Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

13mar/19Off

Il cardinale Pell condannato a sei anni: colpevole di abusi sessuali su minori, “crimini efferati”

Articolo di Maria Antonietta Calabrò (HuffPost 13.3.19) “La sentenza nel sesto anniversario dell’elezione di Francesco, Sentenza mite del tribunale australiano, rischiava fino a 50 anni di prigione. Dovrà stare in carcere per tre anni e otto mesi”

“”L’ex “tesoriere” del Vaticano, il cardinale George Pell, è stato condannato a 6 anni di carcere, in Australia. Una sentenza tutto sommato mite, se confrontata al rischio massimo di 50 anni di prigione previsto per i 5 capi di imputazione per abusi sessuali su minori di cui è stato ritenuto colpevole. Ma si tratta di fatto, quasi di una sentenza “a vita” come ha sottolineato dal Chief Justice Peter Kidd , guardando il condannato, nell’udienza che si è svolta alle 10 di mattina del 13 marzo, quando in Italia era scoccata da poco la mezzanotte. Vista l’età di Pell, 77 anni e visto che non potrà uscire dal carcere sulla parola, prima di aver scontato 3 anni e otto mesi. Pell, che è stato registrato a vita come sex offender, è rimasto impassibile. Era vestito con il suo solito vestito grigio, ma senza il colletto sacerdotale.

5mar/19Off

Abusi sessuali del clero

Articolo di Giorgio Salsi (NON MOLLARE, quindicinale  Critica Liberale 5.3.19)

“”Può una associazione laica, dopo aver letto articoli stampa sul vertice appena concluso relativo agli abusi sessuali del clero, esprimere un suo modesto giudizio? Una associazione, tra l’altro, che ha al proprio interno vari estimatori di Papa Francesco di cui ha anche apprezzato il notevole discorso politico “Terra, Casa, Lavoro” raccolto in un libro distribuito (udite!) come supplemento del Manifesto.
Come hanno sottolineato in molti, il vertice è stato deludente. Non soltanto per quello che hanno dichiarato i rappresentanti delle vittime sulla mancanza di provvedimenti concreti “… Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Ci aspettavamo di più. Siamo delusi… ”. E neppure – anche se lo condividiamo pienamente – per quanto affermato recentemente in un fondo giornalistico dall’intellettuale cattolico Alberto Melloni “… la vicenda Pell conferma che per tutti, vittime, carnefici, Chiesa, la cosa migliore che si può fare è lasciare che sia la giustizia dello Stato di diritto a valutare accuse e comminare pene che non possono mai essere sostituite da un ricorso al tribunale ecclesiastico …”

28feb/19Off

“Laicita’ e pensiero critico contro le fake news e per una cittadinanza consapevole”


Seminario di formazione per giornalisti
“Laicità e pensiero critico contro le fake news e per una cittadinanza consapevole”
Promosso da Giornate della laicità e Arci Umbria, in collaborazione con
Ordine Regionale dei Giornalisti dell’Umbria
data 22 febbraio 2019 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 (numero crediti 6)
Presso: sala comunale Palazzo Cesaroni di Perugia

Argomenti:
Le fake news prosperano dove dominano obbedienza, conformismo, pregiudizi e luoghi comuni. Trovano il più efficace contrasto in una cittadinanza consapevole, indipendente, matura, responsabile e dotata di spirito critico e autonomia morale. Da qui l’esigenza della diffusione nel nostro Paese del pensiero laico e di una metodologia scientifica/ analitica.

26feb/19Off

Il Papa: basta coprire i pedofili. Ma le vittime: sono solo parole’

Articolo di Paolo Rodari (Repubblica 25.2.19)

“”“CITTÀ DEL VATICANO Dice «mai più insabbiamenti sugli abusi sessuali». E promette la pubblicazione di una nuova legge in merito, insieme a un vademecum e a una task force per proteggere i minori, il tutto partendo dalle “Best Practices” formulate sotto la guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma le vittime insorgono: «Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Ci aspettavamo di più. Siamo delusi». Il summit in Vaticano dedicato agli abusi sessuali del clero si chiude con un lungo discorso del Papa che indispettisce le vittime per la mancanza di provvedimenti concreti. E a poco valgono le parole di padre Federico Lombardi, moderatore del summit, che annuncia misure nel prossimo futuro, in particolare un testo papale in forma di Motu proprio. «Abbiamo ascoltato questi impegni per ” affrontare gli abusi” molte volte prima.

