Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

21apr/19Off

«Dopo aver letto Nietzsche ho deciso di non sposarmi. Mi diverto a fare i tarocchi»

Intervista a Massimo Cacciari di Candida Morvillo (Corriere 21.4.19)

Il filosofo: Crozza mi faceva grasso, ma non sono così
Massimo Cacciari, a 74 anni, che rapporto ha con la vecchiaia?
«Tremendo. Detesto chi ne parla come di un sereno tramonto. Tremo all’idea che mi parta il cervello».
Pensa mai alla morte?
«Non me ne frega nulla. Ci penso continuamente, ma nei termini in cui ci pensava Spinoza, ma anche Platone, tante volte citati senza capirci nulla. Sapendo di dover finire, nessuna finitezza mi condiziona. Non aspiro a morire, ma mi esercito a morire vivendo bene».
E cos’è «vivere bene»?
«Aver dipeso il meno possibile da condizionamenti esterni, passioni irragionevoli, dagli altri e dai favori altrui. Aver difeso la mia legge interiore, non aver fatto male a nessuno».
Massimo Cacciari, professore emerito della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che ha fondato con don Luigi Verzè nel 2002, socio dei Lincei, è autore di una sessantina di libri, molti tradotti in più lingue. Ha indagato sulla crisi del pensiero dialettico, ha scritto di borghesia e classe operaia, del Re Lear, di Occidente e utopie, di Dio, Europa e molto altro. L’ultimo libro, «La mente inquieta» (Einaudi) è un saggio sull’Umanesimo.

2apr/19Off

Verona e’ stata la nostra Raqqa dell’Occidente

Articolo Guido Viale (manifesto 2.4.19)

“”L’Al Baghdadi di casa nostra si è materializzato in questo fine settimana a Verona, la Raqqa dell’Occidente, nel Congresso mondiale della famiglia. La sua identità non è ancora certa; per ora ha fatto la sua comparsa solo sotto forma di consesso – di pope, ministri, maschi frustrati e cacciatori di streghe – ma non tarderà a rivelarsi; perché il suo spirito non contempla collegialità né mediazioni. È sempre più chiaro che ad alimentare il fondamentalismo islamico che ha dato vita all’Isis, ad al Queda, ai Talebani – ma che tiene in vita anche il regime di Erdogan, quello saudita di Mohammed Bin Salman e lo stragismo islamista in tutto il mondo – è uno spirito di rivalsa contro la minaccia dell’emancipazione o della liberazione della donna e il tentativo di mantenerla o ricacciarla nella condizione della sua “naturale” sottomissione. Per questo l’autonomia e lo spirito di iniziative delle donne del Rojava, che hanno dato all’esperimento di democrazia più avanzato del mondo, rappresenta una minaccia mortale per tutti i fondamentalismi. E per questo il Rojava ha tutto il mondo contro: dalla Turchia di Erdogan alla Procura di Torino.

30mar/19Off

La ragazza col caschetto, allegra rivoluzionaria dell’immaginario

Articolo di Cristina Piccino (manifesto 30.3.19) “Agnès Varda. Addio alla cineasta,artista, unica donna della Nouvelle Vague. La sua opera sfugge a ogni etichetta, da «Cleo dalle 5 alle 7» a «Senza tetto né legge», ha dato vita a personaggi femminili liberi e combattivi”

“”La prima immagine che ho di Agnès Varda è il volto pallidissimo di Sandrine Bonnaire/Mona, solitudine rabbiosa sulle strade della Francia, in quello che è ancora oggi l’unico film punk d’oltralpe: Sans toit ni loi, Senza tetto né legge, l’attrice che poi sarebbe divenuta un’icona fuoriclasse non aveva neppure vent’anni, nel 1985 il film aveva vinto il Leone d’oro alla Mostra di Venezia. Ce ne saranno altre, sparse dentro e fuori lo schermo, il cortile di rue Daguerre, nel 14° arrondissement di Parigi, dove Varda ha sempre abitato con gli amatissimi gatti, dove c’è la sua casa di produzione, la Ciné-Tamaris e dove sembrava si incontrassero tutti i suoi mondi poetici in una corrispondenza tra dentro e fuori, intimità e dimensione collettiva che nella sua opera convivono con piena libertà.

