Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

25giu/19Off

L’Anpi denuncia Casapound e Forza Nuova per apologia di fascismo

Da HuffPost 25.6.19 “Nell’atto, presentato alla procura di Roma, si chiede anche il sequestro della sede romana di Casapound “occupata abusivamente””

“”L’Anpi ha presentato denuncia alla procura di Roma contro i movimenti di estrema destra Casapound e Forza Nuova “per i numerosi atti di intimidazione, violenza e apologia di fascismo da queste commessi ripetutamente negli ultimi tempi”.
Nella denuncia, spiega l’associazione dei partigiani, si chiede, inoltre, di procedere al “sequestro della sede di CasaPound, a Roma, occupata abusivamente”.
“La nostra Associazione – commenta Emilio Ricci, legale e vicepresidente nazionale dell’Anpi – ha ritenuto urgente avviare un’operazione penale perché non sono più tollerabili la presenza e l’attività criminosa di questi gruppi che si pongono in palese contrasto con la Costituzione della Repubblica e con le leggi vigenti in materia di apologia di fascismo, la Scelba e la Mancino. Auspichiamo che si arrivi il prima possibile a sentenze che consentano alle autorità competenti di sciogliere finalmente CasaPound, Forza Nuova e le altre organizzazioni affini”.””

19giu/19Off

La televisione che fu anche nelle urne

Articolo di Vincenzo Vita (manifesto 19.6.19) “La ricerca presentata nei giorni scorsi condotta dall’«Osservatorio mediamonitor» del «Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale» dell’Università La Sapienza di Roma con l’istituto Eurispes (a cura di Christian Ruggiero e Luca Baldazzi), ci racconta che il peso del vecchio schermo è in caduta libera. Forse inesorabile”

“”L’ultima campagna per il voto europeo, vista sotto il profilo dell’esposizione mediatica, è stata una vera svolta. Se ne parlerà a lungo negli studi comunicativi, nei quali ha sempre avuto centralità il tema degli effetti della televisione sui comportamenti elettorali. Ecco, la ricerca presentata nei giorni scorsi condotta dall’«Osservatorio mediamonitor» del «Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale» dell’Università La Sapienza di Roma con l’istituto Eurispes (a cura di Christian Ruggiero e Luca Baldazzi), ci racconta che il peso del vecchio schermo è in caduta libera. Forse inesorabile. La prova provata viene dal computo delle presenze nei talk dei leader: Di Maio e Berlusconi in testa, ben più del doppio di Zingaretti. E più dello stesso Salvini. Quest’ultimo recupera nelle citazioni dei sette telegiornali indagati (i tre della Rai e di Mediaset, La7), anche se nelle dichiarazioni dirette il Cavaliere di Arcore torna in testa. Mediaset e La7 fanno la parte del leone nelle «ospitate», mentre il servizio pubblico rivela una scarsa identità pure nel territorio un tempo privilegiato. Insomma, l’esito delle schede è stato piuttosto distante dai fasti del minutaggio televisivo, visti gli esiti non certo brillanti del Mov5Stelle e di Forza Italia.

4giu/19Off

Come salvare la democrazia dalla paura

Articolo di Gustavo Zagrebelsky (Repubblica 29.3.19) “”Da sempre la Storia si alimenta dei nostri terrori, dai grandi conflitti in Europa fino ai sovranismi attuali. Anche lo Stato, diceva Hobbes, nasce così Per questo dobbiamo usare l’antidoto più potente e meno buonista: la fiducia segue dalla prima pagina Il consenso c’entra, ma come componente penultima; l’ultima è la paura. Se oggi il tema della paura domina le discussioni sulla crisi della democrazia, si tratta soltanto dell’emersione d’un elemento primordiale in tutte le società. È perfino superfluo ricordare che la più celebre rappresentazione dell’essenza dello Stato moderno, elaborata in un tempo di feroci lotte intestine su territori in cui si trovavano a coesistere fedi religiose e politiche implacabilmente nemiche, ebbe al centro il problema della liberazione dalla paura. Il Leviatano fu una filiazione della paura. Oggi le paure si sono moltiplicate, per esempio per la disponibilità di beni naturali essenziali che scarseggiano e per le cosiddette identità culturali minacciate dal cosiddetto multiculturalismo. Un tempo la paura riguardava il presente, oggi il presente e il futuro.

