Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

11giu/14Off

Leggi speciali. Tavolino selvaggio

Articolo di Tomaso Montanari (Fatto Q. 11.6.14)

“”Ecco il primo, vero antipasto dello Sblocca Italia. Debora Serracchiani ha ottenuto che Dario Franceschini mettesse la museruola politica alla soprintendenza architettonica del Friuli Venezia Giulia, estendendo di fatto la speciale autonomia della sua regione a un ambito in cui non è affatto prevista: quello dei Beni culturali. L’antefatto è questo. Alla fine di aprile alcuni commercianti di Trieste avevano sfilato sotto le finestre del Comune, accusando la giunta di aver chinato la testa di fronte alle prescrizioni della Soprintendenza in fatto di verande, dehors, ombrelloni e fioriere. In quell’occasione il presidente della Confesercenti friulana aveva attaccato anche la Serracchiani, sostenendo che era “mancato l’intervento politico che, ad esempio, la Regione che ha competenza in materia, poteva fare direttamente a Roma”. Ecco fatto, ora che la Serracchiani è nella segreteria del Pd renziano, l’intervento politico c’è stato: “La Regione Friuli Venezia Giulia e il ministero dei Beni culturali hanno sottoscritto un accordo che sancisce la ‘non assoggettabilità’ ai pareri vincolanti della Soprintendenza regionale su attività e strutture temporanee allestite in luoghi monumentali. L’intesa permetterà di superare il potere di “veto” degli uffici periferici del ministero, in particolare nella materia dei cosiddetti ‘dehors’, strutture come tavolini od ombrelloni di esercizi commerciali, e di manifestazioni sportive o fieristiche di breve durata. Nell’impossibilità di un dialogo con la Soprintendenza regionale ci siamo rivolti al ministro Franceschini, che ci ha ascoltato”. Eccome, se ha ascoltato: e nei delicati equilibri della tutela del patrimonio culturale si tratta di una notizia bomba.OGNI soprintendente ha il mandato di difendere il territorio dalle pretese, spesso stravaganti, dei poteri locali. E se un soprintendente esagera, o travalica i suoi poteri, il ministro può e deve rimuoverlo. Ma lasciarlo in prima fila e poi sparargli alla schiena direttamente dal suo stesso quartier generale è la più vigliacca delle alternative. Ed è proprio quel che è successo, visto che all’ultimo punto dell’accordo si legge che – “al fine di accogliere le esigenze manifestate dalle categorie economiche”, – non è più richiesta l’autorizzazione del soprintendente per occupare le piazze in vista di manifestazioni inferiori a un mese. Pensate alle roventi polemiche che hanno recentemente opposto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che voleva dare Piazza Plebiscito alla Nutella, al soprintendente Giorgio Cozzolino, che si opponeva alla commercializzazione della piazza in nome del decoro pubblico dei monumenti: ebbene, se avesse potuto ricorrere al ‘metodo Serracchiani’, De Magistris non avrebbe nemmeno dovuto comunicare alla soprintendenza la sua brillante idea.E il punto è proprio la balcanizzazione della tutela: grazie al duo Serracchiani-Franceschini siamo oltre i sogni proibiti della Lega. Fino ad oggi l’articolo 9 della Costituzione ha imposto di mantenere un eguale livello di tutela su tutto il territorio nazionale. Ma ora l’accordo separato Friuli-Mibact apre una falla potenzialmente enorme: sia sul piano della disparità regionale, sia su quello della commistione politica-tutela. Come ha puntualmente notato l’Associazione Bianchi Bandinelli, in un duro comunicato: “L’accordo, rivendicato come vittoria personale dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, smentisce clamorosamente, oltre tutto, l’art. 4 (Disposizioni urgenti per la tutela del decoro dei siti culturali) del decreto sulla cultura e il turismo trasmesso la scorsa settimana alla Commissione Cultura della Camera dallo stesso ministero. Inoltre riporta in luce il pericoloso principio ‘silenzio assenso’, già sventato ai tempi del ministro Urbani, ben consapevoli delle difficoltà in cui versano gli uffici periferici del ministero, oberati di pratiche e carenti di personale… Ma la gravità di un simile provvedimento risiede, in questo caso, ancor più nel metodo: attraverso un patto politico, si decide che quanto stabilito dal Codice non è più valido e che la competenza tecnico-scientifica sia non solo scavalcata, ma addirittura abolita”. Insomma, l’articolo 9 della Costituzione da oggi suona un po’ così: “La Repubblica tutela il patrimonio storico e artistico della nazione, secondo gradi che variano in ragione della vicinanza di ciascun presidente di regione con la segreteria del Pd”.  Matteo Renzi è stato di parola: le soprintendenze cominciano a morire.”"

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