Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

26mag/19Off

Luciana Castellina, Rossana, Lucio, Luigi ed io. Gli scomunicati che il Pci voleva mandare in una trattoria

Intervista a Luciana Castellina di Carmine Fotia (Espresso 26.5.2019) “A 90 anni la comunista che fu espulsa dal Partito insieme ai compagni eretici è tornata alla politica candidandosi in Grecia. E racconta il suo ’ 69. Che sarebbe potuto finire tra i fornelli”

“”Fu un cambiamento radicale delle nostre vite: eravamo tornati ai nostri vent’anni, a quel ’48 di lotte e di speranze che era stato il ’68 della mia generazione. E così tra noi e i ragazzi del movimento scoccò la scintilla». Nel pomeriggio di una quieta domenica romana, Luciana Castellina, 90 anni appena compiu-ti, orgogliosamente comunista, candidata con la Lista Tsipras in Grecia alle prossime elezioni europee, nella penombra della sua bella e silenziosa casa nel quartiere Parioli, dove vive da sempre, con il piccolo cane Fefè accovacciato accanto a me, un bicchiere di vino bianco e qualche fetta di salame, ricorda i fatti che cinquant’anni fa portarono lei e un altro gruppo di pazzi a fondare la rivista “il manifesto” che ha segnato, comunque la si giudichi, la storia della sinistra e del giornalismo italiani. Del gruppo dei fondatori sono rimasti lei e Rossana Rossanda. Due straordinarie ragazze del secolo scorso, per citare il titolo dell’autobiografia di Rossana. In quel fatale 1969 la scintilla che aveva dato vita al ’68, dalle università, dalle fabbriche, dalla Cecoslovacchia invasa dai carri armati sovietici, portò l’incendio nel cuore del più grande partito comunista dell’Occidente, aprendo una discussione non solo sulla necessità di rompere ogni legame con il regime sovietico, ma anche sui caratteri del capitalismo italiano e sulla strategia del partito comunista di fronte alle nuove lotte operaie e studentesche.


22mag/19Off

Il rigore della speranza

Articolo di Sergio Bologna (manifesto 21.5.19) “Vogliamo tutto. Nanni Balestrini scrisse anche «L’orda d’oro»: è il lavoro che portò a termine insieme a Primo Moroni nell’anniversario del ’68, vent’anni dopo”

‘Se qualcuno di noi, sociologo, storico orale, giornalista, avesse nel 1969, in pieno autunno caldo, intervistato Alfonso Natella noi avremmo oggi in archivio una delle tantissime testimonianze conservate come un bene prezioso ma che pochi leggono. Consegnata, quella testimonianza, a uno scrittore, a un poeta come Nanni Balestrini, è diventata un simbolo inestinguibile dei valori del ’68 operaio e non solo. La potenza del linguaggio letterario si esprime in Vogliamo tutto con quella valenza universale che riesce a condensare storia e memoria, utopia e iperrealismo, calcolo e speranza.

28apr/19Off

La Chiesa, la pedofilia e quel tabu’ del celibato

Articolo di Alexander Stille (Repubblica 28.4.19)

“”La chiesa cattolica mentre tenta di affrontare lo scandalo dei preti pedofili — dibattendo le misure da prendere in caso di abuso sessuale e le responsabilità dei vescovi — si rifiuta di affrontare il problema di fondo: il fatto che l’istituzione del celibato è fallita. Secondo alcune ricerche, molti preti sono sessualmente attivi, chi con donne, chi con altri uomini, chi con minori. Un clero che ha tanti scheletri negli armadi non è in posizione favorevole per disciplinare i casi di predazione sessuale. Prendiamo il caso dell’arcivescovo americano Rembert Weakland: ha fatto pagare sottobanco circa 450 mila dollari a un suo amante ( un uomo adulto) per farlo tacere; allo stesso tempo ha minimizzato il problema dei preti pedofili, trasferendoli in altre diocesi (come facevano tutti allora) senza cacciarli dal clero o denunciarli alle autorità. È difficile dire se il suo segreto personale ha influito nella sua gestione dei preti predatori ma certamente l’ha reso letteralmente ricattabile.

