Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

7lug/19Off

Rapporto ILO. I ricchi guadagnano in un anno quanto i piu’ poveri in tre secoli

Articolo di Roberto Ciccarelli (manifesto 6.7.19) “Organizzazione internazionale del lavoro. Una ricerca dell’Ilo sui lavoratori: i salari ultra bassi non bastano per sopravvivere”

“”La maggior parte della forza lavoro globale sopporta salari bassi e le occupazioni dove è impiegata non bastano per sopravvivere. Il 10 per cento dei lavoratori più poveri dovrebbe lavorare per più di tre secoli per guadagnare lo stesso reddito del 10 per cento che guadagna di più. Lo sostiene la ricerca dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) intitolata «The global labour income share and distribution» che analizza la più grande raccolta mondiale di dati armonizzati per l’indagine sulla forza lavoro in 189 paesi. Tra il 2004 e il 2017 il reddito della cosiddetta «classe media» è diminuita, mentre è aumentato il salario della parte meglio retribuita dei lavoratori collocati nella parte alta della gerarchia sociale e produttiva.

26giu/19Off

Diritti umani estinti nel mondo per effetto dell’«apartheid climatico»

Articolo di Marco Boccitto (manifesto 26.6.19) “Nazioni Unite. La dura denuncia del relatore speciale sulla povertà estrema Philip Alston: solo i ricchi potranno permettersi di fuggire da fame e conflitti”

“”A metà tra un discorso di Thomas Sankara e un aggiornamento degli Olocausti tardovittoriani di Mike Davis, sull’innesco politico prima ancora che climatico di fenomeni devastanti come El Niño, lo special rapporteur dell’Onu per la Povertà estrema, Philip Alston, ha illustrato con la giusta dose di apocalittico realismo i termini della faccenda. Ripetendo, con toni forti e autorevoli, quanto è e sarà sotto gli occhi di tutti, che saranno i più poveri a subire i danni causati dai più ricchi, che i mutamenti climatici in atto travolgeranno chi vi ha meno contribuito. E che oltre alla scarsità di cibo, acqua e luoghi sicuri in cui vivere, con conseguenti conflitti, migrazioni di massa e vie di fuga che solo i ricchi potranno permettersi, a rischiare seriamente l’estinzione di fronte «agli sconvolgimenti che sono in arrivo» sono gli stessi diritti umani.

19giu/19Off

Rapporto Istat: «In Italia 14 milioni di poveri assoluti o relativi»

Articolo Giansandro Merli (manifesto 19.6.19) “Povertà. Presentato il rapporto con i dati aggiornati al 2018. I dati sono i più alti dal 2005 ma sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente”

“”Nel 2018 oltre 1,8 milioni di famiglie hanno vissuto in condizioni di povertà assoluta e 3 milioni di povertà relativa. Rispettivamente, si tratta di 5 e 9 milioni di individui. Lo rileva l’Istat nel rapporto «La povertà in Italia anno 2018» presentato ieri. I dati sono i più alti dal 2005 ma sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente alla rilevazione.
AL SUD sono povere il 9,6% delle famiglie, percentuale che sulle isole aumenta fino al 10,8% del totale. L’incidenza del fenomeno è più bassa nelle restanti ripartizioni: 6,1% nel nord-ovest e 5,3% nel nord-est e al centro. Il dato è preoccupante, ancor di più alla luce dei provvedimenti legati alla cosiddetta «autonomia differenziata», presto ribattezzata «secessione dei ricchi», che l’esecutivo potrebbe adottare su spinta della Lega di Salvini.

16apr/19Off

Citazione di Alain Touraine: eguaglianza e diversita’

”Com’è possibile coniugare eguaglianza e diversità? Esiste per me una sola risposta: l’associazione di democrazia politica e diversità culturale, fondate sulla libertà del Soggetto. Non è possibile una società multiculturale senza ricorrere a un principio universalista che consenta la comunicazione fra individui e gruppi socialmente e culturalmente diversi. Ma non è possibile una società multiculturale neanche se questo principio universalista afferma poi una concezione dell’organizzazione sociale e della vita personale da considerarsi normativa e superiore alle altre. Il richiamo alla libera costruzione della vita personale è l’unico principio universalista che non impone alcuna forma di organizzazione della società e delle pratiche culturali. E che non si riduce però, al lassismo o alla mera tolleranza, anzitutto perché impone il rispetto della libertà di ciascuno, e dunque il rifiuto dell’esclusione; e poi perché  esige che ogni riferimento all’identità culturale si legittimi con il ricorso alla libertà e all’uguaglianza di tutti gli individui, e non con il richiamo  a un ordine sociale, a una tradizione, o a esigenze di ordine pubblico.””

