Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

2lug/180

La visione di Adriano Olivetti Tecnologia e umanesimo nella citta’ ideale del nostro Steve Jobs

Articolo di Aldo Cazzullo (Corriere 2.7.18)

“”Adriano Olivetti si pensava come un incrocio tra un principe rinascimentale e un educatore. Sognava e programmava insieme. Il riconoscimento dell’Unesco è un premio a lui e alla comunità che ha fondato. Il quartiere di Ivrea in cui sorse l’Olivetti somiglia all’Addizione Erculea di Ferrara, il primo quartiere rinascimentale d’Italia e quindi del mondo: vie dritte, palazzi squadrati, prospettive razionali, come nella Città Ideale. Padre ebreo, madre valdese, antifascista, Olivetti potrebbe sembrare anti-italiano. È invece uno dei protagonisti della Ricostruzione del nostro Paese: perché, accanto agli ingegneri, assume i migliori scrittori e intellettuali. Il suo segretario personale è Geno Pampaloni, raffinato critico letterario. Capo del personale è Paolo Volponi, che prima è stato responsabile dei servizi sociali dell’azienda: biblioteca da 150 mila volumi, centro studi, mostre, concerti, asili, mense, ambulatori.

28giu/180

In ricordo di Alex Langer, un ecologista per il futuro

Articolo di Teodora Margarita (manifesto 28.6.18) “Alex Langer, il groppo in gola è pesante, ancora, dopo tanti anni, ricordando quel tragico 3 luglio”

 Non c’era convegno importante, di quelli dove si discute davvero o si sogna una Europa senza frontiere, una Europa da allargare, o un mondo senza la parola guerra, dove lui non fosse presente. Era – e ricordo luoghi dove sono stato anch’io – a Napoli, ad un convegno di presentazione delle nuove realtà verdi ed ecologiste dell’Est europeo, c’era a Sarajevo, era il settembre del 1993, la guerra fratricida ardeva Vukovar ed Osijek. Noi eravamo là, con noi i Litfiba, il Trio Liguori, i Nomadi del mai dimenticato Augusto Da Olio. E Alex c’era.“”La penna si trattiene, lo scritto non può fluire come vorrebbe. Ci si sente come scolaretti che saranno di certo rimproverati. La pagina può restare bianca. Quando il groppo in gola è pesante, ancora, dopo tanti anni, ricordando quel tragico 3 luglio 1995. Ad Alex Langer non si poteva non volere che un bene senza misura, anche quando non si condividevano le sue prese di posizione più politiche all’interno del piccolo mondo dei Verdi italiani: restava tra i pochissimi ai quali si prestava ascolto. Non era un politico, era un visionario. Eppure, quanto dolore per questa persona che abbiamo avuto l’onore di conoscere. Non si risparmiava e scriveva, scriveva molto e dappertutto. Era un intellettuale di quelli che coniugano le parole con le azioni ed ha vissuto allo spasimo. Quando se ne andò, si prese le prime pagine non solo dei quotidiani italiani ma anche di tutti quelli di lingua tedesca. Era un costruttore di ponti, un uomo di pace vero.

7giu/180

Sanita’ privata in crescita e pubblico sempre piu’ fragile

Articolo di Mirco Viola (manifesto 7.6.18) “Rapporto Censis. Quaranta miliardi di spesa annuale, i più colpiti sono i redditi bassi. Per gli operai va via un’intera tredicesima: 1100 euro di cure familiari. Cittadini arrabbiati per le lunghe lista di attesa e le raccomandazioni

“”Dai farmaci alle ecografie, dagli occhiali da vista alle sedute dal dentista, fino alla visita dallo specialista: quest’anno, per curarsi, gli italiani spenderanno complessivamente 40 miliardi di euro di tasca propria. Una voce, quella relativa alla sanità privata, in crescita rispetto ai 37,3 miliardi dell’anno scorso. I dati emergono dal rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentato ieri a Roma in occasione del Welfare Day: il sistema sanitario nazionale, il grado di soddisfazione e insoddisfazione, le aspettative, spiega il Censis, hanno pesato parecchio sulle ultime elezioni politiche, tanto che l’81% dei cittadini ha dichiarato che si tratta di una questione decisiva nella scelta del partito per cui votare.
IL TREND DI AUMENTO È costante negli ultimi anni: la spesa sanitaria privata è aumentata di ben il 9,6% nel periodo 2013-2017, praticamente il doppio rispetto a quella dei consumi (5,3%). L’aumento colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione: tra il 2014 e il 2016 i consumi delle famiglie operaie sono rimasti quasi fermi (+0,1%), ma le loro spese sanitarie sono aumentate del 6,4%; nell’ultimo anno, l’aumento è stato di 86 euro in più a famiglia.

