Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

12mag/180

Con i migranti attraverso le Alpi dove muore l’Europa dei diritti

Articolo di Domenico Quirico (Stampa 12.5.18)

“”Volete vedere morire l’Europa, quella che ci ha magnificamente illuso con i diritti, i bei discorsi pieni di vento, le cui frontiere invisibili sconfinavano infinitamente oltre quelle della Unione visibile? Vi faccio da guida. Il viaggio è breve: stazione di Torino Porta Nuova, binario venti, dove partono i treni locali per la val di Susa, sì proprio quella dei No Tav, poi da Oulx in autobus salite a Claviere e, a piedi, al Monginevro per poi scendere a Briançon. Scoprirete un’Europa che non conoscete: nel terzo millennio lo scandalo di bambini e donne incinte che strisciano, di notte, tra la neve, verso frontiere inesorabili; e città dove poliziotti danno la caccia nelle strade ai neri; monti dove milizie di razzisti strafottenti, ramazzate in mezzo continente, si danno, sotto le telecamere, alle «ratonnades», le cacce ai topi dell’età di Vichy. E poi consegnano le loro prede a uno Stato, la Francia, connivente e grato.
Preparatevi. È un posto, questo, dove accettiamo, in modo ipocrita, l’orrenda divisione degli uomini che fomenta il dolore e lo rende senza pietà. Abbiamo chiesto al mondo dei fuggiaschi dai fanatismi, dalle povertà bibliche, di essere amati. Abbiamo gridato: qualsiasi cosa noi abbiamo commesso in passato, resterà tuttavia quello che abbiamo dato al mondo che perorerà sempre in nostro favore. Ma non serve a nulla essere amati: perché non siamo noi a esserlo. Si tratta sempre di qualcuno che non siamo.

5mag/180

Una commissione contro il razzismo

Articolo di Liliana Segre (Repubblica 5.5.18)

Cari ragazzi e ragazze della Nuova Europa, ci sono molti modi per impegnarsi, efficacemente, nella materia, enorme e delicata, della discriminazione, ed io non cerco scorciatoie. Per dirla con parole antiche (Giambattista Vico) i rischi di una deriva autoritaria sono sempre dietro l’angolo. Lui, l’autore dei corsi e ricorsi storici, aveva visto lungo. Arrivo subito al punto consegnando a voi, che siete su un’isola, un “messaggio in bottiglia”: il mio primo atto parlamentare.
Intendo infatti depositare nei prossimi giorni un disegno di legge che istituirà una Commissione parlamentare d’indirizzo e controllo sui fenomeni dell’intolleranza, razzismo, e istigazione all’odio sociale. Si tratta di raccogliere un invito del Consiglio d’Europa a tutti i paesi membri, ed il nostro Paese sarebbe il primo a produrre soluzioni e azioni efficaci per contrastare il cosiddetto hate speech.

31mar/180

I migranti sono il nostro inconscio

Articolo di Ginevra Bompiani (manifesto 31.3.18)

“”Da quando Freud ha chiamato inconscio quella terra di nessuno che ci abita, additandolo come il selvaggio che dobbiamo riconoscere per nostro, l’inconscio ha allargato pian piano il suo territorio, divorando tutto quello che ha trovato sul suo passaggio. Anche Prospero, alla fine della ‘Tempesta’, dice del mostro che ha cercato inutilmente di educare: «Questa cosa oscura la riconosco per mia». Dopo di che, insieme ai sovrani e agli innamorati, abbandona l’isola a Calibano. Oggi sembra che anche noi stiamo abbandonando la terra a ‘quella cosa oscura’, senza riconoscerla per nostra. Sembra che tutto stia diventando inconscio, che tutto sia insieme per noi oscuro, selvaggio e straniero. E invece quel tutto è nostro. Ed è certo nostra l’infelicità, la violenza, la povertà, la distruzione che ci assalgono da ogni parte. Siamo noi stessi che ci assaliamo da fuori. La terra si sta invadendo da sola.

