Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

20giu/19Off

Il sorteggio, un’idea strampalata

Articolo di Vladimiro Zagrebelsky (Stampa 17.9.19)

“”Quasi ogni ministro della giustizia negli anni scorsi è stato autore di una riforma «epocale». In realtà si è sempre trattato di bricolage in questo o quel settore della complessa macchina, mai capace di mutare significativamente lo stato dei problemi. Ora è annunciata una nuova iniziativa legislativa. Benvenuta se affrontasse seriamente il problema dei problemi della giustizia italiana: quello gravissimo dei tempi della giustizia civile e penale. Si è chiesto mille volte, da tutti. Il problema però rimane enorme e strutturale. Sono necessari strumenti moderni, qualificato personale delle cancellerie, semplificazione dei pesanti e spesso inutili adempimenti procedurali. E forse occorrerebbe pensare che anche gli oltre 230.000 avvocati italiani sono parte del problema.

16giu/19Off

La sinistra ecosocialista e femminista di cui abbiamo bisogno

Articolo di Fulvia Bandoli (manifesto 16.6.19)

““Sui rapporti tra Ambientalismo e Sinistra andrei a quando quel rapporto c’era, pur tra molte contraddizioni. E infatti il partito Verde in Italia non è mai decollato per due ragioni. La prima è l’eccessiva chiusura e autosufficienza dopo l’esperienza positiva delle Liste Verdi locali. Ma soprattutto a causa della scelta della Sinistra (Pci, Pds, Ds) di confrontarsi con la questione ambientale. L’ecologia non è mai stata territorio solo dei Verdi o delle associazioni ambientaliste. Dalla fine degli anni ‘70 al 2004 tanti ecologisti come Laura Conti, Giorgio Nebbia, Antonio Cederna, Carla Ravaioli, Massimo Serafini, Enzo Tiezzi e molti altri dopo di loro, vengono eletti in Parlamento dal Pci/Pds o chiamati nelle giunte locali.

2giu/19Off

Sinistra, un fallimento annunciato

Articolo di Guido Viale (manifesto 2.6.19) “Elezioni europee. Solo una riconsiderazione radicale del rapporto tra essere umano e ambiente, tra le nostre vite e il resto del vivente, può rimettere in piedi una prospettiva politica”

“”Dirsi «di sinistra» non fornisce più da tempo una rendita elettorale di posizione a chi si dichiara tale. Lo sapevano già coloro che negli anni passati avevano costruito prima Alba, poi Cambiaresipuò e poi ancora L’Altra Europa, escludendo la parola sinistra dal loro logo: non che fossero di destra o di centro, o che rinnegassero i «valori storici» – quali? – della sinistra; cercavano solo di costruire consenso su altre basi, mettendosi in gioco con proposte e impegni più o meno concreti.
SE NE SONO PERÒ DIMENTICATI i promotori della lista La sinistra: una lista abborracciata all’ultimo momento dopo molti incomprensibili litigi, andirivieni e veri e propri linciaggi dei propri esponenti. Ma non fornisce più una rendita di posizione nemmeno chiamarsi Verdi: altra lista abborracciata all’ultimo momento, con pochi agganci (esclusi i volantinaggi dell’ultima ora) con le molte battaglie per l’ambiente (alcune in corso da decenni!) e le recenti mobilitazioni per il clima in campo anche in Italia.

28mag/19Off

Giustizia sociale e ambiente: appunti per un’agenda antisovranista

Articolo di Fabrizio Barca (Espresso 26.5.2019)

“”Siamo a una biforcazione, in Italia e in tutto l’Occidente, in cui l’ansia e la rabbia di vaste parti di popolo possono alimentare una dinamica autoritaria involutiva – è già in corso – o possono trasformarsi in una nuova fase di emancipazione. A decidere sarà la capacità di costruire e attuare azioni pubbliche e collettive radicali che perseguano assieme giustizia sociale e giustizia ambientale. Solo convincendo “vaste parti di popolo” che questi due obiettivi possono essere raggiunti e che devono e possono esserlo assieme, torneremo indietro dal dirupo in cui stiamo cadendo. Questo è il tema centrale delle elezioni europee: si doveva convincere che l’Unione Europea, spronata da un’alleanza innovativa nel suo Parlamento, possa cambiare rotta e dare un contributo decisivo in questa direzione. Con rare eccezioni, non è ciò che abbiamo ascoltato in queste settimane. L’arena politica è stata dominata da temi-truffa, come la favola che la vittoria dei nazionalismi allenterebbe le regole di bilancio – quando essa produrrebbe invece l’irrigidimento a-solidale e punitivo verso di noi – o promesse nostrane di “ordine” e “sanzioni” che servono a distrarre e coprire provvedimenti contro gli interessi popolari – come la redistribuzione di reddito ai ceti abbienti insito nella “flat tax”. Su questo campo di gioco è restato inchiodato il pubblico dibattito. I candidati che credono in un’Europa motore di pace e di emancipazione sociale avrebbero dovuto dirci con voce forte per quali obiettivi chiedevano il nostro voto. Su quali dossier costruiranno ponti con gli eletti di altri paesi.

