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4gen/180

La Costituzione della Repubblica e’ sempre giovane

Da micromega online 2.1.18: Pubblichiamo gli interventi di Domenico Gallo, Raniero La Valle, Alessandro Pace e Felice Besostri al convegno “La Costituzione della Repubblica è sempre giovane” organizzato a Roma per il settantesimo anniversario della firma della Costituzione italiana su iniziativa del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale. LEGGI DI SEGUITO

LA COSTITUZIONE E LA SPERANZA di Domenico Gallo
“”La Costituzione della Repubblica italiana venne promulgata il 27 dicembre del 1947 con la firma di Enrico De Nicola (Capo provvisorio dello Stato), Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea costituente e Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri ed entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Sono passati settant’anni. E’ un tempo storico sufficientemente lungo per fare un primo bilancio della vitalità della nostra Carta Costituzionale, chiederci se i suoi principi ed i suoi valori sono ancora indispensabili per il nostro futuro, se la sua architettura delle istituzioni è ancora valida, oppure se genera inefficienza o altri mali, come ci annunciano quasi quotidianamente da trent’anni i suoi detrattori. E’ tempo di chiederci se il patrimonio di beni pubblici che i padri costituenti hanno lasciato in eredità al popolo italiano è stato ben speso o sperperato e se questo patrimonio debba essere conservato e tramandato alla generazioni future. L’incontro che abbiamo tenuto oggi nella sala del Senato che il Presidente Grasso ci ha messo a disposizione si è posto proprio l’obiettivo di rispondere a questa domande.

28dic/170

Costituzione

Due articoli sulla Costituzione LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Anna Falcone (manifesto 28.12.17) “La Costituzione non è mai al sicuro, occhio ai programmi elettorali” “1947-2017. La Carta come una bussola nella sfida del voto”

“”Sarà la cifra tonda, sarà che questo compleanno della Costituzione arriva dopo la schiacciante vittoria referendaria del 4 dicembre, fatto sta che mai come quest’anno la ricorrenza della firma è stata fortemente sentita dagli italiani, che hanno partecipato in tanti alle iniziative organizzate per l’occasione in tutta Italia. E non solo per rinnovare il ricordo: questa celebrazione e il messaggio che ne scaturisce assumono un valore cruciale per le prossime elezioni politiche. Lo hanno giustamente sottolineato Felice Besostri ed Enzo Paolini nell’articolo pubblicato ieri sulle pagine di questo giornale. Perché chi ha vinto la battaglia referendaria, e continua a difendere davanti alle Corti le ragioni della legittimità costituzionale delle leggi elettorali, o a sostenere chi lo fa, non potrà sottrarsi, al momento del voto, a un giudizio di coerenza fra schieramenti politici e rispetto del voto referendario.

15dic/170

La lotta di classe vinta dall’1%

Articolo di Anna Maria Merlo (manifesto 15.12.17) “Rapporto World Wealth and Income Database. Primo studio mondiale sull’aumento dell’ingiustizia negli ultimi 35-40 anni. La colpa non è della mondializzazione, ma del modo in cui (non) è stata regolata. L’Europa la zona meno crudele, il peggio è in Medioriente, dove l’1% più ricco ha captato il 61% della ricchezza (37% in Europa, 47% negli Usa, 41% in Cina)”

