Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

18feb/180

Una legge di iniziativa popolare per ribaltare il classismo della scuola italiana

Articolo di Marina Boscaino (manifesto 18.2.18)

“”Ha ragione Piero Bevilacqua a sottolineare la «distrazione» nell’attuale campagna elettorale rispetto a un tema strategico come quello dell’istruzione. Esiste però un testo che affronta la decostituzionalizzazione intenzionale cui la scuola è soggetta da 20 anni. Si tratta della Lip (legge di iniziativa popolare) Per la scuola della Costituzione. L’8 settembre è stata depositata in Cassazione e da qualche giorno è iniziata la raccolta delle firme per proporne la discussione parlamentare. 37 articoli, che abrogano gran parte della normativa degli ultimi 15 anni, dalla riforma Moratti, alla Gelmini, alla «Buona Scuola», tentando di riportare la scuola al modello dettato dagli artt. 3, 9, 33 e 34 della Carta. Non solo abrogare, dunque, ma anche ri-costruire e ri-portare la scuola all’altissimo rango di organo costituzionale, quale fu pensata – non a caso – nell’Italia che risorgeva sui principi dell’antifascismo. La Lip non si propone di intervenire su tutti gli aspetti della normativa scolastica, ma di disegnare un’idea di scuola. Vi si parla di gratuità e di inclusione, perché la scuola è lo strumento che la Repubblica ha in mano per «rimuovere gli ostacoli»; di laicità (sono vietate le cerimonie di culto negli edifici scolastici; l’IRC è in orario extracurricolare; viene abolito l’inserimento delle scuole paritarie private dal sistema nazionale di istruzione); si prevede un rapporto alunni-docente che scongiuri per sempre le classi pollaio;

17feb/180

Nel nome di Giordano Bruno: costituzionalmente laici

Articolo di Maria Mantello (MicroMega online 16.2.18

“”Sono trascorsi 418 anni da quel 17 febbraio del 1600 quando il filosofo Giordano Bruno fu arso vivo in Campo de’ Fiori a Roma, per ordine del tribunale della Santa Inquisizione presieduto dal pontefice romano. «Eretico, pertinace, impenitente …» recitava la sentenza nella sua tracotanza di potere. E voleva essere espressione di massimo spregio, per chi come Bruno rivendicava il diritto umano di pensare e scegliere autonomamente. L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” come ogni 17 febbraio in Campo de’ Fiori a Roma (dalle ore 17.00) rende onore a Giordano Bruno, perché la memoria di quel rogo sia per ciascuno la fiamma della ragione contro l’oscurantismo.
«Nel nome di Giordano Bruno. Costituzionalmente laici», è il titolo scelto quest’anno. Dopo la deposizione delle corone di alloro, con accompagnamento della Banda Musicale del Corpo di Polizia Municipale di Roma Capitale, e i saluti istituzionali del Comune di Roma e di quello di Nola, la manifestazione proseguirà con le relazioni di Giuliano Montaldo – Giordano Bruno, la libertà per amica; Maria Mantello – Giordano Bruno, maestro di laicità; Gianni Ferrara – 70 anni di sana e robusta Costituzione; Fabio Cavalli – La parola a Giordano Bruno. Presenta Antonella Cristofaro.

16feb/180

Lettera aperta al direttore del Museo Egizio di Torino

Lettera aperta di Cinzia Sciuto al direttore del Museo Egizio di Torino (blog Animabella del 14.2.18 “Il Museo Egizio di Torino ha promosso una encomiabile iniziativa rivolta ai cittadini di lingua araba. Ma se – come il direttore ha correttamente spiegato a Giorgia Meloni, che davanti al museo aveva inscenato una sconclusionata protesta – la lingua araba non coincide con la religione musulmana, perché nella campagna fatta per la promozione di questa iniziativa è stata scelta una donna con l’hijab?”

“”Gentile dott. Greco, forse suo malgrado, lei è stato, in quanto direttore del Museo Egizio di Torino, al centro delle cronache in questi ultimi giorni a causa di una protesta inscenata proprio davanti il museo dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che contestava la vostra campagna “Fortunato Chi Parla Arabo”, grazie alla quale, si legge sul vostro sito, “dal 6 dicembre 2017 al 31 marzo 2018 i cittadini di lingua araba potranno entrare in 2 al costo di un biglietto intero”.

19dic/170

Ius soli. Digiuno contro la rinuncia e l’indifferenza

Articolo di Luigi Manconi (manifesto 19.12.17)

Chi mi vuol bene mi segua. Ma anche chi non mi vuole bene, e persino chi mi detesta. Tutti coloro, insomma, che ritengono lo ius soli e culturae una legge saggia e ragionevole sono invitati a partecipare allo sciopero della fame che intraprendo da oggi. Digiuno che inizio oggi, martedì 19 dicembre, e proseguirò fino a quando ci sarà un’ora o un minuto di tempo per la discussione parlamentare. Non è affatto vero, infatti, che il tempo non ci sia. Quando c’è la volontà politica, il tempo si trova sempre. Si ha a disposizione un’intera settimana di lavoro parlamentare, prima del giorno di Natale, e si può ricorrere, come tante volte è accaduto, alle sedute notturne. Dunque, si può fare: e c’è una conferma limpida e recentissima. La legge sul biotestamento sembrava destinata, appena due mesi fa, a un’archiviazione definiti a, in attesa di tempi migliori. Si è manifestata, invece, una volontà politica, che è stata perseguita con determinazione, e che ha portato a un ottimo e insperato risultato.

