Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

12gen/180

Citazioni: Italo Calvino

“”«L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare di riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio»”"

Italo Calvino “Città invisibili”

5gen/180

Citazioni, Italo Calvino

“”L’Abate (Fauchelafleur) passsò il resto dei suoi giorni tra carcere e convento in continui atti d’abiura, finchè non morì, senza aver capito, dopo una vita intera dedicata alla fede, in che cosa mai credesse, ma cercando di credervi fermamente fino all’ultimo”"

(Italo Calvino, Il barone rampante)

1gen/180

Citazioni: Arthur Schopenhauer

“Le religioni sono come le lucciole: per brillare hanno bisogno del buio”

Arthur Schopenhauer

13set/170

La famiglia sconfinata

Recensione di Vittorio Filippi dell’ultimo libro di Chiara Saraceno (manifesto 13.9.17) “L’ultimo libro della sociologa Chiara Saraceno, pubblicato da Laterza interroga gli «equivoci» generati da padri, madri & altri”

“”Famiglia è una delle parole più usate nel lessico della quotidianità e uno dei concetti ritenuti più chiari, più semplici, perfino più (apparentemente) «naturali». Un termine che diamo per scontato nella sua (supposta) ovvietà. E su cui, per pigro trascinamento semantico, portiamo avanti tutta una serie di stereotipi e di preconcetti che ci impediscono di vedere le profonde e veloci trasformazioni che negli ultimi decenni hanno rivoluzionato la stessa parola famiglia, tanto è vero che negli Stati Uniti il Censis Bureau vi aggiunge l’espressione living arrangement.
CHIARA SARACENO, figura notissima di studiosa di sociologia della famiglia, in questo veloce volume (L’equivoco della famiglia, Laterza, pp. 208, euro 15) ci aggiorna sulle vicende della famiglia italiana facendo soprattutto pulizia delle ambiguità e delle ovvietà che vi pullulano e che rendono spesso la famiglia un ideale o una ideologia. In sette capitoli affronta agilmente tutti quei mutamenti – che in sintesi definiamo sociali, ma che in realtà sono demografici, culturali, religiosi, lavorativi, tecnologici, di welfare, giuridici – che hanno trovato nella famiglia il pivot più eclatante e visibile ma che in realtà sono i mutamenti con cui la modernità e la post modernità hanno rovesciato, in pochi lustri, la società italiana.

2set/170

Citazioni: John Stuart Mill

“”Uno Stato che rimpicciolisce i suoi uomini perché possano essere  strumenti più docili nelle sue mani, anche se a fini benefici, scoprirà che con dei piccoli uomini non si possono compiere cose veramente grandi””

“”Se si vietasse di dubitare della filosofia di Newton gli uomini non potrebbero sentirsi così certi della sua  verità, come lo sono. Le nostre convinzioni più giustificate non riposano su altra salvaguardia che un invito permanente a tutto il mondo di dimostrarle infondate””

(John Stuart Mill)

28ago/170

Pensiero libero e critico, citazioni

Citazioni di John Stuart Mill e Alberto Savinio:

“”Uno Stato che rimpicciolisce i suoi uomini perché possano essere  strumenti più docili nelle sue mani, anche se a fini benefici, scoprirà che con dei piccoli uomini non si possono compiere cose veramente grandi””  (John Stuart Mill)

 

“”Mi fa paura l’inerzia dello strumento pensante e giudicante e il numero spaventosamente grande degli uomini che non pensano e giudicano con la loro testa”"                                                                                            (Alberto Savinio)                      

 

13ago/170

Santita’ laica (Luigi Pintor)

“”Non c’è in una intera vita cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi”"

Citazione Luigi Pintor (Servabo, Bollati Boringhieri 1991)

Dal sito della FondazioneLuigiPintor riportiamo uno scritto sul libro, un breve capitolo e una testimonianza di Stefano Benni

“”«Scritta sotto il ritratto di un antenato mi colpì, quand’ero piccolissimo, una misteriosa parola latina: servabo. Può voler dire conserverò, terrò in serbo, terrò fede, o anche servirò, sarò utile». Queste parole, che spiegano il titolo del libro, riassumono anche il significato di cinquant’anni di vita, raccontata «per riordinare nella fantasia dei conti che non tornano nella realtà».
Omaggio a mezzo secolo di storia che volge al tramonto, quest’autobiografia rivela un volto dell’autore che ai più risulterà inedito: perché è quello di un uomo per il quale la politica è innanzitutto un’esperienza etica profonda e il riflesso di un’intensità intellettuale e umana che poteva esprimersi (come qui si esprime) anche col linguaggio di una scrittura letteraria di rara qualità.

1ago/170

La virtu’ della disobbedienza

“”L’obbedienza non è più una virtù”

(citazione di padre Ernesto Balducci che si riferiva al tragico “caso Fabbrini”, primo obiettore di coscienza in Italia, ripetutamente processato per “diserzione”, con la benedizione dei santi “cappellani militari”)

20lug/170

Come fermare i moltiplicatori dell’ odio

Articolo di Chiara Saraceno (Repubblica 29.7.17) “«Anche nell’odio le parole non sono tutto, ma anche l’odio non sa fare a meno delle parole»”

“”L’Italia appare come il secondo Paese più razzista d’Europa. È anche il Paese più islamofobo. Del resto, secondo i dati Istat, il 40% della popolazione ritiene che le religioni “altre” da quella maggioritaria siano un pericolo e che andrebbero contenute, tanto più nel caso della religione musulmana. Del sessismo pervasivo fino alla violenza abbiamo, ahimè, documentazione quasi quotidiana. Un po’ più del 50% degli 11-17enni è oggetto di qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di coetanei almeno una volta al mese. Non si salvano neppure le persone con disabilità, che non solo devono abituarsi a sentire nominare la propria disabilità come forma di insulto corrente, ma sono anche oggetto di aggressioni e violenze più spesso delle persone normodotate. In particolare, i minori con disabilità corrono un rischio da tre a quattro volte maggiore dei coetanei non disabili di essere trascurati dai genitori, vivere in istituto, subire violenze fisiche o sessuali e di non venir presi in considerazione da servizi e agenzie che si occupano della protezione dei minori.

20mag/170

Mini-sillabario antirazzista dieci parole per non tacere

Articolo di Paolo Rumiz (Repubblica 20.5.17) “«Il prontuario. Dal sarcasmo alla compassione ecco come zittire chi incita all’odio. Perché la prima guerra da combattere è contro il silenzio».

“”Come rispondere al razzismo aggressivo e manifesto senza mettersi sullo stesso piano di violenza verbale? Sono in tanti a tacere per questo timore, ma è un chiamarsi fuori che non paga. Il demoniaco sproloquio sul web dilaga anche perché sono forse troppo pochi quelli che hanno animo di rispondere pubblicamente, sul treno, per strada, al bar. La prima, vera guerra da combattere è contro il silenzio.

Brecht scrisse: «Non si dica mai che i tempi sono bui perché abbiamo taciuto». E i tempi furono bui per davvero.Non è la xenofobia il problema: ad essa va prestato attentamente ascolto. Essere inquieti di fronte all’Altro è un riflesso naturale e umano. Sbaglia chi non sa ascoltare questa paura. La classe politica ha il dovere di capire e gestire le tempeste identitarie generate dalla società globale per evitare che diventino odio, perché con quell’odio, poi, non si potrà più ragionare. È quanto accade sempre più spesso oggi.