Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

17gen/190

Pedofilia, i gesuiti Usa rompono l’omerta’

Articolo di Paolo Rodari (Repubblica 17.1.19) “Svolta nella Compagnia”

“”CITTÀ DEL VATICANO A poche settimane dall’inizio del summit convocato da Francesco con diversi leader ecclesiali mondiali sulla pedofilia e la sua prevenzione, sono i gesuiti statunitensi a dare un segnale preciso nella lotta agli abusi che per convinzione dello stesso Francesco risulta essere ancora troppo deficitaria. Tutte le province americane della Compagnia, infatti, hanno da poco pubblicato un elenco con i nomi dei loro confratelli sui quali pendono accuse acclarate di abusi.
Si tratta di una svolta non da poco: da una Chiesa omertosa che tendeva a insabbiare e coprire a un’istituzione che trova la forza della trasparenza su accuse che, seppure non siano ancora arrivate a sentenza, restano comprovate.

8gen/190

Regioni in campo contro il ‘decreto sicurezza’

Articolo di Riccardo Chiari (manifesto 8.1.19) “Diritti negati. La Toscana ufficializza il ricorso alla Consulta. Piemonte, Umbria ed Emilia Romagna faranno altrettanto, anche Basilicata, Lazio e Sardegna sul punto di muoversi. Impugnati davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 1 e l’articolo 13 del “decreto Salvini”, quelli che cancellano la protezione umanitaria e l’iscrizione anagrafica. Porte aperte ai sindaci “disobbedienti”, per la decisione della Corte Costituzionale necessario circa un anno di tempo.”

“”Un fiume in piena. Al ricorso alla Consulta contro il ‘decreto sicurezza’ da parte della Toscana, ufficializzato con una delibera ad hoc, si sono aggiunte prese di posizione analoghe da parte di Umbria, Piemonte ed Emilia Romagna. Mentre Calabria, Lazio, Basilicata e Sardegna sono sul punto di muoversi. “Ci coordineremo con le Regioni e i Comuni che ci hanno chiesto di capire cosa stiamo facendo – tira le somme il presidente toscano Enrico Rossi – siamo già in contatto. Si sta creando un movimento davvero ampio. E nella delibera abbiamo puntualizzato che vogliamo rivolgerci ai Comuni: siamo a disposizione per consentire anche a loro il ricorso alla Consulta, perché possono farlo attraverso le Regioni, è stabilito per legge. Il ricorso sarà redatto dalla nostra avvocatura, quindi non spenderemo fuori niente, e inviato entro un mese. Poi sarà la Corte Costituzionale che si pronuncerà”. Fra circa un anno, osservano in proposito gli addetti ai lavori.

8gen/190

Nella terra di nessuno dei valori, l’ostentazione del disumano in assenza di opposizione

Articolo di Marco Revelli (manifesto 8.1.19) “Ricostruire un’articolazione tra l’opposizione morale – che resiste ma stenta a esistere – e un’opposizione politica che non c’è più e richiede una ricostruzione ab imis, diventa impellente e vitale”

“”Al punto più basso dei diritti umani nell’intera storia dell’Italia repubblicana, di fronte a un governo che alza come bandiera la propria ostentazione del disumano, dobbiamo constatare l’inedita assenza di un’opposizione politica. Opposizione morale sì, da parte di qualche sindaco coraggioso, di qualche vescovo fedele al vangelo, di qualche persona di buona volontà che non si arrende al deserto che cresce.
Ma sul piano politico il vuoto. Anzi un pessimo pieno, con una destra (FdI e FI) che sul terreno delle politiche securitarie e migratorie tende a scavalcare a destra la peggior destra di governo proponendo blocchi navali e politiche segregazioniste (leggetevi Libero e Il Giornale se siete di stomaco forte).