18dic/170

Testamento biologico: una grande battaglia vinta

Articolo di Carlo Troilo (MicroMega online 14.12.17)

“”Ora che la legge sul testamento biologico è stata definitivamente approvata, vale la pena di ripercorrere rapidamente la storia dei diritti civili negli ultimi decenni. Gli anni Settanta furono la grande stagione dei diritti civili e sociali. L’elenco delle leggi approvate in quel decennio è impressionante: divorzio, aborto, statuto dei diritti dei lavoratori, scuola media unica, sistema sanitario nazionale, riforma del diritto di famiglia ed altri ancora. Un elenco stupefacente soprattutto se si pensa che in quel decennio tutti i Presidenti del Consiglio furono democristiani e che il premier che firmò la legge sull’aborto era il cattolicissimo Andreotti (che poi disse a Santa Teresa di Calcutta di essersi pentito. Ma intanto aveva firmato). E non solo furono approvate tutte queste leggi, ma furono cancellati dal codice penale (tema su cui tornerò più avanti) decine di norme ritenute incostituzionali o comunque non più consone al comune sentire (fa le altre, il matrimonio riparatore, il delitto d’onore, l’adulterio e il concubinato).

29nov/170

Stefano Rodota’, la dignita’ sociale dell’uomo

Gaetano Azzariti, Testo dell’intervento al convegno La vita prima delle regole – Idee ed esperienze di Stefano Rodotà tenutosi alla camera dei deputati lunedì 27 novembre (manifesto 29.11.17)

“”Alle origini della riscoperta della dignità – nel secondo dopoguerra – ci fu la reazione agli orrori che avevano portato non solo ad una guerra come tante altre del passato, ma ad una guerra di distruzione contro l’umanità, contro la stessa idea di umano: l’olocausto, Auschwitz, ma anche la bomba atomica avevano oltrepassato ogni limite. Per salvare l’umanità bisognava ricordarsi che non basta sopravvivere alle tragedie. Subito dopo la guerra, nel 1947, la Costituzione italiana fu la prima al mondo ad individuare nel principio di dignità la leva del riscatto. Ne fa esplicito riferimento in tre articoli, operando un gioco di rinvii di straordinario valore. L’anno successivo la dignità aprirà la Carta dei diritti dell’Onu. L’8 maggio del 1949 sarà la volta della legge fondamentale tedesca. Da allora nessuno ha più contestato il valore della dignità umana. Un successo, indubbiamente. Non si può però tacere che, spesso – e forse sempre più – è apparso anche un successo fatto più di parole che non di concrete azioni. Tant’è che – in seguito – persino delle guerre sono state dichiarate in nome della dignità di popoli offesi, contro altri popoli ritenuti indegni. Ciò è potuto accadere perché è prevalsa la retorica dei concetti sulle istanze materiali che questi stessi concetti vogliono tutelare. Il contributo straordinario di Stefano Rodotà credo sia stato quello di aver fornito una ricostruzione della dignità antiretorica e storicamente fondata. Sottolineo solo tre passaggi della sua riflessione che ritengo possano dare il senso della profondità del suo pensiero.

12nov/170

Prima del voto, le leggi utili

Articolo di Michele Ainis (Repubblica 12.11.17) “Dal biotestamento alla nuova cittadinanza sarebbe saggio approfittare di quest’ultima finestra temporale”

“”AMEN, la messa è finita. O no? O c’è invece spazio per qualche altro scampolo di legislatura, dopo l’approvazione della legge di bilancio? L’ultimo dubbio che accompagna questo finale di partita ne investe difatti la durata, il calcolo dei tempi regolamentari. Siccome vari giocatori in campo li considerano esauriti, siccome alcuni aggiungono che ogni prolungamento truccherebbe il gioco democratico, urge chiedere soccorso a un ragioniere, magari potrà aiutarci a ragionare.
Perché è questione di numeri, di date. E perché le date aprono un problema di matematica costituzionale. Che si presenta con un ambo: 60 e 61. Due norme iscritte nella Costituzione, due cerchi in rosso nel nostro calendario collettivo. La prima stabilisce la durata della legislatura: 5 anni, prolungabili soltanto in caso di guerra. La seconda prescrive l’elezione delle nuove Camere entro 70 giorni dalla fine delle precedenti. A questo punto ci aiuta a far di conto il ragioniere. La XVII legislatura ha avuto inizio il 15 marzo 2013, dunque la sua scadenza naturale si consuma il 14 marzo 2018. E dunque il prossimo turno elettorale dovrebbe cadere nei 70 giorni successivi, fra il 15 marzo e il 23 maggio 2018. Tuttavia, poiché si vota di domenica, la finestra temporale si restringe: la prima domenica utile coincide con il 18 marzo, l’ultima con il 20 maggio.

