Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

2nov/15Off

Otto per mille, Corte dei conti accusa: “Poco trasparente e favorisce la Chiesa”

Ilfattoquotidiano.it 2.11.15 "Per la magistratura contabile l'istituto manca della trasparenza e dei controlli necessari a garantire un'equa distribuzione delle risorse. Questo, insieme al "disinteresse" dello Stato per la propria quota, favorisce l'attribuzione dei fondi alla Chiesa cattolica"

""Scarso controllo, poca trasparenza e discriminazione tra i soggetti che ne hanno diritto a favore della Chiesa e dello Stato. La Corte dei Conti torna a scagliarsi contro il meccanismo dell’8 per mille. In una delibera appena pubblicata, la magistratura contabile elenca ancora una volta le criticità della gestione dell’istituto: “Il meccanismo che permette ai beneficiari di ricevere più dalla quota indistinta destinata ai possibili beneficiari che non dalle precise scelte dei contribuenti; la rilevanza dei contributi, che ha superato ampiamente il miliardo di euro per anno; la scarsa pubblicità dell’ammontare delle risorse erogate ai beneficiari” unita “al rilevante ricorso delle confessioni religiose alle campagne pubblicitarie”, con “il rischio di discriminazione nei confronti di confessioni non firmatarie di accordi”.
Tutto ciò è favorito, secondo la Corte, dall’assenza di controlli indipendenti e dallo “scarso interesse dello Stato per la quota di propria competenza, essendo l’unico competitore che non sensibilizza l’opinione pubblica sulle proprie attività e che non promuove i propri progetti”.

21ott/15Off

Costi e privilegi della Chiesa cattolica

L’amaca di Michele Serra (repubblica 21.10.15)

""Quando andavo a scuola gli esonerati dall’ora di religione erano pochissimi, quasi solo ragazzi ebrei o di famiglia comunista, mosche bianche che quando uscivano dall’aula era impossibile non notare. Molti decenni dopo capita, specie nel Nord e nelle grandi città, che in stretta minoranza siano gli studenti non esonerati (vedi l’articolo di Tiziana De Giorgio, “Repubblica” di ieri). Insegnanti nominati dalla Curia e pagati dallo Stato si ritrovano davanti a banchi vuoti, con sparuti drappelli ad ascoltarli. Sembrerebbe dunque capovolta l’aura minoritaria (e sottilmente discriminante) un tempo a carico degli esonerati, e adesso dei cattolici. In entrambi i casi risalta la radicale inopportunità di un’ora di scuola pubblica appaltata a una confessione religiosa. Una materia che — in sé, e qualunque sia il livello di apertura mentale del docente — crea dei separati in classe, è una materia “sbagliata”, fuori contesto e fuori tempo. Di cultura cristiana grondano, e per forza, l’intera nostra storia, arte, letteratura: e quella è materia di tutti e per tutti, credenti e non. Possibile che la Chiesa romana sia così debolmente convinta del proprio prestigio sociale e culturale da ritenere di dover mantenere un piede nella scuola pubblica? È una presenza costosa (per i conti pubblici) e controproducente: quanto sono considerate utili, anche dai non cattolici, le parrocchie e l’autonoma presenza della Chiesa nel territorio, così è mal sopportata la confusione tra Stato e Chiesa che l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche incarna. Retaggio del passato che non passa mai.""

12ott/15Off

Ora di religione, classi quasi vuote ma non si possono accorpare.

Articolo di Tiziana De Giorgio (repubblica online 12.10.15) "E' rivolta: "Privilegi anacronistici". Nelle scuole della Diocesi di Milano spesso si fa lezione a due o tre studenti, secondo le regole stabilite da Stato e Chiesa più di 30 anni fa. I presidi: "In tempi di spending review è un'ingiustizia sulla quale bisogna iniziare a riflettere"

""Quasi tutta la classe ha detto no all'ora di religione. E dietro ai banchi rimangono solo due studenti a cui fare lezione. È la scena che si ripete ogni settimana in una quinta del liceo classico Beccaria. Succede la stessa cosa al Virgilio: in una sezione del linguistico l'insegnante mandato dalla Curia (ma pagato come gli altri dallo Stato) fa lezione per un'ora davanti a due persone.
In un'altra ne trova tre, "lo scorso anno è capitato che ce ne fosse anche una sola", raccontano dalla scuola dove su 51 classi solo 11 contano più di 15 presenze durante l'ora di religione. È così per tantissime superiori milanesi, nei licei come nei tecnici e nei professionali. La Diocesi parla chiaro: anche se gli alunni che hanno scelto di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica sono meno di 15, "non sono ammessi accorpamenti". Unire gli studenti di più sezioni dello stesso anno per formare gruppi più numerosi, facendo coincidere l'ora, sarebbe considerato discriminatorio.

