Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

17lug/19Off

E’ morto Andrea Camilleri, papa’ di Montalbano, scrittore e maestro nato per raccontare storie

Articolo di Stefania Parmeggiani (Repubblica 17.7.19) “Il grande scrittore siciliano, autore della fortunata serie di romanzi sul commissario di Vigata, è morto oggi a 93 anni. Dai romanzi al teatro fino alle prese di posizione sulla politica, l’Italia piange uno dei suoi più grandi autori contemporanei. Nessun funerale, ma giovedì 18 luglio si terrà alle 15 una cerimonia al cimitero Acattolico a Testaccio a Roma”

“”E’ morto Andrea Camilleri. Lo scrittore aveva 93 anni e si è spento stmattina alle 8,20 all’ospedale Santo Spirito di Roma dove era ricoverato dal 17 giugno in seguito a un arresto cardiaco. Per volontà dello scrittore e della sua famiglia non ci sarà camera ardente. Una cerimonia per l’ultimo saluto si svolgerà giovedì 18 maggio alle 15 al cimitero Acattolico di Roma. “Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano”. Così rispondeva Andrea Camilleri a chi gli chiedeva come mai a 93 anni non si fosse ancora deciso ad andare in pensione, come mai nonostante gli occhi che da tempo si erano spenti, continuasse a impastare realtà e fantasia in quella sua lingua eccezionale, il vigatese, che non aveva alcun corrispettivo nella realtà ma che finiva per essere più concreta che mai. Non si può smettere di fare ciò per cui si è nati. E il Maestro siciliano, morto stamattina a Roma, era nato per raccontare storie.

30giu/19Off

Gli attacchi al Mibac e l’interesse Lega-Pd

Articolo di Tomaso Montanari e Salvatore (Fatto 29.6.19)

“”In un articolo dal titolo particolarmente spiacevole (Beni culturali, è guerra per bande) apparso ieri su Repubblica, Sergio Rizzo ha ritenuto di dare amplissimo spazio alle feroci censure del soprintendente di Roma, Francesco Prosperetti, contro il suo superiore gerarchico diretto, il direttore generale per le Belle Arti, Archeologia e Paesaggio, Gino Famiglietti, e contro il Segretario generale Panebianco e il ministro Bonisoli. L’oggetto del contendere è la riforma del Mibac, appena approvata dal Consiglio dei ministri e che entra ora in fase di attuazione. Prosperetti attacca la norma che riporta nelle competenze del direttore generale l’apposizione dei vincoli: “Neanche il ministro fascista Bottai aveva osato tanto… la posta in gioco della nuova riforma è lo Stato di diritto, niente di più, niente di meno”. E, aggiunge Rizzo in una frase particolarmente misteriosa, “c’è perfino chi si spinge ad argomentare come questo passaggio possa generare un conflitto costituzionale, aprendo una contraddizione tra l’articolo 9, che tutela il paesaggio, e l’articolo 42 che garantisce la proprietà privata”. I cosacchi, insomma, starebbero per far abbeverare i loro cavalli nei ruscelli della Val di Susa o nei, salmastri, canali di Venezia.

27giu/19Off

Primo Levi scrittore ritrovato


Articolo di Marco Belpoliti e Wlodek Goldkorn (L’Espresso 23.6.)2019
) “Non è stato il solo testimone di Auschwitz ma ha indagato l’animo umano. A un secolo dalla nascita, è il momento di riconoscere in lui un autore universale che parla di vita e non di annientamento”

“”Nella scrittura il racconto della verità trasfigurata dallo sguardo del narratore è più reale del reale. Per capire cosa sia accaduto nei lager serve la letteratura
Primo Levi per decenni è stato celebrato come un grande testimone della Shoah, un’icona dell’antifscismo, custode della preziosa memoria, diventato scrittore per via delle esperienze ad Auschwitz e quindi uno scrittore sui generis. Il testimone tuttavia è una persona che rende conto, nei tribunali, degli eventi cui ha assistito, con tanto di date e circostanze. Il testimone aiuta il giudice, o lo storico, a ricostruire un evento nei dettagli, quasi sempre in ordine cronologico. Spetta a chi ascolta dare un senso: giuridico, storiografico, politico, alla testimonianza. Lo scrittore invece procede in un modo contrario rispetto al testimone, costruisce un mondo attraverso un sistema di simboli, segni, metafore, libero di usare frammenti di ricordi, di ricomporli in un ordine che corrisponda alle emozioni e non alle misure convenzionali del tempo. E lo fa per indagare sulla condizione umana e per dare un senso al mondo e alle cose prime e ultime. Oggi, a cent’anni dalla sua nascita, il compleanno cade il 31 luglio, possiamo sentirci liberi di affermare che Levi è uno dei più grandi scrittori del Novecento e non un testimone?