27mag/19Off

Divisi nel nome di un’identita’ fasulla

Articolo di Donatella di Cesare (Espresso 26.5.2019)

“”L’offensiva sferrata dalla destra e dall’estrema destra contro l’Europa dà un nuovo senso alle elezioni che avrebbero forse rischiato di essere considerate un vuoto rituale. Mai come oggi è chiaro che il destino dei popoli europei è in mano ai cittadini, chiamati a una scelta decisiva. Ecco perché queste elezioni non sono come le altre.
Sebbene molti sostengano l’irreversibilità dell’unificazione, per la prima volta l’avvenire di questo ambizioso progetto politico è incerto e oscuro. Implosione, scissione – o anche solo lento smembramento? Un’ultradestra aggressiva e senza scrupoli, capace di mimetizzarsi dietro una miriade di maschere, abile nel trarre profitto da tutte quelle difficoltà 7, effetto in gran parte delle politiche liberali, ha lanciato una sfida che dal dopoguerra non ha precedenti.
Proprio in Italia, dove governano i neofascisti della Lega coalizzati con i 5 Stelle, questa sfida è andata assumendo, a partire dal 2018, toni sempre più espliciti, irruenti, rissosi. D’altronde non è un mistero: il fronte sovranista, Bannon in testa, vede in questo paese il laboratorio che potrebbe preparare la svolta autoritaria.

26mag/19Off

Dal neoliberismo al Green New Deal. Due incontri interessanti

Articolo di Costanza Ognibeni (Alganews.it 26.5.19)

“”Stimolanti, accesi e ricchi di spunti di ricerca: hanno avuto luogo a una sola settimana l’uno dall’altro la presentazione del libro scritto a quattro mani da Carlo Patrignani e dal professor Giorgio Galli “La sinistra eretica, da Lombardi a Varoufakis per il futuro dell’Europa” e il convegno “Negazione della naturale socialità umana. Il Neoliberismo”, due interessanti dibattiti tenuti insieme dal sottile filo rosso che è la messa in crisi di quei sistemi economici e sociali che ci vengono quotidianamente proposti come “unica via possibile”. Milano e Roma le roccheforti di questa ormai inarrestabile forma di resistenza; la libreria Odradek e Palazzo Merulana, le strutture all’interno delle quali si sono effettivamente svolti gli incontri.
Sono stati molteplici i temi emersi, ma la vera sorpresa, forse ancora di più dell’originalità delle tematiche e del modo in cui sono state affrontate, è stata la calorosa partecipazione da parte del pubblico, laddove per “calorosa” non si vuole intendere un pubblico forzatamente attento e consenziente, ma, anzi, sempre pronto a porre domande per capire meglio, dissentire quando in disaccordo, polemizzare laddove si creavano divergenze.

24mag/19Off

La sinistra eretica: il saggio di Galli e Patrignani ripensa il socialismo

Articolo di Costanza Ognibeni (Alganews.it 24.4.19)

