Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

31ago/18Off

La religione arma dei sovranisti per colpire le liberta’ individuali

Articolo di Vladimiro Zagrebelsky (Stampa 31.8.18)

“”Cosa hanno in comune l’ex ufficiale del Kgb sovietico Putin, che si fa fotografare mentre bacia le icone accanto al patriarca della Chiesa ortodossa russa, e Salvini, capo della Lega una volta benedetta dalla sacra ampolla dell’acqua del dio Po, che agita il rosario nel comizio davanti al Duomo di Milano? L’uso della religione evidentemente, richiamata come radice della loro politica, anche quando ne è arduo vedere la coerenza. La religione come «instrumentum regni» non è certo un’invenzione contemporanea, né un abuso dei soli poteri civili senza attiva partecipazione delle chiese. Colpisce però il riemergere di una strumentalizzazione che sembrava ormai svelata e quindi impraticabile, anche per la resistenza sviluppatasi, almeno in Occidente, dall’interno stesso delle chiese. Da parte poi della Chiesa cattolica, in particolare con il pontificato di Papa Francesco, il distacco da connivenze governative si è fatto evidente e critico. Eppure l’oltraggioso abuso non ha trovato ferma denunzia, quasi fosse possibile lasciarlo passare come episodio minore, destinato a essere presto dimenticato. Non sarà così, non solo perché il richiamo dei simboli religiosi è potente per la parte più tradizionalista del mondo cattolico, ma anche perché esso rientra in una operazione politica che investe molti Paesi dell’Unione europea.
L’attacco all’Unione viene svolto su piani diversi da partiti diversi in vari Paesi.

6ago/180

La meta’ dei credenti italiani pratica una religione fai da te

Due articoli sulla fede degli italiani (di Andrea Tornielli, Stampa 6.8.18) LEGGI DI SEGUITO

“”Milioni di persone costruiscono un proprio percorso spirituale sganciato dalle fedi organizzate e dalle strutture tradizionali. I cristiani restano maggioritari, ma solo il 18,5% va a messa la domenica. Per gli altri è un’identità etnico-culturale. La grande statua bronzea di Cristo con le braccia spalancate accoglie i pellegrini. La struttura è quella di un monastero, con il chiostro e diverse cappelle, strutture per l’accoglienza dei pellegrini oltre al tempio principale dove possono trovare posto fino a un migliaio di persone. Siamo alle porte di Leini, nell’hinterland torinese. La cupola di rame che sovrasta il grande tempio a navata unica non fa da scenario a messe celebrate da preti cattolici, bensì ai «darshan» le liturgie guidate da «swami» Roberto Casarin o dai suoi «ramia» uomini e donne sacerdoti del movimento di Anima Universale.

3ago/180

Anatomia di una scelta ingiusta

Articolo di David Grossman (Repubblica 3.8.18 Traduzione di Alessandra Shomroni) “La legge che proclama Israele stato-nazione del popolo ebraico. Così Israele spezza l’uguaglianza. Una minoranza araba con una ferita aperta è più facile a manipolazioni, a essere sobillata, intimidita, divisa . È una lotta tra chi è disperato e chi ancora spera. Tra chi si è arreso e chi mantiene nel cuore un’idea

“”Il potenziale di divisione e di distruzione contenuto nella legge che proclama Israele stato-nazione del popolo ebraico salta talmente all’occhio che l’ostinazione del Primo ministro a non introdurre nessun emendamento alla suddetta legge risveglia il sospetto che vi sia un’intenzione nascosta: quella di voler mantenere aperta la ferita dei rapporti tra Stato e minoranza araba. Una ferita infiammata e minacciosa. Da cosa potrebbe derivare l’intenzione di Netanyahu? Perché il governo e chi lo guida vorrebbero una cosa simile? Possiamo solo immaginarlo. Forse perché una minoranza con una ferita aperta è più vulnerabile e più facile a manipolazioni, a essere sobillata, intimidita, divisa. Forse perché è più propensa a subire una politica di “divide et impera”.

