Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

13feb/19Off

Nelle profezie di McLuhan ci siamo tutti noi

Articolo di Marco Belpoliti (Repubblica 13.2.19) “Lo studioso scomparso, autore di formule celebri come “il mezzo è il messaggio” e “villaggio globale”, torna in libreria con un volume rielaborato dal figlio. Che svela l’attualità delle sue teorie nell’era dei social e dei populismi”

“”Tutti conoscono Marshall McLuhan, o l’hanno sentito citare almeno una volta. Le sue formule hanno fatto epoca: il medium è il messaggio, il villaggio globale, media caldi e media freddi, e altre ancora. L’opera che il Saggiatore manda ora in libreria è il perfetto esempio di questa capacità di stabilire analogie e pensare similarità. S’intitola Le tetradi perdute di Marshall McLuhan (il Saggiatore, pagg.
283, euro 23), resa in italiano da un abilissimo traduttore: Fabio Deotto. Uscita in lingua originale nel 2017, ha come coautore Eric McLuhan, il figlio di Marshall (il padre è scomparso nel 1980, Eric è morto lo scorso maggio). Si tratta di un libro inconsueto, fatto di appunti, frasi, numeri, lettere. Una sorta di manuale cabalistico per leggere i media. Un’opera geniale, che oggi, a quasi quarant’anni dalla morte dello studioso, è diventata perfettamente leggibile, mentre forse non lo era quando fu redatta in forma di annotazioni manoscritte.

13feb/19Off

Felici nella prigione di Orwell

Articolo di Massimiliano Panarari (Stampa 13.2.19) “Con “1984” ha anticipato l’attuale società del controllo digitale”

“”Esistono dei libri straordinariamente profetici, perfino al di là delle intenzioni dei loro autori. E, in questo senso, il grande George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair, 1903-1950) è stato un autentico «sensitivo» del futuro. Omaggio alla Catalogna (1938), il suo reportage in presa diretta della Guerra civile spagnola, è stato la preconizzazione del naufragio delle illusioni rivoluzionarie del Novecento e dell’eterna lotta intestina alla sinistra, che ne ha dilapidato parecchie delle energie tra violenze, ortodossie e conformismi. Nella Fattoria degli animali (1945) ci ha spiegato perché la proclamazione dell’«uno vale uno» rappresenta una menzogna interessata e una concezione assai distorta e manipolata della società (un’allegoria oggi terribilmente d’attualità). E in 1984 – di cui ricorre il settantesimo anniversario della pubblicazione, celebrato dal nuovo numero di Origami in uscita domani – ha prefigurato l’avvento della società della videosorveglianza indiscriminata. Un libro premonitore come pochi, e che contiene un ammonimento sempre valido, perché il socialista libertario Orwell volle metterci in guardia da un rischio, quello della negazione della libertà attraverso l’occhiuta e ossessiva «vigilanza» del Grande Fratello, che non rappresenta una prerogativa esclusiva dei regimi fascisti e comunisti.

5feb/19Off

Hannah Arendt e la banalita’ del (nor)male

Articolo di Pietro Citati (Repubblica 5.2.19) “La Germania nazista, l’abisso dell’amore per Heidegger, Scholem e il difficile rapporto con la tradizione ebraica, la vocazione metafisica, lo studio del totalitarismo. Ritratto della donna che voleva “romantizzare il mondo””

“”Hannah Arendt (1906-1975) era, secondo Hans Jonas, «una passeggera sulla nave del XX secolo». Era una bellissima donna, una bellissima ebrea, qualcosa di unico e di indefinibile: aveva una straordinaria intelligenza e una volontà tenacissima, che si alternava a una grande vulnerabilità. Sentiva la determinazione ad essere se stessa, e la perseguiva con forza uguale alla volontà. Possedeva un’intensità, una direttiva interiore, una ricerca della qualità inquieta dell’essere, un modo di andare al fondo delle cose, che diffondevano un’aura magica intorno a lei. Studiò Agostino, sotto la direzione di Karl Jaspers, di cui sarebbe rimasta amica; e si innamorò di Heidegger, del quale subì il terribile fascino: una religione amorosa e passiva, a volte angosciosa e disperata.  con estrema raffinatezza Kant, mentre aveva dimenticato la tradizione cabalistica ebraica del XVI secolo, cara a Scholem.
Se il rapporto con Kant la lasciò pacifica, quello con Heidegger, che amò, la sconvolse per tutta la vita, senza riuscire a trovare una quiete intellettuale.
Sullo sfondo della sua giovinezza accadevano cose terribili: i tedeschi distrussero il ghetto di Varsavia. Intorno a lei c’erano angosce e suicidi.

