Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

31lug/180

Biotestamento, c’e’ l’ok del Consiglio di Stato

Da Stampa online 31.7.18 “Dopo l’apporvazione del parlamento, questo è un passo fondamentale verso l’attuazione della legge”

“”Via libera dal Consiglio di Stato all’attuazione del biotestamento. Palazzo Spada ha depositato oggi le risposte ai quesiti del Ministro della Salute sulle Disposizioni anticipate di trattamento, con particolare riferimentoal alla Banca dati nazionale. «Con il parere reso oggi il Consiglio di Stato – sottolinea un comunicato – contribuisce all’effettiva attuazione del testamento biologico».
Con le Disposizioni anticipate di trattamento – ricorda la nota di Palazzo Spada -ciascun individuo, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, può decidere «ora per allora» su eventuali trattamenti sanitari che potrebbero riguardarlo e sui quali in futuro non sarà in condizione di prestare il consenso; ciò avviene manifestando la propria volontà mediante la redazione di un atto specificamente previsto.

19giu/180

Leggi inapplicate. La rivoluzione biotestamento azzoppata dalla burocrazia

Articolo di Alessandro Cassinis (Repubblica 19.6.18) “Impiegati ignari, medici diffidenti, regole incerte: dopo 6 mesi la riforma non decolla E a Roma “ il servizio è sospeso”. Ma un assist potrebbe arrivare dai testimoni di Geova”

“”Al telefono l’impiegata dell’VIII municipio di Roma ha un tono imbarazzato. «Vuole presentare il testamento biologico?
Spiacente, non possiamo registrarlo, il servizio è sospeso». Solo lì? «No, in tutta Roma». E fino a quando? «Non lo sappiamo».
Sei mesi dopo la storica approvazione in Parlamento, trappole, disservizi e sentimenti ostili frenano la legge che ci consente di esprimere le nostre volontà sulle cure e ci dà la libertà di rifiutare anche i trattamenti salvavita. Dopo il clamore di un dibattito parlamentare che su questo tema ha coinvolto tre legislature, una penombra inquietante è calata sulla legge 219 del 22 dicembre 2017, “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, entrata in vigore il 31 gennaio.

1giu/180

Portogallo, i comunisti votano con i cattolici: no all’eutanasia

Articolo di Goffredo Adinolfi (manifesto 1.6.18) “110 sì, 115 contro. Il parlamento boccia la proposta di depenalizzazione della somministrazione della morte assistita”

“”LISBONA Eutanasia sì o no? Il parlamento portoghese dice no e boccia di stretta misura (110 a favore 115 contro) tutte e quattro le proposte di depenalizzazione della somministrazione della morte assistita nei confronti di chi sia in una condizione di «sofferenza estrema causata da una malattia incurabile».
A favore si sono espressi Bloco de Esquerda (Be), Partido Socialista (Ps), Partido Ecologistas Verdes (Pev) e Pessoas Animais e Natureza (Pan). Diviso il centro-destra Partido Social Democrata (Psd) e contrari il Centro Democrático e Social (Cds/Pp, di matrice cattolica) e, cosa che ha destato notevoli polemiche, il Partido Comunista Português (Pcp).

28mag/180

Il biotestamento alla prova di medici e notai

Articolo di Dario Aquaro e Valentina Melis (Sole 28.5.18) “Mancano linee guida professionali e un Registro unico delle «Dat» – La formazione non è ancora diffusa”

“”Oltre quattrocento Comuni hanno già istituito un proprio registro per raccogliere le disposizioni anticipate di trattamento (Dat). È il cosiddetto “testamento biologico”, la dichiarazione con cui il cittadino può indicare i trattamenti sanitari che desidera ricevere o rifiutare nel caso di una futura incapacità di decidere. Da Milano a Catania, le prime nove città per popolazione hanno già raccolto 3.557 Dat. A quattro mesi dall’entrata in vigore della legge 219/2017 sul “biotestamento”, si può certo affermare che le nuove norme abbiano offerto una cornice di “garanzia” ai cittadini, portando un aumento degli atti presentati agli sportelli comunali. Ma il bilancio sull’attuazione della legge evidenzia come ci siano ancora alcuni tasselli mancanti. In primis, l’assenza di un Registro nazionale delle Dat, utile ai medici per risalire in tempi rapidi e con vie certe alla volontà espressa dal cittadino: la legge di Bilancio 2018 ne ha previsto l’istituzione entro giugno e ha stanziato due milioni di euro, ma i tempi potrebbero allungarsi in attesa del nuovo Governo. Non solo.

