Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

1ago/19Off

La storia insegna. L’ eterno ritorno dei cattivi maestri

Riportiamo un articolo scritto per Repubblica dallo storico Adriano Prosperi nel lontano 1.10.2008. Articolo successivamente riportato – assieme agli altri pubblicati dallo stesso autore e quotidiano nel periodo maggio ‘98 / settembre 2009 – nel volume Einaudi “Cause perse – un diario civile”, edito nel 2010, ma da leggere ancora oggi proficuamente. (Pubblicheremo qualche altro vecchio articolo di Prosperi, perchè la storia insegna)

“”All’ appuntamento col settimo decennale delle leggi razziali – ma sarebbe meglio chiamarle col loro vero nome, leggi razziste – l’ Italia, il suo governo, la sua scuola, ma anche larga parte della sua popolazione si presentano più distratti del solito, il che non è poco. Sono gli eredi politici del regime fascista, oggi al governo in Italia, che ne parlano. Lo fanno ricorrendo a un linguaggio di sapore religioso: si chiedono, col sindaco di Roma Alemanno, se quelle leggi furono il male assoluto. Il veleno dell’ argomento è scoperto, ingenuo. «Assoluto» è una parola che appartiene al linguaggio apocalittico dell’ ideologia nazista. Così quelle leggi vanno sul conto del razzismo nazista e il regime fascista è assolto da ogni colpa. La tendenza italica all’autoassoluzione è antica e ben nota. Ma è necessario fare i conti con le leggi razziste che operarono nell’ Italia di Mussolini dal 1938 al 1945. In questo settantesimo anniversario spinge a ricordarle non la minaccia di un ritorno dell’ antisemitismo e nemmeno quel razzismo volgare che oggi in Italia è prodotto e alimentato dalla paura dello straniero, dell’ immigrato: si tratta piuttosto di capire che cosa significarono allora quelle leggi nel mondo della scuola e nella cultura religiosa italiana. La ragione è semplice: le memorie di quegli anni parlano di una assenza di reazioni proprio nei luoghi che dovevano esserne più direttamente colpiti e più capaci di reazione – quelli della scuola e quelli della Chiesa.

17feb/19Off

Sovraccarico cognitivo: ricchi di informazione ma poveri di attenzione

Articolo di Annamaria Testa (dal suo sito nuovoeutile online 2.2019) “Parliamo di sovraccarico cognitivo (information overload) quando, come scrive il premio Nobel Herbert Simon, la ricchezza di informazioni genera una povertà d’attenzione. Il termine viene coniato nel 1964, dal sociologo Bertram Gross.”

BOMBARDAMENTO SENSORIALE. Non è sorprendente che sul tema esista una gran mole di ricerche: di fatto, stiamo affrontando un bombardamento sensoriale (e di conseguenza cognitivo) che non ha precedenti nella storia. Per dire: già nel 2008 L’università della California calcola che l’individuo medio sia esposto a 34 gigabyte di contenuti ogni giorno. E a un diluvio di oltre centomila parole.
SOLO 120 BIT. Consideriamo che la mente umana può elaborare un massimo di 120 bit di informazione al secondo. Non è poco, ma una normale conversazione da sola consuma circa un terzo di questa potenza di elaborazione. Che succede a tutto il resto dell’informazione, e a noi?
PRESTARE ATTENZIONE, FORSE. Sovraccarico cognitivo vuol dire che più cose abbiamo a cui stare attenti, meno riusciamo a prestare attenzione.

15mar/18Off

Convegno dedicato a Rodota’

Da Stampa 15.3.18

“”Da oggi a domenica si svolge a Torino “Legacy. Giornate in memoria di Stefano Rodotà”. Decine dei più autorevoli giuristi italiani chiamati a raccolta dallo Iuc (International University College of Turin), Collegio Carlo Alberto e università di Torino per interrogarsi su come ripensare i capisaldi del diritto civile alla luce della trasformazione tecnologica del capitalismo e sull’esigenza di una rilettura evoluta, anche in chiave sociale ed ecologica, dei rapporti tra privati e dello sviluppo urbano. Domani relazione introduttiva di Ugo Mattei, docente a Torino e Berkeley, che di Rodotà fu stretto collaboratore. Nel weekend le riflessioni di intellettuali, alte cariche dello Stato e docenti di diverse discipline sul futuro delle città. Conclusione domenica con una lectio magistralis di Paolo Grossi, storico del diritto e fino a un mese fa presidente della Corte costituzionale. In mezzo seminari e tavole rotonde e un fuori-programma, sabato al circolo dei lettori: un “concerto per Stefano” con il presidente emerito della Consulta Gustavo Zagrebelsky al pianoforte e il primo violoncellista del teatro Regio Relja Lukic.”"

