Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

31ago/180

“Mimmo Lucano: «Riace un modello virtuoso. E con i conti a posto»

Intervista al sindaco di Riace di Silvio Messinetti (manifesto 31.8.18) “Il Viminale verso lo sblocco dei fondi dell’accoglienza. Il sindaco: “Si erano sbagliati su di noi. Una manifestazione per i migranti? Aderisco convintamente. Tutti coloro che si riconoscono nella Costituzione dovrebbero scendere in piazza”

“”Sindaco Mimmo Lucano, allora i fondi per Riace si sbloccano. La lotta nonviolenta ha dato i suoi frutti? Intanto, tengo a precisare che si tratta di voci e non ho conferme ufficiali. Ma sono moderatamente ottimista. Si erano sbagliati su di noi. E tutto ciò che di brutto era stato detto su Riace erano solo diffamazioni e castronerie avallate da prefettura e governo Gentiloni. Le controdeduzioni che abbiamo inviato a Roma hanno dimostrato che il modello Riace non solo è virtuoso da un punto di vista etico ma è a posto anche con i conti. Pare che qualcuno al ministero dell’Interno abbia finalmente letto le nostre obiezioni e si sia reso conto che non solo devono ripristinare i finanziamenti, ma devono anche restituire i crediti pregressi. Il processo è in itinere, ma a quanto pare dovranno restituirci anche i fondi del 2017.
In concreto questi soldi a cosa serviranno? A pagare due anni di debiti arretrati. Siamo una comunità di 400 abitanti in default senza questi finanziamenti statali che erano dovuti. E’ una questione di sopravvivenza di una intera popolazione, per l’ospedale, per le scuole, per i servizi pubblici.

29ago/18Off

Lunga vita a chi e’ altruista

Articolo di Annamaria Testa, esperta di comunicazione (Internazionale 2.7.18)

“”È l’altruismo ciò che ci rende davvero umani? Ci sono vantaggi nell’essere altruisti? Oppure l’altruismo non è mai disinteressato, e in fin dei conti non è altro che una forma superiore di egoismo? È la versione chic del buonismo più estremo? Qui vi presento una definizione sintetica, qualche fatto e qualche studio recente. Poi, decidete voi. Io mi limito a suggerire che, in questi tempi in cui essere “cattivisti” va così di moda, e in cui ogni forma di altruismo rischia di essere etichettata come buonismo obsoleto e fallimentare, un pensierino in più sull’essere altruisti ci potrebbe anche stare.
Chiamiamo “altruistico”, dal latino alter (altro), l’atteggiamento e il comportamento di chi non si limita a conciliare il bene proprio con quello altrui (come dovrebbe fare ogni brava persona) ma si preoccupa del bene altrui a prescindere dal proprio, e lo fa affrontando un rischio o un costo, e senza attendersi alcuna ricompensa.

12ago/18Off

Etienne Balibar: Per un diritto internazionale dell’ospitalita’ degli erranti

Articolo di Étienne Balibar (Manifesto 12.8.18) “L’ecatombe quotidiana nel Mediterraneo impone una rifondazione delle norme pari alla portata dei grandi proclami del dopo guerra”

“”Non sono una classe né una razza, la condizione degli erranti rappresenta la mancanza di diritti che bisogna colmare perché ci sia finalmente uguaglianza nell’umanità. Nel Mediterraneo la situazione è sempre più tesa. Un’ecatombe quotidiana, in parte dissimulate. Stati che, per parte loro, istituiscono o tollerano pratiche di eliminazione che la storia giudicherà senza dubbio come criminali. Contemporaneamente, hanno luogo iniziative che incarnano lo sforzo di solidarietà della «società civile»: città-rifugio, «passeurs d’umanità», navi di salvataggio troppo sovente costrette alla guerriglia contro l’ostilità dei poteri pubblici. Questa situazione esiste anche in altre parti del mondo. Ma per noi, cittadini europei, riveste un significato e ha un’urgenza speciale. Richiede una rifondazione del diritto internazionale, orientato verso il riconoscimento dell’ospitalità come «diritto fondamentale» che imponga agli stati degli obblighi, la cui portata sia almeno eguale a quella dei grandi proclami del dopo guerra (1945,1948,1951). Bisogna quindi discuterne.

