Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

7feb/180

Sex workers, la legge Merlin alla Consulta

Articolo di Andrea Fabozzi (Manifesto 7.2.18) “Il caso sollevato dalla Corte di Appello di Bari interrompe il processo a Gianpaolo Tarantini, condannato in primo grado per reclutamento e favoreggiamento delle escort che partecipavano alle cene di Berlusconi, Il giudice: «Il fenomeno delle escort professionali cambia tutto»”

“”Provate a dirlo in inglese. Non prostitute, ma sex workers. Oppure escort, come da autodefinizione di Patrizia D’Addario nel suo libro di qualche anno fa: «La escort più famosa del mondo». Ed ecco che le donne che tra il 2008 e il 2009, attraverso Gianpaolo Tarantini e i suoi amici, parteciparono alle «cene eleganti» di Silvio Berlusconi, potrebbero mettere in crisi la legge Merlin. A sessant’anni esatti dalla chiusura dei casini e dalla messa fuori legge di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Almeno ne è convinta la Corte d’appello di Bari che ieri ha interrotto il processo di secondo grado a «Gianpi» Tarantini e ad altri, tra i quali Sabina Began, «l’ape regina» delle feste di Arcore, per chiamare in causa la Corte costituzionale.

20gen/180

“Io, da Auschwitz a senatrice a vita ma non dimentico e non perdono”

Intervista a Liliana Segre di Simonetta Fiori (Repubblica20.1.18) “Quando ho sentito il Presidente il puzzle della mia vita s’è rimesso a posto. Amore e dolore si sono composti. Non capita spesso Mi sono tornati tutti in mente. E mi sono riaffiorate tutte le persone offese, derise, violate, deportate che non hanno potuto raccontare”

«Ha presente quei vecchi puzzle a cui ci si affeziona? Quando ho sentito il presidente Mattarella, il puzzle della mia vita s’è rimesso a posto. Non capita spesso. Non sempre i pezzi d’un vissuto pieno di dolore ma anche di amore riescono a comporsi. Stamattina mi è successo questo». Liliana Segre è frastornata. La giornata è cominciata con la telefonata del presidente della Repubblica che la nomina senatrice a vita ed è proseguita tra squilli, visite, mazzi di fiori, soprattutto tanti ricordi: case, luoghi, volti che hanno segnato la sua storia di ragazza braccata, perseguitata, sopravvissuta per caso. «Non me l’aspettavo. Nei giorni scorsi il cerimoniale mi aveva parlato genericamente d’una decorazione, ma un incarico così prestigioso era fuori dalla mia immaginazione. Sono rimasta senza parole». Il padre perso ad Auschwitz, stesso destino per i cugini e gli adorati nonni paterni. «Mi sono tornati tutti in mente. E mi sono riaffiorate tutte le persone offese, derise, violate, deportate che non hanno potuto raccontare. Uomini e donne che amavano la patria e dalla patria sono stati degradati, sviliti a cittadini di serie B, consegnati alla Soluzione Finale. Quello Stato oggi non esiste più. Ma il gesto del presidente della Repubblica assume il significato di un risarcimento.
E insieme a me porta nel cuore delle istituzioni repubblicane anche le voci meno fortunate, le voci di chi non è tornato. Di quelli che non hanno una tomba e sono finiti nel vento».

19dic/170

Ius soli. Digiuno contro la rinuncia e l’indifferenza

Articolo di Luigi Manconi (manifesto 19.12.17)

Chi mi vuol bene mi segua. Ma anche chi non mi vuole bene, e persino chi mi detesta. Tutti coloro, insomma, che ritengono lo ius soli e culturae una legge saggia e ragionevole sono invitati a partecipare allo sciopero della fame che intraprendo da oggi. Digiuno che inizio oggi, martedì 19 dicembre, e proseguirò fino a quando ci sarà un’ora o un minuto di tempo per la discussione parlamentare. Non è affatto vero, infatti, che il tempo non ci sia. Quando c’è la volontà politica, il tempo si trova sempre. Si ha a disposizione un’intera settimana di lavoro parlamentare, prima del giorno di Natale, e si può ricorrere, come tante volte è accaduto, alle sedute notturne. Dunque, si può fare: e c’è una conferma limpida e recentissima. La legge sul biotestamento sembrava destinata, appena due mesi fa, a un’archiviazione definiti a, in attesa di tempi migliori. Si è manifestata, invece, una volontà politica, che è stata perseguita con determinazione, e che ha portato a un ottimo e insperato risultato.

