Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

11dic/180

Dichiarazione universale dei diritti umani

Alcuni articoli sulla ricorrenza della Dichiarazione universale dei diritti umani (Manifesto 11.12.18) LEGGI DI SEGUITO i vari articoli


“70 anni dopo. Amnesty contro il governo italiano: «Politiche razziste e repressive” Articolo di Marina Della Croce “Siamo umani. L’organizzazione denuncia la violazione dei diritti umani di rom e migranti mentre prosegue la vendita di armi a Paesi in guerra”

“”Da giorno del suo insediamento il governo Conte «si è subito distinto per una gestione repressiva del fenomeno migratorio. Le autorità hanno ostacolato e continuano a ostacolare lo sbarco in Italia di centinaia di persone salvate in mare infliggendo ulteriori sofferenze e minando il funzionamento complessivo del sistema di ricerca e salvataggio». Nel giorno in cui si celebrano i 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani, il giudizio che Amnesty international esprime su governo giallo verde non potrebbe essere più netto. L’organizzazione non esita infatti a bollare come «repressive» le politiche esse in atto contro i migranti sottolineando come i diritti dei richiedenti asilo siano messi in forse dal decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini. Che risponde subito alle accuse che gli rivolge Amnesty: «Ho la coscienza a posto. Il decreto sicurezza erode i diritti dei delinquenti e non dei richiedenti asilo», replica il ministro degli Interni. E con lui si schiera anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio: «In Francia ho visto minorenni fatti inginocchiare dalla polizia. Se queste cose le avesse fatte il governo italiano sarebbe arrivata l’Onu con i caschi blu».

18nov/180

Chi finanzia le lobby antiabortiste della nuova destra europea

Anticipazione dell’articolo Di Paolo Biondani e Francesca Sironi (espresso online 16.11.18) “Una rete di offshore miliardarie. E una piccola fondazione politica italiana. Che smista il denaro dell’ex blocco sovietico a integralisti cattolici, evangelici e ortodossi. Da Bannon ai cardinali, la rete dei neocrociati. Che in marzo sbarcheranno a Verona con i vertici della Lega”

“”Campagne contro l’aborto, contro il divorzio, contro le unioni civili. C’è una costante che accomuna molte di queste battaglie anti-diritti. Una costante opaca: l’origine dei soldi con cui vengono finanziate. Un’inchiesta esclusiva dell’Espresso, in edicola con Repubblica da domenica 18 novembre e già online su Espresso+ , ricostruisce i flussi di denaro nero che sostengono uno dei più estesi network politici della nuova destra religiosa: una sorta di fronte internazionale di integralisti cattolici, evangelici e ortodossi. Una rete che comprende anche i gruppi che si raduneranno a Verona, il prossimo marzo, per il “Congresso mondiale delle famiglie”, su invito dell’amministrazione cittadina anti-abortista e con il supporto dei vertici della Lega.

7nov/180

Gialloverdi al test della laicita’

Articolo di Gian Enrico Rusconi (Stampa 7.11.18)

“”L’operazione si presenta complicata, le contestazioni saranno innumerevoli, strumentali o legittime, ma il principio è stato affermato in modo autorevole dalla Corte di giustizia dell’Unione europea: lo Stato italiano deve recuperare l’Ici non pagata dalla Chiesa e dal no profit. La cifra stimata (dall’Anci) è ragguardevole con i tempi che corrono per l’Italia: attorno ai 4-5 miliardi. Che cosa farà adesso «il governo del popolo» giallo-verde? Come reagirà la Chiesa «aperta» di Francesco? Probabilmente né gli uomini di governo né gli uomini di Chiesa si rendono conto che non si tratta soltanto di soldi e benefici materiali, ma dell’idea semplice e concreta della laicità dello Stato. Invece probabilmente, in modi diversi ma speculari, penseranno che siano in gioco sentimenti di ostilità o di benevolenza verso la Chiesa – se non addirittura di fede religiosa . Che cosa succederà? È probabile che gli uomini di Chiesa rimangano zitti, sperando che con quello che sta succedendo, la faccenda finisca nel nulla. Dopotutto tocca al governo italiano prendere l’iniziativa.

30ott/180

10 novembre: 1, 10, 100 piazze per fermare il Ddl Pillon

Mobilitazione di varie associazioni contro il Ddl Pillon (8.10.18)

“”Il disegno di legge proposto dal Senatore Pillon sulla revisione delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori ci porta indietro di 50 anni e trasforma le vite degli ex coniugi e dei loro figli/e in un percorso a ostacoli. A parole vorrebbe conciliare i loro problemi, ma di fatto crea maggiori contrasti, imponendo regole che stravolgerebbero la vita proprio di quei figli che vorrebbe tutelare. L’iniziativa legislativa mira, infatti, a ristabilire il controllo pubblico sui rapporti familiari e nelle relazioni attraverso interventi disciplinari, con una compressione inaccettabile dell’autonomia personale dei/delle singoli/e.

16ott/180

Quei diritti da difendere

Articolo di Nadia Urbinati (Repubblica 16.10.18)

Il successo di opinione di questo governo va oltre il gradimento sovranista per il pugno duro alle frontiere. Le dichiarazioni di esponenti della Lega contro il “ gender” o le decisioni di alcuni Comuni di boicottare la legge 194 (come quella recente del Consiglio comunale di Verona di dare sepoltura ai feti senza l’autorizzazione delle donne che hanno scelto l’interruzione volontaria di gravidanza) stimolano una riflessione che ci porta oltre la congiuntura di questi giorni e di questo Paese. Le democrazie occidentali hanno ricostruito la vita civile sulle macerie del dispotismo monopartitico, e stabilito un ordine costituzionale che ha predisposto una batteria di freni al potere delle maggioranze con lo scopo di garantire il diritto alla scelta libera e responsabile delle persone. Molte delle libertà, contro le quali oggi vediamo con orrore l’assalto, non furono, però, godute da subito. Contemplate nella Costituzione, sono state applicate grazie alla pressione dell’impegno civile e popolare. Prima degli anni Sessanta e Settanta, non avevamo molti dei diritti che oggi sono sotto attacco. La democrazia costituzionale non è nata piena di diritti, ma piena di promesse. Non è nata, per esempio, con il diritto al divorzio, all’interruzione volontaria di gravidanza, alla parità di diritti e doveri tra i coniugi, alle unioni civili. Insomma, quando denunciamo l’assalto a queste libertà dobbiamo pensare che la democrazia costituzionale non ce le ha regalate: ci ha dato l’opportunità di conquistarle. Questa riflessione ha almeno due significati.
Prima di tutto: i diritti non sono mai sicuri, neppure quando scritti nero su bianco nei codici. Le carte dei diritti ci danno la cornice di riferimento, la possibilità di avere un’ampia gamma di libertà riconosciute. In conseguenza di ciò, la lotta per i diritti non si ferma con la loro conquista formale. La reazione attuale contro alcuni diritti fondamentali, soprattutto quelli che riguardano alcune fasce di cittadinanza (principalmente le donne, i minori, gli omosessuali), ci lascia attoniti ma non ci deve sorprendere. La scrittura di questi diritti nei codici ha aperto, non chiuso, la partita dei diritti, come sabato scorso ci ha ricordato la manifestazione promossa a Verona da “ Non una di meno”. La mobilitazione della società è un serbatoio di energia critica formidabile contro le semplicistiche assicurazioni sui diritti acquisiti.

10ott/180

“Bibbia, altro che guida etica: è una raccolta di storie truci”

Intervista a Ian McEwan di Camilla Tagliabue (Fatto 10.10.18) “Al centro di “The Children Act”, film tratto da un suo romanzo, c’è il conflitto tra fede e diritto”

“”“Come facciamo a sapere che una trasfusione o un tradimento sono sbagliati? Lo sappiamo e basta. Nel nostro cuore”: è uno dei dialoghi al cuore di The Children Act – Il verdetto, film di Richard Eyre tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan (uscito in Italia con il titolo La ballata di Adam Henry; Einaudi, 2014), in sala dal 18 ottobre. A confrontarsi, o meglio a scontrarsi, su temi di etica e autodeterminazione sono Adam Henry, 17enne Testimone di Geova, che rifiuta una trasfusione di sangue a costo di condannarsi a morte certa e lenta e terribile, e l’esangue Fiona Maye, giudice dell’Alta Corte britannica che ha in carico le cause sui minori.
Il rifiuto della cura è un diritto insindacabile di ogni paziente adulto, ma per un minore chi decide? “La legge anglosassone ha una lunga tradizione laica – racconta McEwan, anche sceneggiatore –. I principi del diritto non si basano sull’esistenza di dio né si preoccupano di stabilire se dio esista o meno. Per lo Stato, e quindi per Fiona, è inaccettabile lasciar morire un minore”. Interpretata da una straordinaria Emma Thompson, la lady di ferro del tribunale deroga, per la prima volta, al protocollo, andando fino in ospedale a conoscere il giovane malato (Fionn Whitehead):

9ott/180

Meno culture per tutti

Recensione di Marco Bracconi (Repubblica/Robinson 7.10.18) sul nuovo libro di Cinzia Sciuto “Non c’è fede ch tenga”

“”Il multiculturalismo? La via peggiore all’integrazione. L’identità culturale? Un’invenzione. Nel saggio di Cinzia Sciuto i meccanismi che trasformano il “rispetto” per le religioni in forme di tolleranza verso pratiche contrarie ai valori universali. Perché i diritti comunitari non esistono, quelli dell’individuo sì. Ma come difenderli davvero? Ci sono belle parole che a saperle leggere tanto belle non sono. Ma ci sono anche parole veramente belle alle quali non sappiamo ancora dare un degno significato. Alla prima categoria, secondo la tesi non esattamente politically correct di Cinzia Sciuto e del suo ‘Non c’è fede che tenga’, appartiene il termine “multiculturalismo”; alla seconda, sempre seguendo la direzione tracciata da questo bel saggio edito da Feltrinelli, si iscrive il vocabolo-chiave di un approccio democratico al delicato tema della convivenza nelle società fortemente disomogenee: “laicità”.

24set/180

Multiculturalismo, la minaccia piu’ subdola per l’integrazione

Articolo di Marco Marzano (Fatto 24.9.18) “A sinistra in tanti sono convinti che sia dovere dello Stato tollerare le imposizioni culturali più retrograde delle sempre più vaste minoranze religiose. Ma soltanto la piena laicità può essere garanzia di convivenza civile”

“”Sono tempi durissimi per chi crede nell’importanza di un approccio laico alla vita sociale e politica. Il dibattito pubblico nel nostro continente sembra infatti dominato da due fazioni certo opposte, ma accomunate dalla scarsa laicità. La prima posizione è quella di chi considera il crocifisso l’emblema dell’Europa minacciata dall’orda islamica. Nella seconda posizione, quasi egemonica a sinistra, si collocano invece le nutrite schiere dei difensori del multiculturalismo, ovvero di tutti coloro che considerano a tal punto positiva la sopravvivenza, tra gli immigrati, e soprattutto tra i musulmani, di strutture comunitarie basate sull’appartenenza religiosa da ritenere che esse vadano incoraggiate, tutelate e finanziate dagli stati europei. La prima posizione è talmente inaccettabile da non essere nemmeno degna di essere discussa. La seconda invece merita certamente un esame più attento dai parte di chi ha a cuore il futuro della democrazia. È quello che ha fatto Cinzia Sciuto nel suo saggio Non c’è fede che tenga. Manifesto contro il multiculturalismo (Feltrinelli). Secondo l’autrice, quella multiculturale è una risposta sbagliata al problema dell’integrazione degli immigrati.

24set/180

Uaar: “Liberiamo la scuola dai simboli religiosi”

Intervista a Roberto Grendene di Giacomo Russo Spena (MicroMega online 20.9.18

“” “Se nella maggioranza di governo si fanno largo proposte e politiche clericali, ben poca laicità si intravede nelle contro proposte delle minoranze”. Il quadro – da cui si evince un’intera classe politica ostile alla laicità – è delineato da Roberto Grendene, attivista dell’Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti, nonché responsabile della campagna La fede non è uguale per tutti. Non esponiamola nelle scuole, iniziativa contro l’affissione del crocifisso nei luoghi pubblici lanciata dall’Uaar in occasione dell’inizio dell’anno scolastico. “Il successo è andato oltre le nostre aspettative – spiega – 330mila persone raggiunte, 23mila interazioni e tanti suggerimenti inoltrati nei commenti”.
Perché questa nuova iniziativa contro il crocifisso?
Non abbiamo voluto porre la questione della presenza del crocifisso in aula nei soliti termini, che vedono la semplicistica contrapposizione tra favorevoli e contrari. Abbiamo invece cercato di far riflettere sul tema più ampio dell’esposizione a scuola dei simboli di fede. Di qualsiasi fede, sia essa religiosa, sportiva, politica. Ci scandalizzeremmo tutti se nelle aule venisse esposto il gagliardetto della Juventus, per non parlare del caso in cui venissero esposti simboli di partiti politici. Eppure i termini della questione rimangono invariati: il crocifisso è un simbolo di parte e affiggerlo in un luogo istituzionale, e nel luogo deputato all’istruzione pubblica in particolare, diventa un’azione istituzionale di esclusione.

2giu/180

Lorenzo Fontana. Su gay e aborto l’ombra di proclami neofascisti

Articolo di Paolo Berizzi (Repubblica 2.6.18)

“”Dicono che il matrimonio racconti l’uomo. Lorenzo Fontana, “veronese e cattolico”, si è sposato con doppio rito: tridentino, celebrato da don Wilmar Pavesi, sacerdote pre-conciliare vicino ai tradizionalisti cattolici, e civile, celebrato dall’ex sindaco di Verona Flavio Tosi con Matteo Salvini testimone. Tutto il resto è curriculum: dal libro “La Culla vuota della civiltà. All’origine della crisi” scritto con l’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi dove spara contro le unioni omosessuali, la legge 194, la globalizzazione, i flussi migratori e il “sostituzionismo” (vedi la bufala del piano Kalergi), fino al resto, le tesi antiabortiste, la fascinazione per Putin e Marine Le Pen (“sono stato tra gli artefici dell’alleanza con la Lega”), la difesa della “famiglia naturale”. E poi gli svaghi, il tifo per l’Hellas Verona ovvero la «squadra a forma di svastica», cantano gli ultrà “neri” della curva Sud dello stadio Bentegodi dove il neoministro alla Famiglia e alla Disabilità è presenza fissa. Quali saranno le politiche targate Fontana? Andate per intuizione. «La famiglia naturale è sotto attacco. Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo», verga sul suo sito. Loro, e “noi”.