27giu/19Off

Disobbedienza civile.

Articolo di Angela Mauro “O capitana! Mia capitana!“ (ANSA – UffPost 25.6.19) “ROTTA VERSO LAMPEDUSA” – Carola Rackete, comandante della Sea Watch, sfida il ‘capitano’ leghista. Tedesca, donna. Sceglie col cuore e non con le regole scritte, disobbedisce e crea scandalo, e di fatto sostituendosi all’opposizione, che si è accodata al suo gesto”

“”Visto a distanza, nel comodo dell’aria condizionata che ripara dai 40 gradi all’ombra, sembra un film. Dalla trama avvincente, a tratti classica, dell’eroe che lotta contro l’ingiustizia, per i diritti, anche a costo di sfidare le leggi. Solo che qui è tutto vero. E non è secondario che l’eroe sia una eroina: Carola Rackete, ‘capitana’ della Sea Watch, 31 anni, donna, tedesca, studi nelle università del Regno Unito, nostromo sulle navi di ricerca oceanografica al Polo nord, poi volontaria di Greenpeace e ora dedicata ai migranti nel Mediterraneo. Carola prende la decisione forse più dura. Sfida il ‘capitano’, come lo chiamano i fans, Matteo Salvini, una fortuna elettorale incassata a furia di dichiarazioni contro gli immigrati.

16giu/19Off

Quei leader di sinistra che hanno dimenticato la fatica dei lavoratori

Articolo di Gad Lerner (Repubblica 15.6.19) “Milioni di voti perduti anche per la scarsa credibilità dei dirigenti. Cofferati: torno alla Pirelli. Poi cambia idea. E Chiamparino sceglie

“”«Siamo nati in un mondo senza diritti e tutele: molti di noi non sanno cosa sono». Lo raccontava ieri su Repubblica a Marco Patucchi un ventisettenne meccanico stampista della Omron di Frosinone, somministrato – cioè affittato – da Adecco alla multinazionale per cui lavora. Per la prima volta quel giovane ha partecipato a uno sciopero generale dei metalmeccanici, tutelato da un contratto a tempo indeterminato ottenuto dopo anni di precariato. Forse è un’avvisaglia. La sensazione che la misura è colma, e che il futuro dell’industria italiana non si trova affatto in buone mani, sta spingendo i sindacati a ritrovare l’unità perduta. E chi sciopera non prova certo imbarazzo a farlo contro un governo che pure aveva votato. Magari anche solo per marcare la sua distanza siderale da una sinistra ai suoi occhi sfregiata dal marchio d’infamia del privilegio.

26mag/19Off

Luciana Castellina, Rossana, Lucio, Luigi ed io. Gli scomunicati che il Pci voleva mandare in una trattoria

Intervista a Luciana Castellina di Carmine Fotia (Espresso 26.5.2019) “A 90 anni la comunista che fu espulsa dal Partito insieme ai compagni eretici è tornata alla politica candidandosi in Grecia. E racconta il suo ’ 69. Che sarebbe potuto finire tra i fornelli”

“”Fu un cambiamento radicale delle nostre vite: eravamo tornati ai nostri vent’anni, a quel ’48 di lotte e di speranze che era stato il ’68 della mia generazione. E così tra noi e i ragazzi del movimento scoccò la scintilla». Nel pomeriggio di una quieta domenica romana, Luciana Castellina, 90 anni appena compiu-ti, orgogliosamente comunista, candidata con la Lista Tsipras in Grecia alle prossime elezioni europee, nella penombra della sua bella e silenziosa casa nel quartiere Parioli, dove vive da sempre, con il piccolo cane Fefè accovacciato accanto a me, un bicchiere di vino bianco e qualche fetta di salame, ricorda i fatti che cinquant’anni fa portarono lei e un altro gruppo di pazzi a fondare la rivista “il manifesto” che ha segnato, comunque la si giudichi, la storia della sinistra e del giornalismo italiani. Del gruppo dei fondatori sono rimasti lei e Rossana Rossanda. Due straordinarie ragazze del secolo scorso, per citare il titolo dell’autobiografia di Rossana. In quel fatale 1969 la scintilla che aveva dato vita al ’68, dalle università, dalle fabbriche, dalla Cecoslovacchia invasa dai carri armati sovietici, portò l’incendio nel cuore del più grande partito comunista dell’Occidente, aprendo una discussione non solo sulla necessità di rompere ogni legame con il regime sovietico, ma anche sui caratteri del capitalismo italiano e sulla strategia del partito comunista di fronte alle nuove lotte operaie e studentesche.