20apr/180

Eutanasia e biotestamento, appello ai cittadini

Articolo di Carlo Troilo (micromega online 20.4.18)

Sabato mattina in 120 piazze italiane saranno allestiti i “tavoli” organizzati dalla Associazione Luca Coscioni per una doppia raccolta di firme.
La prima servirà a rendere maggiormente nota la legge sul biotestamento, anche con la distribuzione di modelli da seguire per la corretta formulazione delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento). La nostra iniziativa – molto impegnativa per una associazione con scarse risorse finanziare – vuole richiamare l’attenzione sulla necessità che tanti cittadini compilino e depositino il loro biotestamento, per due ragioni: per cogliere questa straordinaria possibilità offerta dalla legge approvata definitivamente dal Parlamento il 14 dicembre scorso; per impedire che gli avversari del diritto alla autodeterminazione nelle scelte di fine vita possano affermare che in realtà questa possibilità non interessa agli italiani. Sarebbe davvero grave visto che la legge rappresenta, in materia di diritti civili, una conquista non meno importante del divorzio, dell’aborto o – per restare alla ultima Legislatura – delle unioni civili.

15feb/180

Fine vita. Sentenza Cappato / dj Fabo

Quattro articoli sulla sentenza Cappato / dj Fabo  LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Vladimiro Polchi (Repubblica 15.2.18) “Che cosa può accadere
“Ora sul fine vita è possibile una rivoluzione” Il giurista Pellegrino “ Ma dipenderà dal coraggio della Corte”

“”«La Consulta ha in mano una grande occasione: la sua decisione potrebbe allargare nel nostro Paese i limiti posti alla libertà di autodeterminazione su quando e come morire». L’avvocato Gianluigi Pellegrino, esperto di diritto amministrativo e costituzionale, ha appena finito di leggere l’ordinanza dei giudici milanesi nel processo a Marco Cappato. Una decisione dalle molteplici implicazioni, che può aprire a una “rivoluzione”: rendere legale il suicidio assistito anche nel nostro Paese. Ma tutto dipenderà dal «coraggio della Corte costituzionale».
Come valuta la decisione della Corte d’assise di Milano?
«È un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. L’ordinanza rende espliciti i limiti del ruolo di supplenza che hanno dovuto assumere i giudici di fronte all’incapacità delle istituzioni rappresentative, e della stessa società, a fare scelte chiare in materia».
Sarebbe dunque stato meglio per Marco Cappato un’assoluzione perché il fatto non costituisce reato?
«I giudici hanno escluso che ci sia stata induzione al suicidio.
Potevano lavarsene le mani escludendo anche una condotta direttamente agevolatrice, visto che Cappato si è limitato all’accompagnamento in Svizzera e lì Dj Fabo poteva ancora liberamente decidere della sua vita».
E invece la palla è passata alla Corte costituzionale.

1feb/180

Biotestamento. Il vizio di un Paese impreparato a tutto

Articolo di Chiara Saraceno ed esempi di alcune verifiche fatte in varie città (Repubblica 1.2.18)       LEGGI DI SEGUITO

“”A due mesi dall’approvazione della legge sul fine vita, ci troviamo ancora in una situazione di incertezza, confusione, discrezionalità. A seconda del Comune in cui si vive o della Asl cui ci si rivolge, dell’ospedale in cui si è ricoverati, si può o meno consegnare le proprie volontà in materia. Come avviene troppo spesso, specie nel campo dei diritti civili, le istituzioni che dovrebbero garantire l’applicazione della legge e i diritti dei cittadini si sono fatte cogliere impreparate, per superficialità, disorganizzazione, quando non vero e proprio ostruzionismo.
Un periodo di rodaggio è sempre da mettere in conto nell’applicazione di nuove norme. Ma non è accettabile che non si sia approntato nulla e che manchi persino la conoscenza dell’esistenza della nuova normativa. Ministero della Salute, Regioni, Comuni, dal giorno dopo l’approvazione della legge avrebbero dovuto preoccuparsi di come fare in modo che i cittadini desiderosi di consegnare le proprie volontà trovassero accoglienza e impiegati preparati. Di più, avrebbero il compito, il dovere di informare i cittadini di questa possibilità, invece di ostacolarli. L’ignoranza della legge non è ammessa quando si tratta di comuni cittadini, tanto meno dovrebbe esserlo quando si tratta di istituzioni pubbliche.