“”PARIGI Una lotta di classe planetaria ha avuto luogo negli ultimi 35-40 anni, con l’esplosione della mondializzazione. L’ha vinta l’1% della popolazione, come già hanno individuato i movimenti nati con l’ultima grande crisi, adottando lo slogan semplice e efficace “siamo il 99%”. Dall’inizio degli anni ’80 a oggi, l’1% ha messo le mani sul 27% della crescita, cioè più del doppio (12%) di quanto abbia fatto, complessivamente, il 50% più povero. La “colpa” non è della mondializzazione in sé, che anzi ha permesso a milioni di persone di uscire dalla povertà. Ma dal modo in cui è avvenuta la redistribuzione: in modo assolutamente ineguale e ingiusto, a causa dell’impotenza, voluta o subita, dei poteri pubblici (stati e unioni di più paesi). Per di più, questa ineguaglianza non è utile alla crescita, i paesi meno egualitari non sono quelli dove l’economia corre di più. E’ quanto risulta dal lavoro da Titani realizzato da un centinaio di economisti di tutto il mondo, coordinati nel World Wealth and Income Database (WID, world) da Facundo Alvaredo, Lucas Chancel, Thomas Piketty, Emmanuel Saez e Gabriel Zucman, che ieri hanno pubblicato il primo Rapporto mondiale sulle ineguaglianze mondiali dal 1980 al 2016 in una settantina di paesi di tutti i continenti. L’interesse di questo lavoro è che, oltre alla raccolta e all’analisi di dati dei paesi ricchi, sono stati studiati anche quelli (spesso difficilmente disponibili o parziali) dei paesi emergenti. Sono stati analizzati dati sul reddito, ma anche sul patrimonio accumulato.

4ott/170

Terra, casa, lavoro. Perche’ sentiamo nostro il messaggio del papa

Articolo di Luciana Castellina (manifesto 4.10.17) “In edicola dal 5 ottobre il libro con i «Discorsi ai movimenti popolari» di papa Francesco. Rivoluzione in Vaticano (e al manifesto)? No, ma per la Chiesa certamente una discontinuità forte. Il comunismo non c’entra ma il focus delle parole del papa ha a che fare con i movimenti rivoluzionari”

“”Le parole del Papa veicolate da il manifesto: uno scandalo? Saranno in molti a gridarlo. Già parecchi hanno cominciato minacciosamente a chiamare Bergoglio «comunista in tonaca bianca», figurarsi quando scopriranno che i suoi discorsi agli Incontri Mondiali dei Movimenti Popolari (EMMP) – Roma 2014; Santa Cruz in Bolivia 2015 (ne abbiamo parlato qui e qui); di nuovo Roma 2016 (ne abbiamo parlato qui, qui e qui, il prossimo era ipotizzato nientemeno che a Caracas) – vengono addirittura distribuiti in abbinamento al quotidiano dei comunisti senza tonache quali siamo noi. Di comunisti (o simili) in effetti agli incontri ce ne sono stati e anche importanti: all’ultimo Pepe Mujica, guerrigliero coi Tupamaros e quindi presidente dell’Uruguay, calorosamente salutato da Papa Francesco; con Evo Morales, presidente indio della Bolivia, c’era stata quasi una cogestione della conferenza.

9set/170

Il papa in Colombia: «L’ingiustizia e’ la radice dei mali sociali»

Articolo di Luca Kocci (manifesto 8.9.17) “Papa Francesco in Colombia. Un terzo dei 46 milioni di abitanti vive al di sotto della soglia di povertà”

“”È un viaggio pastorale dagli importanti risvolti politici quello, iniziato ieri, di papa Francesco in Colombia, non a caso osteggiato dai settori conservatori del cattolicesimo legati alla destra dell’ex presidente Uribe.
IN UNA NAZIONE alle prese con le fasi finali di un lungo, fragile e controverso negoziato di pace – in cui la Santa sede ha svolto un ruolo di mediazione, insieme a Raul Castro – fra governo centrale, Farc (che hanno firmato un accordo per la fine delle ostilità, trasformandosi ora in forza politica parlamentare) ed Eln (con cui le trattative sono ancora in corso, anche se è stato siglato un temporaneo cessate il fuoco) e ancora prigioniera del narcotraffico, le prime parolie del pontefice non potevano non contenere richiami politico-sociali. Ai confini, la crisi del Venezuela: Bergoglio l’ha ricordata sul volo Roma-Bogotà («il Paese trovi una bella stabilità, mediante il dialogo con tutti») e nel telegramma al presidente Maduro («che tutti possano promuovere percorsi di solidarietà, giustizia e concordia»); dal canto loro i vescovi venezuelani, all’opposizione di Maduro «senza se e senza ma», in questi giorni incontreranno singolarmente papa Francesco per cercare di portare dalla loro parte il papa, che finora è stato prudente: né con Maduro né con gli oppositori.
«NON È LA LEGGE DEL PIÙ FORTE, ma la forza della legge a reggere la convivenza pacifica», ha detto ieri mattina Francesco nel primo incontro al palazzo presidenziale di Bogotà con il presidente Manuel Santos.

