Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

26ago/18Off

Argentina. Record di apostasie tra gli attivisti pro aborto

Articolo di Emiliano Guanella (Stampa 26.8.18)

“”Più di 4mila argentini hanno chiesto nelle ultime due settimane di essere sbattezzati in protesta contro l’impegno attivo della chiesa cattolica locale nel dibattito sulla legge dell’aborto che il Senato ha respinto lo scorso 8 agosto. Dopo 16 ore di dibattito, ha vinto la linea pro-life con 38 voti contrari e 31 favorevoli. La raccolta di firme per l’apostasia, questo il termine tecnico di abiura alla religione cattolica, chiedendo di essere tolto dal registro dei battezzati, è stata organizzata dal “Consiglio per uno Stato Laico” (CAEL) nell’ambito di una campagna per la separazione tra Stato e Chiesa, che è cresciuta in parallelo a quella per l’interruzione legale della gravidanza. Negli scorsi mesi ai fazzoletti verdi degli attivisti pro aborto legale si sono aggiunti quelli arancioni con lo slogan “Chiesa e Stato, due questioni separate”.
Basta stipendiare vescovi e prelati
Oltre alle richieste di apostasia, la campagna porta avanti una serie di rivendicazioni come la fine dei sussidi statali alle istituzioni cattoliche e delle esenzioni fiscali concesse ai luoghi di culto. Sulla questione è intervenuto anche Marcos Pena, capo di gabinetto del governo di Mauricio Macri, che ha spiegato che lo Stato argentino destina annualmente circa 3,6 milioni di euro per il pagamento del salario di vescovi e alti prelati. «Noi crediamo – ha spiegato a La Nacion l’avvocato del Cael Cesar Rosenstein – che la posta in gioco sia molto più alta, perché lo Stato finanzia diverse scuole e istituzioni private cattoliche e non fa pagare le tasse alla Chiesa».
Le firme raccolte sono state consegnate questa settimana alla Conferenza episcopale, che ora deve vagliarle e iniziare l’iter corrispondente. Non è la prima volta che il movimento anticlericale argentino insorge la Chiesa locale. Nel 2009, quando a Buenos Aires era cardinale Jorge Mario Bergoglio, la Chiesa lanciò una «campagna contro il demonio», per bloccare la legge sul matrimonio delle coppie dello stesso sesso, che fu poi approvata in Parlamento.
“Salviamo le due vite”
Dopo l’approvazione da parte della Camera del progetto di legge sull’aborto legale il mondo cattolico argentino è sceso fortemente in campo organizzando diverse manifestazioni in tutta l’Argentina con lo slogan “Salviamo le due vite”. I “fazzoletti blu”, alla fine, hanno vinto, ma il dibattito ha mostrato un’Argentina fortemente divisa, con la capitale Buenos Aires e i grandi centri urbani schierati maggiormente a favore dell’aborto legale, mentre il mondo rurale e le provincie più conservatrici tendenzialmente contrari.””

8ago/180

Argentina, in piazza la sfida delle donne “Si all’aborto legale”

Articolo di Emiliano Guanella (Stampa 8.8.18)

“”Las «socorristas» hanno preparato un’installazione artistica da esibire davanti al Congresso nella lunga notte che oggi deciderà se l’Argentina legalizzerà o no l’aborto. Esporranno 4.137 assorbenti intimi macchiati di vernice rossa, con un nome e una breve frase delle donne che hanno aiutato ad abortire l’anno scorso. Il loro «pronto soccorso» non è medico, ma un sostegno psicologico e pratico in un Paese dove l’aborto è permesso in ospedale solo in caso di stupro, rischio di vita per la madre o grave malformazione del feto. A chiamarle sono soprattutto giovani e giovanissime, che non sanno cosa fare di fronte ad una gravidanza non pianificata, non desiderata, spesso con un compagno che non vuole essere padre.
L’escamotage

12lug/180

Profilattici gratis per i giovani: salva loro e le casse del sistema sanitario nazionale

Articolo di Elena Testi (espresso online 11.7.18) “In Italia c’è già una Regione che fornisce contraccettivi gratuitamente agli under 26 come metodo di prevenzione. E anche il web si mobilita con una petizione che ha raccolto più di 60mila firme. L’obiettivo è lo stesso: azzerrare le malattie sessualmente trasmissibili ed evitare che la sanità pubblica collassi”

