Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

31ago/19Off

Concluso il Sinodo valdese a trazione femminile

Articolo di Luca Kocci (manifesto 31.8.19) “Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. Alessandra Trotta è la nuova moderatora della Tavola. Tra i temi centrali dei lavori i migranti: «C’è un solo noi universale»”

“”Una Chiesa a trazione femminile. È quella che emerge dal Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi, concluso ieri a Torre Pellice (To) con l’elezione della nuova moderatora della Tavola valdese, la cinquantunenne palermitana Alessandra Trotta, avvocata civilista, diacona e metodista. È la prima volta che una metodista guiderà l’organo esecutivo delle Chiese metodiste e valdesi, unite da un patto di integrazione dal 1975. Ed è la seconda volta di una donna moderatora (finora c’è stata solo Maria Bonafede, dal 2005 al 2012). Ma è l’intera Tavola valdese ad essere «rosa», con cinque donne su sette, fra cui anche la vice-moderatora, la pastora valdese Erika Tomassone, eletta alla seconda votazione, dopo aver fallito il quorum alla prima. Una notizia che colpisce, se messa a confronto con la gerarchia della Chiesa cattolica, maschile per statuto. Ma non una sorpresa per le Chiese metodiste e valdesi, dove le donne da tempo ricoprono ruoli e responsabilità anche decisionali.

23ago/19Off

I ragazzi che fecero la Costituzione

Articolo di Alberto Asor Rosa (Repubblica 22.8.19) “L’ordinamento repubblicano affonda le radici nei principi dei tanti giovani che scelsero la Resistenza e la libertà. Una storia che non si può dimenticare”

“”Quando ho letto le prime trenta-quaranta pagine di questo libro di Giuseppe Filippetta, — L’estate che imparammo a sparare (Feltrinelli, pagg. 302, euro 22) — mi sono detto che sarei andato avanti fino alla fine come un treno. Si tratta, come risulta evidente anche dal titolo, della ricostruzione precisa e circostanziata, ampia ma anche facilmente interpretabile nei suoi significati più profondi, della lotta partigiana in Italia, dalle sue drammatiche e insieme esaltanti origini nel settembre 1943 alla sua conclusione, altrettanto esaltante, fra la primavera del 1945 e il lungo svolgimento del 1946.

19ago/19Off

I muscoli fragili del ganassa

Articolo di Gad Lerner (Repubblica 17.8.19) “Dal decisionismo condito di disprezzo ai toni più bassi delle ultime ore. Per la prima volta sperimenta come, in politica, la forza possa facilmente trasformarsi in debolezza”

“”In milanese viene detto “ganassa” chi esibisce virtù e muscoli di cui è sprovvisto, esponendosi a indecorosi dietrofront. Possibile che a Matteo Salvini sia bastato sbagliare i tempi della crisi balneare — ormai glielo rimproverano anche i leghisti, a cominciare dall’astuto Giorgetti — per rivelarsi un ganassa? Quasi che il profilo forzuto con cui era riuscito a imporsi sulla ribalta mondiale, contenesse in sé il germe di un’insospettabile fragilità? L’estremismo politico spesso si nutre del carattere impulsivo dei suoi leader. Velocità, decisionismo, spregiudicatezza tattica, sono le loro armi a doppio taglio: in caso di fallimento, si ritorcono contro. Così, il repentino passaggio dal proclama di Pescara («Chiedo agli italiani pieni poteri, senza palle al piede») al balbettio di Castel Volturno («Mai detto di voler staccare la spina al governo»), ha rivelato in Salvini una vertigine d’insicurezza che nessuna macchina propagandistica sarebbe in grado di mascherare. L’abbiamo intuito perfino nel modificarsi della gestualità e della postura dell’uomo autoconvocatosi in una notte di mezza estate alla conquista del potere: il passaggio dalla tracotanza rivestita d’ironia, a improvvisi singulti di commozione.

