Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

13set/180

Dati shock sulla Chiesa tedesca: ” 1.670 preti pedofili”

Articolo di Tonia Mastrobuoni (Repubblica 13.9.18) “I numeri di uno studio commissionato dalla Conferenza episcopale Almeno 3.677 casi: “Calcolo per difetto”

“”Berlino Per la prima volta, la Chiesa cattolica in Germania ammette ciò che ha cercato di nascondere oppure ha tentato di minimizzare per anni. E lo fa attraverso uno studio di ben 350 pagine commissionato dalla Deutsche Bischofskonferenz ( la Conferenza episcopale tedesca) e anticipato ieri dal settimanale Die Zeit. Nel testo del rapporto, i vescovi ammettono di aver coperto tra il 1946 e il 2014 almeno 3.677 casi di abusi sessuali su bambini e adolescenti, commessi da 1.670 sacerdoti. In sostanza, il 4,4 per cento dei preti nelle diocesi tedesche si è macchiato di molestie o stupri, nella metà dei casi su minorenni. È altamente probabile, poi, che i numeri siano sottostimati – ammette lo stesso studio redatto in quattro anni e mezzo da una commissione composta da sette studiosi e cinque collaboratori scientifici, oltre a innumerevoli aiutanti. Così come non va trascurato che il committente sia la Chiesa stessa.

5set/18Off

«El Pepe», una vita di militanza continua

Articolo di Silvana Silvestri (manifesto 5.9.18) “Venezia 75. L’ex presidente dell’Uruguay raccontato nel documentario di Emir Kusturica «El Pepe, una vida suprema» (fuori concorso) e nel film di Alvaro Brechner «La noche de 12 años» (Orizzonti)”

“”VENEZIA «Non sapevo nulla dell’Uruguay – dice Kusturica, qualcuno mi ha detto c’è il presidente che sta guidando il trattore. Mi sono detto: devo conoscerlo». La presenza di Pepe Mujica sul Lido è stato uno degli eventi più emozionanti della manifestazione: due sono stati i film in programma accolti dal pubblico con grande commozione, che raccontano il suo presente e il suo tragico passato di detenuto politico e delineano la sua imponente figura di politico coerente nelle parole e nello stile di vita. Emir Kusturica firma il documentario El Pepe, una vida suprema (fuori concorso), dove ha potuto cogliere precisamente il giorno in cui Mujica il 1 marzo del 2015 ha rimesso il mandato di presidente dell’Uruguay che aveva ricoperto dal 2010, dopo aver ridotto la soglia di povertà del paese dal 25% al 9%, una vittoria che si deve anche alle sue iniziative personali, dedicando il 70% del suo stipendio ai poveri.

3set/18Off

Due film dedicati all’ex presidente dell’Uruguay

Intervista a P. Mujica di Stefania Ulivi (Corriere 3.9.18) “Pepe Mujica star al Lido: sono qui per Kusturica”

“”Venezia Non se l’aspettava neanche lui di trovarsi a 83 anni al Lido protagonista di due film, uno di finzione, La noche de 12 años, di Álvaro Brechner in Orizzonti e un documentario, El Pepe, una vida suprema, dell’amico Emir Kusturica, fuori concorso. Ma nulla nella vita di José Alberto Mujica Cordano, El Pepe, ha seguito percorsi ordinari. Infanzia povera dopo la morte del padre, il ciclismo, quindi la politica, sulle orme della madre, di origini liguri. Prima con i nazionalisti, poi sempre più a sinistra, fino a diventare uno dei leader del Movimiento de Libéracion Nacional, i Tupamaros. E, dopo il colpo di Stato del 1973, dodici anni di carcere duro, in isolamento. Quindi senatore, nel 1999, e infine presidente del suo Uruguay, dal 2010 al 2015. È arrivato a Venezia dopo un tour per l’Italia — Ravenna, Mantova, Milano — per presentare il suo libro Una pecora nera al potere, ha incontrato quasi tutti, da Grillo a Martina, ognuno ha cercato di affiliarselo anche se ormai con la politica praticata ha chiuso.