18nov/170

Biotestamento e Ius soli sei sedute per il si’ alle leggi prima dello scioglimento.

Articolo di Giovanna Casadio (Repubblica 18.11.17) “Le norme sul fine vita rischiano di finire fuori tempo massimo”

Martedì 5 dicembre, quindi il 6 e il 7 (nonostante sia Sant’Ambrogio), per poi riprendere discussioni e votazioni il 12, 13 e 14 dicembre. Sono le sei sedute-clou del Senato, quelle in cui nuovo regolamento, Ius soli e biotestamento (in quest’ordine) dovrebbero diventare legge. Il tempo è stretto nello scorcio di legislatura che, una volta incassata con la fiducia la legge di Bilancio, dovrebbe sciogliersi tra fine dicembre e inizio gennaio. Difficile un “trascinamento” a febbraio.
Sotto il fuoco incrociato dei veti e dei trabocchetti, con i leghisti sulle barricate per lo Ius soli, e nel pieno ormai della campagna elettorale, non è chiaro se sei sedute potranno bastare per il biotestamento. Il Pd assicura che ce la metterà tutta, e che comunque si potrebbero verificare le condizioni di un accordo per un via libera veloce anche ai tempi supplementari. Così sarebbe se la legislatura si allungasse alla prima settimana di gennaio, oppure ci fossero altre due sedute (quindi otto in tutto) “rubate” alla manovra economica. Il cui ritorno dalla Camera a Palazzo Madama dovrebbe esserci il 15 dicembre, ma potrebbe slittare al 19. E ieri Luigi Zanda, il capogruppo del Pd, per fare pressing sui 97 senatori dem, ha inviato a tutti il discorso del Papa con due righe di accompagnamento: «Care amiche e cari amici, penso possa interessarvi il testo integrale del messaggio di Papa Francesco sulla questione del fine vita». Anche il Pontefice è tornato ieri sull’argomento: «Bravo quel medico – ha detto nell’omelia a Santa Marta – che accompagna il malato fino alla fine ».

5nov/170

Il fascino del socialismo ammalia i Millennials

Articolo di Paolo Mastrolilli (Stampa 5.11.17)

“”Sarà pure vero che a 20 anni dobbiamo essere incendiari, e a 40 diventiamo saggiamente pompieri, ma scoprire che la maggioranza dei Millennials americani preferirebbe vivere in uno stato socialista fa lo stesso un certo effetto. Non solo perché un’idea del genere è storicamente anatema negli Usa, ma anche perché forse rappresenta l’altra faccia della medaglia del populismo. La Victims of Communism Memorial Foundation ha commissionato uno studio a YouGov, per misurare la popolarità dei sistemi politici tra gli americani. I risultati relativi alla fascia dei Millennials, cioè il folto gruppo di giovani che a breve governerà il Paese, sono stati sorprendenti: il 44% vorrebbe vivere in una società socialista, contro il 42% capitalista, il 7% comunista, e il 7% fascista.

21ott/170

La falsa ribellione

Articolo di Ezio Mauro (Repubblica 21.10.17)

“”C’é un’evidente ansia da campagna elettorale permanente, ben più che una preoccupazione per la sicurezza dei correntisti bancari e dei risparmiatori, nell’offensiva di Matteo Renzi contro il governatore della Banca d’Italia Visco. Non c’è alcun dubbio che il tema del risparmio, del credito e della solidità delle nostre banche agiti la pubblica opinione, che dopo i casi Monte Paschi, Etruria e Vicenza si sente esposta, raggirata e ben poco tutelata dai meccanismi e dagli istituti di salvaguardia del sistema. Quindi è comprensibile e persino doveroso che i leader trattino la questione in vista del voto, quando è il momento del rendiconto sul passato e degli impegni per il futuro. Ma Bankitalia non è l’Anas o la Cassa del Mezzogiorno: e delle banche si può discutere, e anzi si deve, ma senza gettare un’istituzione di garanzia nel tritacarne del vortice elettorale. Che ci sia stato un problema di vigilanza allentata e di sorveglianza miope sulle fragilità che le banche italiane camuffavano è ormai fuori dubbio, perché tutti abbiamo sentito per troppi anni i controllori garantire sulla solidità certa dell’impianto, a partire da via Nazionale, e dallo stesso Governatore.
MA SE si considera che questa miopia viene da lontano, anche prima di Visco, nasce una domanda obbligatoria: dov’era la politica nel frattempo, che cosa capiva e che cosa faceva? Soprattutto, l’interrogativo è se la politica era dalla parte dei cittadini e dunque dell’interesse generale o piuttosto se era coinvolta negli ingranaggi più bassi che hanno rallentato e deviato il corretto procedere del mercato bancario: con una commistione insieme provinciale e onnipotente, che considerava il credito come un prolungamento della politica con altri mezzi, impropri ma utili a creare consorterie, consolidare confraternite, insediare nomenklature locali. Comperando consenso e potere, e inseguendo il conflitto d’interessi certificato dallo slogan “abbiamo una banca”, piuttosto che la cornice di garanzia costruita con l’obiettivo di poter dire “abbiamo una regola”.

