Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

3ott/180

Donne ‘troppo emancipate’ uccise da killer in Iraq

Due articoli sull’argomento. LEGGI DI SEGUITO
“L’urlo disperato di Miss Iraq “Vogliono ucciderci tutte”” Articolo di Giordano Stabile (Stampa 3.10.18)”

“Adesso c’è anche Miss Iraq nel mirino dei killer misteriosi che in meno di un mese hanno ucciso quattro irachene colpevoli di non starsene a casa, di essere troppo «appariscenti» ed emancipate. Nel video postato su Instagram Shaima Qassem, vincitrice del titolo nel 2015, ha rivelato di essere stata minacciata di morte in un messaggio. «Tu sei la prossima», le hanno scritto, e Qassem ha preso l’avvertimento molto sul serio, anche perché non è il primo. Ancora sotto choc per l’uccisione in pieno giorno e in pieno centro a Baghdad della blogger e modella Tara Faris, Qassem ha lanciato una richiesta di aiuto, fra le lacrime: «Ci uccideranno tutte, soltanto perché siamo famose e appariamo nei media? Se non li fermiamo, ci ammazzeranno come animali».
Sospetti di una banda organizzata

25set/180

Vade retro, diritti

Articolo di Susanna Turco (l’espresso 23.9.18) “Separazioni più costose. Legge sulle unioni civili svuotata, come per l’aborto. Ecco la strategia gialloverde”

“”Adesso che, per puro caso, Matteo Salvini è diventato a Roma vicino di casa del leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, a voltarsi indietro salta fuori che molte cose erano state apparecchiate per tempo. La promessa elettorale c’era – attenzione, anche da parte dei Cinque Stelle. Il contratto di governo pure. I protagonisti erano preparati a scendere in campo, ognuno col suo ruolo: a partire dal senatore Simone Pillon, protagonista di Family day, amico del ministro Lorenzo Fontana, concrezione avvocatesca in cui l’ansia declaratoria di un Domenico Scilipoti si agglutina con la determinazione al cilicio di una Paola Binetti. C’erano le parole, i testi, l’iniziativa parlamentare. Mancava giusto la compagnia di giro – il coro, i figuranti, le prefiche – ma anche quella si sta rapidamente (ri)costituendo, dalle Eugenia Roccella ai Maurizio Gasparri e gli altri 148 sottoscrittori dell’entusiasta intergruppo parlamentare “Vita, Famiglia e Libertà” (c’è pure la Binetti, rieletta e militante in Noi con l’Italia), insieme con un clima che non si respirava così da almeno un decennio.

20set/180

Quel curioso conflitto d’interesse del leghista Pillon, difensore della “famiglia tradizionale”

Articolo di Simone Alliva (Espresso 17.9.18) “Nel suo ddl sull’affido condiviso vuole rendere obbligatoria (e a pagamento) la mediazione familiare. E lui fa proprio il mediatore. Tanto che per promuovere la sua attività sul sito del proprio studio legale scrive: «È in corso di approvazione una modifica al codice civile»”

“”Senatore leghista ma anche avvocato. Membro di spicco del Family Day e promettente ” cacciatore di streghe ” nelle scuole. Ma non solo. Il senatore Simone Pillon che si è distinto negli ultimi mesi per diverse iniziative a favore della “famiglia tradizionale” è anche un mediatore familiare. Un ruolo che la riforma dell’affido condiviso, firmata proprio da Pillon, renderebbe obbligatorio e a pagamento. In relazione alla mediazione familiare, il ddl prevede la creazione presso il ministero della Giustizia di un apposito albo dei mediatori e punta a rendere obbligatorio il ricorso alla mediazione in caso di separazione e di divorzio. Se prima era una possibilità, quello del mediatore potrebbe diventare un imperativo piuttosto oneroso, pronto a ingrossare il bilancio di spesa per le coppie che si vogliono separare.

