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8mag/19Off

Accadde oggi: in Algeria la strage di Setif

08 maggio

1945 – Mentre la Francia celebra la fine del Terzo Reich e il trionfo dei valori della democrazia sul nazismo, dall’altra parte del Mediterraneo si sta per scrivere una delle pagine più nere dell’epoca coloniale. A Sétif, a 300 chilometri da Algeri, un gruppo di manifestanti chiede la liberazione del leader del Partito Popolare Algerino, Messali Hadj. Tutto si svolge pacificamente fino a quando non viene sollevata la bandiera dell’Algeria, vietata dal governatorato generale francese. Di fronte alla polizia che spara sulla folla, esplode la rivolta degli algerini e al termine della giornata si contano 103 morti francesi.
Si scatena una violentissima repressione, condotta dal generale Duval: coprifuoco e istituzione della legge marziale, spedizioni punitive, raid aerei contro uomini, donne e bambini. In poche settimane, sono uccisi dai 6mila agli 8mila algerini (45mila nella memoria collettiva algerina). (In fondo potrai vedere un filmato sulla repressione effettuata dai francesi e il trailer del film “Hors la loi“)
Il grande scrittore Kateb Yacine ricorda che «si vedevano cadaveri ovunque, in tutte le strade[...] La repressione era cieca, un grande massacro [...] Il tutto si è concluso con decine di migliaia di vittime. A Guelma, mia madre ha perso la memoria [...] la repressione era atroce». In Nedjma, il suo romanzo più noto, Yacine descrive la violenza della repressione: «Le mitragliatrici, le mitragliatrici, le mitragliatrici, alcuni cadono, altri corrono tra gli alberi, niente montagne, niente strategia, potevamo tagliare i fili del telefono, ma loro hanno la radio e armi americane nuovissime. I poliziotti hanno tirato fuori i loro side-car, non vedo più nessuno vicino a me».
Le milizie di pieds-noirs prendono attivamente parte alle operazioni, approfondendo il fossato tra le comunità. Michel Rouze, redattore capo di Alger républicain, rileva in un suo rapporto che «la legge marziale è proclamata. Si distribuiscono armi agli europei. Ogni arabo che non porti un bracciale sarà ucciso».
Lo scoppio della repressione del maggio 1945 nella regione di Costantina segna un radicale cambiamento della situazione per i nazionalisti. L’assenza di riforme significative dopo il 1945 rafforza la loro convinzione che il sistema coloniale non può migliorare con mezzi pacifici. D’altronde, diventa chiaro che tutte le forze di un nazionalismo ancora diviso si devono unire per rovesciare il rapporto di forza con la potenza coloniale.
La rivolta di Sétif prefigura la guerra di Algeria che si svolgerà dal 1954 al 1962.
Suscitò grandi polemiche nel 2010 la presentazione in concorso a Cannes del film algerino “Hors la loi” di Rachid Bouchareb sul massacro di Sétif. Mentre organizzazioni di estrema destra promettevano “una crociata sulla Croisette”, la prefettura di Cannes annunciava che il 21 maggio, lo stesso giorno della proiezione del film, si sarebbe tenuta una cerimonia in memoria di tutte le vittime della guerra d’Algeria, davanti al Monumento dei morti. Un’iniziativa che intendeva placare gli animi esacerbati dalla polemica ma che rischiò di provocare disordini e tensioni.

 

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