Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

19feb/180

Come un colpo di stato

Articolo di Edward Geelhoed, De Groene Amsterdammer, Paesi Bassi. (internazionale 18.2.2018 – L’autore è corrispondente da Atene di De Groene Amsterdammer e De Correspondent. Questo articolo è stato realizzato grazie al contributo del Fonds Bijzondere Journalistieke Projecten e del Nederlands Instituut Athene) “Ad agosto scade l’ultimo dei piani di salvataggio imposti alla Grecia a partire dal 2010. La sovranità del paese è stata azzerata, la situazione sociale è disastrosa e la fine della crisi è ancora lontana”

“”Non c’è niente di più surreale che girare per Atene pensando ai rapporti della troika (il gruppo formato da Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea). Davanti all’Evangelismos, il più grande ospedale greco, la fila per il pronto soccorso si vede da lontano. All’interno c’è una temperatura di trenta gradi e c’è chi aspetta anche sei ore in una sala soffocante. Vecchie ambulanze arrivano e ripartono. La troika ha scritto nei suoi memorandum: “Noi proteggiamo i più deboli”. Ma negli ultimi anni il bilancio di questo ospedale si è più che dimezzato. Manca tutto, in particolare gli infermieri. In Grecia ne servirebbero trentamila, ha dichiarato di recente il ministero della salute. Ogni infermiera si occupa di una cinquantina di pazienti, di notte circa ottanta, e molte si ammalano a causa dei lunghi turni di lavoro. Nei corridoi passano albanesi sudati con il marsupio che distribuiscono biglietti da visita. Fanno da intermediari per chi vuole affittare un televisore o un’ambulanza privata. O un’infermiera privata, “esperta, affidabile e greca”. Per cinquanta euro ti assiste per mezza giornata, per venti ti aiuta a fare la doccia. In realtà si tratta di donne georgiane o bulgare che prima della crisi lavoravano come ragazze alla pari e ora si arrangiano, in nero e senza diploma.

10feb/180

La sinistra dimentica la sua storia

Articolo di Ezio Mauro (Repubblica 10.2.18)

“”Quando i partiti si riducono a semplici comitati elettorali, e non hanno più ideali politici a cui riferirsi perché vivono nell’estemporaneo, diventano subalterni al senso comune, suoi replicanti. Invece di orientare l’opinione pubblica la inseguono gregari, perché invece di testimoniare una storia affogano nella cronaca. Con il risultato di far mancare al Paese l’interpretazione degli avvenimenti attraverso le grandi culture politiche di riferimento e la loro pedagogia. Nell’Italia estrema di oggi, si scopre così quant’è difficile dirsi moderati, e dirsi riformisti. O meglio: dirlo è facile, testimoniarlo e viverlo, tradurlo in politica concreta e corrente è molto più complicato. È evidente che in una normale campagna elettorale una forza di sinistra avrebbe già tenuto una riunione della sua direzione a Macerata, aperta alla cittadinanza e ai media nazionali, riconsegnando la città a se stessa dopo gli spari, restituendole sicurezza attraverso la politica dopo il razzismo terrorista.

10feb/180

Foibe, la lunga marcia del revisionismo storico

Articolo di Angelo d’Orsi (manifesto 10.2.18)

“”Il revisionismo ha compiuto una lunga marcia, a partire dagli anni Sessanta, tra Francia, Germania, Italia, essenzialmente. In Italia ha riscosso notevole fortuna, e ha riguardato essenzialmente la vicenda del comunismo e del fascismo: alla squalificazione del primo, ha corrisposto, in contemporanea, il recupero del secondo. Il processo ricevé una formidabile accelerazione con «la caduta del Muro», e l’immediata sentenza di morte autoinflittasi dal Partito comunista, quando si accettò non soltanto il terreno dell’avversario ma la sua tesi di fondo: la intima natura maligna, del comunismo. Tale revisionismo estremistico toccò punte clamorose dopo l’avvento di Berlusconi, e lo «sdoganamento» della destra «postfascista» e il suo ingresso in area governativa.

