Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

14set/19Off

Non cancelliamo il diritto ai diritti

Sintesi dell’intervento di Gustavo Zagrebelsky al Festival Filosofia (Repubblica 14.9.19)“”

Un’espressione particolarmente densa di significato, usata per la prima volta da Hannah Arendt con riguardo alla condizione in cui si trovò il suo popolo, il popolo ebraico, nell’Europa nazi-fascista e nazionalista, nei venti anni dei decenni 1930-1940, è “diritto di avere diritti” ed è entrata nel nostro lessico politico e giuridico soprattutto a opera di Stefano Rodotà che ne ha fatto il titolo di un suo importante libro del 2013. Questo trapianto da quel tempo al nostro ha comportato un mutamento del significato originario, anzi una sua adulterazione. Coloro che oggi denunciano la banalizzazione del discorso sui diritti, la sua enfasi ideologica, la tendenza a trasformare i più disparati interessi particolari in nuovi diritti senza considerare gli effetti disgregatori della compagine sociale che l’eccesso può comportare, costoro intendono quel motto come una sorta di pericoloso moltiplicatore automatico.

14ago/19Off

No Pillon, manifestazione nazionale a Roma sabato 28 settembre

Da Il manifesto 13.8.19 un appello dai promotori della manifestazione nazionale ”Non si torna indietro sui diritti e la libertà di scelta”

“”Siamo le donne che hanno lottato per il nuovo diritto di famiglia, per il divorzio e la legge 194. Siamo le donne che hanno definito lo stupro reato contro la persona e non contro la morale, lottando per cancellare le norme ereditate dal codice fascista Rocco insieme al delitto d’onore, al matrimonio riparatore, allo ius corrigendi del marito, titolare di ogni potere su moglie e figli. Siamo le donne che da sempre si battono contro la violenza maschile fuori e dentro la famiglia. Siamo le donne dei Centri antiviolenza femministi. Siamo le donne che hanno lottato per il diritto al lavoro, per il valore e il rispetto del lavoro, per la centralità e il valore sociale della maternità, per i congedi di maternità e paternità, per un welfare solidale e non basato su nonne e nonni. Siamo le donne che si prendono cura delle persone, delle comunità, dei territori.

11lug/19Off

Aborto e matrimoni omosex in Irlanda del Nord, un voto storico all’ombra della Brexit

Articolo di Enrico Terrinoni (manifesto 11.7.19) “Westminster approva l’emendamento laburista che estende a Belfast le leggi britanniche, anche in materia di diritti civili. Il provvedimento entrerà in vigore entro tre mesi, quando Johnson promette il divorzio”

“”Per mesi il parlamento inglese si è avvitato sulla questione della Brexit, riservando alla vicina isola soltanto lo spazio di discussione sul confine tra le due Irlande. Nella seduta di martedì, invece, su input di un deputato laburista, una larghissima maggioranza di deputati di Westminster si è espressa positivamente sull’estensione all’Irlanda del Nord del diritto all’aborto e dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. In assenza oramai da più di due anni a Belfast, di un governo misto in grado di legiferare su queste materie, per la gioia delle comunità Lgbt e degli attivisti per i diritti delle donne Londra ha scelto di prendere la palla al balzo e di sostituirsi alla latitante autorità nordirlandese. L’Irlanda del Nord vive infatti il paradosso di essere sì parte del Regno Unito, e in quanto tale soggetta alle leggi britanniche, ma non per le materie relative alla devolution; e tra queste c’è la legislazione sui diritti civili.

2lug/19Off

Sea Watch. Antigone e’ la Costituzione

Articolo di Tomaso Montanari e Francesco Pallante (manifesto 2.7.19) “Il nostro ordinamento giuridico è costruito per gradi gerarchici. Al vertice sta la Carta. Le leggi e i decreti stanno sotto. E ciò che sta sotto non può contraddire ciò che sta sopra”