10lug/180

Altruismo: una scelta che migliora la vita, e non solo

Articolo di Annamaria Testa (Nuovoeutile 2.7.18)

“”È l’altruismo ciò che ci rende davvero umani? Ci sono vantaggi nell’essere altruisti? L’altruismo non è mai disinteressato, e in fin dei conti non è altro che una forma superiore di egoismo? È la versione chic del buonismo più smidollato?
Qui vi presento una definizione sintetica, qualche fatto e qualche studio recente. Poi, decidete voi. Io mi limito a suggerire che, in questi tempi in cui essere cattivisti va così di moda, e in cui ogni forma di altruismo rischia di venire etichettata come buonismo obsoleto e fallimentare, un pensierino in più sull’essere altruisti ci potrebbe anche stare.
IL BENE ALTRUI. Chiamiamo “altruistico”, dal latino alter (altro), l’atteggiamento e il comportamento di chi non si limita a conciliare il bene proprio con quello altrui, come dovrebbe fare ogni brava persona, ma si preoccupa del bene altrui a prescindere dal proprio, e lo fa affrontando un rischio o un costo, e senza attendersi alcuna ricompensa.

7lug/180

ARCI: «Usciamo dalla solitudine, con una maglietta rossa»

Intervista a Francesca Chiavacci, presidente Arci di Rachele Golinelli ((Manifesto 7.7.18)

“”Sono oltre 450 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto a partire dalla chiusura dei porti italiani disposta dal nuovo ministro dell’Interno, lo dicono i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale delle migrazioni. Una strage persino più grande, anche se a singhiozzo, di quella che si verificò a largo di Lampedusa il 3 ottobre di 5 anni fa (368 vittime), che allora destò una tale ondata emotiva di cordoglio e vergogna da portare il governo Letta a varare la missione Mare Nostrum. Adesso invece a rompere un’indifferenza che sembra generale sono Arci, Anpi, Libera e Legambiente che oggi invitano chi non ci sta, chi non è anestetizzato o d’accordo con il cinismo e il razzismo a indossare una maglietta rossa e uscire di casa. Sono state anche organizzate passeggiate collettive in maglietta rossa, ma l’appello è per tutti e per ciascuno. Ne parliamo con Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci
Cosa sta succedendo al popolo italiano? Qualcosa sembra essersi rotto e la mobilitazione di oggi sembra quasi minimale.

12giu/180

Un’azione umanitaria che non significa solidarieta’ con l’Italia

Articolo di Vladimiro Zagrebelsky (Stampa 12.6.18)

“”Stupisce la soddisfazione del governo italiano per il gesto del nuovo governo spagnolo che ha dichiarato di aprire il porto di Valencia alla nave Aquarius e al suo carico umano. Il governo spagnolo, nel rifiuto opposto dalle autorità maltesi e italiane, ha dichiarato di essere disposto a un gesto umanitario. Vero è che il ministro Toninelli, responsabile dei porti, accodandosi alle decisioni del ministro dell’Interno Salvini, ha detto che la situazione a bordo è buona, ciò che permetterebbe a lui e a noi di non preoccuparci troppo. Ma l’intervento spagnolo non è stato motivato da solidarietà verso l’Italia, come fanno credere il presidente del Consiglio Conte, il ministro Salvini (e, dalla Francia, Marine Le Pen). Si tratta invece di un’azione umanitaria verso le donne, le donne incinte, i bambini e gli uomini a bordo. È azzardato allora pensare che invece il rifiuto italiano (e maltese) è inumano? Certo secondo il diritto internazionale un Paese può inibire l’attracco a navi straniere.

7giu/180

L’Albiceleste mostra il cartellino rosso a Israele

Articolo di Michele Giorgio (manifesto 7.6.18) “Calcio. Lio Messi e le altre stelle della nazionale argentina rinunciano alla partita a Gerusalemme con Israele. Proteste rabbiose del governo Netanyahu. I palestinesi applaudono: ‎«Israele deve organizzare e giocare a calcio solo ‎all’interno di frontiere riconosciute». Un cartellone a Hebron invita l’Argentina di Messi a boicottare il match con Israele: «Attenzione, stai entrando in un territorio occupato»”