15mag/180

I fili spezzati dell’uguaglianza

Articolo di Gaetano Azzariti (manifesto 15.5.18) “Il pensiero di Stefano Rodotà, a partire dall’ultimo libro «Vivere la democrazia» e la sua lezione del 2017 presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che ora costituisce un capitolo del volume «I beni comuni. L’inaspettata rinascita degli usi collettivi»”

“”Non viviamo tempi facili. L’improvvisazione sembra dominare la scena, nel campo delle politiche dei diritti si succedono le più diverse proposte. Un eclettismo che sta lacerando in particolare il campo del pensiero critico. Un punto di vista alternativo a quello dominante è ancora possibile, ma a condizione che sia espressione di una visione d’insieme coerente, che si regga su un’analisi critica del presente, che prospetti soluzioni di rottura basate su principi di fondo e non su esigenze del momento o tatticismi politici. Insomma, è necessario uscire dall’improvvisazione e ritrovare una bussola. Spegnano allora i televisori e torniamo a leggere i libri. Alla ricerca di «pensieri forti», in grado di indicarci nuove vie da percorrere per non arrenderci al mesto presente. Non narrazioni fantastiche, pure illusioni, ma possibili modi per tornare a far «vivere la democrazia» e in essa riscoprire il valore dei «beni comuni». E proprio ai temi indicati sono dedicate le ultime riflessioni di Stefano Rodotà, ora pubblicate in due libri postumi.

25apr/180

25 aprile. La liberazione incompiuta che ancora interroga il presente

Articolo di Claudio Vercelli (manifesto 25.4.18) “Una riflessione sul significato di questa giornata nella stagione delle nuove diseguaglianze. Più che il presunto «tradimento dei valori» è la loro mancata realizzazione nel passato che si sta rivelando un costo insostenibile per la realtà odierna”

“”Raccontava Umberto Eco a un pubblico americano: «In Italia vi sono oggi alcuni che si domandano se la Resistenza abbia avuto un reale impatto militare sul corso della guerra. Per la mia generazione la questione è irrilevante: comprendemmo immediatamente il significato morale e psicologico della Resistenza». Forse sono queste le parole che più e meglio raccolgono il senso dell’unicità di quella esperienza, per molti aspetti irriducibile alle sole categorie di comprensione, rielaborazione e valutazione che ci sono invece imposte dal presente. Anche per questa ragione, però, rischiano di rivelarsi come il più sincero epitaffio di una parabola esistenziale, prima ancora che politica, dove al senso di un inedito protagonismo, quello di coloro che fino ad allora erano rimasti ai margini, si coniugava la gioia della liberazione soprattutto dalla necessità di avere paura.
Poiché la dimensione generazionale ha avuto una grande importanza in ciò che leggiamo e interpretiamo come «lotta di Liberazione», tanto più se la riconduciamo alle sue letture nell’oggi. E questo non perché fosse un’impresa dei giovani contro gli «anziani» ma per il suo costituire un moto di profonda frattura rispetto all’ordine preesistente delle cose. Non solo, quindi, nei riguardi del fascismo ma anche rispetto al passato liberale.

19apr/180

Non c’e’ democrazia senza eguaglianza

Articolol di Salvatore Settis (Fatto 19.4.18) “Idee assenti – La Costituzione non indica vaghi principi, ma obiettivi precisi e spiega come raggiungerli. Il dibattito politico però ha rimosso il tema nelle sue declinazioni cruciali, l’accesso alle cure e alla cultura

“”Vita dura per chi, negli estenuanti negoziati all’inseguimento di ipotetiche alleanze di governo, cerca col lanternino non solo qualche rada dichiarazione programmatica, ma un’idea di Italia, una visione del futuro, un orizzonte verso cui camminare, un traguardo.
Al cittadino comune non resta che gettare un messaggio in bottiglia, pur temendo che naufraghi in un oceano di chiacchiere. La persistente assenza di un governo è un problema, certo. Ma molto più allarmanti sono altre assenze, sintomo che alcuni problemi capitali sono stati tacitamente relegati a impolverarsi in soffitta. Per esempio, l’eguaglianza. Di eguaglianza parla l’articolo 3 della Costituzione, e lo fa in termini tutt’altro che generici. Non è uno slogan, un’etichetta, una predica a vuoto destinata a restare lettera morta. È l’articolo più rivoluzionario e radicale della nostra Costituzione, anzi vi rappresenta il cardine dei diritti sociali e della stessa democrazia. E non perché annunci l’avvento di un’eguaglianza già attuata, ma perché la addita come imprescindibile obiettivo dell’azione di governo. L’articolo 3 dichiara che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, ma non si ferma qui, anzi quel che aggiunge è ancor più importante, e non ha precedenti in altre Costituzioni. “La Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

19mar/180

Rodota’, l’eterna giovinezza trovata nella Costituzione

Articolo di Salvatore Settis (Fatto 18.3.18) “Un ricordo del maestro di diritto e di politica che con la sua dottrina ricordò che la Costituzione non è un monumento, e con la sua azione lavorò per implementarla. «1933-2017 A Torino si ricorda il grande giurista: per lui la Carta non era una dichiarazione di principi, ma un’agenda da applicare»”