18set/170

Il tempio glocal della fecondazione assistita dall’alto

Articolo di Marino Niola (Repubblica 18.9.27) “Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, a Napoli, è la chiesa dove migliaia di donne accorrono da tutto il mondo sperando nel miracolo della fertilità. Un viaggio tra oggetti appartenuti alla beata, rituali di “ostetricia miracolosa”, crocieristi e sfogliatelle”

“”«Ci siamo recate con una mia amica, e l’emozione è stata tanta! super organizzati, chiesetta piccolina ma particolarmente bella. Da non perdere». Lo scrive Fede X su TripAdvisor. La chiesa in questione non è quella di Nostra Signora della Recensione. Ma quella di Santa Maria Francesca
delle Cinque Piaghe, a Napoli, dove migliaia di donne accorrono da tutto il mondo per sottoporsi all’ultimo rito di fertilità dell’Occidente. Siamo nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a pochi passi dall’affollatissima via Toledo dove impazza lo street food. D’altra parte si sa che a Napoli si viene anche per nutrirsi di stereotipi. Che siano pizza e babà, o che siano miracoli. Per questi ultimi basta chiamarsi fuori dalla pazza folla, risalire vico Tre Re a Toledo. E mescolarsi alla lunga fila di coppie che salgono la scaletta ripida che conduce al sancta sanctorum della procreazione. La chiamano la casa della santarella. Qui Maria Francesca ha speso la sua vita tra preghiera e ricamo, ricamo e preghiera. Ora et labora H24 per una vera figlia del popolo. Che non poteva entrare in convento perché il suo lavoro di tessitrice a domicilio era troppo importante per la sopravvivenza della famiglia. Così aveva optato per l’abito terziario francescano e una clausura tra le mura domestiche. Da queste parti, quelle come lei, le chiamano monache di casa, altrove beghine. Aveva il dono della profezia tanto da predire la Rivoluzione francese con molti anni di anticipo. Tra i tanti prodigi che le vengono attribuiti c’è anche quello di aver convinto una statua di Gesù bambino ad animarsi per farsi vestire con gli abitini che lei stessa gli aveva cucito. E quando morì, il 6 ottobre 1791, aveva al suo attivo un portfolio miracolistico di tutto rispetto. Con una vera e propria specializzazione in ostetricia soprannaturale. Cosa che, in un’epoca in cui la mortalità infantile era elevatissima e il parto un mistero doloroso, oltre che pericoloso, spiega la sua popolarità. Che paradossalmente è in crescita. Perché è vero che oggi la gravidanza è un percorso supermonitorato e ipermedicalizzato, ma è anche vero che l’infertilità ha raggiunto cifre da capogiro. Solo in Italia affligge il trenta per cento delle coppie.

