Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

17nov/200

Accadde oggi: in Grecia ha inizio la fine della dittatura dei colonelli

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« I militari hanno proibito i capelli lunghi, le minigonne, Sofocle, Tolstoj, Mark Twain, Euripide, spezzare i bicchieri alla russa, Aragon, Trotskij, scioperare, la libertà sindacale, Lurcat, Eschilo, Aristofane, Ionesco, Sartre, i Beatles, Albee, Pinter, dire che Socrate era omosessuale, l'ordine degli avvocati, imparare il russo, imparare il bulgaro, la libertà di stampa, l'enciclopedia internazionale, la sociologia, Beckett, Dostojevskij, Cechov, Gorki e tutti i russi, il "chi è?", la musica moderna, la musica popolare, la matematica moderna, i movimenti della pace, e la lettera "Ζ" che vuol dire "è vivo" in greco antico. » Z- L’orgia del Potere, voce narrante

Nelle prime ore Papadopoulos ordinò all'esercito di porre fine alla protesta. Un carro armato Amx 30 abbatté i cancelli del Politecnico, che era stato completamente privato di illuminazione, con lo spegnimento della rete elettrica cittadina, travolgendo gli studenti che vi si erano arrampicati sopra. Secondo i dati emersi dopo la caduta della Giunta, nessuno atenestudente rimase ucciso dall'azione del carro armato anche se i feriti furono moltissimi, ed alcuni di essi rimasero poi invalidi. Negli scontri che seguirono rimasero uccisi 24 civili, tra i quali almeno uno ucciso a sangue freddo da un ufficiale. Il 25, a seguito della sanguinosa repressione della rivolta ed alle proteste interne ed internazionali seguite ai fatti, il generale Dimitrios Ioannides rimosse Papadopoulos e tentò di mantenere il potere nelle mani dei militari. L’opposizione sempre più estesa e la prospettiva della guerra contro la Turchia fece sì che una parte degli ufficiali più anziani togliesse il suo appoggio alla giunta ed al suo uomo forte Ioannides. (guarda il filmato delle manifestazioni studentesche per celebrare l'anniversario della rivolta al Politecnico contro i colonnelli nel '73)

16nov/200

Accadde oggi: nasce Jose’ Saramago

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« Il Maestro è uno degli ultimi titani di un genere letterario in via di estinzione» Harold Bloom su Saramago.
Inizia la sua carriera come giornalista, ma Saramago si era sempre opposto tenacemente al regime di Salazar dal quale era sempre stato pesantemente censurato nella propria attività. S'iscrisse clandestinamente al Partito Comunista portoghese nel 1969, riuscendo sempre ad evitare di finire nelle mani della polizia politica del regime. Dal 1974 in poi, in seguito alla cosiddetta "Rivoluzione dei garofani" Saramago si dedicò completamente alla scrittura e gettò le fondamenta di quello che può essere definito un nuovo stile letterario ed una nuova generazione post-rivoluzionaria. Il riconoscimento a livello internazionale arrivò solo negli anni novanta, con Storia dell'assedio di Lisbona, una delle più belle storie d'amore mai scritte, il controverso Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità
(continuando puoi vedere il filmato di José Saramago "Falsa democracia" e un secondo filmato sulle sue opere)
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15nov/200

Accadde oggi: fondata la casa editrice Einaudi

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La Giulio Einaudi editore è una delle più autorevoli case editrici italiane che resta tuttora, acquisita dalla Mondadori, un editore di prestigiosa qualità. La marca editoriale della casa raffigura uno struzzo che stringe un chiodo nel becco e, sullo sfondo, un paesaggio con un castello e la scritta «Spiritus durissima coquit» ( lo spirito digerisce anche le cose durissime) . La marca venne creata nel Cinquecento da Paolo Giovio e venne adottata da Mario Praz per le Edizioni de La Cultura. La marca passò a Einaudi quando rilevò la rivista. La sede della casa editrice era nello stesso palazzo che era stato sede dell'«Ordine Nuovo» di Antonio Gramsci. (Continuando, in un filmato, mentre scorrono le fotografie di Mario Giacomelli tratte dal suo album fotografico con lo stesso titolo, Vittorio Gassman recita la poesia di Cesare Pavese "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", tratta dall'omonima raccolta di poesie, pubblicata postuma dall'editore Giulio Einaudi nel 1951. La musica di fondo è la Sarabanda in re minore tratta da una suite per clavicembalo di Handel, utilizzata tra l'altro da Stanley Kubrick come colonna sonora nel film "Barry Lindon". )

