Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

27feb/16Off

Le leggi cambiano insieme a noi

Articolo di Michele Ainis (Corriere 27.2.16)

""È stata una navigazione lenta, accidentata. Ma infine la legge sulle unioni civili è approdata in porto, accolta da un doppio squillo di fanfara. E invece no, il viaggio è appena cominciato. Non soltanto perché la navicella dovrà ancora doppiare la boa di Montecitorio, salpando da Palazzo Madama. Soprattutto per un’altra ragione: la vita del diritto non si esaurisce nelle leggi. E del resto nessuna legge appartiene al legislatore che l’aveva concepita. È come un figlio, che quando spalanca gli occhi al mondo decide lui su quali strade incamminarsi, al di là dei desideri paterni. E il mondo del diritto s’intesse di prassi amministrative, applicazioni giudiziarie, sentenze costituzionali, direttive europee. In questo senso nessuna legge è mai per sempre, nemmeno quando sopravviva inalterata per decenni. Perché in quel lasso di tempo giocoforza cambiano i costumi, e il cambiamento carica di nuove assonanze le parole della legge.

26feb/16Off

Unioni civili e omofobia (posizioni critiche nel pd)

Intervista a Michela Marzano di Carlo Lania (manifesto 26.2.16) "«Delusa da Renzi, lascio il Pd» «Questa legge crea nuove discriminazioni e per di più tratta quello tra persone omosessuali come un amore minore» / e articolo di Luigi Manconi (manifesto 26.2.16) "Perché non ho votato una legge monca"

""«Aspetterò la fine dell’iter di questa legge, dopo di che lascerò il Pd». Michela Marzano, deputata Pd, una cattedra di filosofia morale a Parigi e autrice di «Papà, mamma e gender», è delusa dal modo in cui il suo partito ha condotto la partita sulle unioni civili. «Sono molto delusa e anche arrabbiata perché ci ritroviamo con un testo di legge nato con lo scopo di correggere un’ingiustizia, di promuovere l’uguaglianza e che invece umilia le persone omosessuali — spiega -. Quindi non corregge nulla e addirittura secondo me aggiunge una discriminazione ulteriore».
Quale?
Si è talmente insistito sulla differenza che doveva esserci tra le unioni civili e il matrimonio che di fatto si è ricondotto tutto a diritti individuali. Tant’è vero che è scomparso qualunque aggancio all’articolo 29 e sono rimasti solo i riferimenti agli articoli 2 e 3 della Costituzione, che riconoscono appunto i diritti individuali. Ma quello che le persone omosessuali stanno aspettando da trent’anni sono i diritti familiari. Lo stesso statuto riconosciuto e dato alle loro coppie, al loro amore, alla loro vita comune. E non è questo che c’è nella legge. Si insiste sul fatto che si tratta di una speciale formazione sociale, rendendo fra l’altro anche difficile la decisione da parte del giudice nel momento in cui si tratteranno questioni legate alla stepchild. Finora i giudici avevano le mani libere perché, non essendoci nessuno statuto per le coppie omosessuali, potevano applicare le norme previste dall’articolo 44 della legge sulle adozioni.
E non sarà più così?

26feb/16Off

“”Fedelta’ “

L’amaca di Michele Serra (Repubblica 26.2.16)

""Nelle intenzioni di chi la propone, l’abolizione dell’“obbligo alla fedeltà” dalle unioni civili serve a distinguerle dal matrimonio “normale”, declassandole: un’ossessione, questa, che conferma l’intenzione discriminatoria e punitiva di una parte attiva e consistente del mondo cattolico e della destra politica nei confronti delle persone omosessuali. L’aspetto comico della vicenda è che l’emendamento finisce per essere discriminatorio proprio nei confronti del matrimonio “normale”: perché la fedeltà per legge è un cascame della concezione cattolica della coppia, riduce un impegno “etico” e una libera scelta sentimentale a codicillo costrittivo. Un’unione che non si regga sull’obbligo di legge, ma sul rispetto reciproco (che non è formalizzabile da alcun codice) è dunque migliore, più libera e più alta di un’unione che minacci sanzioni in caso di “tradimento” o di promiscuità sessuale. Questo Schifani (e chi per lui, anche nel Pd) non poteva prevederlo: ma grazie a quell’emendamento molti italiani ora possono riflettere sull’assurda norma, da diritto canonico, che impone per legge la fedeltà coniugale nel matrimonio. Abolirla subito, urgentemente, così da elevare anche il matrimonio tradizionale allo stesso livello, libero e responsabile, delle unioni civili.""

