Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

11ago/170

Perche’ le persone di potere badano solo a se stesse

Post del 24.7.17 (Idee 176) di Anna Maria Testa sul suo sito “nuovo&utile, teorie e pratiche della creatività”

“”Che cosa frulla nella mente delle persone di potere? Ce lo domandiamo – e capita non di rado – quando i loro comportamenti ci appaiono contraddittori, o poco comprensibili, o così arroganti da essere difficili da sopportare. Un recentissimo articolo uscito sull’Atlantic ci invita a porci la domanda in termini più radicali: che cosa accade al cervello delle persone di potere?

MENO CONSAPEVOLI DEI RISCHI. L’Atlantic cita un paio di pareri autorevoli. Secondo Dacher Keltner, docente di psicologia all’università di Berkeley, due decenni di ricerca e di esperimenti sul campo convergono su un’evidenza: i soggetti in posizione di potere agiscono come se avessero subito un trauma cerebrale. Diventano più impulsivi, meno consapevoli dei rischi e, soprattutto, meno capaci di considerare i fatti assumendo il punto di vista delle altre persone. A proposito di traumi cerebrali e cambiamenti della personalità, vi viene in mente il caso di Phineas Gage (ne abbiamo parlato qui)? Beh, forse non avete tutti i torti.

IL PARADOSSO DEL POTERE. Sukhinver Obhi è un neuroscienziato dell’università dell’Ontario.

8ago/170

Wall Street, la stagione di scandali multata con 150 miliardi di dollari

Articolo di Alberto Magnani (Sole 8.8.17)

“”Il totale di multe pagate dagli istituti finanziari dal 2007 ad oggi sfonda per la prima volta il tetto dei 150 miliardi di dollari. La cifra, ricalcolata dal Financial Times, è stata raggiunta a un decennio esatto da quella che viene considerata la data di inizio della Grande recessione: il 9 agosto 2007, quando la francese Bnp Paribas congelò i riscatti sui fondi esposti a mutui subprime dichiarando una «completa evaporazione della liquidità». Si parla di un raddoppio nell’arco di meno di tre anni, se si considera che solo a fine agosto 2014 i settlements (l’equivalente del patteggiamento) accordati dai gruppi bancari si fermavano a 60 miliardi di dollari. Il bilancio di sanzioni versate al Dipartimento di giustizia americano è stato spinto all’insù nel primo semestre del 2017 da una triade di multe miliardarie in Europa, come quella inflitta solo lo scorso mese alla Royal Bank of Scotland. L’istituto ha dovuto versare equivalente di 5,5 miliardi di dollari, 4,2 miliardi di sterline, come «severo promemoria» per la vendita di obbligazioni tossiche ai propri clienti.

8lug/170

L’Unesco: la Tomba dei Patriarchi di Hebron e’ un sito palestinese

Articolo di Giordano Stabile (inviato a Beirut de La Stampa) stampa.it 7.7.17
“Durissima reazione di Israele: decisione delirante. Netanyahu taglia 1 milione di dollari di fondi”

“”Un’altra decisione dell’Unesco sul patrimonio storico riaccende lo scontro fra palestinesi e Israele. Dopo la risoluzione che negava i legami fra ebraismo e la Città vecchia di Gerusalemme, poi attenuata, oggi è stata la volta della Tomba dei Patriarchi di Hebron, uno dei massimi luoghi santi per gli ebrei, venerata anche dai musulmani come Tomba di Abramo.
Dodici voti a favore In una riunione del Comitato esecutivo a Cracovia, a favore della Risoluzione, presentata dai palestinesi e fortemente contestata da Israele, si sono espressi 12 stati membri, 3 contro e 6 astenuti. In base alla decisione, la Città Vecchia di Hebron e la Tomba dei Patriarchi diventano siti «palestinesi» e si sottolinea il che sono «in pericolo».

