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9nov/180

Ricerca scientifica

Due articoli sulla ricerca scientifica     LEGGI DI SEGUITO

La ricerca e le risorse pubbliche. Scienza, non servono feudi dorati di Elena Cattaneo (Repubblica 9.11.18)

“”Nell’Italia della ricerca pubblica stremata dalla costante penuria di fondi, dal disinteresse e in questi giorni colpita da un improvvido spoils system, si stanno definendo i tasselli di Human Technopole ( HT), il progetto che assorbirà oltre un miliardo e mezzo di risorse pubbliche nei prossimi dieci anni. A settembre si è aperta la call per i direttori dei centri di ricerca della Fondazione HT e sono state definite alcune nomine spettanti al Consiglio di Sorveglianza, guidato dal Presidente Marco Simoni. Iain Mattaj, già direttore dello Embl, assumerà da gennaio tutti gli oneri e onori del ruolo di direttore della struttura dove operano già i primi ricercatori. È il giro di boa: attraverso decisioni, nomi e ruoli si definiranno i binari su cui viaggerà HT in un futuro che interessa tutto il Paese. Fuori da Palazzo Italia, intanto, l’universo della ricerca pubblica, che non vede spiragli neanche nella legge di bilancio in discussione, guarda a quei mega- finanziamenti pubblici garantiti temendo una nuova competizione ad armi impari. Nonostante l’inversione di rotta rispetto al piano originale e uno Statuto che bilancia responsabilità e funzioni, persistono importanti nodi da sciogliere in fretta e senza equivoci. L’infrastruttura di ricerca HT ha di fronte due strade. La prima, virtuosa, la porterà a costituirsi come ente trasparente al servizio del Paese. La seconda, viziosa, la renderà un nuovo “ ente- cittadella dorata della ricerca”, per pochi eletti ricercatori. Perché il modello virtuoso si affermi è necessario che HT si strutturi come hub a servizio della ricerca italiana, con lo scopo principale di sviluppare e aggiornare facilities e tecnologie avanzate a cui devono poter accedere le università, gli enti di ricerca e gli IRCCS italiani per sviluppare la parte tecnologica dei loro progetti.

28ott/180

Il quarto illuminismo

Articolo di Mauro Bonazzi (Corriere 28.10) “Edward G. Wilson, Le origini della creatività, a cura di Telmo Pievani. Ha fondatola sociobiologia

“”Quando era ancora giovane, all’inizio di una carriera che si sarebbe rivelata folgorante, Edward Wilson, il futuro padre della sociobiologia, andò in visita da un eminente collega di Harvard. Era un entomologo ancora poco conosciuto fuori dagli ambienti accademici, di nome faceva Vladimir Nabokov. Parlarono a lungo, di farfalle, soprattutto di quelle sconosciute, e di tutto quello che ancora attende di essere scoperto nell’universo. Anche Aristotele, il filosofo per eccellenza, si accalorava per ragioni analoghe: «Non si deve nutrire un infantile disgusto verso lo studio dei viventi più umili», scriveva, «in tutte le realtà naturali c’è qualcosa di meraviglioso». Non sembrano argomenti particolarmente intriganti. In realtà sono questioni di vitale importanza, se solo si capisce che cosa c’è in gioco. La spiegazione, comunque, era già nelle farfalle, quelle ancora da scoprire e quelle che svolazzano davanti a noi tutti i giorni.

26ott/180

E la scienza divenne sperimentale. Un rivoluzionario atto di umilta’

Articolo di Stefano Gattei (Corriere 26.10.18) “Conoscenza. La ricostruzione di Edoardo Boncinelli nel saggio «La farfalla e la crisalide» (Raffaello Cortina)

Che cos’è la scienza? E che cosa la distingue dalle altre discipline? La domanda ha impegnato i filosofi per secoli. Se la pone ora, nel libro La farfalla e la crisalide (Raffaello Cortina), un grande scienziato, Edoardo Boncinelli, autore di importanti scoperte in campo genetico. Il saggio ripercorre per importanti snodi concettuali la storia della scienza, dalla sua nascita nella Grecia di 2.500 anni fa, quando l’indagine della realtà era ancora difficilmente distinguibile dalla riflessione filosofica, al presente, nel quale scienza e filosofia appaiono del tutto separate, incommensurabili per capacità di analisi e significatività dei risultati. La farfalla — questa la metafora scelta dall’autore — è la scienza così come la conosciamo oggi: nasce dalla crisalide della filosofia, un intreccio di modi di pensare spesso in competizione fra loro, ma capaci di influenzare profondamente la nostra vita. Poco più di quattro secoli fa, la scienza si svincola dal ruolo ancillare nei confronti della filosofia, sviluppandosi autonomamente e ramificandosi gradualmente in una serie di discipline che, dalla fisica alla biologia all’intelligenza artificiale, hanno sostituito la filosofia come strumento di conoscenza del mondo. Con Galileo, tra scienza e filosofia si apre un baratro che oggi forse non vale neppure la pena di provare a colmare.

