Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

22mag/19Off

Salvini e i porti aperti. Chi salva il nostro onore

Articolo di Luigi Manconi (Repubblica 21.5.19)

“”La portavoce italiana di Sea Watch è Giorgia Linardi (quella ragazza bionda che appare talvolta in televisione). Non ancora ventinovenne, è nata a Como e ha lavorato presso l’Alto commissariato per i rifugiati e per Medici senza frontiere. Uno dei comandanti delle imbarcazioni di Open Arms è un giovane uomo, Riccardo Gatti di Calolziocorte (Lecco), in passato operatore in una comunità per minori. Colti, conoscono le lingue e sono curiosi del mondo e degli esseri umani: dalla provincia italiana ai mari tra Europa e Africa il passo può essere brevissimo. Nati negli anni in cui i muri dell’Europa venivano abbattuti, faticano ad accettare — come milioni di loro coetanei — che le frontiere risultino aperte alle merci e ai capitali e non a chi fugge da guerre e miserie, da conflitti tribali e persecuzioni etniche, religiose, politiche e sessuali.

17mag/19Off

Gli eroi dimenticati del bus

Articolo di Brunella Giovara (Repubblica 17.5.19) “A due mesi dal rogo a San Donato, non si parla più della cittadinanza a Rami e Adam. E i 51 ragazzi presi in ostaggio, tra incubi e paure, sono tutti seguiti dagli psicologi”

“”I bravi ragazzi sono piuttosto delusi, e anche arrabbiati. La cittadinanza italiana per meriti speciali è una chimera che non è mai arrivata, e lunedì fanno già due mesi dal giorno che sconvolse loro e anche tutta l’Italia. L’autista che prende in ostaggio il pullman con 51 studenti, due prof, una collaboratrice scolastica, lui vuole fare un grande gesto, dare fuoco a tutto sulla pista di Linate, ma i ragazzi sono svelti, veloci, furbi, pur nel dramma, nascondono un telefono e riescono a chiamare la mamma, e così arrivano i carabinieri, e il grande rogo che consuma il bus non brucia anche loro, anche se la cosa enorme che gli è successa quel giorno — era sulla strada per San Donato Milanese — resta «incollata nella mia testa, io non riesco a dimenticare niente di quel giorno. Io ricordo tutto perfettamente ».

18mar/19Off

Razzismo. Una settimana dell’UNAR contro ogni discriminazione

Apello di Luigi Manconi e Federica Graziani (17.3.19

“”Al di là delle opposte scemenze: una che si suppone “di sinistra” – l’Italia è un paese razzista – e un’altra “di destra” – chi spara ai negri, non è un razzista ma un matto – la questione dell’immigrazione di stranieri nella nostra società rimane cruciale. Per questo è di grande importanza la settimana che si apre, e che le Nazioni Unite hanno dedicato alla mobilitazione contro l’intolleranza e la segregazione. In Italia, a farsene promotore, è l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar). Già lunedì 18 alle 15:00, a Roma, nella Sala Polifunzionale del Dipartimento Pari Opportunità, si terrà un primo appuntamento dal titolo “Testimoni”. Una serie di conversazioni coordinate da Marino Sinibaldi con chi può documentare, in prima persona, gli effetti delle politiche di discriminazione. Un ebreo di ottantuno anni, fortunosamente sfuggito al rastrellamento del 16 ottobre 1943 nel ghetto di Roma, poi la lunga e così dolente e allo stesso tempo ricca storia di una famiglia rom di Lanciano, gli Spinelli, attraverso tre generazioni, a partire dalla detenzione del nonno nel campo di Rapulla – una delle tantissime strutture in cui vennero imprigionati rom e sinti italiani negli anni 40. Infine, l’Orchestra dei Braccianti di Cerignola, ensemble interamente composto da stranieri impiegati nell’agricoltura, in un settore e in un territorio dove domina il lavoro irregolare.