22giu/170

Il Vaticano predica cittadinanza per tutti, ma se la tiene stretta

Articolo di Luciano Cerasa (Fatto 22.6.17) “Ius soli – Nella Città-Stato non nascono bambini e chi entra e chi esce lo decide il Papa: persa la residenza si torna semplici “italiani””

“”Esiste uno Stato in cui la popolazione è composta da soli immigrati e dove non vi è mai nato un bambino, perché quando capita si partorisce all’estero. Di conseguenza lo ius soli, anche volendo, non avrebbe materia di applicazione. La cittadinanza viene accordata o revocata a discrezione dal capo dello Stato. Anzi, se sei figlio di un cittadino, al compimento dei 18 anni di età regredisci a residente e ti danno il permesso di soggiorno. Di clandestini neanche a parlarne, i muri costruiti intorno ai confini sono così alti e ben sorvegliati da scoraggiare chiunque. E poi, anche se riuscissero a scavalcare, le guardie di frontiera, tra le più efficienti del mondo, li individuerebbero in pochi minuti e li riaccompagnerebbero subito all’accesso più vicino. Altro che Trump. Secondo il diritto costituzionale, tecnicamente è una “monarchia assoluta a carattere vitalizio”, quindi niente diritti politici connessi all’acquisto della cittadinanza. Per chi non lo avesse capito stiamo parlando della Città del Vaticano, lo Stato più piccolo del mondo per estensione territoriale (solo 44 ettari). Le gerarchie ecclesiastiche si sono schierate apertamente in questi giorni nella polemica, suscitata dalla proposta di legge, a favore di una maggiore liberalizzazione nella legislazione italiana in materia. Tuttavia il filtro steso intorno alla Città del Vaticano è ferreo. Regolato originariamente dai patti Lateranensi del 1929, il diritto di cittadinanza vaticano è stato riammodernato in base alle nuove esigenze da una legge promulgata da Benedetto XVI il 22 febbraio 2011. Secondo la legge “sulla cittadinanza, la residenza e l’accesso nello Stato della Città del Vaticano” sono cittadini vaticani prima di tutto i cardinali che risiedono nel comune di Roma e dentro le mura leonine. Godono della cittadinanza anche i laici o i prelati che si sono stabiliti nel territorio vaticano per ragioni di dignità, carica, ufficio o impiego, ma sempre autorizzati dal pontefice. Possono acquistare e conservare la cittadinanza su autorizzazione anche il coniuge, i figli e i fratelli di un cittadino vaticano purché siano conviventi.

29mar/170

Francesco senza confini alla conquista di Milano

Articolo di Luca Fazio (manifesto 29.3.17)

“”Speriamo che i milanesi abbiano preso nota. La voce più autorevole ma inascoltata del mondo, dopo aver maltrattato i leader della Ue che festeggiano al capezzale di se stessi, ieri ha cercato la complicità di un milione di persone lungo un percorso studiato con molta cura. Non è un caso se non era previsto alcun incontro ufficiale con le autorità durante la storica visita a Milano di papa Bergoglio. Ha pontificato restando ai margini. Quello che aveva da dire l’aveva già detto prima ancora di profferire verbo, la traccia del suo itinerario vale più di mille discorsi. E le sue prime parole, pronunciate la mattina in una cosiddetta “periferia difficile”, in via Salomone, sono significative quanto quelle recitate per la messa pomeridiana al parco di Monza davanti a centinaia di migliaia di persone. “Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Vi ringrazio per la vostra accoglienza, tanto calorosa. Grazie, grazie tante! Siete voi che mi accogliete all’ingresso in Milano, e questo è un grande dono per me”. Quel “voi” sono due anziani, una famiglia musulmana con tre bambini e un’altra con un disabile molto grave, e poi un pezzo di popolo delle periferie che ai tempi del governo Renzi-Gentiloni-Minniti è più facile che venga premiato con un Daspo piuttosto che con una carezza papale. Francesco sta con gli ultimi, non dà peso al decoro, “il sacerdote cristiano è scelto dal popolo e al servizio del popolo”. Il passaggio dall’estrema periferia est alla cattedrale di Milano è salutato da migliaia di persone sorridenti in sciarpetta bianco-gialla (marketing divino). Sono milioni di foto rubate. Mille scritte di benvenuto. La pipì del papa in un bagno chimico. Bambini scaraventati tra le sue braccia. Un piatto di risotto. I carabinieri che lo circondano per un’istantanea che finirà appesa in chissà quale caserma. Regali e il servizio d’ordine col mal di testa.

