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21feb/19Off

Il Concordato: Dopo 90 anni, un appello per tornare alla laicita’ dello Stato e tagliare i privilegi della Chiesa

Dal sito italialaica.it

La revisione del Concordato derivante dall’accordo Craxi-Casaroli del 1984 introdusse, almeno sulla carta, quattro importanti novità:
1) la religione cattolica non era più la religione di Stato;
2) il suo insegnamento nella scuola statale aveva carattere facoltativo
3) nelle questioni di diritto familiare lo Stato rivendicava una propria autonomia
4) il finanziamento diretto della chiesa da parte dello Stato (congrua) veniva sostituito dall’autofinanziamento da parte dei fedeli grazie al meccanismo dell’8per mille.
Le scelte politiche degli anni successivi – anche dello stesso governo Craxi – si mossero però in direzione opposta, riportando in essere i privilegi accordati nel 1929. Con queste conseguenze:

3feb/19Off

Culti e liberta’. Processo al concordato

Conversazione tra Francesco Margiotta Broglio e Massimo Teodori, a cura di Antonio Carioti (Corriere 3.2.19)

“”Novant’anni fa, l’11 febbraio 1929, Benito Mussolini e il cardinale Pietro Gasparri firmarono i Patti lateranensi: un trattato, un concordato e una convenzione finanziaria. Abbiamo chiamato a confrontarsi su quella vicenda e sul suo seguito, fino alla situazione attuale, Francesco Margiotta Broglio, che partecipò attivamente alla revisione del concordato nel 1984, e Massimo Teodori, anticoncordatario convinto. Non fu comunque positivo per l’Italia chiudere il conflitto che si era aperto con la breccia di Porta Pia?
MASSIMO TEODORI — Bisogna distinguere. La questione romana viene risolta dal trattato, che riconosce lo Stato Vaticano e l’extraterritorialità della Santa Sede, del resto già assicurata dalla legge delle guarentigie, approvata dall’Italia liberale nel 1871, ma rifiutata dalla Chiesa. Invece il concordato è un accordo di potere tra il regime fascista e il Vaticano. Mussolini si procura consenso per la sua politica totalitaria: da quel momento può contare sull’appoggio della Chiesa. Non a caso Luigi Sturzo e Francesco Luigi Ferrari, cattolici antifascisti in esilio, criticano il concordato. La Chiesa dal canto suo ottiene il riconoscimento del matrimonio religioso, l’esclusione dalla docenza e da altri uffici dei «sacerdoti apostati o irretiti da censura», l’insegnamento della religione in tutte le scuole. Inoltre Mussolini versa alla Santa Sede un miliardo e 750 milioni di lire del 1929: una somma enorme che diventa il nucleo centrale dell’Istituto per le opere di religione (Ior), la banca vaticana di cui conosciamo la successiva opera nefasta.

14gen/19Off

La Chiesa “salviniana” non si ferma e torna a minacciare lo scisma

Articolo di Fabrizio d’Esposito (Fatto 14.1.19) “Cattolici sempre più spaccati: da un lato la misericordia di Bergoglio, dall’altro i fedeli di rito sovranista”

“”Continua ad allargarsi sempre di più la frattura tra la Chiesa di papa Francesco, quella ispirata dall’amore evangelico e dalla misericordia, e la destra clericale e sovranista che tenta di mettere insieme Salvini e la fede in Cristo. Al punto che si torna a minacciare lo scisma. Ormai la canea del network antibergogliano (quotidiani e siti tradizionalisti) procede di pari passo con la campagna elettorale per le Europee della Lega salviniana. Due i pilastri del sovranismo cattolico. Il primo è l’odio per “questa Chiesa a trazione demagogico-ambiental-migrazionista”: la definizione è da Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti, megafono delle accuse a scoppio ritardato contro Francesco di monsignor Carlo Maria Viganò sulla pedofilia. Il secondo pilastro è invece l’odio per gli omosessuali, amplificato dall’immagine di Bergoglio descritto come un Anticristo gay-friendly.

