30
ott/09
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Ovuli e sperma dalle staminali

Scienziati americani sono riusciti per la prima volta a creare in lavoratorio spermatozoi e ovuli, ricavati da cellule staminali. L’obiettivo dei ricercatori è capire come essi crescono e quindi migliorare le tecniche per curare l’infertilità. Scoperta accolta come svolta importante dalla comnità scientifica e con allarme e timori dalle associazioni religiose.

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30
ott/09
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Biotestamento, a Genova si deposita all’anagrafe

L’ufficio sarà aperto entro novembre e consentirà ai cittadini di depositare con un atto notarile a costo zero (solo imposta bollo) le proprie volontà sui trattamenti medici e sanitari a cui essere sottoposti o meno.
Il sindaco di Genova Marta Vincenzi: “sarò la prima a lasciare le mie volontà”. (vedi articolo sulla Stampa di oggi).

Intanto nel centrodestra, dopo la riproposizione del testo del Senato, si riapre la discussione (vedi articolo sul Secolo d’Italia)

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29
ott/09
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La vita in ostaggio di preti e politici

Nella discussione parlamentare sul biotestamento, alla Camera si riparte dal testo del Senato che prevede il sondino obbligatorio: alimentazione e idratazione forzate. Le posizioni di Fini e altri parlamentari Pdl non hanno sortito alcun effetto: non è un caso che la decisione del Pdl di riproporre integralmente il testo del Senato sia venuta all’indomani dell’incontro tra Gianni Letta e Benedetto XVI.

Leggi il fondo di Stefano Rodotà:

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28
ott/09
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Gli attacchi alla Costituzione e al potere repubblicano

Un bell’articolo di Emanuele Ciliberto curatore, fra l’altro, del prezioso volume “Biblioteca laica, il pensiero libero dell’Italia moderna” che raccoglie testi di pensatori italiani da Leon Battista Alberti a Cavour, passando tra gli altri, per Giordano Bruno, Macchiavelli, Leopardi, Manzoni.

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28
ott/09
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Dialogo e riconciliazione fra Chiese

Papa Ratzinger vuole rimpolpare il suo primato con preti anglicani simpatizzanti di Roma, anche se sono sposati: risparmiando loro l’obbligo medioevale del delibato.

Leggi l’articolo di Hans Kung:

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27
ott/09
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Ora illegale

Lettera di Maria Chiara Acciarini ai politici italiani

A tutti i politici italiani, Massimo D’Alema compreso, che si stanno appassionando alla discussione sull’ora di religione islamica, si dovrebbe far presente che la vera emergenza in tema di libertà religiosa e di libertà di coscienza è un’altra. Nella scuola italiana è in atto una vera e propria discriminazione nei confronti degli alunni che hanno scelto di “non avvalersi” dell’insegnamento della religione cattolica.
Grazie ai tagli imposti dalla Gelmini, sono scomparse le ore di compresenza nella scuola primaria, sono state eliminate le ore aggiuntive al tempo prolungato, sono state ricondotte a 18 ore tutte le cattedre della scuola secondaria e si sono così azzerate le ore a disposizione per le attività didattiche programmate dalle singole scuole. Ore che permettevano di organizzare in qualche modo le attività alternative all’insegnamento della religione cattolica. Bambine e bambini, ragazzi e ragazze sono così lasciati girovagare per i corridoi, costretti a seguire le lezioni di materie obbligatorie in classi diverse dalla loro, stipati in angusti stanzini e abbandonati a se stessi…
Intendiamoci: la situazione per gli studenti che “non si avvalgono” non è mai stata brillante, anche se sulla base della Costituzione e della legge essi dovrebbero essere messi in condizione di scegliere fra tre ipotesi: frequentare le lezioni di una materia alternativa; compiere studi o attività individuali; lasciare i locali della scuola. Sì, perché l’ora di religione cattolica è un’ora facoltativa. Lo sappiamo in modo inequivocabile da ben venti anni. Così si espresse, infatti, la Corte Costituzionale, presieduta dal giurista cattolico Giovanni Conso, nella sentenza dell’11 aprile 1989: “Lo Stato è obbligato, in forza dell’accordo con la Santa Sede, ad assicurare l’insegnamento della religione cattolica. Per gli studenti e per le loro famiglie esso è facoltativo: solo l’esercizio del diritto di avvalersene crea l’obbligo scolastico di frequentarlo. Per quanti decidano di non avvalersene l’alternativa è uno stato di non obbligo”.
Come materia facoltativa, quindi, l’insegnamento della religione cattolica andava e va trattato. Senza docenti di ruolo, senza collocazione fra le materie obbligatorie od opzionali, senza valutazione ai fini del profitto scolastico.
Alla corretta interpretazione della Costituzione e alla conseguente applicazione della legge, la Chiesa cattolica si è opposta con tutte le sue forze e con tutta la sua capacità di persuasione pubblica e privata, cercando in tutti i modi di osteggiare la libertà di scelta delle famiglie e degli allievi. Ha preteso, e ottenuto dal precedente governo Berlusconi, la stabilizzazione degli insegnanti, sulle competenze dei quali lo Stato ha rinunciato ad esercitare qualunque controllo. Si sono così assunti con contratto a tempo indeterminato insegnanti scelti dall’autorità religiosa per insegnare una materia facoltativa ad una parte degli allievi, mentre migliaia di precari, che da anni insegnano con i dovuti titoli le materie comuni a tutti gli studenti, sono stati licenziati per risparmiare risorse. L’ora di religione costa allo Stato italiano più di un miliardo di euro.
Ma non basta: nel caso di ritiro dell’idoneità da parte del vescovo, i docenti di religione cattolica possono passare ad insegnare, come docenti di ruolo, materie obbligatorie.
La Chiesa cattolica è anche intervenuta pesantemente sull’articolazione dell’orario delle scuole, in modo da rendere pressoché impossibile l’ingresso in ritardo o l’uscita anticipata degli allievi che non si avvalgono, e ha insistito per dare sempre più spazio al giudizio di religione, fino ad ottenere dall’attuale ministro in carica l’impegno di trasformarlo in un vero e proprio voto. Un impegno in contrasto con la recente, limpida pronuncia del TAR del Lazio, che ha usato parole che sottolineano il valore della libera scelta degli alunni e delle famiglie: “sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico”.
Come si colloca all’interno di una così patente discriminazione nei confronti di una parte degli allievi, e anche di una parte degli insegnanti, l’idea di inserire l’ora di religione islamica? Ovviamente, e non solo per reazione ai latrati della Lega a difesa delle “radici della nostra civiltà”, si può e si deve ragionare sulla possibilità dell’insegnamento di religioni diverse da quella cattolica. Né può sfuggire come l’imposizione di una religione “dominante” cozzi sempre più con la realtà di una società multietnica e multireligiosa. L’approccio deve però avvenire nella chiarezza. L’insegnamento delle varie religioni, compresa quella cattolica, è materia facoltativa e dalla facoltatività si devono trarre tutte le conseguenze: le ore devono essere collocate al di fuori dell’orario obbligatorio, la loro frequenza non può dare luogo ad una valutazione ai fini del profitto e i relativi docenti devono essere assunti a tempo determinato. Si tratterà, comunque, di un confronto fra diversi catechismi, cioè dei principi fondamentali delle diverse religioni esposti ed insegnati in forma semplicistica ed acritica, poiché questo è l’approccio che il Concordato consente alla Chiesa cattolica e che dovrà essere esteso alle altre religioni che lo richiedano.
Diverso è lo studio scientifico della “storia delle religioni”, come chiedono alcuni, o della “filosofia delle religioni”, come auspicano altri . Per inserire nella nostra scuola tali materie occorre innanzitutto abrogare il Concordato con la Chiesa Cattolica, almeno per la parte relativa all’insegnamento della religione nelle scuole, che ha le caratteristiche prima illustrate.
Si potrebbe allora prevedere una materia obbligatoria e insegnata da docenti forniti di una preparazione universitaria e scelti dallo Stato con le ordinarie procedure di selezione degli insegnanti.
E’ un tema aperto, di cui è opportuno discutere.
Prima di tutto, però, occorre garantire i diritti degli allievi che hanno scelto di non frequentare l’ora di religione cattolica, ponendo fine ad ogni discriminazione nei loro confronti.

26
ott/09
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Binetti e la liberta’ di scelta

Un commento di Corrado Augias in risposta a un lettore (Repubblica 25.10): “La Binetti ha toccato il nocciolo della faccenda: l’autodeterminazione. Non si vuole che una persona, scegliendo di non voler essere curata in certe condizioni, si privi della consolazione, degli affetti, della misericordia, di chi fosse disposto ad aiutarlo o a pregare per lui. Sono un paio di secoli che ci si batte per l’affermazione dell’autodeterminazione degli individui e dei popoli e la Binetti ci riporta di botto all’Ancien Règime.”
Ma si potrebbe dire di più: per la Binetti, così come per la gerarchia ecclesitica che rifiuta esplicitamente l’autodeterminazione, i valori di riferimento non sono quelli stabiliti secondo procedure democratiche dalla nostra Carta Costituzionale, ma quelli di encicliche e dogmi religiosi. Vogliono cioè uno Stato confessionale, non uno Stato democratico.

binetti-zanda-la-liberta-di-scelta.html

22
ott/09
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La dignita’ offesa delle donne, firme oltre 100mila

Leggi l’articolo e le interviste a Michela Marzano (e ora bisogna parlare anche alle adolescenti): Barbara Spinelli (sistuazione eccezionale e la gente lo ha capito): Nadia Urbinati (un’opposizione civile che non va sprecata).

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22
ott/09
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“Contro i clericali”, nuovo libro di Teodori

Una ricostruzione storica degli ultimi 40 anni del rapporto del potere politico con la chiesa. Con molti rimpianti per il passato.
Leggi la recensione di Filippo Ceccarelli

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21
ott/09
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Concordato

La Corte di Strasburgo condanna l’Italia: violati i diritti del filosofo “eretico” escluso dall’Università Cattolica
Sul Corriere della Sera del 21.10:

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