20ago/18Off

Religione Paradossi del monoteismo, gli idolatri sono sempre gli altri

Articolo di Andrea Nicolotti (Corriere 19.8.18) “Nel corso della storia ebrei, cristiani e musulmani si sono rivolti reciprocamente la stessa accusa. Una ricostruzione di Alessandro Vanoli (Salerno). Demistificazione. Gli illuministi . spezzarono l’assurdo gioco di specchi delle invettive che si annullavano a vicenda”"

“”I grandi monoteismi (ebraismo, cristianesimo e islam) sono accomunati dalla fede in un unico Dio. Ricorda Alessandro Vanoli nel libro Idolatria (Salerno) che — diversamente dai «pagani», che veneravano molti esseri afferenti alla sfera del divino — il Dio di Israele si era progressivamente imposto come unico e geloso, insofferente verso il culto di altre divinità e intollerante verso qualsiasi forma di rappresentazione figurativa della trascendenza. Anche i cristiani da subito si opposero alla fabbricazione e venerazione degli «idoli», sia perché lo consideravano, in ultima istanza, un atto di adorazione dei demòni, sia perché credevano che tali idoli potessero divenirne i ricettacoli; e per estirpare l’idolatria ricorsero alla distruzione delle statue e dei templi che le ospitavano. Maometto, da parte sua, si scagliò contro il politeismo e l’idolatria dei suoi conterranei, colpevoli di associare falsi dèi all’unico Allah.
Può dunque sembrare strano che tutte e tre queste religioni anti-idolatriche siano state vittime dell’accusa di praticare l’idolatria.

20mag/180

Islamisti e neonazi, i gemelli diversi

Articolo di Danilo Taino (Corriere 20.5.18)

“”Logica vorrebbe che due terroristi, uno d’estrema destra e xenofobo, uno islamista e anti-occidentale, messi nella stessa stanza mirassero alle rispettive giugulari. Non è scontato. Potrebbero benissimo scambiarsi opinioni su complotti globali giudaico-massonici, bestemmiare contro gli Usa e la Ue, sostenersi a vicenda nell’odio contro la società liberale. Julia Ebner studia da più di 3 anni entrambi i mondi popolati da questi estremisti: li ha incontrati, ci ha parlato, è andata con loro alle manifestazioni, li ha seguiti sui social. La sua conclusione è che hanno straordinari punti di contatto e, anche se apparentemente armati uno contro l’altro, si alimentano a vicenda. Ebner è una ricercatrice non ancora trentenne del britannico Institute for Strategic Dialogue. L’anno scorso ha pubblicato il risultato del suo lavoro sul campo, da infiltrata, The Rage, che è appena stato tradotto in italiano da NR Edizioni (in ebook ma anche stampabile via Amazon) col titolo La Rabbia. Connessioni tra estrema destra e fondamentalismo islamista. Inizia così: «Bere sidro con militanti di estrema destra non fa parte del mio ideale di come passare una domenica mattina rilassante. Discutere della formazione di un califfato nel Regno Unito non fa parte di come trascorro normalmente il sabato sera. Nonostante questo, il 5 novembre 2016, ho interrotto la mia routine e, nel giro di 20 ore, mi sono tuffata in due mondi estremisti radicalmente opposti che, avrei presto realizzato, sono le due facce della stessa medaglia».

19mag/180

Richard Falk: «Un massacro per dire ai palestinesi: la vostra è una resistenza impossibile»

Intervista al giurista ed ex relatore speciale delle Nazioni unite Richard Falk di Chiara Cruciati (manifesto 19.5.18) “«Tel Aviv vuole convincere il mondo che non esista una soluzione. Ma i popoli ora sanno che la resistenza popolare può supplire all’inferiorità militare: dalla loro parte hanno la superiorità morale e un fine più alto, l’autodeterminazione»

