Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

23lug/180

Eugenio Borgna: “Contro i muri riscopriamo la speranza

Intervista a Eugenio Borgna di Claudia Morgoglione (Repubblica 23.7.18) “Nell’età della rabbia, il grande psichiatra, che ha appena compiuto 88 anni, invita a rispolverare una parola antica”. “Significa mettere in gioco il presente, liberandoci dalla paura e rieducandoci al confronto”

“”Lasciare una porta aperta, nel mondo dei Muri e delle barricate verso l’esterno. Una possibilità di dialogo, di incontro con l’altro, in un’Italia che chiama “nemico” il più debole. Come? Rispolverando una parola antica, dal suono dolcissimo: speranza. Ma attenzione, avverte Eugenio Borgna, a non banalizzare: «È un concetto lontano da quello che chiamiamo ottimismo o dalle illusioni, che sono proiezioni di aspettative e desideri egoistici. Significa invece mettere in gioco il presente, nutrendolo di passato e proiettandolo nel futuro. Liberandoci da rabbia e paura, e rieducandoci al confronto».

21lug/180

Se i buoni diventano cattivi

Articolo di Nadia Urbinati (Repubblica 21.7.18)

“”Un rapporto dell’Alto commissario Onu per i rifugiati (Unhcr) mostra che alla fine del 2015 il numero totale di rifugiati nel mondo raggiunse la cifra di circa 65 milioni, con un’impennata rispetto agli anni precedenti. Tre fattori aiutano a spiegare questo fenomeno: le guerre e i conflitti in vari Paesi del Medio Oriente e dell’Africa; la crescita della popolazione (del 16% dal 2000 al 2017); e quel che la sociologa americana Saskia Sassen ha definito la “perdita di controllo” da parte degli Stati sui loro Paesi. L’accelerazione dei fenomeni migratori è direttamente connessa all’incremento del potere di un gruppo ristretto di decisori globali e alla perdita di potere dei popoli e dei loro governi, a causa di guerre e/o dello sfruttamento economico. Di questi fattori i fabbricanti di propaganda anti-migranti non parlano. Inoltre, il fenomeno migratorio ha interessato in misura molto ridotta l’Europa, dove i residenti non europei sono il 7,5% della popolazione. Ci sono certamente dosaggi diversi nei vari Paesi: a fronte del 5% in Ungheria e Bulgaria c’è il 14- 16% in Germania e Austria.

21lug/180

Il Manifesto degli scienziati razzisti, l’alibi della scienza per le leggi razziali

Articolo di Maria Mantello (MicroMega online 18.7.18)

Il 15 luglio 1938, il Manifesto degli scienziati razzisti o Manifesto della razza, faceva il suo pubblico esordio su Il Giornale d’Italia, che lo pubblicava anonimo in prima pagina sotto il titolo: Il fascismo e i problemi della razza, con questa introduzione: «Un gruppo di studiosi fascisti, docenti delle Università italiane e sotto l’egida del Ministero della cultura popolare ha fissato nei seguenti termini quella che è la posizione del fascismo nei confronti dei problemi della razza».
A seguire il testo, che dopo avere inanellato una sequela di corbellerie anche storiche sull’incontaminata stirpe italica, arrivava a proclamare l’esistenza di «una pura razza italiana». Pertanto continuava: «è tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti», ed è necessario «additare agli italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca da tutte le razze extra europee, questo vuol dire elevare l’italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità».

17lug/180

Omissione di soccorso, potere di dare la morte

Articolo di Luigi Manconi (manifesto 17.7.18) “Migranti. Sulle navi delle Ong, in realtà, i corpi di donne e uomini di buona volontà già si muovono da tempo. Sono quelli dei componenti degli equipaggi, dei soccorritori e dei volontari, ma anche quelli di coloro che hanno deciso di testimoniare quanto accade loro di vedere”

“”Nella giornata di oggi le navi Astral e Open Arms della Ong spagnola Proactiva saranno nella zona Sar auto assegnatasi dall’attuale e traballante regime libico. Ed è probabile che saranno le sole due imbarcazioni. Le sole che per l’intera estate potranno garantire un presidio di vigilanza e salvataggio nel Mediterraneo. In altre parole, sembra vicino a realizzarsi quel disegno, prima non dichiarato, poi fieramente rivendicato, di «liberare il Mediterraneo dalle Ong». Ciò avviene parallelamente al ripiegare della Guardia costiera italiana verso le nostre coste. E all’inevitabile sottrarsi dei mercantili e delle navi militari dalle aree di maggior rischio per le imbarcazioni di profughi. E, soprattutto, alla delega del soccorso alla Guardia costiera libica, oscillante tra fallimentare imperizia e complicità criminale. Tutto ciò non può che incrementare il numero dei morti. È questa una delle ragioni per cui non ho trovato nulla di retorico nella lettera aperta inviata da Sandro Veronesi a Roberto Saviano, e nella risposta di quest’ultimo. E nemmeno di letterario, se non per il fatto che – a dialogare – sono due valenti scrittori.

