Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

20feb/19Off

Bisogna tornare a parlare di imposta patrimoniale

rticolo di Mauro Gallegati (manifesto 20.2.19) A“Con un’imposta patrimoniale del 2% – tipo quelle in vigore nei paesi scandinavi – applicata solo ai super-ricchi (l’1%) fornirebbe nuove entrate tali da ridurre il rapporto debito/PIL al 60% in meno di dieci anni”

“”L’economia italiana è in rallentamento da oltre 50 anni. Questa caratteristica è comune a quasi tutte le economie avanzate. Ciò che distingue l’economia italiana dalle altre è che, dopo il 1992 cresciamo sistematicamente meno e da quando è scoppiata la crisi siamo i soli – insieme alla Grecia – a non aver recuperato il livello del Pil del 2007. Questo sembra dovuto ad una serie di motivi. Intanto ci sono da pagare oneri finanziari su un debito pubblico che finiscono con lo «spiazzare» gli investimenti, togliere risorse al welfare ed alla spesa che sarà produttiva domani (ricerca, istruzione e università). In secondo luogo, per ridurre la spesa pubblica si è attuata una forte politica di austerity che ha provocato la contrazione della domanda aggregata. Questo ha fatto sì che, per rimanere competitive, le aziende hanno adottato un politica di deflazione salariale, che ha fatto crescere – a livello aggregato – le esportazioni nette, ma depresso ancor più la domanda interna accentuando il risultato paradossale della rivoluzione 4.0 di ridurre la disoccupazione, ma con salari bassi e lavori precari.

14feb/19Off

Socialismo azionario, antidoto alle crescenti disuguaglianze

Intervista di Roberto Veneziani a Giacomo Corneo, docente di economia politica alla Freie Universität di Berlino (Manifesto 14.2.19). In occasione del suo libro «Bessere Welt», pubblicato in più lingue, che propone riforme per traghettare le società contemporanee oltre il sistema capitalista”

“”Secondo il filosofo marxista Gerald A. Cohen: «Il problema fondamentale del movimento socialista è che non sappiamo come far funzionare una società socialista. Il nostro problema non è il presunto egoismo degli esseri umani, ma l’assenza di una tecnologia organizzativa adeguata». L’analisi rigorosa, ma accessibile, dei principali modelli di società alternativi al capitalismo proposti nel corso della storia – da Platone e Tommaso Moro fino al reddito di cittadinanza e al socialismo di mercato – occupa gran parte del libro di Giacomo Corneo Bessere Welt, pubblicato in tedesco presso Goldegg Verlag e tradotto in inglese, francese e giapponese. Il libro si chiude con una proposta dettagliata di riforme per traghettare le economie contemporanee oltre il sistema capitalista. Allievo di Giorgio Lunghini, Corneo è professore di economia politica presso la Freie Universität a Berlino e direttore del Journal of Economics.

Nel 2019, il capitalismo sembra l’unico sistema economico all’orizzonte. Perché un libro sulle alternative possibili proprio ora?

11feb/19Off

Disuguaglianze, indietro tutta . Hanno prodotto ingiustizia, rabbia e sovranismo

Articolo di Alessandro Gilioli (espresso 19.2.19 “Eppure si possono ridurre, invertendo una tendenza trentennale. Le proposte del Forum di Fabrizio Barca”

“”Dopo quasi due anni di lavoro sottotraccia – lontano dai riflettori, dai partiti e dalle controversie quotidiane di palazzo – il Forum delle disuguaglianze e delle diversità è arrivato al dunque. Cioè alla pubblica presentazione (il 25 marzo a Roma) delle sue analisi e delle sue prime proposte per una maggiore giustizia sociale in Italia. Il Forum è un cartello di associazioni, economisti e studiosi il cui volto più noto è Fabrizio Barca, ex ministro, nome storico della sinistra italiana. Ma sarebbe sbagliato ridurre l’iniziativa a lui perché invece ha una vasta e doppia anima: quella di chi sta ogni giorno sul territorio con l’associazionismo e quella di chi studia i macrofenomeni, i dati, le tendenze. Ne fanno parte la Fondazione Basso, la Caritas, Legambiente, ActionAid, Cittadinanzattiva, la fondazione Comunità di Messina, Dedalus Cooperativa sociale, l’Uisp. Ci sono poi, a titolo personale, economisti, sociologi, accademici e ricercatori di diversa estrazione. Da questa alleanza sta nascendo la bozza di quello che è stato chiamato “Programma Atkinson per l’Italia”, dal nome del grande economista inglese morto due anni fa dopo aver dedicato una vita a questi temi con decine di libri di cui l’ultimo, il monumentale “Disuguaglianza. Che cosa si può fare?”, è stato pubblicato nel 2015 da Cortina. Quella che segue è un’intervista collettiva ad alcuni degli esponenti del Forum (vedere in fondo) che abbiamo ospitato nella redazione dell’Espresso per conoscere il senso di questa iniziativa e capire se può accendere una luce nel buio dei progressisti italiani.

