Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

6mar/17Off

Citazioni: Michel Foucault

“”L’uomo occidentale ha appreso nei corso dei millenni ciò che nessun greco avrebbe mai accettato di riconoscere: considerarsi una pecora tra le pecore. Per  millenni, ha imparato a chiedere la salvezza a un pastore che si sacrifica per lui”"

(Michel Foucault – Sicurezza, territorio, popolazione)

20nov/16Off

Per capire globalizzazione, finanziarizzazione e poteri reali antidemocratici

Da Le Monde Diplomatique (novembre ’03): “Gli opachi poteri della Trilaterale” di Olivier Boiral

“”Nel luglio 1973, in mondo allora bipolare, David Rockefeller lancia la Commissione trilaterale, che segnerà il punto di partenza della guerra ideologica moderna. Meno mediatizzata del forum di Davos, la Trilaterale è molto attiva, attraverso una rete di influenze dalle molteplici ramificazioni.
Trent’anni fa, nel luglio 1973, su iniziativa di David Rockefeller, figura di spicco del capitalismo americano, nasceva la Commissione trilaterale. Cenacolo dell’élite politica ed economica internazionale, questo circolo chiusissimo e sempre attivo formato da alti dirigenti ha suscitato, soprattutto ai suoi inizi, molte controversie (1). All’epoca, la Commissione si prefiggeva di diventare un organo privato di concertazione e orientamento della politica internazionale dei paesi della triade (Stati uniti, Europa, Giappone). L’atto costitutivo spiega: «Basata sull’analisi delle più rilevanti questioni con cui si confrontano l’America e il Giappone, la Commissione si sforza di sviluppare proposte pratiche per un’azione congiunta. I membri della Commissione comprendono più di 200 insigni cittadini impegnati in settori diversi e provenienti dalle tre regioni».
La creazione di questa organizzazione opaca in cui a porte chiuse e al riparo da qualsiasi intromissione mediatica si ritrovano fianco a fianco dirigenti di multinazionali, banchieri, uomini politici, esperti di politica internazionale e universitari, coincideva all’epoca con un periodo di incertezza e turbolenza della politica mondiale. La direzione dell’economia internazionale sembrava sfuggire alle élite dei paesi ricchi, le forze di sinistra apparivano potenti, soprattutto in Europa, e la crescente interdipendenza delle questioni economiche chiamava le grandi potenze a una cooperazione più stretta. Rapidamente, la Commissione trilaterale si impone come uno dei principali strumenti di questa concertazione, attenta al tempo stesso a proteggere gli interessi delle multinazionali e a «chiarire» attraverso le proprie analisi le decisioni dei dirigenti politici.
Come i re filosofi della città platonica, che contemplavano il mondo delle idee per infondere la loro trascendente saggezza nella gestione degli affari terrestri, l’élite che si riunisce all’interno di questa istituzione molto poco democratica si adopera nel definire i criteri di un «buon governo» internazionale.

4set/16Off

Erdogan cala il sipario

Articolo di Chiara Cruciati (manifesto 4.9.16) “Turchia. Censura, autarchia teatrale, pensiero unico: le epurazioni non risparmiano arte e accademia. I settori che definiscono la narrativa nazionale oggi dirottati dalla propaganda di Stato: attori cacciati, registi sospesi, giornalisti in manette e professori licenziati. Ankara non arretra nemmeno in Siria: aperto un nuovo fronte a ovest, artiglieria e carri armati a 50 chilometri da Aleppo”

“”Tutto si può dire del presidente turco Erdogan tranne che non sia un uomo meticoloso. Tanto pignolo che la campagna di purghe di massa colpisce anche i morti. Non solo i militari deceduti nel tentato golpe del 15 luglio, seppelliti nel “cimitero dei traditori” e destinati alla gogna eterna, ma anche gente spirata qualche secolo prima del putsch. Nelle liste di proscrizione delle autorità turche è finita la drammaturgia mondiale: Shakespeare, Chekhov e Brecht. Accanto a loro, un intellettuale vivo e vegeto, premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo. La Dt, Direzione delle imprese nazionali di teatro, ha cancellato dai cartelloni della stagione teatrale che si aprirà tra un mese esatto tutte le opere dei quattro autori.

2ago/16Off

La solitudine delle masse

Articolo di Furio Colombo (Fatto 1.8.16)

“”Ci sono tre parole chiave: massa, folla e persone. Tre storie di abbandono. Le persone sono state lasciate sole alle loro paure e alla loro inadeguatezza sia di fronte al pericolo che di fronte alla autorità che dovrebbe proteggere dal pericolo. È indecente che nessuno abbia pensato che le nuove procedure, nei confronti di un Paese non più europeo, avrebbero rallentato in modo inimmaginabile il passaggio di Dover, che è di nuovo una frontiera fra Regno Unito e Francia. E la mancanza di aiuti ai condannati all’attesa di decine di ore, dimostra la facilità di creare e aggravare situazioni di emergenza. L’uso della folla da parte di Erdogan è da teatro dei burattini.

