Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

12mag/19Off

La Ue e il fattore «identita’»

Articolo di Valerio Castronovo (Sole 12.5.19) “Thierry Vissol. Di fronte all’affermazione di populisti e sovranisti, le istituzioni comunitarie devono essere capaci di costruire un modello fondato sulla solidarietà sociale e sullo sviluppo competitivo a livello globale. Il libro: “Europa matrigna. Sovranità, identità, economie” Thierry Vissol, Donzelli pagg. 231 € 19”

“”Di questi tempi, in cui il discorso pubblico sulla governance e il futuro dell’Unione europea ha finito, nel nostro Paese, per essere dominato dalle irruenti sortite polemiche di sovranisti e populisti, risulta istruttiva un’analisi ponderata come quella condotta da Thierry Vissol. Oltre a contare sulla sua lunga esperienza di ex funzionario della Commissione europea, egli è uno storico ed economista, abituato quindi a valutare determinati eventi e fenomeni in base a metri di giudizio aderenti alla complessità del reale e non circoscritti al breve periodo.

21apr/19Off

Memoria 25 aprile. Ora e sempre resistenza.

Articolo di Maurizio Maggiani (Repubblica 21.4.19)

”“Perché tutti cantano Bella ciao. L’ho imparata quando mio padre mi ha portato alla sfilata della Liberazione nel 1964. Era una canzone così diversa. Non triste, melanconica e quasi romantica. La intonano ovunque nel mondo. Ma io mi sono commosso una sola volta: quando accompagnava il finale di una serie tv. Mio padre non la sapeva, non me l’ha mai cantata.u Mio padre conosceva tutte le canzoni del mondo e me le ha cantate tutte, Bella ciao mai. Mio padre era un canterino, lo sono diventato anch’io, come se ci fossi andato a scuola. Mio padre mi metteva a letto e diceva, dì una parola, una qualunque, io cercavo una parola, anche la più scema che mi veniva in mente, e lui ci trovava la canzone.

2mar/19Off

Liberta’ e patti in una societa’ laica e democratica

Articolo di Gianfranco Macrì (MicroMega 28.2.19 ripreso da Filosofia in movimento)
“Spiegando perché nel nostro Paese la laicità è ancora incompiuta, il libro di Cinzia Sciuto (Non c’è fede che tenga, Feltrinelli, 2018), porta alla superficie il nodo irrisolto del rapporto tra libertà religiosa della persona e ruolo pubblico delle confessioni religiose.”

“”Il libro si struttura all’interno di un percorso argomentativo che lascia pochi dubbi su cosa conti veramente per l’Autrice, su qual è il messaggio “politico” che lei intende lanciare: per esprimere la sua soggettività la persona umana ha bisogno di uno spazio pubblico improntato ai canoni della laicità e di una narrazione progressiva e libertaria dei diritti. Questo è il ticket attorno al quale Cinzia Sciuto costruisce il suo lavoro. Premetto pure che si tratta di un saggio con una forte “carica giuridica”, pronta ad emergere ad ogni “giro di pagina” per dare conto di una fattualità materiale che irrompe sulla scena pubblica seguendo logiche inedite, di cui l’Autrice dà conto attingendo al patrimonio ermeneutico della filosofia. L’Autrice è una filosofa che scrive di diritti civili, laicità e femminismo (così leggiamo nella seconda di copertina del libro).

14feb/19Off

Socialismo azionario, antidoto alle crescenti disuguaglianze

Intervista di Roberto Veneziani a Giacomo Corneo, docente di economia politica alla Freie Universität di Berlino (Manifesto 14.2.19). In occasione del suo libro «Bessere Welt», pubblicato in più lingue, che propone riforme per traghettare le società contemporanee oltre il sistema capitalista”

“”Secondo il filosofo marxista Gerald A. Cohen: «Il problema fondamentale del movimento socialista è che non sappiamo come far funzionare una società socialista. Il nostro problema non è il presunto egoismo degli esseri umani, ma l’assenza di una tecnologia organizzativa adeguata». L’analisi rigorosa, ma accessibile, dei principali modelli di società alternativi al capitalismo proposti nel corso della storia – da Platone e Tommaso Moro fino al reddito di cittadinanza e al socialismo di mercato – occupa gran parte del libro di Giacomo Corneo Bessere Welt, pubblicato in tedesco presso Goldegg Verlag e tradotto in inglese, francese e giapponese. Il libro si chiude con una proposta dettagliata di riforme per traghettare le economie contemporanee oltre il sistema capitalista. Allievo di Giorgio Lunghini, Corneo è professore di economia politica presso la Freie Universität a Berlino e direttore del Journal of Economics.