20gen/18Off

“Io, da Auschwitz a senatrice a vita ma non dimentico e non perdono”

Intervista a Liliana Segre di Simonetta Fiori (Repubblica20.1.18) “Quando ho sentito il Presidente il puzzle della mia vita s’è rimesso a posto. Amore e dolore si sono composti. Non capita spesso Mi sono tornati tutti in mente. E mi sono riaffiorate tutte le persone offese, derise, violate, deportate che non hanno potuto raccontare”

«Ha presente quei vecchi puzzle a cui ci si affeziona? Quando ho sentito il presidente Mattarella, il puzzle della mia vita s’è rimesso a posto. Non capita spesso. Non sempre i pezzi d’un vissuto pieno di dolore ma anche di amore riescono a comporsi. Stamattina mi è successo questo». Liliana Segre è frastornata. La giornata è cominciata con la telefonata del presidente della Repubblica che la nomina senatrice a vita ed è proseguita tra squilli, visite, mazzi di fiori, soprattutto tanti ricordi: case, luoghi, volti che hanno segnato la sua storia di ragazza braccata, perseguitata, sopravvissuta per caso. «Non me l’aspettavo. Nei giorni scorsi il cerimoniale mi aveva parlato genericamente d’una decorazione, ma un incarico così prestigioso era fuori dalla mia immaginazione. Sono rimasta senza parole». Il padre perso ad Auschwitz, stesso destino per i cugini e gli adorati nonni paterni. «Mi sono tornati tutti in mente. E mi sono riaffiorate tutte le persone offese, derise, violate, deportate che non hanno potuto raccontare. Uomini e donne che amavano la patria e dalla patria sono stati degradati, sviliti a cittadini di serie B, consegnati alla Soluzione Finale. Quello Stato oggi non esiste più. Ma il gesto del presidente della Repubblica assume il significato di un risarcimento.
E insieme a me porta nel cuore delle istituzioni repubblicane anche le voci meno fortunate, le voci di chi non è tornato. Di quelli che non hanno una tomba e sono finiti nel vento».

29mar/17Off

Donne e potere

«Il diritto ad essere ascoltati è di cruciale importanza… Voglio esplorare le basi culturali della misoginia in politica o sul posto di lavoro e le sue forme… Voglio pensare di più su come e perché le definizioni convenzionali di “potere” che teniamo nelle nostre teste, hanno teso a escludere le donne».

Passando da Lisistrata ad Angela Merkel, l’accademica inglese Mary Beard non ha dubbi: le donne sono percepite come fuori dal potere e se ce la fanno, subiscono violenza di genere. È il caso di Hillary Clinton ridotta dai seguaci di Trump a Medusa, non un essere mitologico qualsiasi, ma l’essere mitologico per eccellenza «uno dei più antichi e potenti simboli di dominio maschile sui pericoli che la reale possibilità del potere femminile» rappresenta e non a caso la troviamo decapitata.

Cliccando qua sotto, si potrà vedere l’interessante video-lezione di Mary Beard su “Donne e potere” in lingua inglese e sottotitolata in italiano.

 

 

La video-lezione di Mary Beard

 

 

6nov/16Off

Il Pepe al Papa: “La militanza politica e’ solo passione”

L’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica ieri a Roma intervistato da Geraldina Colotti (manifesto 6.11.16) “Il tupamaro Mujica, ricevuto dai movimenti popolari e dal Vaticano per parlare di uguaglianza, sobrietà e tempo liberato: ‘Siamo prigionieri di una ragnatela che ti presenta le cose al contrario, dipendenti dal possesso compulsivo di oggetti. Per vivere una vita vera bisogna saper cadere e rialzarsi, e imparare dai propri errori. Per ricominciare occorre tenere alla larga chi fa politica per soldi e non per passione’

“”Ovazioni da stadio per l’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica. Lo abbiamo constatato in due momenti romani: al III Incontro mondiale dei movimenti popolari, invitati dal papa in Vaticano, e al Palladium di Garbatella, in una conferenza agli studenti organizzata dal vicepresidente della regione Massimiliano Smeriglio (sul nostro sito l’intervista) anche per l’uscita del libro Una pecora nera nel potere, di Andres Danza ed Ernesto Tulbovitz, edito da Lumi.
Un Mujica messianico, «filosofo e politico», ha detto Ignacio Ramonet, riassumendo la biografia dell’ex tupamaro: il profilo coerente di un uomo che ha compiuto un lungo percorso – dalla guerriglia, al carcere, alla politica legale, alla presidenza – sempre restando fedele a se stesso. «E così – ha scherzato il giornalista – adesso abbiamo due papi: il Papa Bergoglio e il … Pepe Mujica».