Citazione di Alain Touraine

13apr/19Off

Diseguaglianze, la ricetta di Barca

Articolo di Rachele Gonnelli  (Sbilanciamoci online 27.3.19)

“”Dal salario minimo orario alla dotazione di 15 mila euro agli studenti fino alle nuove norme per le fabbriche rigenerate dagli operai: sono 15 in tutto le proposte del ForumDD in due anni di elaborazione per “invertire la rotta”. Parte dall’insopportabilità delle diseguaglianze, non tanto etica, in questo caso, quanto piuttosto sociale, economica e persino istituzionale, visto che la democrazia stessa viene messa a rischio dalla brusca frenata delle opportunità di miglioramento di vita delle persone, il nuovo lavoro condotto dall’economista Fabrizio Barca. Un lavoro in verità collettivo, anzi collegiale, che ha visto coinvolti circa cento tra professori universitari, ricercatori e attivisti delle associazioni attraverso un percorso durato oltre due anni, dall’ottobre 2017 a marzo 2019.

4apr/19Off

Barca: “Il capitalismo? Va ridiscusso, ora serve radicalita’ ”

Intervista a Fabrizio Barca di Giacomo Russo Spena (MicroMega online 1.4.19)

“”A partire da 15 proposte elaborate per contrastare le crescenti disuguaglianze nella società, l’ex ministro spiega come non sia sufficiente battersi per la sola redistribuzione delle ricchezze: “Su questo il pensiero keynesiano ha mostrato i suoi limiti, si deve ricominciare ad incidere sui meccanismi di formazione della ricchezza”. Sa che la battaglia sarà lunga, anche per costruire un’alternativa credibile al salvinismo: “Bisogna mettere insieme i mondi della ricerca e della cittadinanza attiva e pensare nuovi luoghi che possano acquistare egemonia culturale e politica nel Paese”.”

Qualcuno se lo sarà chiesto: che fine ha fatto Fabrizio Barca, l’ex ministro ‘illuminato’ che doveva rigenerare i circoli Pd e rilanciare la sinistra? La risposta è arrivata quando, lo scorso 25 marzo, ha illustrato a Roma un rapporto con 15 proposte programmatiche che mirano a modificare i principali meccanismi che determinano la formazione e la distribuzione della ricchezza: dal cambiamento tecnologico al salario minimo, dal concetto di sovranità collettiva al campo della ricerca.

20feb/19Off

Bisogna tornare a parlare di imposta patrimoniale

rticolo di Mauro Gallegati (manifesto 20.2.19) A“Con un’imposta patrimoniale del 2% – tipo quelle in vigore nei paesi scandinavi – applicata solo ai super-ricchi (l’1%) fornirebbe nuove entrate tali da ridurre il rapporto debito/PIL al 60% in meno di dieci anni”

“”L’economia italiana è in rallentamento da oltre 50 anni. Questa caratteristica è comune a quasi tutte le economie avanzate. Ciò che distingue l’economia italiana dalle altre è che, dopo il 1992 cresciamo sistematicamente meno e da quando è scoppiata la crisi siamo i soli – insieme alla Grecia – a non aver recuperato il livello del Pil del 2007. Questo sembra dovuto ad una serie di motivi. Intanto ci sono da pagare oneri finanziari su un debito pubblico che finiscono con lo «spiazzare» gli investimenti, togliere risorse al welfare ed alla spesa che sarà produttiva domani (ricerca, istruzione e università). In secondo luogo, per ridurre la spesa pubblica si è attuata una forte politica di austerity che ha provocato la contrazione della domanda aggregata. Questo ha fatto sì che, per rimanere competitive, le aziende hanno adottato un politica di deflazione salariale, che ha fatto crescere – a livello aggregato – le esportazioni nette, ma depresso ancor più la domanda interna accentuando il risultato paradossale della rivoluzione 4.0 di ridurre la disoccupazione, ma con salari bassi e lavori precari.