30set/180

La fisica a caccia della vita

Intervista allo scienziato George Ellis  di Ida Bozzi (Corriere 30.9.18) “«Ecco una questione fondamentale: i processi di meccanica quantistica svolgono un ruolo importante nella biologia? Ci sono indizi che le cose possano stare proprio in questo modo». Lo scienziato sudafricano George Ellis illustra quello che la ricerca può (e non può dire) sull’esistena. E auspica una maggiore integrazione tra discipline umanistiche e scientifiche”

“”Il grande mistero dell’universo siamo noi. Non solo lo spazio profondo o l’origine del cosmo, che pure sono frontiere della conoscenza. Ma noi, la nostra coscienza e biologia, il motivo per cui siamo qui. Ce ne parla una grande mente della fisica, lo scienziato sudafricano George Ellis, professore emerito di Sistemi complessi all’Università di Cape Town in Sudafrica, e per molti anni docente di Fisica del cosmo alla Sissa, Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste. Proprio alla Sissa, Ellis è atteso il 2 ottobre per inaugurare un nuovo super-istituto, l’Ifpu, Institute for Fundamental Physics of Universe, che prevede la collaborazione di quattro grandi istituzioni scientifiche per studiare la fisica dell’universo con modalità e progetti d’avanguardia. In vista dell’incontro di Trieste, città cui è molto legato anche per i ricordi personali («io e mia moglie eravamo buoni amici di Margherita Hack e Aldo de Rosa»; in particolare Ellis ammirava Hack «sia come scienziata e direttore dell’Osservatorio di Trieste, sia come donna forte che ha avuto molto coraggio nell’esprimere le sue opinioni»), il professore spiega quali sono le sfide della Fisica, tra limiti e spiragli per la conoscenza.
Cominciamo dai limiti. Che cosa può e non può fare la scienza, in particolare la fisica?

23set/180

Cosmologia. L’universo in un saggio del fisico e divulgatore Jim Al-Khalili In viaggio tra i prodigi dello spazio-tempo

Articolo di Vincenzo Barone  vincenzo.barone@uniupo.it (Sole 23.9.18)  “Questo articolo è una versione modificata della prefazione di Vincenzo Barone a Jim Al-Khalili, Buchi neri, wormholes e macchine del tempo (Dedalo, Bari, pagg. 320, € 13,60) nei prossimi giorni in libreria”

“”Ci sono regali di compleanno che lasciano il segno. In occasione dei settant’anni di Albert Einstein, nel 1949, il grande logico matematico Kurt Gödel decise di rendere omaggio al padre della relatività, suo compagno di passeggiate e di meditazioni a Princeton, con un singolare lavoro scientifico, contenente un nuovo modello cosmologico. Gödel era convinto che il tempo fosse un’illusione e pensò di dimostrarlo concependo un universo perfettamente coerente con le leggi della relatività generale ma dotato di una caratteristica inaudita: la possibilità di viaggiare indietro nel tempo, visitando il proprio passato. L’universo di Gödel è molto diverso da quello che conosciamo: per esempio, non si espande, ma ruota. Nessuna legge fisica, però, lo vieta, e se fosse reale, creerebbe non pochi problemi.

22set/180

Galileo, eppur non si abiura

Articolo di Emanuela Minucci (Stampa 22.9.18) “A Londra la lettera perduta con la versione più forte della tesi condannata dalla Chiesa”

“”Non era neanche troppo nascosta. La lettera perduta in cui Galileo Galilei mise giù le sue tesi contro l’idea, sostenuta dalla Chiesa, che fosse il Sole a ruotare intorno alla Terra, si trovava in una biblioteca di Londra. In possesso della Royal Society – la prestigiosa associazione scientifica britannica fondata il 28 novembre 1660 – da almeno due secoli e mezzo, era inspiegabilmente sfuggita all’attenzione degli storici per tutto questo tempo. É stata rintracciata e scoperta da Salvatore Ricciardo, giovane ricercatore dell’università di Bergamo che fra l’altro visitò il 2 agosto scorso con tutt’altri obiettivi. «Non potevo credere ai miei occhi – commenta il ricercatore – si trattava della lettera che tutti hanno cercato per oltre due secoli e non si nascondeva in un posto sperduto, ma proprio nella Royal Society Library». La missiva considerata perduta è stata scoperta proprio da questo studioso nella biblioteca della Royal Society.