7mar/19Off

Letteratura e saperi umanistici

Un aneddoto di David Foster Wallace, commentato da Nuccio Ordine (tratto da “L’UTILITÀ DELL’INUTILE” di Nuccio Ordine (Bompiani)

””Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – Salve, ragazzi. Com’è l’acqua. – I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa:  - Che cavolo è l’acqua?”” Foster Wallace

“”Lo stesso autore ci fornisce la chiave di lettura del suo racconto: “Il succo della storiella dei pesci è semplicemente che le realtà più ovvie, onnipresenti e importanti sono spesso le più difficili da capire e da discutere”. Come i due pesci più giovani, noi non ci rendiamo conto di cosa sia veramente l’acqua nella quale viviamo  ogni minuto della nostra esistenza . Non abbiamo coscienza infatti, che la letteratura e i saperi umanistici, che la cultura e l’istruzione costituiscono il liquido amniotico ideale in cui le idee di democrazia, di libertà, di giustizia, di laicità, di uguaglianza, di diritto alla critica, di tolleranza, di solidarietà, di bene comune, possono trovare un vigoroso sviluppo.” Nuccio Ordine

17feb/19Off

Giordano Bruno, maestro di laicita’ dignita’ democrazia

Articolo di Maria Mantello (MicroMega online 16.2.19) “L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” come ogni 17 febbraio dalle ore 17.00, organizza in Campo de’ Fiori a Roma la cerimonia e il convegno in onore di Giordano Bruno per tenere vivo il pensiero e l’attualità di questo maestro di libertà, dignità, equità, che con la sua filosofia rivoluzionaria ha portato uno degli attacchi più formidabili al sistema di controllo politico, economico, sociale che ha nel confessionalismo religioso il suo alleato maggiore per creare e mantenere soggezione e rassegnazione.”

“”«È stoltissimo credere per abitudine, è assurdo prendere per buona una tesi perché un gran numero di persone la giudica vera», era solito affermare Giordano Bruno. Ed era la premessa per denunciare con forza l’abitudine al conformismo, che imprigiona la mente, che comprime l’intelligenza, che produce rassegnazione, soggezione, obbedienza passiva, riducendo a uno stato di servilismo che schiaccia dignità, autonomia, autodeterminazione. Un servilismo funzionale a determinare acquiescenza verso chi detiene il potere di controllo politico, economico, sociale. Contro tutto questo la filosofia di Bruno è un inno alla Libertà che richiede il rigore della conquista individuale e sociale. Ma la libertà fruttifica solo nella laicità: nemica del dogmatismo, dell’arroganza e del privilegio. Laicità che chiama all’impegno individuale e sociale per l’affermazione della dignità di ciascuno. Laicità che è baluardo contro i rapporti gerarchici di potere. Laicità che vincola lo Stato alla promozione dell’emancipazione dalla sudditanza mentale ed economica (di ciascuno e di tutti) affinché ognuno sia libero e proprietario della sua vita.

18dic/18Off

Steven Pinker “Niente paura siamo illuministi”

Intervista a Steven Pinker di Giampaolo Cadalanu (Repubblica 18.12.18 ) “«Sapere aude». Lo psicologo di Harvard, celebre per le sue analisi anti-apocalittiche sulla nostra epoca, ci racconta perché a suo giudizio, e al contrario di quanto vogliono far credere i populisti, la ragione e il progresso prevalgono ancora

“”Osa sapere, esortava Immanuel Kant, riprendendo un’esortazione di Orazio per farne il motto dell’illuminismo. «Il coraggio di usare la propria intelligenza», come lo definiva il filosofo di Königsberg, sarebbe prezioso di fronte al ritorno dell’irrazionalismo, per contrastare richiami populisti e paranoie antiscientifiche. Ma lo spirito dei lumi può essere ancora attuale, se deve convincere non più un sovrano, ma i popoli? Secondo Steven Pinker, psicologo cognitivo e linguista, la risposta è più che mai positiva. Il progresso dell’umanità è tangibile, ribadisce lo studioso canadese-americano nel suo Illuminismo adesso, che esce ora per Mondadori. Si deduce dai dati, dalle tendenze, dalle cifre: per vederlo basta guardare ai problemi dell’esistenza con un approccio “illuminato”, senza farsi abbagliare dalle paure amplificate dai populisti. Il suo libro esce in Italia proprio mentre il nostro Paese, come altri, attraversa un periodo di allerta generale sui pericoli del populismo. Pensa che l’illuminismo possa essere la terapia reale contro la ripresa dell’irrazionalismo?

13dic/18Off

L’Italexit sui diritti civili

Articolo di Cinzia Sciuto (blog animabella 8.12.18 e sul giornale tedesco Taz 8/9.12)