10set/15Off

Santissima evasione. Immobili, i 19 milioni di tasse che il Vaticano non vuol pagare

Articolo di Virginia Della Sala (Fatto 10.9.15)

""Il viaggio a Roma verso il Giubileo 2015. Strutture religiose che sono degli hotel (anche con piscina) non versano Imu,Tasi e Tari. Casa per ferie della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe, a Roma, quartiere Gianicolense. Le finestre sono chiuse,una telecamera che guarda il cancello e per entrare bisogna bussare. É la prima struttura dell’elenco fornito dal Comune di Roma (dopo mesi di richieste) al consigliere e presidente dei Radicali italiani Riccardo Magi, che contiene le strutture ricettive religiose della città. Quelle che si rifiutano di pagare Imu, Tasi e Tari, o almeno non lo fanno regolarmente. ù Le figlie di San Giuseppe – che alla casa per Ferie (prezzo medio per una singola, a notte, 45-65 euro) hanno anche annessa una scuola paritaria-dovrebbero pagare 442 mila euro di tasse. Hanno in corso un contenzioso con il Comune e per questo non vogliono parlare. La porta della struttura è trasparente, con uno stemma da albergo. C’è la reception, i tavolini e le sedie per aspettare. Statue di Santi, Vangeli e Bibbie disseminati in ogni angolo. Le suore ricevono in una sala con un divano e due poltroncine.

22ago/15Off

“Una parrocchia da commissariare”

Articolo di Roberto Saviano (Repubblica 22,8.15)

""GRange rumore per il funerale di Vittorio Casamonica. Ma sono scene che non dovrebbero sorprendere. Stupore per cosa? Perché un boss viene celebrato come un re? Perché il rito del funerale si trasforma in una oscena manifestazione di potere? Non bisogna farsi illusioni. La partecipazione di quella piccola folla nella periferia romana è stata sincera, non è stata costretta né spinta dalla curiosità per la morte di una celebrità o dalla voglia di partecipare a un evento. Si va ad omaggiare don Vittorio Casamonica perché don Vittorio anzi Zio Vittorio ha saputo "governare" il suo regno nascosto, è stato presente nelle vite di chi lo va a salutare. Le organizzazioni criminali sono strutture serie in grado di organizzare il consenso, mantenere la parola, distribuire ricchezze, intervenire nel momento in cui non solo gli affiliati ma il proprio territorio ha necessità. Nel vuoto dello Stato esiste un anti-Stato criminale che riesce a generare consenso tra la sua gente anche se il suo "governo" vuol dire estorsioni, usura, droga, violenza. È un anti-Stato in grado di portare soldi, e molti, ai capi ma anche diffusione di benessere e controllo del territorio. È paradossale dirlo, ma è vero: se domani l'economia criminale sparisse da questo Paese, il Paese ne avrebbe un contraccolpo non solo economico ma organizzativo. La classe dirigente mafiosa in Italia ha una sua terribile efficienza.

2ago/15Off

La Cassazione e l’inganno delle paritarie

Articolo di Maria Mantello (da periodico Libero pensiero e Micromega 2.8.15))

ensiero e micromega.net) "La sentenza della Cassazione sull’Ici per le scuole confessionali fa emergere che la definizione di “paritarie” non le trasforma in scuole pubbliche"

""Non bastano immagini sacre e cappelle annesse... e neppure possono sentirsi scudate dal paravento linguistico di scuole “paritarie”. Si tratta infatti di enti privati che erogano ai propri clienti – studenti un servizio a pagamento. Quindi, è un’attività commerciale e l’imposta sugli immobili la devono pagare. Questa la retta interpretazione dell’articolo 7, comma 1, lettera i, del decreto legislativo n. 504 del 1992, che indica tra gli esentati dall’imposta immobiliare “i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto”.
Dove starebbe allora l’iniquità delle sentenze 14225 e14226 della V sezione civile della Corte di Cassazione? Nessuna! Semmai bisognerebbe sottolinearne l’importanza nella lotta all’evasione fiscale, che sembrerebbe finanche presente nell’evangelico «dai a Cesare quel che è di Cesare!».

30lug/15Off

IMU, scuole confessionali esentasse? Contro la Costituzione e il buon senso

Articolo di Dario Predonzan (cronachelaiche.globalist.it 29.7.15) "La surreale protesta della Chiesa contro l'IMU, affiancata dai soliti politici sodali."

""Dopo le reazioni inviperite alla sentenza della Corte di Cassazione sull'obbligo anche per gli istituti scolastici parificati (per lo più confessionali e in grandissima maggioranza cattolici) di pagare l'IMU, merita ricordare alcuni fatti.
Primo: l'art. 33 della Costituzione (tuttora vigente, anche se molti nei partiti di governo e non solo vorrebbero "rottamarla") stabilisce che "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Dizione chiarissima, per chi lo voglia. Ci fu chi disse: «Il vostro parlare sia sì sì e no no. Il di più viene dal Maligno». Tuttavia, nella patria del Diritto - ma troppo spesso tomba della Giustizia - un qualche maligno deve essersi dato molto da fare, se da parecchi anni scuole ed istituti scolastici religiosi possono contare su sostanziosi contributi statali, che ammontano a quasi un miliardo di euro l'anno. Un fiume di denaro pubblico, cui si aggiunge una miriade di ulteriori contributi elargiti da Regioni ed enti locali.

