Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

19mag/19Off

Dentro e oltre il partito

Articolo di Paolo Pombeni (Sole 19.5.19) sul libro “Partito e democrazia”, percorso della legittimazione dei partiti di Piero Ignazi, Mulino, Bologna, pagg. 440, € 38. “La documentata indagine dello studioso comincia dalla questione delle parti politiche nella Grecia e nella Roma dell’età classica sino alle organizzazioni di massa, per arrivare alla crisi di fiducia (irrisolta) di oggi.”

“”È un lungo viaggio intellettuale quello che Piero Ignazi affronta in questo libro: non si tratta solo della ricostruzione di una istituzione, il partito politico, che è presente in varie forme in tutta la storia dell’Europa occidentale, ma anche di una navigazione lungo la letteratura, storiografica e politologica, che nei decenni del Novecento e anche oggi ha cercato di misurarsi con l’interpretazione di questa fenomenologia. Un lavoro davvero imponente sia per la vastità del panorama preso in considerazione (quasi tutti i Paesi europei) sia per l’ampiezza degli studi di cui ha tenuto conto.

19mag/19Off

I “senza voce”

Articolo di Massimo Bucciantini (Sole 19.5.19) sul libro di Adriano Prosperi “Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento” “I «senza voce». Adriano Prosperi ci riportain un contesto remotissimo che abbiamo del tutto rimosso, ma che ci riguarda: vita e miseria nelle campagne italiane dell’800. Il mondo scomparso dei contadini”

“”«Chi preferisce vedere un’immagine sdolcinata dei contadini, vada per un’altra strada. Io sono convinto che alla lunga dia risultati migliori dipingerli nella loro rozzezza piuttosto che con la convenzionale leziosità. Un quadro di contadini non deve essere profumato». Era il 30 aprile 1885. Vincent Van Gogh aveva appena finito I mangiatori di patate, un quadro che ha segnato un momento di svolta nella sua vita e nel suo modo di dipingere. Theo, suo fratello, aveva appena terminato di leggere con entusiasmo Germinal di Zola e Vincent gli rispondeva da pittore-antropologo qual era, facendolo entrare in un altro mondo: un mondo di dolore e di sofferenza a lui del tutto estraneo. Questo quadro «volevo che facesse pensare a un modo di vivere del tutto differente rispetto al nostro, di persone civilizzate». «Bisogna dipingere i contadini come se si fosse uno di loro, come se si avessero i loro stessi sentimenti e pensieri».

17mag/19Off

“Ci sfruttiamo da soli” A colloquio con Ken Loach

Articolo di Anna Maria Pasetti (Fatto 17.5.19) “Sorry, We Missed You” – La pellicola potrebbe consegnare a Ken Loach la terza Palma d’Oro in carriera

“”Ken Loach si presenta con un braccio rotto perché “stavo combattendo i fascisti!” scherza con la consueta ironia. E con altrettanta consuetudine è invitato col suo nuovo film al Festival di Cannes, dove già vanta due Palme d’oro. “Non penso certo a una terza, già sono stati troppo generosi con me” ma Sorry We Missed You è un’opera che, vincesse un ulteriore premio, nessuno si scandalizzerebbe. Perché ci porta ancora una volta nei territori della verità più vera, quelli che Loach governa con maestria tuttora inarrivabile. Ambientato nella Newcastle dove già aveva situato I, Daniel Blake nel 2016, il film è un’esplorazione del mondo del lavoro, di come è cambiato, laddove i precari non sono più sfruttati dal “padrone” ma arrivano addirittura a sfruttare se stessi, spesso autodistruggendosi. “Una situazione totalmente intollerabile che naturalmente nasce da scelte politiche” chiosa il cineasta da sempre vate dei labour.

