Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

17apr/18Off

Ma quel giorno non fu un “giudizio di Dio”

Articolo di Giovanni De Luna (Stampa 17.4.18)

“”Per gli italiani di allora, la giornata del 18 aprile 1948 fu una sorta di «giudizio di Dio». Le elezioni politiche furono vissute come una ordalìa tra il bene e il male, tra due mondi contrapposti, divisi su tutto: agli inizi della Guerra fredda, Usa contro Urss voleva dire anche capitalismo contro comunismo, democrazia contro dittatura, cristianità contro ateismo. A destra e a sinistra, soprattutto nella Dc e nel Pci, c’era un’attesa quasi messianica, un’ansia di misurarsi, resa più vibrante dalla riscoperta di una contesa elettorale finalmente libera da parte di un’opinione pubblica impaziente di scrollarsi di dosso venti anni di conformismo, di partiti unici, di plebisciti, di totalitarismo fascista. Non c’è dubbio che oggi, a 70 anni di distanza, molte di quelle sensazioni appaiono ampiamente giustificate. La possibilità di finire – attraverso il voto – in uno o nell’altro dei due blocchi in cui si divideva il mondo bipolare uscito dalla Seconda guerra mondiale era terribilmente concreta. Votare per la Dc o votare per il Fronte – in cui si erano uniti comunisti e socialisti – era una scelta di campo che non ammetteva mediazioni.

18feb/18Off

Il governo costretto alle scuse per far pace con vescovi e Curia

Articolo di Wanda Marra (Fatto 18.2.18) “Dopo le polemiche su mafia e Chiesa – Amen. Alla cerimonia per i Patti Lateranensi prima Boschi e poi Orlando fanno atto di contrizione. Il governo costretto alle scuse per far pace con vescovi e Curia”

“”“La campagna elettorale? Mi faccio tutti i vescovi del mio territorio, uno per uno”. L’ultimo a spiegare come si fa è stato il candidato Claudio Lotito. Il governo del Pd, dal canto suo, non è da meno e, dopo aver irritato assai la Conferenza episcopale italiana (Cei) e la Curia, ha dovuto cospargersi il capo di cenere nel corso della cerimonia per l’anniversario dei Patti lateranensi martedì scorso: hanno dovuto chiarire e scusarsi prima, irritualmente, la sottosegretaria Maria Elena Boschi in pubblico e poi, in privato, il Guardasigilli Andrea Orlando, il vero responsabile dell’incidente col Vaticano. Tutto comincia a fine novembre durante gli Stati generali della lotta alle mafie organizzati a Milano dal ministero della Giustizia. Il problema deriva dal Tavolo 13 dedicato a “Mafia e religione”, coordinato dallo storico Alberto Melloni, da sempre vicino al Pd e in particolare ad Orlando: nelle conclusioni viene ad esempio menzionata, tra le “proposte non accolte”, quella di “costituire un osservatorio sulla predicazione in Italia, composto di studiosi e giornalisti, per consentire ai responsabili delle comunità di fede nelle quali si suppone vi sia un reclutamento criminale, di vigilare e poter intervenire”. E si parla di “un lavoro d’inchiesta” per “registrare lo stato attuale della predicazione pronunciata contro o a favore delle organizzazioni mafiose”.

7dic/17Off

Aboliamo il Concordato

Articolo di Maria Mantello (micromega 5.12.17)

“”Retaggio del fascismo, il Concordato continua a essere la palla di piombo che pesa sullo Stato italiano in un eccellente paradosso di soggezione consenziente. Il Concordato, infatti, legittima il Vaticano a esercitare una sovranità indiretta sugli organi istituzionali della Repubblica e a propagare su essa un illimitato potere di controllo politico-sociale, per giunta ricevendo anche lauti finanziamenti per questi privilegi. In origine nella Chiesa c’era lo scandalo del Discorso della Montagna. Oggi lo scandalo è la montagna di miliardi, che il Vaticano accumula con i finanziamenti prelevati dalle imposte degli italiani, con quelli per l’istruzione cattolica, con le esenzioni dal pagamento di consumi energetici e smaltimento rifiuti, con la dispensa da imposte e tasse sulla miriade delle sue redditizie attività commerciali: miliardi non pagati sull’imprenditoria turistica (si pensi solo all’Opera pellegrinaggi), sugli immobili di proprietà ecclesiastica adibiti a scopi commerciali, come ex-conventi ed ex collegi trasformati in case di cura, centri sportivi, case di riposo, residenze, pensionati… nonché in lussuosissimi alberghi a più stelle. E sono solo alcuni esempi! Eppure il Vaticano non è certo povero come il Vangelo a cui si ispira vorrebbe. Tralasciando lo Ior e i suoi affari internazionali, solo sul territorio della Repubblica italiana possiede un immenso patrimonio immobiliare che costituisce il 20% di quello dell’intera nostra Nazione. Si pensi ad esempio, che solo la Congregazione di Propaganda Fide (ex Sant’uffizio) a Roma possiede ben 725 fabbricati con circa 2000 uffici e appartamenti per un valore commerciale stimato in 9 miliardi di euro. Eppure l’Italia grazie al Concordato continua a essere – la più grande benefattrice del Vaticano, anche nel compiacerlo nei confessionali dictat su famiglia, sessualità, riproduzione, testamento biologico, diritti civili… e tanto altro ancora.

12nov/17Off

Quando la Chiesa amava tutti gli uomini esclusi gli africani

Articolo di Rita Monaldi e Francesco Sorti (Stampa 12.11.17) “Il libro di un prete nigeriano svela il ruolo dei papi nella pratica dello schiavismo fino al 1839”

“”I papi hanno abusato della Bibbia per lucrare sul traffico di schiavi». Queste parole non vengono da qualche autore di thriller trash a base di scandali vaticani, ma da uno storico serio che sul tema vanta una doppia legittimazione. È nigeriano (quindi partie en cause) e soprattutto è un prete cattolico. Si chiama Pius Adiele Onyemechi ed esercita da 20 anni il suo ministero in Germania, nella regione del Baden-Württemberg. La sua innovativa indagine The Popes, the Catholic Church and the Transatlantic Enslavement of Black Africans 1418-1839 (pp. XVI/590., €98 Olms, 2017), che tra gli storici già suscita discussioni, capovolge il vecchio dogma secondo cui il Papato è stato sostanzialmente estraneo alla più grande strage di tutti i tempi: la tratta degli schiavi. Una tragedia secolare che – come ricorda il grande scrittore danese Thorkild Hansen nella sua classica trilogia sullo schiavismo – ha seminato oltre 80 milioni di morti.
Una sorpresa
Proprio in questi mesi la prestigiosa Accademia delle Scienze di Magonza ha concluso un colossale progetto di ricerca sulla storia della schiavitù durato ben 65 anni, con la collaborazione di studiosi di primo piano come il sociologo di Harvard Orlando Patterson (egli stesso discendente di schiavi) e lo storico dell’antichità Winfried Schmitz. Quasi a suggello è arrivato il libro di don Onyemechi: una radiografia minuziosa del ruolo dei papi nel commercio di schiavi in Africa dal XV al XIX secolo, l’epoca dorata del business schiavistico. Per la prima volta a suon di date, fatti e nomi don Onyemechi punta il dito su responsabilità morali e materiali, avviando un regolamento di conti col passato proprio nel momento in cui la Chiesa di Roma, nella sua tradizione secolare di sostegno ai più deboli, chiama alla solidarietà verso i migranti.

10nov/17Off

“Peccato originale”, sui misteri del Vaticano

Due articoli sul nuovo libro-inchiesta “Peccato originale” di Gianluigi Nuzzi     LEGGI DI SEGUITO

“Peccato originale”, dagli abusi sui chierichetti, ai conti Ior e il caso Orlandi” Articolo di Angela Gennaro (Fatto 9.11.17)
“”Gli abusi all’interno delle mura vaticane, lo Ior e quei “nomi dei correntisti” da non conoscere assolutamente. Ma anche, ancora, il caso di Emanuela Orlandi e la “trattativa tra il procuratore di Roma e due monsignori” per avere notizie sulla tomba della ragazza. Li racconta il giornalista Gianluigi Nuzzi, nel suo quarto libro inchiesta su Vaticano e chiesa, intitolato “Peccato originale” (edito da Chiarelettere). “C’è un primo filo, quello del sangue”, spiega Nuzzi oggi a margine della conferenza di presentazione. “Con la morte di Emanuela Orlandi: si apre uno scenario inquietante, perché la trattativa che documento tra procura di Roma e persone del Vaticano vuol dire che all’interno della Chiesa qualcuno sa”. Il giornalista fa oggi “appello all’allora procuratore reggente di Roma Giancarlo Capaldo affinché dica quello che sappia”. E poi ci sono i soldi, i conti dello Ior. “C’è un blocco di potere che gestisce i conti dei Papi, conti a personaggi impensabili come Eduardo De Filippo che qui si faceva accreditare i soldi che riceveva dall’estero”. C’è il filo del sesso. E degli abusi. “Ho incontrato un ragazzo che ancora oggi si fa quindici docce al giorno perché si sente sporco. Non per quello che ha fatto, ma per quello che ha subito”.