27mar/170

Quell’altra Italia che non si vede piu’

Articolo di Furio Colombo (Fatto 26.3.17)
“”È un’Italia anomala, vogliosa di portare il mondo in casa, orgogliosa e insieme umile, non conformista, non autoritaria, un’Italia di uguali”, scrive Corrado Stajano (Corriere della Sera, 24/3) in un articolo dedicato al libro di Alberto Saibene (L’Italia di Adriano Olivetti, Edizioni di Comunità). Entrambi, il giornalista in veste di critico, e lo scrittore in veste di storico, tengono l’orizzonte largo, l’inquadratura aperta, come Kubrick all’inizio di Barry Lyndon (da un vastissimo panorama al primo piano di un volto). Nella inquadratura larga di entrambi si vede un’Italia che non assomiglia a niente. Accanto alle pagine di Stajano e Saibene, trovo per caso una copia del New York Times (20/3) che ha questo articolo in prima pagina: “Chi è Anna Frank e perché i ragazzini del mondo non la conoscono?” L’autrice (Nina Siegal) racconta di essersi trovata in mezzo a una scolaresca di bambini canadesi davanti alla casa di Amsterdam, divenuta museo in cui, per alcuni mesi, la famiglia Frank aveva trovato rifugio, e di avere ascoltato un incrocio di storie diverse, disorientate e senza contesto, come se fosse scesa una nebbia su una intera epoca della storia. Ma quella nebbia che ci impedisce di capire che cosa è avvenuto prima, non si dirada intorno agli eventi contemporanei che stiamo vivendo, e ci permette di vivere nel tempo e nello spazio di persecuzioni disumane, come se fossero storia passata con cause non molto chiare e comunque inevitabili.

28gen/170

Se la foto di Mussolini resta a palazzo Chigi

Articolo di Alberto Melloni (Repubblica 28.1.16)

“”A Palazzo Chigi c’è una grande anticamera a pianta quadrata: dà accesso alla Sala Verde, quella in cui il governo ospita riunioni medio-grandi come quelle coi sindacati che fanno parte della archeologia politica; e anche agli appartamenti del presidente del Consiglio. Il bianco panna che la connota, illuminato dal riflesso dei lucidi marmi del pavimento recentemente restaurato, gli dà l’aura algida e solenne che deve avere un luogo di Stato. Sui lati corre una lunga galleria fotografica: cornicine anch’esse chiare, con sobrio filetto ad anticarle e uniformarle. E dentro i primi piani dei presidenti del Consiglio dell’Italia unita. Una lunga sequenza che finisce sempre con il presidente del Consiglio in carica, collocato sempre nella stessa posizione, appena di lato alla porta del suo ingresso. La nomina di un nuovo premier, fa infatti scivolare indietro tutti gli altri: sicché ad ogni cambio di governo Cavour arretra sul muro e con lui tutti gli altri, in un moto retrogrado che ha qualcosa di simbolico. È in questa anticamera qui che bisognerebbe fare il giorno della memoria. Perché fra le sobrie immagini, spicca la foto di Benito Mussolini. La sua foto apre una diluvio di domande: e alle domande più serie e difficili questa giornata non deve dare risposte, appaganti e sedative; ma deve dare ragioni per tenerle aperte, come gli occhi con cui lo spirito critico guarda il mondo.

1gen/170

Incenso, preghiere e spade: viaggio nelle religioni nascoste

Articolo di Niccolò Zancan (Stampa 30.12.16)

“”Qual è il tuo Dio? In una cascina davanti alle risaie di Vercelli puoi pregare gli spiriti del Candomblé. Un culto misto, africano e brasiliano, che promette di mandare via fatiche e dolori, danzando e facendo l’umbanda: servizi magici per una vita migliore. Ci sono gli etiopi ortodossi che pregano in una chiesa di Milano in via Quintosole, gli indù di Pegognaga in provincia di Mantova. E gli ahmadi di Gavaseto, Bologna. Sono considerati musulmani eretici. Loro seguono la massima del fondatore Mirza Ghulam Amhad: «Amore per tutti, odio per nessuno». Cercano costantemente il dialogo con chi prega in maniera differente da loro. Sono almeno 836 i culti praticati in Italia, secondo i sociologi Massimo Introvigne e Pier Luigi Zoccatelli. Fedi storiche consolidate ed altre minoritarie, con pochissimi seguaci. Come gli occultisti del Sovrano Ordine della Via della Luce, che si trovano in mezzo ai campi nel Novarese e, armati di spade, celebrano il rito inventato da Aleister Crowley. Complessivamente i non cattolici in Italia sono oltre 4 milioni. Una galassia di storie, tradizioni e altre culture.
Nel tempio sikh