23feb/16Off

La strada dei diritti

Articolo di Stefano Rodotà (Repubblica 23.2.16) "Bisogna riprendere un percorso coerente con il fatto che si sta discutendo di dignità e identità delle persone. Non tutto è negoziabile"

""La discussione sulle unioni civili avrebbe bisogno di limpidezza e di rispetto reciproco, invece d’essere posseduta da convenienze politiche, forzature ideologiche, intolleranze religiose. Di fronte a noi è una grande questione di eguaglianza, di rispetto delle persone e dei loro diritti fondamentali, che non merita d’essere sbrigativamente declassata, perché altre urgenze premono. I diritti, dovremmo ormai averlo appreso, sono indivisibili, e quelli civili non sono un lusso, perché riguardano libertà e dignità di ognuno.
Bisogna liberarsi dai continui depistaggi. La maternità surrogata, vietata fin dal 2004, viene evocata per opporsi all’adozione dei figli del partner, penalizzando proprio quei bambini che si dice di voler tutelare e tornando così a quella penalizzazione dei figli nati fuori dal matrimonio eliminata dalla civile riforma del diritto di famiglia del 1975. E si dovrebbe ricordare che la Costituzione parla della famiglia come società “naturale” non per evitare qualsiasi accostamento alle unioni tra persone dello stesso sesso, ma per impedire interferenze da parte dello Stato in «una delle formazioni sociali alle quali la persona umana dà liberamente vita», come disse Aldo Moro all’Assemblea costituente. Altrimenti ricompare la stigmatizzazione dell’omosessualità, degli atti “contro natura”.

22feb/16Off

Milioni di italiani vi aspettano “approvate subito le unioni civili”

Da Repubblica online 22.2.16)

""Da Andrea Camilleri a Roberto Bolle, da Daria Bignardi a Jovanotti, da Tiziano Ferro a Maurizio Cattelan, da Franca Sozzani ad Antonio Sellerio, da Eros Ramazzotti a Laura Pausini, da Paolo Virzì a Massimo Recalcati. Il mondo della cultura, della musica, dello spettacolo, dell’arte, della moda e dell’editoria si mobilita in sostegno della legge Cirinnà sulle Unioni civili. Per non perdere l’appuntamento con la Storia e riconoscere finalmente anche in Italia i diritti delle coppie omosessuali. È questo il senso della lettera rivolta ai parlamentari e firmata da più di quattrocento fra attori, registi, cantanti, ballerini, presentatori, giornalisti, musicisti, dj, stilisti, editori, scrittori, intellettuali e imprenditori. Un appello che è anche una petizione aperta a tutti, lanciata sulla piattaforma Change.org.
"Siamo fuori tempo massimo", si legge nella lettera, come hanno indicato la Consulta e la Corte europea dei diritti umani. E non si può non trovare un accordo su un provvedimento che è già frutto di un lungo compromesso e che garantisce alle persone Lgbt il "minimo sindacale" sul piano dei diritti. Un limite, chiariscono i firmatari, "oltre il quale non si può sconfinare, perché significherebbe approvare una legge di facciata o peggio lesiva", rimandando al mittente il riconoscimento di legittimità di milioni di italiani e delle loro famiglie. PROSEGUENDO LEGGI L'APPELLO

20feb/16Off

Ddl Cirinna’ calcoli macabri sulla pelle delle persone

Articolo di Pierfranco Pellizzetti (MicroMega 20.2.16)

""I bigotti e le beghine in Italia sono quantitativamente più numerosi degli omosessuali? Perché se così non fosse, qualcuno avrebbe sbagliato i propri calcoli elettorali. E non sarebbe la prima volta, in materia di diritti civili. Valga per tutti l’idolo di Maria Elena Boschi – l’aretino Amintore Fanfani, cavallo di razza e segretario della Democrazia Cristiana del tempo che fu – il quale puntò all’en plein nella roulette referendaria sulla legge Fortuna-Baslini [istitutiva del regime che autorizza la cessazione degli effetti civili del vincolo matrimoniale] e finì sbancato. Era il maggio 1974. Per di più sbeffeggiato, visto l’involontario effetto comico che produsse grazie ai temi con cui arringava platee maciste, presunte maggioritarie; al grido “se passa la legge sul divorzio vostra moglie scapperà di casa con l’amica”.

19feb/16Off

Ma se salta la stepchild saranno i giudici a decidere “Quei figli vanno tutelati”

Articolo di Maria Novella De Luca (Repubblica 19.2.16) "Già diverse le sentenze a favore di coppie gay e presto si pronuncerà la Consulta. I tribunali dei minori hanno già mandato un messaggio al Parlamento: deve sempre prevalere la garanzia degli affetti"

""La via è stretta, in salita, disseminata di ostacoli, eppure esiste. Se la stepchild adoption venisse cancellata dalla legge sulle unioni civili, saranno i tribunali minorili a doversene occupare. E probabilmente ad applicarla. Esattamente come è accaduto per la legge 40 sulla procreazione assistita. Sono stati i tribunali ordinari, sentenza dopo sentenza (e poi la Cassazione e le Corti europee) ad autorizzare quanto il Parlamento aveva vietato nel 2004, rendendo oggi lecite gran parte delle tecniche che la legge 40 aveva soppresso. Nel caso dell’adozione del figlio del partner, ossia la stepdchil adoption, a cui tengono moltissimo le centinaia di “famiglie arcobaleno” italiane, cioè le coppie gay (maschili e femminili) con figli, anche se questo articolo venisse bocciato dal Senato, sarebbe possibile comunque ottenerle. Perché la norma è già contenuta nella attuale legge sulle adozioni, all’articolo 44, dove si parla di “casi particolari”. Quei casi in cui l’adozione può essere concessa anche al di là dei requisiti “canonici” ma a discrezione del giudice, in nome del benessere del bambino. Esattamente come ha fatto il tribunale dei minori di Roma, presieduto fino ad un mese fa dal giudice Melita Cavallo, che ha emesso ben 14 sentenze per coppie gay, permettendo così al genitore “non biologico” di adottare i figli del partner.