27ago/18Off

“Trattarli cosi’ e’ disumano. Ecco perche’ mi dimetto”

Intervista al prof. Stefano Valla di Nicola Lillo (Stampa 27.8.18)

1 Il professore Stefano Vella si è dimesso dalla presidenza dell’agenzia italiana del farmaco Aifa per denunciare il trattamento riservato ai migranti della nave Diciotti. Cosa ha fatto scattare questa scelta?
«In questo Paese non basta solo indignarsi. L’Italia – spiega – ha bisogno di gesti forti, perché se andiamo avanti solo a colpi di tweet non arriviamo da nessuna parte. Per tutta la vita mi sono occupato di salute nel mondo, di disuguaglianze, di migrazioni. E la politica di questo governo sui migranti mi ha fatto davvero arrabbiare. Siamo davanti a un problema epocale, che non si risolve certo chiudendo i porti».
2 La sua è una protesta politica?

27ago/18Off

Gli «eretici valdesi» “Noi che siamo stati perseguitati vi diciamo: accogliere e’ un dovere”

Articolo di Lodovico Poletto (Stampa 27.8.18)

“”Il «Padre nostro» cantato in francese alla fine rito. Le offerte raccolte sulla porta del tempio: «Grazie, andrà tutto per gli sfollati di Genova». Il the col latte sul prato all’inglese accanto alla casa valdese, sotto un sole che sa già di settembre. Eccoli qui gli «eretici valdesi». Con i loro riti e le loro tradizioni. Ma sempre graffianti quando parlano di sociale, come quando in tema di gay dicevano «sì» alle unioni civili. Anche oggi si fanno sentire Hanno scelto di parlare dell’ accoglienza. E lo fanno forti di un manifesto firmato dalla Federazione delle Chiese Evangeliche (di cui fanno parte). Certo, nella Federazione non ci sono tutte quelle esistenti, ma sono un bel po’ e fanno riferimento a 350 – 400 mila persone. Lì, c’è scritto già molto di ciò che si diranno in questa settimana: dalle critiche alla campagna politica contro gli immigrati, all’opposizione alle politiche italiane ed europee di chiusura delle frontiere. Questo è il fil rouge delle riflessioni. Anche perché il tema è caldo, e questa non è – ancora – una valle dove la Lega ha fatto il pieno.

27ago/18Off

“Bergoglio sapeva, si dimetta”. Cosi’ e’ nato il caso dell’ex ambasciatore

Articolo di P. R. (Repubblica 27.8.18) “Da Vatileaks alla Pennsylvania “Ne parlai con lui ma non fece nulla”. Conservatore, 77 anni è un oppositore del Papa da molto tempo”

“”DUBLINO Il “caso Viganò” esplode ieri, durante l’ultimo giorno della visita del Papa a Dublino, in Irlanda, per l’Incontro mondiale delle famiglie. Mentre Francesco dedica le sue ultime parole ancora una volta alla pedofilia e a un forte mea culpa per le ragazze madri della Case Magdalene rinchiuse nei decenni passati negli istituti religiosi perché considerate «impure » e con i propri figli dati in adozione, rimbalza sui media italiani e stranieri un dossier di una decina di pagine pubblicato su La verità e su alcuni media conservatrici statunitensi e firmato dall’ex nunzio apostolico a Washington, Carlo Maria Viganò. Il diplomatico, il cui nome entrò anche nel dossieraggio del primo Vatileaks, chiede esplicitamente le dimissioni di Francesco. Il presule sostiene che il Papa non abbia agito come avrebbe dovuto nei confronti dell’ex arcivescovo americano di Washington, Theodore McCarrick, riconosciuto colpevole di aver abusato dei seminaristi.

25ago/18Off

“Abusi sessuali, da Papa Francesco solo promesse”

Intervista di Sabrina Provenzani (Fatto 25.8.18) Colm O’Gorman – L’attivista in occasione della visita di oggi e domani di Bergoglio in Irlanda: “Deve chiedere conto a chi ha insabbiato”

“”L’uomo che ha fatto causa al Vaticano risponde al telefono dagli uffici dublinesi di Amnesty Ireland, di cui è direttore esecutivo. È la vigilia della visita pastorale di Papa Francesco, la seconda di un papa in Eire. “Ricordo bene i giorni della visita di Giovanni Paolo II, nel 1979 – racconta Colm O‘Gorman – ero un tredicenne devoto, invidioso dei miei fratelli maggiori che avevano il permesso di andare a vedere il Papa al grande raduno di Phoenix Park; 18 mesi dopo fui violentato da un prete cattolico”. Gli abusi continuano fino ai 17 anni di età. Poi O’Gorman trova il coraggio di denunciare i suoi carnefici: ottiene un risarcimento, collabora a documentari, fonda l’associazione One in 4 a supporto degli abusati. Ed è fra gli organizzatori di Stand4Truth, manifestazione a sostegno delle vittime della Chiesa Cattolica organizzata a Dublino per domenica, in contemporanea con la messa solenne di Papa Francesco.
L’arcivescovo di Dublino ha ammesso che il numero delle vittime di preti cattolici in Irlanda è “immenso”. Di cosa parliamo?