16lug/180

Stranieri. L’invasione che non c’e’. Crolla il numero dei nuovi italiani

Articolo di Vladimiro Polchi (Repubblica 16.7.18) “Le acquisizioni di cittadinanza. Per la prima volta dal 2006, le concessioni diminuite del 27,3% Effetto del calo degli arrivi, iniziato già dieci anni fa con la crisi economica”

“”Crolla il numero dei nuovi italiani. Nell’estate dei porti chiusi e della battaglia ai flussi migratori dichiarata dal ministro dell’Interno Salvini un dato rischia di passare inosservato: il calo improvviso delle cittadinanze. Dopo un trend positivo di oltre 10 anni, infatti, per la prima volta nel 2017 diminuiscono i nuovi passaporti tricolore: 146.605, 55mila in meno rispetto al 2016. Con buona pace dello ius soli, riforma affossata nella scorsa legislatura e scomparsa ormai dall’orizzonte politico. Un passo indietro. In base alla legge del ’92, la cittadinanza può essere richiesta dagli stranieri dopo dieci anni di residenza nel nostro Paese o dopo due anni di matrimonio con un italiano.
Questi due casi assorbono ben oltre il 60% delle concessioni di passaporti tricolore. Chi nasce in Italia da genitori stranieri deve invece aspettare di diventare maggiorenne per poter richiedere la cittadinanza.

15lug/180

La lezione perduta delle leggi razziali

Articolo di Furio Colombo (Fatto 15.7.18)

“”“A 80 anni di distanza dalla infamia delle leggi razziali, la dignità umana è ancora in pericolo. Si assiste a un crescente manifestarsi di atti di intolleranza razziale, odio e pericolosa radicalizzazione. Non pensavamo di veder nuovamente leggi e decreti democraticamente approvati, ma che violano fondamentali principi. Questi atti di intolleranza sono purtroppo alimentati e legittimati anche da esponenti delle istituzioni”. Sono parole di Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane, pubblicate dal giornale Pagine Ebraiche (13 luglio). Nel governo del cambiamento le nuove leggi razziali sono nell’aria, ispirano frasi come “difesa della razza bianca” (detta in campagna elettorale), stimolano l’antica ostilità verso i rom, inducono a vedere ogni singolo nero come “l’invasione” e certe mamme a ritirare i figli dalle scuole multietniche. Ma la difficoltà è che l’Italia ha già fatto la brutta esperienza di approvare, di imporre e di osservare leggi razziali che hanno marchiato la nostra storia.

11lug/180

«Disobbedienza civile, basta tacere», Digiuno di giustizia a Roma

Articolo di Luca Kocci (Manifesto 11.7.18) “Solidarietà con i migranti da San Pietro a Montecitorio. In piazza con Alex Zanotelli, mons. Nogaro, don Santoro, suor Rita Giaretta, Giorgio Ghezzi”

“”«Non possiamo accettare in silenzio queste politiche contro i migranti che sono un insulto alla civiltà e all’umanità. Ecco perché siamo qui». Così il missionario comboniano Alex Zanotelli spiega il senso del «Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti», promosso insieme all’ex vescovo di Caserta Raffaele Nogaro, a don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge di Firenze, a suor Rita Giaretta delle orsoline di Casa Ruth di Caserta (che lavorano con le donne vittime di tratta e di sfruttamento sessuale) e al sacramentino Giorgio Ghezzi di Castel Volturno. Alle sue spalle c’è il cupolone e piazza San Pietro, attraversata dai turisti incuriositi da quello che sta succedendo. Una cinquantina di persone fra cui diversi religiose e religiosi – non tantissime, ma non erano attesi i grandi numeri – in cerchio oltre le transenne che delimitano il colonnato del Bernini (ordine della polizia) attorno ad una lampada accesa inviata dai francescani di Assisi, assenti ma aderenti all’iniziativa.