18ago/19Off

Appello. E’ in ballo il cuore di Vangelo e Costituzione

Appello di padre Alex Zanotellli (manifesto 18.8.19) “Ha ragione Papa Francesco a dire che certi discorsi gli ricordano quelli di Hitler! Mi appello ai giudici perché, nella loro autonomia, interpretino il decreto sicurezza bis dando priorità al principio della vita”

“”Quello che sta avvenendo di nuovo nel Mediterraneo con le navi Open Arms e Ocean Viking è uno spettacolo indecente, immorale e criminale. Il rifiuto del ministro dell’Interno Matteo Salvini di aprire i porti per accogliere queste due navi cariche di 500 rifugiati salvati in mare , esprime un cinismo e un disprezzo verso l’altro inaccettabile. Perché queste sono persone che fuggono da terrificanti lager libici, dalle torture, dagli stupri, da una guerra tra il generale Haftar e el Serraj, l’uomo forte di Tripoli. E quindi non sono migranti, ma rifugiati che hanno diritto all’acccoglienza per i Trattati Internazionali Onu, firmati anche dall’Italia. Per di più, di questi 500 rifugiati, ora nelle due navi, ben 150 sono minorenni, particolarmente protetti nei Trattati internazionali e solo a una piccola parte dei quali ieri è stato concesso di sbarcare dalla Open Arms. Infatti il Tribunale dei minori di Palermo ha dichiarato che «trattenere a bordo minori in prossimità delle frontiere con lo Stato italiano equivale a un respingimento».

17ago/19Off

La voglia di pieni poteri

Articolo di Sebastiano Messina (Repubblica 11.8.19)

“”Ma in fondo che male c’è, se un politico chiede “pieni poteri” per poter governare bene? Matteo Salvini sa bene che i suoi elettori non ci trovano nulla di male, anzi, nella richiesta che lui ha messo sul tavolo nel suo comizio di Pescara. Pieni poteri per non essere più prigioniero dei “no” («Non li sopporto più, i no: no qui, no là, no su, no giù»). Pieni poteri per eliminare il caos («Regole, ordine e disciplina»). Pieni poteri per «prendere in mano questo Paese e salvarlo». Già: che male c’è? Basta chiudere gli occhi, per restare tranquilli. E dimenticare – o far finta di non sapere, che è peggio – cosa significhi questa formula che libera l’uomo forte dalle regole e dai contrappesi di quel complicato sistema chiamato democrazia. Due parole, “pieni poteri”, che nessun uomo politico aveva osato pronunciare prima di Salvini, nei 73 anni della Repubblica.

15ago/19Off

La violenza in carcere sui detenuti, un circolo vizioso da spezzare

Articolo di Patrizio Gonnella (manifesto 15.8.19) “Carcere. Visitare gli istituti, come fanno i radicali in queste ore, rafforza quel mondo penitenziario che conserva una cultura democratica

“”Stupirsi della violenza significa fare il gioco del fascismo, scriveva Walter Benjamin. La violenza è parte costitutiva dei rapporti di potere presenti nella società. La violenza è il cuore del diritto penale e della risposta punitiva dello Stato. È questa una violenza regolamentata, strutturata, limitata. La passione per le punizioni, che ha tragicamente permeato di sé il mondo contemporaneo, richiede però un tasso di violenza ulteriore, una violenza “illegale”, “arbitraria”, “rapsodica”. In momenti storici e politici come quello attuale, quando si sentono ministri evocare espressioni quali «marcire in galera» oppure ammiccare a coloro che bendano e legano un indagato durante un interrogatorio, quell’uso e abuso di una violenza “illegale”, “arbitraria” e “rapsodica” viene percepito come parte della pena stessa, nella certezza interiore dell’impunità e del giudizio comprensivo, se non addirittura benevolo, dei cattivi maestri al potere. D’altronde basta leggere alcuni siti informativi di polizia o le loro pagine social per capire di cosa stiamo parlando: i detenuti sono chiamati bastardi o nella migliore dell’ipotesi camosci, riproponendo uno slang carcerario antico, offensivo e violento.