“”La brutalità della risposta israeliana alla Marcia del Ritorno palestinese di Gaza ha generato uno sdegno che non si vedeva da tempo. Centinaia di manifestazioni in tutto il mondo e inusuali condanne da parte di molti governi. La Lega Araba si è risvegliata dal torpore e chiesto un’indagine internazionale; il Consiglio per i diritti umani dell’Onu ha votato per il lancio di un’inchiesta. Ne abbiamo discusso con Richard Falk, professore emerito di diritto internazionale alla Princeton University e dal 2008 al 2014 relatore speciale per le Nazioni unite sulla questione palestinese.
In un suo articolo, scritto dopo la strage di Gaza di lunedì scorso, parla di un «nuovo livello di degradazione morale, politica e legale» israeliana. Un “salto di qualità” nell’uso della forza? “Siamo di fronte a un nuovo livello di quella che chiamo alienazione morale, visibile nella normalizzazione dell’uccisione a sangue freddo di manifestanti disarmati, senza nemmeno tentare di usare metodi alternativi per la messa in sicurezza dei confini. Quello di Gaza ha i contorni di un massacro calcolato, confermato dalle dichiarazioni della leadership israeliana. Parte dello sviluppo di questa alienazione morale è la luce verde data dalla presidenza Trump: qualsiasi cosa Israele voglia fare, può farlo. Sono due le dimensioni del massacro: la motivazione interna israeliana nell’affrontare la questione palestinese e la tolleranza esterna.”
Dice massacro calcolato: qual è l’obiettivo politico? “Le ragioni ufficiali, Hamas e la sicurezza dei confini, non sono quelle reali. Quello che Israele vuol fare è convincere i palestinesi di essere impegnati in una resistenza impossibile. E mandare un messaggio all’Iran e agli altri avversari nella regione: Israele non ha limiti nell’uso della forza, questa sarà la reazione verso chiunque.

19mag/180

La mobilitazione degli ultraconservatori. Il network anti-aborto

Articolo di Maria Novella De Luca (Repubblica 19.5.18)

“”Di certo i partecipanti non saranno “centomila, tanti quanti gli aborti eseguiti ogni anno in Italia” come invece auspicherebbero (gonfiando le cifre) gli organizzatori pro-life della “Marcia per la vita”, Eppure questa edizione 2018 che precede di tre giorni l’anniversario dell’approvazione della legge sull’aborto — era il 22 maggio del 1978, quarant’anni fa — ha un significato che va ben al di là della manciata di attivisti che oggi sfileranno per le strade di Roma. Con tutto il corollario grottesco di croci, stendardi, immagini di feti uccisi e gigantografie di gravidanze avanzate con scritte shock come quelle apparse ( e spesso rimosse) ovunque in Italia. La novità è che l’anniversario della 194 non soltanto ha inasprito i toni dei movimenti antiabortisti, ma ha svelato l’esistenza, anche nel nostro paese, di un vero e proprio network di organizzazioni ultraconservatrici decise a “ripristinare l’ordine naturale” della famiglia. Un network mondiale però, i cui obiettivi, alcuni dichiarati altri segreti, sono la lotta senza quartiere non soltanto all’aborto, ma anche al divorzio, alle tecniche di riproduzione assistita, all’eutanasia, al testamento biologico e naturalmente alle unioni civili ma soprattutto alle “ famiglie gay”, viste come l’attacco più violento all’”ordine naturale”. Chi sono? Alcuni gruppi sono noti, il “Comitato difendiamo i nostri figli” di Massimo Gandolfini o “Generazione Famiglia”, “Manif pour tous” o la onlus “ Pro Vita” di Toni Brandi, che vanta stretta amicizia con il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore. Da poco è sbarcata da noi l’agguerritissima “Citizengo” ricca multinazionale prolife, fondata in Spagna da Ignacio Arsuaga, nipote di un generale franchista, il cui portavoce italiano è Filippo Savarese. Dietro di loro il “ Movimento per la vita”, l’armata bianca del “Cammino catecumenale” fondato da Kiko Arguello e tutta la galassia dei cattolici italiani integralisti. C’è un disegno assai più vasto. Gli esponenti di questi movimenti, i cui fari sono Orbán, Putin e Trump, si riuniscono ciclicamente in consessi internazionali in cui mettono a punto strategie concordate per “ ripristinare l’ordine naturale” della famiglia.