“”Campeggiano su una copertina bianca di formato 12×17 le foto dei due politici intorno a cui si dipanano le considerazioni di questo interessante libretto. Entrambe in bianco e nero, sono posizionate come piccole tessere attaccate su di una bacheca. E, a cappello, un titolo, breve quanto eloquente, che sintetizza in due parole l’intera riflessione che il professor Giorgio Galli e il giornalista Carlo Patrignani sviluppano nelle pagine interne: “La sinistra eretica”.
Appartengono a Riccardo Lombardi e Yanis Varoufakis i due volti protagonisti, ed è sulla scia delle loro vicende che, pagina dopo pagina, il politologo e il giornalista snodano il loro pensiero, accompagnando il lettore in un percorso che mostra un insolito ma inevitabile parallelismo tra le due personalità, vissute in epoche storiche diverse quanto lontane, ma estremamente vicine per gli eventi di cui sono state protagoniste e le soluzioni che hanno avanzato. Diversi ma uguali per le reazioni, per le prese di posizione, per il rifiuto di scendere a compromessi. E per la capacità di cogliere quello che viene definito il “male oscuro” della sinistra; un fardello che da sempre grava sulle sue spalle, e destinato a rimanere tale fintanto che non viene riconosciuto.

5mag/19Off

Mostri, e maestri di sventura

Articolo di Domenico Gallo (micromega online 6.5.19)

“Le manifestazioni gioiose del primo maggio ci hanno dato un momento di sollievo, ma non hanno spento l’eco delle ultime vicende della settimana appena trascorsa, caratterizzata da un pullulare di mostri e mostriciattoli che incarnano incubi ricorrenti nella nostra coscienza civile. Come quei ragazzi giovanissimi ancora minorenni di Manduria che, nell’indifferenza generale, hanno sottoposto a violenze, torture e tormenti di ogni genere un anziano disabile, riprendendosi con i telefonini per esaltare le loro gesta e condividerle con altri; come quei due militanti di Casa Pound che a Viterbo si sono immortalati mentre compivano uno stupro di gruppo, azione coerente con la loro ideologia come ha osservato Ida Dominijanni su Internazionale; come quei giovani e meno giovani con le teste rasate che, il 29 aprile a Milano, inquadrati militarmente, hanno inscenato la cerimonia del “presente” con un migliaio di braccia alzate e di mano tese nel saluto romano, rivendicazione orgogliosa di un passato di barbarie che si vuole ripristinare.

3mag/19Off

De Masi: «Ridurre l’orario e’ inevitabile e di sinistra. I rider si ribellino»

Intervista al sociologo De Masi di Massimo Franchi (manifesto 1.5.19) “Il sociologo critica il «reddito» del M5s con cui collaborò: per 3 anni andava dato senza condizioni, non siamo in Germania. Ottimista sul futuro: la tecnologia ci costringerà a cambiare, il problema è distribuire la ricchezza”

“”«In Brasile ho incontrato Lula, mio amico da anni, l’ho trovato molto bene e in fase d’attacco». Il sociologo molisano Domenico De Masi passerà il primo maggio lontanto dall’Italia ma commenta volentieri la situazione nostrana del mondo del lavoro e la sua evoluzione, principale argomento di studio da decenni.
De Masi, i lavoratori non sembrano avere molto da festeggiare…Dal mio punto di vista la vedo buona per il futuro. Il lavoro è sottoposto a due sollecitazioni: da una parte la globalizzazione che permette di comprare pezzi al miglior prezzo ovunque, dall’altra quella più forte della tecnologia – dall’informatica alla biotecnologie, dai nuovi materiali alle stampanti 3D, dalle nano tecnologie all’Intelligenza artificiale – che riduce il fabbisogno di lavoro perfino dei professionisti e in parte dei creativi.

16apr/19Off

Il sociologo De Masi “Lavorare meno è possibile“

Intervista al sociologo Domenico De Mas di Armando D. (Libero 14.419 “Lavorare meno è possibile, ma la sinistra non capisce. Il renzismo? Ha portato caos e analfabetismo” Il sociologo a Libero: “Non si producono più bulloni ma idee”, e manda un messaggio al Pd: “O si allea con i 5 stelle o Salvini governerà altri cento anni”

“”Ridurre l’orario di lavoro è possibile”, anzi, indispensabile. Ne è convinto il sociologo Domenico De Masi che, in un’intervista a Libero, spiega che la misura, per quanto difficile da applicare, sia necessaria e non debba essere accompagnata da una riduzione del salario. Uomo storicamente di sinistra, si rammarica del fatto che proprio a sinistra questo concetto non sia compreso. Il riferimento che fa il sociologo è alle critiche che la Cgil ha indirizzato al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che aveva avanzato questa proposta. Il mondo dell’occupazione è stato modificato radicalmente negli ultimi anni e proprio per questo ha senso la proposta della riduzione dell’orario di lavoro.