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Accadde oggi: nasce Giovanni Amendola

15 aprile

1882 – Nasce a Salerno Giovanni Amendola, giornalista e politico.
Da giornalista, dopo essere stato per lunghi anni collaboratore del Corriere della Sera, nel 1922 diede vita, insieme ad altri intellettuali, al quotidiano Il Mondo, destinato a diventare nel giro di pochi anni una delle voci più autorevoli della stampa antifascista.
Da politico, era fautore di una linea liberal-democratica e si schierò decisamente contro il fascismo, non accettando le posizioni di compromesso che, sin dal 1921, avanzarono altri esponenti della classe dirigente come Giolitti e Salandra. Fu tra i primi a riconoscere la natura “religiosa” del fascismo e, probabilmente, si deve a lui il termine totalitarismo. (In fondo potrai vedere la ricostruzione dell’aggressione ad Amendola nel documentario “L’opposizione al fascismo” di Ermanno Olmi)
Le sue posizioni critiche verso il regime gli valsero frequenti intimidazioni e aggressioni, fino a giungere all’aggressione fisica, quando fu bastonato da quattro fascisti e ferito alla testa, il 26 dicembre 1923 a Roma.
Dopo il delitto Matteotti fu tra i deputati che diedero vita al cosiddetto Aventino, rifiutandosi di partecipare alle attività parlamentari fino a quando non fosse stata ripristinata la legalità.
Nel maggio 1924, diede vita alla Unione meridionale, trasformata in Unione nazionale nel novembre successivo; era un tentativo di organizzare le forze liberali antifasciste.
Nel 1925, però, Mussolini diede un giro di vite alla libertà politica. Superata la crisi Matteotti, il fascismo iniziò ad instaurare la dittatura con una serie di leggi liberticide e a farne le spese furono tutti gli antifascisti, compreso Amendola e l’Unione Nazionale. Il deputato liberale fu aggredito dagli squadristi a Serravalle Pistoiese il 20 luglio 1925 e non si sarebbe più ripreso dalle percosse subite.
È considerato l’ispiratore del Manifesto degli intellettuali antifascisti.
Morì a Cannes, in Francia, il 7 aprile 1926 dopo una lunga agonia provocata dalle percosse ricevute a Serravalle Pistoiese.
Il figlio Giorgio partecipò attivamente alla lotta partigiana e fu un autorevole rappresentante del Partito Comunista Italiano.

 

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