22apr/19Off

Emanuele Macaluso “Non mi manca il Pci, mi manca la sinistra”

Colloquio di Emanuele Macaluso con Antonio Gnoli (Repubblica 21.4.19) “Si avvicinò ai comunisti mentre era ricoverato in sanatorio. Di quel partito è stato fra i massimi dirigenti. Qui racconta la crisi ungherese, gli errori di Togliatti, il litigio fra Sciascia e Berlinguer. Poi Vittorini e Guttuso. E le tante donne di una vita “Sento il vuoto delle persone dei gesti e delle intelligenze. Qualche giorno fa ho festeggiato i 95 anni. Ero lì e pensavo ai pochi della mia generazione rimasti, come Giorgio Napolitano. Non so se avrò il tempo di vedere un nuovo schieramento progressista”

“”Quasi trequarti di secolo trascorsi vivendo, pensando e ripensando il comunismo. Gran bella idea, gran bella condanna. Verrebbe da dire pensando a Emanuele Macaluso. Da un mese ha compiuto novantacinque anni, vive in un piccolo appartamento a Testaccio, un tempo considerata la zona più autentica di un certo modo di essere romani. Emanuele è nato a Caltanissetta, la città degli angeli e delle miniere di zolfo. Fu quel mondo a strapparlo dai sogni di adolescente e a spingerlo dentro alle grandi problematiche sociali: «Durante i mesi trascorsi in sanatorio conobbi il primo compagno. Fu lui a introdurmi al comunismo.

12apr/19Off

Si riapre il processo al Concilio Vaticano II

Blog di Massimo Faggioli, Professore di Storia del Cristianesimo, Villanova University (HuffPost 12.4.19) “Ratzinger pone (erroneamente) gli anni ’60 e quel Concilio all’origine della decadenza morale nella chiesa, in una evidente differenza con papa Francesco”

“”Benedetto XVI ha rotto il proprio silenzio sugli abusi sessuali, e in modo del tutto irrituale. La sera del 10 aprile 2019, a sei settimane dalla conclusione del summit vaticano sugli abusi sessuali convocato da papa Francesco, in una fase critica per la chiesa cattolica alle prese con un scandalo di dimensioni globali ed epocali, il “papa emerito” ha fatto conoscere il proprio pensiero sulla genesi del fenomeno in un lungo saggio (oltre cinquemila parole) inviato ad alcuni mass media cattolici online, che sono da sempre vicini al suo entourage e ostili a papa Francesco. Il saggio di Benedetto XVI si può dividere in due parti. La seconda parte, quella teologica, è una riflessione sulla natura spirituale della chiesa, che sottolinea le analogie con l’approccio di papa Francesco alla crisi degli abusi sessuali: non può essere risolta soltanto con una mentalità burocratica e giuridica, ma anche e soprattutto come lotta a un male spirituale che si rivela sotto forma di abusi sessuali di minori e nella complicità della chiesa coi colpevoli di questi atti criminali.

13mar/19Off

Il cardinale Pell condannato a sei anni: colpevole di abusi sessuali su minori, “crimini efferati”

Articolo di Maria Antonietta Calabrò (HuffPost 13.3.19) “La sentenza nel sesto anniversario dell’elezione di Francesco, Sentenza mite del tribunale australiano, rischiava fino a 50 anni di prigione. Dovrà stare in carcere per tre anni e otto mesi”

“”L’ex “tesoriere” del Vaticano, il cardinale George Pell, è stato condannato a 6 anni di carcere, in Australia. Una sentenza tutto sommato mite, se confrontata al rischio massimo di 50 anni di prigione previsto per i 5 capi di imputazione per abusi sessuali su minori di cui è stato ritenuto colpevole. Ma si tratta di fatto, quasi di una sentenza “a vita” come ha sottolineato dal Chief Justice Peter Kidd , guardando il condannato, nell’udienza che si è svolta alle 10 di mattina del 13 marzo, quando in Italia era scoccata da poco la mezzanotte. Vista l’età di Pell, 77 anni e visto che non potrà uscire dal carcere sulla parola, prima di aver scontato 3 anni e otto mesi. Pell, che è stato registrato a vita come sex offender, è rimasto impassibile. Era vestito con il suo solito vestito grigio, ma senza il colletto sacerdotale.