8gen/190

Morto l’italiano che combatteva lo Stato Islamico insieme ai curdi

Articolo di Giordano Stabile (Stampa 8.1.19)

“”La lotta all’Isis ha un suo caduto italiano. Non un militare ma un volontario della Brigata internazionale che combatte a fianco dei curdi sull’ultimo fronte del califfato, al confine fra Siria e Iraq. La sua morte, dovuta «a uno sfortunato incidente», è stata annunciata ieri sul sito dello Ypg, le “Unità a protezione del popolo” protagoniste della battaglia contro lo Stato islamico a Raqqa e in tutto il Nord-Est della Siria. Il combattente si chiamava Giovanni Francesco Asperti ed era originario di Bergamo. Il suo nome di battaglia, ha specificato lo Ypg, era Hiwa Bosco. Asperti è morto il 7 dicembre, a quanto pare in un incidente d’auto, «mentre era in servizio a Derik», vicino alla frontiera con l’Iraq. La località è conosciuta anche con il nome arabo di Al-Malikiyah e si trova subito dopo il posto di confine di Semalka, l’unico valico fra il Kurdistan iracheno e il Rojava, il Kurdistan siriano.

6gen/190

“Con le donne curde per combattere l’Isis Sono pericolosa? Una farsa all’italiana”

Intervista alla guerrigliera Eddi di Fabio Tonacci (Repubblica 6.1.19 “Con le donne curde per combattere l’Isis. Sono pericolosa? Una farsa all’italiana”

Sul profilo WhatsApp ha la foto di Anna Campbell, un’inglese femminista e combattente, morta ad Afrin nel marzo scorso. E questa frase di Anna, secondo Eddi, è la risposta buona a tante domande: «Se ami abbastanza il tuo popolo da lottare e morire per esso, allora sarai in grado di lottare o morire per tutti i popoli del mondo». Eddi, al secolo Maria Edgarda Marcucci, 27 anni, nata a Roma ma residente a Torino, è una e tante persone insieme: idealista, attivista No Tav (è stata denunciata più volte per le proteste a Chiomonte e Chianocchio) e del centro sociale Askatasuna, aderisce a #nonunadimeno, studia filosofia e lavora. A stento racconta la sua vita privata, ma della rivoluzione in Siria del Nord, del ruolo che hanno conquistato le donne laggiù, del Sogno, come lo chiama lei, non smetterebbe mai di parlare. È fatta così, prendere o lasciare. Eddi è stata la prima donna italiana ad arruolarsi con lo Ypj, la brigata femminile dell’esercito popolare curdo. Ha partecipato alla difesa di Afrin contro le milizie jihadiste «sostenute dalla Turchia», dice lei. Tornata in Italia, rischia di essere sottoposta a sorveglianza speciale perché la procura di Torino la ritiene «socialmente pericolosa». E questa è la prima intervista che concede a un giornale.
Secondo il magistrato, lei potrebbe utilizzare in Italia le competenze militari acquisite in Siria. Cosa risponde?

3gen/190

Orlando apre lo scontro: “Stop al decreto Salvini”

Articolo di Sandra Amurri e Giuseppe Lo Bianco (Fatto 3.1.19) “A Palermo “residenza anche agli irregolari”. Sindaci in trincea da Napoli a Milano
Orlando apre lo scontro: “Stop al decreto Salvini”

“”Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando lo definisce “disumano e criminogeno’’ e con una nota al dirigente dell’ufficio anagrafe sospende l’applicazione del “decreto sicurezza” nella parte in cui, “ma non solo’’, impedisce l’iscrizione all’anagrafe dei migranti non più in regola con il permesso di soggiorno. Gli replica Salvini a stretto giro: “Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare ‘disobbedienza’ sugli immigrati”. E annuncia una visita in Sicilia. Ma per Orlando il decreto “puzza di razziale’’, e la sua, dice, non è “disobbedienza civile’’, ma l’applicazione dei diritti costituzionali “perché non posso essere complice di una violazione palese dei diritti umani’’.

