Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

16nov/180

La lunga marcia della cosa nera

Articolo di Ezio Mauro (Repubblica 16.11.18)

“”Oltre il fascismo tradizionale, il segreto di un’ideologia che alza muri, odia i deboli e discrimina in base alla ” razza”: è figlia del caos globale, del mondo senza più un tetto in cui il cittadino, smarrito, torna a essere solo individuo. Scomparsa la sinistra, rischia di sparire anche la destra, sostituita da questa “cosa” nera che alza i muri, nazionalizza i diritti, munisce i confini, seleziona i più deboli escludendoli, torna a discriminare in nome della razza. Tutto il mondo sembra consegnarsi a questa nuova espressione politica che fulmina le precedenti perché cambia alla radice i codici del discorso pubblico, rovescia il suo linguaggio, trasforma la postura dei protagonisti, abbatte i limiti del consentito, incoraggia l’istinto a prendere il microfono contendendolo alla ragione. E in tutto il mondo questa “cosa”, mentre cerca ancora il suo vero e moderno nome, è già con ogni evidenza la forma più semplice e dunque più accessibile della politica, quindi la forma della semplificazione e della soddisfazione senza responsabilità, la più adatta al consenso universale in questi tempi difficili di giudizi sommari.

10nov/180

Germania, cresce l’onda neonazista

Articolo di Walter Rauhe (Stampa 10.11.18) “Mai così tanti militanti e attacchi. Raddoppiati gli attivisti pericolosi. A 80 anni dai Pogrom l’allarme di Merkel: antisemitismo in aumento. La commemorazione della Notte dei cristalli”

“”Proprio nel giorno in cui la società civile e le massime autorità politiche della Germania hanno commemorato in modo solenne l’80º Anniversario dei Pogrom nazisti contro la popolazione ebraica in quel fatidico 9 novembre del 1938, il governo di Grande coalizione ha pubblicato i dati allarmanti sul drastico aumento dei reati e delle manifestazioni di stampo neonazista. Solo negli ultimi tre mesi il ministero dell’Interno ha così registrato la presenza di 7.614 militanti neonazisti considerati come «potenzialmente pericolosi e violenti» a cortei organizzati dall’estrema destra nel Paese. Più del doppio rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Le forze dell’ordine hanno anche registrato un’impennata dei reati commessi da naziskin, hooligans neonazisti e appartenenti a milizie paramilitari ultra nazionaliste (aumentati di circa il 30% rispetto al 2017) e degli episodi di antisemitismo (+18%).
Parlando nella sinagoga della Rykestrasse a Berlino, la cancelliera Angela Merkel ha espresso la sua viva preoccupazione per i sempre più frequenti episodi di antisemitismo che «minacciano la vita ebraica nel nostro Paese».

2nov/180

I colpi di Stato senza militari che mettono alla prova la democrazia

Articolo di Juan Luis Cebrian Stampa 2.11.18, traduzione di Carla Reschia

“”Quando Curzio Malaparte scrisse “Tecnica del colpo di stato” non immaginava che, col passare del tempo, i processi di sostituzione del potere costituito con metodi illegali sarebbero migliorati in modo consistente grazie ai progressi della tecnologia e ai nuovi equilibri della società. Corrono voci insistenti secondo le quali Jair Bolsonaro, vincitore indiscusso del secondo turno delle elezioni brasiliane, sarà presidente del Paese grazie a un piano premeditato contro il potere legittimo del Pt (il partito dei lavoratori guidato da Lula), quando forze più o meno occulte andarono all’attacco della presidenza di Dilma Rousseff. Da lì ebbe inizio, in modo apparentemente rispettoso degli usi democratici, anche se non altrettanto delle regole del gioco, l’offensiva neofascista che sarebbe culminata nella vittoria elettorale di domenica.

15ott/180

“Voglio ministre, non rose”

Due articoli sulle votazioni in Germania LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Francesca Sforza “Katha, paladina delle donne” (Stampa 15.8.18)
“”«Sapete perché ce l’abbiamo fatta?», ha gridato dal palco di Monaco «Katha» Schulze di fronte alla grande onda verde che ieri si è risollevata fino alla soglia del 18 per cento dei consensi. «Perché tu ti sei alzato dal letto la mattina presto e sei andato a portare fuori i volantini, e perché tu – ha continuato indicando le persone tra la folla – hai preso il telefono e ti sei deciso a chiamare la tua ex per convincerla a votarci!». «Oggi la Baviera è vestita di verde – gli ha fatto eco Ludwig Hartmann, l’altro capolista, che insieme a lei ha traghettato la più piccola frazione del Landstag bavarese a diventare la più forte – e non è stato sempre così, abbiamo avuto tante discussioni, ma adesso ne sono certo: questo è solo l’inizio». Anche Katharina Schulze è vestita di verde, e dopo il primo momento di entusiasmo ha come un’esitazione: «In genere non mi mancano le parole, ma adesso un po’ sì… Capite cosa abbiamo fatto? Eravamo i più piccoli e siamo diventati grandi, c’era la maggioranza assoluta della Csu e ora quella maggioranza è storia vecchia, abbiamo dimostrato che si vince con l’ambiente, con l’Europa, con la solidarietà». Ha promesso una politica forte, impegnata sulla sicurezza, e «chiaramente femminista»: «Vogliamo donne che facciano le ministre, non rose rosse per l’8 marzo». E nel ringraziare la platea ha aggiunto: «Siamo tornati, siamo i Verdi, siamo contro la guerra e non vogliamo i nazi nelle nostre strade». Stasera si balla, «ma da domani tutti al lavoro». Si era capito già dalle prime proiezioni che i Verdi avrebbero raggiunto un risultato importante, in linea con quanto accaduto in Olanda e in Austria con l’esperienza Van der Bellen (ma in Baviera, ammettiamolo, era meno scontato).