17set/170

Voltaire, storia universale della menzogna

Articolo di Armando Massarenti (Sole 17.9.17) “sul libro di Voltaire, Saggio sui costumi e lo spirito delle nazioni , a cura di Domenico Felice. Einaudi, I Millenni, Torino, € 150 ). Ampio stralcio delle conclusioni del «Saggio sui costumi e lo spirito delle nazioni» di Voltaire intitolate «Riassunto di tutta questa storia fino al tempo in cui comincia il bel secolo di Luigi XIV»” «Presso tutte le nazioni, la storia è sfigurata dalla favola: la filosofia trova gli uomini così accecati che fatica con la ragione a disingannarli»”

“”Ho percorso questo vasto teatro delle rivoluzioni a partire da Carlo Magno, e persino risalendo spesso molto piú indietro, fino al tempo di Luigi XIV. Quale sarà il frutto di questo lavoro? Quale profitto si trarrà dalla storia? Vi si sono visti i fatti e i costumi; vediamo quale vantaggio ci verrà dalla conoscenza degli uni e degli altri.
Sui fatti storici. Un lettore di buon senso si accorgerà facilmente di dover credere solo ai grandi avvenimenti che hanno qualche verosimiglianza, e considerare con disprezzo tutte le favole di cui il fanatismo, lo spirito romanzesco e la credulità hanno riempito in ogni tempo la scena del mondo. Costantino trionfa sull’imperatore Massenzio; ma certamente non gli apparve un labarum tra le nubi, in Piccardia, con un’iscrizione in greco. Macchiato di assassinî, Clodoveo si fa cristiano e commette nuovi assassinî; ma né una colomba gli reca un’ampolla per il suo battesimo né un angelo scende dal Cielo per consegnargli uno stendardo. Un monaco di Chiaravalle può predicare una crociata, ma bisogna essere stolti per scrivere che Dio fece miracoli per mano di questo monaco al fine di assicurare il successo di quella crociata, che fu tanto sfortunata quanto follemente intrapresa e mal condotta. Il re Luigi VIII può morire di tisi, ma solo un fanatico ignorante può dire che gli amplessi di una ragazza l’avrebbero guarito e che egli morí martire della sua castità.

11ago/170

Perche’ le persone di potere badano solo a se stesse

Post del 24.7.17 (Idee 176) di Anna Maria Testa sul suo sito “nuovo&utile, teorie e pratiche della creatività”

“”Che cosa frulla nella mente delle persone di potere? Ce lo domandiamo – e capita non di rado – quando i loro comportamenti ci appaiono contraddittori, o poco comprensibili, o così arroganti da essere difficili da sopportare. Un recentissimo articolo uscito sull’Atlantic ci invita a porci la domanda in termini più radicali: che cosa accade al cervello delle persone di potere?

MENO CONSAPEVOLI DEI RISCHI. L’Atlantic cita un paio di pareri autorevoli. Secondo Dacher Keltner, docente di psicologia all’università di Berkeley, due decenni di ricerca e di esperimenti sul campo convergono su un’evidenza: i soggetti in posizione di potere agiscono come se avessero subito un trauma cerebrale. Diventano più impulsivi, meno consapevoli dei rischi e, soprattutto, meno capaci di considerare i fatti assumendo il punto di vista delle altre persone. A proposito di traumi cerebrali e cambiamenti della personalità, vi viene in mente il caso di Phineas Gage (ne abbiamo parlato qui)? Beh, forse non avete tutti i torti.

IL PARADOSSO DEL POTERE. Sukhinver Obhi è un neuroscienziato dell’università dell’Ontario.

8ago/170

Wall Street, la stagione di scandali multata con 150 miliardi di dollari

Articolo di Alberto Magnani (Sole 8.8.17)

“”Il totale di multe pagate dagli istituti finanziari dal 2007 ad oggi sfonda per la prima volta il tetto dei 150 miliardi di dollari. La cifra, ricalcolata dal Financial Times, è stata raggiunta a un decennio esatto da quella che viene considerata la data di inizio della Grande recessione: il 9 agosto 2007, quando la francese Bnp Paribas congelò i riscatti sui fondi esposti a mutui subprime dichiarando una «completa evaporazione della liquidità». Si parla di un raddoppio nell’arco di meno di tre anni, se si considera che solo a fine agosto 2014 i settlements (l’equivalente del patteggiamento) accordati dai gruppi bancari si fermavano a 60 miliardi di dollari. Il bilancio di sanzioni versate al Dipartimento di giustizia americano è stato spinto all’insù nel primo semestre del 2017 da una triade di multe miliardarie in Europa, come quella inflitta solo lo scorso mese alla Royal Bank of Scotland. L’istituto ha dovuto versare equivalente di 5,5 miliardi di dollari, 4,2 miliardi di sterline, come «severo promemoria» per la vendita di obbligazioni tossiche ai propri clienti.