Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

19mar/19Off

Sentenza 203/1989 Corte costituzionale sul principio di laicita’

Citazione di Stefano Rodotà dal suo libro “Perchè laico, Laterza”  sul principio costituzionale e sulla sentenza della Coste costituzionale, mai attuati in Italia: … “l’analisi della realtà, la nuda forza delle cronaca mostrano quanto sia ancora arduo riconoscere nella discussione italiana l’accettazione piena di quel che scrisse, nella sentenza n. 203 del 1989, la Corte costituzionale sottolineando che “”il principio supremo della laicità dello Stato è uno dei profili della forma di Stato delineata dalla Carta costituzionale della Repubblica””. Incompiutezza dovuta in gran parte ad una logica di subordinazione a valori definiti fuori da ogni procedura democratica…”"

23feb/19Off

Viesti: “L’autonomia differenziata rompe l’unita’ nazionale. La riforma va fermata”

Intervista a Gianfranco Viesti di Giacomo Russo Spena (MicroMega online 22.2.19) “Stanno cambiando il volto dell’Italia e lo stanno facendo nel silenzio generale”. L’autore del libro “Verso la secessione dei ricchi?” spiega perché la riforma del governo è sbagliata sotto il profilo finanziario, di merito e di metodo: “È in pericolo l’universalità dei diritti. E più risorse a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna significano meno finanziamenti alle altre regioni, a ulteriore vantaggio del Nord”.”

“”“Stanno cambiando il volto dell’Italia e lo stanno facendo nel silenzio generale”. Gianfranco Viesti, docente di Economia all’Università di Bari ed autore del libro “Verso la secessione dei ricchi?” (Edizioni Laterza), è tra i più combattivi nel denunciare le nefaste conseguenze, se fosse varata, della riforma sull’autonomia regionale differenziata, provvedimento che il governo gialloverde ha annunciato e messo in cantiere. Doveva andare in Consiglio dei Ministri lo scorso 15 febbraio ma alcune frizioni tra il M5S, dubbioso sulla riforma, e la Lega hanno fatto slittare la data. Al momento sono tre le regioni richiedenti: Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. “Stiamo discutendo di norme che possono stravolgere il Paese; finora disponiamo delle richieste delle Regioni, disponiamo dei primi articoli di questa intesa governo/Regioni, disponiamo di alcune bozze che circolano informalmente, ma non esiste ancora la parte sostanziale che specifica il provvedimento” spiega Viesti.
Professore, ci può spiegare le ragioni per cui questo provvedimento metterebbe in pericolo l’unità nazionale?
Sono tre i motivi.

10feb/19Off

Il 170esimo anniversario dell’“immortale fantasma” della Repubblica romana

Articolo di Massimo Novelli (Fatto 10.2.19)

“”Il 9 febbraio del 1849, “a un’ora del mattino, si proclamavano il decadimento del potere temporale del Papa, e, conseguenza logica, la Repubblica. Da chi? Dall’Assemblea Costituente degli Stati romani. D’onde esciva la Costituente? Dal voto universale”. Così Giuseppe Mazzini, nel settembre del 1849, scriveva ai ministri di Francia, ricordando la nascita della Repubblica Romana che, agli inizi di luglio, era stata annientata dalle truppe mandate da Luigi Napoleone Bonaparte, futuro Napoleone III. Il 3 di luglio, dalla loggia del Campidoglio, era stata promulgata la Costituzione, la più avanzata d’Europa, che, come sarebbe stato scritto, dette “al popolo leggi giuste ispirate alla più pura democrazia”.
Durò poco l’avventura della Repubblica, con cui l’Italia, osservò Leone Ginzburg in pieno fascismo, “cominciò a scoprire la propria vocazione unitaria attraverso i giovani accorsi a Roma da ogni parte d’Italia a sacrificarsi con tranquilla consapevole serenità per la patria comune”. Dopo la fuga a Gaeta di Pio IX, spaventato dal programma liberale e nazionale propostogli, la giunta provvisoria di governo convocò l’assemblea costituente. Il 9 febbraio venne proclamata la repubblica e nominato un comitato esecutivo costituto da Carlo Armellini, Mattia Montecchi e Aurelio Saliceti, che a marzo cambiò con l’ingresso di Mazzini e di Aurelio Saffi. Alla fine d’aprile, a Civitavecchia, sbarcò il contingente francese inviato da Luigi Napoleone, presidente della Repubblica di Francia. L’assemblea della capitale decise di respingere i francesi e il corpo di spedizione borbonico, inseguito da Garibaldi. S’iniziò la gloriosa e drammatica difesa di Roma, che sarebbe crollata il 4 luglio. “La Repubblica romana è caduta”, scrisse Mazzini, “ma il suo diritto vive, immortale fantasma che sorgerà sovente a turbarvi i sogni. E sarà nostra cura evocarlo”.””

