Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

23lug/19Off

In Polonia mazze contro la marcia Lgbtqi: 25 ultranazionalisti agli arresti

Articolo del manifesto 23.7.19) “Polonia. Domenica a Bialystok squadre di picchiatori hanno aggredito i manifestanti del Pride. Ma ad accendere i sentimenti omofobi è il partito di governo”

“”Era la prima volta di un Gay Pride a Bialystok, nordest della Polonia omofoba del PiS. Ma domenica la marcia per i diritti della comunità Lgbtqi, si è conclusa con un pestaggio di massa: squadre di ultranazionalisti di destra hanno aggredito i manifestanti con

catene e bastoni. Pestati a sangue, sotto gli occhi della polizia che non è intervenuta. Non subito. I poliziotti si sono fatti vedere dopo e hanno arrestato 25 aggressori. Lo scorso anno era successo lo stesso a Lublino, con la polizia che aveva disperso i contro-manifestanti di destra con i gas lacrimogeni. Ma ad accendere i sentimenti omofobi (ma anche razzisti e misogini) è il partito al governo.

11feb/19Off

L’Italia e’ omofoba

Due articoli sull’omofobia (L’Espresso 10.2.19) LEGGI DI SEGUITO

“l’Italia è omofoba . Violenze, minacce, discriminazioni. Così la persona Lgbt diventa
 il nemico. Nel nuovo clima”. Articolo di Simone Alliva

“”Froocio fermati! Ti facciamo la festa di capodanno». Siamo a Perugia, sono le cinque di notte del primo gennaio 2019. Lorenzo ha festeggiato il nuovo anno con gli amici. Lascia il locale: «Forse ero vestito in maniera troppo eccessiva». Cinque ragazzi iniziano a pedinarlo per le vie della città. Lo ricoprono di insulti, lo minacciano. «Vieni qua che ti sistemiamo». In pieno centro storico. Bisogna immaginare la scena: Lorenzo pochi metri più avanti, a passo svelto vuole raggiungere la macchina. Dietro cinque ragazzi che gli urlano addosso. Ad assistere indifferente la città: i proprietari dei locali rimasti aperti, gli studenti per le strade. «Mi guardavo intorno, non interessava a nessuno. Io ero la preda, loro cinque i cacciatori». Non è una storia eccezionale, è una delle tante storie che ci presenta il nuovo volto dell’Italia. Quello anti-lgbt, omofobo, violento. Ed è finita bene: «Ho cercato di percorrere le vie più illuminate. Arrivato in macchina, mi sono fiondato dentro e sono partito». Resta la paura: «Sto molto attento a quello che indosso, a quello che potrebbe succedermi se cerco di dare troppo nell’occhio». 
Le cronache delle aggressioni raccontano di un Paese sprofondato nell’odio. Sono tutte dell’ultimo anno, tutte legate alla nuova Italia. Quella del cambiamento, quella del“prima gli italiani”.

7set/18Off

Abolito il reato di omosessualita’ in India

Articolo di Matteo Miavaldi (manifesto 7.9.18) “India. Storica sentenza della Corte suprema al termine di una battaglia legale da parte della comunità Lgbtq+ durata oltre 17 anniAi sensi della legge 377, seppure applicata raramente chiunque indulgesse in attività sessuali «contro natura», rischiava pene detentive dai 10 anni all’ergastolo”

“”Un pool di cinque giudici della Corte suprema indiana ha pronunciato una sentenza storica in favore della depenalizzazione dell’omosessualità in India, a coronamento di una battaglia legale che – tra alti e bassi – ha impegnato la comunità Lgbtq+ indiana per ben 17 anni. Indu Malhotra, unica donna nel pool di giudici, leggendo la propria spiegazione del verdetto ha dichiarato: «La Storia deve delle scuse ai membri di questa comunità e alle loro famiglie, per il ritardo nella correzione dell’ignominia e dell’ostracismo che hanno dovuto subire per secoli. I membri di questa comunità sono stati costretti a vivere una vita piena di paura di rappresaglie e persecuzioni, per colpa dell’ignoranza della maggioranza nel riconoscere l’omosessualità come una condizione completamente naturale, parte della varietà della sessualità umana».

19mag/18Off

«Una legge per fermare sessismo, omofobia e squadrismo digitale»

Articolo di Monica Guerzoni (Corriere 19.5.18) “Boldrini: sui diritti civili l’Italia è indietr”o

