Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

13lug/19Off

Scala Allport: quanto pericolosi sono i discorsi d’odio

Articolo di Annamaria Testa (dal suo sito nuovoeutile.it 8.7.19) “La scala Allport serve per valutare il grado di pregiudizio e discriminazione esistente all’interno di un gruppo sociale o di una comunità. La concepisce nel 1954 lo psicologo cognitivista americano Gordon Allport, autore del seminale Nature of prejudice. Allport è un vero pioniere (per dire: tra i suoi allievi c’è anche Stanley Milgram. Quello del famosissimo e raggelante Esperimento di Milgram sull’obbedienza all’autorità).”

“”I 5 LIVELLI DELLA SCALA ALLPORT. Ve li racconto in sintesi perché conoscerli e saperli identificare, in questi tempi ruvidi e ostili, può tornare utile assai.
Mi toccherà usare un sacco di virgolette, perché la percezione della “diversità” e dell’”inferiorità” (e la discriminazione che ne consegue) sono, oltre che odiose, fluttuanti, arbitrarie e soggettive. E infatti vi prego di ricordare che ciascuno di noi è, potenzialmente, il “diverso” e l’”inferiore” (o, per dirla con De Crescenzo, il meridionale) di qualcun altro.
RAPPRESENTAZIONI NEGATIVE E DISCORSI D’ODIO. Dunque, eccoci al primo livello della Scala Allport. Il quale riguarda le rappresentazioni negative (antilocution) che un qualsiasi gruppo (ingroup) dà di coloro che sono giudicati “diversi” (outgroup).
A questo livello stiamo parlando di uso di stereotipi, maldicenza, ridicolizzazione, discredito, discorsi d’odio.

29giu/19Off

Dai Big data alla predittivita’. Il capitalismo della sorveglianza in nome del profitto

Articolo di Benedetto Vecchi (manifesto 29.6.19) “Telecamere, microprocessori e sensori proliferano e servono per raccogliere dati personali di tanti tipi. Tracciata ogni azione quotidiana, dalle passeggiate ai tempi di sosta di fronte le vetrine fino agli acquisti fatti in un negozio o il cibo consumato per strada

“”A proposito del libro di Soshana Zuboff sul capitalismo della sorveglianza. L’economista e docente ad Harvard, cura un volume accademico eppure non solo per addetti ai lavori. Un testo ponderoso, al tempo stesso una controstoria dello sviluppo recente del capitalismo a partire dal ruolo sempre più rilevante che hanno le piattaforme digitali nel regime di accumulazione e una analisi critica della svolta impressa da imprese globali come Google, Apple, Amazon, Facebook e Microsoft nell’affermarsi dei Big Data come settore strategico e centrale nella produzione della ricchezza. Un libro che ha avuto, come scrive l’autrice, l’economista e docente ad Harvard Soshana Zuboff, una gestazione più che decennale e che ha tutte le caratteristiche del libro accademico anglosassone. Grandi quantità di dati, una particolare attenzione alle fonti usate, che non disdegnano interviste a manager e una analisi puntigliosa dei testi ufficiali delle imprese considerate il simbolo di The Age of Surveillance Capitalism, come recita il titolo del volume (Profile Books, pp. 683, 25 sterline).

8giu/19Off

Bellocchio “Il film piu’ bello e’ la nostra Storia

Intervista a Bellocchio di Arianna Finos (Repubblica 8.6.19) “Le sfide mi danno energia. Anche se i critici possono trovare elementi ricorrenti in ogni lavoro ho cercato di cambiare”

“”Bellocchio batte Godzilla. Il traditore supera i tre milioni d’incassi, scavalca il kolossal sul mostro atomico giapponese e diventa il quinto miglior risultato italiano di quest’ anno. Il regista piacentino continua infaticabile ad accompagnare per l’Italia il suo film su Tommaso Buscetta, candidato a 11 Nastri d’argento, che a Palermo e in molti luoghi della Sicilia continua a registrare il tutto esaurito.
Oggi il cineasta sarà a Bologna, a Repubblica delle idee, sul palco con Liana Milella, ospite dell’appuntamento “La mafia in tasca”, alle 19.30 alla Cappella Farnese.
S’aspettava un pubblico così vasto per “Il traditore”?