9feb/19Off

L’invasione brutale del senso comune

Articolo di Guido Caldiron (manifesto 9.2.19) “«La Lega di Salvini», di Passarelli e Tuorlo, per il Mulino. Come è nato un nuovo partito di estrema destra. «La crescente importanza della questione immigrazione nella retorica politica leghista – spiegano gli autori – è forse la dimensione che più di altre aiuta a cogliere questa trasformazione»”

“”Il politologo olandese Cas Mudde, uno dei maggiori studiosi internazionali delle «nuove destre», a proposito del voto europeo del maggio prossimo ha recentemente fatto osservare dalle colonne del Guardian che potrebbe trattarsi con ogni probabilità di «un’elezione spartiacque per i populisti di destra», passati già in molti paesi dall’agitazione anti-establishment alle pratiche di governo e che si accingono ora, nelle loro intenzioni, a ripetere l’operazione sul piano continentale. Mudde, da alcuni anni docente dell’Università della Georgia, che ha seguito l’evoluzione e le trasformazioni del radicalismo nero fino alla comparsa degli attuali movimenti «nazional-populisti» – sua la definizione del populismo come «una risposta democratica illiberale al liberismo antidemocratico» -, non ha dubbi nell’iscrivere, in questa prospettiva, la Lega tra i rappresentanti della più «classica» ideologia del radicalismo di destra contemporaneo, centrata in particolare sull’opposizione alla presenza degli immigrati, anche se considera, ancora, Salvini più come «un seguace che un leader», nel senso che, a suo giudizio, sta soprattutto «seguendo le orme di Le Pen, Putin, Orbán e Trump».

1feb/19Off

Cuperlo “Cambiare forte. Se no consegneremo il paese alle destre per anni”

Intervista a Gianni Cuperlo di Daniela Preziosi (manifesto 1.2.19) “L’ex deputato: gli M5S? Si è esaurita la loro funzione di argine alla Lega. Zingaretti cambi tutto, il consenso non viene dalle promesse fallite”

“” «La fotografia di Domenico De Masi è drammaticamente vera. Sbaglieremmo a sottovalutare i troppi segni di una deriva autoritaria». Gianni Cuperlo, ex deputato Pd, si riferisce a quello che il sociologo ha detto al manifesto due giorni fa: «La sinistra va lentissima, e invece la Lega corre, l’Italia è a rischio Brasile».
Per citare un vecchio slogan del manifesto, allarme son fascisti? È un termine che alcuni diffidano dall’usare. “Preferisco parlare di germi autoritari. Cos’è il richiamo a “farsi votare” se non usare la rappresentanza come manganello contro chi dissente dal governo, Banca d’Italia, magistrati o informazione? Sui migranti si è detto tutto. Aggiungo che in quel “prima gli italiani” c’è anche l’ideologia di sangue e suolo, tema risolto da Karl Kraus: dall’impasto di sangue e terra viene il tetano. E poi il culto dell’incompetenza, il rifiuto di un pensiero critico, il disprezzo per ogni diversità fino al censimento culturale degli scienziati e manie di machismo corredate dall’amore fanciullesco per le divise.”

30gen/19Off

De Masi: «Sinistra lenta, Salvini corre L’Italia finira’ come il Brasile»

Intervista aL sociologo Domenico De Masi  di Daniela Preziosi (manifesto 30.1.19) “Il professore: il leghista si è mangiato M5S, cita il fascismo e presto pretenderà Palazzo Chigi. Il ministro dell’interno è il leone che ha preso la gazzella e la sbrana un pezzo alla volta. Ma oggi non c’è alternativa: Renzi ha cambiato il Pd, finirà in milioni di schede bianche”

Ha studiato i 5 stelle, ha fatto ricerche per loro, ne ha apprezzato il potenziale. Poi per primo li ha avvertiti che se avessero fatto il governo con la Lega sarebbero finiti «mangiati». Il sociologo Domenico De Masi ha appena dato alle stampe «Il mondo è ancora giovane» (Rizzoli), una lettura carica di speranza. Con un’avvertenza finale, una condizione: «Se non andiamo a sbattere in un fascismo».
Professore, la Lega si è mangiata i 5 stelle, anche nella vicenda Diciotti si sono consegnati a Salvini? “Gli scontri ci sono tutti i giorni, ma ormai l’esito si può quantificare. All’inizio Salvini aveva il 17% e Di Maio il 33. Ora le parti sono inverse. Mai in Italia, forse al mondo, un partito ha raddoppiato i consensi stando al governo e in soli 8 mesi. Continuerà così. Salvini è il leone che ha preso la gazzella, la tiene ferma e se la mangia un pezzo alla volta.”
E dopo il banchetto? “Salvini esibisce il suo piano. Va in giro vestito da militare. Cita apertamente il linguaggio fascista: ’molti nemici molto onore’.