22mag/180

L’ultima trappola della «Buona scuola»

Da manifesto 22.5.18 “Appello al Miur. L’inserimento di docenti Irc nelle Commissioni d’esame per la terza media è l’ultimo atto di un processo sotterraneo per recuperare all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche il ruolo di «materia obbligatoria» con diritto all’esonero”

“”Il Decreto legislativo 62/2017 stravolge tacitamente le disposizioni contenute nell’art. 185 comma 3 del Decreto 297 1994. Si tratta della sostituzione dell’elenco relativo alle materie all’Esame di Stato conclusivo della Scuola Secondaria di I°grado con la dicitura riferita a «tutti i docenti del Consiglio di Classe». Tra le materie indicate nel Decreto del 1994 non figurava l’Insegnamento della Religione Cattolica (Irc). È questa un’ultima trappola della legge denominata «Buona Scuola». L’inserimento di docenti Irc nelle Commissioni d’esame per la terza media è l’ultimo atto di un processo sotterraneo – iniziato con il rinnovo del sistema concordatario – per recuperare all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche il ruolo di «materia obbligatoria» con diritto all’esonero. Solo con difficoltà sono state introdotte norme e istituti per rendere effettiva la nuova facoltatività con la formulazione delle quattro alternative fra cui la frequenza di una reale materia alternativa.

16mag/180

Settant’anni della Nakba, la catastrofe infinita

Articolo di Tommaso Di Francesco (manifesto 16.5.18) “I settant’anni dello Stato d’Israele sono anche i settant’anni della Nakba, la «Catastrofe» del popolo palestinese, la cacciata nel 1948 di centinaia di migliaia di palestinesi”

“”I settant’anni dello Stato d’Israele sono anche i settant’anni della Nakba, la «Catastrofe» del popolo palestinese, la cacciata nel 1948 di centinaia di migliaia di palestinesi (da 700mila a un milione) in una operazione di preordinata pulizia etnica che li ha trasformati nel popolo profugho dei campi. A confermare laa doppiezza strabica degli eventi nel rapporto di causa ed effetto, è arrivato lo spostamento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme, la festa della «grande riunificazione» di Netanyahu; proprio mentre la promessa elettorale mantenuta di Trump provocava la rivolta e la strage di 60 giovani nel tiro al piccione a Gaza. Secondo i versi del poeta palestinese Mahmud Darwish: «Prigionieri di questo tempo indolente!/ non trovammo ultimo sembiante, altro che il nostro sangue». Invece sulla descrizione in atto del massacro si esercitano gli «stregoni della notizia»: così abbiamo letto di «ordini dalle moschee di andare correndo contro i proiettili», di «scontri», di «battaglia» e «guerriglia». Avremmo dunque dovuto vedere cecchini, carri armati e cacciabombardieri palestinesi fronteggiare cecchini, tank e jet israeliani, con assalti di uomini armati. Niente di tutto questo è avvenuto e avviene. Invece, nella più completa impunità, la prepotenza dell’esercito israeliano sta schiacciando una protesta armata di sassi, fionde e copertoni incendiati. Per Netanyahu poi si tratterebbe di «azioni terroristiche».

7mag/180

Prof di religione all’esame: a rischio i calendari

Articolo di Vds (Fatto 6.5.18) “Scuola media – I docenti obbligati a essere in commissione. I presidi: “Gli spostamenti obbligatori creeranno ritardi”

“”Prevedere il caos è molto facile, anzi quasi una certezza: da quest’anno è d’obbligo che i professori di religione siano presenti all’esame finale di terza media. Un obbligo che però sta creando moltissimi problemi ai dirigenti scolastici e agli insegnanti, ma anche a genitori e studenti. Complicatissimo organizzare il calendario delle prove.
Il motivo è semplice: ogni docente di religione ha solo un’ora di lezione per classe. Questo significa che per completare le ore previste dal suo contratto, insegna in ben più di una classe. Così, gestire la sua presenza in ogni seduta d’esame rischia di prolungare i tempi e di far slittare le prove oltre il 30 giugno. Inutilmente.
Il punto: fino all’anno scorso, nelle commissioni d’esame dovevano esserci gli insegnanti delle materie d’esame. Il docente di religione partecipava solo allo scrutinio finale. Da quest’anno, invece, la commissione d’esame dovrà essere formata da tutti i docenti del consiglio di classe inclusi quelli di religione o della materia alternativa.

4mag/180

Scuola, insegnanti di religione agli esami di terza media: e’ protesta

Articolo di Ilaria Venturi (Repubblica.it 4.5.18) “A giugno le nuove prove prevedono la presenza di tutti i docenti della classe. Lettera di 14 associazioni di genitori e docenti al Miur: “Norma incongruente, da abolire”

“”Sorpresa, anche l’insegnante di religione sarà presente nelle commissioni del nuovo esame di terza media che a giugno vedrà impegnati 574mila alunni. Ed è polemica. Quattordici associazioni di genitori e docenti chiedono chiarimenti urgenti al Miur per arrivare ad abolire la novità. E alzano il tiro: “Denunciare l’incongruenza di tale nuova norma diventa un’occasione per riproporre la necessità di rivedere l’intera normativa sull’insegnamento della religione cattolica e di riproporne la collocazione fuori dell’orario ordinario delle lezioni”. Insomma, una piccola norma inserita nel decreto legislativo n. 62/2017 in materia di valutazione e di esame infiamma gli animi e rischia di scatenare una nuova guerra sulla religione a scuola. Tra l’altro la novità, contestata anche dalla Cgil-Scuola e dall’associazione nazionale presidi, che ha parlato di “rilevanti difficoltà organizzative”, sembra poco apprezzata – si legge nei commenti in Rete – anche dagli stessi interessati.