16mar/19Off

I semi dell’odio e i frutti velenosi della propaganda sull’invasione

Articolo di Luigi Manconi (repubblica 16.3.19) ”Non c’è prova che esista un’Internazionale armata sovranista, ma molte sono le tracce di contatti, di legami in corso, di incontri fatti e di collegamenti all’interno di un pulviscolo di nuclei e cellule”

“”A poche ore dagli attentati anti-islamici in Nuova Zelanda, emergono due opposte interpretazioni. Una “drammatizzante” che vede il manifestarsi di una vera e propria Internazionale armata sovranista che trova i suoi precedenti nel terrificante attentato del 2011 in Norvegia (77 morti), a opera di Anders Breivik e in quello, di più modeste proporzioni, di Luca Traini nel 2018 a Macerata (6 feriti). Il che farebbe prevedere il prossimo intensificarsi di atti di altrettanta efferatezza. Un’altra interpretazione è quella di tipo “tranquillizzante”: si tratta di fatti l’uno indipendente dall’altro distanti temporalmente e spazialmente, messi in atto da individui psicopatici. Questa tesi non è priva di qualche motivazione: Traini come Breivik come Brenton Tarrant appaiono personalità deliranti, dal quadro psichico alterato, che si esprimono attraverso farneticazioni. Ma giova ricordare che pressoché tutti i terroristi di notevole capacità operativa e di linguaggio privo di coerenza logico-intellettuale sono stati classificati come “casi psichiatrici” e, conseguentemente, sottovalutati.

1mar/19Off

Antirazzismo. «Prima le persone», domani a Milano si manifesta

Articolo di Roberto Maggioni (Manifesto 1.3.19) “Corteo antirazzista nel capoluogo lombardo per testimoniare un’Italia che non sta con Salvini. Migliaia di adesioni per la manifestazione nazionale indetta da Amnesty, Arci, Anpi, Acli, Libera, Emergency, Sant’Egidio e tante altre”

“”Si chiama «People – Prima le persone» e nel titolo racchiude il senso di quello che sarà la manifestazione di sabato 2 marzo a Milano: una mobilitazione contro ogni forma di discriminazione e il governo del «prima gli italiani». Per dire che i nemici da sconfiggere sono povertà e diseguaglianze, non le persone. Ancora una volta Milano si ritroverà in piazza per chiedere politiche diverse, l’ultima volta lo aveva fatto dieci giorni fa contro la riapertura del Cpr – il centro per il rimpatrio dei migranti – in via Corelli. È una città abituata a mobilitarsi per i diritti civili e contro il razzismo e sabato gli organizzatori si aspettano una grande partecipazione, tanto che il percorso è cambiato e non si concluderà alla stazione Centrale come previsto inizialmente ma in piazza Duomo, quella del 25 Aprile.
Anche il percorso ricalcherà quello della festa della Liberazione con partenza alle 14 da Palestro. A lanciare la manifestazione l’insieme di associazioni che animarono già la marcia dei centomila del 20 maggio 2017 dietro alla sigla «Insieme Senza Muri». Ora «People» ne raccoglie il testimone. L’evento facebook ha quasi 40 mila consensi, le adesioni sono arrivate da tutto il mondo dell’associazionismo e della sinistra, ben oltre i confini milanesi. Su people2march.org si contano oltre 1.100 tra associazioni, sigle di movimento, sindacati. Il corteo sarà aperto da uno striscione con il logo disegnato dal fumettista Makkox, sorretto dagli scout milanesi e i bambini delle scuole. Tra le associazioni promotrici Acli, Anpi, Amnesty International, Arci, Comunità di Sant’Egidio, Emergency, Libera, I sentinelli e Terres des hommes.

24feb/19Off

La morale identitaria disumanizza i migranti

Articolo di Luigi Manconi (Corriere 24.2.19) Leader come Matteo Salvini, giornalisti come Maurizio Belpietro, sovraniste come Francesca Totolo rimuovono l’imperativo di «salvare tutti i corpi» richiamato da Albert Camus. La smania di mostrarsi «cattivi» li induce a considerare inevitabile sacrificare vite secondo una logica particolaristica e rattrappita. Rimuovono un dato decisivo: non può esserci etica che non sia universale”