“”Allo stato italiano un malato di Hiv costa in media dai 500 ai mille euro mensili. Dipende dalle cure che gli vengono somministrate. Nonostante questo la prevenzione è uno dei grandi “scomparsi” nella politica sanitaria nazionale. Mancano le pubblicità progresso, l’informazione, l’educazione alla sessualità, ma ad essere assente è anche un sistema lungimirante che permetta agli adolescenti di avere sempre con sé un profilattico senza dover togliere dalla paghetta oltre dieci euro per comprarne una sola confezione. Colorati, variegati, alcuni anche profumati, ma tutti accomunati da una semplice cosa: quella di essere un dispositivo medico. Si trovano solitamente vicino alle casse dei supermercati oppure in luoghi a loro dedicati. Vanno dai 7 ai 12 euro, fino a toccare i 15 euro. Slim, super sensibili, con tanto di motto personalizzato. Ma nessuno porta una scritta di sensibilizzazione, ricordando che utilizzarli può prevenire da malattie sessualmente trasmissibili.

15giu/180

Argentina, la Camera bassa legalizza l’aborto

Articolo di Claudia Fanti (Manifesto 15.6.18) “Esulta il movimento Ni una menos. Ma ora la battaglia al senato è tutta in salita. Il presidente Macri contrario ma non porrà il suo veto”

“”Quando a Buenos Aires, alle 9.51 ora locale, sugli schermi della Camera bassa è comparso, dopo oltre 22 ore di dibattito, il risultato della votazione sul progetto di legalizzazione dell’aborto – 129 «Sì» contro 125 «No» -, fuori dal Congresso la marea verde – verde come la speranza – di giovani e adolescenti che aveva vegliato tutta la notte malgrado le temperature rigidissime ha potuto finalmente dare inizio alla festa. Fino all’ultimo, il risultato era stato incertissimo, mentre lungo i corridoi si consumavano febbrili negoziazioni. Eppure sarebbe bastato rivolgere lo sguardo alla Plaza del Congresso per capire dove batteva il cuore del Paese: una piazza che era stata divisa in due settori uguali, ma dove il verde dei manifestanti e soprattutto delle manifestanti – giovani, giovanissime e meno giovani – a favore della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza si era riversato come un’onda su tutto il quartiere, cancellando quasi il celeste degli antiabortisti. I quali possono contare però sull’aggressiva campagna della Chiesa cattolica, sicuramente assai più energica nella sua difesa della «vita dal momento del concepimento» che di quella delle vittime della dittatura militare o della feroce politica neoliberista del governo Macri.

10giu/180

Contraccettivi gratis agli under 26

Da maggio 2018 migliaia di ragazzi con meno di 26 anni residenti in Emilia-Romagna avranno diritto agli anticoncezionali gratuiti. La decisione, annunciata di recente dall’assessorato alla Sanità, è diventata legge con una delibera pubblicata il 6 novembre e operativa da maggio 2018. “Una rivoluzione. Secondo le stime, sarà di un milione di euro l’impegno di spesa previsto, almeno 400mila i giovani potenzialmente coinvolti, sommando tutti quelli che hanno dai 14 ai 25 anni. Il prossimo passo sarà una campagna di comunicazione rivolta a tutti gli under 26. Gli anticoncezionali saranno gratuiti anche per le donne di età compresa tra i 26 e i 45 anni, in base a determinate condizioni.”

Dal sito della Regione Emilia-Romagna:

