Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

8ott/180

Centomila alla Perugia-Assisi per “restare umani”

Articolo di Mario Di Vito (manifesto 8.10.18 “Comune l’obiettivo di tutti i partecipanti: restare umani, soprattutto adesso, quando la violenza e l’intolleranza sembrano essere diventate pane quotidiano”

“”ASSISI. Un fiume di persone. «Siamo centomila», dicono a un certo punto gli organizzatori. Tutti in marcia per la pace da Perugia ad Assisi. La pioggia battente non è riuscita a fermare i manifestanti: tanti colori, tanti volti, tante storie, soprattutto tanti giovani e giovanissimi da ogni parte d’Italia: gli studenti delle scuole erano più di diecimila. Presenza annunciata già nei giorni scorsi e dettaglio sul quale gli organizzatori hanno spinto molto, a testimonianza che i temi della Marcia della pace guardano al futuro, pur avendo ben aperti gli occhi sul presente. Un percorso di pace nel cuore dell’Italia, nel segno di tre anniversari: i cento anni dalla fine della prima guerra mondiale, i settant’anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e i cinquant’anni dalla morte del padre italiano della nonviolenza Aldo Capitini. Un pensiero, ovviamente, per Mimmo Lucano, il sindaco di Riace arrestato qualche giorno fa. L’organizzatore Flavio Lotti per «il modello Riace» vorrebbe il Nobel per la pace. Comune l’obiettivo di tutti i partecipanti: restare umani, soprattutto adesso, quando la violenza e l’intolleranza sembrano essere diventate pane quotidiano. «Non ci riferiamo a persone in particolare – ha detto – e non vogliamo personalizzare la questione, ma come comitato organizzatore della marcia proponiamo che il prossimo Nobel venga dato a un modello di accoglienza, integrazione e solidarietà che serve a tutti e che risponde ai valori a cui la marcia si è sempre ispirata».

2ago/180

Magnate inglese lascia una verde eredita’: 10 milioni di nuovi alberi

Articolo di Matteo Persivale (Corriere 2.8.18) “Buone pratiche. Inghilterra, il lascito dell’editore Felix Dennis: piantate un bosco”

“”Nessuno sa con certezza se davvero Felix Dennis — l’eccentrico editore inglese della rivista della Swingin’ London «Oz» che negli anni ‘70 e ‘80 costruì un impero pubblicando periodici di automobilismo, computer, giardinaggio, ciclismo, fitness, occulto e hobby vari: 30 titoli per un totale di 2,5 milioni di copie al mese — davvero riuscì a bruciare cento milioni di euro tra donne e alcol e droga, cifra della quale si vantava spesso. E c’è da sperare che davvero fosse sotto l’effetto di «medicinali» (cioè droga), come si corresse poi temendo una visita di Scotland Yard, quella volta che si vantò di aver ucciso un uomo. Di sicuro però Dennis, morto nel 2014 a soli 67 anni dopo una vita vissuta a duecento all’ora, ha lasciato gran parte del suo patrimonio, circa 150 milioni di sterline, quasi 170 milioni di euro, a una buona causa che gli fa molto onore. In vita, fece piantare un milione di alberi creando un immenso bosco nei pressi della sua casa di Dorsington, non lontano dalla Stratford-upon-Avon di Shakespeare, a circa 140 km da Londra. Ora, con quei 150 milioni di sterline (la casa editrice è stata venduta a un fondo), gli alberi diventeranno dieci milioni, in un immenso bosco di 100 km quadrati.

9lug/180

Segreti bancari. I miliardi spariti dagli istituti di credito della Svizzera

Articolo di Milena Gabanellie e Andrea Pasqualetto (Corriere 9.7.18) “Caduto il segreto bancario, dalla Svizzera sono scomparsi tra i 92 e i 126 miliardi”

“”Giroconti, fatture false, transazioni inesistenti in oro. Tutte operazioni estero su estero. Caduto il segreto bancario — dalla Svizzera — sono scomparsi tra i 92 e i 126 miliardi. Duecento evasori veneti si sono portati a casa 46 milioni nascosti in valigette.
Alberto Vazzoler, cinquantottenne dentista veneziano con residenza a Monaco, aveva scelto la più redditizia attività di faccendiere: spostava denaro depositato nei conti in Svizzera. Conti intestati ai suoi clienti, per la maggior parte imprenditori ed evasori fiscali, che cercavano di trasformare i depositi in contanti. «Perché a un certo punto le banche elvetiche hanno detto basta al cash — ha spiegato agli inquirenti —. E così se qualcuno voleva monetizzare aveva due possibilità: o lo faceva legalmente aderendo alla Voluntary, ma costava troppo, oppure prelevava il denaro in qualche altro modo, e l’altro modo eravamo noi». Il suo sistema era naturalmente fuorilegge: giroconti, fatture false, transazioni inesistenti in lingotti d’oro. Tutte operazioni estero su estero che partivano dalla Svizzera per transitare in Slovacchia o Repubblica Ceca e finire a Dubai, negli Emirati Arabi, dove il denaro circolato online diventava sonante. Ci pensava poi un corriere specializzato a trasferirlo a Lugano con voli di linea.

9mag/180

Il Sessantotto e’ morto, viva il Sessantotto. Immagini per rivivere il mito

Articolo di Flavia Amabile (Stampa 9.5.18) “ “Dreamers” al Museo di Roma: la storia multimediale di un’utopia”

“I Dreamers sono i sognatori: Bob Kennedy che accusa il pil di non riuscire a misurare la gioia dei bambini che giocano, Martin Luther King che marcia per i diritti civili, Pier Paolo Pasolini che simpatizza con i poliziotti e non con gli studenti dopo gli scontri di Valle Giulia. I sognatori sono morti ammazzati, ma i loro sogni sono ancora ben presenti fra noi nonostante sia trascorso mezzo secolo: ne è zeppo il libro delle firme della mostra «Dreamers» sul Sessantotto, inaugurata il 5 maggio al Museo di Roma in Trastevere e aperta fino al 2 settembre 2018, curata a cura dell’Agi-Agenzia Italia. In questi primi giorni è stata presa d’assalto da centinaia di persone, i famigerati sessantottini, ma non solo: tutti lasciano un ricordo trasformando le pagine bianche all’ingresso del museo in una mostra nella mostra, il sogno dei sognatori. È l’effetto del Sessantotto, uno degli anni più incredibili, iniziato con il terremoto del Belice, proseguito con le università occupate, gli scontri, i cortei, le morti di Robert Kennedy e di Luther King, con la preparazione dello sbarco sulla Luna, e l’unica vittoria della Nazionale di calcio agli Europei.

18apr/180

Il diavolo rosso e l’acqua santa nel centro sociale di Bologna

Articolo di Alessandro Santagata (manifesto 18.4.18) “Luciana Castellina e l’arcivescovo di Bologna, monsignor Zuppi, a parlare di «conflitto» e di Bergoglio tra gli antagonisti del Tpo. Affinità e divergenze”

“”Un’assemblea come quella di lunedì al Tpo di Bologna non si era mai vista. Innanzitutto non era mai successo che un arcivescovo, monsignor Matteo Zuppi, si presentasse in un centro sociale per dialogare con un gruppo storico di antagonisti. Se poi consideriamo che stiamo parlando di una delle diocesi più importanti d’Italia, per decenni guidata da una curia di stampo conservatrice, e in una città dalla lunga tradizione di sinistra; e se aggiungiamo che lo spunto per il confronto è venuto dai discorsi ai movimenti popolari di papa Francesco (diffusi dal manifesto), allora ci sono tutti gli elementi per parlare di una serata importante. Era stata ideata come una presentazione del volume Terra, Casa, Lavoro da me curato (con l’introduzione di Gianni La Bella), ma era chiaro già da prima che il libro avrebbe dovuto funzionare da innesco per un confronto assembleare sulla trasformazione e sulla crisi del tempo presente, su Bologna e sulle sue emergenze sociali. Tra i relatori, oltre a chi scrive, Luciana Castellina e Domenico Mucignat, voce storica del Tpo.

17apr/180

Il caso Proactiva Open Arms

Articolo di Roberto Saviano (Repubblica 17.4.18) “Migranti, vince la nave della vita”

“”Dal 5 marzo 2018 — e a dire il vero anche da prima — molti si chiedono perché la “sinistra” sia morta e perché nessuno abbia il coraggio dell’autocritica sugli esiti del voto: ma cosa c’è da spiegare, quando per tornaconto elettorale non si è esitato a stringere accordi con i trafficanti. Altro che autocritica, qui siamo nel campo della damnatio memoriae. La storia che vi racconto ha a che fare con quella che è stata fino ad oggi la politica sull’immigrazione della sinistra, il cui testimone rischia di essere raccolto dalla destra xenofoba, che ha dinanzi a sé il terreno spianato da una costante violazione dei diritti umani. La notizia è questa: l’imbarcazione della Ong Proactiva Open Arms, sequestrata e in stato di fermo da quasi un mese, è finalmente stata dissequestrata. Il 17 marzo scorso, l’Open Arms salva dal mare (e soprattutto dai lager libici) 218 migranti, nonostante la guardia costiera libica, pur trovandosi in acque internazionali e compiendo di fatto un atto di pirateria, minacciasse di aprire il fuoco se non le fossero stati consegnati i migranti.

5mar/180

Le realta’ virtuale permette di capire l’origine della vita sul nostro pianeta

Articolo di Filomena Fotia (MeteoWeb) 13.9.16

””Milioni di anni fa, i dinosauri “dominavano incontrastati sulla Terra” e i draghi marini “non erano solo delle creazioni holliwoodiane, ma predatori temuti” in tutti gli oceani. Questo mondo “è scomparso molto tempo fa, ma continua a esercitare il suo fascino su chi cerca di comprendere le origini della vita sul nostro pianeta” per questo, “a partire da oggi, chiunque, in ogni parte del mondo, può esplorare tutto questo su Google Arts & Culture“. Ad annunciarlo è Luisella Mazza, Head of Country Operations, Google Cultural Institute. “Abbiamo lavorato insieme ad oltre 50 tra le più importanti istituzioni nel campo della storia naturale in tutto il mondo – spiega Mazza – per riportare in vita online questo mondo perduto. Oltre 150 storie interattive realizzate da esperti, 300mila nuove foto e video e oltre 30 tour virtuali vi aspettano. Con pochi clic, potrete incontrare faccia a faccia un gigante di 180 milioni di anni fa: la realtà virtuale permette al drago marino del Giurassico di tornare in vita.

1mar/180

La Chiesa immobile di Papa Francesco

Articolo di Marco Marzano (Fatto 1.3.18) “Marketing – Bergoglio ha sedotto le masse con carisma e battute, ma non ha riformato l’istituzione che guida. Non per colpa della Curia ostile, ma perché la sua missione è preservare un mondo sempre più fragile”

“”Papa Bergoglio non ha fatto, nei cinque anni che ci separano ormai dalla sua elezione, alcuna riforma, non ha assecondato i piani di coloro che avevano sperato in cambiamenti strutturali nell’organizzazione del cattolicesimo. Le riforme non si fanno, e probabilmente non si faranno, a causa principalmente dell’inerzia organizzativa della grande struttura ecclesiale e dell’assenza di una crisi profonda, che potrebbe innestare l’avvio di qualche cambiamento. Ci sono state però alcune innovazioni del pontificato che sostituiscono le riforme di struttura: l’attenzione ai temi economici e sociali e la “politica dell’amicizia”. Al tramonto dell’eventualità di mutamenti reali negli assetti di potere interni alla Chiesa, non è seguita però una delusione profonda da parte dei riformatori e di quella ampia porzione dell’opinione pubblica simpatetica verso l’aggiornamento del cattolicesimo. I motivi per i quali ciò non è avvenuto è il “papismo” di molti cattolici, cioè l’attitudine a pensare il pontefice come all’uomo della provvidenza, all’unico soggetto a cui compete davvero e fino in fondo il diritto di decidere dove la Chiesa debba dirigersi.

26feb/180

Nazionalismo e cattolicesimo. Quei simboli e la radicalita’ di Salvini

Articolo di Chiara Saraceno (Repubblica 26.2.18)

“”Era più grottesco e anticristiano Bossi che si inventava riti fondativi al dio Po o lo è più Salvini che giura abbinando Costituzione e Vangelo, con annesso sventolamento di un rosario, mentre conclude una campagna elettorale imperniata su messaggi di esclusione, quando non di odio, contro gli “altri”, gli “stranieri”? Se Bossi è stato maestro dello sberleffo contro ogni simbolo sacro (inclusa la bandiera, che voleva «buttare nel cesso») in nome di una più o meno velleitaria identità locale, Salvini da anni sta progressivamente appropriandosi di quei simboli per proporsi come difensore “dell’identità nazionale”. Lo sventolio di Vangelo e rosario, ma anche della Costituzione, proprio mentre proclamava che dell’antifascismo non poteva interessargli di meno, costituisce l’ultimo passo.
Rappresenta anche un salto di qualità.
Da un lato, c’è un abuso di simboli religiosi e di esibizione pubblica della propria religiosità, mai osato da un leader politico, mi sembra, neppure dalla Democrazia Cristiana negli anni della guerra fredda e delle campagne contro i comunisti che mangiavano i bambini.

24feb/180

Dal sangue di Gennaro al prepuzio di Gesu’: il corpo dei santi moltiplica fede e miracoli

Articolo di Alberto Mattioli (Stampa 24.2.18) “Una guida quasi turistica alle reliquie conservate nel nostro Paese fra ritrovamenti, furti, ostensioni. E qualche doppione di troppo”

Corpi interi o a pezzi. Disseppelliti, ritrovati, trafugati, traslati, inumati, imbalsamati, mummificati. E poi smembrati, divisi, moltiplicati: dita, mani, gambe, piedi, teste, lingue, cuori. Ma anche, per esempio, il prepuzio di Cristo. Corpi miracolosi, adorati, pregati, invocati, baciati. Reliquie offerte alla devozione dei fedeli, al business dei mercanti, all’incredulità degli scettici, all’ironia degli illuministi, alla curiosità di tutti. Reliquie di prima classe, quelle provenienti direttamente dal corpo del santo, «ex ossibus, ex carne, ex praecordis, ex piliis, ex cineribus, ex tela imbuta sanguine», oppure di seconda, diciamo così, «indirette»: gli abiti, il cilicio, la polvere grattata dal sepolcro, la manna stillata dalle ossa, l’olio della lampada votiva e così via. Fino ai sandali di Gesù, alla Sacra Culla, alle lenticchie dell’Ultima Cena, alla spugna imbevuta d’aceto della Crocifissione. Ecco un saggio di Marco Orletti che è una delizia dall’inizio alla fine, per credenti e non. Guida alle reliquie miracolose d’Italia è un vademecum per orientarsi fra queste testimonianze, vere o presunte, del Sacro.