Nel 2019, il capitalismo sembra l’unico sistema economico all’orizzonte. Perché un libro sulle alternative possibili proprio ora?

13feb/19Off

Nelle profezie di McLuhan ci siamo tutti noi

Articolo di Marco Belpoliti (Repubblica 13.2.19) “Lo studioso scomparso, autore di formule celebri come “il mezzo è il messaggio” e “villaggio globale”, torna in libreria con un volume rielaborato dal figlio. Che svela l’attualità delle sue teorie nell’era dei social e dei populismi”

“”Tutti conoscono Marshall McLuhan, o l’hanno sentito citare almeno una volta. Le sue formule hanno fatto epoca: il medium è il messaggio, il villaggio globale, media caldi e media freddi, e altre ancora. L’opera che il Saggiatore manda ora in libreria è il perfetto esempio di questa capacità di stabilire analogie e pensare similarità. S’intitola Le tetradi perdute di Marshall McLuhan (il Saggiatore, pagg.
283, euro 23), resa in italiano da un abilissimo traduttore: Fabio Deotto. Uscita in lingua originale nel 2017, ha come coautore Eric McLuhan, il figlio di Marshall (il padre è scomparso nel 1980, Eric è morto lo scorso maggio). Si tratta di un libro inconsueto, fatto di appunti, frasi, numeri, lettere. Una sorta di manuale cabalistico per leggere i media. Un’opera geniale, che oggi, a quasi quarant’anni dalla morte dello studioso, è diventata perfettamente leggibile, mentre forse non lo era quando fu redatta in forma di annotazioni manoscritte.

13feb/19Off

Felici nella prigione di Orwell

Articolo di Massimiliano Panarari (Stampa 13.2.19) “Con “1984” ha anticipato l’attuale società del controllo digitale”

“”Esistono dei libri straordinariamente profetici, perfino al di là delle intenzioni dei loro autori. E, in questo senso, il grande George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair, 1903-1950) è stato un autentico «sensitivo» del futuro. Omaggio alla Catalogna (1938), il suo reportage in presa diretta della Guerra civile spagnola, è stato la preconizzazione del naufragio delle illusioni rivoluzionarie del Novecento e dell’eterna lotta intestina alla sinistra, che ne ha dilapidato parecchie delle energie tra violenze, ortodossie e conformismi. Nella Fattoria degli animali (1945) ci ha spiegato perché la proclamazione dell’«uno vale uno» rappresenta una menzogna interessata e una concezione assai distorta e manipolata della società (un’allegoria oggi terribilmente d’attualità). E in 1984 – di cui ricorre il settantesimo anniversario della pubblicazione, celebrato dal nuovo numero di Origami in uscita domani – ha prefigurato l’avvento della società della videosorveglianza indiscriminata. Un libro premonitore come pochi, e che contiene un ammonimento sempre valido, perché il socialista libertario Orwell volle metterci in guardia da un rischio, quello della negazione della libertà attraverso l’occhiuta e ossessiva «vigilanza» del Grande Fratello, che non rappresenta una prerogativa esclusiva dei regimi fascisti e comunisti.

5feb/19Off

Hannah Arendt e la banalita’ del (nor)male

Articolo di Pietro Citati (Repubblica 5.2.19) “La Germania nazista, l’abisso dell’amore per Heidegger, Scholem e il difficile rapporto con la tradizione ebraica, la vocazione metafisica, lo studio del totalitarismo. Ritratto della donna che voleva “romantizzare il mondo””

“”Hannah Arendt (1906-1975) era, secondo Hans Jonas, «una passeggera sulla nave del XX secolo». Era una bellissima donna, una bellissima ebrea, qualcosa di unico e di indefinibile: aveva una straordinaria intelligenza e una volontà tenacissima, che si alternava a una grande vulnerabilità. Sentiva la determinazione ad essere se stessa, e la perseguiva con forza uguale alla volontà. Possedeva un’intensità, una direttiva interiore, una ricerca della qualità inquieta dell’essere, un modo di andare al fondo delle cose, che diffondevano un’aura magica intorno a lei. Studiò Agostino, sotto la direzione di Karl Jaspers, di cui sarebbe rimasta amica; e si innamorò di Heidegger, del quale subì il terribile fascino: una religione amorosa e passiva, a volte angosciosa e disperata.  con estrema raffinatezza Kant, mentre aveva dimenticato la tradizione cabalistica ebraica del XVI secolo, cara a Scholem.
Se il rapporto con Kant la lasciò pacifica, quello con Heidegger, che amò, la sconvolse per tutta la vita, senza riuscire a trovare una quiete intellettuale.
Sullo sfondo della sua giovinezza accadevano cose terribili: i tedeschi distrussero il ghetto di Varsavia. Intorno a lei c’erano angosce e suicidi.