“”Prendersi cura della propria salute sessuale e riproduttiva fin dalla più giovane età, negli spazi giusti e nei tempi dedicati e, soprattutto, con persone opportunamente formate. Anche mettendo a disposizione, gratuitamente, contraccettivi nei consultori per gli under 26, nella prospettiva di assicurare ai giovani protezione e sicurezza nei rapporti.
È l’obiettivo della proposta di delibera illustrata ieri mattina in Commissione consiliare congiunta (Politiche per la salute e Politiche sociali) alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi.
Il documento “Indicazioni operative alle Aziende sanitarie per la preservazione della fertilità e la promozione della salute sessuale, relazionale e riproduttiva degli adolescenti e giovani adulti” fornisce indicazioni sugli Spazi Giovani da applicare in tutto il territorio dell’Emilia-Romagna per rendere omogenea l’offerta di servizi per la fascia di popolazione 14-19 anni, istituisce gli Spazi Giovani Adulti (per le persone dai 20 ai 34 anni) e prevede la contraccezione gratuita, nei servizi consultoriali, per tutte le donne e gli uomini di età inferiore ai 26 anni, e per le donne di età compresa tra i 26 e i 45 anni con esenzione E02 (disoccupazione) o E99 (lavoratrici colpite dalla crisi) nei 24 mesi successivi a un’interruzione volontaria di gravidanza e nei 12 mesi dopo il parto.
“Prendersi cura in ogni fase della vita, già a partire dall’adolescenza, della propria salute sessuale e riproduttiva significa preservare e proteggere la salute globale – sottolinea l’assessore Venturi-. Per questo, come Regione, vogliamo promuovere e rafforzare servizi mirati, dedicati ai giovani e giovanissimi. In quest’ottica, dare alle donne, e agli uomini, la possibilità di procurarsi metodi anticoncezionali gratuiti è un elemento di protezione, oltre che fisica, psicologica: l’esperienza della gravidanza inaspettata, sia che si decida di portarla avanti che di interromperla, incide profondamente sul vissuto delle persone, tanto più se molto giovani. Dunque-aggiunge Venturi- la contraccezione gratuita può contribuire a far diminuire sensibilmente le gravidanze inaspettate e ridurre ulteriormente le interruzioni volontarie di gravidanza, seppur già in costante calo in Emilia-Romagna a partire dal 2006”.
In Emilia-Romagna esistono già da molti anni, ma finora non erano stati pienamente “formalizzati”. Sono gli Spazi Giovani, garantiti dai servizi consultoriali (e dunque all’interno dei Consultori e delle Case della salute). L’obiettivo è rendere omogenea l’offerta per la fascia di popolazione 14-19 anni; infatti, con la proposta di delibera, si definiscono le caratteristiche di questi spazi – devono essere ad accesso diretto, senza appuntamento e senza impegnativa del medico, e senza oneri da parte dei cittadini – e l’équipe “minima”: ginecologo, psicologo e ostetrica. A livello numerico, ne è previsto almeno uno per ogni Distretto.
Spazi pensati per persone più grandi, tra i 20 e i 34 anni, ad accesso diretto e senza impegnativa del medico, tramite appuntamento e a pagamento. Rappresentano una novità gli Spazi Giovani Adulti, pensati per fornire gli strumenti per una pianificazione familiare consapevole, informare i cittadini sull’evoluzione della fertilità, promuovere attivamente stili di vita sani per la protezione della salute riproduttiva.”"

 

27mag/180

La Chiesa irlandese e’ screditata e a Roma sono in lutto

Articolo di Luca Kocci (Fatto 27.5.18) “Vaticano. Duro intervento di monsignor Paglia, profilo più basso, invece, da parte dei vescovi locali”

“”«Non c’è nessuna vittoria da cantare e tanto meno da gioire, tutto ciò che in qualche modo il lavoro sporco della morte non ci rende particolarmente lieti». È dura la reazione del Vaticano al risultato del referendum che legalizza l’aborto in Irlanda. Viene affidata a monsignor Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, che rilascia una dichiarazione a Vatican News, il portale di informazione della Santa sede. L’esito del voto irlandese «ci deve spingere ancora di più non solo a difendere la vita, ma a promuoverla e accompagnarla, creando le condizioni perché non si avverino, non avvengano decisioni drammatiche, perché è sempre un dramma quando si decide di interrompere una vita», prosegue Paglia, secondo cui «c’è nell’aria un atteggiamento di individualismo che oscura e spinge a dimenticare i diritti di tutti, compreso quello di chi deve nascere».

27mag/180

Irlanda, l’autorevolezza ritrovata con la parola

Articolo di Luciana Castellina (Fatto 2 7.5.18)

“”Come ogni giorno anche stamattina un drappello di donne – undici, per l’esattezza – è partito in aereo dall’Irlanda per traversare il canale e andare ad abortire nel Regno Unito. Sono le “privilegiate”, quelle che hanno i mezzi per farlo. Le altre, centinaia di altre, continueranno a ricorrere alla pillola abortiva on line, altrettanto illegale e soprattutto pericolosa, perché non esistono controlli sanitari su chi la vende.
La storica vittoria di venerdì 25 al referendum che ha cancellato l’art. 8 della Costituzione del Paese e ha finalmente riconosciuto il diritto delle donne a decidere se diventare o meno madri apre infatti solo la strada al varo di una legge che dovrà esser presentata, discussa, votata. Ci vorranno ancora mesi. E, comunque, resterà tagliato fuori un altro milione di irlandesi, quelle dell’Irlanda del Nord, come è noto tutt’ora suddite del Regno di sua Maestà Britannica, e però private del diritto riconosciuto alle inglesi. In un pezzo dell’isola sanguinosamente diviso su tutto, su una sola cosa protestanti bigotti e cattolici che nella religione hanno trovato il modo di difendere la loro autonoma identità nazionale, sono in accordo: sulla pelle delle donne.