7lug/180

ARCI: «Usciamo dalla solitudine, con una maglietta rossa»

Intervista a Francesca Chiavacci, presidente Arci di Rachele Golinelli ((Manifesto 7.7.18)

“”Sono oltre 450 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto a partire dalla chiusura dei porti italiani disposta dal nuovo ministro dell’Interno, lo dicono i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale delle migrazioni. Una strage persino più grande, anche se a singhiozzo, di quella che si verificò a largo di Lampedusa il 3 ottobre di 5 anni fa (368 vittime), che allora destò una tale ondata emotiva di cordoglio e vergogna da portare il governo Letta a varare la missione Mare Nostrum. Adesso invece a rompere un’indifferenza che sembra generale sono Arci, Anpi, Libera e Legambiente che oggi invitano chi non ci sta, chi non è anestetizzato o d’accordo con il cinismo e il razzismo a indossare una maglietta rossa e uscire di casa. Sono state anche organizzate passeggiate collettive in maglietta rossa, ma l’appello è per tutti e per ciascuno. Ne parliamo con Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci
Cosa sta succedendo al popolo italiano? Qualcosa sembra essersi rotto e la mobilitazione di oggi sembra quasi minimale.

6lug/180

«Salvini fa il guappo con i deboli ma e’ Minniti che ha aperto la strada»

Intervista a Erri De Luca di Rachele Gonnelli (Manifesto 6.7.18) “«Il ministro dell’interno fa propaganda elettorale. Ma il suo predecessore, eliminando il secondo grado di appello per i richiedenti asilo, è stato più efficace»

“”Arriva il secondo atto di Salvini dopo la chiusura dei porti alle ong: è una circolare ai prefetti e alle commissioni territoriali per restringere e sveltire i criteri di ammissibilità alla protezione internazionale. A conti fatti (cfr Cronache di Ordinario razzismo) si tratta di 40 mila rifugiati e 136mila domande ancora pendenti. Numeri davvero piccoli.
Erri De Luca, ma allora qual è il vero obiettivo di questi provvedimenti di Salvini?
Il vero obiettivo è che se ne parli, perché si sta anticipando la campagna elettorale che seguirà lo scioglimento delle Camere, dopo il dissolvimento di un governo accozzaglia. Usano i ministeri per strumento di amplificazione della propaganda. È stato più efficace il ministro degli Interni di prima, con la eliminazione del secondo grado di appello per i richiedenti asilo che subivano in primo grado un rigetto. È stato più efficace in Libia dove aveva interlocutori degni di lui nella fazione che abbiamo foraggiato. L’ha avviata quello, la campagna di calunnia e diffamazione dei salvatori di naufraghi, con tanto di inchieste giudiziarie al seguito poi cadute nel nulla. Questo ministro attuale approfitta largamente dell’operato precedente. Di suo aggiunge la beceraggine del guappo di cartone, quello che fa il forte coi più deboli.

30giu/180

Adesso troviamo il coraggio: parliamo di morti

Articolo di Domenico Quirico (Stampa 30.6.18) “Guardiamo il mattatoio fra le onde.“

“”I morti: per favore, per una volta invece dei vivi, dei migranti vivi, quelli che ci ingombrano, che non sappiamo ripartire come armenti, dei flussi, degli utili e degli inutili, degli aventi diritto e dei clandestini, si abbia il pudore di non parlare. Contiamo gli altri, i morti, i migranti morti. Guardiamo il mare, un chioccolio di acque calme, l’acqua viva, qua e là, di chiazze iridescenti di petrolio. Uomini portano a riva piccoli cadaveri con vestiti colorati. Diciamo la verità: non sapremmo enumerarli tutti questi morti. Sono tanti, sono dappertutto, in ogni lembo del Mediterraneo, ieri davanti alla Libia e a Lampedusa e nelle acque delle isole greche. Se ci provassimo a contarli, i morti, quelli che rientrano nelle statistiche, ebbene ne dimenticheremmo sempre la metà. Forse di più, quelli che non sappiamo, i naufragi senza nome, di cui non abbiamo trovato i segni. Sì. Parliamo dei morti. Se ne abbiamo il coraggio.
Attenti. Ne avete chiacchierato amabilmente, mentre loro affogavano davanti alle tavole, imbandite dei vostri vertici. Così: numeri, piccole battaglie diplomatiche, la limatura geniale e grottesca di un aggettivo, volontario… non volontario, destini umani. Attenti perché i morti sono implacabili. Con i vivi si può essere avari: ma con i morti no.