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20apr/170

Accadde oggi: Billie Holiday registra “Strange Fruit”

20 aprile

1939 – La piccola casa discografica indipendente Commodore Records, specializzata in musica jazz, registra la canzone Strange Fruit di Billie Holiday.
Il brano, la cui musica e il testo sono di Abel Meeropol, è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili: l’espressione Strange Fruit è diventata un simbolo per “linciaggio”. Infatti, lo “strano frutto” di cui si parla nella canzone è il corpo di un nero che penzola da un albero. La potenza simbolica ed emotiva del testo deriva dal contrasto fra l’immagine evocata di un Sud rurale e tradizionale e la realtà brutale dei linciaggi e del razzismo.
(Se continui a leggere potrai vedere il testo e sentire la canzone nella versione originale di Billie Holiday e in quella successiva di Nina Simone)
Anche dopo la fine dello schiavismo, negli Stati Uniti il razzismo era ancora un fenomeno quotidiano. Secondo una stima del Tuskegee Institute, negli anni fra il 1889 e il 1940 vennero linciate complessivamente 3.833 persone; il 90% di questi omicidi ebbe luogo nel Sud, e i 4/5 delle vittime erano afroamericani. Spesso non era neppure necessario un crimine come movente del delitto: come nel caso di Emmett Till, l’unica motivazione addotta era a volte così i negri non diventano troppo spavaldi. Nel 1939 si erano già verificati tre linciaggi, e da un’inchiesta condotta negli Stati del Sud risultò che 6 bianchi su dieci erano favorevoli a tale pratica.
Abel Meeropol era un insegnante ebreo-russo del Bronx, membro del Partito Comunista Americano, mise lui stesso in musica il testo di una sua poesia già pubblicata prima con lo pseudonimo Lewis Allan sulla rivista New York Teacher.
Billie Holiday aveva allora 24 anni; la canzone guadagnò subito un posto di rilievo nel suo repertorio. Sebbene fosse già famosa come elegante cantante jazz ed espressiva interprete di blues, fu soprattutto grazie a Strange Fruit che raggiunse la fama mondiale. L’immagine di Billie Holiday e della canzone si confusero l’una con l’altra: non era più solo la donna capace di sedurre e commuovere il suo pubblico, ma anche di scuoterlo.

STRANGE FRUIT
Southern trees bear strange fruit,
Blood on the leaves and blood at the root,
Black bodies swinging in the southern breeze,
Strange fruit hanging from the poplar trees.

Pastoral scene of the gallant south,
The bulging eyes and the twisted mouth,
Scent of magnolias, sweet and fresh,
Then the sudden smell of burning flesh.

Here is fruit for the crows to pluck,
For the rain to gather, for the wind to suck,
For the sun to rot, for the trees to drop,
Here is a strange and bitter crop.


UNO STRANO FRUTTO
Gli alberi del Sud danno uno strano frutto,
Sangue sulle foglie e sangue alle radici,
Neri corpi impiccati oscillano alla brezza del Sud,
Uno strano frutto pende dai pioppi.

Una scena bucolica del valoroso Sud,
Gli occhi strabuzzati e le bocche storte,
Profumo di magnolie, dolce e fresco,
Poi improvviso l’odore di carne bruciata.

Ecco il frutto che i corvi strapperanno,
Che la pioggia raccoglierà, che il vento porterà via,
Che il sole farà marcire, che gli alberi lasceranno cadere
Ecco uno strano ed amaro raccolto.

 

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