Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

18gen/19Off

Il 2 marzo tutti a Milano contro il razzismo, «People. Prima le persone»

Articolo Adriana Pollice (manifesto 18.1.19) “«People. Prima le persone» è lo slogan della manifestazioni nazionale antirazzista che si terrà il 2 marzo a Milano. A organizzarla una rete di 25 associazioni”

“”«People. Prima le persone» è lo slogan della manifestazioni nazionale antirazzista che si terrà il 2 marzo a Milano. A organizzarla una rete di 25 associazioni, tra le quali Acli, Anpi, Amnesty International, Arci, Comunità di Sant’Egidio, Emergency, Libera, I sentinelli e Terres des hommes. L’obiettivo è superare le 100mila persone che scesero in piazza il 20 maggio del 2017 ancora a Milano dietro lo striscione «Insieme senza muri». L’appello indica gli obiettivi: «La politica della paura e la cultura della discriminazione vengono sistematicamente perseguite per alimentare l’odio e per creare cittadini e cittadine di serie A e di serie B. Per noi, invece, il nemico è la diseguaglianza, lo sfruttamento, la condizione di precarietà». E ancora: «Crediamo che la buona politica debba essere fondata sull’affermazione dei diritti umani, sociali e civili perché pensiamo che le differenze non debbano mai diventare occasione per creare nuove persone da segregare, nemici da perseguire, ghettizzare o emarginare».

13gen/19Off

Bianchi contro neri. Quel razzismo nascosto dentro il liberalismo

Articolo di Ermanno Bencivenga (Sole 13.1.19)

Il Critone platonico è uno dei punti più alti del discorso morale dell’Occidente. In esso Socrate, ingiustamente condannato a morte, decide che la condanna faccia il suo corso perché, fra le due opzioni che ha davanti (morire o salvarsi fuggendo), una gli consente di rimanere innocente mentre l’altra, l’evasione, significherebbe violare le leggi e macchiarsi di una colpa. La sua scelta non cessa di suscitare la nostra ammirazione, ma non avrebbe offerto alcun lume alla protagonista dell’Antigone di Sofocle, la quale non ha la possibilità di rimanere innocente: deve scegliere tra violare le leggi della città, che le impongono di lasciare insepolto il fratello Polinice, e le leggi della famiglia e dei morti, che le impongono di seppellirlo. Può fare solo l’una o l’altra cosa, e comunque faccia sbaglia; il suo è un dilemma morale, per cui il nobile comportamento di Socrate non fornisce indicazioni.
La filosofia dovrebbe portare ragionevolezza nella nostra esperienza; l’etica, in particolare, dovrebbe mettere ordine nelle nostre scelte. Ma lo studio di condizioni irreprensibili non ci dà alcuna guida se siamo situati in un mondo fallace e iniquo, che non ci offre nessuna via d’uscita onorevole.

12gen/19Off

Le colpe dell’emergenza migranti? Sei italiani su dieci accusano la Ue

Articolo di Nando Pagnoncelli (Corriere 12.1.19) “Il 51% approva lo stop agli abarchi, solo il 19 è favorevole all’accoglienza”

“”Dopo la definizione della legge di bilancio e le discussioni sui provvedimenti simbolo — reddito di cittadinanza e quota 100 — il tema dei migranti è ritornato in primo piano con la vicenda delle due navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye. Una vicenda chiusa dopo molte tensioni interne e nei rapporti con l’Ue, che ha assunto fin dall’inizio un elevato valore simbolico e ha rappresentato un braccio di ferro, accompagnato dal consueto profluvio di dichiarazioni pro o contro la decisione di impedire lo sbarco nei porti italiani. In casi come questi, le maggiori responsabilità nell’individuare soluzioni sono attribuite da gran parte degli italiani (60%) all’Europa. È un’opinione che prevale tra tutti gli elettorati, sia pure con percentuali diverse: dal 42% degli elettori dell’opposizione di centrodestra all’80% di quelli di centrosinistra e, in mezzo, leghisti (61%) e M5S (70%). Al contrario il 13% ritiene che la responsabilità sia in capo alle Ong che si sono occupate di soccorrere i migranti e il 12% ai singoli Stati nelle cui acque territoriali sono giunte le navi.