“”Doveva essere la ciliegina sulla torta delle celebrazioni a Gerusalemme dei 70 anni ‎di Israele. E invece si è rivelata un terribile boomerang per il governo Netanyahu ‎la decisione, anzi l’imposizione, della ministra dello sport Miri Regev di spostare ‎da Haifa a Gerusalemme la sede dell’incontro di calcio amichevole tra Argentina e ‎Israele. L’intento di Regev era quello di affermare il controllo israeliano su tutta ‎Gerusalemme, usando come veicolo lo sport e la presenza del calciatore più grande ‎del mondo, Leo Messi, e delle altre stelle argentine del pallone. Un po’ come era ‎accaduto un mese fa con la partenza da Gerusalemme del Giro d’Italia e del ‎fuoriclasse della bici Chris Froome. Ma la federcalcio argentina e l’Albiceleste non ‎sono gli organizzatori italiani del Giro, che pur di intascare un bel po’ di milioni di ‎dollari hanno ignorato le risoluzioni internazionali, le proteste dei palestinesi (e ‎non solo) e hanno celebrato Gerusalemme capitale di Israele sulla scia delle ‎dichiarazioni di Donald Trump, peraltro in anticipo di qualche giorno sul ‎trasferimento dell’ambasciata Usa da Tel Aviv nella città santa. Gli argentini le ‎ragioni dei palestinesi le hanno ascoltate e per Israele è stata una doccia fredda, ‎anzi gelata. Niente più amichevole, la partita è stata annullata per decisione di ‎Buenos Aires.

6giu/180

Homi K. Bhabha “Ibridi e cosmopoliti cosi’ sfideremo l’onda populista”

Intervista a Homi K. Bhabha di Giancarlo Bosetti (Repubblica 6.6.18)

“”Homi Bhabha, 68 anni, tra le figure intellettuali più note al mondo degli studi post-coloniali (quella ispirata a Franz Fanon, Edward Said), indiano di Mumbai, formazione inglese, poi naturalizzato americano, in cattedra a Harvard; identità “ibrida”, direbbe lui — «non appartengo a una nazione, ma a una comunità, a molte comunità sovrapposte» — ; di casa dove c’è poesia, arte, letteratura (tradotto in italiano il suo I luoghi della cultura, Meltemi, 2001). È un campione riconosciuto di quelle “élite cosmopolitiche”, additate dai nemici come colpevoli, perché troppo attente ai diritti delle minoranze e poco, dicono, alle sofferenze delle maggioranze, bianche e occidentali.
Caro professor Bhabha, oggi è cosmopolitiche in America e in Europa non è più un complimento. Il postcolonialismo e con lui la cultura dei campus americani (la differenza, il politically correct) sono tra i “soliti sospetti”, quando si cercano le cause dell’onda populista.

17apr/180

Il caso Proactiva Open Arms

Articolo di Roberto Saviano (Repubblica 17.4.18) “Migranti, vince la nave della vita”

“”Dal 5 marzo 2018 — e a dire il vero anche da prima — molti si chiedono perché la “sinistra” sia morta e perché nessuno abbia il coraggio dell’autocritica sugli esiti del voto: ma cosa c’è da spiegare, quando per tornaconto elettorale non si è esitato a stringere accordi con i trafficanti. Altro che autocritica, qui siamo nel campo della damnatio memoriae. La storia che vi racconto ha a che fare con quella che è stata fino ad oggi la politica sull’immigrazione della sinistra, il cui testimone rischia di essere raccolto dalla destra xenofoba, che ha dinanzi a sé il terreno spianato da una costante violazione dei diritti umani. La notizia è questa: l’imbarcazione della Ong Proactiva Open Arms, sequestrata e in stato di fermo da quasi un mese, è finalmente stata dissequestrata. Il 17 marzo scorso, l’Open Arms salva dal mare (e soprattutto dai lager libici) 218 migranti, nonostante la guardia costiera libica, pur trovandosi in acque internazionali e compiendo di fatto un atto di pirateria, minacciasse di aprire il fuoco se non le fossero stati consegnati i migranti.

30ago/170

Ma i dimenticati sono ancora troppi

Articolo di Chiara Saraceno (Repubblica 30.8.17)

Con il completamento dell’ultimo passaggio, anche l’Italia avrà finalmente un embrione di reddito minimo per i poveri a livello nazionale. Per chi si batte da decenni — fin dalla prima Commissione povertà presieduta da Gorrieri nel 1986 — perché questo avvenisse, è sicuramente una buona notizia. L’esistenza di una rete di protezione di ultima istanza è un pezzo importante del sistema di welfare, che ne qualifica il carattere solidaristico e non solo di assicurazione contro i rischi. È anche importante che accanto al sostegno al reddito siano previste attività diversificate di integrazione sociale, che vedano coinvolti più attori locali: dalla formazione all’accompagnamento al lavoro, ai servizi di riabilitazione, al sostegno alla partecipazione sociale.