Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

20nov/180

Nativi e stranieri nella lotta comune contro i governi

Articolo di Guido Viale (manifesto 20.11.18) “Migranti. A difesa di poteri e interessi, i signori della globalizzazione non hanno messo in campo solo le armi, ma anche la mobilitazione sovranista, nazionalista e fascista. Ma, nella lotta impari per la convivenza pacifica, migranti e nativi hanno interessi che coincidono perché hanno tutto da guadagnare a combattere il potere di chi ci governa”

“”Nella marcia degli honduregni verso gli Stati Uniti è difficile non riconoscere il Quarto stato di Pelizza da Volpedo; e non vedere in quel presentarsi disarmati e affamati a una frontiera anche la convinzione che la Terra è di tutti. Dunque non solo la disperazione, ma anche la rivendicazione di ripartire i beni che i signori della globalizzazione rubano al loro paese, costringendoli a lasciarlo. Così come è difficile non riconoscere nell’esercito mobilitato per impedire loro l’ingresso negli Stati Uniti una riedizione dei cannoni con cui, sul finire dell’800, il generale Bava Beccaris disperdeva e sterminava i manifestanti che lottavano per il pane. Questa è la versione americana della guerra scatenata contro i migranti nel Mediterraneo per farli affogare o respingerli nei Lager libici; o delle barriere e dei respingimenti ai confini terrestri; o la cacciata dai centri di accoglienza negando ogni forma di protezione.

16nov/180

La svolta antisemita di Mussolini

Articolo di Donatella Di Cesare (Corriere 16.11.18) “1938-2018 Un libro dello storico Enzo Collotti. Qui una sintesi della prefazione. Quando il razzismo divenne legge”

“”Non vi furono pressioni naziste per l’adozione di misure contro gli ebreiColpire persone del tutto innocenti fu una scelta consapevole del regime.
Che cosa può significare per un adolescente andare a scuola, come ogni giorno, ed essere rifiutato? «No, per te la scuola è chiusa — non solo oggi, ma per sempre». Così, senza alcun motivo plausibile; né per un provvedimento disciplinare, né tanto meno per aver commesso un reato. Semplicemente perché «sei ebrea!», «sei ebreo!». È capitato, nell’autunno del 1938, agli ebrei italiani che improvvisamente furono cacciati dai banchi di scuola, espulsi dalle aule universitarie. Coloro che passarono indenni per le successive sciagure, descrissero quell’evento come un trauma violento e inesplicabile. Primo Levi parlò di «fulmine», un termine frequente in altre testimonianze. Il che rende bene la drammaticità, ma anche la sorpresa e lo sconcerto. Ciò avveniva nell’Italia fascista di Mussolini che, attraverso un decreto del 5 settembre 1938, firmato dal ministro Bottai, conquistò una triste e ignobile supremazia: fu la prima nazione a espellere le «persone di razza ebraica» dalle scuole di ogni ordine e grado, nonché dalle università e dalle accademie. Il decreto valeva per gli studenti come per gli insegnanti. Pur avendo emanato nel 1935 le leggi razziste di Norimberga, la Germania nazista introdusse solo un paio di mesi dopo l’Italia un’analoga misura.

15nov/180

Nuova presidente. La Commissione diritti alla leghista anti rom

Da Corriere 15.11.18

“”La senatrice della Lega Stefania Pucciarelli è stata eletta presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani che nella precedente legislatura era stata guidata da Luigi Manconi. Per il centrosinistra la nomina è «inopportuna». Pucciarelli, in passato si è espressa contro i nomadi (dicendosi a favore delle «ruspe» salviniane) e gay. Mise un like al commento Facebook «la casa prima agli Italiani, agli stranieri un forno gli darei».”"

Inserito in: xenofobia Nessun commento
7nov/180

Sui migranti uno sfregio alla Costituzione

Articolo di Gaetano Azzariti (manifesto 7.11.18) “Dl sicurezza. Il decreto è una summa di incostituzionalità che potrebbe essere portato ad esempio di ciò che non può essere fatto in materia di migrazioni”