2ott/170

I monoteismi e la favola dei tre anelli

Articolo di Michele Martelli (micromega on line 27.9.17

“”Si è svolto nei giorni scorsi a Città di Castello (Perugia), promosso da “L’altrapagina”, ardita e meritoria rivista mensile religiosa, politica e culturale, fondata da don Achille Rossi, un convegno nazionale di studi, il XXXI della serie, organizzato e diretto dallo stesso don Achille, sul tema “Tre monoteismi in dialogo. Ebraismo, cristianesimo, islam”. Relatori: Vito Mancuso, noto teologo e scrittore, Shahrzad Houshmand Zadeh, docente iraniana di teologia islamica alla Sapienza, Gianni Vacchelli, biblista e cultore di studi danteschi, e Giovanna Micaglio Benamozegh, membro della Comunità ebraica di Roma. Non voglio tracciare qui un forse noioso resoconto del convegno, che è stato sicuramente ricco e stimolante, ma limitarmi ad estrarne qualche tema, su cui riflettere autonomamente. Ammesso, per pura ipotesi, che oggi, nel mondo secolarizzato e globalizzato di oggi, non ci sia più posto per conflitti e diatribe teologiche, tipiche di altri tempi, su quale sia la vera fides e la vera religio, ne consegue che le religioni, quindi anche i monoteismi, se vogliono sopravvivere, devono seguire altre vie.

9set/170

La nuova eta’ dei lumi

Da pagina99 del 9.9.17

“”Un continente sempre più secolarizzato L’Europa è un continente sempre più secolarizzato. Un’indagine del centro di ricerche americano Pew Research, pubblicata alla fine di agosto, mostra come in molti Stati del vecchio continente un numero crescente di cittadini dichiari di non avere affiliazione religiosa e si definisca ateo o agnostico: il 43% dei norvegesi, il 41% degli svedesi e il 37% dei belgi. Ma è l’Olanda la patria dei “senza dio”: la maggioranza relativa dei cittadini, infatti, il 48%, dice di non appartenere ad alcuna chiesa e di non seguire nessun credo. Tra i fedeli, invece, il livello di partecipazione alla vita delle loro comunità religiose si è abbassato così come il livello di osservanza dei precetti stabiliti dalla dottrina. I dati sulla secolarizzazione dell’Europa rientrano in un più ampio studio condotto dal centro americano sull’assottigliarsi delle differenze tra cattolici e protestanti nell’anno in cui ricorrono i 500 anni della riforma protestante. Oggi la «la maggioranza o la maggioranza relativa di entrambi i gruppi sostiene che la fede sia necessaria per accedere al paradiso tanto quanto le buone opere, la posizione tradizionale del cattolicesimo», scrivono gli studiosi. «Meno persone ritengono invece che solo la fede (in Latino, sola fide) conduca alla salvezza, la posizione di Martin Lutero».

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7ago/170

Il popolo dei diritti civili negati. “Noi dimenticati dalla politica”

Da Stampa online 7.8.17 “Dalla cittadinanza al fine vita, le storie degli italiani che aspettano le riforme I tempi stretti in Parlamento e le divisioni ritardano l’approvazione. Fino a quando?

“”Ius soli, testamento biologico, cannabis, cognome della madre, norme anti-omofobia. Sono alcune delle riforme che rischiano di non vedere la luce prima della fine della legislatura. Camera e Senato riaprono il 12 settembre, ma l’agenda parlamentare autunnale sarà monopolizzata da legge di stabilità e riforma elettorale. Poi ci saranno le vacanze di Natale e verosimilmente a metà febbraio il Capo dello Stato scioglierà le Camere per le elezioni. I diritti civili avrebbero potuto essere il tratto distintivo di questa legislatura, ma solo alcune leggi sono andate in porto. La riforma più controversa resta quella dello Ius soli. Renzi ha ammesso che sarà difficile approvarlo prima delle elezioni. «Bravo Matteo», gioiscono i centristi di Ap, che a giugno avevano indotto Gentiloni allo stop. Pisapia però insiste: «Bisogna votarlo». E, mentre la politica discute, ai cittadini non resta altro da fare che continuare ad aspettare l’approvazione delle leggi sui diritti civili. Ecco le loro storie.

IUS SOLI Ayoub sogna di essere italiano: “A casa lo sono tutti tranne me” ALB. MAT.
«In casa sono tutti italiani tranne me». Ayoub Moussaid è arrivato in Italia dal Marocco a 16 anni e suo padre ha ottenuto la cittadinanza quando lui era già maggiorenne, quindi il risultato è che i suoi fratelli sono italiani, lui no.