Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

8dic/170

Donazioni forzate

Articolo di Bruna Sironi  (dal sito Nigrizia 7.12.17

“”Il traffico di organi, di cui a lungo si è vociferato con scetticismo ed incredulità, è ormai venuto allo scoperto come uno dei più odiosi crimini legati al traffico di essere umani. Un crimine che sembra essere in forte crescita anche grazie alla crisi migratoria degli ultimi anni, che ha esteso, rafforzato e rinsaldato le reti dei trafficanti e ha messo a disposizione molto “materiale” praticamente senza rischi. Per la verità, il traffico di organi non è sempre legato alle migrazioni. Altri possono essere vittime di traffico con lo scopo di disporre di organi da “commerciare” illegalmente. Ma il “settore” è poco conosciuto dal momento che spesso le notizie in materia sono così turpi da risultare poco credibili e dunque anche poco diffuse. Ogni tanto però qualcosa trapela. Nei giorni scorsi, ad esempio, Radio Dabanga, un sito di notizie on line dal Sudan – e specialmente dalla regione del Darfur -, riferiva dell’arresto di 12 persone nel Darfur Occidentale, tra cui personale medico e sanitario, accusate di aver ucciso 8 concittadini per venderne gli organi. Nella zona era infatti stata denunciata la scomparsa di numerose persone in soli quattro mesi. Ma dei migranti in transito sulle vie del deserto nessuno denuncia la scomparsa. Nessun rischio e organi mediamene giovani e in buona salute da collocare sul mercato.

25nov/170

Poche storie, all’Italia servono piu’ migranti

Intervista a Aweis di Marco Santi (L’ink/iesta 25.11.17) “Non è certamente la ragione essenziale perché un paese civile rispetti il diritto del migrante a essere accolto, ma anche le ragioni dell’economia posso avere importanza per convincere i sordi, gli avari e gli egoisti”

“”«No, non ci stanno invadendo: l’Italia resta una delle destinazioni meno ambite. Non ci rubano ricchezza: con la differenza tra contributi versati e percepiti si pagano le pensioni di 600mila italiani. E siccome siamo un Paese sempre più anziano, per salvare il nostro welfare ne servirebbero di più»
Sono un rifugiato, ma non l’ho scelto io. Preferirei stare nel mio Paese». Aweis è nato in Somalia, da qualche anno vive a Roma. In Africa era una giovane promessa del calcio, aveva una vita da privilegiato. «Stavo bene, con la mia famiglia e i miei amici. Giocavo a pallone ed ero proprietario di alcuni negozi di musica. Un’esistenza migliore di quella che ho oggi in Italia». Poi è dovuto fuggire. Un giorno in Somalia è arrivato Al Shabaab, un gruppo terroristico di matrice islamica. «Sono come l’Isis», racconta Aweis. «Hanno vietato il calcio e non hanno più permesso di ascoltare musica. Volevano che lavorassi con loro, ma mi sono rifiutato. E così hanno deciso di uccidermi». Una mattina un commando di una decina di persone si presenta casa sua, lo cercano. Per fortuna Aweis è fuori. Si limitano a devastare il suo appartamento. «Mia madre mi ha chiamato e mi ha detto: “figlio mio, non tornare più a casa”». La lunga odissea del ragazzo inizia in questo momento. Prima si nasconde in un villaggio somalo, poi prova a rifugiarsi in Kenya. Qui rimane tre mesi, ma senza lavoro né documenti è costretto a scappare ancora. Prova in Uganda, poi in Sudan, ovunque gli stessi problemi. Alla fine, per disperazione, cerca la strada dell’Europa. La rotta verso nord lo porta in Libia, dove il suo dramma si trasforma in un incubo. «Sono quasi morto, non basterebbe un giorno per raccontare quello che ho vissuto». Dopo alcuni mesi trattenuto dai libici, il viaggio nel Mediterraneo diventa l’unica salvezza. I soldi per salire sul gommone, le incognite della traversata. «C’erano uomini, donne, anche un bambino. Eravamo tutti pronti a rischiare la vita. Non avevamo scelta: attraversando il mare in quelle condizioni sapevamo che probabilmente non ce l’avremmo fatta, ma rimanendo in Libia avevamo la certezza di morire». L’arrivo in Europa, la fuga in Olanda. Arrestato come clandestino Aweis viene riportato a Roma. «Oggi ho trovato un lavoro – racconta – dormo a casa mia, pago l’affitto. Ho degli amici, sto bene, ma vorrei riabbracciare la mia famiglia». Il giovane somalo parla piano, scandisce le parole. «Lo so che siamo ospiti nel vostro Paese – continua – A volte diamo fastidio, l’Italia ha già i suoi problemi. Ma sono qui solo perché sono obbligato, se dipendesse da me sarei già tornato in Patria».