29lug/15Off

ICI e Chiesa, lo scandalo della “legge uguale per tutti”

Articolo di Tobia Invernizzi (MicroMega 28.7.15)

""La normalità talvolta desta interesse, scalpore e persino indignazione. Si parla ancora una volta di tasse, uno dei temi più dibattuti e controversi della storia della Repubblica italiana, in un avvenimento che alcuni hanno già definito storico: la quinta sezione civile della Suprema Corte di Cassazione, il 20 maggio scorso, ha riconosciuto legittima la richiesta di pagamento dell’ICI dal 2004 al 2009 da parte di due istituti scolastici religiosi al comune di Livorno, condannandoli al pagamento degli arretrati di circa 420.000 euro. Per la prima volta in Italia due sentenze della Cassazione intervengono a chiarire definitivamente la questione a lungo dibattuta, nonostante la Corte fosse già intervenuta più volte con svariate sentenze (n. 5485 del 2008, n. 27165 del 2011, n. 4502 del 2012), dichiarando nella n.16612 del 2008 che «per integrare il fine di lucro è sufficiente l’idoneità, almeno tendenziale, dei ricavi a perseguire il pareggio di bilancio; né ad escludere tale finalità è sufficiente la qualità di congregazione religiosa dell’ente».

28lug/15Off

Otto per mille: Renzi dimentica di assegnare i soldi destinati allo Stato

Articolo di Anna Morgantini (fatto 28.7.15) "L'ultima ripartizione è quella fatta da Letta per i fondi 2009. Ma non è la prima volta che il governo si dimentica di assegnare l'Irpef devoluta dai cittadini alla diretta gestione statale per «scopi di interesse sociale o di carattere umanitario». In passato destinata da Berlusconi persino a scopi bellici e comunque non previsti dalla legge. Ora si parla di una riforma molto temuta dal Vaticano. In arrivo con la Legge di stabilità?"

""Otto per mille, arieccoci: è il solito caos. Ai primi di luglio il ministero dell’Economia ha reso nota la ripartizione delle donazioni effettuate dai contribuenti italiani nel 2011 ma che verranno erogate, coi soliti quattro anni di ritardo, proprio nel 2015: un miliardo alla Chiesa cattolica, 195 milioni allo Stato italiano, 40 ai valdesi, e spiccioli vari a buddisti, evangelici, luterani e altre confessioni religiose. Ma c’è chi è in clamoroso ritardo sul ritardo: la Presidenza del Consiglio. «Siamo a luglio, il tempo per presentare la dichiarazione dei redditi 2014 è scaduto e il premier Matteo Renzi non ha ancora reso nota la ripartizione dei 170 milioni dell’8 per 1000 versato dai contribuenti allo Stato nell’anno 2010», denuncia Raffaele Carcano, segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar).
Sul sito di Palazzo Chigi nessuno, infatti, ha ancora spiegato cosa intende fare il governo coi soldi devoluti dai contribuenti allo Stato ben cinque anni fa. L’ultimo decreto pubblicato riguarda la ripartizione, fatta da Enrico Letta nel 2013, dei fondi 2009. E questo è un problema. Grosso. Come da articolo 48 della legge istitutiva, la 222/85, l’8 per 1000 a diretta gestione statale dovrebbe avere «scopi di interesse sociale o di carattere umanitario»: lotta alla fame nel mondo, assistenza ai rifugiati, conservazione dei beni culturali, aiuti alle vittime di calamità naturali. Ma ad attendere con ansia la ripartizione ci sono stavolta anche presidi e insegnanti, visto che dal 2014 può beneficiarne anche l’edilizia scolastica, e sa il cielo quanto le scuole italiane avrebbero bisogno di interventi e manutenzione.

27lug/15Off

Tasse e scuole cattoliche, sacrosanta sentenza della Cassazione

Articolo di Franco Grillini (Criticaliberale.it 25.7.15)"stop agli insopportabili privilegi economici del vaticano in italia, la maggioranza dei cittadini è contraria come dimostra il referendum di bologna"

""La chiesa cattolica costa allo stato italiano 8 miliardi l'anno tra la truffa dell'8 per mille, finanziamenti alle scuole confessionali di ogni ordine e grado e da ogni istituzione pubblica italiana da Aosta a Palermo e pure all'estero, finanziamenti ai preti negli ospedali pubblici, il 7% oneri di urbanizzazione che ogni hanno vanno dalle disastrate comunali alle casse delle curie per gli edifici di culto, finanziamenti dal ministero degli interni agli edifici di culto, esenzione insopportabile e intollerabile delle tasse immobiliari su qualsiasi edificio di proprietà della Chiesa dove basta mettere un altarino e magicamente diventa "a fini religiosi" anche se è un capannone commerciale, un palazzo di appartamenti di lusso o di uffici di pregio o un albergo a 5 stelle ufficialmente "per pellegrini". Giganteschi privilegi che "affamano lo Stato italiano" sottraendo risorse ingenti con le quali si potrebbe istituire il reddito di cittadinanza e quegli ammortizzatori sociali di cui il nostro paese è notoriamente privo lasciando larghe fasce di cittadini in totale povertà.