Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

16apr/19Off

Citazione di Alain Touraine: eguaglianza e diversita’

”Com’è possibile coniugare eguaglianza e diversità? Esiste per me una sola risposta: l’associazione di democrazia politica e diversità culturale, fondate sulla libertà del Soggetto. Non è possibile una società multiculturale senza ricorrere a un principio universalista che consenta la comunicazione fra individui e gruppi socialmente e culturalmente diversi. Ma non è possibile una società multiculturale neanche se questo principio universalista afferma poi una concezione dell’organizzazione sociale e della vita personale da considerarsi normativa e superiore alle altre. Il richiamo alla libera costruzione della vita personale è l’unico principio universalista che non impone alcuna forma di organizzazione della società e delle pratiche culturali. E che non si riduce però, al lassismo o alla mera tolleranza, anzitutto perché impone il rispetto della libertà di ciascuno, e dunque il rifiuto dell’esclusione; e poi perché  esige che ogni riferimento all’identità culturale si legittimi con il ricorso alla libertà e all’uguaglianza di tutti gli individui, e non con il richiamo  a un ordine sociale, a una tradizione, o a esigenze di ordine pubblico.””

Citazione di Alain Touraine

13apr/19Off

Diseguaglianze, la ricetta di Barca

Articolo di Rachele Gonnelli  (Sbilanciamoci online 27.3.19)

“”Dal salario minimo orario alla dotazione di 15 mila euro agli studenti fino alle nuove norme per le fabbriche rigenerate dagli operai: sono 15 in tutto le proposte del ForumDD in due anni di elaborazione per “invertire la rotta”. Parte dall’insopportabilità delle diseguaglianze, non tanto etica, in questo caso, quanto piuttosto sociale, economica e persino istituzionale, visto che la democrazia stessa viene messa a rischio dalla brusca frenata delle opportunità di miglioramento di vita delle persone, il nuovo lavoro condotto dall’economista Fabrizio Barca. Un lavoro in verità collettivo, anzi collegiale, che ha visto coinvolti circa cento tra professori universitari, ricercatori e attivisti delle associazioni attraverso un percorso durato oltre due anni, dall’ottobre 2017 a marzo 2019.

4apr/19Off

Barca: “Il capitalismo? Va ridiscusso, ora serve radicalita’ ”

Intervista a Fabrizio Barca di Giacomo Russo Spena (MicroMega online 1.4.19)

“”A partire da 15 proposte elaborate per contrastare le crescenti disuguaglianze nella società, l’ex ministro spiega come non sia sufficiente battersi per la sola redistribuzione delle ricchezze: “Su questo il pensiero keynesiano ha mostrato i suoi limiti, si deve ricominciare ad incidere sui meccanismi di formazione della ricchezza”. Sa che la battaglia sarà lunga, anche per costruire un’alternativa credibile al salvinismo: “Bisogna mettere insieme i mondi della ricerca e della cittadinanza attiva e pensare nuovi luoghi che possano acquistare egemonia culturale e politica nel Paese”.”

Qualcuno se lo sarà chiesto: che fine ha fatto Fabrizio Barca, l’ex ministro ‘illuminato’ che doveva rigenerare i circoli Pd e rilanciare la sinistra? La risposta è arrivata quando, lo scorso 25 marzo, ha illustrato a Roma un rapporto con 15 proposte programmatiche che mirano a modificare i principali meccanismi che determinano la formazione e la distribuzione della ricchezza: dal cambiamento tecnologico al salario minimo, dal concetto di sovranità collettiva al campo della ricerca.

20feb/19Off

Bisogna tornare a parlare di imposta patrimoniale

rticolo di Mauro Gallegati (manifesto 20.2.19) A“Con un’imposta patrimoniale del 2% – tipo quelle in vigore nei paesi scandinavi – applicata solo ai super-ricchi (l’1%) fornirebbe nuove entrate tali da ridurre il rapporto debito/PIL al 60% in meno di dieci anni”

“”L’economia italiana è in rallentamento da oltre 50 anni. Questa caratteristica è comune a quasi tutte le economie avanzate. Ciò che distingue l’economia italiana dalle altre è che, dopo il 1992 cresciamo sistematicamente meno e da quando è scoppiata la crisi siamo i soli – insieme alla Grecia – a non aver recuperato il livello del Pil del 2007. Questo sembra dovuto ad una serie di motivi. Intanto ci sono da pagare oneri finanziari su un debito pubblico che finiscono con lo «spiazzare» gli investimenti, togliere risorse al welfare ed alla spesa che sarà produttiva domani (ricerca, istruzione e università). In secondo luogo, per ridurre la spesa pubblica si è attuata una forte politica di austerity che ha provocato la contrazione della domanda aggregata. Questo ha fatto sì che, per rimanere competitive, le aziende hanno adottato un politica di deflazione salariale, che ha fatto crescere – a livello aggregato – le esportazioni nette, ma depresso ancor più la domanda interna accentuando il risultato paradossale della rivoluzione 4.0 di ridurre la disoccupazione, ma con salari bassi e lavori precari.