13apr/16Off

Quelli che tra il Duce e la Resistenza aspettavano che passasse la “nuttata”

Articolo di Giovanni De Luna (Stampa 13.4.16) “Un libro di Carlo Greppi apre squarci di luce sulla “zona grigia” e le sue strategie”

“”Arriva la polizia e si porta via il vostro vicino. Può essere un ebreo, un partigiano, uno qualunque. Vi siete mai chiesti cosa avreste fatto se, tra il 1943 e il 1945, nell’Italia occupata dai tedeschi, vi foste trovati anche voi in una situazione di questo tipo? Avreste applaudito ai carnefici? Cercato di aiutare le vittime? O avreste «guardato», scrutato da una finestra, aspettando la fine della guerra convinti che il vostro ruolo sarebbe stato sempre e comunque quello di «spettatori»?

La ricerca dell’anonimato In quei due anni, milioni di persone hanno vissuto aspettando che la «nuttata» passasse, schiacciate tra il consenso e la paura, tra il coraggio e la vergogna di «vivere tempi che sarebbero stati giudicati». Sono gli uomini e le donne che popolano una zona grigia sospesa tra le vittime e i carnefici; un pezzo di umanità che è certamente esistita ma che, dal punto di vista storiografico, ha assunto i contorni incerti di una nebulosa difficile da decifrare.

30nov/15Off

LIBERA NOS DOMINE

Testo della canzone di Francesco Guccini:

“”Da morte nera e secca, da morte innaturale,
da morte prematura, da morte industriale,
per mano poliziotta, di pazzo generale,
diossina o colorante, da incidente stradale,
dalle palle vaganti d’ ogni tipo e ideale,
da tutti questi insieme e da ogni altro male,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Da tutti gli imbecilli d’ ogni razza e colore,
dai sacri sanfedisti e da quel loro odore,
dai pazzi giacobini e dal loro bruciore,
da visionari e martiri dell’ odio e del terrore,
da chi ti paradisa dicendo “è per amore”,
dai manichei che ti urlano “o con noi o traditore!”,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Dai poveri di spirito e dagli intolleranti,
da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti,
da eroi, navigatori, profeti, vati, santi,
dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti,
dal cinismo di molti, dalle voglie di tanti,
dall’egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura,
dai preti d’ ogni credo, da ogni loro impostura,
da inferni e paradisi, da una vita futura,
da utopie per lenire questa morte sicura,
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
da fedeli invasati d’ ogni tipo e natura,
libera, libera, libera, libera nos Domine,
libera, libera, libera, libera nos Domine”"

16nov/15Off

Nati con la «camicia nera». Nel Dna italiano l’ombra del Duce

Articolo di Antonio Carioti (Corriere 16.11.15) sul libro ““A noi!”, Rizzoli, di Tommaso Cerno che collega i difetti del Paese agli errori della stagione mussoliniana. “

“”«Quelli che… Mussolini è dentro di noi » cantava Enzo Jannacci, esprimendo con l’immediatezza folgorante dell’artista l’idea che il fascismo avesse lasciato un’eredità profonda nella mentalità e nei comportamenti del popolo italiano. La stessa tesi che Tommaso Cerno, studioso di storia e direttore del «Messaggero Veneto», argomenta con ampiezza nel libro A noi! , un tentativo di leggere l’Italia di oggi come una proiezione di quella che si prosternava (anche se non proprio tutta) ai piedi del Duce. Se gli italiani sono nati con la camicia, afferma l’autore nell’introduzione, si tratta senza dubbio di una camicia nera. Così il processo di crescente personalizzazione della politica, che si è avviato con la sbrigativa risolutezza di Craxi, poi ha trovato un interprete pirotecnico in Berlusconi e oggi produce la martellante comunicazione social di Matteo Renzi, le felpe colorate di Matteo Salvini e i diktat digitali di Beppe Grillo, viene visto da Cerno come una riproposizione più o meno aggiornata dello stile mussoliniano. Così come l’occupazione partitocratica della Rai richiamerebbe l’uso sapiente della radio e dei filmati Luce da parte del regime.

18ott/15Off

Pensiero libero

L’Amaca di Michele Serra (Repubblica 17.10.15 e 18.10.15)

18.10.15: “”Ho cercato di capire qualcosa di più sulla Tomba di Giuseppe, uno dei tanti edifici e siti oggetto dell’inesausta lite tra israeliani e palestinesi, tra ebrei e musulmani. Ho scoperto che al pari di infinite vestigia e reliquie dei tre monoteismi, il valore simbolico è certo, quello storico molto incerto: non si sa nemmeno se la tomba di Giuseppe sia davvero la tomba di Giuseppe; né se Giuseppe sia un personaggio storico o della suggestiva fiction biblica, i cui sceneggiatori non sono più tra noi da circa tremila anni.
Il rispetto che si deve ai simboli (tutti) non può impedire agli uomini di buona volontà di riflettere sul peso micidiale che le tradizioni religiose ancora infliggono ai figli dei figli dei figli; sul prezzo di sangue che ancora esigono. Si ha un bel dire che sono sempre l’economia e la politica a regolare la guerra e la pace, e che il conflitto religioso è solo un pretesto. Come pretesto funziona perfettamente, perpetua gli odii, separa i destini, aizza i fanatici, arma i disgustosi fondamentalismi. Sarà una considerazione banalmente meccanicistica, ma se un’epidemia di laicità, se non di miscredenza, dilagasse in Terra Santa, probabilmente morirebbero meno persone, in Terra Santa.”"