22mag/19Off

Il rigore della speranza

Articolo di Sergio Bologna (manifesto 21.5.19) “Vogliamo tutto. Nanni Balestrini scrisse anche «L’orda d’oro»: è il lavoro che portò a termine insieme a Primo Moroni nell’anniversario del ’68, vent’anni dopo”

‘Se qualcuno di noi, sociologo, storico orale, giornalista, avesse nel 1969, in pieno autunno caldo, intervistato Alfonso Natella noi avremmo oggi in archivio una delle tantissime testimonianze conservate come un bene prezioso ma che pochi leggono. Consegnata, quella testimonianza, a uno scrittore, a un poeta come Nanni Balestrini, è diventata un simbolo inestinguibile dei valori del ’68 operaio e non solo. La potenza del linguaggio letterario si esprime in Vogliamo tutto con quella valenza universale che riesce a condensare storia e memoria, utopia e iperrealismo, calcolo e speranza.

28apr/19Off

La Chiesa, la pedofilia e quel tabu’ del celibato

Articolo di Alexander Stille (Repubblica 28.4.19)

“”La chiesa cattolica mentre tenta di affrontare lo scandalo dei preti pedofili — dibattendo le misure da prendere in caso di abuso sessuale e le responsabilità dei vescovi — si rifiuta di affrontare il problema di fondo: il fatto che l’istituzione del celibato è fallita. Secondo alcune ricerche, molti preti sono sessualmente attivi, chi con donne, chi con altri uomini, chi con minori. Un clero che ha tanti scheletri negli armadi non è in posizione favorevole per disciplinare i casi di predazione sessuale. Prendiamo il caso dell’arcivescovo americano Rembert Weakland: ha fatto pagare sottobanco circa 450 mila dollari a un suo amante ( un uomo adulto) per farlo tacere; allo stesso tempo ha minimizzato il problema dei preti pedofili, trasferendoli in altre diocesi (come facevano tutti allora) senza cacciarli dal clero o denunciarli alle autorità. È difficile dire se il suo segreto personale ha influito nella sua gestione dei preti predatori ma certamente l’ha reso letteralmente ricattabile.

22apr/19Off

Emanuele Macaluso “Non mi manca il Pci, mi manca la sinistra”

Colloquio di Emanuele Macaluso con Antonio Gnoli (Repubblica 21.4.19) “Si avvicinò ai comunisti mentre era ricoverato in sanatorio. Di quel partito è stato fra i massimi dirigenti. Qui racconta la crisi ungherese, gli errori di Togliatti, il litigio fra Sciascia e Berlinguer. Poi Vittorini e Guttuso. E le tante donne di una vita “Sento il vuoto delle persone dei gesti e delle intelligenze. Qualche giorno fa ho festeggiato i 95 anni. Ero lì e pensavo ai pochi della mia generazione rimasti, come Giorgio Napolitano. Non so se avrò il tempo di vedere un nuovo schieramento progressista”

“”Quasi trequarti di secolo trascorsi vivendo, pensando e ripensando il comunismo. Gran bella idea, gran bella condanna. Verrebbe da dire pensando a Emanuele Macaluso. Da un mese ha compiuto novantacinque anni, vive in un piccolo appartamento a Testaccio, un tempo considerata la zona più autentica di un certo modo di essere romani. Emanuele è nato a Caltanissetta, la città degli angeli e delle miniere di zolfo. Fu quel mondo a strapparlo dai sogni di adolescente e a spingerlo dentro alle grandi problematiche sociali: «Durante i mesi trascorsi in sanatorio conobbi il primo compagno. Fu lui a introdurmi al comunismo.

12apr/19Off

Si riapre il processo al Concilio Vaticano II

Blog di Massimo Faggioli, Professore di Storia del Cristianesimo, Villanova University (HuffPost 12.4.19) “Ratzinger pone (erroneamente) gli anni ’60 e quel Concilio all’origine della decadenza morale nella chiesa, in una evidente differenza con papa Francesco”

“”Benedetto XVI ha rotto il proprio silenzio sugli abusi sessuali, e in modo del tutto irrituale. La sera del 10 aprile 2019, a sei settimane dalla conclusione del summit vaticano sugli abusi sessuali convocato da papa Francesco, in una fase critica per la chiesa cattolica alle prese con un scandalo di dimensioni globali ed epocali, il “papa emerito” ha fatto conoscere il proprio pensiero sulla genesi del fenomeno in un lungo saggio (oltre cinquemila parole) inviato ad alcuni mass media cattolici online, che sono da sempre vicini al suo entourage e ostili a papa Francesco. Il saggio di Benedetto XVI si può dividere in due parti. La seconda parte, quella teologica, è una riflessione sulla natura spirituale della chiesa, che sottolinea le analogie con l’approccio di papa Francesco alla crisi degli abusi sessuali: non può essere risolta soltanto con una mentalità burocratica e giuridica, ma anche e soprattutto come lotta a un male spirituale che si rivela sotto forma di abusi sessuali di minori e nella complicità della chiesa coi colpevoli di questi atti criminali.