14feb/19Off

Socialismo azionario, antidoto alle crescenti disuguaglianze

Intervista di Roberto Veneziani a Giacomo Corneo, docente di economia politica alla Freie Universität di Berlino (Manifesto 14.2.19). In occasione del suo libro «Bessere Welt», pubblicato in più lingue, che propone riforme per traghettare le società contemporanee oltre il sistema capitalista”

“”Secondo il filosofo marxista Gerald A. Cohen: «Il problema fondamentale del movimento socialista è che non sappiamo come far funzionare una società socialista. Il nostro problema non è il presunto egoismo degli esseri umani, ma l’assenza di una tecnologia organizzativa adeguata». L’analisi rigorosa, ma accessibile, dei principali modelli di società alternativi al capitalismo proposti nel corso della storia – da Platone e Tommaso Moro fino al reddito di cittadinanza e al socialismo di mercato – occupa gran parte del libro di Giacomo Corneo Bessere Welt, pubblicato in tedesco presso Goldegg Verlag e tradotto in inglese, francese e giapponese. Il libro si chiude con una proposta dettagliata di riforme per traghettare le economie contemporanee oltre il sistema capitalista. Allievo di Giorgio Lunghini, Corneo è professore di economia politica presso la Freie Universität a Berlino e direttore del Journal of Economics.

Nel 2019, il capitalismo sembra l’unico sistema economico all’orizzonte. Perché un libro sulle alternative possibili proprio ora?

11feb/19Off

Disuguaglianze, indietro tutta . Hanno prodotto ingiustizia, rabbia e sovranismo

Articolo di Alessandro Gilioli (espresso 19.2.19 “Eppure si possono ridurre, invertendo una tendenza trentennale. Le proposte del Forum di Fabrizio Barca”

“”Dopo quasi due anni di lavoro sottotraccia – lontano dai riflettori, dai partiti e dalle controversie quotidiane di palazzo – il Forum delle disuguaglianze e delle diversità è arrivato al dunque. Cioè alla pubblica presentazione (il 25 marzo a Roma) delle sue analisi e delle sue prime proposte per una maggiore giustizia sociale in Italia. Il Forum è un cartello di associazioni, economisti e studiosi il cui volto più noto è Fabrizio Barca, ex ministro, nome storico della sinistra italiana. Ma sarebbe sbagliato ridurre l’iniziativa a lui perché invece ha una vasta e doppia anima: quella di chi sta ogni giorno sul territorio con l’associazionismo e quella di chi studia i macrofenomeni, i dati, le tendenze. Ne fanno parte la Fondazione Basso, la Caritas, Legambiente, ActionAid, Cittadinanzattiva, la fondazione Comunità di Messina, Dedalus Cooperativa sociale, l’Uisp. Ci sono poi, a titolo personale, economisti, sociologi, accademici e ricercatori di diversa estrazione. Da questa alleanza sta nascendo la bozza di quello che è stato chiamato “Programma Atkinson per l’Italia”, dal nome del grande economista inglese morto due anni fa dopo aver dedicato una vita a questi temi con decine di libri di cui l’ultimo, il monumentale “Disuguaglianza. Che cosa si può fare?”, è stato pubblicato nel 2015 da Cortina. Quella che segue è un’intervista collettiva ad alcuni degli esponenti del Forum (vedere in fondo) che abbiamo ospitato nella redazione dell’Espresso per conoscere il senso di questa iniziativa e capire se può accendere una luce nel buio dei progressisti italiani.

10feb/19Off

San Giovanni a tre colori: «Finalmente in piazza»

Articolo di Riccardo Chiari (manifesto 10.2.19) “Il Corteo. La maggior parte dei manifestanti è partita di notte da tutta Italia: «Era proprio ora di tornare in corteo». Il serpentone che esonda il percorso per la troppa gente”

“”Le antiche regole della piazza dicono che una manifestazione è riuscita quando un corteo rompe gli argini del percorso fissato ed esonda nelle grandi vie limitrofe, felicemente anarchico e confusionario, lasciando i ritardatari ancora alla partenza mentre all’arrivo sono già in corso gli interventi dal palco. È quello che è successo alla prima manifestazione unitaria dei sindacati confederali dopo sei lunghi anni, baciata da un sole promettente, vissuta anche di corsa da chi è arrivato a Roma da tutti gli angoli della penisola. Perché i pullman non aspettano, e il viaggio di ritorno già incombe. «SIETE TANTI – tirerà le somme Maurizio Landini – e molti devono ancora arrivare qui in piazza San Giovanni. Ma noi i numeri non li diamo, ce ne sono già troppi che danno i numeri, e allora diciamo: contateci voi». Gli esperti diranno 200mila, gli ottimisti il doppio. Ma davvero non importano i numeri, quando le prime parole che macchiano il taccuino del cronista sono invariabilmente: «Era ora»; «Ci voleva»; «Sempre troppo tardi»; «È solo l’inizio».