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17.10.15: “”L’abolizione  indiscriminata della tassa sulla prima casa, sia essa un monolocale o un villone, avvantaggia oggettivamente i più abbienti, perché elude ogni criterio di proporzionalità; e l’innalzamento del tetto del pagamento in contanti a tremila euro favorisce l’evasione fiscale. Su questi due punti è impossibile non dare ragione a Bersani e a chi giudica “di destra” i due provvedimenti, e si meraviglia che sia un premier “di sinistra” ad adottarli.

E poiché entrambe le misure non sono certo così nevralgiche e vitali da far dipendere dalla loro approvazione l’esistenza del governo, ci si domanda perché mai Renzi e i suoi debbano mantenere un punto di attrito così evidente con la minoranza interna e con il sindacato, in aggiunta ai tanti già in atto. I casi sono due: o Renzi considera del tutto residuale non tanto la minoranza interna, quanto l’idea stessa di sinistra, anche quando la sinistra ha ragione (è incredibile ma capita); o neanche si rendono conto di quanto urtanti possano essere, per una parte non piccola del loro elettorato e del territorio politico che li esprime, alcuni atteggiamenti e alcune decisioni. Nel primo caso si tratterebbe di provocazioni calcolate; nel secondo, di distrazioni dovute a superficialità. Nessuna delle due ipotesi è a vantaggio del governo.”"

9ago/15Off

Riforme del potere. Potere di riformare

Articolo di Furio Colombo (Fatto 9.8.15)

“”Le riforme. Ci dicono che sono necessarie, ma anche immediate. La trovata di questo governo italiano, che nessuno ha scelto o votato,è stato di gridare ininterrottamente due ordini: correre. E non discutere. Ogni discussione fa male all’Italia. Piagnisteo. Fare, non dire, ti ripetono. Eppure i cittadini continuano a non capire che cosa sta accadendo e per chi, continuano a non vedere, nella loro vita quotidiana, i cambiamenti che vengono prima annunciati, poi, in pochi giorni e senza dibattiti, approvati, e subito celebrati come l’inizio del nuovo mondo. Eppure ci sono molte cose che non sappiamo. Non sappiamo chi è Renzi e chi lo ha mandato, non sappiamo da dove venga, e preparata con chi, o da chi, la lista che ogni tanto estrae per dirci che cosa è fatto e che cosa c’è da fare. Non sappiamo le cifre giuste di nulla perché,come ci ha avvertito l’Istat, ci dicono i numeri che hanno previsto, non quelli che hanno ottenuto.

4ago/15Off

R-egalite’ e tradizioni

Buongiorno di Massimo Gramellini (Stampa 4.8.15)

“”A distanza di secoli dalla gloriosa Rivoluzione il rapporto dei francesi con i re non sembra molto migliorato. Appena il monarca saudita Salman è sbarcato in Costa Azzurra con i propri cari (mille persone del seguito) e ha chiesto di transennare una spiaggia pubblica che aveva avuto l’ardire di trovarsi nei pressi della sua villetta grande come il Molise, i cittadini e i politici locali sono insorti, raccogliendo in pochi giorni centocinquantamila firme che ieri lo hanno indotto a sloggiare.
Ho il sospetto che poche decine di chilometri più a Est le cose sarebbero andate diversamente. L’idea che un miliardario si fosse impadronito di uno spazio pubblico non avrebbe indignato nessuno. In Italia «pubblico» non significa «di tutti», ma «del primo che ci mette sopra le mani». Lungi dal cacciare il prepotente, avremmo solo cercato il modo di approfittarne. Ristoranti improvvisati da diecimila euro a coperto sarebbero sorti nei pressi della villa per sfamare le truppe vacanziere saudite.
E il popolo estromesso dalla spiaggia sarebbe stato ben felice di andare in visita ai luoghi proibiti su appositi pedalò muniti di macchine spara-selfie. Sarebbero sorti baracchini abusivi per vendere le magliette del re, i burqa delle favorite e il famoso panino Salman, un kebab scongelato ripieno di carne scaduta. Il re, commosso, si sarebbe affacciato da un balcone della villa per lanciare petali di rosa e azioni della compagnia petrolifera di famiglia, e i giornali avrebbero sciolto inni alla sua simpatia democratica. Del resto ciascun Paese ha le sue tradizioni: noi il balcone e i francesi la ghigliottina.”"