24mar/180

Incinta al confine viene respinta. Salvo il bimbo, lei non ce la fa

Articolo di Lorenza Castagneri (Corriere 24.3.18) “Migrante fermata dalle autorità francesi. È morta dopo il cesareo a Torino”

“”Torino C’è un giovane papà che arriva dalla Nigeria che da qualche giorno vive dentro l’ospedale Sant’Anna di Torino. Passa il tempo con il suo Israel, nato giovedì scorso, stretto al petto, sulla pelle nuda, per fargli sentire tutto il suo calore. È una pratica nata tanti anni fa, per i bambini prematuri, la chiamano «cura della mamma canguro». Perché questo lui dovrà essere per Israel: padre e madre.
Sua moglie Beauty è morta a 31 anni, subito dopo averlo dato alla luce, uccisa da un fibroma che non le ha dato scampo e di fronte al quale la Gendarmeria francese non ha avuto pietà: il 9 febbraio, gli agenti l’hanno respinta con il marito alla frontiera italiana mentre cercava di raggiungere Oltralpe la sorella su un pullman. L’hanno lasciata alla stazione di Bardonecchia, nella notte, nonostante il pancione di sei mesi e nonostante non riuscisse quasi a respirare per colpa di quel tumore conseguenza di una trasfusione sbagliata fatta in Nigeria.

20feb/180

Psicologia e bisogno di protezione. Cari mamma e papa’ perche’ ho paura?

Articolo di Massimo Ammaniti (Repubblica 20.2.18) “Le scienze cognitive studiano le origini fin dall’infanzia delle fobie per l’altro, lo straniero. Già dalla nascita si generano emozoni negative e si sviluppano ansia e allarme””

“”Che cosa potrebbe pensare il marziano approdato a Roma, protagonista del libro di Ennio Flaiano, se assistesse a questa campagna elettorale? Giungerebbe alla conclusione che i leader politici appartengono a una specie umana non abbastanza sviluppata nelle aree cerebrali del linguaggio, infatti ripetono in modo ossessivo gli stessi slogan sulla sicurezza senza far capire la complessità dei problemi e le possibili implicazioni. Chi assiste ai toni allarmati dei politici, mentre parlano dei pericoli provocati dall’arrivo dei migranti per la sicurezza del paese, assorbe inconsapevolmente il senso di una minaccia incombente, con un grave rischio per l’identità nazionale e addirittura per il mondo occidentale. Nella campagna elettorale americana e in quella per la Brexit si è fatto uso dei “Big Data”, ossia delle informazioni raccolte dalle grandi banche dati sulle caratteristiche individuali e di personalità della popolazione. Non si puntava sulle loro capacità cognitive e di ragionamento dei cittadini, si sollecitavano piuttosto le risonanze emotive di paura e di allarme.

13feb/180

L’eterna caccia allo straniero

Articolo di Nadia Urbinati (Repubblica 13.2.18)

“”La tolleranza è una virtù liberale della quale si nutre la democrazia. Una virtù che viene detta negativa, nel senso che non comanda di essere ricettivi verso gli altri, ma “semplicemente” di non reprimerli o umiliarli o violarli. Giro i tacchi se non amo interagire con chi non approvo o non mi piace: questa è già una prova di tolleranza. In tempi di concordia tra simili sembra una virtù scontata e poco costosa. Tra connazionali uguali nella lingua e nella religione, sembra quasi naturale essere tolleranti. Ovviamente, non è così. In Italia non è mai stato così. E in nessun Paese, anche il più piccolo e omogeneo, è così.
In effetti non è facile essere tolleranti nemmeno quando si vive tra chi parla lo stesso dialetto. Anzi, più piccolo è il nostro spazio vitale e omogenea la nostra cultura, più il rischio di sentirti soffocare per troppa identità è realistico — dove tutti conoscono tutti e sanno come interpretare tutti i segni e i gesti, c’è ben poco spazio dove celarsi, ben poca ombra nella quale ritagliarsi una zona di invisibilità dallo sguardo ispettivo dei nostri simili.

11feb/180

Piazze antirazziste il Pd resta ai margini e disorienta la base

Articolo di Alessandra Longo (Repubblica 11.2.18) “Centri sociali e associazioni di solidarietà trainano le manifestazioni In 20mila a Macerata con slogan anti Minniti. A Milano anche Fiano”

“”È il giorno della piazza che divide e disorienta la sinistra in tutta Italia. Macerata è l’epicentro della lacerazione. Una città blindata che non partecipa fisicamente alla manifestazione contro il fascismo e il razzismo. Le finestre sono chiuse, i negozi hanno le porte protette dal compensato come per gli uragani in America. Ventimila, trentamila persone sfilano dai giardini Diaz, là dove lo spaccio si consuma vicino alle giostre per i bambini. Un fiume di militanti, centri sociali, anarchici, la Fiom, ma non la Cgil, Libera, Emergency con Gino Strada, i Cobas, Potere al Popolo con Lidia Menapace che tiene lo striscione a 94 anni, i comunisti con Marco Ferrando, i leninisti di Che fare (scatenati contro «la stampa di regime»), i deputati di Leu Civati, Fratoianni e Zoggia, segmenti di Arci, partigiani locali e l’Anpi di Roma, contraria all’assenza decisa dall’Anpi nazionale, i neri, regolari e non, l’ex ministra Kyenge, gli studenti, i vecchi di Lotta Continua che riabbracciano Adriano Sofri e a qualcuno vengono le lacrime.
Ma il Pd non c’è. Il Pd è il grande assente.