22gen/19Off

Sempre piu’ disuguali. E il fisco favorisce i ricchi

Articolo Luigi Pandolfi (manifesto 22.1.19 “Rapporto Oxfam. Aumentano i redditi dei paperoni, brusca frenata nella riduzione della povertà. In Italia, a metà 2018, il 20% dei più abbienti possedeva il 72% della ricchezza

“”«Bene pubblico o ricchezza privata?». È il titolo del Rapporto Oxfam 2018, che anche quest’anno, alla vigilia del World economic forum di Davos, riaccende i riflettori sulla vera emergenza di questi tempi: la crescita vertiginosa delle disuguaglianze nel mondo. Redditi dei miliardari che aumentano a un ritmo esponenziale, mentre sono sempre di più le persone che sprofondano nella miseria.
TRA IL 2017 E IL 2018 la ricchezza di 1900 miliardari è aumentata di oltre 900 miliardi di dollari (+12%), oltre 2,5 miliardi al giorno. E quella della porzione più povera della popolazione è crollata dell’11%. Tre miliardi e mezzo di individui vivono con poco più di 5 dollari al giorno; 2,4 miliardi sono in condizione di «povertà estrema», per lo più concentrati nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale. Gli uomini posseggono il 50% in più della ricchezza posseduta dalle donne, che guadagnano, mediamente, il 23% in meno dei colleghi maschi.

18gen/19Off

Il debito pubblico. La nostalgia del 1789

Articolo di Thomas Piketty (Repubblica 18.1.19, traduzione di Fabio Galimberti)
Thomas Piketty, economista francese, studia la disuguaglianza e la distribuzione della ricchezza. Tra i suoi libri “Il capitale nel XXI secolo” (Bompiani, 2014) e “Capitale e disuguaglianza. Cronache dal mondo” (Bompiani, 2017)

“”Con i gilet gialli, abbiamo visto sbocciare l’idea di un referendum sull’annullamento del debito pubblico. Per alcuni, discorsi di questo tipo, già sentiti in Italia, sono la dimostrazione dell’estensione del pericolo «populista»: come si può immaginare di non rimborsare un debito? In realtà la storia mostra che è abituale far ricorso a soluzioni eccezionali quando il debito raggiunge livelli simili. Tuttavia, un referendum non consente di regolare un problema tanto complesso. Esistono tanti modi per annullare un debito, con effetti sociali molto diversi. Fornirò qui due serie di informazioni, prima di tutto sulle regole europee attuali e poi sul modo in cui debiti di questa entità sono stati trattati nella storia. Cominciamo dalle regole europee, che suscitano confusione.

13gen/19Off

1789 La rivoluzione dell’eguaglianza davanti alla legge

Articolo di Vittorio Criscuolo (Corriere 13.1.19) “Splendida e imperfetta l’aurora dei diritti umani”

Con il 1789 si aprì un’epoca nuova. Nulla fu più come prima: la politica, l’economia, la società, la guerra, la religione assunsero allora la dimensione con la quale ancora ci confrontiamo. Tuttavia nel nostro tempo, nel quale la memoria storica, individuale e collettiva, tende ad accorciarsi, le origini dell’età contemporanea sono ricondotte sempre più alla Prima guerra mondiale, mentre il 1789, nella stessa Francia, è ricacciato in un mondo lontano. È un impoverimento non solo della prospettiva storica, ma proprio della coscienza civile. In un’età in cui domina la più cinica Realpolitik, si può ignorare la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789, che esprime tutto lo spirito di quell’anno straordinario? Colpisce intanto l’afflato universale di quel testo, che non mira tanto ad una riforma della Francia quanto alla rigenerazione dell’intera umanità. L’impianto è individualistico: la dichiarazione considera gli individui isolati, uno per uno, ciascuno titolare, per il solo fatto di essere nato, di diritti che lo Stato deve garantire. Certo il diritto naturale, essendo fuori del tempo e della storia, non ha modo di farsi valere rispetto al diritto positivo, ma rappresenta un metro di paragone per valutare in che misura le leggi rispettano i diritti degli individui: un criterio del quale oggi non si può fare a meno.