19set/17Off

Emanuela Orlandi: trent’anni di misteri dietro quella lettera sepolta in cassaforte

Articolo di Emiliano Fittipaldi (Corriere 19.9.17)

Il documento sull’«allontanamento domiciliare» di Emanuela Orlandi, verosimile, apocrifo o fasullo che sia, esiste. Ha una sua storia. E un percorso che, dal buio di un armadio blindato in Vaticano, lo ha portato alla luce del sole. Cinque pagine con presunte spese e uscite sono così diventate – a più di 34 anni di distanza dal 22 giugno 1983, giorno della scomparsa della ragazzina che amava Gino Paoli – un nuovo capitolo di uno dei misteri più oscuri della recente storia italiana. Perché, come racconto nel libro Gli impostori, in uscita per la Feltrinelli venerdì prossimo, delle due l’una: o il documento è vero, e apre ipotesi clamorose sul sequestro e il destino dell’adolescente. O è contraffatto, e segnala il riaccendersi di vecchie e nuove rese dei conti dentro le sacre mura. È un fatto che il documento misterioso, definito subito «falso e ridicolo» dal capo della sala stampa di papa Francesco, Greg Burke, esca da dentro il Vaticano. Precisamente, dall’archivio riservato della prefettura degli Affari economici, un ente che fino a due anni fa fungeva da struttura di controllo contabile e di gestione economica delle amministrazioni vaticane. Una Corte dei conti della Santa Sede, in pratica. L’archivio fin dal 2011 e fino ai suoi arresti nel 2015 è stato gestito dal monsignor Lucio Vallejo Balda, segretario dell’organismo e poi – dal 2013 – anche della pontificia commissione Cosea, che è stata ospitata proprio negli uffici della Prefettura.

13giu/17Off

Studenti “senza religione”. Un altro anno di solitudine

Articolo di Marzia Minore (Fatto 12.6.17) “Scuola, chi non vuole fare “l’ora di religione” non ha alternativa. Presidi: “Non ci sono soldi”. Uaar: “Ma è un diritto”
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“”Alunni smistati in altre classi, obbligati a uscire prima o, nei casi più estremi, lasciati nei corridoi. Anche nell’anno scolastico appena concluso, è successo ancora in molte scuole italiane, da Nord a Sud e dalle materne alle superiori, per chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica (Irc). Spesso la “materia alternativa” (una delle opzioni possibili , all’iscrizione, accanto allo studio assistito e all’eventuale Uscita) non viene offerta discriminando chi non vuole avere un’educazione religiosa e chi appartiene ad altre religioni: ancora una minoranza (il 12% del totale secondo dati CEI) che comprende però circa 900.000 alunni, tra cui molti stranieri. Una circolare ministeriale del 1986 parla già di “servizio obbligatorio” e il problema è delicato alle superiori, quando la frequenza dell’Irc può determinare un punteggio più lato del credito scolastico, discriminando così chi non la segue senza mai aver avuto un’alternativa. Una situazione comune nelle scuole dell’infanzia e primarie quando la scelta è ancora del genitore e può essere vista male dal bambino. “Per chi non fa religione la nostra scuola dell’infanzia non offre attività specifiche, quindi mia figlia si sentiva esclusa”, dice una madre della provincia di Monza e Brianza. “Mi hanno detto – aggiunge – che organizzare l’ora alternativa era complicato. In una riunione una maestra ha spronato i genitori di ragazzi che on frequentano l’ora di religione a cambiare idea bollandoli come egoisti”. Storie simili a Roma, quartiere Africano: “Nostro figlio era l’unico in classe a non fare religione, siano atei ma le insegnanti hanno fatto pressioni e abbiamo ceduto”.