16mag/180

“Con Trump e Bibi non c’e’ alcun futuro. Giocano col fuoco”

Intervista a Nathan Englander di Antonello Guerrera (Repubblica 16.5.18)

“”Come di recente altri scrittori ebreo-americani (Jonathan Safran Foer e Nicole Krauss), anche Nathan Englander ha ambientato il suo ultimo romanzo Una cena al centro della terra (ed. Einaudi) nel cuore del conflitto israelo-palestinese. E cioè l’occhio di una spirale impazzita e oramai a tratti inspiegabile che, come nel libro, somiglia sempre più a un girone infernale, le cui atrocità hanno un impatto devastante anche sulla psicologia degli individui. Al telefono la voce di Englander è confusa, le parole ammassate dalle emozioni. «Non ce la faccio più a leggere il bilancio dei morti al confine con Gaza che aumentano, a decine e decine, non ce la faccio». Englander, 48 anni, è residente a Brooklyn, ma in passato ha vissuto a lungo (dal 1996 al 2001) a Gerusalemme e le cicatrici di quell’illusione di pace lo hanno reso estremamente sensibile a ciò che accade in Terra Santa: «Quel periodo mi ha spezzato il cuore. Allora, dopo gli accordi di Oslo, la pace sembrava incredibilmente vicina, inarrestabile, fulminea, era lì, tanto che temevo di perdermela, che divenisse realtà prima che arrivassi a Gerusalemme. Poi è stato ucciso Rabin, è esplosa la Seconda Intifada, tutte le speranze si sono infrante e io sono andato via». Oggi, dopo il trasferimento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme, la pace sembra incredibilmente lontana.

15mag/180

Crimini di guerra

Due articoli sulla strage di palestinesi a Gaza mentre gli Stati Unuti inauguravano la loro ambasciata a Gerusalemme (manifesto 15.5.18) LEGGI DI SEGUITO

Amnesty: «A Gaza commessi crimini di guerra» “Le reazioni. Il sindacato tunisino Ugtt pensa al boicottaggio delle navi statunitensi. Marines dispiegati nelle sedi diplomatiche Usa in Turchia e Giordania per timore di proteste

“”Se i governi del Medio Orriente tacciono, la gente si muove. Ieri erano centinaia i turchi scesi in piazza a Istanbul per protestare contro il massacro nella Striscia di Gaza. Gli Stati uniti hanno deciso ieri di dispiegare i marines a protezione delle proprie ambasciate in Turchia e Giordania, in previsione delle proteste. In Nord Africa il primo a reagire è il sindacato tunisino Ugtt, nel 2015 vincitore del premio Nobel per la Pace insieme ad altre tre associazioni di categoria tunisine: ha annunciato ieri di voler lanciare un boicottaggio contro le navi statunitensi che attraccheranno nei porti della Tunisia. «Il sindacato – ha detto Mohammed Abbas, vice segretario di Ugtt – sta considerando la proposta di impedire lo scarico e il carico sulle navi americane che arriveranno nei porti tunisini».

13mag/180

“Il mondo ha voglia di fanatici. Ma sono i coraggiosi a evitare le guerre”

Intervista a Amos Oz di Juan Carlos Sanz (Repubblica 13.5.18)

“”TEL AVIV Sembra lo stesso di tre anni fa, ma la sua voce si perde spesso nel registratore tra le fusa del suo gatto Freddie. «Le mie condizioni di salute mi permettono di viaggiare solo con la mia immaginazione», si scusa il più noto scrittore in lingua ebraica. Amos Oz parla nella sua casa di Tel Aviv sugli zeloti, gli estremisti e i settari che preferiscono affrontare un mondo complesso nel modo più semplice, ma finisce col riconoscere che il suo ultimo libro, “Cari fanatici”, è in realtà un lascito: «L’ho dedicato ai miei nipoti. Ho concentrato ciò che ho imparato nella vita, come una storia. La cosa più pericolosa del XXI secolo è il fanatismo. In tutti i suoi aspetti: religioso, ideologico, economico… perfino femminista. È importante capire perché ritorna ora. Nell’islam, in certe forme di cristianesimo, nell’ebraismo… »