12mag/19Off

La Ue e il fattore «identita’»

Articolo di Valerio Castronovo (Sole 12.5.19) “Thierry Vissol. Di fronte all’affermazione di populisti e sovranisti, le istituzioni comunitarie devono essere capaci di costruire un modello fondato sulla solidarietà sociale e sullo sviluppo competitivo a livello globale. Il libro: “Europa matrigna. Sovranità, identità, economie” Thierry Vissol, Donzelli pagg. 231 € 19”

“”Di questi tempi, in cui il discorso pubblico sulla governance e il futuro dell’Unione europea ha finito, nel nostro Paese, per essere dominato dalle irruenti sortite polemiche di sovranisti e populisti, risulta istruttiva un’analisi ponderata come quella condotta da Thierry Vissol. Oltre a contare sulla sua lunga esperienza di ex funzionario della Commissione europea, egli è uno storico ed economista, abituato quindi a valutare determinati eventi e fenomeni in base a metri di giudizio aderenti alla complessità del reale e non circoscritti al breve periodo.

21apr/19Off

Memoria 25 aprile. Ora e sempre resistenza.

Articolo di Maurizio Maggiani (Repubblica 21.4.19)

”“Perché tutti cantano Bella ciao. L’ho imparata quando mio padre mi ha portato alla sfilata della Liberazione nel 1964. Era una canzone così diversa. Non triste, melanconica e quasi romantica. La intonano ovunque nel mondo. Ma io mi sono commosso una sola volta: quando accompagnava il finale di una serie tv. Mio padre non la sapeva, non me l’ha mai cantata.u Mio padre conosceva tutte le canzoni del mondo e me le ha cantate tutte, Bella ciao mai. Mio padre era un canterino, lo sono diventato anch’io, come se ci fossi andato a scuola. Mio padre mi metteva a letto e diceva, dì una parola, una qualunque, io cercavo una parola, anche la più scema che mi veniva in mente, e lui ci trovava la canzone.

2mar/19Off

Liberta’ e patti in una societa’ laica e democratica

Articolo di Gianfranco Macrì (MicroMega 28.2.19 ripreso da Filosofia in movimento)
“Spiegando perché nel nostro Paese la laicità è ancora incompiuta, il libro di Cinzia Sciuto (Non c’è fede che tenga, Feltrinelli, 2018), porta alla superficie il nodo irrisolto del rapporto tra libertà religiosa della persona e ruolo pubblico delle confessioni religiose.”

“”Il libro si struttura all’interno di un percorso argomentativo che lascia pochi dubbi su cosa conti veramente per l’Autrice, su qual è il messaggio “politico” che lei intende lanciare: per esprimere la sua soggettività la persona umana ha bisogno di uno spazio pubblico improntato ai canoni della laicità e di una narrazione progressiva e libertaria dei diritti. Questo è il ticket attorno al quale Cinzia Sciuto costruisce il suo lavoro. Premetto pure che si tratta di un saggio con una forte “carica giuridica”, pronta ad emergere ad ogni “giro di pagina” per dare conto di una fattualità materiale che irrompe sulla scena pubblica seguendo logiche inedite, di cui l’Autrice dà conto attingendo al patrimonio ermeneutico della filosofia. L’Autrice è una filosofa che scrive di diritti civili, laicità e femminismo (così leggiamo nella seconda di copertina del libro).

14feb/19Off

Socialismo azionario, antidoto alle crescenti disuguaglianze

Intervista di Roberto Veneziani a Giacomo Corneo, docente di economia politica alla Freie Universität di Berlino (Manifesto 14.2.19). In occasione del suo libro «Bessere Welt», pubblicato in più lingue, che propone riforme per traghettare le società contemporanee oltre il sistema capitalista”

“”Secondo il filosofo marxista Gerald A. Cohen: «Il problema fondamentale del movimento socialista è che non sappiamo come far funzionare una società socialista. Il nostro problema non è il presunto egoismo degli esseri umani, ma l’assenza di una tecnologia organizzativa adeguata». L’analisi rigorosa, ma accessibile, dei principali modelli di società alternativi al capitalismo proposti nel corso della storia – da Platone e Tommaso Moro fino al reddito di cittadinanza e al socialismo di mercato – occupa gran parte del libro di Giacomo Corneo Bessere Welt, pubblicato in tedesco presso Goldegg Verlag e tradotto in inglese, francese e giapponese. Il libro si chiude con una proposta dettagliata di riforme per traghettare le economie contemporanee oltre il sistema capitalista. Allievo di Giorgio Lunghini, Corneo è professore di economia politica presso la Freie Universität a Berlino e direttore del Journal of Economics.

Nel 2019, il capitalismo sembra l’unico sistema economico all’orizzonte. Perché un libro sulle alternative possibili proprio ora?