“”Alcune settimane fa, nel corso di un intervento televisivo sull’immigrazione, mi è sembrato che Massimo Cacciari si commuovesse fino a piangere. Si è trattato, probabilmente, di un mio abbaglio e chiedo scusa innanzitutto all’interessato ma — vera o falsa che sia — trovo credibile la circostanza. Il fatto mi ha colpito. Da tempo, da circa metà della mia vita, sono impegnato a superare certe rappresentazioni puerili e certe letture per un verso emotive, per l’altro manichee, che sono state un elemento significativo della mia concezione della politica. Per esempio, la tendenza ad attribuire all’avversario una sorta di deficit morale. È proprio della lotta politica fare dell’antagonista l’oggetto della massima riprovazione etica: muovere dal disprezzo e dalla delegittimazione consente di indirizzare contro di esso il massimo di ostilità e quindi di mobilitazione. Avendo riconosciuto, dolorosamente, come questa «eticizzazione» del conflitto avesse contribuito alla degradazione della politica e del suo linguaggio e avesse incentivato il ricorso alla violenza fino ad attenuare la condanna verso il terrorismo, ci si è trovati costretti a correre ai ripari precipitosamente. Mi riferisco, va da sé, ad alcune componenti dell’area della sinistra. Ne è conseguito, in quelle componenti, un processo di secolarizzazione dell’attività pubblica che, rovesciando il precedente paradigma, ha portato a sostituire alla figura del nemico quella dell’avversario e a derubricare i più radicali antagonismi a «differenti opinioni». Si è avviato, così, un percorso di laicizzazione della politica, che va considerato come positivo.
Eppure. Eppure si sentono e si vedono, di questi tempi, parole e gesti, pulsioni e sentimenti che sembrano collocare chi li esprime fuori da un perimetro di idee e valori condivisi.

2feb/19Off

Due anni di accordo tra Italia e Libia: piu’ morti e meno diritti umani

Articolo di Adriana Pollice (manifesto 2.2.19) “Rapporto Oxfam. «Lo scacco ai diritti umani in quattro mosse»: così Oxfam Italia e Borderline Sicilia descrivono, nel report pubblicato ieri, gli effetti dell’accordo Italia – Libia sui migranti sottoscritto due anni fa, con l’avallo dell’Ue”

“”«Lo scacco ai diritti umani in quattro mosse»: così Oxfam Italia e Borderline Sicilia descrivono, nel report pubblicato ieri, gli effetti dell’accordo Italia – Libia sui migranti sottoscritto due anni fa, con l’avallo dell’Ue. Il dato più drammatico è la crescita del tasso di mortalità: in due anni sono annegate 5.300 persone, di cui 4mila solo nella rotta del Mediterraneo centrale, passando da 1 vittima ogni 38 arrivi nel 2017 a 1 ogni 14 nel 2018.
«L’ANNO SCORSO la Guardia costiera libica ha intercettato 15mila persone riportandole indietro – spiega il curatore del report, Paolo Pezzati -. Attualmente, in 6.400 sono intrappolati in luoghi di detenzione ufficiali in Libia ma molti di più sono detenuti in carceri non ufficiali, alcune gestite da gruppi armati libici. Ma secondo l’Onu anche i centri ufficiali, in diversi casi, sono gestiti da persone coinvolte nella tratta di esseri umani». Oxfam, insieme a 50 organizzazioni, ha inviato una lettera aperta ai governi Ue affinché blocchino la politica dei respingimenti verso Tripoli e, attraverso il Consiglio europeo, ratifichino la riforma del Regolamento di Dublino con la redistribuzione automatica dei richiedenti asilo.

29gen/19Off

Cinema . Cedric Herrou: «Un popolo degno lotta per le persone»

Articolo di Silvia Nugara (manifesto 29.1.19) “Intervista all’agricoltore francese che ha aiutato centinaia di migranti sulla frontiera con l’Italia. «Bisogna chiedere agli italiani e a Salvini se sono pronti ad accettare i morti, le torture e gli annegati pur di non far arrivare i migranti nel Paese». La sua storia è raccontata in «Libero» di Michel Toesca, dal 31 gennaio al cinema”

