Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

16lug/180

L’arte che spaventava Hitler. Artisti in fuga da Hitler.

Articolo di Ada Masoero (Sole 15.7.18) “L’esilio americano delle avanguardie europee. Artisti migranti. La fuga negli Stati Uniti dei più innovativi esponenti delle avanguardie europee per sfuggire al nazismo e alle sue farneticazioni sulla creatività «degenerata»”

“”Erano passati poco più di due mesi dalla sua nomina a Cancelliere del Reich – il 30 gennaio 1933 – quando Hitler ordinò alle Squadre d’assalto di chiudere il Bauhaus, la scuola superiore d’arte e architettura allora diretta da Mies van der Rohe che, cacciata l’anno prima da Dessau – già in mano ai nazionalsocialisti – era stata riaperta in sordina, a Berlino, come scuola privata. Precauzione che non bastò a placare la sete di vendetta dei nazisti contro questa scuola che si presentava come una «cattedrale del socialismo» e minava i fondamenti stessi della grande arte, mischiandola con l’artigianato. Al Bauhaus avevano insegnato Kandinskij e Klee, Albers e Feininger, Schlemmer e Moholy-Nagy ma, agli occhi dei nazisti, quella scuola altro non era che una «cellula di sovversione bolscevica».
Sempre nel 1933 caddero le teste di 27 direttori di musei sgraditi al potere e furono rimosse dalle sale 16 mila opere avanguardiste che, opponendosi all’antico ordine classico, erano segno ai loro occhi di «degenerazione» culturale oltreché di «degrado» cerebrale dei loro autori. Moltissime sarebbero state messe al rogo sei anni dopo; altre invece furono conservate («speriamo di fare un po’ di soldi con questa spazzatura», dirà Goebbels): le più belle e importanti, come sapevano anche loro, tanto che alcune furono requisite da Göring per la sua residenza di caccia.

15lug/180

“Io sono perche’ noi siamo” Gli altri Mandela

Articolo di Carlo Baroni (Corriere 15.7.18) “Un secolo fa nasceva un uomo che non avrebbe trasformato solo il suo Paese ma un intero continente”

“”«Io sono, perché noi siamo». Camminando per le strade di Città del Capo — e di altre città sudafricane — non si può non imbattersi in parole, segni, immagini che richiamino Madiba. Come questa frase, un messaggio che contiene una delle più grandi eredità di Nelson Rolihlahla Mandela, nato cent’anni fa, il 18 luglio 1918, nel piccolo villaggio di Mvezo, in terra xhosa, e diventato una delle figure più luminose. «Io sono perché noi siamo» significa definire la propria identità nella relazione con l’altro e assumere responsabilità e sfide — anche quelle più grandi della libertà e della dignità, della riconciliazione e della democrazia — in un’ottica collettiva. Per il bene di tutti e di ciascuno. Attingeva alla visione africana bantu (ubuntu) ma era aperto ai tanti stimoli e influenze che gli sono arrivati dall’esterno. Lui che ha vissuto 27 anni in condizioni di detenzione è diventato simbolo di apertura, tolleranza, dialogo. La sua lotta contro l’oppressione e la discriminazione e per la giustizia e l’uguaglianza continua a essere di grande ispirazione per molti africani (e non solo). Ma sono pochi i «figli» africani di Mandela che — soprattutto nella politica — hanno saputo incarnarne concretamente lo spirito.
Thomas Sankara (1949-1987) A livello iconico, Thomas Sankara — che cambiò il nome del suo Paese da Alto Volta a Burkina Faso (letteralmente il «Paese degli uomini integri») — e ne fu presidente dall’83 all’87, resta ancora oggi una delle figure più carismatiche. Un riferimento per tutti coloro che continuano a sognare un’Africa libera da ingerenze esterne, neocolonialismo e imperialismo. Anche culturale.
Wangari Maathai (1940-2011) C’è un po’ di Sankara, oltre che di Mandela, anche nella figura di Wangari Maathai, prima donna africana Premio Nobel per la Pace nel 2004, scomparsa nel 2011.