31dic/180

Citazioni e aforismi: Rivolta

””Chi è un uomo in rivolta? Innanzitutto  un uomo che dice NO.   Ma se rifiuta, non rinuncia: è anche un uomo che dice SÌ””

(Citazioni e aforismi di Albert Camus)

21dic/180

Il sogno del Papa: mai piu’ preti gay

Articolo di Marco Marzano (Fatto 21.12.18)

“”Il papato di Francesco, iniziato nel 2013, è entrato da tempo in una fase di completa paralisi, quasi scomparendo dalle cronache. Anche i suoi tanti apologeti sono ormai, dinanzi all’evidenza palmare del tramonto di ogni ipotesi riformatrice, sempre più spesso costretti ad un imbarazzante silenzio. La lettura del libro-intervista La forza della vocazione (conversazione con Francesco Prado, pubblicato da EDB) da pochi giorni in libreria conferma appieno la sensazione che da Santa Marta non ci si possa aspettare più nulla di buono. Il cambiamento della disciplina dei ministeri ecclesiastici è il punto più importante dell’agenda riformatrice, dal momento che riguarda sia il ruolo delle donne nella Chiesa che il regime del celibato obbligatorio del clero. Su tutto questo, nell’intervista del papa, si trova solo una stanca conferma della concezione tradizionale del sacerdozio cattolico e cioè di un modello anacronistico e ipocrita che pretende di fare di ogni maschio sacerdote un piccolo martire: totalmente dedito alla sua altissima missione, incorruttibile e gioiosamente capace di castrare ogni desiderio di affettività e di amore concreto per il prossimo.

17dic/180

La pedofilia cattolica dilaga

Articolo di Paolo Mastrolilli (Stampa 17.12.18) “Troppe cause, i boy scout Usa in bancarotta. Ma almeno all’estero se ne parla, e parecchio”

“”I boy scout, una delle icone della società americana, rischiano la bancarotta, colpiti dalle cause per molestie sessuali e dal declino delle iscrizioni. Il Wall Street Journal ha rivelato che hanno assunto uno studio legale per valutare il possibile ricorso alla procedura del «Chapter 11», allo scopo di proteggersi dai creditori, negoziare le compensazioni alle vittime, e cercare così di sopravvivere. Gli scout erano nati in Inghilterra, e nel 1910 l’editore di Chicago W.D. Boyce li aveva portati negli Stati Uniti, fondando i “boy scouts of America”. Il successo era stato immediato, favorito anche dall’aiuto dell’ex presidente Theodore Roosevelt, che voleva usarli per contrastare il declino dei valori fondanti del Paese. L’obiettivo iniziale era insegnare ai ragazzi il patriottismo, il coraggio e altre virtù, ma poi era stato aggiornato con l’intenzione di «preparare i giovani a fare scelte etiche e morali nel corso della loro vita, instillando in essi i valori del Giuramento dello Scout e della legge».

30nov/180

Una svolta per la verita’

Articolo di Tommaso Di Francesco (manifesto 30.11.18)

“”Il presidente della camera Roberto Fico ha annunciato ieri l’interruzione delle relazioni diplomatiche tra i parlamenti italiano ed egiziano fino a una svolta vera nell’inchiesta sull’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni; definendo poi «atto coraggioso» l’iscrizione nel registro degli indagati di 7 agenti dei servizi segreti egiziani da parte della Procura di Roma. Sarà pure un atto simbolico, ma a fronte di troppe menzogne e silenzi di tre governi, quelli a guida Pd di Matteo Renzi e poi di Gentiloni, e quello attuale gialloverde di Giuseppe Conte – non a caso contrariato dalla decisione coraggiosa di Fico – ha davvero il sapore di rottura per una svolta di verità. Con la quale Fico ha mantenuto la promessa d’impegno fatta alla famiglia Regeni. Perché finora dalle sedi del potere nulla era ed è venuto.