“”Carola Rackete ha assunto apertamente il rischio di violare la legge, convinta della sua contrarietà alla nostra Costituzione. La battaglia legale intorno alla Sea Watch 3 si annuncia complicata. Non sarà facile districarsi tra diritto umanitario, trattati internazionali, normativa europea, diritto della navigazione, legislazione penale e amministrativa. Un complesso normativo, oltretutto, che si sviluppa lungo un arco temporale lunghissimo, se è vero che ai divieti recentemente sanciti dal decreto Salvini bis si contrappongono doveri risalenti ai tempi in cui il Mediterraneo si chiamava Mare Nostrum. Non a caso, alla mente di tanti è istintivamente riaffiorata la tragedia di Antigone, il dramma – allora come oggi – di una giovane donna coraggiosa, costretta da un potere feroce a scegliere tra l’obbedienza alle leggi della città o alle leggi dell’umanità.

21giu/19Off

Citazioni, Bobby Sands, patriota irlandese

””Quando si sceglie la non sottomissione, non c’è oppressione irresistibile: quale che sia la prostrazione del fisico “il corpo reagisce […], ma alla fine della giornata tutto ritorna alla considerazione primaria, cioè alla mente. La mente è la cosa più importante […]. Se non riescono a distruggere il tuo desiderio di libertà, non possono stroncarti”

Bobby Sands, patriota irlandese, 17 marzo 1981 (dal libro di Giulio Giorello “Libertà”, Bollati Boringhieri

9giu/19Off

«Magri, la morte Scelta politica»

Intervista a Rossana Rossanda di Maurizio Caprara (Corriere 9.6.19) “«Lucio Magri — dice Rossanda — scelse di morire anche perché deluso dalla politica”

“”«Un’Italia così non me la ricordavo. L’avevo lasciata nel 2005-2006 per trasferirmi a Parigi. Il clima di adesso è pieno di risentimento. Tutti ce l’hanno con tutti», sostiene Rossana Rossanda, classe 1924, un nome che dice poco ai ragazzi di oggi e che tra la fine degli anni Sessanta e nei due decenni successivi era noto a parecchi nelle università e nelle scuole. Nata a Pola, diventò comunista tra Milano e Venezia nel 1943 mentre la repressione nazifascista contro i partigiani era feroce. «Li ho visti gli impiccati, il collo storto, le membra lunghe e abbandonate», scrisse successivamente. Il viso di questa donna che adesso si muove su una sedia a rotelle sembra tuttora meno anziano di quanto è. In gran parte lo si deve a un aspetto: agli occhi di molti, li ha da sempre i capelli di un grigio argentato. Le si imbiancarono a 32 anni d’età, cambiarono di colore nel 1956. Successe durante i giorni dell’invasione sovietica dell’Ungheria. Dirigente locale del Partito comunista italiano, combattuta tra un certo spirito libertario e un’usurata fiducia per Mosca, lei rimase colpita dalla foto di un funzionario durante la rivolta ungherese. Era impiccato a un fanale.

2giu/19Off

Cos’e’ l’acqua? Un aneddoto di Foster Wallace

Dal libro “L’utilità dell’inutile”di Nuccio  Ordine (Bompiani, 2013), riportiamo:

””Ecco perché all’inizio di ogni anno accademico mi piace leggere ai miei studenti un passaggio di un discorso tenuto da David Foster Wallace ai laureandi  di Kenyon College, negli Stati Uniti. Lo scrittore – morto tragicamente nel 2008, a quarantasei anni – il 21 maggio 2005 si rivolge ai suoi studenti raccontando una breve storiella in cui sono egregiamente illustrati il ruolo e la funzione della cultura:

”Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – Salve , ragazzi. Com’è l’acqua? – I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: – Che cavolo è l’acqua?”

Lo stesso autore ci fornisce la chiave di lettura del suo racconto: “Il succo della storiella dei pesci è semplicemente che le realtà più ovvie, onnipresenti e importanti sono spesso le più difficili da capire e da discutere”. Come i due pesci più giovani, noi non ci rendiamo conto. di cosa sia veramente l’acqua nella quale viviamo ogni minuto della nostra esistenza. Non abbiamo coscienza, infatti, che la letteratura e i saperi umanistici, che la cultura e l’istruzione costituiscono il liquido amniotico ideale in cui le idee di democrazia, di libertà, di giustizia, di laicità, di uguaglianza, di diritto alla critica, di tolleranza, di solidarietà, di bene comune, possono trovare un vigoroso sviluppo.””

2giu/19Off

La nuova tempesta sara’ religiosa

Articolo di Furio Colombo (Fatto 2.6.19)

“”Il gesto volgare del ministro Salvini che agita il rosario e invoca la Madonna, usa cioè simboli estremi del cattolicesimo per ricattare i credenti e ottenere voti, ha aperto un nuovo varco alla politica del distruggere per governare. Dopo avere spaccato con impegno e furore il reticolato di solidarismo italiano che, anche al colmo del fascismo, non si era mai veramente interrotto, si è dedicato a ripulire il Paese da ogni frammento di cultura e di storia, in modo da imporre la nuova autorità a un livello sempre più basso o sempre più spaventato. È stato inventato un popolo del “dopo” (dopo la raccolta di voti della Lega) che ha il compito di togliere di mezzo il popolo del “prima”, compreso il tuo insegnante e chiunque si porta addosso tracce di cultura e riferimenti alla storia.

11mag/19Off

La rivoluzione dei nuovi atei

Articolo di Raffaele Carcano (MicroMega 9.5.19)

“”Sembra che sia trascorso un secolo, eppure sono passati soltanto tre decenni. La caduta dei regimi comunisti europei rappresentò la fine di un’epoca – e, per il politologo Francis Fukuyama, la fine della storia tout-court. Nei sacri palazzi del Vaticano, in molti pensarono che fosse finita anche un’altra storia: quella dell’ateismo. Il duo Ratzinger-Wojtyla soppresse infatti il Pontificio consiglio per il dialogo con i non credenti. Ritenevano che la creatura montiniana non avesse più alcuna ragion d’essere: credevano nell’equazione ateismo=comunismo, e la caduta del secondo non poteva che far cadere a sua volta il primo. Non c’era più bisogno di interagire con un “nemico” considerato in fase terminale, e staccarono la spina. Nel 1998, Avvenire arrivò a pubblicare un pezzo strafottente sul congresso Uaar: lo intitolò Gli ultimi atei, ormai “meno numerosi dei panda in Cina”. Ma il quotidiano dei vescovi non era completamente dalla parte del torto, perché una sensazione del genere era in parte condivisa anche nel campo opposto. Qualche lettore ricorderà le riunioni a cui partecipava vent’anni fa: sporadiche, carbonare, piene di rimpianti sul passato e di apprensioni sul futuro. L’impegno laico somigliava molto alla leopardiana renitenza al fato.
E invece.

25apr/19Off

Quel giorno, il miracolo e la festa della ritrovata liberta’

Articolo di Marco Revelli (manifesto 25.4.19)

“”Alla Risiera di San Sabba gli eredi delle vittime sfrattati per far posto agli eredi degli oppressori. A Verona una mozione di maggioranza “contro il 25 aprile”. A Savona il corteo celebrativo deviato per non dar fastidio a quelli di Casa Pound. In mezza Italia le bande nere-verdi, dietro il loro “capitano” in missione a Corleone, disertano le celebrazioni della Liberazione. In fondo è giusto così: non è la loro festa! Per capirlo basta riascoltare le parole di quando le cose erano ancora chiare perché vive nella mente dei protagonisti. «Dopo venti anni di regime e dopo cinque di guerra, eravamo ridiventati uomini con un volto solo e un’anima sola. Ci sentivamo di nuovo uomini civili. Quel giorno, o amici, abbiamo vissuto una tra le esperienze più belle che all’uomo sia dato di provare: il miracolo della libertà». Così diceva Norberto Bobbio il 25 aprile del ‘57 a una piazza gremita ricordando le ragioni della festa ma, soprattutto, evocando un’esperienza vissuta: il ritorno all’«umanità» – individuale e collettiva -, a un’umanità liberamente vissuta, da parte di un popolo che quell’umanità l’aveva perduta, in vent’anni di servitù e conformismo, perversione e ipocrisia, adesione fanatica o silenzio complice, nell’accettazione più o meno partecipata di un regime che della disumanità – del culto e della pratica dell’inumano – aveva invece fatto il proprio emblema.