Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

1ago/180

Stepchild adoption, servono i giudici per portare l’Italia al livello europeo

Articolo di Andrea Prati (Repubblica 1.8.18) “La Corte di Cassazione non ritiene contrario all’ordine pubblico, italiano e internazionale, riconoscere lo status di figlio di due genitori dello stesso sesso (biologico di uno e adottivo dell’altro)”

“”Nella maggior parte degli Stati europei, ove sia previsto il matrimonio o altra forma regolamentata di unione giuridicamente rilevante tra persone dello stesso sesso, ai componenti di una coppia omosessuale unita formalmente è sufficiente un atto amministrativo per acquisire la qualità di genitore del figlio biologico “dell’altro” e assumere verso di lui la relativa responsabilità. In Italia, invece, la legge sulle unioni civili (la n. 76/2016, più nota come Legge Cirinnà) non ha disciplinato la possibilità di adottare il figlio del partner. La legge Cirinnà, quindi, da un lato ha uniformato la normativa italiana a quella europea, prevendendo che le coppie omosessuali possano “legarsi giuridicamente”, ma, dall’altro, ha comunque escluso il loro diritto di essere riconosciuti, agli effetti civili, quali genitori, insieme ed entrambi, di un bimbo. Nel nostro ordinamento, dunque, il figlio di uno dei componenti della coppia omosessuale “unita civilmente” è figlio solo della donna che lo ha partorito o del padre che lo ha concepito.
Tuttavia, è stata la giurisprudenza, in questi anni, a “superare” la norma. O meglio la sua mancanza. E a riconoscere ai componenti delle coppie omosessuali di adottare il figlio del partner, così diventando anche coppia genitoriale. Il primo a intervenire è stato il Tribunale di Roma che, nel 2014 (prima dell’entrata in vigore della legge 76/2016), ha consentito la stepchild adoption, ritenendola possibile perché fatta rientrare, secondo le motivazioni dei Giudici, nell’adozione “in casi particolari”. E ciò perché, secondo il Tribunale di Roma, non poteva escludersi che il preminente interesse del minore potesse realizzarsi anche nell’ambito di un nucleo familiare costituito da una coppia del medesimo sesso. Anche dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, i Tribunali italiani, e le Corti d’Appello, hanno continuato a riconoscere e consentire l’adozione del figlio del partner.

17giu/180

Il papa pro life che parla come il ministro Fontana

Artricolo di Luca Kocci (manifesto 17.6.18) “Vaticano. Bergoglio riceve il forum delle associazioni famigliari cattoliche e fa un discorso in linea con le posizioni chiuse dei predecessori: gli aborti selettivi sono come i nazisti in guanti bianchi. E sapete perché non si vedono più nani in giro?”

“”Famiglia uomo-donna fondata sul matrimonio. No ad unioni «altre». Aborto come pratica nazista. Sembra il neo ministro leghista della famiglia Lorenzo Fontana («la famiglia è quella naturale, dove un bambino ha una mamma e un papà, le famiglie arcobaleno non esistono»), in realtà è papa Francesco che ieri, ricevendo in Vaticano il Forum delle associazioni familiari in occasione del venticinquesimo anniversario della fondazione, ha pronunciato un durissimo discorso in difesa della famiglia tradizionale e contro qualsiasi apertura ad altri tipi di unione. «Oggi, fa male dirlo, si parla di famiglie “diversificate”: diversi tipi di famiglia», ha detto il pontefice rivolgendosi ai partecipanti all’udienza accompagnati dal loro presidente, Gigi De Palo, già assessore capitolino alla famiglia della giunta Alemanno. «Famiglia è parola analogica, perché si parla della famiglia delle stelle, degli animali. Ma la famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola».