8feb/180

L’uomo bianco che poteva salvare Pamela l’ha sfruttata

Articolo di Selvaggia Lucarelli (Fatto 8.2.18) “Il vero mostro – Un cittadino come tanti, non un immigrato, trova la ragazzina in cerca di droga: invece di aiutarla la paga per fare sesso”

“”C’è una figura, nella brutta storia della morte di Pamela morta a 18 anni per ragioni poco chiare e “vendicata” dal fascistoide Luca Traini a colpi di pistola contro i “negri cattivi”, su cui tutti si sono soffermati poco. La figura di un uomo bianco di mezza età, un meccanico, un maceratese come tanti, nessun tatuaggio nazista sulla fronte, nessun precedente inquietante. Uno con un’utilitaria bianca e abitudini banali. Uno a cui nessuno ha sparato, che nessuno ha insultato su Facebook, perché sono i negri quelli cattivi. Sui giornali, ieri, veniva descritto come un uomo con un peso sul cuore, uno che non si dà pace. Perché lui, il bianco buono, la sera in cui Pamela è scappata dalla comunità per tornare a bucarsi dopo tre mesi, è l’ultimo bianco buono ad averla vista viva. E anche l’ultimo che avrebbe potuto darle una mano, solo che l’ha scaricata alla stazione e dopo un po’ Pamela era a pezzi in una valigia. Non si dà pace, il pover’uomo. “È tutto così atroce”, dice. Il procuratore capo di Macerata aveva pure provato a coprirlo, a raccontare una storia diversa, perché non sia mai che l’uomo bianco non ne esca come la parte buona della vicenda.

29gen/180

Italia 2018 : l’ascensore e’ congelato. Viaggio di Federico Fubini in un Paese senza mobilita’ sociale, dove resti quel che nasci

Articoloo di Aldo Cazzulla (Corriere 29.1.18)

“”Nel 1427 un capofamiglia fiorentino, Manno Mannucci figlio di Benincasa, discendente di un soldato di ventura tedesco sbandato in Toscana durante le incursioni di Federico Barbarossa, si dichiarò al catasto come artigiano del legno. Sei secoli dopo, nel «laboratorio di un quartiere di Firenze che sta dolcemente invecchiando», il suo discendente Fabio Mannucci fa più o meno lo stesso lavoro: il restauratore. Forse tra gli arredi medievali che sono passati dalle sue mani ce n’è qualcuno intagliato dal suo avo. Nel 1427 il patrimonio finanziario e immobiliare dei Mannucci – 4 nuclei familiari, 21 persone – arrivava a 437 fiorini, pari a circa tredici anni di lavoro di un manovale, circa di un terzo superiore alla mediana delle famiglie fiorentine. «Nell’anno di imposta 2012, fra i contribuenti di Firenze compaiono 149 Mannucci e il loro reddito dichiarato in media è di 31.775 euro: un quarto sopra la media cittadina, ovvero più o meno esattamente dov’era il patrimonio dei Mannucci rispetto al patrimonio mediano dei fiorentini sei secoli fa. Erano e restano solidamente ceto medio». Il caso dei Mannucci non è isolato. Incrociando redditi e patrimoni degli 807 cognomi che compaiono sia nel catasto della Firenze del 1427, sia nelle dichiarazioni dei redditi della Firenze del 2012, si nota che quasi nulla è cambiato. I ricchissimi sono rimasti ricchissimi; i ricchi, ricchi; il ceto medio, medio; i poveri, poveri; i poverissimi, poverissimi.