12giu/180

Se le elites sono economiche e non culturali

Articolo di Carlo Freccero (manifesto 12.6.18)

“”Ho scritto sul manifesto del 5 giugno, che con l’adesione acritica alla terza via del neoliberismo la sinistra è diventata non l’antagonista del neocolonialismo globalista, ma addirittura, la sua maggiore fautrice. Aggiungendo che, in quanto sinistra, non può palesare le sue intenzioni. Un’esponente della destra come Trump può bombardare in nome della superiorità militare americana al grido “America First”. Una neocon liberal come Hillary Clinton o un buonista come Obama, devono trincerarsi invece dietro lo schermo dell’esportazione della democrazia. La sinistra del politicamente corretto si estingue perché non riesce più ad elaborare un pensiero critico. In questi anni ha creduto alla favola dei dittatori cattivi e, come unico rimedio, ha proposto l’accoglienza dei profughi, vittime non dalla guerra, ma dei loro stessi governanti. Ha fatto propria l’equazione fascismo = comunismo. Si è schierata sempre dalla parte sbagliata. Questo perché la terza via non è che l’espressione del pensiero unico per cui tutto il resto è totalitarismo. Di questo pacchetto di riforme dell’originario pensiero di sinistra, fa parte l’idea che la democrazia preveda una frattura popolo/élites, e che le élites debbano guidare un popolo incapace di autodeterminazione.

6giu/180

La sinistra ridotta a pensiero unico delle elites

Articolo di Carlo Freccero (manifesto 6.6.18) “Populismo. Sono stupefatto di vedere che il buonismo di sinistra si limita all’accoglienza ma non si pone mai il problema delle cause. Perché ci sono oggi tanti migranti? Perché siriani e libici che fino all’intervento dell’Occidente godevano di un tenore di vita elevato, sono oggi profughi in terra straniera?”

“”La sinistra è oggi in crisi e si chiede come potrebbe parlare ai nuovi populismi per ricondurli nei binari di una democrazia elitaria che assomiglia più ad un’oligarchia che ad una democrazia in senso proprio. Viceversa, anche quando dice di voler ascoltare il malessere di cui i populismi sono espressione, la sinistra si trincera nei luoghi comuni del politicamente corretto. Mentre, secondo me, basterebbe un’autoanalisi oggettiva per capire le cose da un’altra angolazione. La domanda è cos’è oggi la sinistra e cos’era una volta la sinistra? Perché c’è stato un così radicale cambiamento? So già la risposta. Ci sbagliavamo. E se ci sbagliassimo adesso? In ogni caso riflettere su cosa sia stata la sinistra alle sue origini, contiene già la risposta al problema del populismo oggi. Prima il populismo di destra non c’era perché molte delle istanze del populismo di oggi erano a sinistra. E la crescita dei diritti del popolo non era considerata reazionaria, ma progressista. La grande frattura a sinistra inizia con la cosiddetta terza via e la resa completa dai progressisti nei confronti del neoliberismo. Da allora siamo immersi nel pensiero unico tanto da aver perso la memoria di noi stessi. Nel 1968 avevo vent’anni ed ero di sinistra. Cosa significava allora essere di sinistra? Credere nella lotta di classe e nella coscienza di classe. Nessuno pensava allora che nel popolo ci fosse qualcosa di sbagliato che le élites dovevano “raddrizzare” per il bene del popolo stesso. Era il popolo che, assumendo coscienza, poteva e doveva guidare la società. E questo concetto, prima che di sinistra, è democratico. Cos’è oggi essere di sinistra? Essere politicamente corretti. Accettare il pensiero unico in maniera acritica e credere, presuntuosamente che, in quanto detentrici del pensiero unico, le élites devono guidare un popolo ignorante e rozzo, irritante per la sua mancanza di educazione.

