Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

16set/19Off

Dicesi poltrona se non e’ la mia

Articolo di Michele Serra (Repubblica 14.9.19)

“”Si chiama “poltrona” se ad occuparla è un altro. Se mi ci siedo io, allora si chiama pubblica responsabilità al servizio della gente. Si chiama inciucio se si mettono d’accordo gli altri. Se mi metto d’accordo io, se i compromessi li faccio io, si chiama patto per il futuro del Paese. Si chiama frode, golpe delle élites, lesione della democrazia, fuga vigliacca dalle urne se il Parlamento dà la fiducia a una maggioranza politica che non comprende il mio partito. Si chiama governo del popolo se lo stesso Parlamento, nella stessa legislatura, dà la fiducia a una maggioranza politica che comprende il mio partito. Si chiama occupazione della Rai se i direttori di rete e i capistruttura e tutto il resto vengono indicati dagli altri partiti. Si chiama liberazione della Rai se le nomine le faccio io e i palinsesti li faccio fare dai miei amici.

29lug/19Off

Discorsi d’odio e fake news. Giulietti (Fnsi): «Serve un’autocritica fra i giornalisti»

Articolo di Daniela Preziosi (manifesto 28.7.19) “Il presidente della Federazione della stampa: . Alcuni cronisti hanno inseguito l’onda dell’odio. L’Agcom fornisca di dati precisi. La provenienza degli autori del delitto non è stata verificata. Si apra un dibattito nelle redazioni”

“”«La caccia all’immigrato di venerdì sera non può essere archiviata senza una discussione autocritica anche al nostro interno». Beppe Giulietti oggi è presidente della Federazione della stampa, ma è stato parlamentare e segretario dell’Usigrai. Da sempre si occupa dei diritti di chi informa e di chi viene informato. Un mondo che dovrebbe essere – e sentirsi – sotto accusa almeno stavolta per aver contribuito attivamente alla «caccia all’immigrato» diffondendo la notizia falsa secondo cui l’assassino del carabiniere Mario Cerciello Rega fosse «nordafricano». E invece, con la confessione del giovane Finnegan Lee, tutto rischia di passare in cavalleria?

27lug/19Off

L’onda social su Bibbiano per nascondere Moscopoli

Articolo di Giuliano Foschini e Beniamino Pagliaro (Repubblica, 26.7.19) “I tweet e i post sull’inchiesta sui presunti illeciti negli affidi di minori si impennano, senza che ci siano nuove notizie, 48 ore dopo la diffusione dell’audio sull’Hotel Metropol. Ecco chi e come ci ha lavorato”

“”Dice il dizionario che l’onda è una “massa che oscilla con grande ampiezza e lunghezza, capace di trasportare molto lontano quello che galleggia sulla sua superficie”. Ecco, quando vi parlano della storia di Bibbiano, di Moscopoli, e di quello che è accaduto in Italia negli ultimi dieci giorni – sui social prima, in televisione poi e ora per strada, in metropolitana, nei supermercati – non dimenticatevi mai dell’onda. E di quella massa oscillante che porta lontano quello che è in superficie.
Il promo soffio – l’onda è un processo graduale. Destinato a protrarsi nel tempo. Ed è una conseguenza di qualcosa: un soffio vento sull’acqua, per esempio. Nella storia di Bibbiano il primo soffio è della sera del 12 luglio del 2019. Non è una giornata qualsiasi : 48 pre prima Buzzfeed News aveva pubblicato gli audio dell’incontro del Metropol. La Procura di Milano aveva aperto un fascicolo per corruzione internazionale con al centro Gianluca Savoini, uomo di fiducia di Salvini. I giornali non parlavano d’altro e i cittadini, in rete, iniziavano a farsi domande: chi è Savoini? Che rapporto ha con Salvini? La Lega è stata finanziata da Putin?
La sera di Venerdì 12 accade però una cosa .

11lug/19Off

Buzzfeed news: «Ecco la registrazione segreta: da Mosca fondi al Trump italiano»

Articolo di Yurii Colombo (manifesto 11.7.19) “Zitti e Mosca. Scoop del portale Usa Buzzfeed news: incontro al Metropol tra l’«emissario» Savoini e i russi. Ma sui «fondi alla Lega» niente prova audio. Rischio fake news a orologeria”

