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Accadde oggi: approvato in Europa l’uso della pillola anticoncezionale

09 maggio bis

1960 – La Food and Drug Administration, ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione degli alimenti e dei farmaci, autorizza la messa in vendita della pillola anticoncezionale.
Il prodotto era già disponibile da tre anni e veniva prescritto per alleviare il disagio mestruale. In Europa la pillola arrivò nel 1961.
In Italia fu disponibile solo in farmacia e sotto prescrizione medica a partire dal 1965. Nel 1971 l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica (AIED) ottenne l’abrogazione dell’articolo del codice penale che vietava la propaganda e l’utilizzo di qualsiasi mezzo contraccettivo. Nel 1976 il Ministro della Sanità abrogò le norme che vietavano la vendita della pillola anticoncezionale. Quindi, dopo 11 anni, la pillola arrivò nelle farmacie riportando l’indicazione “contraccettivo” sul foglietto illustrativo. (In fondo potrai vedere Anna Marchesini che, nei panni di Merope Generosa, illustra la funzione degli anticoncezionali)
Non è mai esistita nella storia un’invenzione medica così tanto controversa come quella della pillola anticoncezionale. Mai prima d’allora il frutto di anni di ricerca farmacologica era riuscita a mettere sottosopra i valori della società moderna. Per la prima volta, una minuscola pastiglia diventava involontariamente il simbolo di una svolta epocale, quella del nuovo ruolo della donna nel mondo e nella famiglia.
L’anno scorso il Time ha voluto dedicare la copertina proprio al 50esimo anniversarioTime pill della libera commercializzazione della pillola e quell’articolo è stato possibile leggerlo in italiano in un numero dell’Internazionale del maggio 2010.
Dieci anni fa, la diffusione dell’anticoncezionale per via orale venne definita dall’Economist “il più importante progresso scientifico del Novecento”. Negli anni ’60, la pillola diventò l’emblema femminista della liberazione (e rivoluzione) sessuale e della rivincita delle donne sull’uomo. Alcuni studiosi, invece, vedevano nel controllo della natalità la chiave di volta per mettere fine alla fame e alla povertà nel mondo.
Per la Chiesa cattolica era invece un mezzo contro natura che avrebbe incentivato i rapporti sessuali fuori dal matrimonio e, più in generale, l’anarchia sessuale; tant’è vero che nel 1968 papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae Vitae., con cui reiterò l’insegnamento tradizionale cattolico secondo il quale la contraccezione artificiale distorcerebbe la natura e gli obiettivi del sesso.

Nonostante siano trascorsi 50 anni la pillola continua ad essere poco conosciuta da chi la utilizza. Più del 40 per cento dei giovani americani pensano che la sua percentuale di efficacia sia del 50 per cento in su, quando in realtà oscilla tra il 92 e il 98 per cento. In Italia, non siamo messi molto meglio. Il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa per l’utilizzo della contraccezione orale, con una percentuale del 16 per cento contro il 50 per cento dell’Olanda, il 40 per cento della Francia e il 30 per cento della Svezia.

 

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