5giu/180

MicroMega 4/2018 – “Potere Vaticano. La finta rivoluzione di papa Bergoglio”

Da MicroMega mega online la presentazione dell’ultimo numero della rivista

“”Mentre mezzo mondo lo osanna, MicroMega va in controtendenza e dedica al pontefice un numero monografico – in edicola, libreria, ebook e iPad da giovedì 31 maggio – dall’eloquente titolo: “Potere vaticano. La finta rivoluzione di papa Bergoglio”. Un volume estremamente ricco di contenuti e con nomi di rilievo, nazionali e internazionali, che evidenza come a cinque anni dalla sua nomina non siano ancora state realizzate le riforme annunciate.
Non vi è alcun dubbio che ci siano alcuni segnali di cambiamento. Con Francesco, per esempio, come documenta il saggio di Claudia Fanti, una corrente teologica che ha posto il povero come soggetto di diritti è finalmente stata rispolverata ma nello stesso momento, come sottolinea Emiliano Fittipaldi, il pontificato di Bergoglio ha mostrato sviste, errori, scandali, per opere e omissioni, e profonde contraddizioni che hanno minato le riforme per le quali era stato eletto in Conclave.

5giu/180

La Borsa ha i suoi criteri. Non dovrebbero essere i nostri

Articolo di Federico Rampini (Repubblica.it 31.5.18)

Com’è accaduto che lo spread Btp-Bund sia diventato la Linea Maginot dietro la quale la sinistra italiana è asserragliata, il baluardo a cui si aggrappa in questa tempesta istituzionale? È normale che lo slogan dei progressisti sia “attenti al giudizio dei mercati”? Rifiutare il piano B dell’uscita dall’euro significa sdraiarsi sull’austerity germanica? Proprio quella che abbiamo criticato per anni?
Capisco che abbia suscitato tante passioni l’Amaca di Michele Serra, in cui ha rifiutato l’alternativa tra “governo dei mercati e governo del popolo”. Molti di noi si sentono stritolati in questa opzione. Ci sentiamo traditi da una sinistra che fa di tutto per dar ragione a chi la descrive come establishment. Chi commenta l’indice Mib come fosse un giudizio divino sembra dimenticare che in altre circostanze la Borsa premia le aziende che tagliano i costi licenziando o ingrassano i profitti eludendo le imposte nei paradisi fiscali. La Borsa ha i suoi criteri. Non dovrebbero essere i nostri.

2giu/180

Duecento milioni per quattrocento vittime

Articolo di Paolo Rodari (Repubblica 2.6.18) “Preti pedofili, la Chiesa paga maxi risarcimento negli Usa”

“”CITTÀ DEL VATICANO Un’altra strabiliante vittoria da parte di Jeff Anderson, il noto avvocato americano che ha difeso con successo diverse vittime della pedofilia del clero. L’arcidiocesi di St. Paul e Minneapolis, infatti, ha annunciato un accordo di 210 milioni di dollari con 450 vittime di abusi sessuali commessi da preti. Si tratta del secondo risarcimento più alto nella storia dopo quello di Los Angeles del 2007 — 508 vittime per un totale di 660 milioni di dollari esborsati — e che porterà non solo a dover effettuare raccolte di fondi nelle parrocchie, ma soprattutto costringerà alla vendita di diversi immobili ecclesiastici. È stato proprio Anderson, che iniziò difendendo le vittime di padre Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, e fra loro di uno dei figli biologici di Maciel, Raúl González Lara, a spiegare nelle scorse ore che i soldi andranno in un fondo per pagare i sopravvissuti degli abusi che sono stati perpetrati contro minori da sacerdoti nei decenni passati. Nella diocesi di Minneapolis si parla da tempo di questi crimini.

1giu/180

“La politica e’ cultura” La scuola secondo Gramsci

Articolo di Simonetta Fiori (Repubblica 1.6.18) “Il filosofo: “Tutti devono avere la possibilità di diventare uomini”