12ott/180

“Via l’art. 81 dalla Carta: sovrano e’ il Parlamento, non i mercati”

Intervista a Gaetano Azzariti di Silvia Truzzi (Fatto 12.10.18) ““Via l’art. 81 dalla Carta: sovrano è il Parlamento, non i mercati” “La sovranità non appartiene alla finanza, ma neanche a un popolo astratto: la sovranità è solo costituzionale”. “Eletto dal popolo. Le Camere, unica sede della sovranità popolare.”

“”Cominciamo questa conversazione sul rapporto tra Europa e Stati, tra volontà dei popoli e diktat di mercati e commissari, dall’inizio. Cioè dal secondo comma del primo articolo della Costituzione (“la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla legge”). Partiamo dalla Carta anche perché parliamo con Gaetano Azzariti, ordinario di Diritto costituzionale alla Sapienza.
Professore, assistiamo a continue tirate d’orecchie, per di più preventive, su quello che possiamo o non possiamo fare. La sovranità a chi appartiene? Ai popoli o ai mercati?
Non certo ai mercati, ma neppure al popolo astrattamente e retoricamente inteso. Nel Novecento la sovranità è ‘sovranità costituzionale’. Quando si evoca genericamente il popolo non si fanno i conti con quanto prescritto dall’articolo 1, cioè che questi esercita la propria sovranità entro le forme e i limiti stabiliti dalla Costituzione: è questo il perimetro della sovranità.
E che succede se – come ora – i cittadini non sono disposti a farsi dire come votare dai mercati?
Anche in questo caso le decisioni politiche fondamentali spettano non a indeterminati cittadini, ma agli organi costituzionalmente competenti, in primo luogo al Parlamento, ovvero – quando la Costituzione lo prevede – alle decisioni assunte direttamente dal corpo elettorale.

10ott/180

Fnsi: “Attacco inedito alla liberta’ di stampa e alla Costituzione”

Intervista a Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa, di Eleonora Martini (manifesto 10.10.18) “Fnsi: «Attacco inedito alla libertà di stampa e alla Costituzione». Giulietti spiega perché è arrivato il momento di reagire alle minacce del governo”

“”‘«Quello a cui stiamo assistendo è un’aggressione senza precedenti alla libertà di informazione. Dire che è qualcosa che abbiamo già visto in passato è un errore di analisi politica gravissimo: è un fenomeno nuovo ed inedito internazionale, con riflessi nazionali, e che ha nell’aggressione alla libera informazione un punto strutturale». È molto duro, il giudizio di Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa, non tanto rispetto agli attacchi specifici del vicepremier Di Maio alle testate del Gruppo Gedi, quanto piuttosto riguardo l’atteggiamento del governo giallo-verde nei confronti del giornalismo in generale, «che tradisce il vero obiettivo di questa campagna: indebolire l’articolo 21 e la prima parte della Costituzione».’
Si è appena conclusa nella sede dell’Fnsi la vostra conferenza stampa con l’Ordine dei giornalisti, l’Usigrai, Articolo 21 e molti comitati di redazione. Perché proprio ora? È davvero in atto un attacco alla democrazia?

“Se il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che è un uomo moderato sente il bisogno più volte di richiamare l’attenzione sull’articolo 21 della Carta, e se un uomo come Steve Bannon, che è stato l’ideologo di Trump e dell’intesa con la peggiore destra americana ed è un esperto della fabbrica delle fake news create per inquinare gli ordinamenti democratici, sceglie l’Italia come sua piattaforma per realizzare una serie di alleanze internazionali, ci sarà una ragione.

23set/180

La primavera dell’Anpi: “Boom di nuovi iscritti contro il vento di destra”

Articolo di Matteo Pucciarellu (Repubblica 23.9.18) “Cinquemila tesserati in più rispetto al 2017. A sorpresa sedi aperte anche nelle periferie. “A ruba fazzoletti rossi e le spillette”.”