10feb/19Off

San Giovanni a tre colori: «Finalmente in piazza»

Articolo di Riccardo Chiari (manifesto 10.2.19) “Il Corteo. La maggior parte dei manifestanti è partita di notte da tutta Italia: «Era proprio ora di tornare in corteo». Il serpentone che esonda il percorso per la troppa gente”

“”Le antiche regole della piazza dicono che una manifestazione è riuscita quando un corteo rompe gli argini del percorso fissato ed esonda nelle grandi vie limitrofe, felicemente anarchico e confusionario, lasciando i ritardatari ancora alla partenza mentre all’arrivo sono già in corso gli interventi dal palco. È quello che è successo alla prima manifestazione unitaria dei sindacati confederali dopo sei lunghi anni, baciata da un sole promettente, vissuta anche di corsa da chi è arrivato a Roma da tutti gli angoli della penisola. Perché i pullman non aspettano, e il viaggio di ritorno già incombe. «SIETE TANTI – tirerà le somme Maurizio Landini – e molti devono ancora arrivare qui in piazza San Giovanni. Ma noi i numeri non li diamo, ce ne sono già troppi che danno i numeri, e allora diciamo: contateci voi». Gli esperti diranno 200mila, gli ottimisti il doppio. Ma davvero non importano i numeri, quando le prime parole che macchiano il taccuino del cronista sono invariabilmente: «Era ora»; «Ci voleva»; «Sempre troppo tardi»; «È solo l’inizio».

22gen/19Off

Sempre piu’ disuguali. E il fisco favorisce i ricchi

Articolo Luigi Pandolfi (manifesto 22.1.19 “Rapporto Oxfam. Aumentano i redditi dei paperoni, brusca frenata nella riduzione della povertà. In Italia, a metà 2018, il 20% dei più abbienti possedeva il 72% della ricchezza

“”«Bene pubblico o ricchezza privata?». È il titolo del Rapporto Oxfam 2018, che anche quest’anno, alla vigilia del World economic forum di Davos, riaccende i riflettori sulla vera emergenza di questi tempi: la crescita vertiginosa delle disuguaglianze nel mondo. Redditi dei miliardari che aumentano a un ritmo esponenziale, mentre sono sempre di più le persone che sprofondano nella miseria.
TRA IL 2017 E IL 2018 la ricchezza di 1900 miliardari è aumentata di oltre 900 miliardi di dollari (+12%), oltre 2,5 miliardi al giorno. E quella della porzione più povera della popolazione è crollata dell’11%. Tre miliardi e mezzo di individui vivono con poco più di 5 dollari al giorno; 2,4 miliardi sono in condizione di «povertà estrema», per lo più concentrati nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale. Gli uomini posseggono il 50% in più della ricchezza posseduta dalle donne, che guadagnano, mediamente, il 23% in meno dei colleghi maschi.

18gen/19Off

Il debito pubblico. La nostalgia del 1789

Articolo di Thomas Piketty (Repubblica 18.1.19, traduzione di Fabio Galimberti)
Thomas Piketty, economista francese, studia la disuguaglianza e la distribuzione della ricchezza. Tra i suoi libri “Il capitale nel XXI secolo” (Bompiani, 2014) e “Capitale e disuguaglianza. Cronache dal mondo” (Bompiani, 2017)

“”Con i gilet gialli, abbiamo visto sbocciare l’idea di un referendum sull’annullamento del debito pubblico. Per alcuni, discorsi di questo tipo, già sentiti in Italia, sono la dimostrazione dell’estensione del pericolo «populista»: come si può immaginare di non rimborsare un debito? In realtà la storia mostra che è abituale far ricorso a soluzioni eccezionali quando il debito raggiunge livelli simili. Tuttavia, un referendum non consente di regolare un problema tanto complesso. Esistono tanti modi per annullare un debito, con effetti sociali molto diversi. Fornirò qui due serie di informazioni, prima di tutto sulle regole europee attuali e poi sul modo in cui debiti di questa entità sono stati trattati nella storia. Cominciamo dalle regole europee, che suscitano confusione.

13gen/19Off

1789 La rivoluzione dell’eguaglianza davanti alla legge

Articolo di Vittorio Criscuolo (Corriere 13.1.19) “Splendida e imperfetta l’aurora dei diritti umani”

Con il 1789 si aprì un’epoca nuova. Nulla fu più come prima: la politica, l’economia, la società, la guerra, la religione assunsero allora la dimensione con la quale ancora ci confrontiamo. Tuttavia nel nostro tempo, nel quale la memoria storica, individuale e collettiva, tende ad accorciarsi, le origini dell’età contemporanea sono ricondotte sempre più alla Prima guerra mondiale, mentre il 1789, nella stessa Francia, è ricacciato in un mondo lontano. È un impoverimento non solo della prospettiva storica, ma proprio della coscienza civile. In un’età in cui domina la più cinica Realpolitik, si può ignorare la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789, che esprime tutto lo spirito di quell’anno straordinario? Colpisce intanto l’afflato universale di quel testo, che non mira tanto ad una riforma della Francia quanto alla rigenerazione dell’intera umanità. L’impianto è individualistico: la dichiarazione considera gli individui isolati, uno per uno, ciascuno titolare, per il solo fatto di essere nato, di diritti che lo Stato deve garantire. Certo il diritto naturale, essendo fuori del tempo e della storia, non ha modo di farsi valere rispetto al diritto positivo, ma rappresenta un metro di paragone per valutare in che misura le leggi rispettano i diritti degli individui: un criterio del quale oggi non si può fare a meno.