Il voto del Senato sul decreto sicurezza è uno sfregio alla costituzione. Il governo, scegliendo di porre la fiducia, ha persino impedito al Parlamento di discutere delle palesi incostituzionalità delle norme che si dovranno obbligatoriamente votare nella versione imposta dal Consiglio dei ministri. Se neppure alla Camera verrà concesso di discutere modifiche al testo predisposto, sarà evidente la crisi del nostro sistema parlamentare. Che accadrà dopo la conversione in legge del decreto?
Spetterà prima al capo dello Stato, in sede di promulgazione, poi alla Consulta, in sede di sindacato incidentale, esprimersi sulla manifesta incostituzionalità delle norme. Non è detto dunque che la ferita inferta dal Senato alla costituzione non possa essere almeno in parte riassorbita, sempre che i garanti sappiano far sentire con coraggio e rigore la loro voce. Rimane in ogni caso il fatto inquietante che l’attuale maggioranza non sembra preoccuparsi minimamente dei limiti che la costituzione impone. Eppure il decreto sicurezza è una summa di incostituzionalità che potrebbe essere portato ad esempio di ciò che non può essere fatto in materia di migrazioni. Anzitutto lo stesso strumento prescelto vìola la costituzione e la giurisprudenza costituzionale in materia. Illegittimo è infatti l’uso del decreto legge per regolare fenomeni – quali le migrazioni – di natura strutturale che non rivestono alcun carattere di straordinarietà ed urgenza. Né può farsi valere in questa materia un’interpretazione estensiva dei presupposti costituzionali, che altre volte ha portato ad abusare dello strumento del decreto legge, poiché i dati relativi al calo dell’80 % degli sbarchi, vanto dell’attuale governo, in caso dimostrano la cessazione dell’emergenza. Si deve anche dubitare che siano stati rispettati due altri caratteri ritenuti essenziali dalla Corte costituzionale e dalla legge 400 del 1988: l’omogeneità e l’immediata applicabilità di tutte le disposizioni del decreto.

4nov/180

La signora che sgrida il razzista

Articolo di Roberto Russo (Corriere 4.11.18) «Non sono riuscita a stare zitta». Insulti a un pachistano sulla Circumvesuviana, lei interviene: il video è virale”

“”NAPOLI «Mo’ pigl’ ‘o ‘mbrell’ e t’o scasso ‘ncapa…». Non c’è bisogno di tradurre il monito della signora Maria Rosaria Coppola, 62 anni, sarta alla sede Rai di Napoli. Venerdì pomeriggio, a bordo di un treno della Circumvesuviana, ha reagito da sola alle intemperanze anti-immigrati di un passeggero. Coraggio da vendere il suo. Ha zittito un giovanotto esagitato che ce l’aveva con un pachistano, pretendendo che lasciasse lo scompartimento. E il filmato, girato con lo smartphone da un altro viaggiatore e poi postato su Facebook, è diventato in poco tempo virale. Nel video si vede il giovane vestito di nero che inveisce contro gli immigrati. È fuori di sé, schiuma rabbia, lancia accuse, quasi farnetica. Alle sue spalle è seduto un extracomunitario dall’aria abbastanza preoccupata. Gli altri passeggeri appaiono indifferenti, rinchiusi nei loro pensieri, muti. Così fa un curioso effetto sentire la voce di lei che si leva solitaria a contrastarlo: «Sei scemo, razzista e aggressivo».

23ott/180

L’arte di capire il razzismo di Toni Morrison

Articolo di Roberto Saviano (Repubblica 23.10.18) “Arriva in Italia il volume che raccoglie le lezioni tenute ad Harvard dalla premio Nobel afroamericana: un viaggio nella storia per raccontare ai ragazzi da dove viene l’eterno istinto a escludere gli altri. La riflessione di Roberto Saviano. Tratto da “L’origine degli altri” di Toni Morrison edito da Mondadori libri S.p.A per Frassinelli.”

“”Abbiamo sentito talmente tanto pronunciare la parola razzismo da aver smesso di comprendere il suo sinistro significato. Ci sembra la parola diventata un disturbo, come una tosse, un catarro che viene a chi è stato troppo esposto al freddo del passato. Una definizione antiquata, da cui difendersi per tornare a essere liberi di dar giudizi o fare analisi.Toni Morrison in queste pagine rare, diverse da tutto ciò che ha scritto prima, mostra l’urgenza, dimostra l’imperativa necessità di occuparsi di razzismo. Racconta scrivendo, anzi battendo il martello delle parole sul metallo dei concetti, come il razzismo sia l’inclinazione comune, lo spontaneo cercare di sentirsi qualcosa di più che soli individui, e per realizzare questa elevazione di sé, si seleziona chi escludere.

23ott/180

L’orrore in nome della razza

Articolo di Paolo Conti (Corriere 23.10.18) “Dalle leggi del ’38 fino ai treni per Auschwitz. Una mostra al Quirinale. «Atto di riparazione»

“”Il segno è fortissimo, emotivamente e simbolicamente. Nel cuore del Quirinale, residenza del capo dello Stato, la ricostruzione di uno dei vagoni merci che portarono migliaia di ebrei italiani nei campi di concentramento dopo i rastrellamenti nazifascisti: ne morirono quasi 8.000. Ecco le pareti di legno. In alto e in basso le feritoie, ai piedi del visitatore una rotaia che si aggancia al filmato con l’ingresso ad Auschwitz sulla parete di fondo, accompagnato dalle parole di Primo Levi: «Vagoni merci, chiusi dall’esterno. E dentro uomini, donne, bambini compressi senza pietà, come merce, in viaggio verso il nulla». Entrare nel vagone virtuale significa rivivere il terrore che attanagliò quegli ebrei italiani nel loro viaggio di morte.

