Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

28giu/19Off

In mancanza delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) la liberta’ del malato incosciente-incapace rimane ostaggio dei medici.

Riportiamo il comunicato stampa dell’associazione Libera Uscita (Avv. Enrico Bertrand Cattinari, Direttivo Nazionale)

“”Apprendiamo dall’articolo a firma di Gianpaolo Sarti, su La Stampa di ieri, 25 Giugno 2019, del caso di un signore di 84 anni, Claudio De’ Manzano, che ha dovuto lasciare l’ospedale pubblico presso cui era ricoverato, Neurologica–Stroke Unit di Cattinara (Trieste), perché i medici si opponevano alla richiesta del suo amministratore di sostegno (sua figlia) di sospendere le NIA (nutrizione, idratazione artificiali). L’anziano signore, ha così dovuto essere trasferito presso un’altra struttura (privata) per ottenere l’interruzione dei trattamenti. Infatti, in base al 5° comma dell’art. 3 della Legge n. 219 del 22 dicembre 2017, nei casi in cui la persona non abbia manifestato la propria volontà con leDAT (dichiarazioni anticipate di trattamento), la decisione circa l’interruzione dei trattamenti, se non è avvallata dai medici, è rimessa al Giudice tutelare.

9giu/19Off

«Magri, la morte Scelta politica»

Intervista a Rossana Rossanda di Maurizio Caprara (Corriere 9.6.19) “«Lucio Magri — dice Rossanda — scelse di morire anche perché deluso dalla politica”

“”«Un’Italia così non me la ricordavo. L’avevo lasciata nel 2005-2006 per trasferirmi a Parigi. Il clima di adesso è pieno di risentimento. Tutti ce l’hanno con tutti», sostiene Rossana Rossanda, classe 1924, un nome che dice poco ai ragazzi di oggi e che tra la fine degli anni Sessanta e nei due decenni successivi era noto a parecchi nelle università e nelle scuole. Nata a Pola, diventò comunista tra Milano e Venezia nel 1943 mentre la repressione nazifascista contro i partigiani era feroce. «Li ho visti gli impiccati, il collo storto, le membra lunghe e abbandonate», scrisse successivamente. Il viso di questa donna che adesso si muove su una sedia a rotelle sembra tuttora meno anziano di quanto è. In gran parte lo si deve a un aspetto: agli occhi di molti, li ha da sempre i capelli di un grigio argentato. Le si imbiancarono a 32 anni d’età, cambiarono di colore nel 1956. Successe durante i giorni dell’invasione sovietica dell’Ungheria. Dirigente locale del Partito comunista italiano, combattuta tra un certo spirito libertario e un’usurata fiducia per Mosca, lei rimase colpita dalla foto di un funzionario durante la rivolta ungherese. Era impiccato a un fanale.

7giu/19Off

La morte assistita e la scelta italiana

Articolo di Vladimiro Zagrebelsky (Stampa 6.6.19) “Il Parlamento è chiamato dalla Corte costituzionale al difficile compito di ammettere e disciplinare l’assistenza al suicidio, che sia richiesta da persona determinata a por fine alla propria vita.’

“”La notizia della morte della giovane olandese Noa Pothoven, prima data come un caso di eutanasia e poi corretta nel senso che si è trattato di un lento suicidio accompagnato da presenza medica, cade mentre il Parlamento sta esaminando alcuni progetti di legge. La correzione della notizia non sembra cambiare significativamente i gravi interrogativi che si pongono, prima di tutto per la giovane età della ragazza. Ora però può essere utile svolgere qualche argomento legato al lavoro legislativo del Parlamento. Il codice penale vieta e punisce l’omicidio del consenziente e l’assistenza al suicidio. La Corte costituzionale ha ritenuto che sia in contrasto con la Costituzione l’assenza di qualunque eccezione e limite al divieto generale di assistenza a chi ha deciso di uccidersi. Diversi sono gli argomenti svolti dalla Corte costituzionale, ma il cuore della sua posizione sta nel richiamo al diritto di ogni persona all’autodeterminazione, derivante dalla dignità che va riconosciuta a ciascun essere umano. Sarebbe difficile oggi dissentire e ammettere che nel più delicato dei momenti della vita, quello della morte, alla libertà della persona si sostituisca l’autorità dello Stato o l’imposizione della società, fosse pure in una sua parte maggioritaria.

6giu/19Off

Noa, storia sbagliata di un suicidio

Articolo di Eleonora Martini (Fatto 6.6.19) “Olanda. Aveva chiesto l’eutanasia ma non l’aveva ottenuta. Secondo i medici, doveva attendere almeno i 21 anni. E curarsi. Noa Pothoven, 18 anni quasi, si è lasciata morire. Ma in Italia l’hanno raccontata in un altro modo”

“”Una storia sbagliata, finita con un fiume di inchiostro (si potrebbe dire parafrasando Fabrizio De André). È la storia di Noa Pothoven, che ha occupato le prime pagine di quasi tutti i giornali italiani, ieri. È la storia di una ragazza olandese di quasi 18 anni (li avrebbe compiuti a dicembre), morta suicida (aveva smesso di mangiare e bere da giorni) nella sua abitazione di Arnhem e non per mano eutanasica come hanno erroneamente (e consapevolmente, a volte, ne abbiamo le prove) scritto tutte le maggiori testate giornalistiche italiane, e non solo.
Invece, a conferma della notizia così come l’ha data in perfetta solitudine il manifesto, è arrivata ieri tra l’altro anche la nota del ministero della Salute olandese che comunica di aver avviato «un’ispezione sanitaria per verificare se è necessario aprire un’indagine» non sull’eutanasia, che non c’è stata, ma sul «tipo di cure ricevute da Noa e se ci sia stato qualche errore» nei trattamenti somministrati alla giovane che da anni era affetta da anoressia e depressione, in seguito al trauma di due stupri subiti da bambina, e che era stata già ricoverata molte volte, ma solo nel tentativo di evitarle il suicidio.

21mar/19Off

Eutanasia e suicidio assistito, le comunita’cristiane minori in difesa della laicita’

Articolo di Valentina Erasmo MicroMega 20.3.19

“”1. Introduzione – Richiamando emblematicamente le ultime parole pronunciate da Bonhoeffer prima di essere giustiziato nel campo di concentramento di Flossenbürg[1] il 9 aprile 1945, in cui il filosofo ha voluto ribadire al vescovo Bell il suo credo nella fratellanza cristiana universale, la Commissione Bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi è tornata a pronunciarsi sulle questioni di fine vita per sostenere il diritto del paziente a poter morire con dignità nel Documento intitolato: “E’ la fine, per me l’inizio della vita: Eutanasia e suicidio assistito: una prospettiva protestante”[2]. Le comunità cristiane minori sono impegnate da molti anni nella difesa della cultura laica, in particolare, sul fronte delle questioni bioetiche di fine vita, rispetto alle quali hanno assunto posizioni contrastanti con quelle dominanti all’interno della Chiesa cristiano-cattolica. Alla stregua dei cattolici, queste comunità cristiane minori condividono la sacralità della vita umana, in quanto conferita da Dio ma, al contempo, il paziente può rivendicare il suo diritto a poter morire liberamente, quando la malattia compromette la dignità di quell’esistenza: in questi casi, il principio della dignità diventa preminente su quello della sacralità. Diversamente da altri esseri viventi, come gli animali o le piante, la vita umana si caratterizza per una connotazione non esclusivamente biologica, ma biografica, conferita dall’insieme di relazioni sociali che un individuo può creare all’interno della sua comunità di riferimento e di progetti rivolti al futuro. Ciò che conferisce dignità all’esistenza umana è la vita biografica, cioè quella che spesso viene irreversibilmente persa nei malati terminali, nei pazienti affetti da morbo di Alzheimer o in stato comatoso, per citare alcuni dei casi più diffusi.

4mar/19Off

Morire con dignita’

Alcuni spunti  tratti dal capitolo ‘Morire con dignità’ del libro “Perché laico” di Stefano Rodotà

  • Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) sono lo strumento inventato per rendere possibile il governo del morire secondo la volontà della persona e rispettando la sua dignità
  • Trovano il loro primo punto di riferimento nella necessità del consenso informato dell’interessato come condizione per la legittimità di qualsiasi intervento che riguardi il suo corpo e la sua salute
  • L’attribuzione alla persona interessata del potere di governare liberamente l’intera propria vita: questa la linea nitidamente tracciata dall’articolo 13 della Costituzione sulla libertà personale e dall’articolo 32 sul diritto alla salute
  • Esplicite conferme di questa linea si trovano nell’articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, dove si afferma che, nell’ambito della biologia e della medicina deve essere rispettato “il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità previste dalla legge”
  • La persona interessata può designare un amministratore di sostegno “in previsione della propria futura incapacità” (art. 408)
  • Le direttive anticipate si presentano così come un logico e coerente svolgimento del principio che attribuisce alla persona interessata il potere di governo della propria vita, della quale il morire è parte
  • Il consenso informato è il fondamento dell’autodeterminazione e lo strumento che rende legittimo il rifiuto delle cure
  • I giudici hanno ancorato i loro ragionamenti a una serie amplissima di norme: gli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione; la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina del Consiglio d’Europa; la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; la legge del Servizio sanitario nazionale del 1978; gli articoli del codice di deontologia medica.“”
6feb/19Off