19dic/18Off

Pepe Mujica: «Il capitale ha reso il mondo piu’ povero e piu’ diseguale»

Intervista a Pepe Mujica di Luca Celada (manifesto 19.12.18) “America latina. Dialogo con l’ex presidente dell’Uruguay, in buen retiro nella sua fattoria: «La maggioranza incolpa capri espiatori subalterni, i migranti. Ma ignora le vere cause: le economie transnazionali e il modo in cui concentrano la ricchezza»”

“”È un carisma pacato quello di Pepe Mujica, ex combattente per la democrazia, ex presidente dell’Uruguay, ex prigioniero politico. Colpisce immediatamente la forza interiore che emana, placida e tenace, da quest’uomo semplice con la saggezza di un Nelson Mandela. Come il leader africano, Mujica ha passato molti anni in prigione, 12 per l’esattezza ai tempi in cui coi Tupamaros si batteva per la libertà del proprio paese. È l’argomento di un film, La Noche de 12 Años, di Alvaro Brechner, presentato quest’anno a Venezia (Orizzonti) e selezionato come film urugayano concorrente all’Oscar. A 82 anni Mujica, il capo di Stato più umile, vive in austero buen retiro nella sua fattoria alternando la guida del trattore a quella del maggiolino dell’87 per cui è noto. L’affetto di cui è oggetto in patria lo ha seguito a Venezia, dov’era protagonista del documentario El Pepe, una vida suprema, di Emir Kusturiça. Sul Lido le folle in attesa di entrare nei cinema solevano prorompere in applausi spontanei al suo passaggio, anche se lui caratteristicamente insiste, «la fama è solo una frottola, in questo mondo ce ne andiamo come siamo arrivati». Lo abbiamo sentito via Skype.
Cosa pensa dell’ondata reazionaria che investe il mondo?

17dic/18Off

“Bloccata la mobilita’ fra le generazioni. Così non c’e’ eguaglianza”

Articolo di Nicola Lillo (Stampa 17.12.18) “Uno studio della Banca d’Italia: “Istruzione e reddito si ereditano Nel Paese viene meno un principio su cui si fonda la democrazia””

In Italia l’istruzione, il reddito da lavoro e la ricchezza continuano a ereditarsi da genitori a figli. L’ascensore sociale nel nostro Paese è fuori uso da tempo e le condizioni di partenza dei più giovani sono decisive per il loro futuro e il successo professionale. È quanto emerge da uno studio dei ricercatori della Banca d’Italia, secondo cui il nostro è tra i Paesi con «una persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche relativamente alta». Un fenomeno che negli ultimi anni è addirittura in aumento e che è la causa principale delle disuguaglianze. L’economista americano Alan Krueger, tra i consiglieri economici di Barack Obama, nel 2012 ha parlato in un importante discorso di «curva del Grande Gatsby». In pratica la sua teoria è che più diminuisce la mobilità sociale tra una generazione e quelle successive, più aumentano le disuguaglianze.

28nov/18Off

Il cambiamento non e’ gialloverde e va in un’altra direzione

Articolo di Roberto Ciccarelli (Manifesto 28.11.18 “Le proposte di Sbilanciamoci: il cambiamento non è gialloverde e va in un’altra direzione. Le 101 proposte per una contro-manovra finanziaria presentate dalla campagna che raccoglie 46 associazioni: «Un’inversione di rotta rispetto alle politiche neoliberiste»

“”Una legge di bilancio vera e propria non c’è ancora perché il sussidio di povertà detto impropriamente «reddito di cittadinanza» e la «Quota 100» sono stati rinviati a misure successive. Su cosa discutono, in realtà, il governo pentaleghista e la Commissione Ue che ha avviato la procedura di infrazione per debito? Di dichiarazioni mediatiche, annunci, informalità contraddittorie su poste di bilancio che vanno e vengono in un caos crescente. E tutto in vista delle elezioni europee di maggio 2019. Questa situazione surreale è «una grave ferita alla trasparenza e al rapporto con i cittadini» sostiene Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci che ieri alla Camera ha presentato la ventesima edizione della sua «contro-manovra». A leggerla, anche sul sito: sbilanciamoci.info, si tratta di una prospettiva ideale ma più concreta del mutevole ircocervo populista che sfuma nella nebbia di una trattativa nervosa.