“”Laura Boldrini, ex presidente della Camera, ha iniziato la sua legislatura da deputata di Leu presentando — tra le altre — una proposta di legge contro l’omofobia. Oggi sarà alla manifestazione di Milano, assieme al gruppo dei Sentinelli: «Voglio esserci, per portare la mia solidarietà a Luca Paladini e alla sua organizzazione, che si batte contro l’odio e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e per liberare la rete dallo squadrismo digitale».
Il suo slogan? «Basta odio, basta sessismo, basta omofobia. Nonostante il passaggio storico della legge sulle unioni civili, l’Italia è ancora molto indietro rispetto ad altri Paesi europei sull’attuazione delle politiche di uguaglianza che proteggano le persone LGBT. Un Paese civile non può rimanere senza una legge contro l’omofobia».
In un Parlamento spostato verso destra, ci saranno i numeri per approvare la sua proposta? «Nel 2007 il Parlamento europeo invitava tutti gli stati membri a fare leggi che superassero le discriminazioni. Quella che io ho presentato il primo giorno di legislatura sanziona proprio le condotte finalizzate alla discriminazione in base all’identità sessuale delle persone».
Come giudica il contratto di governo sul piano dei diritti civili? «Non c’è traccia dei temi che mobiliteranno le persone oggi a Milano. Una grave e colpevole sottovalutazione. Se mai M5S e Lega riusciranno a fare questo governo io temo una deriva oscurantista sui diritti. La legge che introduce il divieto di omofobia, transfobia e altre discriminazioni riferite all’identità sessuale deve essere una bandiera di tutte le persone libere e democratiche, per la quale fare una battaglia in Parlamento, ma anche sulla rete e nelle piazze».

9mag/18Off

Reggio Emilia, polemica sulla veglia contro l’omofobia: «Una blasfemia omosessualista»

Articolo di Chiara Cabassa (Gazzetta Reggio 6.5.18) “Annunciato un evento di “riparazione” il 20 maggio proprio mentra a Regina Pacis si terrà una preghiera nel nome della tolleranza e contro l’omofobia”

“”REGGIO EMILIA. Ad un anno di distanza torna, puntuale, la stessa parola d’ordine: “riparazione”. L’anno scorso si tradusse il 3 giugno nella processione organizzata dal Comitato Beata Giovanna Scopelli in riparazione del Gay Pride, considerato «un grave oltraggio al Sacro Cuore». Il 20 maggio prossimo tornerà sulla scena con una preghiera pubblica voluta dal Gruppo di preghiera-riparazione “20 maggio” come risposta alla preghiera voluta da don Paolo Cugini che si terrà lo stesso giorno nella parrocchia di Regina Pacis intitolata “La verità vi farà liberi: per il superamento dell’omofobia, della transfobia e di ogni intolleranza». Preghiera considerata «blasfema e di stampo omosessualista» dal nuovo gruppo di “riparatori” che, in una nota, si dissocia pubblicamente dall’evento e rende noto che «in base a indicazioni che successivamente diramerà, si opporrà all’evento in maniera attiva, anche con una preghiera di riparazione».

12apr/17Off

In Cecenia omosessuali colpevoli di esistere

Articolo di Dario Accolla (Fatto 11.4.17)

Orribili notizie arrivano dalla Cecenia. Come spiega bene Gaypost.it, “le autorità cecene avrebbero arrestato più di 100 uomini gay e ne avrebbero uccisi alcuni semplicemente in relazione al loro orientamento sessuale non tradizionale o al sospetto di questo”, già intorno alla fine di febbraio. La situazione sta però peggiorando, poiché siamo passati ai “campi di concentramento”. Si legge, infatti, che “da tutta la Cecenia stanno arrivando nuove testimonianze di persone che sono riuscite a scappare o che si stanno nascondendo da quello che in molti hanno cominciato a chiamare lo ‘sterminio‘ degli omosessuali“. Dalle ricostruzioni fornite sembra che alcune ex caserme militari cecene siano “state ripristinate ed adibite alla detenzione di tossicodipendenti e di uomini dall’orientamento sessuale non tradizionale o sospetto“. La notizia aggiunge orrore agli orrori che ogni giorno, nel mondo, popolano le cronache sulle costanti violazioni dei diritti civili e umani. Dalla strage dei cristiani, come quella del recente attentato in Egitto, alle violenze dell’Isis abbiamo una continua escalation di abusi, brutalità e uccisioni: la colpa dei soggetti che finiscono sotto la macchina repressiva è quella di non obbedire al concetto di “normalità” di chi si erge a censore, giudice e boia. Cosa non nuova, nella storia dell’uomo.

2mar/17Off

“Noi, i due padri gay e la nostra battaglia vinta dopo sette anni”

Articolo di Andrea Selva (Repubblica 2.3.17) “La coppia di Trento che ha sfidato la legge Il ricorso annunciato dalla procura generale”

“”Sul campanello di casa ci sono due cognomi, quelli dei due genitori, come avviene per tutte le famiglie tradizionali. Ma per i due papà di Trento ieri non è stato un giorno normale, dopo che la Corte d’appello ha riconosciuto loro il diritto di essere entrambi genitori dei due gemelli nati in Canada grazie a una maternità surrogata: «Da quanto è uscita la sentenza siamo bombardati», spiega uno dei due. «È una situazione delicata», dice l’altro. «Speriamo nelle prossime ore di avere la giusta serenità per dire la nostra e trasferire il nostro pensiero all’esterno». Così alla felicità raccontata agli amici per una battaglia vinta, si aggiunge l’ansia per il clamore di un provvedimento che non ha precedenti in Italia. Ma la storia giudiziaria non è certo finita, dato che la procura generale ha già annunciato ricorso in Cassazione: si vedrà nel prossimo grado di giudizio se davvero ci potrà essere in Italia una coppia di padri — con pari diritti — sulla base di un ordinamento straniero. Ma intanto i due protagonisti di questa vicenda si godono la soddisfazione per il primo traguardo raggiunto.