7lug/170

La folle corsa dello sviluppo

Articolo di Giso Amendola (manifesto 7.7.18) “«Un dialogo tra il fisico Fritjof Capra e il giurista Ugo Mattei su ecologia, scienza, politica e tutela dei beni comuni»”"

“”Fritjof Capra è un fisico austriaco, oggi responsabile del Centro per l’Ecoalfabetizzazione di Berkeley, notissimo anche al pubblico più largo per il suo Il Tao della fisica (Adelphi), in cui condannava radicalmente l’approccio meccanicistico del metodo scientifico moderno, sviluppando un pensiero antiriduzionista, ispirato al pensiero sistemico e alle teorie della complessità. Questo Ecologia del diritto. Scienza, politica, beni comuni (Aboca, euro 18, traduzione dall’inglese di Ilaria Mattei) è il frutto del suo incontro con Ugo Mattei, giurista impegnatissimo sul fronte dei beni comuni, ben noto sia per il suo lavoro teorico che per la partecipazione a un gran numero di esperienze militanti.
I due studiosi hanno obiettivi più ambiziosi che registrare lo stato dell’arte dei rapporti tra ecologia e diritto: la posta in gioco è, infatti, la critica radicale dei paradigmi fondativi che accomunano la scienza naturale e la scienza giuridica moderna. Bacone, Galileo e la fisica newtoniana distruggono l’interpretazione olistica del mondo. Alle differenze qualitative che orientavano il kosmos medioevale, sostituiscono l’omogeneità quantitativa di corpi che agiscono reciprocamente attraverso semplici rapporti di causa-effetto: un universo che diviene muto dal punto di vista etico, e sul quale, proprio per questo, il soggetto potrà infine, con Cartesio, imprimere il sigillo del suo ordine.

8giu/170

La Sanita’ non e’ per tutti: 12 milioni rinunciano alle cure

Articolo di Roberto Ciccarelli (manifesto 8.6.17) “Rapporto Censis-Rbm: le conseguenze dei tagli le pagano i cittadini. Boom della spesa sanitaria privata: 35,2 miliardi di euro nel 2016. 7,8 milioni hanno dovuto utilizzare tutti i propri risparmi o indebitarsi con parenti, amici o con le banche

“”Salari e pensioni da fame, precarietà e lavoro povero spingono gli italiani a rinunciare ai controlli sanitari, alle cure o a indebitarsi per affrontare esami e operazioni talvolta vitali. Secondo il rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentato ieri al «Welfare Day 2017», nel 2016 dodici milioni di italiani hanno rinunciato, o rinviato, almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche: 1,2 milioni in più rispetto al 2015. Sono 7,8 milioni i cittadini che hanno usato i risparmi o hanno contratto un debito con le banche o parenti per affrontare una cura non rinviabile. Quasi 2 milioni sono entrati nell’area della povertà.
I TAGLI e le «razionalizzazioni» della spesa sanitaria avvenuti negli ultimi dieci anni, in coincidenza con le politiche di austerità, hanno ridotto la copertura pubblica e aumentato il ricorso alla sanità privata. Questo settore assorbe ormai 35,2 miliardi di euro con un aumento record del 4,2% rispetto al triennio 2013-2016. Per la Corte dei Conti l’Italia ha superato il record europeo di riduzione del valore pro-capite della spesa sanitaria: 1,1% all’anno rispetto al Pil in meno dal 2009 al 2015.