14feb/19Off

Socialismo azionario, antidoto alle crescenti disuguaglianze

Intervista di Roberto Veneziani a Giacomo Corneo, docente di economia politica alla Freie Universität di Berlino (Manifesto 14.2.19). In occasione del suo libro «Bessere Welt», pubblicato in più lingue, che propone riforme per traghettare le società contemporanee oltre il sistema capitalista”

“”Secondo il filosofo marxista Gerald A. Cohen: «Il problema fondamentale del movimento socialista è che non sappiamo come far funzionare una società socialista. Il nostro problema non è il presunto egoismo degli esseri umani, ma l’assenza di una tecnologia organizzativa adeguata». L’analisi rigorosa, ma accessibile, dei principali modelli di società alternativi al capitalismo proposti nel corso della storia – da Platone e Tommaso Moro fino al reddito di cittadinanza e al socialismo di mercato – occupa gran parte del libro di Giacomo Corneo Bessere Welt, pubblicato in tedesco presso Goldegg Verlag e tradotto in inglese, francese e giapponese. Il libro si chiude con una proposta dettagliata di riforme per traghettare le economie contemporanee oltre il sistema capitalista. Allievo di Giorgio Lunghini, Corneo è professore di economia politica presso la Freie Universität a Berlino e direttore del Journal of Economics.

Nel 2019, il capitalismo sembra l’unico sistema economico all’orizzonte. Perché un libro sulle alternative possibili proprio ora?

11feb/19Off

Disuguaglianze, indietro tutta . Hanno prodotto ingiustizia, rabbia e sovranismo

Articolo di Alessandro Gilioli (espresso 19.2.19 “Eppure si possono ridurre, invertendo una tendenza trentennale. Le proposte del Forum di Fabrizio Barca”

“”Dopo quasi due anni di lavoro sottotraccia – lontano dai riflettori, dai partiti e dalle controversie quotidiane di palazzo – il Forum delle disuguaglianze e delle diversità è arrivato al dunque. Cioè alla pubblica presentazione (il 25 marzo a Roma) delle sue analisi e delle sue prime proposte per una maggiore giustizia sociale in Italia. Il Forum è un cartello di associazioni, economisti e studiosi il cui volto più noto è Fabrizio Barca, ex ministro, nome storico della sinistra italiana. Ma sarebbe sbagliato ridurre l’iniziativa a lui perché invece ha una vasta e doppia anima: quella di chi sta ogni giorno sul territorio con l’associazionismo e quella di chi studia i macrofenomeni, i dati, le tendenze. Ne fanno parte la Fondazione Basso, la Caritas, Legambiente, ActionAid, Cittadinanzattiva, la fondazione Comunità di Messina, Dedalus Cooperativa sociale, l’Uisp. Ci sono poi, a titolo personale, economisti, sociologi, accademici e ricercatori di diversa estrazione. Da questa alleanza sta nascendo la bozza di quello che è stato chiamato “Programma Atkinson per l’Italia”, dal nome del grande economista inglese morto due anni fa dopo aver dedicato una vita a questi temi con decine di libri di cui l’ultimo, il monumentale “Disuguaglianza. Che cosa si può fare?”, è stato pubblicato nel 2015 da Cortina. Quella che segue è un’intervista collettiva ad alcuni degli esponenti del Forum (vedere in fondo) che abbiamo ospitato nella redazione dell’Espresso per conoscere il senso di questa iniziativa e capire se può accendere una luce nel buio dei progressisti italiani.

10feb/19Off

San Giovanni a tre colori: «Finalmente in piazza»

Articolo di Riccardo Chiari (manifesto 10.2.19) “Il Corteo. La maggior parte dei manifestanti è partita di notte da tutta Italia: «Era proprio ora di tornare in corteo». Il serpentone che esonda il percorso per la troppa gente”

“”Le antiche regole della piazza dicono che una manifestazione è riuscita quando un corteo rompe gli argini del percorso fissato ed esonda nelle grandi vie limitrofe, felicemente anarchico e confusionario, lasciando i ritardatari ancora alla partenza mentre all’arrivo sono già in corso gli interventi dal palco. È quello che è successo alla prima manifestazione unitaria dei sindacati confederali dopo sei lunghi anni, baciata da un sole promettente, vissuta anche di corsa da chi è arrivato a Roma da tutti gli angoli della penisola. Perché i pullman non aspettano, e il viaggio di ritorno già incombe. «SIETE TANTI – tirerà le somme Maurizio Landini – e molti devono ancora arrivare qui in piazza San Giovanni. Ma noi i numeri non li diamo, ce ne sono già troppi che danno i numeri, e allora diciamo: contateci voi». Gli esperti diranno 200mila, gli ottimisti il doppio. Ma davvero non importano i numeri, quando le prime parole che macchiano il taccuino del cronista sono invariabilmente: «Era ora»; «Ci voleva»; «Sempre troppo tardi»; «È solo l’inizio».