6ott/16Off

Neruda. Il gioco senza fine del poeta e del poliziotto

Articolo di Natalia Aspesi (Republica 6.10.16) “In sala il 13 ottobre l’“antibiografia” del Nobel firmata da Pablo Larraín che viaggia verso l’Oscar come miglior film straniero candidato dal Cile. Interpreta il poeta il grandissimo Luis Gnecco affiancato da un “tragico” Gael García Bernal alla ricerca di una personale rivincita sul mondo”

“”Baciato, abbracciato, toccato da chi lo ama, come senatore del partito comunista cileno e come meraviglioso poeta, Pablo Neruda entra nei gabinetti del Parlamento dove lo aspettano i colleghi che subito attacca definendoli “di merda”, offendendo il nuovo presidente González Videla, di cui ha curato la campagna, perché “traditore al servizio dell’America”. È il 1948, Neruda ha 44 anni, è già celebre nel mondo (vincerà il Nobel per la letteratura nel 1971) ed è un uomo grosso, molto stempiato, brutto, che fa impazzire le donne. «È obeso e ha messo per la prima volta le scarpe a 12 anni» lo offende un avversario, ricordando le sue origini popolari. Così inizia Neruda, il grande film del quarantenne cileno Pablo Larraín, che lo definisce un’antibiografia: storicamente e umanamente esatta ma esaltata da una geniale sovrapposizione di invenzioni simili a sogni, e dall’uso del colore spesso sfumato nei viola di una natura notturna stupenda e vuota.
In quell’anno il partito comunista cileno è messo fuori legge, 26 mila cileni privati del voto, i lavoratori in sciopero prelevati dall’esercito e rinchiusi in campi di concentramento, Neruda destituito dal ruolo di senatore, dichiarato nemico pubblico e traditore.

19ago/16Off

Deutsche Bank, ex manager che denuncio’ un falso in bilancio della banca rifiuta premio da 8 milioni della Sec

Da Fatto online 19.8.16 “Eric Ben-Artzi, in passato risk officer dell’istituto, ha declinato la ricompensa perché i vertici del gruppo tedesco non sono stati puniti. Secondo lui avrebbero dovuto pagare di tasca loro la multa da 55 milioni di dollari data dalla Sec”

“”Eric Ben-Artzi, ex risk officer di Deutsche Bank, ha rifiutato un premio da 8 milioni di dollari offertogli dalla Sec, l’authority statunitense di vigilanza sui mercati, per aver denunciato un falso nei bilanci dell’istituto. Il whistleblower, secondo il Financial Times, ha declinato la sua percentuale di ricompensa (in totale 16,5 milioni) perché i vertici del gruppo tedesco non sono stati puniti. Secondo lui la multa da 55 milioni di dollari comminata a Deutsche Bank, e su cui viene calcolato il premio per chi ha avvertito le autorità, avrebbe dovuto essere pagata dai manager – a sua detta i reali responsabili – e non dagli azionisti.
Non solo: Ben-Artzi ha ventilato l’ipotesi che le “porte girevoli” tra la Sec e la maggiore banca tedesca abbiano avuto un ruolo nella mancata punizione dei dirigenti. “I principali legali della Sec hanno avuto posizioni di vertice nell’istituto e hanno occupato poltrone nei posti più alti dell’authority anche mentre erano in corso le investigazioni sulle malefatte di Deutsche bank”. Tra gli altri, il manager ha fatto il nome di Robert Khuzami, un avvocato di Deutsche Bank che dal 2009 al 2013 è stato capo della divisione enforcement della Sec.
La Sec dopo la segnalazione ha verificato che l’istituto aveva falsato i propri conti relativamente alla valutazione delle posizioni in derivati. e si era resa responsabile di non aver disposto “controlli interni adeguati”.”"

24feb/15Off

OGM: i miti e la realta’ (Roberto Defez)

All’interno del ciclo di LEZIONI SULLA SCIENZA organizzate da Iniziativa Laica nelle scuole di Reggio Emilia, si è tenuta la lezione del Prof. Roberto Defez sul tema “Le biotecnologie alimentari e gli organismi geneticamente modificati: i miti e la realtà“.
Qui sotto potete vederne una breve documentazione tratta dal TG di Telereggio del 21 febbraio.

OGM: i miti e la realtà from Francobon66 on Vimeo.

26giu/14Off

Lezione di Gherardo Colombo sui valori della Costituzione: Persona e Costituzione (parte II)

LEZIONI SUI VALORI DELLA COSTITUZIONE

colombo

in collaborazione con il Liceo Magistrale “Matide di Canossa” di Reggio Emilia

PARTE II