31gen/180

Bioestamento: da oggi i desideri dei malati sono legge

Articolo di Caterina Pasolini (Repubblica online 31.1.18) “Entra in vigore la norma sul fine vita. Ecco dove consegnare le proprie volontà, tra comuni che si sono organizzati da tempo e notai. Da ora si vedrà se verranno seguite le scelte dei pazienti anche negli ospedali cattolici che avevano annunciato obiezione totale. Ecco cosa sono e come funzionano le Dat.

“”Da oggi non ci sono scuse per dire no, non è possibile. Per non rispettare le volontà del malato di accettare o rinunciare a determinare cure, di chi è arrivato al momento più difficile della vita e non ha parole per far dire le sue volontà. Da oggi il testamento biologico è ufficialmente in vigore. E tutti i cittadini hanno diritto ad esprimere ora, consegnandole ai Comuni che hanno un registro, ad un notaio, lettere firmate autenticate con le loro decisioni future in materia sanitaria. O a vedere rispettati i documenti gia scritti e consegnati a pubblici ufficiali o ad associazioni, come la Coscioni che nei mesi scorsi ha raccolto assieme ai notai in diversi comuni piu di ottomila dichiarazioni anticipate di trattamento.

18gen/180

Cappato e dj Fabo. La dignita’ fino alla fine

Articolo di Michela Marzano (Repubblica 18.1.18)

“”Se il valore cardine della nostra Costituzione è la dignità umana, allora Marco Cappato non ha fatto altro che incarnare alla lettera lo spirito del nostro Paese. Che difende la vita e la dignità del vivere, certo — è il cuore stesso della Costituzione. Ma che, proprio per questo, non chiede a nessuno di giudicare cosa possa essere o meno degno per un’altra persona. Al contrario. Pretende che nessuno si permetta di farlo, privando così la persona in questione dei suoi diritti individuali. Cosa sarebbe d’altronde la dignità umana se non ci fosse poi anche la libertà di esercitarla, e quindi senza la possibilità, per ciascuno di noi, di autodeterminarsi e di decidere sempre e comunque, dall’inizio della propria esistenza fino alla fine, come vivere e come morire?

21dic/170

Pressing del Vaticano sul biotestamento. Lorenzin apre agli obiettori

Articolo su La Stampa 21.12.17 “Anche Parolin in campo: senza modifiche il rischio è la chiusura degli ospedali cattolici”

“”Pressing del mondo cattolico per modificare la legge sul biotestamento, garantendo l’obiezione di coscienza. Dopo l’appello di alcune realtà sanitarie al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi a scendere sono stati il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, e il Presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Gualtiero Bassetti. Senza modifiche il rischio è la chiusura degli ospedali cattolici. E a stretto giro è arrivata la rassicurazione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «Non ignoro che la legge appena approvata non contenga una specifica disciplina in tema di obiezione di coscienza. Assicuro che seguirò con grande attenzione l’applicazione» della legge con l’obiettivo di «contemperare la necessità di applicare fedelmente le nuove disposizioni con le altrettanto fondate esigenze di assicurare agli operatori sanitari il rispetto delle loro posizioni di coscienza». «È mia intenzione – ha aggiunto – immediatamente dopo la pubblicazione della legge, incontrare i rappresentanti delle strutture sanitarie private cattoliche, per condividere con loro opportune modalità applicative della legge». Protesta l’Associazione Coscioni: «Il ministro Lorenzin deve garantire l’applicazione di una legge di Stato di cui è lei stessa Ministro. Il Biotestamento non prevede l’obiezione di coscienza».