29mag/170

Papa Francesco all’Ilva di Genova

Due articoli su Papa Francesco a Genova LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Luca Kocci “Bagno di tute blu per il papa a Genova” (manifesto 28.5.17) «Licenziare, ricattare e delocalizzare è indegno e incostituzionale. Il nuovo capitalismo dà una veste morale alla diseguaglianza e rende il povero “un demeritevole”, e quindi un colpevole»

L’imprenditoria buona che crea lavoro dignitoso e quella «mercenaria» preoccupata solo del profitto. Il lavoro come «riscatto sociale» ma anche come arma di «ricatto». La ferita del lavoro nero, la piaga della disoccupazione. Il falso mito della «meritocrazia» usato come «legittimazione etica della disuguaglianza». Il lavoro «cattivo» che produce armi e violenta la natura.
È stato un discorso a 360 gradi sul tema del lavoro quello che ieri – mentre a Taormina era in corso il G7 su ambiente, economia e migrazioni – papa Francesco, in visita a Genova, ha tenuto all’Ilva di Cornigliano davanti alla folla osannante di operai metalmeccanici, rispondendo alle domande di quattro persone, accuratamente selezionate sulla base del principio dell’interclassismo, pilastro della dottrina sociale della Chiesa: un imprenditore, una sindacalista, un operaio, una disoccupata.

22mag/170

In Svizzera passa il referendum, mai piu’ nuove centrali nucleari

Articolo di Claudio Del Frate (Corriere 22.5.17)

“”Non è semplicemente l’abbandono dell’energia nucleare ciò che gli elettori svizzeri hanno deciso con il referendum approvato ieri. Con il 58,2% dei consensi i cittadini hanno detto sì a un articolato piano del governo che li impegna entro il 2050 ad aumentare l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili ma anche — e qui sta la novità principale — a ridurre sensibilmente i consumi individuali con l’obiettivo di proteggere l’ambiente. Tutti i maggiori partiti elvetici si erano espressi per il sì, ad eccezione dell’Udc, il partito di destra, che nel Paese ha la maggioranza relativa e che era stato il promotore della consultazione. Giunge così a una svolta storica il cammino avviato da Berna l’indomani dell’incidente di Fukushima e che aveva convinto le istituzioni a dire addio all’atomo. Il piano validato dal voto popolare di ieri si articola in tre punti principali: lo spegnimento progressivo (per ciascuno si attenderà il termine del suo ciclo di vita)dei 5 reattori oggi attivi e che coprono un terzo del fabbisogno nazionale di elettricità; l’incentivo ad aumentare il ricorso a fonti «pulite» (si vuole evitare che il gap venga colmato facendo ricorso a un aumento dei consumi di petrolio e gas); l’impegno a tagliare i consumi individuali del 35% sulla base di quelli registrati nel 2000 anche attraverso forme di efficientamento degli impianti.

15mag/170

Anna Falcone: “Serve un’alleanza costituzionale.

Intervista a Anna Falcone di Giacomo Russo Spena (Micromega online 15.5.17)

“In una società profondamente diseguale, che disconosce i meriti e mortifica i bisogni, la vera rivoluzione sarebbe attuare finalmente quella Costituzione che si proponeva come obiettivo principale quello di superare tali disuguaglianze e liberare le risorse e le energie del Paese”. Dopo la vittoria referendaria del 4 dicembre scorso, Anna Falcone lancia adesso un’alleanza per la Costituzione, una mobilitazione larga, aperta a tutti, e con un forte connotato civico. A breve uscirà un appello pubblico e ci sarà la conferenza stampa, intanto l’avvocata calabrese – tra un allattamento e l’altro della piccola Maria Vittoria – ci spiega il senso dell’iniziativa: “La sinistra dovrebbe sentirsi chiamata, più di altri, a un tale compito e unirsi per dare senso e futuro al suo orizzonte politico”.