“”Dopo l’anteprima internazionale a Cannes e un passaggio al Biografilm fest di Bologna, esce nelle sale italiane il 31 gennaio il documentario Libero di Michel Toesca (distr. I Wonder Pictures). Il film è ambientato in valle Roja, tra la Francia e l’Italia, dove vive Cédric Herrou, l’agricoltore solidale che a lungo ha accolto i migranti nella sua terra fornendo loro vitto, alloggio, assistenza legale e passaggi in auto. Toesca traccia un ritratto di Herrou e della sua opera senza eccessi di retorica né di personalismo, lasciando la parola anche ad alcuni migranti e restituendo la pluralità di presenze che compongono la rete con cui collabora il coltivatore. La sua figura resta tuttavia simbolica per la capacità che ha avuto di prendersi carico della sofferenza di molti e di puntare il dito contro le contraddizioni di un potere che si dichiara favorevole al diritto d’asilo ma non lo rispetta e criminalizza la solidarietà. Il film è stato girato tra il 2015 e la fine del 2017, periodo durante il quale Herrou è stato fermato e processato diverse volte.

27gen/19Off

La sottocultura dell’odio e’ ancora fertile

Articolo di Moni Ovadia (manifesto 27.1.19) “Giorno della memoria. Il ventre della sottocultura dell’odio è ancora fertilissimo in ogni parte del mondo, lo si capisce guardando la semina di morte degli emigranti e, persino uno Stato che si definisce ebraico, ha potuto varare una legge razziale come la legge dello stato nazione che discrimina i palestinesi non solo dei territori occupati ma anche quelli di passaporto israeliano”

“”Il giorno della memoria è diventato con il procedere degli anni sempre di più un topos della cultura celebrativa del mondo occidentale e, a misura che i testimoni diretti dello sterminio ci lasciano per ragioni anagrafiche, la responsabilità delle nuove generazioni si configura come una sfida a tenere fermo e adamantino il senso autentico di quella memoria. Il rischio che incombe sul futuro si presenta con molteplici aspetti fra i quali: la retorica, la falsa coscienza, il negazionismo, la banalizzazione, la ridondanza, l’uso strumentale, la sacralizzazione. Primo Levi, pose al più celebre e diffuso volume della sua opera di testimonianza e di riflessione sul genocidio e sul sistema concentrazionario della morte, il titolo «Se questo è un uomo». Ecco, il più atroce crimine della storia è stato commesso da uomini contro uomini. È giusto indagare, conoscere, comprendere e trasmettere il sapere delle diverse modalità e specificità delle ragioni con cui lo sterminio fu preparato e perpetrato. Ma è imprescindibile sapere che si trattò della distruzione di esseri umani, dell’annichilimento della loro dignità e della loro integrità.

21gen/19Off

Quelle stragi fotocopia nell’indifferenza dell’Europa

Articolo di Fabrizio Gatti (Repubblica 21.1.19) “Sei anni di morti in mare. Le chiamate di emergenza, lo scaricabarile, il terrore nelle voci dei profughi. Perché dal naufragio dei bambini a oggi le cose sono cambiare solo in peggio”

“”Abbiamo già raccontato tutto questo: le chiamate di emergenza da un barcone alla deriva, lo scaricabarile tra autorità, il terrore. L’abbiamo sentito al telefono nella voce disperata del dottor Mohanad Jammo, oggi anestesista in Germania, sei anni fa naufrago nel Mediterraneo con la moglie e i suoi tre figli piccoli, di cui due annegati. L’abbiamo visto nel nostro film-inchiesta “Un unico destino” sulla strage dell’11 ottobre 2013: cinque ore di rimpalli, i soccorsi partiti in assurdo ritardo e due ufficiali italiani ora sotto indagine per l’affondamento di un peschereccio e la morte di 268 siriani, tra cui sessanta bambini che potevano essere salvati. Siamo daccapo. Ma non da oggi: lo siamo da quando gran parte di noi cittadini europei, sempre più ubriachi nell’abisso del nuovo nazionalismo, pretendiamo di punire uomini, donne e minori inermi mentre cercano di salvarsi dai guasti che i loro e i nostri Stati hanno provocato. Condanniamo loro a morte per annegamento e nemmeno biasimiamo i governi in Europa e in Africa che con le loro politiche li hanno messi nelle condizioni di fuggire.