27
ago/10
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Biotestamento, coppie omosessuali, staminali: lo strappo dei valdesi

valdesiCi sono molte buone ragioni se anche molti laici e non credenti assegnano l’otto per mille ai Valdesi: confrontate le loro posizioni con quelle della gerarchia vaticana.

“”TORRE PELLICE (Torino). Per imprimere una svolta epocale basta un giorno solo: via libera alla benedizione delle coppie omosessuali (seppur con riserva e dopo mille riflessioni), ai registri per il testamento biologico e alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Tre «sì» che trasformano in faglia la frattura tra valdesi e cattolici. A Torre Pellice, nel Torinese, dove ogni fine d’agosto gli eredi del mercante Pietro Valdo – in Italia sono 30 mila – celebrano il Sinodo, ritrovo delle chiese evangeliche e metodiste, ci sono voluti due giorni, tre sessioni e decine d’interventi per trovare il punto d’incontro sul tema più spinoso: la benedizione alle coppie gay. Ne è uscito un ordine del giorno votato a maggioranza (105 sì, 9 no, 29 astenuti): saranno riconosciute dalle chiese valdesi anche in Italia, dove nessuna legge prevede matrimoni omosessuali né disciplina le unioni civili. Spetterà a ogni comunità stabilire tempi e modi, «laddove si sia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni».”"

Leggi tutto l’articolo: approfondimento

7
giu/10
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Liberi di scegliere sulla propria morte

Che cos’è un funerale laico e quali difficoltà si incontrano nell’organizzare un rito di questo tipo? Se lo sono chiesti gli autori di “Sia fatta la mia volontà”, una docufiction che dai funerali civili al testamento biologico affronta tutte le delicate questioni del “fine vita”.

Leggi l’articolo su MicroMega on line e guarda l’anteprima YouTube della docufiction:

liberi-di-scegliere-sulla-propria-morte-%e2%80%9csia-fatta-la-mia-volonta%e2%80%9d-una-docufiction-su-funerali-civili-e-testamento-biologico

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5
giu/10
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Di chi e’ la nostra vita?

Uno speciale di MicroMega on line “A chi appartiene la tua vita? A te o a Ratzinger? Si al testamento biologico, no alla tortura di Stato” con numerosissimi articoli apparsi sul tema del fine vita

Elenco deglli articoli dello speciale (con possibilità di leggerli):

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23
apr/10
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La Chiesa dei no

Ignazio Marino: “Dalla Chiesa quanti no”. I continui attacchi all’aborto, legge regolata dallo Stato con conferma referendaria. La violenta opposizione alla pillola Ru486 (per non parlare della pillola del giorno dopo e della contraccezione). L’atteggiamento dogmatico che nega libertà di scelta e autodeterminazione nel fine vita. La posizione severa sulla fecondazione assistita. La negazione all’utilizzo delle cellule staminali, preziose per la ricerca medica e future cure di gravi malattie. 

I vertici della Chiesa sono sempre più “irrigiditi, inflessibili e affrontano con atteggiamento dogmatico argomenti in cui il dogma, in effetti, non esiste.” E hanno dimenticato la lezione di Martini.

Leggi l’articolo:

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7
apr/10
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Credenti adulti

“La mia battaglia da cristiano contro una chiesa antimoderna”: un brano tratto dal nuovo libro del teologo svizzero Hans Kung “Ciò che credo”, Rizzoli, pagg. 359, euro 20.

“Le questioni difficili, dal punto di vista etico, come aborto, ricerca sulle staminali, fine della vita, non debbono avere risposte dettate dal fanatismo religioso”

5
mar/10
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Biotestamento, l’imminente passaggio della legge alla Camera

Un articolo che riporta lo scambio di battute tra il Presidente della Camera Fini e il Senatore Marino (in occasione della presentazione di un libro di quest’ultimo) sull’imminente passaggio alla Camera della legge sul biotestamento.
L’articolo auspica si possa arrivare a una qualche forma di “legge leggera”, non quella liberticida che purtroppo riteniamo assai più probabile.