18nov/170

Biotestamento e Ius soli sei sedute per il si’ alle leggi prima dello scioglimento.

Articolo di Giovanna Casadio (Repubblica 18.11.17) “Le norme sul fine vita rischiano di finire fuori tempo massimo”

Martedì 5 dicembre, quindi il 6 e il 7 (nonostante sia Sant’Ambrogio), per poi riprendere discussioni e votazioni il 12, 13 e 14 dicembre. Sono le sei sedute-clou del Senato, quelle in cui nuovo regolamento, Ius soli e biotestamento (in quest’ordine) dovrebbero diventare legge. Il tempo è stretto nello scorcio di legislatura che, una volta incassata con la fiducia la legge di Bilancio, dovrebbe sciogliersi tra fine dicembre e inizio gennaio. Difficile un “trascinamento” a febbraio.
Sotto il fuoco incrociato dei veti e dei trabocchetti, con i leghisti sulle barricate per lo Ius soli, e nel pieno ormai della campagna elettorale, non è chiaro se sei sedute potranno bastare per il biotestamento. Il Pd assicura che ce la metterà tutta, e che comunque si potrebbero verificare le condizioni di un accordo per un via libera veloce anche ai tempi supplementari. Così sarebbe se la legislatura si allungasse alla prima settimana di gennaio, oppure ci fossero altre due sedute (quindi otto in tutto) “rubate” alla manovra economica. Il cui ritorno dalla Camera a Palazzo Madama dovrebbe esserci il 15 dicembre, ma potrebbe slittare al 19. E ieri Luigi Zanda, il capogruppo del Pd, per fare pressing sui 97 senatori dem, ha inviato a tutti il discorso del Papa con due righe di accompagnamento: «Care amiche e cari amici, penso possa interessarvi il testo integrale del messaggio di Papa Francesco sulla questione del fine vita». Anche il Pontefice è tornato ieri sull’argomento: «Bravo quel medico – ha detto nell’omelia a Santa Marta – che accompagna il malato fino alla fine ».

13nov/170

Heller: “Questa Europa malata dove il passato torna a cercare vendetta”

Intervista a Ágnes Heller di Andrea Tarquini (Repubblica 13.11.17) “Per la studiosa ungherese  l’imponente corteo di sabato in Polonia rappresenta un segnale importante. E molto negativo.”"

“”«IL PASSATO torna tra noi, col volto della vendetta». Ágnes Heller, grande voce dell’intelligentsia centroesteuropea, commenta così a caldo.
Sessantamila nazionalisti in piazza a Varsavia, che cosa ne dice? «Sessantamila persone in piazza gridando quegli slogan sono tante. Il patriottismo diventa nazionalismo. Lo sfondo è un’Europa che appare malata ovunque o quasi, e i partiti storici democratici sono in crisi».
Qual è stata la sua prima reazione ? «Situazione brutta, davvero. La Storia passata, ripeto, torna tra noi, irrompe nel presente come vendetta. Insisto, sessantamila nazionalisti in piazza con quegli slogan nel più grande paese del gruppo di Viségrad sono un segnale grosso. E la contro dimostrazione era molto piccola. Stiamo andando giù tutti, l’Europa appare malata».
Il dissenso nel Centro-est era multiculturale, oggi è una somma di nazionalismi. Perché? «I movimenti per la libertà, come molti decenni prima fu l’Austria-Ungheria, erano uniti da momenti di passato comune. Il Centro- est ha un passato diverso dal resto d’Europa: l’occupazione sovietica. Il nazionalismo del gruppo di Viségrad viene da quel passato ».

7nov/170

Norme, ordinanze, divieti: cosi’ la nostra giurisprudenza mostra pregiudizi e paure degli italiani

Articolo di Michele Ainis (Repubblica 7.11.17) “Allarme, siam razzisti anche quando dettiamo legge”

“”Sono razzisti gli italiani? Ed è razzista l’uso della parola “razza” nella Costituzione italiana? Che razza di problema, verrebbe da obiettare. Con tutti i guai che ci cadono sul collo, non è proprio il caso d’impiccarci su questioni lessicali. Eppure i genetisti qualche settimana fa hanno indetto un convegno a Pavia per reclamare l’espulsione di quella parolina, per cancellarla dal nostro testo fondativo. Hanno ragione, dal loro punto di vista. In termini scientifici ci sono razze equine, ci sono razze bovine, ma non esistono razze umane. Bianchi e neri, abbiamo tutti lo stesso dna, siamo tutti figli dell’homo sapiens sapiens. Perciò quando l’articolo 3 della Costituzione affierma che gli uomini sono uguali «senza distinzione di razza» (oltre che di varie altre condizioni personali), mente. Di più: legittima il razzismo, gli offre un manto costituzionale. O almeno questa è la loro opinione. Sta di fatto che il razzismo esiste, eccome. Specie in Italia, soprattutto alle nostre latitudini. «Inutile tacerlo, siamo un popolo di razzisti», ha detto recentemente Andrea Camilleri. E del resto basta consultare i dati diffusi a luglio dalla commissione Jo Cox su fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia, e razzismo, istituita dalla Camera.

6nov/170

Migranti “Quelle 26 donne morte la prova del fallimento di Minniti e dell’Europa”

Articolo di Roberto Saviano (Repubblica 6.11.17) “Salvare le vite dalla diplomazia”

“”I 26 cadaveri di donne che sono arrivati ieri a Salerno sulla nave militare spagnola Cantabria carica di migranti dimostrano che la strategia del governo per il controllo dell’immigrazione non funziona. Questi 26 corpi si aggiungono alle 8 salme arrivate due giorni fa nel porto di Reggio Calabria (tra di loro, 5 erano donne) insieme a un altro sbarco di migranti. Nel giro di due giorni, quindi, sono arrivate in Italia 31 donne morte mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa. I blocchi del ministro Minniti non solo hanno significato per l’Italia un accordo con la Guardia costiera libica (tra i cui capi vi sono trafficanti secondo la denuncia delle Nazioni Unite), ma non hanno fermato nemmeno gli sbarchi. Basta ripercorrere a ritroso le ultime ore per rendersene conto.

12ott/170

Ministro, le consiglio “L’ordine delle cose”

Articolo di Andrea Segrè (Fatto 12.10.17)

“”Gentile ministro, Le scrivo a poche ore di distanza da una serata a cui credo Le avrebbe fatto piacere partecipare. Martedì sera all’Apollo 11 a Roma hanno partecipato a una proiezione del mio film L’ordine delle cose una cinquantina di giovani funzionari del ministero da lei presieduto. Alla serata erano presenti anche tre giornalisti molto esperti di migrazioni: Amedeo Ricucci, Francesca Mannocchi e Alessandro Leogrande. Il dibattito è stato un momento di sana democrazia. Il mio film ha come protagonista proprio un funzionario impegnato nella lotta all’immigrazione irregolare dalla Libia. Sentire dialogare giornalisti competenti e funzionari dello Stato sulle domande che il film pone è stato un vero piacere, un momento di sano confronto politico e culturale.
Ci siamo interrogati sul significato di termini come diritto, controllo, gestione e sulla loro trasformazione di fronte al cambiamento epocale in atto. Era vivo tra noi un senso di responsabilità comune.
Credo fermamente che abbiamo l’obbligo tanto politico quanto intellettuale di non lasciare che l’opinione pubblica si distragga. È una questione di tenuta e sviluppo della nostra democrazia.
In questo mondo, dilaniato da crescenti diseguaglianze, ci sono migliaia di persone in viaggio per cercare di avere quello che non hanno e che a casa loro sanno bene non arriverà presto. Come rispondiamo ai bisogni e ai desideri contenuti in questo movimento? Come evitiamo che finiscano nelle mani della criminalità pronta a sfruttare quei bisogni?
Martedì sera si è parlato di tutto questo insieme a cinquanta giovani funzionari al servizio dello Stato. Con loro ho condiviso la speranza che sia presto possibile farlo anche con Lei.
Per questo La invito domenica sera alle 21.00 a vedere il film con noi a Roma al Palazzo delle Esposizioni.”"

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11ott/170

“Le razze umane non esistono. La prova e’ nel nostro Genoma”

Trafiletto da Stampa TuttoScienze 11.10.17

“”Si chiama «No razza, sì cittadinanza» ed è l’iniziativa in programma domani, alle 18, al Collegio Ghislieri di Pavia: a cura dei biologi Carlo Alberto Redi e Manuela Monti, l’evento prevede la presentazione dell’omonimo volume collettivo, in cui gli scienziati, accanto a storici, filosofi, sociologi e giuristi, smascherano le falsità dei razzismi, vecchi e nuovi. Il sequenziamento del genoma e molte altre prove scientifiche, infatti, negano decisamente l’esistenza di razze geneticamente distinte nell’ambito della specie umana: ecco perché – spiegano Redi, professore di Zoologia all’Università di Pavia e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, e Monti, che insegna «biologia delle cellule staminali» all’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia – l’obiettivo dell’evento, sostenuto da Fondazione Umberto Veronesi e Merck, è quello di organizzare una raccolta di firme per un’iniziativa di legge popolare. Obiettivo: la cancellazione della parola «razza» dall’articolo 3 della Costituzione italiana.”"