L’Italexit è un fantasma che si aggira per l’Europa e che spaventa molto i mercati e i governi. Non sappiamo come finirà la partita sul terreno della legge di bilancio e il braccio di ferro del governo italiano con l’Europa. Quello che sta accadendo però, nel frattempo e nell’indifferenza dell’Europa, è una lenta “Italexit” sul terreno dei diritti. Il governo gialloverde, infatti, non è solo quello sovranista che rifiuta i paletti imposti dall’Europa sulle politiche economiche, ma anche quello che ha messo l’Italia su una macchina del tempo che va all’indietro per quanto riguarda i diritti civili, e i diritti delle donne in particolare. Una “deriva polacca”, che è sotto gli occhi di tutti e che dovrebbe preoccupare almeno quanto i conti pubblici. Anche in Italia, infatti, la destra cattolica più fondamentalista rialza la testa, con ottimi appoggi direttamente al governo. I segnali di preoccupazione sono molti, proviamo a metterne in fila alcuni. Le prime avvisaglie si sono avute già con la composizione dell’esecutivo: via il ministero per le Pari opportunità, arriva il ministero per la Famiglia e per le Disabilità, segnalando già dalla scelta del cambio di nome un preciso orizzonte culturale e politico: quello che ha a cuore questo governo non sono le pari opportunità fra i suoi cittadini – e in particolare fra uomini e donne – ma il sostegno a un preciso modello di famiglia cosiddetta tradizionale, nella quale possibilmente le donne tornino a curare il focolare. Una impostazione culturale confermata nella legge di bilancio in discussione in queste settimane, nella quale, invece di serie politiche a sostegno del lavoro femminile e del welfare, si prevede fra le altre cose la possibilità per le famiglie che avranno il terzo figlio nel triennio 2019-2021 di avere in concessione un terreno pubblico o abbandonato con accesso a mutui agevolati per acquistare immobili nei pressi dei suddetti terreni: date figli alla patria e la patria vi ripagherà con la terra!

10dic/18Off

L’anniversario. Il naufragio dei diritti umani (anche) nelle democrazie liberali

Articolo di Donatella Di Cesare (Corriere 10.12.18) ”A 70 anni dalla dichiarazione universale Onu viene criminalizzato chi li difende”

Sono trascorsi settant’anni da quando l’Assemblea generale della Nazioni Unite votò la Dichiarazione universale dei diritti umani. Era il 10 dicembre 1948 e il mondo non voleva né poteva dimenticare quegli orrori della Seconda guerra mondiale, che non avrebbero più dovuto ripetersi. Da quel proposito nacque un testo costituito da trenta articoli in grado di garantire giustizia, dignità, opportunità, e impedire qualsiasi discriminazione. Libertà per la persona, rispetto per la vita di ciascuno. Nel celebrare oggi quella scelta, non si può fare a meno di constatare il naufragio dei diritti umani, soprattutto negli ultimi anni. Anziché essere protetti, rafforzati, estesi, quei diritti sono stati apertamente attaccati oppure nascostamente minati. Non solo nei regimi totalitari, ma anche nelle democrazie liberali.

28ott/18Off

Il ddl Pillon allarma l’Onu. “Profonda preoccupazione, grave regressione”

Articolo di Luciana Matarese (HuffPost 26.10.18) “Lettera al Governo, non tutela mogli e figli che subiscono violenza in famiglia. Rilievi anche sul “giro di vite” sugli spazi per le donne a Roma”

“”Il disegno di legge Pillon sulla riforma dell’affido condiviso impensierisce anche l’Onu. In una lettera inviata al Governo le relatrici speciali delle Nazioni Unite, Dubravka Šimonović, sulla violenza contro le donne, e Ivana Radačić, anche presidente del gruppo di lavoro sulla questione della discriminazione verso le donne nelle leggi e nella pratica, esprimono “profonda preoccupazione” sulla proposta presentata su iniziativa del senatore leghista, attualmente al vaglio della Commissione Giustizia del Senato – sono appena iniziate le audizioni, in programma ce ne sono 118 – il 10 novembre al centro di una protesta nazionale e già oggetto di una petizione lanciata per chiederne il ritiro dall’associazione D.i.Re che ha raccolto 95.000 firme.

25ott/18Off

Il conformismo degli intellettuali durante la Grande Guerra

Articolo di Paolo Isotta (Fatto 25.10.18) “A parte rare eccezioni, come Zweig, poeti e filosofi gareggiarono nell’incitamento all’odio”

“”Fra poco cadrà il centenario della fine dell’immane massacro militare della Prima guerra mondiale: il 4 novembre capitolò l’Impero austro-ungarico, l’11 quello germanico. L’incredibile rimonta di Vittorio Veneto si dovette a un genio militare napoletano, Armando Diaz, visto che fino a quel momento lo stratega di fiducia dei Savoia, il piemontese Cadorna, aveva concepito la guerra solo come una macelleria fine a se stessa; in questo la classe militare inglese e francese non fu da meno. E sarebbe bene, per non dimenticare – sempre che a qualcuno l’insegnamento della storia oggi interessi – che si rivedessero tre meravigliosi films che denunciano in modo tragico e spietato la macelleria: Per il re e per la patria di Losey, Orizzonti di gloria di Kubrick e Uomini contro di Rosi: il suo più bello, insieme con Le mani sulla città. Dal momento che nel mio scorso articolo ho raccontato per brevi tratti dell’estate da me trascorsa con Stefan Zweig, debbo tornare al Mondo di ieri.