Leggi l’articolo:

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4
mar/10
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Registro dichiarazioni anticipate di trattamento

La lettera aperta inviata da INIZIATIVA LAICA al Sindaco e alla Giunta del Comune di Reggio Emilia (e alla stampa locale) sul “Registtro comunale delle dichiarazioni anticipate di trattamento”.

Sono passati alcuni mesi da quando il consiglio comunale di nuova nomina ha votato ben due mozioni(diverse, ma non opposte) relative all’istituzione di un “registro” in cui, i cittadini che lo vogliano, possano lasciare il loro “testamento biologico”. Molte le considerazioni svolte sulle modalità per istituirlo, molti i cittadini presenti alla seduta, molta attenzione al tema.

Ad oggi non è pervenuta alcuna notizia relativa all’istituzione di tale registro né di misure amministrative adottate per procedere in tal senso. Nel dibattito consigliare era stata considerata ed apprezzata l’iniziativa di Alta Voce e Iniziativa laica che, dando espressione ad un’esigenza sentita tra i cittadini, chiedevano, sulla falsa riga di altre esperienze nazionali e provinciali (Comune di Cavriago per citare il più vicino), di istituire anche nel nostro comune un registro in cui iscrivere e testimoniare le proprie volontà sul fine-vita. Naturalmente nella piena ed individuale scelta, e determinazione.

E’ passato più di un anno dalla morte di Eluana Englaro, caso emblematico che ha scosso il paese, e il parlamento italiano, sulla base del testo già approvato dal Senato, si appresta a varare una legge liberticida che procede in senso opposto a come va il resto del mondo civile, con interventi arbitrari e lesivi dei diritti e della dignità di ciascuno. Lo spirito della legge in discussione alla Camera, infatti, non è certamente quello di garantire il diritto costituzionale di non subire interventi medici non voluti, ma affermare concetti che negano i valori di civiltà della tradizione liberale occidentale.

Il voto del consiglio di Reggio, gli impegni assunti verbalmente dal Sindaco e dalla giunta facevano sperare in una iniziativa che non assecondasse l’orientamento maggioritario del parlamento e , almeno sul livello simbolico, desse attuazione agli impegni presi in sede consigliare.

Attendiamo che il Sindaco si ricordi degli impegni da lui stesso presi con la cosiddetta società civile, e sia memore del rispetto verso i cittadini da cui è stato eletto. Ci auguriamo di non dover passare alle suppliche, siamo cittadini, non sudditi.

Luisa Ferrari di Iniziativa Laica

1
mar/10
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A chi appartiene la nostra vita?

(parte del testo è liberamente tratto dal volume “LAICITA’”, Einaudi, a cura di Giovanni Boniolo)

“Di chi è la nostra vita?” è chiaramente per tutti una domanda retorica. Perché è ovvio che la nostra vita è nostra e non di Dio (almeno per chi non ci crede), e tantomeno di preti, politici, medici …

Eppure la VITA (ovviamente tutto maiuscolo) è uno dei termini più abusati dalla casta sacerdotale: ad esempio la parola chiave nel dibattito sul biotestamento non è stata “LA LIBERTA’ DI SCELTA”, ma è diventata, grazie alla potenza mediatica (e non solo) del Vaticano, “LA VITA INDISPONIBILE”, senza che la cultura laica (nonostante la grande maggioranza dell’opinione pubblica sia d’accordo sulla libertà di scelta) reagisse a questa impostura.

Per la cultura laica è l’esistenza che ha valore – quello che ciascuno di noi le attribuisce, ovviamente nel rispetto della convivenza collettiva e della libertà pubblica – non la vita che è un dato biologico. Con un motto si potrebbe sostenere che “la vita non è di nessuno, mentre l’esistenza è del punto di vista da cui le si attribuisce valore.”