2nov/18Off

Il volto di Emanuela e l’eterna ragnatela dei misteri di Suburra

Articolo di Mattia Feltri (Stampa 2.11.18)

“”«È stata Roma», dice Samurai, ovvero Claudio Amendola nel film Suburra. Samurai era il duemilionesimo «ultimo boss» della Banda della Magliana, passato dalle cronache al romanzo della Grande Meretrice – Roma, appunto – per poi tornare ai titoli dei giornali col suo vero nome, Massimo Carminati, nelle prosaiche avventure di Mafia capitale. Alla domanda su chi avesse ucciso Tal dei Tali, Samurai dice che è stata Roma, e potrebbe essere la risposta di sempre, da che Romolo uccise Remo, e fino alle ossa di donna spuntate da sotto il pavimento della Nunziatura Apostolica di via Po, che davvero appartengano a Emanuela Orlandi, come è improbabile, oppure no: comunque è stata Roma. Sono state le luci notturne di Roma, i sotterranei, le oscure ombre di sottana che si muovono nelle tenebre, anche dell’anima, le manine e le manacce, le spie sotto copertura, i sussurri, le telefonate anonime, i denari, le baldorie orgiastiche, le cospirazioni, i deliri allucinogeni, i palazzi del potere e dell’occultismo, i ricatti incrociati come spade silenti, è stata la millenaria ragnatela dei misteri di Roma.

17set/18Off

La Chiesa a scuola di Bannon per creare una fronda anti- Papa

Articolo di Paolo Rodari (Repubblica 17.9.18) “In campo l’ex stratega di Trump. Al via un corso presso l’Istituto Dignitatis Humanae, presieduto dal cardinale Burke”

“”Piomba sul Vaticano alle prese con la stesura di una risposta al dossier dell’ex nunzio a Washington Carlo Maria Viganò la notizia che l’ex stratega di Trump, Steve Bannon, sta organizzando in collaborazione con l’Istituto ” Dignitatis Humanae” di Roma un corso di leadership per ” politici cattolici conservatori”, una vera e propria fazione populista, nazionalista e conservatrice che dall’intero del mondo cattolico va nella sostanza a contrastare il magistero di papa Bergoglio.
Bannon, cattolico su posizioni oltranziste e contrastanti al papato, legato al cardinale statunitense ultraconservatore Raymond Burke e al mondo che ha prodotto il dossier Viganò. Al via un corso presso l’Istituto Dignitatis Humanae, presieduto dal cardinale BurkE anche se apparentemente prende le distanze da Viganò dicendo che Francesco «non dovrebbe assolutamente dimettersi» perché «è il vicario di Cristo sulla terra», in realtà l’azione dei conservatori americani in opposizione a Francesco appare studiata e frontale e assume sempre più i contorni di una strategia studiata a tavolino. La volontà di Bannon di lasciare il Papa al suo posto sembra motivata più che altro dal fatto che così la leadership del vescovo di Roma si logora meglio. Bannon, non a caso, dice senza remore che la risposta del Papa sulla pedofilia è insufficiente e che «la gente deve capire la portata del danno inferto dalla e alla Chiesa cattolica » . Per questo invoca « un Tribunale indipendente dalla Chiesa » sulla pedofilia. Anche perché, dice, la convocazione a Roma a febbraio dei capi dell’episcopato mondiale «è troppo tardi».

3set/18Off

Ai clericali non resta che lo scisma (e giovedì 6 si ritrovano al Senato)

Articolo di Fabrizio d’Esposito (Fatto 3.9.18) “Francesco resisterà alla spallata del dossier Viganò, costruito dalla destra farisea di cardinali e vaticanisti”

“”Sembra quasi la trama dell’ultimo, recentissimo teo-thriller di Glenn Cooper, I figli di Dio: un petroliere texano, amico del presidente americano, che promuove e finanzia uno scisma tradizionalista della Chiesa, nel segno dell’arida Dottrina. La suggestione del complotto anti-Bergoglio è stata esplicitata dall’arcivescovo di Pescara, Tommaso Valentinetti, che ha evocato “forze oscure” contro Francesco, tra cui “petrolieri o grossi gestori della finanza”. Ovviamente al centro di tutto ci sono i veleni, i sospetti, le polemiche scatenate dal dossier a scoppio ritardato dell’ambiguo monsignor Carlo Maria Viganò (nella foto) sulle presunte coperture di Bergoglio alla lobby gay del Vaticano. Ciò che colpisce in questa vicenda sono il metodo e i protagonisti. Come se l’opposizione antifrancescana fosse venuta allo scoperto una volta per tutte per tentare “la spallata” finale al papa.

22mag/18Off

L’ultima trappola della «Buona scuola»

Da manifesto 22.5.18 “Appello al Miur. L’inserimento di docenti Irc nelle Commissioni d’esame per la terza media è l’ultimo atto di un processo sotterraneo per recuperare all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche il ruolo di «materia obbligatoria» con diritto all’esonero”

“”Il Decreto legislativo 62/2017 stravolge tacitamente le disposizioni contenute nell’art. 185 comma 3 del Decreto 297 1994. Si tratta della sostituzione dell’elenco relativo alle materie all’Esame di Stato conclusivo della Scuola Secondaria di I°grado con la dicitura riferita a «tutti i docenti del Consiglio di Classe». Tra le materie indicate nel Decreto del 1994 non figurava l’Insegnamento della Religione Cattolica (Irc). È questa un’ultima trappola della legge denominata «Buona Scuola». L’inserimento di docenti Irc nelle Commissioni d’esame per la terza media è l’ultimo atto di un processo sotterraneo – iniziato con il rinnovo del sistema concordatario – per recuperare all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche il ruolo di «materia obbligatoria» con diritto all’esonero. Solo con difficoltà sono state introdotte norme e istituti per rendere effettiva la nuova facoltatività con la formulazione delle quattro alternative fra cui la frequenza di una reale materia alternativa.