30apr/180

Baviera. Non piace a Marx (il vescovo) il crocefisso in uffici pubblici

Articolo di Roberto Brunelli (Repubblica 30.4.18)

“”Parole inequivocabili, quelle di Marx. Il suo è un “no” forte e vibrante al crocefisso appeso d’obbligo negli uffici pubblici: «Non spetta allo Stato spiegare quale sia il significato della croce», tuona. Solo che non è di Karl Marx, l’autore del Capitale, che stiamo parlando, ma di Reinhard Marx, arcivescovo e cardinale nonché presidente della Conferenza episcopale tedesca. Che in un’intervista alla Süddeutsche Zeitung ha frontalmente attaccato il governatore della Baviera Markus Söder, il cui gabinetto martedì scorso ha varato una direttiva per cui in ogni locale pubblico del Land dovrà essere appeso il simbolo della cristianità. Iniziativa che ha scatenato, in un paese a forte impronta laica come la Germania, un dibattito furioso che è andato ben oltre i confini della Baviera: i Verdi e la Linke definiscono di natura «populista e anticostituzionale» la sortita del cristiano-sociale Söder, mentre i liberali di Christian Lindner non esitano a parlare di «profanazione della croce». Pure diversi importanti esponenti della Chiesa bavarese reagiscono con nervosismo: «La croce non è mica il logo di una campagna elettorale». I sondaggi non aiutano: secondo un rilevamento dell’istituto Emnid per la Bild, è contrario all’affissione del crocefisso il 64% dei tedeschi.

13gen/180

Il caso Orlandi Emanuela e le verita’ negate “ Il Vaticano apra gli archivi”

Articolo di Emiliano Fittipaldi (Repubblica 13.1.17) “La ragazza scomparsa nel 1983 oggi avrebbe 50 anni. Lo Stato ha chiuso l’inchiesta ma la famiglia non si arrende

“”Emanuela Orlandi, fosse viva, domani festeggerebbe il suo compleanno. Cinquant’anni tondi tondi. La ragazzina che amava Gino Paoli è nata mezzo secolo fa, all’inizio dell’anno delle rivolte studentesche. Trentaquattro anni e mezzo, invece, sono passati dall’ultima volta che Emanuela è stata vista uscire di casa, sorridente e con il flauto a tracolla, mentre cercava invano di scroccare un passaggio in moto dal fratello per andare alla scuola di musica. Era un pomeriggio della caldissima estate del 1983. «È trascorso tanto tempo, ma sembra ieri», dice Pietro, che ha voluto realizzare, con Sky, un documentario sulla sparizione della sorella minore. «Ho deciso di farlo perché lei è diventata il simbolo delle persone scomparse. E delle famiglie che vivono nel silenzio il loro dramma».

22dic/170

L’Italia smarrisce il senso del sacro e si riduce il numero dei cattolici

Articolo di Daniele Marini (Stampa 22.12.17) “I risultati della ricerca condotta da “Community Media Research” per “La Stampa” In 20 anni è aumentato soltanto il numero di coloro che non si riconoscono in nessuna fede”

“”Le festività natalizie fanno scattare, nel discorso mediatico, un meccanismo consolidato: come andranno le spese delle famiglie in regali, cibo e vacanze? Come andranno i consumi? Non solo a causa delle difficoltà di quest’ultimo decennio il Natale è annoverato fra gli indicatori dell’andamento dell’economia. La dimensione religiosa della ricorrenza, e non sempre, si declina nell’intimità familiari, nel privato o confinato alle comunità dei credenti. Eppure, la rieligiosità, così come l’ideologia politica, costituiva un universo di valori per le persone. Un insieme di norme che contribuiva a guidare l’azione dei singoli. Permetteva la costruzione di un senso comune. Offriva un obiettivo condiviso per la costruzione della società e del suo futuro. Religiosità e ideologie erano le narrazioni delle comunità che (e di come) si sarebbero dovute costruire. L’uso dei verbi al passato non è casuale. Perché tali pilastri hanno perso la loro valenza.