14ott/180

“Irregolarita’ ”, cosi’ il ministro Salvini sgombera Riace

Due articoli su Riace LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Lucio Musolino (Fatto 14.10.18) “Accoglienza – Approfittando dell’inchiesta sul sindaco, il Viminale dispone il trasferimento entro 60 giorni degli ospiti dello Sprar”

M”"atteo Salvini mette la sua firma sulla distruzione del “modello Riace”. A due giorni dal Riesame chiamato a decidere sui domiciliari disposti dal gip su richiesta della Procura di Locri che ha indagato il sindaco Mimmo Lucano per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno ha disposto il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar di Riace. Con la circolare del 9 ottobre, quindi, il Viminale azzera un modello di accoglienza dei migranti riconosciuto tale in tutto il mondo. Attraverso la Direzione centrale dello Sprar, infatti, il ministero di Salvini conferma quanto già contestato a fine luglio senza considerare le controdeduzioni con le quali il Comune calabrese si era opposto ai 34 punti di penalità per il “mancato aggiornamento della banca dati” gestita dal Servizio centrale, la “mancata rispondenza tra i servizi descritti nella domanda di contributo e quelli effettivamente erogati”. Ma anche la “mancata applicazione di quanto previsto dalle linee guida”, una riscontrata “erogazione dei servizi finanziati dal Fondo a favore di soggetti diversi da quelli ammessi all’accoglienza” e, infine, “la mancata presentazione della rendicontazione”.

14ott/180

I bambini umiliati a scuola

Articolo di Chiara Saraceno (Reubblica 14.10.18)

“”A Lodi oltre duecento bambini che frequentano la scuola di base sono esclusi dal servizio mensa, dallo scuolabus, persino dallo yogurt che viene offerto come merenda a tutti i bambini indipendentemente dal reddito, perché i loro genitori, stranieri non comunitari, non possono dimostrare la loro condizione di ristrettezze economiche non solo in Italia, ma anche nel paese di provenienza. Non basta l’Isee che certifica la loro condizione economica in Italia. Per decisione della sindaca, della Lega, devono produrre una certificazione analoga anche per il paese d’origine, anche se lo hanno lasciato da tempo o ne sono fuggiti o se le amministrazioni locali non sono in grado di fornirle. Ed anche se riescono a procurarsi una qualche documentazione, spesso a caro prezzo, per lo più non viene accolta, non perché dimostra il loro status di abbienti, ma perché non corrisponde alla certificazione italiana.

8ott/180

Attenzione, attraversamento migranti sull’autostrada

Articolo di Salvatore Settis (Fatto 8.10.18) “Il cartello commissionato dalla California, feticcio per i collezionisti, mette i messicani in fuga sullo stesso piano dei cervi: irresponsabili e pericolosi per gli automobilisti. Un’immagine che rivela molto di noi”

“”L’iconografa non è una scienza esatta, ma qualcosa dice. Il segnale stradale che invita gli automobilisti alla prudenza per non travolgere famiglie intere che attraversano l’autostrada fu commissionato nel 1989 dal California Department of Transportation a un grafico di ascendenza indo-americana, John Hood, ma fu messo in opera in un solo tratto stradale, l’ultima parte della Interstate 5, quella prossima al confine messicano, lungo la costa del Pacifico oltre San Diego. Dunque, gli esseri umani a cui gli automobilisti sono invitati a prestare attenzione sono migranti illegali che hanno appena attraversato il confine e, pur di raggiungere il territorio Usa, potrebbero azzardarsi ad attraversare un’affollatissima autostrada. Questo segnale stradale non si può confondere con quelli collocati presso edifici scolastici, che mostrano bambini quietamente diretti a scuola. La famiglia di migranti del cartello californiano, invece, sta correndo, scappa via da qualcuno che teme. Il padre e la madre poggiano al suolo un solo piede, mentre la bambina con le treccine, presa per mano dalla mamma, nemmeno tocca terra. Fuggono per evitare che la polizia li arresti, ma potrebbero essere investiti e uccisi.
Il parallelo iconografico giusto è dunque un altro, quello con i cartelli stradali che mettono in guardia gli automobilisti dagli animali selvaggi che potrebbero tagliar loro la strada. In America spesso viene indicato anche il nome della bestia in questione: per esempio, dove c’è rischio di imbattersi in un cervo ci sono segnali stradali che ne mostrano la sagoma mentre corre, con la scritta “Deer Crossing”.