4feb/19Off

Cosi’ e’ tornato il fantasma dell’identita’

Articolo di Simonetta Fiori (Repubblica 4.2.19) “Da oggi con Repubblica “L’uomo bianco” di Ezio Mauro Inchiesta e analisi politica sulla metamorfosi culturale dell’Italia che cerca un riscatto attraverso la colpevolizzazione del migrante”

“”Un grande studioso, Fernand Braudel, sosteneva che gli storici hanno un gran vantaggio, perché delle forze in campo sanno a chi appartiene il futuro. Invece ai contemporanei i fatti si presentano tutti su uno stesso piano di importanza, e gli avvenimenti che fissano il confine tra il prima e il dopo di solito fanno così poco rumore che di rado se ne percepisce la presenza («Nietzsche diceva che arrivano su zampe di tortora», aggiungeva Braudel). Però il futuro può scorrere anche nello sguardo di un giornalista capace di cogliere la storia nell’istante, connettendo accadimenti tutt’altro che silenziosi ma che rischiano di apparire tali presso un’opinione pubblica assuefatta. L’uomo bianco di Ezio Mauro, il libro-inchiesta sulla mutazione culturale del nostro paese, è un classico della “storiografia dell’istante”, costruito sul doppio binario della cronaca e dell’analisi.

22gen/19Off

Effetto Dunning-Kruger: incompetenti e inconsapevoli di esserlo

Dal sito nuovoeutile.it di Annamaria Testa (14.1.19)

“”Si chiama effetto Dunning-Kruger, dal nome dei due ricercatori della Cornell University che l’hanno descritto nel 1999, l’insidioso cortocircuito mentale che condanna chi è incompetente a non accorgersi della propria incompetenza.
EFFETTO PERVASIVO. L’effetto Dunning-Kruger è noto, ma qualche recente fatterello di cronaca mi suggerisce che non se ne è ancora parlato abbastanza. Inoltre, oggi che la rete dà voce e visibilità globale (sto citando Umberto Eco) a legioni di imbecilli, l’effetto Dunning-Kruger sembra essere diventato pervasivo.
IL FILOSOFO E IL FARAONE. Eppure il fenomeno non è così nuovo. Già Socrate – e siamo nel quinto secolo avanti Cristo –avverte che è sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza. E il faraone Akhenaton (qui siamo nel quattordicesimo secolo avanti Cristo) afferma: il folle è ostinato e non ha dubbi. Conosce tutto tranne la proprie ignoranza.
RAPINA AL LIMONE. Ciò che di nuovo fanno David Dunning e Justin Kruger alla fine del secolo scorso è studiare e misurare sperimentalmente la propensione degli incompetenti a sopravvalutarsi. La loro ricerca trae origine da un curioso fatto di cronaca: la storia di Mc Arthur Wheeler il quale, avendo appreso che l’invisibilità è un attributo del succo di limone, se ne spalma e va a rapinare una banca.

20gen/19Off

Luciano Canfora “Fascistoidi al potere”

Intervista Huffpost allo storico dell’antichità Luciano Canfora di Nicola Mirenzi (Huffington Post Italia 20.1.19). “Il rischio che il comportamento di Salvini e dei suoi seguaci ci conduca, prima o poi, in una situazione simile a quella che portò alla nascita del fascismo, c’è”

“”Iniziò con queste parole: “Comprenderemo in un unico pensiero di amore tutti i morti. Ogni vita vale un’altra vita, ogni sangue vale altro sangue, ogni barricata un’altra barricata”. Era il 23 marzo 1919 e, davanti a un centinaio di persone, a Milano, Benito Mussolini battezzò il movimento fascista, fondando i fasci di combattimento. Sono passati (quasi) cento anni. Eppure, il fascismo continua ad aleggiare nel dibattito pubblico come una minaccia incombente, un possibile destino: “Il rischio che il comportamento di Salvini e dei suoi seguaci ci conduca, prima o poi, in una situazione simile a quella che portò alla nascita del fascismo, c’è”, dice ad HuffPost Luciano Canfora, storico del mondo antico e studioso capace di far dialogare epoche lontanissime: “Dire che è tornato il fascismo non ha senso. Ma dire che la nuova Lega di Salvini mescola rivendicazioni di tipo sociale al razzismo xenofobo è diverso e del tutto evidente. Se poi qualcuno si vuole auto-ingannare, va bene: tanti saluti. Però, quello di Salvini, è palesemente un partito fascistoide”.

19gen/19Off

Il conflitto scienza-etica nei cambio di genere

Articolo di Gilberto Corbellini (Stampa 19.1.19)

“”La assegnazione chirurgica del genere in un minore è una scelta molto complessa sotto il profilo medico e carica di risvolti bioetici. Il problema, detto banalmente, è se sia meglio subire le conseguenze di una disforia di genere, cioè star male perché non ci si riconosce nel proprio sesso così come appare anatomicamente o nel genere assegnato alla nascita, o sottoporsi a una assegnazione ormonale o chirurgica del genere, cioè cambiare genere per via medica. Un cambiamento che possibilmente deve essere affrontato, per risultare pienamente soddisfacente, prima dei 18 anni. Anche in Italia sembra si sia capito che a volte le leggi possono causare danni anche là dove esistono per prevenirli. I valori in gioco e i pesi tra essi sono chiari, almeno da una punto di vista bioetico. I dati però non sono così chiari e le incertezze rimangono, nel senso che serve studiare a fondo per aiutare meglio e con più garanzie le persone che soffrono per disforia di genere.