24gen/180

La crescita della poverta’ globale e il dumping salariale

Articolo Luigi Pandolfi (manifesto 24.1.18) “Disuguaglianze. Così lavora la fabbrica dei miliardari. Un sistema che comprime i diritti dei lavoratori, che “spinge sugli utili d’impresa a vantaggio di incentivi ai top manager”

“”L’ultimo rapporto di Oxfam, «Ricompensare il lavoro, non la ricchezza», è un atto d’accusa verso i governi e le élite economico-finanziarie del mondo, responsabili della gigantesca opera di redistribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto. «We are the 99%», era lo slogan di Occupy Wall Street, ricordate? Oggi la nota ong inglese suggella questo dato con numeri inconfutabili, aggiungendo, peraltro, che la tendenza alla polarizzazione del reddito ha subito nell’ultimo anno una pesante accelerazione.
I numeri in sintesi.Tra il 2016 e il 2017, l’82% dell’incremento della ricchezza mondiale ha reso ancora più ricco l’1% più ricco della popolazione. Del restante 18%, non ha visto nemmeno una briciola il 50% più povero. Scandaloso: attualmente 42 super-ricchi possiedono più di 4 miliardi di persone messe insieme.
Le donne più penalizzate degli uomini: «Negli ultimi gradini della piramide sociale troviamo spesso le lavoratrici: in tutto il mondo guadagnano meno degli uomini», si legge nel rapporto.
E l’Italia? Con il primato del più alto numero di poveri in Europa, il nostro Paese non fa, ovviamente, eccezione.

23gen/180

La poverta’ globale. La grande diseguaglianza della societa’ servile

Articolo di Marco Revelli (manifesto 23.1.18) “Povertà globale. Il Rapporto Oxfam fotografa non solo le vette, straordinarie nel 2017, della ricchezza ma guarda il mondo anche dalle profondità globali degli abissi sociali”

“”L’ultimo rapporto Oxfam sullo stato sociale del pianeta è piombato come un pugno sul tavolo dei signori di Davos. Dice che l’1% della popolazione mondiale controlla una ricchezza pari a quella del restante 99%. E questo lo riportano tutti i media. Ma dice anche di più. Dice, per esempio, che tra il marzo del 2016 e il marzo 2017 quell’infinitesimo gruppo di super-privilegiati (un paio di migliaia di maschi alfa, meno di 1 su 10 sono donne) si è accaparrato l’86% della nuova ricchezza prodotta, mentre ai 3 miliardi e 700 milioni di donne, uomini e bambini che costituiscono il 50% degli abitanti della terra non è andato nemmeno un penny (alla faccia della famigerata teoria del trickle down, cioè dello “sgocciolamento” dei soldi dall’alto verso il basso). Dice anche che lo scorso anno ha visto la più grande crescita del numero dei miliardari nel mondo (all’incirca uno in più ogni due giorni). E dell’ammontare della loro ricchezza: 762 miliardi, una cifra che da sola, se redistribuita, permetterebbe di porre fine alla povertà estrema globale non una ma sette volte! E poi dice, soprattutto, che quella mostruosa accumulazione di ricchezza poggia sul lavoro povero, svalorizzato, umiliato di miliardi di uomini e soprattutto di donne, e anche bambini. E’, biblicamente, sterco del diavolo.

22gen/180

Davos e la disuguaglianza Quell’un per cento che prende tutto

Articolo di Barbara Ardù (Repubblica 22.1.18) “L’82% della ricchezza prodotta nel 2017 è andata a una minoranza della popolazione e anche in Italia si allarga la forbice delle disparità”