25feb/19Off

“Bisognava cacciare subito qualche vescovo cosi’ la Chiesa non e’ credibile”

Intervista a Francesco Zanardi di P.R. (Repubblica 25.2.19)

«Noi vittime ci aspettavamo un finale differente. Quantomeno l’annuncio del licenziamento di diversi vescovi. Invece, abbiamo dovuto sentire il Papa che addirittura nel discorso finale arriva a dire che “la Chiesa, insieme ai suoi figli fedeli, è anche vittima” dei crimini della pedofilia. La Chiesa vittima?
Questo è troppo, pensavo che le vittime fossimo noi». Francesco Zanardi, vittima degli abusi di un sacerdote all’età di undici anni e oggi presidente della Rete L’Abuso è furente. Le conclusioni del summit avvenuto in Vaticano per contrastare gli abusi sessuali del clero sui minori sono a suo dire «ridicole». Quattro giorni fa lei assieme ad altre vittime ha incontrato il Comitato organizzatore del summit. Cosa vi siete detti? «La cosa più incredibile è che un membro del Comitato ci ha spiegato che loro vogliono intervenire, ma che le gerarchie non ubbidiscono. Una ragione in più per cacciarle via, dico io! I nomi dei vescovi insabbiatori li conoscono. Cosa aspettano?».

22feb/19Off

Don Vinicio Albanesi rivela: anch’io abusato dai sacerdoti

Articolo di Luca Kocci “Il presidente della comunità di Capodarco scuote il Sinodo mondiale voluto dal papa sulla piaga della pedofilia nella Chiesa”

«Anche io sono stato vittima di abusi in seminario da parte di preti». L’imprevista rivelazione davanti alle telecamere di Tv2000 da parte di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco e fondatore del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, scuote e introduce i lavori dell’Incontro mondiale sulla «Protezione dei minori nella Chiesa» cominciato ieri in Vaticano. «Mi sono salvato con questo pensiero – prosegue don Albanesi –: i vigliacchi erano loro e non io. Non mi sono mai sentito vittima, perché le persone malevoli, subdole e delittuose erano loro, adulti, presunti o veri educatori. Erano da mandare al diavolo, perché non erano degni. E tutto questo mi è rimasto dentro per cinquant’anni. Il messaggio di Cristo è un messaggio infinitamente propositivo. Sono a volte, non tutti per fortuna, alcuni ad averlo intristito e reso cattivo. Cristo ha difeso i bimbi, la samaritana, i ciechi, gli zoppi. Cristo ha guarito e c’è purtroppo invece chi con le parole provoca ferite e anche la morte».

17feb/19Off

Giordano Bruno, maestro di laicita’ dignita’ democrazia

Articolo di Maria Mantello (MicroMega online 16.2.19) “L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” come ogni 17 febbraio dalle ore 17.00, organizza in Campo de’ Fiori a Roma la cerimonia e il convegno in onore di Giordano Bruno per tenere vivo il pensiero e l’attualità di questo maestro di libertà, dignità, equità, che con la sua filosofia rivoluzionaria ha portato uno degli attacchi più formidabili al sistema di controllo politico, economico, sociale che ha nel confessionalismo religioso il suo alleato maggiore per creare e mantenere soggezione e rassegnazione.”

“”«È stoltissimo credere per abitudine, è assurdo prendere per buona una tesi perché un gran numero di persone la giudica vera», era solito affermare Giordano Bruno. Ed era la premessa per denunciare con forza l’abitudine al conformismo, che imprigiona la mente, che comprime l’intelligenza, che produce rassegnazione, soggezione, obbedienza passiva, riducendo a uno stato di servilismo che schiaccia dignità, autonomia, autodeterminazione. Un servilismo funzionale a determinare acquiescenza verso chi detiene il potere di controllo politico, economico, sociale. Contro tutto questo la filosofia di Bruno è un inno alla Libertà che richiede il rigore della conquista individuale e sociale. Ma la libertà fruttifica solo nella laicità: nemica del dogmatismo, dell’arroganza e del privilegio. Laicità che chiama all’impegno individuale e sociale per l’affermazione della dignità di ciascuno. Laicità che è baluardo contro i rapporti gerarchici di potere. Laicità che vincola lo Stato alla promozione dell’emancipazione dalla sudditanza mentale ed economica (di ciascuno e di tutti) affinché ognuno sia libero e proprietario della sua vita.