Attribuire, donare valore, nel suo significato più alto e nobile, significa anche assumersi l’onere teorico della giustificazione razionale di tale donazione, oltre all’onere pratico delle sue conseguenze. E un laico, ovviamente, al contrario di chi crede in verità “assolute” e “non negoziabili”, non pretende che i propri valori valgano per tutti.

“Per questo un laico non può demandare a uno Stato, che ha perso o mai avuto la sua propria laicità, il compito di decidere, seppure a maggioranza, quale sia la buona o la giusta esistenza. Un laico non si batterà affinché si instauri, magari democraticamente, un particolare tipo di esistenza, ma affinché tutte le possibili esistenze abbiano l’equa possibilità di realizzarsi e nessuna abbia a prevalere sulle altre, anche se per tradizione così è stato. Ma il ricorso alla tradizione non è certo un buon argomento contro la libertà d’esistenza, che comporta ovviamente anche la libertà di scegliersi la morte, intesa quale fine della propria esistenza e quindi della propria vita.”

26
feb/10
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Eutanasia, tutta la verita’ (video-reportage)

Da MicroMega on line il video-reportage di Vanguard TV (by Current Italia) “Eutanasia, tutta la verità”.
Dal Belgio all’Italia Roberta Zunini mette a confronto due realtà europee opposte: quella belga (con numerose e qualificate testimonianze) in cui il rispetto della libertà di scelta del malato incurabile ha portato nel 2002 alla legalizzazione dell’eutanasia, e quella italiana (con testimonainze di Ravasin, Englaro, Rodotà, Binetti, Della Vedova) dove si sta discutendo un testo liberticida del cosiddetto biotestamento.

Guarda l’intenso video-reportage:

eutanasia-tutta-la-verita-linchiesta-di-vanguard-tv-video

21
feb/10
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Tre nuovi libri su fine vita e biotestamentlo

Le recensioni di tre libri recentemente usciti su fine vita e biotestamento da parte di GILBERTO CORBELLINI, professore ordinario di Storia della medicina e docente di Bioetica presso la Sapienza di Roma e di ARMANDO MASSARENTI, filosofo ed epistemologo, responsabile della pagina “Scienza e filosofia” del supplemento culturale della domenica del Sole 24 Ore dove tiene la rubrica “Filosofia minima”. I libri recensiti sono:

- “Testamento biologico. Idee ed esperienze per una morte giusta” , Giorgio Cosmacini, Il Mulino, pagg. 126, euro11,50 (”"…Cosmacini constata tristemente che l’orientamento giuridico italiano procede in senso opposto a come va il resto del mondo civile… E’ necesssaria una dose cospicua di insensibilità civile per obbligare, attraverso una legge, una persona i cui valori sono stati rispettati fino a quando la sua coscienza li difendeva, a consegnare il suo corpo alla mercé dei capricci altrui non appena la coscienza se ne va …”")

- “Che cosa vuol dire morire” , Remo Bodei, Roberta De Monticelli, Giovanni Reale, Aldo Schiavone, Emanuele Severino, Vito Mancuso. Interviste a cura di Daniela Monti, Einaudi, pagg. 170, euro 15,00 (”"…al di là delle differenze, emerge da questo libro una sorta di sentire comune dei filosofi, un rispetto profondo per la persona umana che è lontano anni luce dalle modalità dell’attuale discussione politica sull’argomento … oscurare la libertà degli individui: libertà di tentare tutto il possibile, guardando alle moderne terapie come alla salvezza; oppure libertà, alla maniera di Socrate, di andarsene quando di vita, nel senso non meramente biologico ma biografico, “non ce n’é più’”")

- “Della dignità del morire. Una difesa della libera scelta” , Hans Kung e Walter Jens, Bur, pagg. 184, euro 9,00 (”" …’Profondo rispetto per la vita’. Della vita fa parte però anche la morte. E come la vita così anche la morte dovrebbe essere degna dell’uomo”"…)

Leggi le recensioni:

ilsole24ore.pdf

100207massarenti.pdf