“”Nella Gramscimania che dilaga dall’Oceano Pacifico all’Atlantico, la riflessione sulla scuola è rimasta incomprensibilmente sullo sfondo. E il merito del saggio di Giuseppe Benedetti e Donatella Coccoli è aver orientato un fascio di luce su questo aspetto ignorato anche dalla più recente letteratura pedagogica (Gramsci per la scuola. Conoscere è vivere, L’asino d’oro, con una prefazione di Marco Revelli).
La grande intuizione di Gramsci fu comprendere che dalla scuola si misura il livello di civiltà di un Paese. E certo non deve sorprendere il peso da lui affidato alla più importante istituzione culturale, motore di quella conoscenza a cui il pensatore sardo attribuiva un ruolo fondamentale nel processo di crescita personale e collettiva. Grazie a un’accurata ricerca in un materiale sterminato – tra scritti giornalistici, Quaderni, lettere dal carcere e prima del carcere – i due autori sono riusciti a restituire organicità a una riflessione frammentata, ricomposta lungo un percorso che parte dall’analisi del pensiero critico come chiave del cambiamento del mondo per arrivare al centro della questione che investe non solo l’istituzione scolastica ma anche i buoni e cattivi maestri incontrati da Gramsci nel corso della sua vita studentesca e il Gramsci educatore, l’intellettuale naturalmente vocato alla formazione proprio perché capace di ascoltare.

26mag/180

La critica all’Europa, non solo ombre nel contratto Lega-M5S

Articolo di Geminello Preterossi, ordinario di Filosofia del diritto e di Storia delle dottrine politiche all’Università di Salerno (manifesto 26.5.18) “L’intervento. L’allarme rosso generalizzato su Savona è il segnale che si è toccato un nodo decisivo. Si mette in discussione l’assetto dell’eurozona e i danni causati alla democrazia”

“”Per inciso, dire ciò non significa negare che di politiche serie per la sicurezza e la legalità ci sia bisogno, così come che sia necessaria una gestione politica della questione dell’immigrazione, che non va da sé, e implica soprattutto politiche sociali di sostegno, inserimento e integrazione, per disinnescare la bomba sociale delle periferie-ghetto e delle guerre tra poveri. Ancora: un intervento sulle tasse è certamente giusto e augurabile per quello che riguarda i salari medio-bassi, ma la proposta del “contratto” premia i redditi alti, rovesciando un principio fondamentale, quello della progressività, fissato nella Costituzione (di cui giustamente si vuole affermare il primato, anche sui trattati europei, ma evidentemente non su questo punto). Così come si potrebbe proseguire nello specifico indicando omissioni (una su tutte, la reintroduzione dell’articolo 18), qualche genericità, e alcune proposte condivisibili come quella sull’acqua pubblica.
Ma ci sono due punti, nell’accordo di governo che si profila, che sono da considerarsi dirimenti, e in senso positivo: la messa in discussione per davvero del vincolo esterno (e nella prima bozza, che tanto scandalo ha suscitato, la cosa era detta in maniera ancora più chiara e netta); un intervento significativo sulla nuova questione sociale, contro disoccupazione e impoverimento, sul cui profilo complessivo si può discutere, ma che acquisisce un’indubbia valenza materiale e simbolica, attraverso l’introduzione del reddito di cittadinanza,

23mag/180

Vittime dei preti pedofili uniti: l’incubo della Santa Sede

Articolo di Andrea Valdambrini (Fatto 23.5.18) “Effetto domino. I casi in Australia e Cile, la volontà di condanna di tribunali e Vaticano

“”Giudicato colpevole, rischia fino a 2 anni di carcere per aver coperto abusi sui minori. Fa rumore la decisione del tribunale di Newcastle in Australia contro l’attuale arcivescovo di Adelaide, il 67enne Philip Wilson, condannato per aver insabbiato le violenze commesse da un collega sacerdote negli anni ’70 nella diocesi di Maitland, 130 chilometri a nord di Sidney. La decisione della corte australiana è significativa, non solo perché Wilson diventa il più alto prelato al momento condannato per questo tipo di reati da un tribunale ordinario. Ma soprattutto perché per chi ha subito violenza, ottenere giustizia è tutt’altro che scontato. Per almeno due ragioni: da un lato i responsabili vengono spesso pensionati o trasferiti – come nel caso del cardinal Bernard Law di Boston nell’apripista caso Spotlight, emerso nel 2003, che fu mandato a Roma. Dall’altro perché alcune Chiese, come quella Usa, scelgono la strada del risarcimento economico nei confronti delle vittime.