1ago/19Off

Non sono lombardi o veneti i garanti della Costituzione

Articolo di Gaetano Azzariti (manifesto 25.7.19) “Secessione. In gioco è l’assetto repubblicano. Con i presidenti di Veneto e Lombardia si può tuttavia essere d’accordo su una cosa: se il progetto fosse approvato la storia italiana cambierebbe. Ma in peggio”

“”I presidenti di Lombardia e Veneto scrivono al Presidente del consiglio sull’autonomia differenziata, richiamando la Costituzione con sicurezza – forse anche con un po’ di sfrontatezza – con una interpretazione “letterale”, del testo costituzionale. Scrivono infatti: “La nostra autonomia si basa su quanto dice la Costituzione, siamo perfettamente in linea con la legge fondamentale dello Stato, la nostra richiesta di avere competenza rispettivamente su 20 e su 23 materie, si basa su quanto recita l’articolo 116, terzo comma. Chi afferma il contrario, o non conosce la Carta, o vuole evidentemente modificarne il testo vigente: sarebbe bene pertanto che presentasse un disegno di legge costituzionale per modificare di nuovo il titolo quinto. Tertium non datur. Avremmo voluto che il Presidente del Consiglio fosse davvero il garante della Costituzione vigente, denunciando le false notizie diffuse con malizia e cattiva fede da chi evidentemente la Carta l’ha letta soltanto sul Bignami.”

1ago/19Off

Citazioni: la dimensione costituzionale

“”Nelle discussioni odierne su problemi pubblici di pregnante contenuto etico, sui quali la Chiesa come tale chiede la parola, la loro dimensione costituzionale è totalmente trascurata o oltrepassata. Sulla disciplina delle relazioni familiari e sui legami interpersonali, tra persone di sessi diversi  o anche del medesimo sesso; sui limiti della ricerca e della sperimentazione scientifica, in rapporto alla dignità dell’essere umano; sull’autodeterminazione delle persone sottoposte a trattamenti medici forzati ecc., la Costituzione e la giurisprudenza della Corte costituzionale contengono indicazioni certo non trascurabili, per chi pensa che i fondamenti etici della convivenza siano da ricercare nella libertà; invece, essi sono totalmente trascurati da parte di chi ragiona “precedendo” l’esercizio della libertà che ha portato alla formulazione dei principi della Costituzione. Così come, più in generale, sono totalmente ignorati sia il principio di laicità sia i suoi contenuti, quali determinati dalla giurisprudenza costituzionale””

Gustavo Zagrebelsky

20lug/19Off

La finta democrazia dei nuovi despoti

Articolo di Nadia Urbinati (libertaegiustizia.it 10.7.19, da Corriere.it)

“”Le società dispotiche sono una fiera di modernità architettonica, di lusso e di innovazione tecnologica.
Intorno a Roma si muovono con agio le potenze anti-democratiche. In poco più di tre mesi, l’Italia ha accolto Xi Jinping e Vladimir Putin. L’Europa (la sua debolezza in primo luogo) interessa entrambi (come interessa al loro amico-nemico Donald Trump); soprattutto il Mediterraneo, crocevia per l’Africa e il Medio Oriente, appetibili alle due potenze continentali con ambizioni imperiali, Cina e Russia. Che sono, insieme all’Arabia Saudita, alla Turchia, al Tagikistan, agli Emirati Arabi, al Vietnam, all’Iran e a Singapore (con un fronte che si spinge fin dentro l’Europa con l’Ungheria di Orbán) i rappresentanti di un modello socio-economico e politico che sfida nemmeno tanto timidamente la democrazia. Di recente Putin ha tuonato contro le democrazie costituzionali, giunte secondo lui al capolinea; qualche anno fa commentando una risoluzione del Parlamento europeo contro le ingerenze russe nei media, aveva dichiarato: «Tutti ci fanno scuola di democrazia mentre vediamo il degrado in cui versa l’idea stessa di democrazia».

17lug/19Off

Democrazia

””La scuola dovrebbe essere anzitutto il luogo del confronto, non dell’imposizione o dell’indottrinamento. È la logica che ritroviamo nell’art. 2 della Costituzione, dove si afferma che un sistema democratico deve  garantire “il libero  sviluppo della personalità”. È la logica che individua nell’esposizione di ciascuno al massimo possibile di opinioni diverse la condizione fondamentale per il funzionamento dei sistemi democratici”

citazione di Stefano Rodotà