7mag/19Off

Ma quale Patria? Si chiama Matria ed e’ la nostra lingua

Articolo di Massimo Cacciari (Repubblica 7.5.19)

“”Dalla nostalgia di Enea per la terra perduta alle radici dell’Europa la vera appartenenza è nell’idioma. Come sapevano bene Dante, Machiavelli e Leopardi. Una dimora che va difesa da chi oggi la vuole ridurre a chiacchiera. Dove trovare la Patria? Dove porre sede e finalmente cessare di inseguirla? È questa la domanda di Enea da cui si origina l’Europa — domanda forse ormai totalmente dimenticata. Gli dèi hanno decretato che per l’eroe sarà l’Italia questa patria. Ma l’Italia gli fugge sempre. All’eroe fuggitivo risponde l’Italia che fugge. Come agli eroi avvenire fuggirà l’Europa: Dove essa inizia? Dove finisce?
Quante nazioni la abitano? Quali radici la sostengono? O il suo demone consiste proprio nel non averle, nel non potersi su nulla radicare? Aveva, sì, Patria Enea, anzi: la Patria, Troia. Ilio sacra è l’immagine della città perfetta, governata dal Re giusto e buono, abitata da chi ritiene massima virtù morire per la sua salvezza.

6apr/19Off

Ischia, il giardino della Mortella oggi e’ un sogno condiviso. La sua bellezza salvera’ il mondo?

Blog di Andrea Bocconi (Fatto 6.4.19)

“”Un musicista inglese, William Walton – sposato con Susana, una donna argentina appassionata di piante – compra nel 1949 due ettari di una collina scoscesa a Ischia, tutta rocce, terra vulcanica e mirto che nasce spontaneo ovunque. Lì costruiranno una casa che in realtà è corollario di un progetto grandioso, un giardino romantico, ricco di piante che arrivano da ogni parte del mondo. Chiamano per progettarlo Russell Page, famoso architetto di paesaggi. Per realizzare il progetto si prevedono dieci anni. Susana continuerà per altri 40.

7mar/19Off

Letteratura e saperi umanistici

Un aneddoto di David Foster Wallace, commentato da Nuccio Ordine (tratto da “L’UTILITÀ DELL’INUTILE” di Nuccio Ordine (Bompiani)

””Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – Salve, ragazzi. Com’è l’acqua. – I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa:  - Che cavolo è l’acqua?”” Foster Wallace

“”Lo stesso autore ci fornisce la chiave di lettura del suo racconto: “Il succo della storiella dei pesci è semplicemente che le realtà più ovvie, onnipresenti e importanti sono spesso le più difficili da capire e da discutere”. Come i due pesci più giovani, noi non ci rendiamo conto di cosa sia veramente l’acqua nella quale viviamo  ogni minuto della nostra esistenza . Non abbiamo coscienza infatti, che la letteratura e i saperi umanistici, che la cultura e l’istruzione costituiscono il liquido amniotico ideale in cui le idee di democrazia, di libertà, di giustizia, di laicità, di uguaglianza, di diritto alla critica, di tolleranza, di solidarietà, di bene comune, possono trovare un vigoroso sviluppo.” Nuccio Ordine

5mar/19Off

Why are we creative?

Recensione di Giancarlo Zappoli  del documentario presentato in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori di Venezia (domenica 2 settembre 2018)

“”In oltre 30 anni di incessante ricerca Hermann Vaske ha girato il mondo intero, incontrato le più diverse personalità, frequentato i festival di cinema, le mostre d’arte, i simposi internazionali per porre ad artisti e intellettuali la stessa domanda: “Perché siamo creativi?”. Alcune delle folgoranti risposte di vincitori del Nobel o dell’Oscar, protagonisti della scena e del cinema, furono presentate molti anni fa in una mostra. Adesso il viaggio è finalmente completato (temporaneamente) e il film vero e proprio vede la luce alla Mostra di Venezia. Tra i protagonisti: David Bowie, Ai Weiwei, Björk, Wim Wenders, Philippe Stark, Yoko Ono, John Hegarty, David Lynch, Yohji Yamamoto, Damien Hirst, Angelina Jolie, Nobuyoshi Araki, Quentin Tarantino, Bono, Nick Cave, Neo Rauch, Stephen Hawkins, il Dalai Lama, Peter Ustinov, Marina Abramovic, Diane Kruger, Julian Schnabel, John Cleese, Jimmy Page, Vivienne Westwood, Takeshi Kitano.

Ci sono idee solo apparentemente semplici che ci fanno pensare: “Avrei potuto farlo anch’io”. Questo è vero. Però l’ha fatto qualcun altro. È il caso di Vaske che ha avuto l’idea geniale di porre la domanda di cui sopra a un ampio spettro di personalità ottenendo risposte spesso illuminanti che spingono ognuno degli spettatori a riflettere sull’argomento.