9gen/19Off

Istituzioni a confronto. Democrazia e a Disobbedienza, una sfida su cui riflettere

Articolo di Donatella Di Cesare (Corriere 9.1.19)

“”La disobbedienza civile non vale solo nei regimi dispotici. È, anzi, il sale della democrazia. A provocarla è, come ha scritto Hannah Arendt nel 1970, «l’incapacità del governo di funzionare adeguatamente». I cittadini sono assaliti dal dubbio sulla legittimità di una legge. Non sanno, però, come esprimerlo, perché l’opposizione è affievolita o tace del tutto. Il timore è di restare inascoltati, mentre il governo insiste in quelle iniziative «la cui legalità e costituzionalità suscitano molti interrogativi».Parlare di «ribellismo» è pretestuoso. Sarebbe comodo «ridurre le minoranze dissidenti a un’accozzaglia di ribelli e traditori». Ma chi disobbedisce si muove nel quadro dell’autorità costituita. Non viola la legge — la sfida. E la sfida in nome di una legge più alta, di una Costituzione tradita, di una giustizia mancata. Articola il disaccordo pubblicamente e opera per il bene comune, assumendosi la propria responsabilità. Certo che la legge non può giustificare la violazione della legge! Perciò i disobbedienti si muovono ai margini, dove il diritto è chiamato in causa dalla giustizia.

5gen/19Off

Gli africani non possono piu’ partire

Articolo di Domenico Quirico (Stampa 5.1.19)

“”L’oscura pericolosa magia del muoversi insieme, verso l’ignoto, che dava moto agli alberi stecchiti, alle capanne di lamiera, alle luride piste di sabbia, non si ripeterà. Eppure, così, i giovani facevano la Storia camminando, la loro vita era un’epopea, un’odissea. Erano l’Inizio assoluto. L’Africa intera affronta il primo anno senza Migrazione. Riuniti nello spiazzo del villaggio, tra le capanne strette come scaglie di pigna; nei sordidi caffè delle bidonvilles di uomini ammonticchiati, dove la povertà sembra ancora più cruda, città affamate di pane, di elettricità, di acqua, di soldi; aggruppati lungo i mercati di stracci e di fango, si sente un pensiero fisso che rode. Inutile: quest’anno per la prima volta non si partirà!
Le notizie che arrivano da Nord del mondo sono chiare: le vie sono chiuse. In Niger, in Libia, lungo tutta la frontiera del mare i gendarmi i soldati i funzionari ora vigilano. L’incredibile è accaduto: l’Europa ha sbarrato le porte del mare e di terra. Come se per miracolo avesse di colpo spostato le sue frontiere, i suoi muri più a Sud. Avesse reso più piccolo il mondo.

5gen/19Off

I 49 profughi sulle navi La soluzione che l’Europa non riesce a trovare

Articolo di Luigi Manconi (Corriere 5.1.19)

“”I dati essenziali sono questi: da quindici giorni, una nave dell’Ong Sea Watch, dopo aver raccolto dalle acque del Mediterraneo 32 migranti e profughi — tra cui 7 minori e 4 donne — chiede che un porto europeo possa accoglierli. I naufraghi provengono da undici diverse nazioni africane. Tutti Paesi dove si verificano condizioni di massima insicurezza, o a causa del dominio di regimi totalitari o a motivo di uno stato di estrema povertà; o perché dilaniati da conflitti bellici e guerre civili o perché teatro di attività terroristiche e di persecuzioni di natura etnica, religiosa e sessuale. Nella stessa situazione si trova la nave dell’Ong Sea Eye, che il 29 dicembre ha salvato 17 persone.

2gen/19Off

Nuovo anno, vecchi confini

Articolo di Raffaele K. Salinari (Manifesto 2.1.19 “Migranti/Salvini. Lo ripetiamo ancora una volta: come nella poesia di Brecht prima scompaiono quelli più lontani ed apparentemente diversi poi, via via, tutti coloro che vogliono continuare a pensare liberamente”

“”All’accorato discorso di fine anno di Mattarella, che giustamente ha considerato la sicurezza come capacità di costruire il bene della comunità nazionale a partire dal rispetto delle diversità, ha subito risposto Salvini. «Abbiamo riconquistato i nostri confini», ha dichiarato, forse avendo in mente la vicenda della nave Sea Watch da dieci giorni in mare con a bordo 32 esseri umani tra cui tre minori non accompagnati un bambino ed un neonato. A questi si sono aggiunte altre 17 persone salvate da un’altra nave che dunque ancora vagano alla ricerca di un porto sicuro nel Mediterraneo. Tra il Natale, la nascita della Speranza che illumina il mondo, e l’epifania, i doni che ad essa sono dedicati, questa vicenda drammaticamente umana attualizza tutta la distanza che c’è tra chi cerca di costruire fattivamente un mondo inclusivo e chi, al contrario, si impegna affinché ciò che separa sia fonte di ispirazione prevalente.

27dic/18Off

Padre Zanotelli: “Come puo’ un cristiano votare Lega?”

Intervista a padre Alex Zanotelli di Giacomo Russo Spena “Parla il padre comboniano, in libreria da poco con “Prima che gridino le pietre”. Un pamphlet che denuncia le storture del decreto sicurezza e il razzismo di Stato: “Non possiamo girarci dall’altra parte, è nostro obbligo morale e civile resistere a queste politiche”. Basta con l’idea del migrante come capro espiatorio: “Dobbiamo far capire ai cittadini chi sono i responsabili della crisi”. La disobbedienza? “È giusta, come nel caso di Mimmo Lucano”.

“”“Questo libro nasce dall’esigenza di un confronto forte e deciso con il razzismo e la xenofobia che ci stanno travolgendo. Dobbiamo farlo insieme, credenti e laici, dobbiamo riappropriarci di quella che il pastore danese Kaj Munk, luterano antinazista, ucciso come un cane nel 1944, definiva santa collera”. È l’incipit dell’ultima fatica di padre Alex Zanotelli, un pamphlet (dal titolo Prima che piovono le pietre. Un manifesto contro il razzismo, edito da Chiarelettere) che vuole contrastare quel che definisce “l’imbarbarimento del linguaggio” nel Paese. Di recente, ha sostenuto la candidatura di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace sotto processo, a Nobel per la Pace: “Sono con lui, è un nostro dovere disobbedire alle leggi ingiuste”.
Padre, nel testo lei parla di “razzismo di Stato”. Quali sarebbero i provvedimenti o gli episodi incriminati a tal punto da portare a una tale affermazione?

20dic/18Off

Maratona umanitaria, per ricordare i nomi dei 34 mila migranti morti

Articolo di Luca Kocci (manifesto 20.12.18) “Verranno proclamati ad alta voce in piazza Grande, a Modena, dalle 8 del mattino di sabato 22 dicembre fino alle 13 di domenica 23, senza sosta, anche di notte”

Ci vogliono ventinove ore consecutive per leggere tutti i nomi dei 34.361 uomini, donne, bambini e bambine morti nel Mediterraneo, sui sentieri di montagna o lungo le strade e le ferrovie tra il 1993 e il 2018 nel tentativo di raggiungere l’Europa dall’Africa e dal Medio Oriente. Verranno proclamati ad alta voce in piazza Grande, a Modena, dalle 8 del mattino di sabato 22 dicembre fino alle 13 di domenica 23, senza sosta, anche di notte, in una lunga staffetta di voci che si alterneranno in una inedita «Maratona dell’umanità». Ci sarà il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, l’arcivescovo mons. Erio Castellucci, la parlamentare europea Cecile Kyenge (che il senatore leghista Roberto Calderoli paragonò ad un «orango» e che ora andrà a processo per diffamazione dopo che la Corte costituzionale ha sentenziato che l’ex ministro non può godere della «insindacabilità sugli insulti»), i Modena City Ramblers, i rappresentanti delle comunità straniere sul territorio, il mondo della scuola, dell’informazione, dello sport, del terzo settore e tutti i cittadini e le cittadine che vorranno aggiungersi, anche all’ultimo momento.

14dic/18Off

Caso mensa “Il Comune ha discriminato i bimbi stranieri”

Articolo di Emilio Randacio (Stampa 14.12.18)

“”Comportamento discriminatorio da parte del Comune di Lodi». Il tribunale di Milano accoglie il ricorso dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione e dell’associazione di volontariato Naga. E, sempre il giudice, ordina di «modificare il “Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate” in modo da consentire ai cittadini non appartenenti all’Unione Europea di presentare la domanda di accesso» alle stesse condizioni degli italiani. Il giudice Nicola Di Plotti, nel suo provvedimento, spiega come «non esistano principi ricavabili da norme di rango primario che consentano al Comune di introdurre, attraverso lo strumento del Regolamento, diverse modalità di accesso alle prestazioni sociali agevolate» per i cittadini extra Ue. L’amministrazione comunale, invece, ha previsto «specifiche e più gravose procedure poste a carico dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea». Il regolamento comunale, infatti, non prevede l’autocertificazione e per molti stranieri è difficile reperire la documentazione che accerti che non possiedano proprietà nel loro Paese d’origine.