19gen/17Off

Fundraising

Articolo di Emiliano Fittipaldi “Il vescovo e il dottor B, storia d’amore e di denari (Espresso online 18.1.17 “Tra le vicende che il Vaticano ha cercato di oscurare c’è anche quella che riguarda monsignor Calogero La Piana e un’eredità di un facoltoso medico che prima di morire ha rivelato: «Era il mio amante: ci vedevamo dopo le 22»”

“”A Messina c’è un’altra storia che il Vaticano ha preferito coprire con una coltre di silenzio. Riguarda un pezzo da novanta della curia siciliana, il vescovo emerito di Messina Calogero La Piana. Un potente salesiano nominato nel 2006 da Benedetto XVI metropolita della città. Per nove anni La Piana indossa la mozzetta con rigore inflessibile, respingendo con fermezza le accuse di chi lo considerava troppo vicino al sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea (l’ex seminarista Salvatore Bucolo), e soprattutto rimuovendo e trasferendo arcipreti (come don Salvatore Sinitò e don Maurizio Colbacchini) accusati da voci maligne di aver infranto il sesto comandamento con ragazze e parrocchiane tramutatesi in amanti. Alti prelati del Vaticano, italiani e stranieri. Molto vicini a papa Francesco. Che per anni hanno insabbiato le violenze sessuali sui minori da parte degli orchi con la tonaca. Lo rivela “Lussuria”, il nuovo libro del giornalista processato dalla Santa Sede per Vatileaks. Che fa luce su responsabilità, silenzi e omertà
Nel pieno delle funzioni di governo, improvvisamente, il 24 settembre del 2015 Calogero detto “Lillo” annuncia ai fedeli sgomenti di aver dato nelle mani di Francesco rinuncia irrevocabile al mandato pastorale della diocesi. Motivo ufficiale delle dimissioni, spiega la sala stampa vaticana, le difficili condizioni di salute del monsignore. Nient’altro. «Questa Chiesa è stata distrutta, così come la mia famiglia e chi mi sta vicino. Ho servito la città come ho potuto ma non la lascio bene», attaccò durante una conferenza stampa due giorni dopo aver dato la ferale notizia.

15gen/17Off

Quella legge attesa che dimentica i figli

Articolo di Chiara Saraceno (Repubblica 15.1.17)

La lege sulle unioni civili è finalmente operativa in modo pieno. Questo annuncio — «ora sono legge» ha dichiarato la sottosegretaria Maria Elena Boschi al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via definitivo a tre decreti attuativi — può sorprendere chi credeva che il faticoso processo che aveva portato alla sua approvazione fosse stato concluso già diversi mesi fa, la primavera scorsa, quando la legge era stata approvata in modo definitivo.
Ma mancavano, appunto, i decreti attuativi che consentono ai diversi uffici e amministrazioni coinvolte, a partire dalle anagrafi comunali e dall’Inps, di applicare la legge con correttezza e omogeneità su tutto il territorio. Non è un fenomeno nuovo, ahimè, in Italia, dove di norma ogni legge richiede più di un decreto attuativo e questi non sempre sono predisposti e approvati con tempestività e talvolta non vengono predisposti per nulla, così che vi sono diverse leggi che rimangono sulla carta perché mancano i decreti che le dovrebbero rendere operative.  Nel caso delle unioni civili i decreti attuativi riguardano l’adeguamento delle norme dell’ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni; le disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso e quelle di coordinamento in materia penale.

2dic/16Off

Trascrizioni delle nozze omosex, bocciato Alfano

Articolo di Rachele Gonnelli (manifesto 2.12.16)

“”Fabrizio e Jonathon soltanto da oggi possono vivere in pace il loro matrimonio. Era il 18 ottobre di due anni fa quando poterono trascrivere in Italia le nozze con rito civile celebrate negli Stati Uniti. Il primo sposalizio omosex riconosciuto nel nostro Paese.
Per l’occasione – un atto che fu a suo modo rivoluzionario – il sindaco di allora della capitale, Ignazio Marino, con tanto di fascia tricolore, sfoggiò il suo sorriso più disteso a beneficio dei fotografi. Di lì a poco iniziarono gli insulti, Maurizio Gasparri lo apostrofò come «bandito». E il ministro degli Interni, di allora e di oggi, Angelino Alfano, per evitare che Marino facesse proseliti, emanò una circolare ai prefetti perché procedessero all’annullamento delle trascrizioni. Il primo che eseguì la disposizione del Viminale fu in effetti il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro.