Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

11lug/19Off

Buzzfeed news: «Ecco la registrazione segreta: da Mosca fondi al Trump italiano»

Articolo di Yurii Colombo (manifesto 11.7.19) “Zitti e Mosca. Scoop del portale Usa Buzzfeed news: incontro al Metropol tra l’«emissario» Savoini e i russi. Ma sui «fondi alla Lega» niente prova audio. Rischio fake news a orologeria”

“”A risvegliare la pigra polemica della politica italiana di metà luglio ci ha pensato ieri il giornalista italiano Alberto Nardelli sul portale americano Buzzfeednews.com. «Rivelazione: l’esplosiva registrazione segreta che dimostra come la Russia abbia cercato di far ottenere milioni di dollari per il “Trump europeo”, alias Matteo Salvini», ha titolato il sito, subito ripreso con enfasi dai principali giornali e agenzie di stampa italiane. Se di scoop si tratta, di certo non è nuovo. Lo scorso febbraio L’Espresso pubblicò un ampio reportage in cui si sosteneva fosse in corso un tentativo da parte del governo russo di far giungere 3 milioni di euro alla Lega per la sua campagna elettorale delle europee attraverso una compravendita di diesel tra una società russa e una italiana. Se ne sarebbe parlato tra alcuni grand commis russi e Gianluca Savoini il giorno dopo la visita-lampo di Matteo Salvini a Mosca il 17 ottobre per incontrare i 700 imprenditori di «Confindustria Russia» che lo attendevano per applaudirlo e a cui promise la «fine delle sanzioni e una nuova politica nei confronti della Russia».

29giu/19Off

Dai Big data alla predittivita’. Il capitalismo della sorveglianza in nome del profitto

Articolo di Benedetto Vecchi (manifesto 29.6.19) “Telecamere, microprocessori e sensori proliferano e servono per raccogliere dati personali di tanti tipi. Tracciata ogni azione quotidiana, dalle passeggiate ai tempi di sosta di fronte le vetrine fino agli acquisti fatti in un negozio o il cibo consumato per strada

“”A proposito del libro di Soshana Zuboff sul capitalismo della sorveglianza. L’economista e docente ad Harvard, cura un volume accademico eppure non solo per addetti ai lavori. Un testo ponderoso, al tempo stesso una controstoria dello sviluppo recente del capitalismo a partire dal ruolo sempre più rilevante che hanno le piattaforme digitali nel regime di accumulazione e una analisi critica della svolta impressa da imprese globali come Google, Apple, Amazon, Facebook e Microsoft nell’affermarsi dei Big Data come settore strategico e centrale nella produzione della ricchezza. Un libro che ha avuto, come scrive l’autrice, l’economista e docente ad Harvard Soshana Zuboff, una gestazione più che decennale e che ha tutte le caratteristiche del libro accademico anglosassone. Grandi quantità di dati, una particolare attenzione alle fonti usate, che non disdegnano interviste a manager e una analisi puntigliosa dei testi ufficiali delle imprese considerate il simbolo di The Age of Surveillance Capitalism, come recita il titolo del volume (Profile Books, pp. 683, 25 sterline).

23apr/19Off

Il boomerang di Salvini che riduce a un derby la festa del 25 aprile

Articolo dinGad Lerner (Repubblica 23.4.19) “Cosí il suo no rilancia la Resistenza”

“”Annoiato da quel derby e per una volta critico nei confronti degli ultràs, spedisce la palla in tribuna annunciando che il 25 aprile lui inaugurerà un commissariato di polizia a Corleone. Anche gli altri ministri della Lega, prossimo partito di maggioranza relativa, seguono il suo esempio: diserteranno a loro volta le celebrazioni. Vale la pena di soffermarsi sulla compiaciuta grossolanità di questa sintesi storica — “il derby fascisti-comunisti” — con cui Salvini pensa di asfaltare “paroloni” come Resistenza, antifascismo, lotta partigiana, Liberazione nazionale, guerra civile. Essa corrisponde, certo, all’esigenza di divertire il suo pubblico. Da ventriloquo del Buonsenso popolare, enfatizza la contrapposizione rispetto ad avversari descritti sempre come noiosi, invidiosi, anzi “rosiconi” e bisognosi del Maalox. Ecco un’altra parola-chiave di cui si nutre lo sberleffo salviniano: le compresse contro il bruciore di stomaco, il Maalox versione edulcorata dell’olio di ricino somministrato agli antifascisti perché se la facessero addosso, ora destinate ai “simpaticoni della sinistra”.

20apr/19Off

Il neurologo. Gay da curare? Antiscientifico Il nostro sesso e’ nel cervello

Articolo di Rosario Sorrentino (Corriere 20.4.19)

«Gli omosessuali vanno curati, sono malati». Ma per cortesia! Chissà che avrà pensato il povero Oscar Wilde, all’indomani delle tanto urlate enunciazioni sulle cause dell’omo-sessualità, al Family Day, tra cui quella di un tormentato, esasperato e irrisolto complesso di Edipo. Mettiamoci l’anima in pace una volta per tutte, l’omosessualità non è una scelta o uno stile di vita, tantomeno una malattia mentale o una deviazione sessuale da «curare» con mirati ritiri spirituali da parte di farneticanti associazioni o comunità con annesso gruppo di preghiera pronte a promettere, attraverso percorsi terapeutici, la «guarigione», che per loro consiste nell’acquisizione dello status più rassicurante, quello dell’eterosessuale.

10feb/19Off

Foibe, la memoria corta degli italiani

Due articoli sulle foibe. LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Enzo Collotti (manifesto 10.2.19) “Se nello sterminio degli ebrei furono complici dei nazisti, nel caso delle foibe furono coinvolti da un insieme di circostanze più complesse, che solo la memoria corta degli italiani e l’ipocrisia di buona parte della classe dirigente hanno espulso dalla memoria collettiva”

“”A poco più di due settimane dal giorno della Memoria in ricordo della Shoah, gli italiani sono chiamati a celebrare con il giorno del Ricordo l’orrore e la tragedia delle Foibe. In entrambi i casi come vittime, ma in entrambi i casi come vittime non innocenti. Se nello sterminio degli ebrei furono complici dei nazisti, nel caso delle foibe furono coinvolti da un insieme di circostanze più complesse, che solo la memoria corta degli italiani e l’ipocrisia di buona parte della classe dirigente hanno espulso dalla memoria collettiva. Già altre volte abbiamo sottolineato le responsabilità del regime fascista nella snazionalizzazione degli sloveni e dei croati che dopo il 1918 vennero a trovarsi entro i confini dello stato italiano. Nel 1941 l’aggressione dell’Italia alla Jugoslavia e l’annessione violenta della provincia di Lubiana a Regno d’Italia contribuirono in modo decisivo alla dissoluzione dello stato Jugoslavo e alla apertura della fase storica che sfociò nella Jugoslavia di Tito. In ciascuna di queste fasi le autorità politiche e militari italiane, al di là di ogni problema geopolitico, si mossero nel presupposto che le popolazioni slave rappresentassero, come ebbe a dire nessun altri che Mussolini, una razza inferiore e barbara nei cui confronti fosse possibile e lecito imporre il pugno duro e purificatore dei dominatori. Le foibe si inseriscono in questo contesto e nella spirale di violenze che fecero seguito.

4feb/19Off

La crisi della democrazia. Psicosi 2.0 e altri deliri

Articolo di Pierluigi Longo (Espresso 3.2.19) “”La politica nel vuoto. Democrazia senza partiti?” Rabbia. Rancore. Paura. E silenzio della politica. Così il populismo si è fatto strada. E va all’attacco della verità. Esce il 5 febbraio il saggio “La politica senza politica” di Marco Revelli”

“”Non può sfuggire il nesso quantomeno d’implicazione, se non di causalità diretta, tra la dissolvenza, anzi questo vero e proprio vuoto – «buco» direbbe Lacan – apertosi nello spazio politico e sociale, e il disordine emerso nel discorso pubblico e conseguentemente nello stato mentale di quanto si muove nella sfera del «Politico». Stato mentale – come si constata ogni giorno – con tutta evidenza disturbato. Attraversato da onde emozionali irrazionali, da paure solo in parte giustificate ma perlopiù enfatizzate, da rapidi e spesso inspiegabili mutamenti d’umore; dall’incomunicabilità crescente e da costruzioni fantasmatiche, in qualche caso allucinatorie, infine da vere e proprie patologie di tipo psicotico: complessi di persecuzione, ossessioni vittimarie, dietrologie paranoidi, incredulità verso ciò che fino a ieri era considerato dato di realtà condiviso. Insomma tutti gli ingredienti di quel mood che connota appunto la sindrome populista.

16dic/18Off

CREDERE. Le parole della laicita’

Da MicroMega online 11.7.17 rubrica a cura di EDOARDO LOMBARDI VALLAURI

“”Usiamo le parole in modo truffaldino. Talvolta ingannando gli altri, talvolta noi stessi. Le parole ci ingannano perché senza saperlo ne accettiamo usi fuorvianti, che costruiscono il mondo come non è. Un uso veramente laico delle parole sarebbe quello in cui non operasse nessuna assunzione nascosta e non verificata. Il verbo credere è solo apparentemente innocuo. Nel suo primo significato, significa “ritenere qualcosa probabile, verosimile, ma non certo, di solito perché non se ne hanno informazioni sufficienti”. Per esempio: credo che Giorgio sarà eletto, oppure credo che Carlotta sia innamorata di te, non per caso con il congiuntivo dell’incertezza. In questo significato, il verbo introduce frasi dichiarative (appunto, credo che…), oppure la fonte a cui si dà credito, con la preposizione a: credo a quello che dice il premier, credo più a te che a tuo fratello. Ma esiste un altro uso del verbo, sottilmente diverso sia nella semantica che nella sintassi, in cui la cosa creduta è introdotta dalla preposizione in, e che serve quando si tratta di una credenza epistemologicamente meno sobria.

6dic/18Off

Regeni, sfida dei genitori “L’Egitto deve sapere che non molleremo mai”

Articolo di Giuliano Foschini (Repubblica 6.12.18) “L’avvocato legge i nomi dei 20 agenti coinvolti nell’omicidio “ È impossibile che Al Sisi non sappia cosa è successo a Giulio””

“”La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati cinque uomini delle forze di polizia del Cairo per il sequestro di Giulio Regeni. In Egitto è stata arrestata invece la moglie di uno dei consulenti legali della famiglia. Ieri a Roma la famiglia Regeni ha parlato con accanto un altro dei loro consulenti, Mohammed Abdallah, anche lui in galera per mesi: «Chi ha ucciso e torturato Giulio pagherà» ha detto. Ieri sono accadute tre cose nella lunga battaglia per la ricerca della verità sul sequestro, l’assassinio e la tortura di Giulio Regeni. La prima è una conferma: la famiglia Regeni non molla. Anzi rilancia. « In Egitto sappiano che non cederemo neanche in futuro » ha spiegato Paola Regeni, durante la conferenza stampa indetta nella sede della Federazione nazionale della stampa, a Roma, accanto ai vertici del sindacato, Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti. Il perché la famiglia Regeni non abbia intenzione di mollare, e veniamo alla seconda circostanza, lo ha spiegato l’avvocato Alessandra Ballerini con in mano un faldone di documenti frutto di lunghe indagini difensive tra l’Italia e il Cairo. « Ci sono cinque indagati — dice — Ma noi abbiamo una lista di 20 persone, tutti appartenenti delle forze di polizia del Cairo, coinvolti in qualche modo nella sparizione e nell’omicidio di Giulio. Abbiamo i loro nomi e cognomi. Sappiano che non devono stare tranquilli». La Ballerini snocciola così i 20 nomi, compresi i 5 indagati dalla procura Roma di cui Repubblica ha dato conto nei giorni scorsi.

29nov/18Off

Il fallimento della diplomazia

Articolo di Carlo Bonini (Repubblica 29.11.18) “La grande ipocrisia di Stato che nasconde la verità su Giulio. Le visite di Salvini e Di Maio, il sostegno a Conte sulla Libia hanno convinto il regime a ignorare le richieste dei pm

“”La finzione è dunque caduta. E la decisione della Procura di Roma di procedere unilateralmente alle prime iscrizioni nel registro degli indagati per sequestro di persona di ufficiali dell’Intelligence egiziana, nel restituire l’inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni alle regole del nostro processo penale, non segna affatto una svolta nell’accertamento della verità ma, piuttosto, mette a nudo la catastrofe della nostra diplomazia e della sua ipocrisia. Fa giustizia di una cooperazione giudiziaria che, dal dicembre del 2017, al netto dei salamelecchi dei comunicati ufficiali «congiunti» , non si è mossa di un centimetro, fotografandola per quel che è diventata. Un simulacro, al riparo del quale, il governo dei triumviri Giuseppe Conte, Matteo Salvini, Luigi Di Maio e lo stesso presidente della Camera Roberto Fico, hanno di fatto firmato la nostra resa al Cairo. È una verità che è possibile apprezzare se solo si sovrappongono il canovaccio della nostra interlocuzione con Al Sisi negli ultimi sei mesi e lo stallo della cooperazione giudiziaria. Un teatro avvilente.

29nov/18Off

Tijuana, i naufraghi dell’Impero

Articolo di Luca Celada (manifesto 29.11.18) “Immigrazione. Sulla martoriata frontiera tra i mondi dello sviluppo e dello sfruttamento. I corpi umani qui sono sempre stati in balia delle manovre del capitale, dislocati come forza lavoro in base ai programmi di produzione e le esigenze di mercato. L’economia del sudovest degli Stati uniti si regge sul lavoro degli immigrati ispanici”

“”LOS ANGELES L‘impari battaglia di Tijuana fra i diseredati della caravana e i difensori del confine fortificato della prima superpotenza mondiale ha prodotto l’ultima immagine iconica della crisi migratoria. La madre coraggio in fuga dalle nuvole del gas lacrimogeno sparato dagli agenti di frontiera ha offerto la rappresentazione quasi pittorica di un’immagine che gli automobilisti in California conoscono bene. I cartelli stradali che sulle autostrade avvertono della presenza di clandestini raffigurano una famiglia in procinto di pericoloso attraversamento della carreggiata, alla stregua di animali selvatici. La paradossale segnaletica rappresenta i profughi come fastidioso impedimento alla viabilità. La foto della madre che tenta di trarre in salvo le figlie dall’attacco chimico delle falangi dell’impero sulla cui soglia sono naufragate, è progressione naturale di quella normalizzazione, emblema di un epoca di violenza metabolizzata nel profondo. Il fotogramma si va ad aggiungere ad altri, come quello del bambino affogato sulle spiaggia di turca Bodrum, prodotte dalla guerra transazionale contro i poveri e i deboli, elevati dal nazional populismo globale a nemici della patria e diventati capro espiatorio e ideale strumento per alimentare odio, risentimento e paranoia.