“”Stefano Rodotà era così popolare perché sapeva parlare con una palpabile, contagiosa passione civile. Fra tanti, un esempio. Commentando l’art. 3 della Costituzione, egli poneva a contrasto il primo e il secondo comma, ravvisandovi due componenti concettualmente e storicamente distinte. Nel primo comma (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”), riconosceva la costruzione di una soggettività astratta, che assevera ma non garantisce l’uguaglianza fra i cittadini. Nel secondo comma (dove si assegna alla Repubblica il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”) egli rintracciava, attraverso la nozione di persona, l’irruzione sulla scena di una prepotente corporeità, coi suoi desideri e i suoi bisogni, che trascina con sé una forte tensione verso l’uguaglianza, che la Costituzione indica come imprescindibile obiettivo dell’azione pubblica. Insomma, il primo comma dell’art. 3 configura una sorta di uguaglianza formale dei cittadini, mentre il secondo comma prende atto della loro diseguaglianza materiale e prescrive di rimuoverne le cause, ostacoli a una vera uguaglianza. Perché questa linea interpretativa non apparisse troppo teorica a un pubblico digiuno di diritto, Rodotà adottava un’argomentazione narrativa, proiettando l’art. 3 all’indietro, su un dato di immediata esperienza comune, l’estensione del diritto di voto. Riservato all’inizio a una porzione ristretta della popolazione maschile, sulla base dell’istruzione e del censo, esso raggiunse tutti i cittadini (in particolare le donne) solo nel 1946. Nel 1861 votò il 2 per cento della popolazione italiana, nel 1946 l’89 per cento: un dato statistico che ci tocca da vicino.

17mar/180

Il crollo nell’ex monastero di San Paolo Maggiore

Articolo di Tomaso Montanari (Repubblica 17.3.18) “Così il corpo di Napoli si disfa”

“”Il corpo di Napoli si disfa, ci precipita addosso. Non è un incidente quello di ieri, non una fatalità: ma l’ovvia, annunciatissima conseguenza di decenni di abbandono. Quando, nel pieno Seicento, Napoli era la più grande metropoli d’Italia e una delle prime d’Europa, nel suo cuore antichissimo sorse una città nella città. Centinaia di chiese, conventi, monasteri, confraternite: una immensa “ Napoli sacra” che non conteneva solo luoghi di culto o dormitori, ma anche chiostri in cui il silenzio era rotto solo dalle acque abbondantissime delle fontane; incantati e profumatissimi giardini di agrumi; biblioteche; farmacie; opere d’arte d’ogni sorta. «Non è omo che non la brami, e che non desideri di morirvi … Napoli è tutto il mondo! » scriveva l’accademico Ozioso Giulio Cesare Capaccio nel suo Forastiero ( 1634).

1mar/180

L’intelligenza artificiale e un nuovo compromesso sociale

Articolo di Alfonso Gianni (manifesto 1.3.18) “Secondo Raymond Kurzweil, futurologo visionario, l’anno della svolta universale sarà tra 10/12 anni quando il robot trascenderà il cervello umano”

Lo rilevava già Enrico Berlinguer in una intervista rilasciata a Ferdinando Adornato nel dicembre del 1983, dove ricordava come egli stesso avesse proposto al 22° congresso della Fgci un convegno sulla futurologia, come capacità di affrontare le nuove contraddizioni del tempo. Alla maliziosa domanda dell’intervistatore sul «sole dell’avvenire», mantra di un futuro socialista mai avveratosi, il segretario del Pci rispondeva che “c’è un paradosso: sul sole dell’avvenire oggi discutono più gli scienziati che i comunisti”. Sono passati 35 anni e la situazione non è mutata se non in peggio, visto il disgregarsi del pensiero e della forza comunisti. La contingenza elettorale non ha certo favorito la ripresa di un dibattito politico dotato di un certo respiro. Forse era persino ingenuo sperarlo.

4gen/180

La Costituzione della Repubblica e’ sempre giovane

Da micromega online 2.1.18: Pubblichiamo gli interventi di Domenico Gallo, Raniero La Valle, Alessandro Pace e Felice Besostri al convegno “La Costituzione della Repubblica è sempre giovane” organizzato a Roma per il settantesimo anniversario della firma della Costituzione italiana su iniziativa del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale. LEGGI DI SEGUITO

LA COSTITUZIONE E LA SPERANZA di Domenico Gallo
“”La Costituzione della Repubblica italiana venne promulgata il 27 dicembre del 1947 con la firma di Enrico De Nicola (Capo provvisorio dello Stato), Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea costituente e Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri ed entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Sono passati settant’anni. E’ un tempo storico sufficientemente lungo per fare un primo bilancio della vitalità della nostra Carta Costituzionale, chiederci se i suoi principi ed i suoi valori sono ancora indispensabili per il nostro futuro, se la sua architettura delle istituzioni è ancora valida, oppure se genera inefficienza o altri mali, come ci annunciano quasi quotidianamente da trent’anni i suoi detrattori. E’ tempo di chiederci se il patrimonio di beni pubblici che i padri costituenti hanno lasciato in eredità al popolo italiano è stato ben speso o sperperato e se questo patrimonio debba essere conservato e tramandato alla generazioni future. L’incontro che abbiamo tenuto oggi nella sala del Senato che il Presidente Grasso ci ha messo a disposizione si è posto proprio l’obiettivo di rispondere a questa domande.