26mag/180

La svolta dell’Irlanda Exit poll: il 68 per cento e’ favorevole all’aborto

Articolo di Luigi Ippolito (Corriere 26.5.18) “In 3, 3 milioni al voto sul referendum. Oggi i dati. Anche le regioni della camagna hanno votato a favore.”

“”Londra Una valanga di voti ha seppellito una delle più restrittive legislazioni sull’aborto esistenti in Europa. Due terzi degli irlandesi hanno detto sì al referendum che chiedeva di abolire un bando costituzionale che durava da 35 anni. Secondo le prime proiezioni, il 68 per cento degli elettori si è pronunciato a favore dell’abrogazione dell’Ottavo emendamento, che di fatto equiparava la vita del feto a quella della donna e rendeva impossibile quasi sempre l’interruzione di gravidanza. La più alta percentuale di sì è stata registrata a Dublino, la capitale, col 77 per cento. Ma anche regioni di campagna, che nel 2015 si erano espresse contro i matrimoni gay, hanno votato a favore dell’aborto. Non si è verificato dunque quel sorpasso dell’ultima ora delle campagne sulle città che aveva fatto temere una smentita dei sondaggi, i quali avevano sempre indicato la vittoria del sì.Il risultato è stato aiutato anche dall’alta partecipazione al voto, favorita dal bel tempo: segno che la questione era particolarmente sentita in un Paese in cui la Chiesa cattolica ha avuto sempre un peso rilevante.

25mag/180

Oggi il referendum. La sfida d’Irlanda sulla legge anti aborto piu’ dura della Ue

Intervista a Leo Varadkar di Enrico Franceschini (Repubblica 25.5.18) “Libertà e salute” contro “licenza di uccidere”. In testa i sì all’abrogazione

“”DUBLINO «Dignità, salute, libertà di scelta», si legge sul manifesto affisso sul lato destro della strada. «Licenza di uccidere», si legge sul lato di sinistra, sullo sfondo della foto di un bambino insanguinato. Basta poco per capire su cosa si gioca il referendum di stamane in Irlanda sull’aborto: parole contro immagini, ragionamento contro emozioni, dati di fatto contro slogan. Una sfida che si è già svolta con argomenti simili altrove, dalla Gran Bretagna della Brexit all’America di Trump. In teoria, la consultazione irlandese dovrebbe premiare il raziocinio sulla retorica. Quello che un tempo era il paese più cattolico d’Europa ha già percorso un lungo cammino sulla strada della modernizzazione. Nel 1995 ha legalizzato il divorzio. Tre anni fa ha approvato il matrimonio fra persone dello stesso sesso, dopo una campagna referendaria in cui Mary Robinson, la prima donna eletta presidente della repubblica nell’Isola di Smeraldo, affermava: «Ho due figli, uno eterosessuale, uno omosessuale, voglio che abbiano esattamente gli stessi diritti». E a schierarsi ora per il diritto d’aborto è un primo ministro irlandese, Leo Varadkar, dichiaratamente gay.

22mag/180

Interruzione di gravidanza «Ha funzionato bene. I medici obiettori? Sono ancora troppi»

Intervista a Emma Bonino di Elena Tebano (Corriere 22.5.18)

“”«Nonostante sia nata da un compromesso per evitare il referendum che avrebbe depenalizzato l’aborto, oggi possiamo dire che la legge 194 ha funzionato». Emma Bonino, storica leader radicale e più volte ministra, ha iniziato la sua militanza politica nel movimento per legalizzare le interruzioni di gravidanza, dopo essere stata costretta nel 1974 a un aborto clandestino ed essersi autodenunciata un anno più tardi per quelli che aveva procurato ad altre donne (finì in carcere per tre settimane).
Perché la 194 ha funzionato? «Ha garantito il diritto delle donne alla libera scelta della maternità. E ha portato negli anni, a una diminuzione del numero degli aborti. Anche se contestualmente si sono acuiti alcuni problemi».
Quali?«Il principale è l’obiezione generalizzata dei medici: il 70% dei ginecologi a livello nazionale, con punte dell’84% a Bolzano, del 96% nel Molise, dell’88% in Basilicata, del 78% nel Lazio. Così ci sono intere Regioni dove di fatto la norma non viene applicata».
Che cosa si dovrebbe fare secondo lei?