22mag/19Off

La solidarieta’ ai magistrati. Il senso di scendere in piazza

Articolo di Armando Spataro (Repubblica 21.5.19)

“”La decisione della procura di Agrigento di far sbarcare a Lampedusa i migranti rimasti a bordo della Sea Watch ha suscitato, da un lato, la prevedibile reazione del “Ministro di tutto” e, dall’altro, sentimenti di gratitudine verso la magistratura da parte di chi crede nel dovuto rispetto dei diritti fondamentali e nella separazione dei poteri in democrazia. L’incompatibilità tra queste opposte posizioni, però, è tale che occorre parlare e spiegare perché un ministro, qualora ipotizzi un reato nelle attività di soccorso in mare, non può, indipendentemente dal fondamento della sua opinione, disporre o richiedere il sequestro di una nave e impedire lo sbarco di migranti.

8mag/19Off

“Il problema sono i legami con Salvini: noi non ci stiamo”

Articolo di Tomaso Montanari e Salvatore (Fatto 8.5.19) “Montanari e Settis – “Ci opponiamo allo sdoganamento della voce fascio-nazista nel dibattito politico: niente Torino”. Come tutta una serie di altri intellettuali e scrittori, anche Tomaso Montanari e Salvatore Settis hanno deciso di non presentarsi a Torino”

“”Come il collettivo di scrittori Wu Ming e come Carlo Ginzburg, anche noi abbiamo deciso di annullare la nostra partecipazione al Salone del Libro di Torino: avremmo dovuto presentare il nostro manuale di storia dell’arte per le scuole, improntato alla Costituzione. Ma non lo faremo: per protestare contro la decisione della Fondazione del Salone del Libro – e cioè di Aie e Adei (le associazioni degli editori), del Comune di Torino e della Regione Piemonte – di assegnare uno stand a un editore collegato direttamente a CasaPound, e che ha in catalogo testi esplicitamente fascisti e nazisti.

7mag/19Off

Ma quale Patria? Si chiama Matria ed e’ la nostra lingua

Articolo di Massimo Cacciari (Repubblica 7.5.19)

“”Dalla nostalgia di Enea per la terra perduta alle radici dell’Europa la vera appartenenza è nell’idioma. Come sapevano bene Dante, Machiavelli e Leopardi. Una dimora che va difesa da chi oggi la vuole ridurre a chiacchiera. Dove trovare la Patria? Dove porre sede e finalmente cessare di inseguirla? È questa la domanda di Enea da cui si origina l’Europa — domanda forse ormai totalmente dimenticata. Gli dèi hanno decretato che per l’eroe sarà l’Italia questa patria. Ma l’Italia gli fugge sempre. All’eroe fuggitivo risponde l’Italia che fugge. Come agli eroi avvenire fuggirà l’Europa: Dove essa inizia? Dove finisce?
Quante nazioni la abitano? Quali radici la sostengono? O il suo demone consiste proprio nel non averle, nel non potersi su nulla radicare? Aveva, sì, Patria Enea, anzi: la Patria, Troia. Ilio sacra è l’immagine della città perfetta, governata dal Re giusto e buono, abitata da chi ritiene massima virtù morire per la sua salvezza.

2mag/19Off

Romano Prodi “Il populismo presto si esaurira. Il Pd si apra e potra’ approfittarne”

Intervista a Romano Prodi di Fabio Martini (Stampa 1.5.19)

“”Oramai mancano 26 giorni a quelle elezioni Europee che dovevano segnare uno spartiacque, una battaglia epocale tra europeisti e “negazionisti” dell’Unione, ma la discussione pubblica quasi inavvertitamente ha cambiato di segno. L’Europa come destino non è più in discussione e Romano Prodi, che nelle ultime settimane ha parlato a migliaia e migliaia di persone in convegni sul futuro del continente, racconta così questo cambiamento: «Ti accorgi immediatamente che rispetto ad un anno fa c’è maggiore inquietudine tra la gente che capisce subito, quando dici: badate che si fa presto a fare le cose nuove con la guerra, mentre ci vuole tempo a farle con l’accordo. Ma poi durano. Soprattutto ci sono due eventi che hanno aperto gli occhi a tanti…».
Eventi italiani? O la tormentata “exit” inglese sta diventando un maxi-spot per tutti i fautori dell’Unione?
«Ci sono due grandi semplificazioni, tipiche dei sovranisti, che hanno reso tanti più europeisti di prima: la Brexit e Trump. Dicevano i fautori di Brexit: lasciamo la prigione europea e tutto sarà risolto.