4mar/17Off

Irlanda, confermata la presenza di 800 bimbi sepolti nell’istituto delle suore di Tuam

Da Fatto online 3.3.17

“”La struttura era gestita dalle religiose del Bon Secour ed è stata attiva tra il 1925 e il 1961. La ministra dell’Infanzia Katherine Zappone: “Prima avevamo soltanto dei sospetti. Ora abbiamo la certezza” Tutto è partito dai documenti rinvenuti dalla ricercatrice Catherine Corless sulle morti infantili presso la struttura di Tuam, nella contea di Galway. Aveva scoperto una fossa comune con i cadaveri di centinaia di feti, neonati e bambini. E oggi arriva la conferma della Commission on Mother and Baby Homes, che ha svolto l’inchiesta sulle case per ragazze madri e orfani gestite da religiose. Nei pressi dell’istituto delle suore del Bon Secour, attivo dal 1925 al 1961, ci sono state 800 sepolture non classificate di bambini. I test del dna evidenziano che i corpi – sepolti in una struttura divisa in 20 sezioni – avevano un’età compresa tra le 35 settimane e i 3 anni. L’orfanotrofio venne chiuso nel 1965.

13feb/17Off

Ernesto Rossi, la lungimiranza della laicita’

Citazione da articolo di Nicola Tranfaglia (Fatto 11.2.17)

“”. … se volessimo tentare un ritratto del casertano antifascista paziente e generoso che fu Ernesto Rossi dovremmo ricordare le sue qualità essenziali così come emergono dalle sue esperienze e dai suoi scritti importanti. La prima è la sua attenzione alla collusione che ci fu nel periodo fascista tra il Vaticano e il regime dittatoriale che gli ispirò il libro “Il manganello e l’aspersorio”, in cui Rossi ricordò l’ipocrisia  del romagnolo che ateo e anticlericale da sempre, volle e firmò i Patti  Lateranensi tanto da diventare per Pio XI  ”l’uomo della Provvidenza”.

In una lettera a Salvemini del novembre 1922, Rossi aveva scritto allo storico di Molfetta “Se non avessi incontrato sulla mia strada, al momento giusto, Gaetano Salvemini che mi ripulì il cervello  da tutti i sottoprodotti delle passioni suscitate dalle bestialità dei socialisti e dalle menzogne della propaganda del governo, sarei facilmente sdrucciolato anche io nel fascismo”.

Per Rossi come per Rosselli vale l’insegnamento fondamentale che scaturisce dal Risorgimento italiano: “Libera Chiesa in Libero Stato”, l’insegnamento di Cavour e di Mazzini di modernizzare il Paese di fronte alla tendenza del Vaticano a mantenersi nella tradizione – che porta alla firma  dei Patti l’11 febbraio 1929 – destinata a rimanere in vita senza decisivi cambiamenti in tutto il periodo repubblicano successivo fino ad oggi.”"

 

 

 

23gen/17Off

Don Giulio difende l’amore gay. I fedeli con lui, il vescovo lo frena

Articolo di Erika Dellacasa (Corriere 23.1.17)

“”Genova «Non so se riesco ad arrivare in fondo senza commuovermi» ha detto don Giulio iniziando a celebrare messa nella chiesa di Bonassola, nella Riviera di Levante. Non ce l’ha fatta e alla fine, quando ha ringraziato le persone tanto numerose da essere stipate sul sagrato, la voce gli si è rotta in quello che qui si chiama «magun», un nodo di pianto in gola. Subito in tanti gli sono andati vicino per sostenerlo, a partire dal sindaco Giorgio Bernardin: «Un parroco così è quello che vorrebbero tutti». Nell’occhio del ciclone per «colpa» dei social, don Giulio è un po’ spaesato, ma non arretra: una decina di giorni fa ha firmato la petizione del coordinamento Rainbow per fermare lo sportello «anti-gender» voluto dalla Regione Liguria guidata da Giovanni Toti (Forza Italia). «L’ho fatto – ha spiegato su WhatsApp – perché è importante che la scuola educhi al rispetto delle differenze e che contrasti con forza l’omofobia a partire dai più piccoli». L’ho fatto, ha scritto, per scongiurare il rischio di «una caccia alle streghe» (lo sportello vuole raccogliere segnalazioni su insegnanti che introducono «concetti gender») e «per il riconoscimento delle diverse forme di amore».