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9ott/170

L’esorcismo di massa contro i migranti islamici

Articolo di Andrea Tarquini (Repubblica 9.10.17) “Polonia, un milione di fedeli ai confini con il rosario in mano Quattromila aree di preghiera: “Così combattiamo il Male”

“”Oltre un milione di fedeli, anziani e giovani, gente di campagna e abitanti delle grandi città, si sono riuniti in preghiera questo sabato col rosario lungo tutti i tremilacinquecento chilometri dei confini della Polonia. «Preghiamo per la pace, e per salvare la Patria e il resto d’Europa dalla secolarizzazione e soprattutto dall’islamizzazione », hanno detto. E questo nel giorno della vergine del Rosario, ma soprattutto nella ricorrenza dell’anniversario della battaglia navale di Lepanto, dove nel 1571 «la flotta cattolica sconfisse la ben più potente flotta musulmana ». Il più grande e importante Paese del centroest, membro di Ue e Nato, è stato teatro della più massiccia mobilitazione contro l’immigrazione in Europa di Paesi non cristiani, sebbene la Polonia sia fuori dalle rotte della grande migrazione, non ospiti migranti musulmani e rifiuti ogni ricollocamento Ue. Oltre trecentoventi chiese sabato erano stracolme di partecipanti all’iniziativa, svoltasi in almeno quattromila “zone di preghiera” lungo la frontiera. Persino allo “Chopin international”, il maggior aeroporto di Varsavia, la folla era tanta che la cappella dell’aerostazione non è bastata ad accoglierla. Al largo di Danzica pescherecci e piccoli yacht hanno formato corone unendosi all’azione. «Il rosario è un’arma potente contro il Male», ha detto padre Pawel Rytel-Andrianik, portavoce della Conferenza episcopale polacca, che ha organizzato l’enorme raduno nazionale, il maggiore evento cattolico in Polonia dalle Giornate mondiali della gioventù.

8ott/170

Emma Bonino: “Dove non si conoscono regole e date a pochi mesi dal voto?

Intervista a Emma Bonino di Umberto Ded Giovannangeli (HuffPost online 7.10.17) “La mia tenda è quella dei Radicali, ma ci vorrà un miracolo”. Parla la politica più contesa nel centrosinistra, in tour per la campagna Ero Straniero: “La politica fomenta la paura, ma siamo i soli senza ius culturae”

“”Dal giovane con l’orecchino all’anziana signora: se una carrozza di treno può essere un test sul consenso, Emma Bonino è promossa con il massimo dei voti. La signora le stringe la mano: “Apprezzo il suo coraggio e la sua onestà”, le dice. Il giovane è più rock: “Vai Emma, ora pure i ministri fanno lo sciopero della fame, tanto hanno già ‘mangiato’”. Sul treno che la porta a Foggia, per un’altra affollatissima assemblea per la campagna “Ero straniero”, la leader radicale, già ministra degli Esteri e Commissaria europea, parla, in questa intervista concessa all’HuffPost, dei temi più caldi dell’attualità politica che la vede al centro di corteggiamenti politici (“madre della patria”, la definisce Michele Emiliano a Foggia, tra gli applausi) in tutto l’arco del centrosinistra: Giuliano Pisapia, il Pd, e altro ancora. Non svicola, non è nella sua natura, ma Emma Bonino è per il “noi” e non per l’”io”: “Sarò vintage – dice – ma credo ancora nell’importanza dei partiti, e noi Radicali siamo abituati a dibattere, magari ‘azzuffarci’ ma alla fine scegliamo insieme. Sarà così anche per le prossime elezioni”. Intanto, spiega dove pianterà la sua “tenda”, metafora prodiana per definire la collocazione politica, e soprattutto perché.
Ius soli, “Ero straniero”: quelle che sembravano battaglie di testimonianza stanno diventando temi centrali nel dibattito politico. Emma Bonino dove pianterebbe la “tenda”?
“La pianterei, la pianteremmo come Radicali, su una legge elettorale decente, che non c’è, pianteremmo la nostra tenda su una agibilità politica ed elettorale possibile anche per chi non è già in Parlamento, cosa attualmente esclusa”.
Perché?