15feb/19Off

La lezione di Piero Gobetti su amore e antifascismo

Articolo di Sara Strippoli (Repubblica online 14.2.19) “Giornalista, filosofo, editore e antifascista, moriva il 15 febbraio 1926 lasciando Ada, l’amore della sua vita, e una eredità splendida di pensieri e scritti”

“”Al numero 60 di via XX Settembre, a Torino, a pochi passi da piazza San Carlo, non ci sono targhe. Nelle vetrine sotto il palazzo dove i genitori di Piero Gobetti avevano una drogheria, sono esposti i gioielli di un noto marchio che in questi giorni addobba le vetrine con grandi cuori rossi per San Valentino. Qui viveva anche Ada Prospero. Piero e Ada, 17 e 16 anni quando cominciano a frequentarsi. Lui “alto, magro, con una gran testa di capelli scaruffati biondo castani, un paio di occhiali di metallo sul naso aguzzo e occhi vivacissimi e penetranti dietro le lenti”, come lo descrive Carlo Levi. Il ritratto di lei è dell’antifascista Barbara Allason: “Una bimba deliziosa con le trecce sulle spalle, i grandi occhi pieni di fuoco, e tutto fuoco la parola, tutto ardore per i libri che le piacevano”. Nell’alloggio dove viveva con i genitori il 14 settembre lui scrive a lei, le chiede aiuto per trovare abbonati per il lancio del suo periodico studentesco Energie nuove, il primo. Un appello timido, autoironico ma già foriero del corteggiamento. Scopo del quindicennale, le scrive “destare movimenti d’idee in questa stanca Torino, promuovere la cultura, incoraggiare studi fra i giovani…

10feb/19Off

Foibe, la memoria corta degli italiani

Due articoli sulle foibe. LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Enzo Collotti (manifesto 10.2.19) “Se nello sterminio degli ebrei furono complici dei nazisti, nel caso delle foibe furono coinvolti da un insieme di circostanze più complesse, che solo la memoria corta degli italiani e l’ipocrisia di buona parte della classe dirigente hanno espulso dalla memoria collettiva”

“”A poco più di due settimane dal giorno della Memoria in ricordo della Shoah, gli italiani sono chiamati a celebrare con il giorno del Ricordo l’orrore e la tragedia delle Foibe. In entrambi i casi come vittime, ma in entrambi i casi come vittime non innocenti. Se nello sterminio degli ebrei furono complici dei nazisti, nel caso delle foibe furono coinvolti da un insieme di circostanze più complesse, che solo la memoria corta degli italiani e l’ipocrisia di buona parte della classe dirigente hanno espulso dalla memoria collettiva. Già altre volte abbiamo sottolineato le responsabilità del regime fascista nella snazionalizzazione degli sloveni e dei croati che dopo il 1918 vennero a trovarsi entro i confini dello stato italiano. Nel 1941 l’aggressione dell’Italia alla Jugoslavia e l’annessione violenta della provincia di Lubiana a Regno d’Italia contribuirono in modo decisivo alla dissoluzione dello stato Jugoslavo e alla apertura della fase storica che sfociò nella Jugoslavia di Tito. In ciascuna di queste fasi le autorità politiche e militari italiane, al di là di ogni problema geopolitico, si mossero nel presupposto che le popolazioni slave rappresentassero, come ebbe a dire nessun altri che Mussolini, una razza inferiore e barbara nei cui confronti fosse possibile e lecito imporre il pugno duro e purificatore dei dominatori. Le foibe si inseriscono in questo contesto e nella spirale di violenze che fecero seguito.

9feb/19Off

Ozon scuote la Berlinale con il caso dei preti pedofili

Articolo di Paolo Mereghetti (Corriere 9.2.19) «Grazie a Dio» del regista francese, tratto da una storia vera”

“”Berlino Sorpresa Ozon. Dopo gli ultimi film in cui si era perso nei labirinti mentali dei suoi protagonisti, il regista francese cambia registro: Grâce à Dieu (Grazie a Dio, nel senso di «per fortuna»: chi lo vedrà, capirà), in concorso per la Francia alla Berlinale, è un film lineare nella sua classicità stilistica e preciso nel suo obiettivo. Ricostruisce la denuncia che Alexandre Guérin (Melvil Poupaud) si era deciso a fare contro padre Preynat, che aveva approfittato di lui durante la fanciullezza, a sua volta all’origine nel 2015 dell’associazione La Parole Libérée (La parola liberata) che a Lione ha riunito chi aveva subito le stesse avances dal medesimo sacerdote, quando tra il 1970 e il ’91 aveva guidato un gruppo scout.