30gen/180

Aboliremo le unioni civili»: l’ultima minaccia del centrodestra

Articolo di Simone Alliva (espresso online 29.1.17 ) “Dal palco del convegno organizzato dal Family day a Roma, su cui sedevano Gasparri, Meloni, Salvini e Parisi, l’intervento di Eugenia Roccella (Idea-Noi con l’Italia): «Per la sinistra leggi come questa portano verso il preteso progresso; per noi, vanno verso la fine dell’umano. Cirinnà (Pd): «Dispiace per loro»” 

“”Le unioni civili saranno abolite perché “vanno verso la fine dell’umano”. È la promessa elettorale del centro-destra riunitosi durante il convegno “Oltre l’inverno demografico”, organizzato il 27 gennaio a Roma da Alleanza Cattolica e dal comitato Difendiamo i nostri figli in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. A pronunciarla, premiata da uno scroscio di applausi, la parlamentare Eugenia Roccella, oggi candidata con Forza Italia per la Camera in Emilia Romagna nel collegio uninominale di Casalecchio di Reno. “Il mio impegno nella prossima legislatura sarà quello di battermi, insieme agli amici della coalizione di centrodestra, per abolire o cambiare profondamente tutte le leggi approvate dalla sinistra che hanno ferito la famiglia” – ha dichiarato Roccella- “Penso al provvedimento sulle unioni civili che, va detto con chiarezza, di fatto apre alla stepchild adoption. Per la sinistra, leggi come questa portano verso il progresso; per noi, vanno verso la fine dell’umano”.

24apr/170

Le unioni civili compiono un anno. Una rivoluzione rimasta a meta’

Articolo di Flavia Amabile (Stampa 24.4.17)

In quasi un anno di unioni civili sono state oltre mille le coppie omosessuali che hanno deciso di sposarsi. Matrimoni un po’ ovunque in Italia, al Nord come al Sud, con picchi a Roma e Milano, e cifre abbastanza omogenee nel resto d’Italia. A unirsi sono soprattutto persone non giovanissime e tante ancora ne arriveranno, c’è una lista d’attesa di oltre 100 coppie. Questi sono i dati disponibili, le cifre dettagliate verranno rese note l’11 maggio – data di approvazione della legge – durante una conferenza stampa da Monica Cirinnà. La senatrice è prima firmataria del ddl che ha rappresentato la base del testo poi approvato con alcune modifiche e, soprattutto, alcune cancellazioni.
La «stepchild adoption», ad esempio, vale a dire l’adozione del figlio, naturale o adottivo, del partner. Ancora di più, dopo un anno di unioni, è la grande assente e il profondo rimpianto. Da un punto di vista legale i figli del partner restano dei perfetti estranei, privi di tutele e riconoscimenti. Ivan Scalfarotto, deputato del Pd e uno dei protagonisti della battaglia per far approvare la legge anche nella sua versione monca procurandosi feroci critiche da parte di una porzione consistente della comunità Lgbt: «Forse a chi è fuori dal Parlamento sfugge che per approvare le leggi sono necessari i voti. Non li avevamo. Il movimento 5Stelle ci ha abbandonati all’improvviso. Di fronte a noi avevamo solo due possibilità: fare l’unica legge possibile oppure nulla. Abbiamo preferito approvare l’unica legge possibile sapendo che anche in altri Paesi ci sono state diverse fasi prima di arrivare a un’eguaglianza dei diritti».

15gen/170

Quella legge attesa che dimentica i figli

Articolo di Chiara Saraceno (Repubblica 15.1.17)

La lege sulle unioni civili è finalmente operativa in modo pieno. Questo annuncio — «ora sono legge» ha dichiarato la sottosegretaria Maria Elena Boschi al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via definitivo a tre decreti attuativi — può sorprendere chi credeva che il faticoso processo che aveva portato alla sua approvazione fosse stato concluso già diversi mesi fa, la primavera scorsa, quando la legge era stata approvata in modo definitivo.
Ma mancavano, appunto, i decreti attuativi che consentono ai diversi uffici e amministrazioni coinvolte, a partire dalle anagrafi comunali e dall’Inps, di applicare la legge con correttezza e omogeneità su tutto il territorio. Non è un fenomeno nuovo, ahimè, in Italia, dove di norma ogni legge richiede più di un decreto attuativo e questi non sempre sono predisposti e approvati con tempestività e talvolta non vengono predisposti per nulla, così che vi sono diverse leggi che rimangono sulla carta perché mancano i decreti che le dovrebbero rendere operative.  Nel caso delle unioni civili i decreti attuativi riguardano l’adeguamento delle norme dell’ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni; le disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso e quelle di coordinamento in materia penale.

11set/160

Beffa sulle unioni civili “Con i doppi cognomi nuovo codice fiscale”

Articoli di Franco Vanni (Repubblica 11.9.16) LEGGI DI SEGUITO “Protesta delle associazioni gay contro il decreto ponte “In tanti costretti a rifare i documenti, è discriminatorio””

“”Se la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito, per lo Stato non c’è problema. Il nuovo “nome di famiglia” può essere affiancato a quello da nubile sulla carta di identità, tutto qui. Se un omosessuale fa lo stesso in sede di unione civile, il cognome del compagno (o della compagna) viene invece automaticamente inserito nel suo codice fiscale. In pratica cambia identità, con una serie di conseguenze non indifferenti. «La posizione Inps dovrà essere rivista, come i contratti a lui intestati, compreso il mutuo con la banca. Dovrà rifare passaporto e carta d’identità. E dovrà dimostrare di essere proprietario della propria casa. L’azienda per cui lavora potrebbe avere difficoltà a inviargli lo stipendio e i creditori potrebbero non sapere dove cercarlo», spiega l’avvocato Stefania Santilli che, come consulente di Arcigay e membro del gruppo legale Famiglie arcobaleno, sta seguendo con alcuni colleghi diverse coppie gay che si trovano a fare i conti con la legge Cirinnà. E ogni giorno scrivono mail per mettere in guardia i propri assistiti sugli effetti connessi alla scelta del cognome comune.

1ago/160

A Reggio Emilia la prima unione civile legittimamente celebrata

Articolo di Luca Sappino (Espresso 1.8.16) “Lo scrittore Piergiorgio Paterlini e il giornalista Marco Sotgiu sono la prima coppia unita dopo la firma di Alfano sui formulari ufficiali. Il comune trasmette la diretta video”

“”Pubblicato il decreto-ponte, firmato da Matteo Renzi il 23 luglio (il definitivo deve arrivare dal ministero della Giustizia entro dicembre), il 28 luglio sono arrivati anche i formulari, pubblicati – senza troppo clamore – sul sito del ministero dell’Interno diretto da Angelino Alfano, leader del Nuovo centro destra, che sulle unioni civili ha fatto mesi di ostruzionismo parlamentare. Ora però c’è tutto e lunedì primo agosto alle 17 si celebra così la prima unione civile omosessuale, la prima unione con tutti i crismi (seppur crismi provvisori). C’è la legge, c’è il decreto, ci sono i formulari. C’è tutto – mancano le adozioni, come noto, ma questa è un’altra storia: il sindaco Luca Vecchi, del Pd, può indossare la fascia tricolore, e leggere le asciutte righe scritte da Alfano, nella Sala del Tricolore del Comune di Reggio Emilia. Davanti a lui ci sono Marco Sotgiu e Piergiorgio Paterlini. Marco e Piergiorgio, che stanno insieme da trentasette anni (e insieme spesso lavorano, come su Cuore, in teatro o su Radio2), ma hanno dovuto attendere la lenta politica per dare una veste formale alla loro famiglia, un’unione che non è ancora un matrimonio, che non gli consente di dirsi sposi – né degli sposi di avere tutti i diritti – ma che buona parte del mondo lgbt ha salutato comunque come una vittoria epocale.

25lug/160

“Il primo matrimonio gay della storia d’Italia e’ stato celebrato ieri a Bologna”

Articolo di Maria Novella De Luca (Repubblica 25.7.16) “Deborah e Elena si sono scambiate le fedi”

“”Il bouquet di fiori di campo ha i colori dell’arcobaleno, così come le cascate di riso e coriandoli che le travolgono mentre si baciano, a lungo, sulla piazza del municipio. Piangono le mamme, ridono gli amici, si commuovono le zie. «Deborah ed Elena, vi dichiaro unite civilmente ai sensi della legge 20 maggio 2016», scandisce il sindaco del paese, Fausto Tinti, e la sala blu del comune di Castel San Pietro Terme, ventimila abitanti sulla via Emilia, esplode in un applauso felice e liberatorio sulle note di Magic moments. Eccolo il primo matrimonio gay della storia d’Italia, così almeno lo definiscono Elena Vanni e Deborah Piccinini, 45 e 46 anni, durante lo scambio delle fedi, e poco importa se tecnicamente si tratta di un’altra cosa, Elena e Deborah ieri per tutti erano «le spose», spose Rainbow, spose con i nastri del movimento omosessuale che sventolano sulla Panda gialla che le porta in piazza XX Settembre, tra i portici rosso mattone e la lapide dei caduti nella Resistenza.

24lug/160

Unioni civili, la maggioranza si divide sulle caratteristiche della cerimonia

Articolo di Vittorio Cerdelli (Corriere 24.7.16)

“”A Viareggio le coppie gay potranno unirsi in spiaggia, a Verona sul balcone di Giulietta, a Roma alle terme di Caracalla . Semplice uguaglianza: sono le stesse sedi dove già si celebrano i matrimoni civili. A Brescia, parola dell’assessore Federico Manzoni, delega in materia «Se il decreto non cambia niente riti né fasce tricolori e location saranno diverse dai matrimoni civili» .Vale a dire riti anonimi nell’ufficetto in Broletto del settore matrimoni e unioni soli di venerdì mattina. L’Arcigay e le stesse liste della maggioranza non ci stanno. «Non vogliamo unioni di serie B e confidiamo nel rispetto di tutti i cittadini senza trattamenti discriminatori. Auspichiamo che il Comune di Brescia garantisca uguaglianza e rispetto all’amore. Attendiamo con piacere la prima celebrazione», spiega Louise Bonzoni, presidente dell’Arcigay. In effetti, la posizione di Manzoni è finita in minoranza dentro lo stesso centro sinistra e la Loggia dovrebbe seguire l’esempio degli altri capoluoghi.

22lug/160

Confetti arcobaleno entro Ferragosto

Articolo di Natalia Aspesi (Repubblica 22.7.16)

“”Al massimo tra una ventina di giorni, le coppie dello stesso sesso che, magari stressate dall’attesa di anni, avessero ancora voglia di andare davanti al loro sindaco o, se obiettore o in vacanza, a un qualsiasi ufficiale di Stato, potranno finalmente unirsi in una “specifica formazione sociale”; che darà loro il diritto a una “vita familiare” però di coppia, o di padri o madri single, senza avere la pretesa di condividere legalmente la genitorialità, né di poter adottare. Gran festa comunque per la decisione del Consiglio di Stato di dare il via libera a un evento per noi straordinario e da troppo rimandato, felicità della prima firmataria della legge, la senatrice Pd Monica Cirinnà che promette “confetti arcobaleno per tutti”, e della presidentessa della Camera Laura Boldrini, che proprio un paio di settimane fa aveva ospitato in Parlamento la presentazione di Citizen Gay, la nuova edizione del saggio di Vittorio Lingiardi, psichiatra, psicanalista e professore ordinario alla Sapienza appunto sul diritto di cittadinanza e uguaglianza delle persone omosessuali.