14nov/200

Accadde oggi: l’alluvione del Polesine

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Si calcola che la portata complessiva delle rotte sia stata dell’ordine dei 7.000 m³/s (6.000 m³/s secondo alcune stime, più di 9.500 m³/s secondo altre) a fronte di una portata massima complessiva del fiume stimata in quell’occasione in circa 12.800 m³/s. In pratica, circa 2/3 della portata fluente, anziché proseguire la sua corsa verso il mare entro gli argini del fiume, si riversò sulle campagne e sui paesi. Come effetto di ciò si produsse, immediatamente dopo le rotte, un repentino decremento del livello idrometrico del fiume, riscontrato nelle stazioni di misura di monte e di valle: tale effetto può definirsi come “effetto svuotamento”. Presupposti della sciagura, oltre le anomale circostanze idrologiche sono da ricercare nel campo umano, ed in particolare in quello delle Amministrazioni pubbliche, istituzionalmente competenti a prevenire ed affrontare la situazione. Da un punto di vista storico, si tende ad attribuire tale sottovalutazione, da parte del preposto Genio Civile, a una mancata comprensione dell’eccezionalità dell’evento sotto il profilo propriamente idraulico. (Continuando in un filmato l'alluvione sulle note della canzone "El diluvi" di Ivan della Mea)

13nov/20Off

Accadde oggi: muore Vittorio De Sica

13 novembre

1974 - Muore, a Neuilly-sur-Seine in Francia, Vittorio De Sica (nato a Sora nel 1901), grandissimo regista e sceneggiatore italiano, anche poliedrico attore e cantante.
È uno dei padri del Neorealismo e della Commedia all'italiana. Insieme a Zavattini ha girato capolavori mondiali: uno per tutti, “Ladri di biciclette”, Premio Oscar 1948. Dal primo dopoguerra agli anni '70, il suo cinema è stato lo specchio realistico, lirico e comico della società italiana. (In fondo potrai vedere il finale di "Ladri di biciclette" e una sequenza da "Miracolo a Milano")

12nov/20Off

Accadde oggi: Lev Trotsky espulso dal Partito Comunista Sovietico

12 novembre

1927 - Trotsky e Zinov'ev sono espulsi dal partito Comunista Sovietico.
Lev Trotsky, protagonista della Rivoluzione d’Ottobre fu l’ideologo della ”Rivoluzione permanente, in tutti i paesi” contro la posizione di Stalin della rivoluzione in un solo paese (l’URSS). Dopo la morte improvvisa di Lenin, Trotsky si oppose con continuità e coerenza, sia pure inefficacemente, alla ascesa di Stalin nel controllo totale del Partito comunista russo e dello Stato. Fu assassinato in esilio, in Messico, da un sicario stalinista.
« Quali che siano le circostanze della mia morte, io morirò con la incrollabile fede nel futuro comunista. Questa fede nell'uomo e nel suo futuro mi dà, persino ora, una tale forza di resistenza che nessuna religione potrebbe mai darmi... Posso vedere la verde striscia di erba oltre la finestra ed il cielo limpido azzurro oltre il muro, e la luce del sole dappertutto. La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla di ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore. » (In fondo potrai vedere due brevi filmati; nel primo Trotsky viene accolto da Frida Kahlo e Diego Rivera al suo arrivo in Messico, nel secondo una struggente canzone messicana accompagna immagini della sua fine)

11nov/20Off

Accadde oggi: impiccati gli anarchici noti come “Martiri di Chicago”

11 novembre

1887 - Vengono impiccati gli anarchici, passati alla storia come "Martiri di Chicago". Avevano partecipato ad una manifestazione per rivendicare le otto ore di lavoro, e furono accusati, senza prove, di aver fatto scoppiare una bomba. Sono ricordati come vittime della repressione contro anarchici e sindacalisti. La manifestazione, che si era svolta in Haymarket Square a Chicago, è all’origine della giornata del 1° maggio, festa dei lavoratori.
(In fondo potrai vedere un filmato con riproduzioni d'epoca dell'evento)

