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9apr/19Off

Accadde oggi: approvata la prima Legge Siccardi

09 aprile

1850 – Viene promulgata nel Regno di Sardegna la prima delle tre Leggi Siccardi.
Giuseppe Siccardi, ministro della Giustizia nel governo D’Azeglio, con l’appoggio diretto del re Vittorio Emanuele II, propose le leggi che furono approvate a gran maggioranza dalla Camera, nonostante le resistenze dei conservatori più legati alla Chiesa cattolica.
(In fondo un breve filmato sulle Leggi Siccardi)
Le Leggi Siccardi abolirono tre grandi privilegi di stampo feudale di cui godeva il clero:

  • il foro ecclesiastico, un tribunale che sottraeva alla giustizia dello Stato gli uomini di Chiesa oltre che per le cause civili anche per i reati comuni (compresi quelli di sangue),
  • il diritto di asilo, ovvero l’impunità giuridica di chi si fosse macchiato di qualsiasi delitto e fosse poi andato a chiedere rifugio nelle chiese, nei conventi e nei monasteri,
  • la manomorta, ovvero la non assoggettabilità a tassazione delle proprietà immobiliari degli enti ecclesiastici (stante la loro inalienabilità, e quindi l’esenzione da qualsiasi imposta sui trasferimenti di proprietà).

I cattolici intransigenti promossero una strenua resistenza a queste leggi, che continuò anche a seguito della loro promulgazione e sfociò con l’arresto dell’arcivescovo di Torino, che venne processato e condannato ad un mese di carcere dopo aver invitato il clero a disobbedire a tali provvedimenti.
Negli anni seguenti il governo, anche per l’avvicinamento di Cavour alla sinistra anticlericale, inasprì il suo atteggiamento nei confronti della Chiesa.
La legge del 29 maggio 1855 abolì tutti gli ordini religiosi (tra i quali agostiniani, carmelitani, certosini, cistercensi, cappuccini, domenicani, benedettini) privi di utilità sociale, ovvero che «non attendessero alla predicazione, all’educazione, o all’assistenza degli infermi», e ne espropriò tutti i conventi (334 case), sfrattando 3733 uomini e 1756 donne. I beni di questi ordini soppressi furono conferiti alla Cassa ecclesiastica, una persona giuridica distinta ed autonoma dallo Stato.

 

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