4feb/19Off

Cosi’ e’ tornato il fantasma dell’identita’

Articolo di Simonetta Fiori (Repubblica 4.2.19) “Da oggi con Repubblica “L’uomo bianco” di Ezio Mauro Inchiesta e analisi politica sulla metamorfosi culturale dell’Italia che cerca un riscatto attraverso la colpevolizzazione del migrante”

“”Un grande studioso, Fernand Braudel, sosteneva che gli storici hanno un gran vantaggio, perché delle forze in campo sanno a chi appartiene il futuro. Invece ai contemporanei i fatti si presentano tutti su uno stesso piano di importanza, e gli avvenimenti che fissano il confine tra il prima e il dopo di solito fanno così poco rumore che di rado se ne percepisce la presenza («Nietzsche diceva che arrivano su zampe di tortora», aggiungeva Braudel). Però il futuro può scorrere anche nello sguardo di un giornalista capace di cogliere la storia nell’istante, connettendo accadimenti tutt’altro che silenziosi ma che rischiano di apparire tali presso un’opinione pubblica assuefatta. L’uomo bianco di Ezio Mauro, il libro-inchiesta sulla mutazione culturale del nostro paese, è un classico della “storiografia dell’istante”, costruito sul doppio binario della cronaca e dell’analisi.

22gen/19Off

Effetto Dunning-Kruger: incompetenti e inconsapevoli di esserlo

Dal sito nuovoeutile.it di Annamaria Testa (14.1.19)

“”Si chiama effetto Dunning-Kruger, dal nome dei due ricercatori della Cornell University che l’hanno descritto nel 1999, l’insidioso cortocircuito mentale che condanna chi è incompetente a non accorgersi della propria incompetenza.
EFFETTO PERVASIVO. L’effetto Dunning-Kruger è noto, ma qualche recente fatterello di cronaca mi suggerisce che non se ne è ancora parlato abbastanza. Inoltre, oggi che la rete dà voce e visibilità globale (sto citando Umberto Eco) a legioni di imbecilli, l’effetto Dunning-Kruger sembra essere diventato pervasivo.
IL FILOSOFO E IL FARAONE. Eppure il fenomeno non è così nuovo. Già Socrate – e siamo nel quinto secolo avanti Cristo –avverte che è sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza. E il faraone Akhenaton (qui siamo nel quattordicesimo secolo avanti Cristo) afferma: il folle è ostinato e non ha dubbi. Conosce tutto tranne la proprie ignoranza.
RAPINA AL LIMONE. Ciò che di nuovo fanno David Dunning e Justin Kruger alla fine del secolo scorso è studiare e misurare sperimentalmente la propensione degli incompetenti a sopravvalutarsi. La loro ricerca trae origine da un curioso fatto di cronaca: la storia di Mc Arthur Wheeler il quale, avendo appreso che l’invisibilità è un attributo del succo di limone, se ne spalma e va a rapinare una banca.

20gen/19Off

Luciano Canfora “Fascistoidi al potere”

Intervista Huffpost allo storico dell’antichità Luciano Canfora di Nicola Mirenzi (Huffington Post Italia 20.1.19). “Il rischio che il comportamento di Salvini e dei suoi seguaci ci conduca, prima o poi, in una situazione simile a quella che portò alla nascita del fascismo, c’è”

“”Iniziò con queste parole: “Comprenderemo in un unico pensiero di amore tutti i morti. Ogni vita vale un’altra vita, ogni sangue vale altro sangue, ogni barricata un’altra barricata”. Era il 23 marzo 1919 e, davanti a un centinaio di persone, a Milano, Benito Mussolini battezzò il movimento fascista, fondando i fasci di combattimento. Sono passati (quasi) cento anni. Eppure, il fascismo continua ad aleggiare nel dibattito pubblico come una minaccia incombente, un possibile destino: “Il rischio che il comportamento di Salvini e dei suoi seguaci ci conduca, prima o poi, in una situazione simile a quella che portò alla nascita del fascismo, c’è”, dice ad HuffPost Luciano Canfora, storico del mondo antico e studioso capace di far dialogare epoche lontanissime: “Dire che è tornato il fascismo non ha senso. Ma dire che la nuova Lega di Salvini mescola rivendicazioni di tipo sociale al razzismo xenofobo è diverso e del tutto evidente. Se poi qualcuno si vuole auto-ingannare, va bene: tanti saluti. Però, quello di Salvini, è palesemente un partito fascistoide”.