5mar/19Off

Abusi sessuali del clero

Articolo di Giorgio Salsi (NON MOLLARE, quindicinale  Critica Liberale 5.3.19)

“”Può una associazione laica, dopo aver letto articoli stampa sul vertice appena concluso relativo agli abusi sessuali del clero, esprimere un suo modesto giudizio? Una associazione, tra l’altro, che ha al proprio interno vari estimatori di Papa Francesco di cui ha anche apprezzato il notevole discorso politico “Terra, Casa, Lavoro” raccolto in un libro distribuito (udite!) come supplemento del Manifesto.
Come hanno sottolineato in molti, il vertice è stato deludente. Non soltanto per quello che hanno dichiarato i rappresentanti delle vittime sulla mancanza di provvedimenti concreti “… Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Ci aspettavamo di più. Siamo delusi… ”. E neppure – anche se lo condividiamo pienamente – per quanto affermato recentemente in un fondo giornalistico dall’intellettuale cattolico Alberto Melloni “… la vicenda Pell conferma che per tutti, vittime, carnefici, Chiesa, la cosa migliore che si può fare è lasciare che sia la giustizia dello Stato di diritto a valutare accuse e comminare pene che non possono mai essere sostituite da un ricorso al tribunale ecclesiastico …”

28feb/19Off

“Laicita’ e pensiero critico contro le fake news e per una cittadinanza consapevole”


Seminario di formazione per giornalisti
“Laicità e pensiero critico contro le fake news e per una cittadinanza consapevole”
Promosso da Giornate della laicità e Arci Umbria, in collaborazione con
Ordine Regionale dei Giornalisti dell’Umbria
data 22 febbraio 2019 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 (numero crediti 6)
Presso: sala comunale Palazzo Cesaroni di Perugia

Argomenti:
Le fake news prosperano dove dominano obbedienza, conformismo, pregiudizi e luoghi comuni. Trovano il più efficace contrasto in una cittadinanza consapevole, indipendente, matura, responsabile e dotata di spirito critico e autonomia morale. Da qui l’esigenza della diffusione nel nostro Paese del pensiero laico e di una metodologia scientifica/ analitica.

26feb/19Off

Il Papa: basta coprire i pedofili. Ma le vittime: sono solo parole’

Articolo di Paolo Rodari (Repubblica 25.2.19)

“”“CITTÀ DEL VATICANO Dice «mai più insabbiamenti sugli abusi sessuali». E promette la pubblicazione di una nuova legge in merito, insieme a un vademecum e a una task force per proteggere i minori, il tutto partendo dalle “Best Practices” formulate sotto la guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma le vittime insorgono: «Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Ci aspettavamo di più. Siamo delusi». Il summit in Vaticano dedicato agli abusi sessuali del clero si chiude con un lungo discorso del Papa che indispettisce le vittime per la mancanza di provvedimenti concreti. E a poco valgono le parole di padre Federico Lombardi, moderatore del summit, che annuncia misure nel prossimo futuro, in particolare un testo papale in forma di Motu proprio. «Abbiamo ascoltato questi impegni per ” affrontare gli abusi” molte volte prima.

25feb/19Off

“Bisognava cacciare subito qualche vescovo cosi’ la Chiesa non e’ credibile”

Intervista a Francesco Zanardi di P.R. (Repubblica 25.2.19)

«Noi vittime ci aspettavamo un finale differente. Quantomeno l’annuncio del licenziamento di diversi vescovi. Invece, abbiamo dovuto sentire il Papa che addirittura nel discorso finale arriva a dire che “la Chiesa, insieme ai suoi figli fedeli, è anche vittima” dei crimini della pedofilia. La Chiesa vittima?
Questo è troppo, pensavo che le vittime fossimo noi». Francesco Zanardi, vittima degli abusi di un sacerdote all’età di undici anni e oggi presidente della Rete L’Abuso è furente. Le conclusioni del summit avvenuto in Vaticano per contrastare gli abusi sessuali del clero sui minori sono a suo dire «ridicole». Quattro giorni fa lei assieme ad altre vittime ha incontrato il Comitato organizzatore del summit. Cosa vi siete detti? «La cosa più incredibile è che un membro del Comitato ci ha spiegato che loro vogliono intervenire, ma che le gerarchie non ubbidiscono. Una ragione in più per cacciarle via, dico io! I nomi dei vescovi insabbiatori li conoscono. Cosa aspettano?».