“”Trecento nuove tessere dopo il voto del 4 marzo. Roma, Genova, Bologna: circa 200. Venezia: 150. Firenze: almeno 40 nella sola sezione centro. Finanche Catanzaro, città che la Resistenza non l’ha vissuta direttamente: una trentina. In Italia il vento della destra soffia forte e a sinistra rimane solo una associazione che riesce non solo a tenere ma anzi a crescere. È quella dei partigiani, l’Anpi: 125mila iscritti nel 2017 che saranno (è una stima) 4-5mila in più a fine 2018. Un fenomeno in controtendenza rispetto all’orientamento generale: “Il contesto è abbastanza preoccupante, si respira un’aria generale e diffusa di intolleranza molto forte ma questo paradossalmente ci rafforza. Siamo felici di essere considerati una casa comune capace di difendere i diritti e la Costituzione”, dice Roberto Cenati, presidente dell’Anpi milanese. Proprio a Milano il 30 settembre è attesa un’altra manifestazione contro il razzismo e l’omofobia organizzata dall’associazione partigiani insieme ai “Sentinelli”, e sarà una sorta di bis dopo quella (riuscita) del 28 agosto scorso e contro l’arrivo del primo ministro ungherese Viktor Orbán. Anche l’iniziativa delle magliette rosse, questa estate, fu spinta molto proprio dall’Anpi.

20set/180

La Corte Costituzionale: rispetto dei diritti di profughi e detenuti

Articolo di Ugo Magri (Stampa 20.9.18)

“”La Corte costituzionale non si piegherà al vento autoritario che spazza l’Europa e difenderà, controcorrente, i valori della civiltà giuridica. Questo è andato a dire ieri a Sergio Mattarella il presidente della Consulta, Giorgio Lattanzi. L’occasione era rappresentata dal «viaggio» che i giudici della Corte inizieranno il 4 ottobre nelle carceri, prima tappa Rebibbia. La finalità è diffondere perfino in quel contesto la conoscenza dei principi che ispirano la Carta repubblicana. Ma dal resoconto del colloquio sul Colle si capisce che in gioco c’è ben altro. La Consulta vuole rammentare, a chi esercita il potere, come sia lì apposta per far rispettare le regole. Tutte, comprese quelle che parte della politica cancellerebbe. Sugli immigrati, ad esempio.

20set/180

Buona politica: ecco che serve per l’identita’

Articolo di Gianfranco Pasquino (Fatto 20.9.18)

“”Da qualche anno vado dicendo in giro che “sono un europeo nato a Torino”. È un’affermazione solo parzialmente corretta che mira a comunicare quali sono le mie preferenze: l’accentuazione della mia torinesità, che, probabilmente, è l’elemento centrale, portante della mia identità, e il proposito di costruire un’Europa politica con il consenso dei cittadini di una pluralità di Stati-membri. Certamente, l’identità è fenomeno troppo complesso per essere definito interamente e, meno che mai apprezzato esclusivamente, nella sua componente, che esiste, nazionale. Questa è la componente sottolineata in maniera estrema, fra letteratura e cibo, non solo nei suoi articoli sul Corriere della Sera, da Galli della Loggia che la usa, non per la prima volta, contro una antica visione della sinistra “internazionalista”. Quell’internazionalismo d’antan, certamente criticabile, fu, però, dei comunisti, non dei socialisti e neppure, ovviamente, degli azionisti. La maggior parte degli studiosi contemporanei metterebbero in grande evidenza che l’identità è molto più che “suolo e sangue”: è una costruzione sociale, politica, culturale (non saprei dire in quale ordine che, pure, fa molta differenza) che cambia, anche in maniera significativa, nel corso del tempo e che si compone di una pluralità di elementi.

12set/180

Migranti, giudici e media: tutte le leggi di Orban sotto accusa

Articolo di Stefano Feltri (Fatto 12.9.18) “Minaccia i valori fondanti della Ue”. Ecco perché il Parlamento è chiamato a decidere se l’Ungheria va punita o tollerata – Il processo a Bruxelles”

“”Dice Matteo Salvini che “non si processano i popoli e i governi liberamente eletti”. Ma l’Unione europea prevede invece questa possibilità per gli Stati che minacciano i valori fondanti del progetto comunitario, lo stabilisce l’articolo 7 del trattato, e la Commissione europea nel 2003 ha stabilito che questo potere d’intervento vale “anche nei campi in cui gli Stati possono agire in modo autonomo dall’Unione”.
Dopo varie contestazioni nel 2011 e nel 2013, il Parlamento europeo a marzo del 2017 ha chiesto alla commissione Libertà civili e Giustizia di stilare un rapporto che, presentato lo scorso aprile, è la base per il voto di oggi sulle eventuali sanzioni contro l’Ungheria di Viktor Orbán, il premier tornato al potere nel 2010 che ha impresso una svolta autoritaria al Paese, dopo che la crisi finanziaria del 2008 aveva fatto vacillare la fiducia nelle promesse dell’integrazione europea. Le 26 pagine del report firmato dall’eurodeputata verde Judith Sargentini, raccolgono la sintesi di tutte le contestazioni ricevute dall’Ungheria da parte dell’Onu, della Corte europea dei diritti dell’uomo, dell’Osce che vigila sulla correttezza dei processi elettorali.