Caso Englaro e fine vita: Speciale Mentana

Trafiletto di Maria Volpe (Corriere 6.2.19)

“”Coraggioso Enrico Mentana a sfidare il Festival di Sanremo. Del resto c’è una fetta di pubblico che non ama la kermesse e cerca alternative. Questo speciale tratta un tema delicato e serio: il fine vita. Viene ricordata la storia di Eluana Englaro, la ragazza di Lecco morta dopo 17 anni di coma vegetativo il 9 febbraio del 2009, in seguito all’interruzione dell’alimentazione artificiale, chiesta dal papà Beppino Englaro, un uomo con una grande dignità. La morte di Eluana divenne un caso politico, divise l’Italia.
“Bersaglio mobile: Eluana, una storia italiana” “”

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4feb/19Off

La grande beffa del testamento biologico negato

Articolo di Elena Testi (Espresso 3.2.19)

“”Fare testamento biologico in Italia, a più di un anno dall’approvazione della legge sul fine vita, vuol dire trovarsi in un caos di risposte vaghe, in un viaggio pieno di ostacoli grotteschi. Da Roma fino ad Avellino, ogni Comune dispiega una diversa procedura, tanto che esprimere le proprie volontà, in assenza di una banca dati nazionale, può risultare inutile. Eppure per istituirla basterebbe un semplice decreto del governo. L’unico passaggio chiaro dell’iter è come compilare le “Disposizioni Anticipate di Trattamento”. Due fogli in tutto, scaricabile in prestampato dalla rete, dove è obbligatorio apporre una serie di crocette alla voce “disposizioni generali in caso di una malattia giudicata irreversibile associata a grave disturbo cognitivo”. Un rosario di intenzioni che vanno da «in caso di arresto cardio-respiratorio si pratichi la rianimazione cardiopolmonare» fino al «si ricorra alla sedazione profonda».

31gen/19Off

Eutanasia legale, la Camera avvia l’iter della legge di iniziativa popolare

Articolo di Eleonora Martini (manifesto 31.1.19) “Caso Cappato/Dj Fabo. La Consulta ha dato tempo fino a settembre 2019 per colmare «il vuoto di tutele»

“”Dopo oltre cinque anni di “confino” negli archivi del Parlamento e dopo 1965 giorni da quando l’Associazione Luca Coscioni ha depositato le firme di supporto al testo – ormai oltre 130 mila -, ieri finalmente la Proposta di legge di iniziativa popolare «Eutanasia legale» ha iniziato il suo iter nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera. Dopo l’introduzione di ieri dei due relatori, Giorgio Trizzino (del M5S, aderente all’intergruppo per la legalizzazione dell’eutanasia) della commissione Affari sociali, e Roberto Turri (Lega) della Giustizia, si proseguirà con un ciclo di audizioni (entro l’8 febbraio le richieste di convocazione), e solo dopo verrà deciso se e come eventualmente cambiare l’attuale testo base.

9gen/19Off

Eutanasia, Conte riceve Cappato. «Condivide l’urgenza di una legge»

Articolo di di Eleonora Martini (manifesto 9.1.19) “Associazione Luca Coscioni. Il presidente del Consiglio promette agli esponenti radicali «a breve» le misure attuative del biotestamento”

“”Sarebbero «in arrivo a breve» le misure attuative della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento (Dat) in vigore da poco meno di un anno. Almeno stando a quanto annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante l’incontro avuto ieri con l’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, e con Marco Cappato che ne è tesoriere. «Condivisa l’urgenza su temi come eutanasia e libertà di scienza», assicurano i due attivisti radicali. L’incontro era stato richiesto dall’Associazione Coscioni «al fine di dare seguito all’ordinanza della Corte costituzionale n.207/2018», del 25 ottobre scorso, che ha concesso al Parlamento un anno di tempo per legiferare su eutanasia e aiuto al suicidio, rinviando al 24 settembre 2019 il verdetto di incostituzionalità – di fatto già maturato – sull’articolo 580 c.p. che punisce il supporto al suidicio, ed è stato introdotto nel nostro ordinamento in epoca fascista.