22set/180

La scappatella dell’evoluzione: sesso tra i Sapiens e i Neanderthal

Articolo di Giorgio Manzi (Fatto 22.9.18) “Giorgio Manzi racconta l’incontro tra due specie differenti nel tardo Pleistocene: “Tutte le popolazioni, tranne quelle africane, ne portano ancora oggi le tracce”
La scappatella dell’evoluzione: sesso tra i Sapiens e i Neanderthal

“”Ormai è sulla bocca di tutti: qualche scappatella c’è stata. Anzi, più di qualcuna. Parliamo di eventi preistorici che iniziamo ormai a conoscere talmente bene da poterli quasi considerare “storia”. Ci riferiamo a incontri sessuali di un tempo remoto, a incroci genetici e ibridi fertili, dei quali molti di noi portano ancora le tracce nei propri cromosomi. Ma vediamo meglio. Cominciamo col dire che nel tardo Pleistocene, i Neanderthal – cioè le popolazioni della specie estinta Homo neanderthalensis – occupavano tutta l’Europa e parte dell’Asia. In quello stesso periodo, la nostra specie (Homo sapiens) era comparsa in Africa e si andava diffondendo anche fuori da quel continente. Quando le due specie entrarono in competizione ecologica per gli stessi spazi, in Asia occidentale e poi in Europa, i Neanderthal erano già duramente colpiti dagli effetti dell’ultima glaciazione e accusarono la presenza dei nuovi venuti.

9set/180

Licenza di estinguere? La genetica sfida l’etica

Articolo di Telmo Pievani (Corriere 9.9.18)

“”Gli abitanti di Floreana sono un collettivo autogestito in mezzo all’oceano. Da gennaio 2018 proteggono fieramente la biodiversità della loro isola insieme agli scienziati, perché hanno capito che le bellezze naturali possono contribuire allo sviluppo economico di una comunità. Adesso però devono affrontare un dilemma piuttosto crudo: come sterminare asini, capre e ratti per salvare iguane, fringuelli e testuggini? Floreana, come il resto delle Galápagos, è un esperimento evolutivo a cielo aperto: un ecosistema equatoriale unico e isolato, disabitato fino al 1535 e poi invaso da decine di specie aliene portate da coloni e avventurieri. Charles Darwin la visitò nel settembre del 1835 e si accorse che già allora c’erano le bestie sbagliate nel posto sbagliato: «Nei boschi ci sono molti maiali e capre selvatici», annotò. E aggiunse: «Gli animali non temono l’uomo…».

5set/18Off

Benvenuti nel mondo dei quanti “Prima e dopo qui non esistono”

Articolo di Elena Dusi (Repubblica 5.9.18)

“”Giulio Chiribella, 38 anni, insegna a Oxford e Hong Kong Nel 2009 l’intuizione: causa ed effetto possono scambiarsi i ruoli. E ora arriva la conferma da uno studio australiano G iulio Chiribella fa ricerca contemporaneamente alle università di Oxford e Hong Kong e non è un caso che la sua disciplina sia la meccanica quantistica. Nel 2009, a 29 anni, ha aggiunto un tassello al principio secondo cui nel mondo dei quanti una particella può trovarsi in due luoghi. La particella può raggiungere una regione B prima della regione A e, contemporaneamente, la regione A prima di quella B. Alla dimostrazione Chiribella è arrivato con Mauro D’Ariano e Paolo Perinotti dell’università di Pavia, dove ha studiato fisica. Oggi l’idea è stata confermata con un test a base di fotoni da un team australiano. Si è guadagnata il nome di dilemma dell’uovo e della gallina in salsa quantistica.
« Prima e dopo, causa ed effetto possono scambiarsi i ruoli » dice Chiribella. « La meccanica quantistica è così, controintuitiva ma non complicata. Sembra un trucco di magia. A pensarci bene però è un modo diverso di pensare: come passare dall’idea di verità a quella di probabilità».

4set/180

Il Genoma non mente mai: la nostra salute e’ legata agli altri

Articolo di Nicla Panciera (Stampa 4.9.18)

“”La ricerca scientifica, e in particolare quella in ambito biomedico, è sempre più complessa e i suoi risultati, ormai, si susseguono a ritmo sempre più accelerato, producendo nuove evidenze che hanno un pesante impatto sulla vita dei singoli e della società. «La complessità del nostro sistema di conoscenze è analitica e gerarchica, riguarda chi pratica la ricerca, ma le ricadute sulla quotidianità sono immediate», spiega Carlo Alberto Redi, genetista, professore di zoologia all’Università di Pavia e accademico dei Lincei, intervenuto al Festival della Mente di Sarzana, in un dialogo condotto con Manuela Monti, ricercatrice dell’Irccs-San Matteo di Pavia. La combinazione tra la crescente sofisticazione delle informazioni scientifiche e la velocità con la quale si susseguono sta creando un abisso tra ciò che si sa e le decisioni sul da farsi che ne dovrebbero conseguire. Un vero e proprio abisso «da colmare, fornendo a tutti quanti gli strumenti concettuali necessari per capire gli avanzamenti della ricerca biologica. Stiamo parlando del corpo e ciò richiede che l’individuo dica la sua e decida in prima persona».