16gen/19Off

Brutte persone: cio’ che diventiamo se non ci stiamo un po’ attenti

Da nuoeutile.it (dic. 2018)

“”Il neuroscienziato Christian Jarrett pubblica su Aeon un articolo brillante, la cui tesi di fondo è che la natura umana non è granché e che, per dirla tutta, tendenzialmente siamo (ehi, noi tutti!) proprio delle brutte persone.
UN PICCOLO SFORZO. Ho scritto tendenzialmente, e vorrei sottolinearlo. Vuol dire che non siamo brutte persone necessariamente, o ineluttabilmente. Vuol dire invece che per dare il meglio, o almeno il meno peggio, dobbiamo fare un piccolo sforzo.
BRUTTE PERSONE PER ISTINTO. Del resto, non c’è gusto né merito a comportarsi bene se si ignora quanto è facile e istintivo comportarsi male. E non c’è ammirazione verso chi si comporta da brava persona se non si è consapevoli di quanto siano forti le tendenze a essere egoisti, fatui, superficiali o insensibili.
BRUTTE PERSONE IN 10 PUNTI. La tesi di Jarrett si articola in dieci punti, ciascuno dei quali è sostenuto e confermato da consistenti evidenze di ricerca. Eccovi una sintesi. I link rimandano alle più rilevanti fra le fonti citate da Jarrett.

6gen/19Off

Nei conflitti adolescenziali, i fantasmi della collettivita’

Recensione di Franco Lolli del saggio di Massimo Ammaniti «Adolescenti senza tempo» da Cortina (manifesto 6.1.19) “Prima ancora di entrare in contrasto con il mondo adulto, i ragazzi ne denunciano le intenzioni sommerse”

“”Il termine adolescenza deriva, com’è noto, dal verbo adolescere, il cui significato è duplice: crescere, maturare, sviluppare, da un lato, ma anche ardere, fumare. L’adolescente è, dunque, colui che cresce e «brucia», colui che – si «infuoca» diventando adulto. Non a caso, il processo di crescita postpuberale viene definito di infiammazione e di incandescenza: a prescindere dall’epoca storica e dal luogo in cui il destino del singolo essere umano si compie. Ma è pur vero – come giustamente fa notare Massimo Ammaniti nel suo ultimo libro, Adolescenti senza tempo (Raffaello Cortina,pp. 218, euro14,00) – che sul dato strutturale di tipo organico intervengono fattori contingenti che possono alterarne le specifiche qualità. La riflessione di Ammaniti sul fenomeno adolescenziale diventa così una opportunità per riconsiderare il delicato rapporto tra i fattori biologici e quella che Lacan definiva l’azione del Linguaggio sul vivente, alludendo ai modo in cui l’Altro (inteso come l’insieme dei valori, delle aspettative, degli ideali, dei modi di imbastire legame) disturba la predeterminazione del programma genetico.
Pubertà anticipata

4gen/19Off

Oltre la scomparsa del sacro, quando il culto non e’ che narrazione

Articolo di Gennaro Serio (manifesto 4.1.19) “Il «Catalogo delle religioni nuovissime» di Graziano Graziani per Quodlibet. Un’indagine su decine di pseudo fedi condotta tra giornalismo e letteratura”

“”Il grande scrittore cattolico G. K. Chesterton non avrebbe apprezzato la visione di Kurt Vonnegut secondo la quale una religione è una finzione letteraria. Tuttavia, tra i due, quello che compare come fondatore di una chiesa è lo scrittore americano: trattasi del Bokononismo, di cui l’autore parla nel suo romanzo Ghiaccio-nove.
NEL FLORILEGIO di pseudo-religioni che Graziano Graziani ha raccolto (Catalogo delle religioni nuovissime, Quodlibet, pp. 396, euro 17,00), sparito il sacro, del culto non resta che la narrazione, o alla peggio il management corredato dalle sue policy.
Così da chiese votate a uno spirito apertamente goliardico affiorano istanze politiche e sociali, dall’ecologismo tragicomico del Movimento per l’estinzione volontaria, che chiede ai fedeli di non riprodursi per liberare le altre specie viventi dall’oppressione dell’uomo, all’ordine queer delle Sorelle della perpetua indulgenza che venerano tra gli altri Padre Fellatio e Suor GladAss, passando per il pacifismo paradossale del Prodigioso Spaghetto Volante adorato dai pastafariani, che invece di chiedere sacrifici umani in suo nome, «condisce» il suo Verbo con la memorabile massima: «Se qualcuno non crede in Me, pace, nessun problema». Al capitolo «religioni pop» compaiono il Jedismo (da Star Wars), e la chiesa Maradoniana (60 mila seguaci), per poi passare agli adoratori di John Coltrane e di Groucho Marx.