11dic/160

Un sangue sensibile alla cornice del senso

Articolo di Francesco Benigno (manifesto 11.12.16) “Credenze. Possente e minuziosa, la ricerca dello storico della scienza Francesco P. De Ceglia su «Il segreto di San Gennaro» (Einaudi) indaga i mutevoli concetti elaborati per spiegare il fenomeno”

“”Napoli, 4 maggio 1799. La cattedrale era gremitissima e la folla, che attendeva spasmodica di vedere la miracolosa liquefazione del sangue raccolto in un’ampolla rituale, appariva impaziente: il sangue non si scioglieva. Pochi mesi prima, a gennaio, all’arrivo del generale Championnet e dei suoi soldati, la liquefazione era avvenuta regolarmente, sia pure in cerimonia privata, e da quel momento San Gennaro era stato accusato pubblicamente di essersi fatto «giacobino». Ma ora la situazione era cambiata: le truppe inglesi e l’armata dei lazzaroni sanfedisti del cardinale Ruffo si stavano pericolosamente avvicinando a Napoli e i francesi, temendo un’insurrezione, presidiavano i punti nevralgici della città.
A voler credere a un testimone oculare, il diarista e ufficiale Paul Thiébault, il Presidente del governo napoletano, posto di fronte alla pericolosa impasse, avrebbe allora tentato una mossa estrema: si sarebbe avvicinato all’Arcivescovo di Napoli e – facendogli intravedere una pistola nascosta nel gilet – gli avrebbe sussurrato: «Se il miracolo non si compie in fretta voi siete morto». Detto fatto, il sangue si sciolse.
È solo uno tra i tanti episodi, favolosi e stranianti, raccontati da Francesco Paolo De Ceglia in Il segreto di San Gennaro Storia naturale di un miracolo napoletano (Einaudi, pp. XVI-416,euro 32, 00) una ricerca possente e minuziosa, condotta con garbo e grandi mezzi culturali, e soprattutto scritta benissimo, con uno stile incisivo e per quanto possibile – data la complessità dei temi trattati – chiaro. Perché sebbene il sottotitolo ammiccante reciti «storia naturale», la sua più giusta definizione avrebbe dovuto essere «storia intellettuale».

11dic/160

Sulle tombe dei 12 apostoli

Articolo di Ermanno Bencivenga (Sole 11.12.16)” «è legittimo pensare che Maria, pur se vergine fino al concepimento e alla nascita di Gesù, avesse in seguito avuto da Giuseppe altri figli. Due di essi, anzi (Giacomo e Giuda), ebbero ruoli prominenti nel cristianesimo ebraico. La notizia creava imbarazzo sul piano dottrinale e andava eliminata»”

“”Tom Bissell collabora a «Harper’s Magazine» e «The New Yorker». Apostle è il suo nono libro: un diario di viaggio che aspira a cogliere un senso universale in un’esperienza di profonda, intima individualità. Bissell fu allevato in una famiglia cattolica e si descrive come un entusiastico chierichetto fino all’età di sedici anni. Fino a quando, cioè, appurò che le scritture che riteneva inviolabile verità di fatto erano un complesso e precario amalgama di storie differenti, più il labile prodotto di controversie politiche e culturali che il sereno resoconto di quanto era avvenuto. A una fede più robusta della sua sarebbe bastato ripetere la tautologia che, se un testo è rimaneggiato e controverso, ciò non esclude che sia vero; per lui, la cosmica improbabilità di tale combinazione fu sufficiente per abbandonare la fede. Non, tuttavia, per abbandonare l’interesse verso il Cristianesimo, e intraprendere il viaggio che qui racconta: una visita alle tombe dei dodici apostoli.