1mag/19Off

La sinistra e le dimissioni dei filosofi dal secolo dei diritti

Articolo di Roberta De Monticelli (manifesto 30.4.19) “Le Dichiarazioni universali, le Costituzioni post-belliche, le Carte europee dei diritti. La ragion pratica, almeno riconosciuta sulla carta, è stata poi abbandonata”

“”Che un filosofo si metta a ragionare di politica, per di più in termini di vasti orizzonti contemporanei, e sollevando problemi effettivi dell’oggi, è solo ammirevole: tanto più se il problema principale che affronta è precisamente la mancanza di idee, oltre che di ideali, della sinistra di oggi, italiana ed europea. Grazie dunque a Maurizio Ferraris di averci provato (Dovrebbero essere i Big Data a pagare il Welfare del futuro, il manifesto” 19/04). Aiuterà, il suo consiglio? Credo che Ferraris abbia soprattutto inteso lanciare un’intelligente provocazione a pensare. Credo si possa essere d’accordo sulla tesi che la sinistra è (almeno in parte) in difficoltà non perché abbia mancato i suoi obiettivi, ma perché li ha conseguiti. Anche se certamente non una volta per tutte: e per amor di verità bisognerebbe aggiungere che il welfare oggi soffre terribilmente, a partire dalla sanità pubblica, che la scuola pubblica italiana è in via di smantellamento in ciò che aveva di buono, che la ricerca in Italia è finanziata sotto qualunque livello di decenza, che in troppi dei posti in cui un po’ di lavoro è rimasto, è proprio (anche se non solo) la sinistra (di governo e amministrazioni locali) che ha accettato di farlo pagare a tutti in termini di devastazione dell’ambiente e della salute; che al problema dell’integrazione dei migranti la sinistra non ha dedicato lo straccio di una proposta nazionale, e infine che evasione, corruzione e mafie gravano sul paese come e più di sempre, con qualche aiutino in termini di modica quantità di truffa fiscale, e se non è un obiettivo di “sinistra” quello di estirpare questi tre cancri allora non ha senso dire che i pochi elettori della cosiddetta élite rimasti a votare a sinistra lo fanno per ragioni etiche. Il che invece è verissimo.

25apr/19Off

Quel giorno, il miracolo e la festa della ritrovata liberta’

Articolo di Marco Revelli (manifesto 25.4.19)

“”Alla Risiera di San Sabba gli eredi delle vittime sfrattati per far posto agli eredi degli oppressori. A Verona una mozione di maggioranza “contro il 25 aprile”. A Savona il corteo celebrativo deviato per non dar fastidio a quelli di Casa Pound. In mezza Italia le bande nere-verdi, dietro il loro “capitano” in missione a Corleone, disertano le celebrazioni della Liberazione. In fondo è giusto così: non è la loro festa! Per capirlo basta riascoltare le parole di quando le cose erano ancora chiare perché vive nella mente dei protagonisti. «Dopo venti anni di regime e dopo cinque di guerra, eravamo ridiventati uomini con un volto solo e un’anima sola. Ci sentivamo di nuovo uomini civili. Quel giorno, o amici, abbiamo vissuto una tra le esperienze più belle che all’uomo sia dato di provare: il miracolo della libertà». Così diceva Norberto Bobbio il 25 aprile del ‘57 a una piazza gremita ricordando le ragioni della festa ma, soprattutto, evocando un’esperienza vissuta: il ritorno all’«umanità» – individuale e collettiva -, a un’umanità liberamente vissuta, da parte di un popolo che quell’umanità l’aveva perduta, in vent’anni di servitù e conformismo, perversione e ipocrisia, adesione fanatica o silenzio complice, nell’accettazione più o meno partecipata di un regime che della disumanità – del culto e della pratica dell’inumano – aveva invece fatto il proprio emblema.

24apr/19Off

“La Costituzione e’ antifascista Il capo leghista non lo capisce”

Intervista a Carlo Smuraglia di Filippo Femia (Stampa 24.4.19)

“”«Domani tutti dovrebbero essere in piazza a celebrare il 25 aprile. Purtroppo c’è ancora chi cerca di infangare la memoria». Nonostante i 95 anni Carlo Smuraglia, ex partigiano e presidente onorario dell’Anpi, si prepara a un tour de force per celebrare la Liberazione: stasera la fiaccolata a Torino, domani il corteo a Venezia che raggiungerà il ghetto ebraico. «Perché il Paese ha bisogno di ricordare e onorare chi perse la vita per il sogno di un’Italia libera e democratica».
Crede che i valori della Resistenza siano in pericolo?
«C’è chi vorrebbe cancellare la memoria. La Resistenza è stata una battaglia per liberare il nostro Paese dal nazi-fascismo e consegnarlo alla democrazia. Solo una minoranza non festeggerà il 25 aprile».