“”A risvegliare la pigra polemica della politica italiana di metà luglio ci ha pensato ieri il giornalista italiano Alberto Nardelli sul portale americano Buzzfeednews.com. «Rivelazione: l’esplosiva registrazione segreta che dimostra come la Russia abbia cercato di far ottenere milioni di dollari per il “Trump europeo”, alias Matteo Salvini», ha titolato il sito, subito ripreso con enfasi dai principali giornali e agenzie di stampa italiane. Se di scoop si tratta, di certo non è nuovo. Lo scorso febbraio L’Espresso pubblicò un ampio reportage in cui si sosteneva fosse in corso un tentativo da parte del governo russo di far giungere 3 milioni di euro alla Lega per la sua campagna elettorale delle europee attraverso una compravendita di diesel tra una società russa e una italiana. Se ne sarebbe parlato tra alcuni grand commis russi e Gianluca Savoini il giorno dopo la visita-lampo di Matteo Salvini a Mosca il 17 ottobre per incontrare i 700 imprenditori di «Confindustria Russia» che lo attendevano per applaudirlo e a cui promise la «fine delle sanzioni e una nuova politica nei confronti della Russia».

29giu/19Off

Dai Big data alla predittivita’. Il capitalismo della sorveglianza in nome del profitto

Articolo di Benedetto Vecchi (manifesto 29.6.19) “Telecamere, microprocessori e sensori proliferano e servono per raccogliere dati personali di tanti tipi. Tracciata ogni azione quotidiana, dalle passeggiate ai tempi di sosta di fronte le vetrine fino agli acquisti fatti in un negozio o il cibo consumato per strada

“”A proposito del libro di Soshana Zuboff sul capitalismo della sorveglianza. L’economista e docente ad Harvard, cura un volume accademico eppure non solo per addetti ai lavori. Un testo ponderoso, al tempo stesso una controstoria dello sviluppo recente del capitalismo a partire dal ruolo sempre più rilevante che hanno le piattaforme digitali nel regime di accumulazione e una analisi critica della svolta impressa da imprese globali come Google, Apple, Amazon, Facebook e Microsoft nell’affermarsi dei Big Data come settore strategico e centrale nella produzione della ricchezza. Un libro che ha avuto, come scrive l’autrice, l’economista e docente ad Harvard Soshana Zuboff, una gestazione più che decennale e che ha tutte le caratteristiche del libro accademico anglosassone. Grandi quantità di dati, una particolare attenzione alle fonti usate, che non disdegnano interviste a manager e una analisi puntigliosa dei testi ufficiali delle imprese considerate il simbolo di The Age of Surveillance Capitalism, come recita il titolo del volume (Profile Books, pp. 683, 25 sterline).

23apr/19Off

Il boomerang di Salvini che riduce a un derby la festa del 25 aprile

Articolo dinGad Lerner (Repubblica 23.4.19) “Cosí il suo no rilancia la Resistenza”

“”Annoiato da quel derby e per una volta critico nei confronti degli ultràs, spedisce la palla in tribuna annunciando che il 25 aprile lui inaugurerà un commissariato di polizia a Corleone. Anche gli altri ministri della Lega, prossimo partito di maggioranza relativa, seguono il suo esempio: diserteranno a loro volta le celebrazioni. Vale la pena di soffermarsi sulla compiaciuta grossolanità di questa sintesi storica — “il derby fascisti-comunisti” — con cui Salvini pensa di asfaltare “paroloni” come Resistenza, antifascismo, lotta partigiana, Liberazione nazionale, guerra civile. Essa corrisponde, certo, all’esigenza di divertire il suo pubblico. Da ventriloquo del Buonsenso popolare, enfatizza la contrapposizione rispetto ad avversari descritti sempre come noiosi, invidiosi, anzi “rosiconi” e bisognosi del Maalox. Ecco un’altra parola-chiave di cui si nutre lo sberleffo salviniano: le compresse contro il bruciore di stomaco, il Maalox versione edulcorata dell’olio di ricino somministrato agli antifascisti perché se la facessero addosso, ora destinate ai “simpaticoni della sinistra”.

20apr/19Off

Il neurologo. Gay da curare? Antiscientifico Il nostro sesso e’ nel cervello

Articolo di Rosario Sorrentino (Corriere 20.4.19)

«Gli omosessuali vanno curati, sono malati». Ma per cortesia! Chissà che avrà pensato il povero Oscar Wilde, all’indomani delle tanto urlate enunciazioni sulle cause dell’omo-sessualità, al Family Day, tra cui quella di un tormentato, esasperato e irrisolto complesso di Edipo. Mettiamoci l’anima in pace una volta per tutte, l’omosessualità non è una scelta o uno stile di vita, tantomeno una malattia mentale o una deviazione sessuale da «curare» con mirati ritiri spirituali da parte di farneticanti associazioni o comunità con annesso gruppo di preghiera pronte a promettere, attraverso percorsi terapeutici, la «guarigione», che per loro consiste nell’acquisizione dello status più rassicurante, quello dell’eterosessuale.