10nov/20Off

Accadde oggi: il crollo del Muro di Berlino

10 novembre

1989 - Il grande violoncellista Mstislav Rostropovich, privato anni prima della cittadinanza sovietica, improvvisa un concerto davanti al Muro di Berlino abbattuto nella notte. L'evento, ripreso dalle telecamere di tutto il mondo, viene considerato il requiem per il muro e la Guerra Fredda. Per 28 anni, dal 1961 al 1989, infatti, il Muro di Berlino ha tagliato in due non solo una città, ma un intero paese, e l’intera Europa.
Rostropovich così ricordò quell'evento: "Quando sono andato al Muro di Berlino non è stato un atto politico, ma personale. Ero a Parigi, la sera ho telefonato a un amico che mi ha detto di accendere immediatamente il televisore, era di sera. All’inizio non capivo, guardavo quelle immagini e non capivo. Quando ho capito le lacrime hanno iniziato a scendere. Il Muro di Berlino nella mia vita ha avuto il ruolo di una cicatrice sul cuore. Avevo 47 anni quando mi hanno cacciato dall’Unione Sovietica, dopo i 47 anni è iniziata un’altra vita. E queste due vite non si sono mai riunite. Quando ho visto che buttavano giù il Muro di Berlino ho pensato che finalmente avrei potuto avere la speranza che queste due parti della mia vita potessero ricongiungersi. E come un pazzo la mattina successiva ho preso il violoncello, sono salito su un aereo. Non sono andato a Berlino a suonare per la gente, sono andato lì a suonare affinché Dio mi ascoltasse, direttamente dal Muro di Berlino. Una specie di preghiera di ringraziamento a Dio. E davvero, dopo quel giorno, le mie due vite si sono riunite”.
(In fondo si potranno vedere tre filmati: il primo con scene dell'abbattimento del muro, il secondo con Rostropovich che suona davanti al muro e il terzo con la scena del crollo del muro dal concerto "The Wall", tenuto l'anno successivo a Berlino dai Pink Floyd)

9nov/20Off

Accadde oggi: abbattuto il Ponte di Mostar

9 novembre

1993 - Lo Stari Most ("Il Vecchio Ponte" sulla Neretva del XVI sec.) viene distrutto dalle forze croate, nel corso della guerra in Bosnia- Erzegovina.
Il centro storico di Mostar, capitale dell'Erzegovina, fu deliberatamente bombardato. L’antico ponte che univa le due parti della città era il simbolo concreto della convivenza tra etnie e religioni diverse e proprio per questo diventò obiettivo dei bombardamenti, fino alla distruzione.
Era quel simbolo, e non il manufatto, che si era voluto colpire. La pietra non interessava ai generali croati. Il ponte, difatti, non aveva alcun interesse strategico. Non serviva a portare armi e uomini in prima linea. Esisteva, semplicemente. Era il luogo della nostalgia, il segno dell’appartenenza e dell’alleanza tra mondi che si volevano a tutti i costi separare.” (Paolo Rumiz, “La Repubblica”, 2 novembre 2003)
(In fondo potrai vedere un filmato su Mostar dal 1992 al 1993, con l'inizio del conflitto, drammatiche scene di guerra e distruzione del ponte)

8nov/20Off

Accadde oggi: Antonio Gramsci incarcerato

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“”Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria. Non è vita. Perciò odio gli indifferenti”” ANTONIO GRAMSCI

Intellettuale e pensatore eclettico e profondo, non solo politico, fu tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia, e del quotidiano l’Unità.
Il pubblico ministero del Tribunale Speciale fascista concluse la sua requisitoria con una frase rimasta famosa: «Per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare»; e infatti Gramsci venne condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione. Studente universitario a Torino negli anni 1916 , da giovanissimo inizia la sua attività giornalistica e politica, nel pieno delle vicende politiche del partito socialista e delle lotte operaie torinesi e nazionali e internazionali degli anni 20-21 (occupazione delle fabbriche). Gran parte della giornata di Gramsci trascorse all'ultimo piano nel palazzo dell'Alleanza Cooperativa Torinese dove, in tre stanze, erano situate la sezione giovanile del partito socialista e le redazioni del Grido del popolo e del foglio piemontese dell'Avanti!, che comprendeva la rubrica della cronaca torinese, Sotto la Mole; in entrambi i giornali Gramsci pubblicava di tutto, dai commenti sulla situazione interna ed estera agli interventi sulla vita di partito, dagli articoli di polemica politica alle note di costume, dalle recensioni dei libri alla critica teatrale. (continuando la canzone "Quello lì (compagno Gramsci)" di Claudio Lolli, accompagnata da immagini)