3mar/19Off

Anticipazioni Giornate della laicita’

10^ edizione delle Giornate della laicità 3, 4 e 5 maggio 2019. Anticipazioni del Programma (possibili modifiche)

- Parola-chiave: Creatività
- Concept: La parola-chiave è stata scelta in quanto la creatività, intesa come atteggiamento mentale, ha molteplici legami con il pensiero laico, libero e critico, scientifico. Ed è sempre stata, ancor più lo sarà nel prossimo futuro, motore fondamentale dello sviluppo e del progresso umano. Ciò grazie alla preziosa e peculiare attitudine degli individui a scovare soluzioni nuove, a scoprire elementi e connessioni sconosciute, a sperimentare, inventare, innovare.
- Tema proposto ai protagonisti: “creatività, innovazione, cambiamento sbocciano dove prevale il pensiero libero e critico, scientifico, laico. Mentre trovano grandi ostacoli e difficoltà in contesti dominati da pregiudizi, conformismo, obbedienza, luoghi comuni, ipocrisia”.

Seminari di formazione per giornalisti

24feb/19Off

Il mio Kant libero, la filosofia e’ per tutti

Intervista con Maurizio Ferraris di Marco Bracconi (Repubblica 24.2.19)

“”Perché un ragazzo del liceo dovrebbe studiare filosofia? «Perché la mente non funziona come i sensi: un formaggio dal gusto forte anestetizza le papille e cancella quello più delicato. L’intelletto invece fa l’opposto: quando prova un pensiero forte, diventa più abile in tutto, anche nell’affrontare questioni accidentali, transitorie. Vuole un esempio? Leggere la Metafisica di Aristotele aiuta a fare un cruciverba, il contrario no». La filosofia serve. E serve ancora di più in tempi frenetici e cangianti. Per questo Maurizio Ferraris, il filosofo del nuovo realismo e della documedialità, è tornato al liceo. Non da studente, ma da autore di un pacchetto di manuali fortemente innovativi. Si chiamano Pensiero in movimento (Paravia, gruppo Pearson Italia): salti temporali e interdisciplinari, articoli di giornale, esercitazioni, simulazioni, app digitali e interviste allo stesso Ferraris. « La filosofia apre strade oltre sé stessa. Comprenderla vuol dire formare le competenze del futuro. Qualsiasi esse siano. Pensi a Sergio Marchionne o a Franco Tatò, manager globali, entrambi laureati in filosofia».

15feb/19Off

La lezione di Piero Gobetti su amore e antifascismo

Articolo di Sara Strippoli (Repubblica online 14.2.19) “Giornalista, filosofo, editore e antifascista, moriva il 15 febbraio 1926 lasciando Ada, l’amore della sua vita, e una eredità splendida di pensieri e scritti”

“”Al numero 60 di via XX Settembre, a Torino, a pochi passi da piazza San Carlo, non ci sono targhe. Nelle vetrine sotto il palazzo dove i genitori di Piero Gobetti avevano una drogheria, sono esposti i gioielli di un noto marchio che in questi giorni addobba le vetrine con grandi cuori rossi per San Valentino. Qui viveva anche Ada Prospero. Piero e Ada, 17 e 16 anni quando cominciano a frequentarsi. Lui “alto, magro, con una gran testa di capelli scaruffati biondo castani, un paio di occhiali di metallo sul naso aguzzo e occhi vivacissimi e penetranti dietro le lenti”, come lo descrive Carlo Levi. Il ritratto di lei è dell’antifascista Barbara Allason: “Una bimba deliziosa con le trecce sulle spalle, i grandi occhi pieni di fuoco, e tutto fuoco la parola, tutto ardore per i libri che le piacevano”. Nell’alloggio dove viveva con i genitori il 14 settembre lui scrive a lei, le chiede aiuto per trovare abbonati per il lancio del suo periodico studentesco Energie nuove, il primo. Un appello timido, autoironico ma già foriero del corteggiamento. Scopo del quindicennale, le scrive “destare movimenti d’idee in questa stanca Torino, promuovere la cultura, incoraggiare studi fra i giovani…