13feb/19Off

Nelle profezie di McLuhan ci siamo tutti noi

Articolo di Marco Belpoliti (Repubblica 13.2.19) “Lo studioso scomparso, autore di formule celebri come “il mezzo è il messaggio” e “villaggio globale”, torna in libreria con un volume rielaborato dal figlio. Che svela l’attualità delle sue teorie nell’era dei social e dei populismi”

“”Tutti conoscono Marshall McLuhan, o l’hanno sentito citare almeno una volta. Le sue formule hanno fatto epoca: il medium è il messaggio, il villaggio globale, media caldi e media freddi, e altre ancora. L’opera che il Saggiatore manda ora in libreria è il perfetto esempio di questa capacità di stabilire analogie e pensare similarità. S’intitola Le tetradi perdute di Marshall McLuhan (il Saggiatore, pagg.
283, euro 23), resa in italiano da un abilissimo traduttore: Fabio Deotto. Uscita in lingua originale nel 2017, ha come coautore Eric McLuhan, il figlio di Marshall (il padre è scomparso nel 1980, Eric è morto lo scorso maggio). Si tratta di un libro inconsueto, fatto di appunti, frasi, numeri, lettere. Una sorta di manuale cabalistico per leggere i media. Un’opera geniale, che oggi, a quasi quarant’anni dalla morte dello studioso, è diventata perfettamente leggibile, mentre forse non lo era quando fu redatta in forma di annotazioni manoscritte.

13feb/19Off

Felici nella prigione di Orwell

Articolo di Massimiliano Panarari (Stampa 13.2.19) “Con “1984” ha anticipato l’attuale società del controllo digitale”

“”Esistono dei libri straordinariamente profetici, perfino al di là delle intenzioni dei loro autori. E, in questo senso, il grande George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair, 1903-1950) è stato un autentico «sensitivo» del futuro. Omaggio alla Catalogna (1938), il suo reportage in presa diretta della Guerra civile spagnola, è stato la preconizzazione del naufragio delle illusioni rivoluzionarie del Novecento e dell’eterna lotta intestina alla sinistra, che ne ha dilapidato parecchie delle energie tra violenze, ortodossie e conformismi. Nella Fattoria degli animali (1945) ci ha spiegato perché la proclamazione dell’«uno vale uno» rappresenta una menzogna interessata e una concezione assai distorta e manipolata della società (un’allegoria oggi terribilmente d’attualità). E in 1984 – di cui ricorre il settantesimo anniversario della pubblicazione, celebrato dal nuovo numero di Origami in uscita domani – ha prefigurato l’avvento della società della videosorveglianza indiscriminata. Un libro premonitore come pochi, e che contiene un ammonimento sempre valido, perché il socialista libertario Orwell volle metterci in guardia da un rischio, quello della negazione della libertà attraverso l’occhiuta e ossessiva «vigilanza» del Grande Fratello, che non rappresenta una prerogativa esclusiva dei regimi fascisti e comunisti.

5feb/19Off

Hannah Arendt e la banalita’ del (nor)male

Articolo di Pietro Citati (Repubblica 5.2.19) “La Germania nazista, l’abisso dell’amore per Heidegger, Scholem e il difficile rapporto con la tradizione ebraica, la vocazione metafisica, lo studio del totalitarismo. Ritratto della donna che voleva “romantizzare il mondo””

“”Hannah Arendt (1906-1975) era, secondo Hans Jonas, «una passeggera sulla nave del XX secolo». Era una bellissima donna, una bellissima ebrea, qualcosa di unico e di indefinibile: aveva una straordinaria intelligenza e una volontà tenacissima, che si alternava a una grande vulnerabilità. Sentiva la determinazione ad essere se stessa, e la perseguiva con forza uguale alla volontà. Possedeva un’intensità, una direttiva interiore, una ricerca della qualità inquieta dell’essere, un modo di andare al fondo delle cose, che diffondevano un’aura magica intorno a lei. Studiò Agostino, sotto la direzione di Karl Jaspers, di cui sarebbe rimasta amica; e si innamorò di Heidegger, del quale subì il terribile fascino: una religione amorosa e passiva, a volte angosciosa e disperata.  con estrema raffinatezza Kant, mentre aveva dimenticato la tradizione cabalistica ebraica del XVI secolo, cara a Scholem.
Se il rapporto con Kant la lasciò pacifica, quello con Heidegger, che amò, la sconvolse per tutta la vita, senza riuscire a trovare una quiete intellettuale.
Sullo sfondo della sua giovinezza accadevano cose terribili: i tedeschi distrussero il ghetto di Varsavia. Intorno a lei c’erano angosce e suicidi.