10feb/19Off

Foibe, la memoria corta degli italiani

Due articoli sulle foibe. LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Enzo Collotti (manifesto 10.2.19) “Se nello sterminio degli ebrei furono complici dei nazisti, nel caso delle foibe furono coinvolti da un insieme di circostanze più complesse, che solo la memoria corta degli italiani e l’ipocrisia di buona parte della classe dirigente hanno espulso dalla memoria collettiva”

“”A poco più di due settimane dal giorno della Memoria in ricordo della Shoah, gli italiani sono chiamati a celebrare con il giorno del Ricordo l’orrore e la tragedia delle Foibe. In entrambi i casi come vittime, ma in entrambi i casi come vittime non innocenti. Se nello sterminio degli ebrei furono complici dei nazisti, nel caso delle foibe furono coinvolti da un insieme di circostanze più complesse, che solo la memoria corta degli italiani e l’ipocrisia di buona parte della classe dirigente hanno espulso dalla memoria collettiva. Già altre volte abbiamo sottolineato le responsabilità del regime fascista nella snazionalizzazione degli sloveni e dei croati che dopo il 1918 vennero a trovarsi entro i confini dello stato italiano. Nel 1941 l’aggressione dell’Italia alla Jugoslavia e l’annessione violenta della provincia di Lubiana a Regno d’Italia contribuirono in modo decisivo alla dissoluzione dello stato Jugoslavo e alla apertura della fase storica che sfociò nella Jugoslavia di Tito. In ciascuna di queste fasi le autorità politiche e militari italiane, al di là di ogni problema geopolitico, si mossero nel presupposto che le popolazioni slave rappresentassero, come ebbe a dire nessun altri che Mussolini, una razza inferiore e barbara nei cui confronti fosse possibile e lecito imporre il pugno duro e purificatore dei dominatori. Le foibe si inseriscono in questo contesto e nella spirale di violenze che fecero seguito.

4feb/19Off

La crisi della democrazia. Psicosi 2.0 e altri deliri

Articolo di Pierluigi Longo (Espresso 3.2.19) “”La politica nel vuoto. Democrazia senza partiti?” Rabbia. Rancore. Paura. E silenzio della politica. Così il populismo si è fatto strada. E va all’attacco della verità. Esce il 5 febbraio il saggio “La politica senza politica” di Marco Revelli”

“”Non può sfuggire il nesso quantomeno d’implicazione, se non di causalità diretta, tra la dissolvenza, anzi questo vero e proprio vuoto – «buco» direbbe Lacan – apertosi nello spazio politico e sociale, e il disordine emerso nel discorso pubblico e conseguentemente nello stato mentale di quanto si muove nella sfera del «Politico». Stato mentale – come si constata ogni giorno – con tutta evidenza disturbato. Attraversato da onde emozionali irrazionali, da paure solo in parte giustificate ma perlopiù enfatizzate, da rapidi e spesso inspiegabili mutamenti d’umore; dall’incomunicabilità crescente e da costruzioni fantasmatiche, in qualche caso allucinatorie, infine da vere e proprie patologie di tipo psicotico: complessi di persecuzione, ossessioni vittimarie, dietrologie paranoidi, incredulità verso ciò che fino a ieri era considerato dato di realtà condiviso. Insomma tutti gli ingredienti di quel mood che connota appunto la sindrome populista.

16dic/18Off

CREDERE. Le parole della laicita’

Da MicroMega online 11.7.17 rubrica a cura di EDOARDO LOMBARDI VALLAURI

“”Usiamo le parole in modo truffaldino. Talvolta ingannando gli altri, talvolta noi stessi. Le parole ci ingannano perché senza saperlo ne accettiamo usi fuorvianti, che costruiscono il mondo come non è. Un uso veramente laico delle parole sarebbe quello in cui non operasse nessuna assunzione nascosta e non verificata. Il verbo credere è solo apparentemente innocuo. Nel suo primo significato, significa “ritenere qualcosa probabile, verosimile, ma non certo, di solito perché non se ne hanno informazioni sufficienti”. Per esempio: credo che Giorgio sarà eletto, oppure credo che Carlotta sia innamorata di te, non per caso con il congiuntivo dell’incertezza. In questo significato, il verbo introduce frasi dichiarative (appunto, credo che…), oppure la fonte a cui si dà credito, con la preposizione a: credo a quello che dice il premier, credo più a te che a tuo fratello. Ma esiste un altro uso del verbo, sottilmente diverso sia nella semantica che nella sintassi, in cui la cosa creduta è introdotta dalla preposizione in, e che serve quando si tratta di una credenza epistemologicamente meno sobria.