il testimone. L’evento facebook ha quasi 40 mila consensi, le adesioni sono arrivate da tutto il mondo dell’associazionismo e della sinistra, ben oltre i confini milanesi. Su people2march.org si contano oltre 1.100 tra associazioni, sigle di movimento, sindacati. Il corteo sarà aperto da uno striscione con il logo disegnato dal fumettista Makkox, sorretto dagli scout milanesi e i bambini delle scuole. Tra le associazioni promotrici Acli, Anpi, Amnesty International, Arci, Comunità di Sant’Egidio, Emergency, Libera, I sentinelli e Terres des hommes.