“”C’è chi ha fatto grandi numeri, chi meno, ma a livello globale il 2017 ha portato un incremento della ricchezza. Siamo cresciuti, il Pil mondiale è salito. Dovremmo stare tutti un po’ meglio. Non è così perché l’82% di questo aumento è andato a finire solo nelle mani dell’1% della popolazione. I Paperoni mondiali, che la rivista Forbes mette in fila ogni anno. Sono 2.043, ma come mai si era visto nella storia il loro numero aumenta a ritmo esponenziale. La denuncia arriva da Oxfam, capofila di tutta una serie di organizzazioni non governative, che presenterà il nuovo Rapporto 2018 a Davos, di fronte ai Grandi della terra e ai loro governanti, perché è la loro attenzione che vuole. Tra marzo 2016 e marzo 2017, scrive Oxfam, ogni due giorni è “nato” un miliardario. E la sua nascita è frutto dello sfruttamento intensivo del lavoro su scala globale. Come dire che il lavoro non paga più, paga solo la ricchezza ed è questa che viene ricompensata. Da qui nascono le diseguaglianze che sono in aumento. Alla metà della popolazione mondiale più povera, della nuova ricchezza non è andato nulla. Ma attenzione perché i poveri secondo la Banca mondiale sono coloro che vivono con meno di due dollari al giorno. Un limite che sale se si vive in una grande città dell’Occidente. In Italia si è poveri, ci dice l’Istat, se non si superano i 600 euro in una città del Nord e 400 in una del Sud. Eppure anche da noi le diseguaglianze sono in crescita.

18gen/180

Nell’era della postverita’

Articolo di Benedetto Vecchi (manifesto 18.1.18 “Codici aperti. Il teorico del diritto statunitense Cass R. Sunstein e il filosofo italiano Maurizio Ferraris, nei loro rispettivi libri, si interrogano su fake news, produzione di informazione e opinione pubblica. E soprattutto, sull’esercizio della democrazia al tempo dei social media”

“”Le fake news non sono solo falsità, bensì il simbolo di trasformazioni ben più rilevanti nella formazione dell’opinione pubblica e nel modo di produzione dell’informazione. A sostenere questo invito a studiare con attenzione la diffusione seriale e virale delle «bufale» sono due filosofi che operano in contesti economici, politici e culturali diversi, ma con molti punti in comune. Sono il teorico del diritto statunitense Cass R. Sunstein e il filosofo italiano Maurizio Ferraris.
Cass R. Sunstein è un liberal che ha collaborato a lungo con Barack Obama; negli ultimi dieci anni, ha concentrato la sua attenzione sugli effetti non sempre positivi della comunicazione on line e dei social media nell’esercizio della democrazia politica.

15gen/180

L’evasione reale. Nascosti al Fisco 132 miliardi record da autonomi e affitti

Articolo di Claudio Tito (Repubblica 15.1.18) “Studio del Senato: le dichiarazioni Irpef fanno perdere ogni anno 38 miliardi allo Stato”

“”Oltre 132 miliardi di redditi Irpef nascosti con una perdita di gettito superiore a 38 miliardi l’anno. Sono questi gli ultimi dati choc dell’evasione fiscale in Italia contenuti in un rapporto elaborato dall’Ufficio Valutazione Impatto del Senato. Una ricerca appena conclusa dagli esperti di Palazzo Madama. In cui si confermano alcuni sospetti: a evadere di più le tasse sono i lavoratori autonomi e chi può contare su rendite immobiliari, ossia sugli affitti.
Lo studio, terminato nei primi giorni di quest’anno insieme all’Università Ca’ Foscari di Venezia, alza dunque di un bel pò le stime sulle tasse sul reddito non pagate nel nostro Paese. Il tutto si basa su un principio che viene sintetizzato con una formula inglese: under reporting. Ossia gli italiani mentono sui propri redditi anche nelle rilevazioni demoscopiche, «sottostimandoli nel timore che si possano stabilire collegamenti con quanto hanno dichiarato al fisco » . E secondo questo studio, esiste una « relazione sostanziale tra l’evasione fiscale e l’under reporting». Basti pensare che sugli introiti da lavoro autonomo e impresa almeno il 23 per cento degli intervistati non dice la verità e il 44% lo fa sugli affitti. Mentre i dipendenti sono sostanzialmente veritieri nelle loro relazioni con l’erario.