17feb/16Off

Unioni civili, lo sgambetto di Grillo “Non votiamo la norma taglia emendamenti”

Articolo di Federico Geremicca (Stampa 17.2.16) "Se la politica volta le spalle al Paese"

""Tutto da rifare o quasi. E non è una buona notizia, né per chi aspetta da anni una legge sulle unioni civili, né per i partiti politici e i movimenti che ieri, nell’austera aula del Senato, sono finiti travolti e poi sepolti dai loro stessi bizantinismi. Se ne riparlerà di nuovo stamane, ma dopo le mosse e le contromosse di ieri, non sono più in molti a scommettere che la tanto attesa legge vedrà davvero la luce, tra gli stucchi e i velluti di Palazzo Madama.
Cos’è successo, dunque, ieri? Semplicemente che il Movimento Cinque Stelle, pur di impedire un successo di Renzi, ha completato il suo dietro-front (avviato con la decisione di lasciare libertà di voto sulla stepchild adoption) annunciando il suo no al cosiddetto «emendamento canguro», col quale il Pd intendeva sgombrare il campo dalle migliaia di emendamenti presentati alla legge; ma è anche successo che lo stesso Pd, alle prese con non pochi problemi interni, non è stato in grado - né attraverso mediazioni, né attraverso la ricerca di nuovi accordi - di venir fuori dalla ragnatela di cavilli delle ultime settimane e di parare il colpo a tradimento del Movimento di Beppe Grillo.

16feb/16Off

Tra i preti di Torino che benedicono le unioni civili perche’ «Dio ama tutti»

Articolo di Gabriele Martini (Stampa 16.2.16)

""Hanno tra i 22 e i 65 anni. Sono lesbiche e gay. E credenti. Integrati nella società, spesso felicemente innamorati. Dopo anni (in qualche caso decenni), aspettano con ansia che le loro relazioni siano riconosciute dallo Stato italiano. Vedono il traguardo avvicinarsi e pongono domande alla Chiesa. Perché, a volte, si sentono bistrattati. A volte esclusi. E interpellano i preti. Scoprendo che spesso i sacerdoti sono più aperti delle gerarchie ecclesiastiche. Non sono pochi, infatti, a benedire le unioni civili. Il primo è un salesiano di mezza età. Dice che «l’omosessualità è una devianza, ma Dio ama tutti». Per essere buoni cristiani bisogna però «resistere alle tentazioni». Il fedele gli racconta che sogna di sposare il suo compagno. «Sarebbe un errore», spiega il prete, «le nozze sono sempre tra uomo e donna». Arriva un’apertura inaspettata sul diventare genitori: «Se desideri un figlio, non me la sento di dirti no». Ma per il bambino la mancanza di una figura materna potrà essere un problema? «Sì – risponde il prete -, ma i problemi si superano. E poi ci sono le nonne».
Le invettive delle radio. Tra i banchi di una sagrestia o dentro un confessionale, il contatto umano spazza via preconcetti e formule di rito. Tra i religiosi c’è chi ammette che «la Chiesa è divisa». In un’altra parrocchia il padre va dritto al punto: «Ogni prete ti direbbe una cosa diversa. Quello che ti dico io è: non decidono né i politici né i vescovi, siete tu e il tuo compagno davanti a Dio».

15feb/16Off

Unioni civili. La cattolica Fattorini “Stralciare e’ saggio il consenso si allarga”

Intervista al senatore Alberto Airola di Annalisa Cuzzocrea (Repubblica 15.2.16) "Il mediatore grillino “Sono insaziabili dietro c’è Bagnasco”

""All’appello del leader Ncd Angelino Alfano per fermare la stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner nelle coppie omosessuali, il senatore Alberto Airola - che ha seguito la legge per i 5 stelle - risponde con una risata. «È vergognoso che in questo Paese non si possano dare diritti ai gay e ai bambini. Si è creata una polemica ad arte che ha spaventato parte dei nostri elettori».
Senatore, il Movimento 5 Stelle tiene? «Il mio gruppo è solido. Anche dopo la scelta di dare libertà di coscienza sulla stepchild mancheranno al massimo tre voti. Chi finora non ha detto un sì convinto vuole solo evitare di fare da stampella a Renzi».
Ci sono state prese di posizioni importanti.