7mag/18Off

Prof di religione all’esame: a rischio i calendari

Articolo di Vds (Fatto 6.5.18) “Scuola media – I docenti obbligati a essere in commissione. I presidi: “Gli spostamenti obbligatori creeranno ritardi”

“”Prevedere il caos è molto facile, anzi quasi una certezza: da quest’anno è d’obbligo che i professori di religione siano presenti all’esame finale di terza media. Un obbligo che però sta creando moltissimi problemi ai dirigenti scolastici e agli insegnanti, ma anche a genitori e studenti. Complicatissimo organizzare il calendario delle prove.
Il motivo è semplice: ogni docente di religione ha solo un’ora di lezione per classe. Questo significa che per completare le ore previste dal suo contratto, insegna in ben più di una classe. Così, gestire la sua presenza in ogni seduta d’esame rischia di prolungare i tempi e di far slittare le prove oltre il 30 giugno. Inutilmente.
Il punto: fino all’anno scorso, nelle commissioni d’esame dovevano esserci gli insegnanti delle materie d’esame. Il docente di religione partecipava solo allo scrutinio finale. Da quest’anno, invece, la commissione d’esame dovrà essere formata da tutti i docenti del consiglio di classe inclusi quelli di religione o della materia alternativa.

4mag/18Off

Scuola, insegnanti di religione agli esami di terza media: e’ protesta

Articolo di Ilaria Venturi (Repubblica.it 4.5.18) “A giugno le nuove prove prevedono la presenza di tutti i docenti della classe. Lettera di 14 associazioni di genitori e docenti al Miur: “Norma incongruente, da abolire”

“”Sorpresa, anche l’insegnante di religione sarà presente nelle commissioni del nuovo esame di terza media che a giugno vedrà impegnati 574mila alunni. Ed è polemica. Quattordici associazioni di genitori e docenti chiedono chiarimenti urgenti al Miur per arrivare ad abolire la novità. E alzano il tiro: “Denunciare l’incongruenza di tale nuova norma diventa un’occasione per riproporre la necessità di rivedere l’intera normativa sull’insegnamento della religione cattolica e di riproporne la collocazione fuori dell’orario ordinario delle lezioni”. Insomma, una piccola norma inserita nel decreto legislativo n. 62/2017 in materia di valutazione e di esame infiamma gli animi e rischia di scatenare una nuova guerra sulla religione a scuola. Tra l’altro la novità, contestata anche dalla Cgil-Scuola e dall’associazione nazionale presidi, che ha parlato di “rilevanti difficoltà organizzative”, sembra poco apprezzata – si legge nei commenti in Rete – anche dagli stessi interessati.

17apr/18Off

Ma quel giorno non fu un “giudizio di Dio”

Articolo di Giovanni De Luna (Stampa 17.4.18)

“”Per gli italiani di allora, la giornata del 18 aprile 1948 fu una sorta di «giudizio di Dio». Le elezioni politiche furono vissute come una ordalìa tra il bene e il male, tra due mondi contrapposti, divisi su tutto: agli inizi della Guerra fredda, Usa contro Urss voleva dire anche capitalismo contro comunismo, democrazia contro dittatura, cristianità contro ateismo. A destra e a sinistra, soprattutto nella Dc e nel Pci, c’era un’attesa quasi messianica, un’ansia di misurarsi, resa più vibrante dalla riscoperta di una contesa elettorale finalmente libera da parte di un’opinione pubblica impaziente di scrollarsi di dosso venti anni di conformismo, di partiti unici, di plebisciti, di totalitarismo fascista. Non c’è dubbio che oggi, a 70 anni di distanza, molte di quelle sensazioni appaiono ampiamente giustificate. La possibilità di finire – attraverso il voto – in uno o nell’altro dei due blocchi in cui si divideva il mondo bipolare uscito dalla Seconda guerra mondiale era terribilmente concreta. Votare per la Dc o votare per il Fronte – in cui si erano uniti comunisti e socialisti – era una scelta di campo che non ammetteva mediazioni.