30gen/19Off

Ne’ elite ne’ gente, democrazia e’ unire la societa’

Articolo di Gustavo Zagrebelsky (Repubblica 30.1.19)

A nessuno è precluso l’ingresso nelle classi dirigenti ma nessuno è immune dalla caduta, valori e difetti sono divisi equamente. Per questo non ci sono patti tra alto e basso ma un continuo lavoro contro le divisioni. L’articolo di Alessandro Baricco ‘E ora le élite si mettano in gioco’ ha dato impulso a un dibattito intorno a quest’affermazione: tra le élite e la gente si è rotto “un certo patto”, e la gente adesso ha deciso di fare da sola. I commenti che ne sono seguiti hanno assunto queste proposizioni come punto di partenza obbligato. A me pare, tuttavia, che contengano qualcosa di ambiguo, forse di fuorviante. Provo a chiarire i perché di un disagio non solo concettuale. I termini élite, gente, patto e rottura del patto, fare da sé appartengono, mi sembra, a un linguaggio non adeguato al nostro tempo. La parola élite suggerisce l’idea di un ceto ristretto di “ottimati”, cioè di un’aristocrazia di “eletti” («molti sono i chiamati, pochi gli eletti»): élite viene da lì e indica la parte migliore, i pochi che si distinguono dalla parte peggiore, i molti.

28gen/19Off

La “sindrome diciannovista” in un mondo smarrito

Articolo di Giovanni De Luna (Stampa 28.1.19) “Dall’Italia all’Europa la violenza diffusa dalla guerra capitalizzata dalle destre”

“”Il 1919 propose al mondo una cronologia fitta di eventi, tutti all’insegna di una violenza politica irrefrenabile, seduttiva, eccessiva. Ed è quella violenza totalmente dispiegata a rendere (per ora) improponibili i richiami al diciannovismo che affollano le analisi sui sovranismi e i populismi di oggi. Allora c’era stata la guerra e la sua fine aveva visto crollare tutti i riferimenti politici, sociali, culturali del vecchio ordine ottocentesco. Era come se si fosse spalancato un immenso cratere in cui scomparvero imperi plurisecolari (la Russia zarista, l’Impero ottomano, l’Austria-Ungheria, la stessa Cina), forme di organizzazione politica e statuale, modi di vivere. Focolai di rivolta si accesero così ovunque ci fossero reduci restii a deporre le armi, un’utopia rivoluzionaria a incendiare gli animi, un demagogo pronto a inebriare le masse. Inoltre, un nuovo soggetto aveva fatto irruzione nel sistema politico internazionale, uno Stato, la Russia comunista, che deliberatamente si poneva come obiettivo il suo rovesciamento violento. E intorno alla bandiere rosse che sventolavano sul Cremino si raccolsero allora gli slanci rivoluzionari delle masse che il Novecento aveva scaraventato come protagoniste della storia.

25gen/19Off

Noi stiamo con le Antigoni

Manifesto disobbediente dell’Officina dei Saperi

“”Si ripropone, da secoli, ogni volta che insorge lo «stato di eccezione» – ovvero ogni volta che il potere politico esubera non solo rispetto all’ordine giuridico ma alle norme etiche o alla percezione di valori non scritti della civiltà – lo storico conflitto fra Creonte e Antigone, fra la Legge storica e la Legge naturale e umana della compassione e della pietà. Il conflitto è noto e gli dà voce l’immensa tragedia di Sofocle: da una parte le ragioni di Creonte, il tiranno di Tebe che, interpretando le leggi della città che impediscono sepoltura ai traditori, proibisce l’inumazione del ribelle Polinice; dall’altra le ragioni di Antigone, la giovane fanciulla sorella di Polinice che, vedendo il cadavere esposto al martirio dei corvi, disobbedendo alla legge, con rischio personale, sacrificando la sua felicità (è promessa ad Emone, figlio di Creonte), porta il corpo del fratello nella città e lo seppellisce.

25gen/19Off

I giudici: violata la legge per una battaglia politica

Articolo di Giovanni Bianconi (Corriere 25.1.19) “Ha imposto la sua linea. L’ordine diretto:«La direttiva data per ribadire la sfida alla Ue. Non c’erano motivi di ordine pubblico»”

“”«Il ministro ha agito al di fuori delle finalità proprie dell’esercizio del potere conferitogli dalla legge, in quanto le scelte politiche o i mutevoli indirizzi impartiti a livello ministeriale non possono ridurre la portata degli obblighi degli Stati di garantire nel modo più sollecito il soccorso e lo sbarco dei migranti in un luogo sicuro». Così i tre giudici del tribunale dei ministri di Catania — Nicola La Mantia, Sandra Levanti e Paolo Corda — riassumono l’atto d’accusa contro Matteo Salvini sul «caso Diciotti». Il titolare del Viminale continua a rivendicare la legittimità di una scelta politica derivante dal proprio ruolo, quindi insindacabile da parte dell’autorità giudiziaria, ma i giudici sono di diverso avviso: «Non è ravvisabile la scriminante ipotizzata, in quanto la decisione del ministro ha costituito esplicita violazione delle convenzioni internazionali sulle modalità di accoglienza dei migranti soccorsi in mari».