10feb/180

La sinistra dimentica la sua storia

Articolo di Ezio Mauro (Repubblica 10.2.18)

“”Quando i partiti si riducono a semplici comitati elettorali, e non hanno più ideali politici a cui riferirsi perché vivono nell’estemporaneo, diventano subalterni al senso comune, suoi replicanti. Invece di orientare l’opinione pubblica la inseguono gregari, perché invece di testimoniare una storia affogano nella cronaca. Con il risultato di far mancare al Paese l’interpretazione degli avvenimenti attraverso le grandi culture politiche di riferimento e la loro pedagogia. Nell’Italia estrema di oggi, si scopre così quant’è difficile dirsi moderati, e dirsi riformisti. O meglio: dirlo è facile, testimoniarlo e viverlo, tradurlo in politica concreta e corrente è molto più complicato. È evidente che in una normale campagna elettorale una forza di sinistra avrebbe già tenuto una riunione della sua direzione a Macerata, aperta alla cittadinanza e ai media nazionali, riconsegnando la città a se stessa dopo gli spari, restituendole sicurezza attraverso la politica dopo il razzismo terrorista.

9feb/180

La Costituzione e’ l’argine contro i razzisti

Articolo di Vladimiro Zagrebelsky (Stampa 9.2.18)

“”Attilio Fontana, candidato governatore della Lombardia per conto della Lega, a proposito delle immigrazioni ha detto che è ora di decidere se vogliamo che la «razza bianca» continui ad esistere. Il richiamo alla difesa della razza ha in Italia un senso particolare; esso riproduce il titolo della rivista che durante il fascismo su applicò a offrire supporto «scientifico» alla politica che ha prodotto le leggi razziali contro gli ebrei. Quest’anno celebriamo l’ottantesimo anniversario di quella vergogna nazionale. Accusato di adottare un linguaggio razzista, il Fontana se ne è difeso dicendo che è la Costituzione a menzionare le razze. Poteva sembrare una giustificazione, ma valeva come rivendicazione, sotto la protezione nientemeno che della Costituzione. La difesa della razza come programma politico naturalmente implica il riconoscimento della supremazia della razza in cui ci si riconosce e, per conseguenza, l’umiliazione delle altre. Come tutto ciò possa portare drammaticamente lontano, si è dopo poco incaricato di dimostrare lo sparatore di Macerata, che ha mostrato di aver colto il messaggio colpendo «i neri». I «neri», tutti e in quanto tali, non l’uno o l’altro per qualche sua colpa. Allo stesso modo, la difesa della «razza bianca» privilegia un gruppo, una categoria, indifferentemente dal valore dell’uno o dell’altro individuo.

9feb/180

Il paese invecchiato, dove si nasce meno, nella tenaglia razzista

Articolo di Roberto Ciccarelli (manifesto 9.2.18) “Istat, rapporto sugli «indicatori demografici» 2017. Il saldo tra immigrazione e emigrazione aumenta, ma la popolazione straniera resta stabile ed è in fase «matura». L’incremento della popolazione immigrata è dovuta all’acquisizione della cittadinanza, mentre sulla «fuga» all’estero degli italiani pesa la «Brexit». Nona consecutiva diminuzione dei nati dal 2008. Il calo è maggiore nel Lazio: 7%.”

“”Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2018 sono 5 milioni 65mila e rappresentano l’8,4% della popolazione, dato vicino a quello del 2017 (8,3%). L’incremento è di appena 18mila unità per un tasso pari al 3,6 per mille. È dal 2016 che la variazione della popolazione straniera sull’anno precedente presenta livelli modesti, soprattutto se comparata con quelli degli anni Duemila. Anche l’Istat – con il rapporto sugli «indicatori demografici» 2017 – dimostra che non esiste alcuna «invasione», il tema prediletto dalla propaganda razzista che è entrato nel senso comune grazie all’amplificazione acritica dei maggiori media televisivi, e non.
IL RALLENTAMENTO nella crescita della popolazione straniera si deve, spiega l’istituto nazionale di statistica, all’acquisizioni della cittadinanza italiana passate da 35mila nel 2006 a 202mila nel 2016. è il segno di una progressiva, ma ancora del tutto incompleta, «integrazione» che coinciderebbe secondo l’Istat con « una fase matura dell’immigrazione».