25ago/18Off

ll filosofo vuole cambiare partito

Articolo di Gianfranco Pasquino (Fatto 25.8.18)

Cambiare il Partito Democratico? Si può, sostiene Roberto Esposito su Repubblica (24 agosto). È facile. Però, bisogna che gli intellettuali che criticano il Pd si iscrivano al partito. Lo cambieranno da dentro. Come mai non ci (mi metto, non abusivamente, fra gli intellettuali critici) abbiamo pensato prima?
Per fortuna che, adesso, grazie a Esposito, i filosofi non si limitano più a studiare il mondo, ma cercano di cambiarlo. Non so quanto mondo conosca il filosofo Esposito. Sono, invece, sicuro che non conosce i partiti politici e, meno che mai, il Pd (come partito, non come dirigenti). Lascio da parte che, anche se, nel peggiore dei casi, il Pd avesse circa 300 mila iscritti, sarebbe difficile per gli intellettuali di sinistra vincere numericamente qualsiasi battaglia interna a qualsivoglia organismo di partito. Riuscirebbero mai a ottenere la maggioranza in un circolo del Pd? A Bologna certamente no.

19ago/18Off

Dal Tav alla Gronda, le inutili Grandi opere

Articolo di Guido Viale (manifesto 19.8.18) “Territorio. L’unica vera modernità possibile è la cura e la manutenzione, che è anche difesa di tutto il paese e dell’intero pianeta”

“”Ai sostenitori senza se e senza ma delle Grandi opere, che nel crollo del ponte Morandi vedono solo l’occasione per recriminare la mancata realizzazione della Gronda, passaggio complementare e non alternativo al ponte crollato, va ricordato che anche quel ponte è (era) una «Grande opera»: dannosa per l’ambiente e per le comunità tra cui sorge e pericolosa per la vita e la salute di tutti. L’idea di piantare dei pilastri di 90 metri in mezzo a edifici abitati da centinaia di persone e di farvi passare sopra milioni di veicoli era e resta demenziale; come lo era e resta la sopraelevata che ha cancellato e devastato uno dei fronte-mare più belli e pregiati (forse il più bello e pregiato) del mondo: non a vantaggio di Genova, ma per fluidificare il traffico del turismo automobilistico delle Riviera di Levante, così come il ponte Morandi serviva a quello della Riviera di Ponente, negli anni “gloriosi” (?) della moltiplicazione delle automobili. Con la conseguenza che quei nastri di asfalto sono stati presi in ostaggio dal trasporto merci su gomma, per il quale non erano stati pensati, lasciando languire la ferrovia, tanto che la linea Genova-Ventimiglia (principale collegamento tra Italia e Francia e, se vogliamo, con Spagna e Portogallo; altro che Torino-Lione!) è ancor oggi a binario unico. Un’invasione di campo, quella dei Tir, moltiplicata dalla successiva produzione just-in-time che li ha trasformati in magazzini semoventi, cosa impossibile se le autostrade non fossero state messe a loro completa disposizione e la ferrovia avesse mantenuto il primato che le spetta.

14ago/180

Addio a Samir Amin, uno degli ultimi grandi intellettuali

Articolo Luciana Castellina (manifesto 14.8.18) “Uno degli ultimi grandi intellettuali impegnati a 180 gradi nelle battaglie dei movimenti di questo scorcio di secolo”

“”La mia mail si è riempita in poche ore: messaggi da ogni parte del mondo per la morte di Samir Amin. Uno schiaffo, perché la scomparsa non è stata annunciata da una lunga malattia ma da un recente trasferimento da Dakar in un ospedale di Parigi. Isabelle, la sua compagna da più di mezzo secolo, presente al decesso inatteso, tornata a casa si è sentita mancare, si è rotta il femore ed ora è a sua volta in ospedale; e così allo scoramento si aggiunge la tristezza di non poterla nemmeno abbracciare per telefono. La provenienza dei messaggi – Africa soprattutto ma anche Asia America Latina Europa – testimoniano di per sé la personalità e il ruolo che ha avuto nella sinistra mondiale: